mercoledì 3 agosto 2011

Le città non si svuotano e arrivano i turisti Così i pronto soccorso rischiano il collasso

Roma, 3 ago. (Adnkronos Salute) - Complice la crisi economica, le città non si svuoteranno del tutto, e già nell'ultimo week end di luglio il 'bollino nero' si è 'scolorito' in grigio, con un traffico molto meno intenso del previsto. Ma gli ospedali, con personale in ferie e posti letto ridotti per il mese di agosto, reggeranno il colpo? In particolare i pronto soccorso, oberati di lavoro anche per l'assistenza da assicurare a turisti e villeggianti?
"Abituati a vedere le città che si svuotano in agosto - spiega all'Adnkronos Salute la senatrice del Pd Donatella Poretti, segretario della commissione Igiene e Sanità del Senato - i servizi pubblici si adeguano a una popolazione ridotta garantendo al tempo stesso le ferie al personale". "E' quanto accade anche per le strutture ospedaliere e per i pronto soccorso. Se l'esodo dalle città sarà ridotto, c'è il rischio - avverte - che i servizi d'emergenza si trovino in estrema difficoltà.
Ma a questa condizione particolare si deve aggiungere per la città di Roma la situazione d'emergenza del pronto soccorso del Policlinico Umberto I. A fronte di una media di 375 accessi quotidiani - spiega Poretti - la struttura è a dir poco inadeguata, se non completamente fuori da ogni norma igienica e sanitaria. Abbiamo eseguito un sopralluogo e abbiamo trovato una situazione che è davvero urgente da risolvere: in un ambiente senza finestre con un soffitto molto basso su cui si affacciano stanze dei medici ricavate con dei separé, stazionano fino a 72 ore (3 giorni) malati in promiscuità indecente: uomini e donne su barelle una attaccata all'altra, dove si permette l'accesso ai familiari come soluzione per far mangiare i degenti a fronte di una carenza di personale medico e infermieristico cronico". "Se le condizioni dei malati appaiono inaccettabili, anche quelle di lavoro dei sanitari (per lo più precari) non garantiscono una gestione funzionale ed efficiente. Sarebbe urgente un intervento della Regione Lazio - dice - e abbiamo infatti segnalato la situazione ai nostri consiglieri regionali".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Le-citta-non-si-svuotano-e-arrivano-i-turisti-Cosi-i-pronto-soccorso-rischiano-il-collasso_312314375493.html

Internet: non aprite quella posta, Polizia mette in guardia da mail-truffa

Roma, 3 ago. (Adnkronos) - 'La tua password e' scaduta. Ti chiediamo collaborazione'. Oppure: ''Hai vinto un premio, ti invitiamo a modificare i tuoi dati di accesso al conto on line'. Sono tanti gli stratagemmi per adescare utenti on line e ottenere dati personali. Il 'phishing', e' un fenomeno in crescita anche in Italia. Grazie a messaggi che imitano grafica e logo di istituti di credito, con una email che quasi sempre contiene avvisi di particolari problemi che si sono verificati, si viene invitati a rivelare il proprio numero di conto corrente, carta di credito e relativi codici di identificazione. ''E' un fenomeno contenuto in termini generali ma rilevante nell'ambito del 'computer crime'. E i casi seguiti dalla Polizia Postale sono numerosi'', spiega all'ADNKRONOS Stefano Zireddu, vice questore aggiunto in servizio alla Polizia Postale e delle Comunicazioni. ''Abbiamo due tipi di fishing -sottolinea- uno basato sull'ingegneria sociale, l'altro sul fishing tecnologico''. Quanto al primo tipo, spiega il direttore della terza sezione investigazioni informatiche, ''sfrutta i sistemi di comunicazione elettronica e quindi la rete. E' il caso di email fraudolente, che sembrano provenire da istituti di credito e invece hanno altri mittenti''. Dalla Polizia Postale arriva un preciso avvertimento: ''Gli istituti di credito -rimarca Zireddu- non contattano mai i propri clienti attraverso email chiedendo il numero di conto, la password per accedervi o i dati relativi alla carta di credito. Percio' quando l'utente vede che a scrivergli e' una banca, anche se si tratta del proprio istituto di credito, deve diffidare e non rispondere, cestinando immediatamente il messaggio di posta elettronica''.

