Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
sabato 17 dicembre 2011
Dodicimila alla marcia antirazzista Canti e preghiere per Mor e Modou
Gruppi sono arrivati da tutta Italia, per ricordare Mor e Modou. Casapound: «Non chiediamo scusa»
FIRENZE - Un lungo fiume che attraversa tutta la città, il corteo di per dire no al razzismo dopo la strage in cui Gianluca Casseri, estremista di destra, ha ucciso Modou Samb e Mor Diop. Un fiume di oltre diecimila persone (il segretario della Cgil Mauro Fuso azzarda: «Siamo in 40 mila»). La partenza, alle 15, è stata da piazza Dalmazia: la prima tappa della follia del killer, ragioniere armato di pistola Magnum 357, che ha freddato i due senegalesi. Già dalla mattina sono arrivate centinaia di persone nel luogo dove sono morti i due senegalesi. In molti hanno pregato con tappeti stesi a terra e letture del Corano. E come un pellegrinaggio si sono avvicinati all'angolo del ricordo dove sono stati lasciati altri messaggi, disegni fatti dai bambini, stelle di natale e ciclamini e rose bianchi. Le bancarelle del mercato hanno chiuso poco dopo l'una, anche in San Lorenzo sono rimaste chiuse.
IL LUNGO CORTEO - In testa al corteo ci sono il sindaco Matteo Renzi, il governatore della Toscana Enrico Rossi e il leader di Sel Nichi Vendola, arrivati insieme. Ci sono anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani (che dopo 20 minuti è uscito dal corteo, per poi rientrare dopo un'ora) e Rosy Bindi. Il portavoce della comunità senegalese Pape Diaw dice: «Da oggi niente sarà più come ieri», mentre la comunità senegalese intona un canto religioso. In prima fila gli amici di Modou Samb e Mor Diop che reggono le foto dei due senegalesi morti. Su un cartello oltre la foto di Modou ci sono le foto delle moglie e della figlia di 13 anni. «Tredici anni senza vedere la sua famiglia - c'è scritto accanto alle immagini - e il suo sogno si è fermato il 13 dicembre». «Non ha nemmeno visto la sua bambina una volta», racconta con le lacrime agli occhi uno degli amici. Accanto alla foto dell'altra vittima Mor Diop, la scritta: «Perchè ha scelto solo i senegalesi al mercato?». Dietro cartelli e striscioni della comunità senegalese fiorentina, ci sono i gonfaloni, in primo piano quello della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e della Provincia di Prato. Sfilano alla manifestazione oltre diecimila persone, ma è difficile fare una stima dei presenti visto che il percorso scelto è insolito; la Cgil parla di dodicimila presenze (8000 per la questura). Tanti i colori alla manifestazione, in particolare quelli della bandiera senegalese. In cosa alla manifestazione anche il Movimento di lotta per la casa che grida: «No al razzismo».
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Berlusconi non si è mai dimesso. Vi spiego perché
A chi quella sera del 12 novembre scorso ha festeggiato le dimissioni dell’ex Premier Berlusconi vorrei dire: forse non immaginavate e forse non avete ancora compreso bene che, se è vero che le dimissioni sono avvenute ed un governo tecnico oggi siede nelle poltrone del Parlamento, nella realtà dei fatti una regia nemmeno troppo occulta tiene i fili delle sorti Italiane ed ha un nome: Berlusconi.
Già poche ore dopo l’insediamento del nuovo governo tecnico, Berlusconi ed i suoi ebbero modo di dichiarare che, loro, quelli del Pdl, avrebbero potuto “staccare la spina” al Governo Monti quando più lo avessero ritenuto utile e necessario. Che poi – per ora – ciò non sia accaduto, poco male. Ma le parole hanno un senso. Sempre. E solo chi è sordo dentro poi, non ha nemmeno occhi per vedere.
Una conferma del fatto che, pur in una condizione che definirei piuttosto di “sospensione” - e non certo dellaDemocrazia, dal momento che in Italia sappiamo tutti essere solo una menzogna – di un percorso politico che era ed è tutt’ora ai confini della realtà e della fede di milioni di cittadini, ci viene ad esempio, dalla trasmissione “Ballarò” in onda tutti i martedì sera su Rai3.