Omicidio Rea: domani interrogatorio di garanzia per Parolisi

Roma, 3 ago. (Adnkronos) - L'appuntamento per il caporalmaggiore dell'esercito Salvatore Parolisi e' per domani mattina alle ore 9.30. Davanti al gip di Teramo Giovanni Cirino si terra' infatti il suo secondo interrogatorio di garanzia, dopo che la competenza territoriale dell'inchiesta e' stata spostata alla procura abruzzese dalla procura di Ascoli Piceno. Nessuna anticipazione sulla strategia che verra' adottata domani dai legali del marito di Melania Rea, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.

Inchiesta P4, risolto il giallo della notifica: Alfonso Papa non sarà scarcerato

Roma, 3 ago. - (Adnkronos) - Giallo risolto sulla notifica da parte della cancelleria del tribunale di Napoli, relativa alla misura cautelare che ha portato in carcere Alfonso Papa, lo scorso 20 luglio con l'accusa di concussione, favoreggiamento e rivelazione di segreto potrebbe essere scarcerato sabato a mezzanotte.
A quanto rivelava ''Il Fatto quotidiano'' infatti il tribunale del riesame avrebbe dovuto confermare il provvedimento emesso dal gip di Napoli Luigi Giordano su richiesta dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio ai legali dell'ex pm. Questa mattina però, spiegava il quotidiano, si ipotizava che uno dei due avvocati di Papa, Giuseppe D’Alise, non avesse ricevuto la prevista notifica da parte della cancelleria del tribunale di Napoli. L’avvocato Carlo di Casola, altro difensore di Papa, ha confermato: “Questa mattina ho eccepito il difetto di notifica nei confronti del mio collega D’Alise e ora gli uffici stanno procedendo alla verifica per comprendere che cosa sia accaduto”.
Ma i pm frenano: fonti della Procura riferiscono all'ADNKRONOS che la notifica sarebbe stata trovata. Il provvedimento della misura cautelare in carcere non perderebbe più di efficacia e quindi Papa potrebbe non dover lasciare il carcere di Poggioreale.
Poi in serata la conferma che l'avviso di fissazione dell'udienza infatti era stato consegnato dall'ufficiale giudiziario al portiere dell'edificio dove D’Alise ha il proprio studio.
Giallo risolto, dunque: il parlamentare del Pdl Alfonso Papa, arrestato nell'ambito dell'inchiesta denominata P4 non potrà essere scarcerato alla mezzanotte di sabato per il presunto vizio di forma avanzato dai legali.

Siria, nuovi raid dell'esercito ad Hama. Spari sui civili e bombe sulle abitazioni

New York, 3 ago. (Adnkronos/Ign) - Nuova offensiva dell'esercito siriano ad Hama, dove i carri armati hanno occupato la piazza centrale della città nel quarto giorno di attacchi. Tutte le linee di comunicazione sono state poi interrotte. Secondo testimonianze locali, rilanciate dal quotidiano 'Guardian', i carri armati hanno bombardato pesantemente alcune case, le forze di sicurezza hanno lanciato bombe all'interno delle abitazioni e ci sono pesanti scontri a fuoco per le strade.
Stando a quanto riferisce al-Arabiya, che cita testimoni, le forze di sicurezza siriane starebbero sparando contro civili. Obiettivo dell'intervento delle forze di sicurezza, secondo l'emittente, sarebbe impedire alla popolazione di lasciare la città per sfuggire alle violenze.
In una prigione di Hama è divampato un incendio scoppiato dopo tre giorni di proteste, da parte dei detenuti rinchiusi nel carcere, in segno di solidarietà con la popolazione della città e le forze di sicurezza hanno ucciso i detenuti presenti in 13 celle. Lo ha annunciato un attivista del Comitato siriano per i diritti umani alla tv satellitare 'al-Arabiya'. Secondo questa fonte, l'ala nord del carcere è andata distrutta dopo l'incendio.
Il governo di Damasco viene accusato di voler approfittare della distrazione internazionale per l'avvio del processo all'ex presidente egiziano Hosni Mubarak per continuare nei suoi raid contro la popolazione di Hama, iniziato domenica. E' attesa per oggi un'ulteriore seduta del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per valutare se intraprendere azioni contro il regime di Bashar al-Assad, impegnato da marzo nel reprimere nel sangue la rivolta.
Per il secondo giorno consecutivo, infatti, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha concluso la sua sessione senza aver raggiunto un accordo sulla linea da seguire di fronte alla repressione in Siria. "Sfortunatamente non è stato possibile un accordo finale tra i membri del Consiglio di Sicurezza, non è stato raggiunto il necessario equilibro", ha dichiarato Vitaly Churkin, che al Palazzo di Vetro rappresenta la Russia che si oppone ad ogni posizione forte nei confronti di Damasco.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Siria-nuovi-raid-dellesercito-ad-Hama-Spari-sui-civili-e-bombe-sulle-abitazioni_312312819891.html

Rai: Lei in Cda assicura che Dandini ci sara', a studio modifica format

Roma, 3 ago. (Adnkronos) - 'Parla con me' si fara', anche se il format attuale subira' delle modifiche. Lo avrebbe assicurato nel corso del Cda Rai di oggi, l'ultimo di agosto, il Dg Lorenza Lei. A quanto si apprende da fonti consiliari, infatti, il direttore generale avrebbe spiegato che occorre un cambiamento nel solco del binomio riduzione dei costi e pieno utilizzo delle risorse interne. La Rai, infatti, sull'attuale format della Fandango ha il 100% dei diritti, ragion per cui, e' necessario un format diverso, altrimenti l'Azienda dovrebbe farlo con forze interne, stando alla linea intrapresa dal Dg.

Missile libico sparato contro nave italiana Caduto a 2 km, il 'Bersagliere' si allontana

Il 'Bersagliere', foto sito Difesa
Roma, 3 ago. - (Adnkronos) - Un missile è stato lanciato dalla Libia ed è caduto in mare a circa 2 km dalla nave italiana 'Bersagliere' della Marina Militare, in navigazione al largo delle coste libiche. Il missile sarebbe stato lanciato dall'area di Zlitan, secondo quanto apprende l'Adnkronos, e sarebbe caduto in mare a circa duemila metri dalla poppa dell'unita' della Marina. Zlitan è la zona dove ieri era partita la controffensiva delle forze fedeli a Gheddafi.
Si sta ora valutando, sulla base dei dati che risultano dalle tracce radar relative alla traiettoria, se il missile fosse effettivamente diretto contro il 'Bersagliere'.
Nel frattempo la nave ha aumentato in via precauzionale la distanza dalla costa libica, portandosi al di fuori della portata dei colpi.
''Non ci sono motivi di preoccupazione -ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa-. Per prudenza la fregata si è spostata più al largo''. La Russa spiega che ''è stata segnalata la traccia di un missile che è caduto in mare a due chilometri dalla nave Bersagliere''. Non e' chiaro, spiega il ministro, se sia stato lanciato verso il mare o se si tratti di un missile antiaereo che non ha raggiunto il bersaglio ricadendo cosi' in acqua. Comunque, assicura, ''non ci sono motivi di preoccupazione'', anche se la nave Bersagliere ''per prudenza si e' spostata piu' al largo'' delle coste libiche.

Berlusconi in Aula

Roma, 3 ago. (Adnkronos/Ign) - L'informativa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Montecitorio sull'andamento della situazione economico-finanziaria dell'Italia è stata posticipata a mercati finanziari chiusi.
In una nota di Palazzo Chigi si legge che "il presidente del Consiglio ha chiesto di spostare l'informativa sulla situazione economica alla Camera alle ore 17,30 di oggi e quella al Senato alle ore 19,30".
La seduta della Camera, inizialmente fissata alle 15, è stata spostata per evitare il rischio di eventuali ripercussioni sull'andamento della Borsa e dei titoli. La decisione di posticipare l'informativa del premier dovrà comunque essere ratificata dalla conferenza dei capigruppo che Fini ha convocato per le ore 14,30.
Oggi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha incontrato a Lussemburgo il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. "E' stata una lunga e fruttuosa discussione" ha detto il ministro.
"Abbiamo avuto una lunga discussione, passando in rassegna tutti i problemi che l'Eurozona sta affrontando, continueremo le nostre riflessioni insieme" ha affermato dal canto suo il presidente dell'Eurogruppo. "I agree", io sono d'accordo, ha aggiunto il ministro italiano. A quanto si apprende al centro del colloquio ci sarebbe stato anche il discorso che il premier Berlusconi terrà oggi pomeriggio alle Camere.
Intanto Pier Luigi Bersani, che si è rivolto ai deputati del Pd riuniti per discutere della situazione economica in vista dell'intervento del premier, ha detto che "l'Italia è fortemente impaurita e c'è un distacco crescente tra il Paese e la politica". Per il segretario del Pd "la situazione ormai è sfilacciata" e quindil'unica strada per uscire dalla crisi è "una novità politica. E' questo che serve".

martedì 2 agosto 2011

Brendan Lillis, prigioniero politico irlandese. Un appello per la sua liberazione


Brendan Lillis sta male. E' dimagrito e pesa 37 chili, ma le autorità britanniche della Northern Ireland Assembly non hanno acconsentito alla sua scarcerazione per motivi umanitari ritenendolo ancora un pericolo pubblico, nonostante l'aggravarsi della malattia che lo ha colpito.
Brendan Lillis. E' questo il nome di un prigioniero "politico" irlandese che sta facendo parlare del suo caso e del problema dei prigionieri politici nell'Irlanda del Nord.
Nel 1972 fu condannato all'ergastolo per detenzione di esplosivi nell'Irlanda del Nord. Nel 1994 fu rilasciato sulla parola, ma fu arrestato nuovamente per furto nel 2009. Da quel momento è stato così considerato un pericolo per la pubblica sicurezza e non è gli è stato più consentito di uscire dal carcere di Maghaberry. Gli è stata revocata la possibilità di uscire nuovamente su parole e ora dovrà scontare il resto della pena detentiva dell'ergastolo. 
La situazione, tuttavia, risulta essere molto grave. Infatti, Brendan soffre di una malattia degenerativa artritica che lo costringe a letto. Dimagrito fino a raggiungere i 37 chili, ora sta rischiando la vita. Silegge che si troverebbe in uno stato confusionale e con febbre molto alta per un'infezione.
La sua compagna, Roisin, ha dovuto apprendere la notizia delle sue condizioni dalla stampa, poiché non le è stato permesso di fargli visita in carcere. 
La Commission Parole, commissione che nell'ordinamento giuridico britannico è incaricata di giudicare se un detenuto abbia i requisiti per scontare la propria pena ai domiciliari, ha ritenuto che Brendan Lillis, in quanto "pericolo pubblico", non fosse idoneo alla richiesta di lasciare il carcere dov'è tutt'ora rinchiuso.
Nonostante anche i rappresentanti del Sinn Féinmovimento indipendentista irlandese e frangia politica dell'IRA, abbiano incontrato mercoledì 27 luglio il Ministro della Giustizia David Ford dellaNorthern Ireland Assembly, per chiedere la liberazione di Brendan per motivi umanitari e di compassione, non c'è ad oggi nessuna notizia su una sua eventuale scarcerazione. La richiesta era già stata giudicata eccessiva dal Prison Service, in quanto la sua condizione di salute non rappreseterebbe un motivo sufficiente per far ricorso ad una e per questo è passata successivamente nelle mani della Commission Parole. Inoltre, per la condizione di salute in cui è, non potrà neanche partecipare al processo e quindi si prospetta il prolungamento della condanna.
Il Coordinamento Amici di Brendan Lillis ha organizzato una manifestazione per venerdì di fronte alla sede della rappresentanza diplomati britannica a Roma per chiederne la scarcerazione ed evitargli una morte in carcere.

Il decreto sui rimpatri è legge via libera definitivo in Senato


L'aula di Palazzo Madama converte il decreto sull'espulsione degli extracomunitari irregolari e allunga la permanenza nei Cie da 6 a 18 mesi

ROMA - L'assemblea di palazzo Madama ha approvato con 151 voti favorevoli e 129 contrari il decreto legge con il quale il governo ha attuato le normative Ue sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e sul rimpatrio degli extracomunitari irregolari. La maggioranza ha sempre "tenuto", anche quando è stato votato qualche emendamento a scrutinio segreto. Tutte le opposizioni hanno votato contro. Il decreto è convertito in legge perché già approvato dalla Camera.

Tra le misure principali, il testo prevede l'espulsione immediata degli immigrati irregolari considerati "pericolosi" e allunga la permanenza nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) da 6 a 18 mesi. Si allunga poi da 5 a 7 giorni il termine entro il quale lo straniero deve lasciare il territorio nazionale su ordine del questore, qualora non sia stato possibile il trattenimento presso i centri.

Sulla norma dei 18 mesi di permanenza nei Cie per gli immigrati, l'opposizione ha mostrato una "palese schizofrenia", ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "E' una misura che abbiamo preso dalla direttiva europea: non si può dire che se lo dice la direttiva europea va bene e se lo diciamo noi è una norma disumana perchè si tratterebbe di un caso di palese schizofrenia", sono state le parole del ministro. "Noi abbiamo preso una norma che è contenuta nella direttiva europea - ha aggiunto - che dice che gli immigrati si possono trattenere nei centri fino a 18 mesi".

Il decreto convertito oggi introduce il permesso di soggiorno per motivi umanitari e anche il "rimpatrio volontario assistito" che potrebbe sostituire, in alcuni casi, il rimpatrio coatto degli immigrati clandestini. In questo caso l'immigrato può ottenere dal prefetto un termine da 7 a 30 giorni per il ritorno in patria. Espulsione immediata con provvedimento delle autorità di polizia, invece, per gli stranieri considerati pericolosi per ragioni di ordine pubblico, per la sicurezza nazionale o per il rischio di fuga.

Durante l'esame, l'aula del Senato ha accolto l'ordine del giorno della Lega Nord che impegna il governo ad "esigere in tutte le competenti sedi internazionali che alle forze aeronavali attualmente impegnate nell'operazione Unified Protector (quella per la tutela dei civile dagli attacchi in Libia) siano assegnati compiti anche nel campo della prevenzione dei flussi migratori non controllati diretti dal maghreb verso l'Europa". Il Carroccio chiede anche "l'aumento delle pene, fino all'ergastolo, per chi si occupa dell'organizzazione e del trasporto di clandestino verso il nostro paese".

L'ipocrisia della casta: il bilancio truffa della Camera dei Deputati

In queste ore è in discussione a montecitorio il conto consuntivo e il progetto di bilancio della Camera dei Deputati.
Su giornali e televisioni già scalpitano per annunciare un fantomatico taglio di 150 milioni di euro che la Camera restituirà allo stato come risultato della politica di risparmi portata avanti in questi anni e da realizzare negli anni successivi.
Si tratta solo di pura propaganda, per cercare di arginare il sentimento di odio nei confronti della classe politica italiana che dilaga nel paese.
Il trucco, ben noto ai manager di stato, è quello di gonfiare i bilanci previsionali, in modo da "conquistare" un saldo positivo al momento della presentazione del bilancio consuntivo.
Ma la Camera non è Alitalia e qui i deputati possono dire e spendere quello che vogliono, perchè non esiste alcun organismo di controllo che possa vigilare sui loro conti.
Ad esempio si possono permettere di pagare 11 per incassare 138.
Prendiamo il caso ben noto degli assegni vitalizi.
Qualsiasi istituto o sistema previdenziale con queste cifre sarebbe andato in default, i suoi vertici licenziati, i suoi bilanci commissariati.
Loro invece si possono permettere anche questo: 
Cap. 10  - Spese per Assegni vitalizi: 138.200.000 euro
Cap. 30 -  Entrate contributi per assegni vitalizi: 11.235.000 euro 
Parliamo degli stessi personaggi che periodicamente pretendono e impongono attraverso le loro leggi antipopolari, l'innalzamento dell'età pensionabile.
Loro ci mettono 60 mesi per incassare la pensione, un lavoratore normale ci impiega 40 anni, un precario nemmeno in sogno gli potrà mai apparire questo fantasma d'altri tempi che si chiama pensione.
http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/08/lipocrisia-della-casta-il-bilancio.html

Quella telefonata di Parolisi a Melania già morta


“Il caporalmaggiore dice il falso”: così il Gip motiva la richiesta di custodia cautelare per il marito della vittima
Depositato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Teramo, Giovanni Cirillo, la motivazione per l’arresto di Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dei Carabinieri e marito di Melania Rea, ormai principale indiziato dell’omicidio di Colle San Marco. Le due colonne su cui si regge l’ordinanza, si legge in un lancio di agenzie di qualche minuto fa, sono l’alibi di Parolisi, che per il Gip è da considerarsi inattendibile, e l’intervento sul cadavere di Melania successivo alla morte, che per il giudice sarebbe una vera e propria “deturpazione”.
L’ALIBI CHE NON C’E – Si capisce che se il giudice sottoscrive l’ordinanza di arresto con motivazioni tanto forti, la situazione del caporalmaggiore ne esce tutt’altro che rafforzata. E le parole del giudice Cirillo sono in effetti nette.
Il falso alibi e la deturpazione del cadavere sarebbero i punti cardine dell’ordinanza del Gip di Teramo, Giovanni Cirillo, che ha disposto l’arresto di Salvatore Perolisi. Il caporalmaggiore – secondo indiscrezioni sull’ordinanza – avrebbe ‘sbagliato’ dal primo momento volendo far credere di cercare la moglie scomparsa. Ha messo su un alibi non credibile: a Colle San Marco non c’era mai stato con Melania e l’ha cercata troppo tardi, se e’ vero che il suo telefonino era spento mentre la moglie ‘scompariva’.
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La Georgia come Amsterdam: “Marijuana libera”


Il paese caucasico ha intenzione di aprire il mercato della droga leggera anche agli stranieri
La Georgia potrebbe diventare la nuova Olanda: proprio mentre nel paese dei tulipani le autorità civili spingono per la progressiva marginalizzazione dell’esperienza dei coffee shop, i locali in cui si possono fumare droghe leggere in modica quantità sotto il controllo dello Stato, nella piccola repubblica del Caucaso già si pensa di mettere in cantiere l’esperienza inversa, ovvero la predisposizione di aree in cui il consumo di marijuana agli gli stranieri sia concesso e non punito.
FUMO LIBERO IN GEORGIA – La notizia arriva sulle agenzie italiane da un giornale in lingua georgiana rilanciato da un servizio di informazioni internazionali specializzato in est europa e riservato.
Le autorità georgiane pensano di consentire ai turisti stranieri di fumare marijuana in aree dedicate. Lo scrive il quotidiano georgiano Aliya, secondo quanto riferisce Interfax. L’iniziativa sarebbe promossa da vari esponenti di alto livello del governo, oltre che dall’ex ministro dell’economia e capo di gabinetto del presidente, oggi alla guida della rete tv Imedi, Georgi Arveladze. Secondo il quotidiano presto apriranno locali in cui sarà consentito fumare droga. Attualmente in Georgia la detenzione di marijuana in quantità inferiore a due grammi non è punibile penalmente, ma solo con una sanzione amministrativa.
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Kosovo: Nato invia battaglione rinforzo


(ANSA) - BRUXELLES - La Nato inviera' rinforzi alla Kfor, la forza Nato in Kosovo, ''nella misura di un battaglione'', per fronteggiare l'escalation di violenza della minoranza serba. Lo ha detto un portavoce dell'Alleanza Atlantica. ''L'ordine di attivazione e' partito dal quartier generale della Nato di Napoli'', ha spiegato il portavoce. Secondo quanto riporta la Bundeswehr (l'esercito tedesco) sul suo sito, del battaglione faranno parte 550 tedeschi e circa 150 austriaci.

Sanità, allarme 'pronto soccorso': ''In Italia sono come gironi dell'Inferno dantesco''

Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - "I pronto soccorso in Italia sono diventati come gironi dell'Inferno dantesco, bisogna intervenire subito per evitare che non si ripetano più casi come quello del San Camillo". Così il segretario regionale Cimo-Lazio, Giuseppe Lavra, commenta l'episodio che si è verificato al pronto soccorso dell'ospedale romano in cui una donna anziana è morta dopo 21 ore di attesa prima di essere visitata.
"Serve - aggiunge in una nota Lavra - un intervento correttivo. E' una situazione esasperante per i malati ma anche per i medici che ci lavorano in prima linea: il tempo medio per la visita di un paziente supera le quattro ore e per l'eventuale ricovero in un reparto di degenza possono passare due giorni in barella o in carrozzina. Il risultato è che uno su dieci fugge dal pronto soccorso senza essere visitato e si arrangia in altro modo".
Secondo il segretario Cimo è "giunto il momento di affrontare il problema rivisitando profondamente il modello organizzativo del pronto soccorso. La soluzione - conclude Lavra - potrebbe essere quella di utilizzare i medici della guardia medica del territorio per ridurre i tempi di attesa gestendo almeno i codici bianchi e potenziare i reparti specialistici di degenza ordinaria. Altrimenti, se si continua così, episodi come quello del San Camillo sono destinati a ripetersi e le inchieste della Regione saranno infinite".
Raccontaci la tua esperienza, scrivi a redazione.Ign@adnkronos.com

Abbasso la Casta: 84 parlamentari inquisiti e vanno pure in ferie per 40 giorni


di Xavier Jacobelli
Come direbbe Flaiano, la situazione è grave, ma non è seria. Parole da stampare a lettere cubitali all'ingresso di Montecitorio e Palazzo Madama, le cui assemblee fanno finta di tagliare i privilegi mentre le Borse crollano, il ministro del'Economia è azzoppato da questioni giudiziario-immobiliari e, alla buon'ra, il capo del governo si decide ad intervenire in Parlamento con tutti i rischi del caso. Stavolta non può sparare le solite barzellette e dirci che tutto va bene, perchè i mercati sono pronti ad azzannarlo alla giugulare.
 Intanto, la contabilità dei parlamentari nei guai con la giustizia continua ad aggiornarsi.  Attualmente sono 84, dicansi ottantaquattro i rappresentanti del popolo eletti in modo blindato, che hanno conti in sospeso con la Giustizia. Ce n'è per tutti i partiti e per tutti i gusti. Praticamente, uno su dieci non è tranquillo. Ognuno ha le sue rogne e i reati sono variegati. I colleghi Enrico Del Mercato, Antonio Fraschilla ed Emanuele Lauria, su Repubblica hanno ricostruito la mappa della vergogna, il database degli inquisiti nel quale spiccano i 28 deputati sui 90 dell'assemblea regionale siciliana. "Uno su tre è indagato, sotto processo oppure è già stato condannato per reati che vanno dal peculato alla truffa, passando per associazione mafiosa e abusi d'ufficio vari". 
Panorama, intanto, ha contato tutti gli esponenti del Pd che, a vario titolo, sono indagati dalle procure d'Italia. Sono 101, come i dalmata della mitica carica. Ma questo non è un film e nemmeno una fiction. I reati su cui indagano i giudici parlano di: corruzione, abuso d'ufficio, peculato, truffa, turbativa d'asta, finanziamento illecito dei partiti.
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Nucleare: nuovi colloqui tra Iran e Russia


Nucleare: nuovi colloqui tra Iran e Russia
MOSCA - Il Segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev sara' a Teheran il 15 agosto per incontrare la sua controparte iraniana Saeed Jalili e il presidente Mahmoud Ahmadinejad in merito al programma nucleare iraniano.
Lo riferisce il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast. L'obiettivo russo e' quello di incoraggiare l'Iran a riprendere i colloqui sul nucleare con le potenze mondiali sulla base della nuova proposta di Mosca. Durante una visita a Washington, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva proposto un graduale ritiro delle sanzioni nei confronti dell'Iran in cambio di ogni passo positivo compiuto da Teheran in ambito nucleare. L'Iran ha accolto la proposta russa come un segno di distensione, ma ha comunque ricordato di aver compiuto abbastanza passi positivi ed ora tocca all'Occidente di fare il suo per rafforzare la fiducia reciproca. Le massime autorita' iraniane hanno detto piu' volte che la solo possibilita' per colloqui costruttivi sul nucleare e' il riconoscimento dei diritti dell'Iran da parte della comunita' internazionale, anche sul discusso programma di arricchimento dell'uranio. In base dei rapporti dell'Agenzia Onu per l'atomica che visita regolarmente i siti iraniani l'attivita' nucleare di Teheran segue obiettivi civili e pacifici.

Russia/ Putin: Usa 'parassiti di economia mondiale'


Russia/ Putin: Usa 'parassiti di economia mondiale'

MOSCA - Il primo ministro russo all'attacco dell'America "parassita" del mondo se non riforma suo sistema.
Il giorno dopo l'accordo a Washington sull'innalzamento del tetto del debito per evitare il default, Vladimir Putin ha accusato gli Stati Uniti si essere i parassiti dell'economia mondiale. Secondo il premier di Mosca un crollo finanziario americano non è negli interessi dell'economia globale, ma l'aumento del debito pubblico degli Stati Uniti rinvia soltanto le soluzioni di sistema per l'economia statunitense "che sfrutta come un parassita il monopolio del dollaro". Lo ha detto Putin, rispondendo alle domande del giovani Nashi (formazione della gioventù pro Cremlino) all'ormai tradizionale forum sul lago Seliger, nella regione di Tver.

Bologna, la strage di 31 anni fa Alla cerimonia il governo non c'è


Una foto d'archivio della strage di Bologna

Napolitano: accertare la verità storica e processuale
e prevenire rigurgiti di intolleranza

BOLOGNA - «Nei confronti dei parenti delle vittime, non solo della strage di Bologna, il governo ha avuto un comportamento inqualificabile: quest'anno come l'anno scorso non ha inviato alcun rappresentante istituzionale a Bologna». 
«Lo stesso si è verificato a gennaio, nella ricorrenza dell'eccidio dei tre carabinieri al Pilastro per mano della banda della Uno bianca. La strategia sembra quella del silenzio, la volontà quella di far dimenticare». È quanto ha affermato in un passaggio del suo intervento alla commemorazione della straqe alla stazione di Bologna, il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi. Dopo il minuto di silenzio in ricordo delle 85 persone scomparse e dei 200 feriti, concluso dal volo di 85 palloncini bianchi, Bolognesi, nel suo discorso, ha anche toccato il tema della legge 206 sul risarcimento ai familiari delle vittime di stragi. «Le promesse e le assicurazioni, avute subito dopo l' insediamento di questo governo dall'onorevole Silvio Berlusconi e dal sottosegretario Letta, si sono dimostrate parole al vento, fatte da ricercatori di facile consenso. Nessun atto concreto è stato compiuto - ha proseguito - ma anche se questo continueremo la nostra battaglia per fare applicare integralmente la legge». A giudizio di Bolognesi, ancora, «vorrebbero dimenticare e che anche noi dimenticassimo. Ma noi - ha concluso - non dimentichiamo: non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare». 
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