Nella trasmissione del 13 dicembre infatti, si è potuto assistere ad una conferma del fatto che, se da un lato l’Italia è oggi governata da un pool di tecnici dall’altra è supervisionata dai soliti noti del precedente Governo. Avete presente la situazione della Federazione Russa? Putin “abdicò” in favore di Medvedev, attuale Presidente russo, ma nella realtà dei fatti, ancor oggi ed è palese ormai a tutti, è Putin a tenere le fila della nazione e dei rapporti internazionali.
Lo stesso “giochetto” è ciò che sta accadendo qui da noi. Come scrivevo quindi, proprio durante la puntata di “Ballarò”, che fra gli ospiti ha annoverato il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo. Fin qui, nulla di male. Il “problema” per gli italiani, è sorto dal momento che – chiamato a spiegare alcuni parametri della manovra Monti – egli ha avuto modo di ammettere di fronte alle telecamere ed che “il governo ha bocciato l’asta per le frequenze televisive perché questo ordinava il patto con Berlusconi”.
E quando l’Onorevole Di Pietro, presente in studio ha chiesto il motivo per cui “non è stata fatta l’asta sulle frequenze televisive” il sottosegretario ha trovato una sola, misera risposta: “Non l’abbiamo fatta perché non l’abbiamo fatta”. “Il patto con Berlusconi”? Ma stiamo scherzando? Questo quindi conferma la strategia delle dimissioni di Berlusconi in tempo utile per non soccombere totalmente ai criteri di una opinione pubblica ormai al limite della sommossa civile.
Conferma la “lettera di intenti” inviata a Bruxelles non per proporre ma per imporre. Conferma inoltre, che piuttosto che operare autonomamente per il bene del Paese e dei suoi cittadini, anche il Governo Monti ha come priorità assoluta le regole della Casta. Ammettere, peraltro di fronte a milioni di telespettatori che sono contribuenti ed elettori, che il Governo attuale ha stretto “patti” con l’ex Premier decaduto per insolvenza nei confronti degli italiani, vuol dire ammettere una qualche sorta di corruzione in atto nel nostro Parlamento.
Tutto ciò con buonapace di noi Italiani, costretti anche adesso a Governo tecnico in corso, a dover subire non solo l’onta di una diseguaglianza esorbitante in tema di misure e pressioni fiscali che determina una volta in più la differenza fra comuni cittadini onesti e ricchi italiani in cerca di maggiori agevolazioni, ma che non toglie mano alla reiterazione di un danno, di un abuso, di una aberrazione: la Politica in italia è solo cosa loro. E spesso, fa rima con “Cosa nostra”.
Che sia Cosa nostra loro, o cosa loro e basta, a noi rimane solo una cosa: la torbida deduzione che in ogni caso, in ogni modo, “loro” avranno sempre ragione. Perfino se sprezzanti delle leggi e delle regole. Quelle stesse leggi e regole che a noi riducono alla schiavitù. A “loro” servono solo a bloccare la Nazione da qualsivoglia legittimo senso della difesa contro uno Stato iniquo e padrone delle vite di tutti noi.
Il (finto) ritiro dall’Iraq è il primo passo per un Medio Oriente sempre più americanizzato
1. Con le parole “Benvenuti a casa” Obama ha salutato il rientro degli ultimi soldati americani d’istanza in Iraq. Per la prima volta nella storia, uno Stato celebra in pompa magna la propria sconfitta in guerra.
I numeri dell’Iraq dopo quasi nove anni all’insegna di questa scellerata campagna militare sono terribili, senza nient’altro da aggiungere. “Chiedete ad un qualsiasi iracheno se si sta meglio oggi o se si sentivano più sicuri sotto Saddam”, ha icasticamente affermato un veterano nel corso di un’intervista a Press Tv, ricordando i costi umani della guerra: 1,3-1,4 milioni di morti, 4 milioni di orfani, 5 milioni di rifugiati. Oltre ad un’intera generazione segnata dal trauma dell’occupazione.
I numeri degli USA non sono migliori: tra i 3.600 e i 4.400 miliardi di dollari di costi e oltre 4.500 soldati uccisi. Senza contare un tasso di disoccupazione tra i veterani del 12% (la media nazionale è il 9%), caso strano nel Paese che più di ogni altro è riuscito ad assicurare una seconda vita (nell’amministrazione, nelle università, o persino nei talk show) ai suoi eroi che dopo aver smesso la divisa.
Qual è il significato di fondo della disastrosa campagna irachena? Nel 2003 Bush decise di invadere l’Iraq per indurre l’Arabia Saudita ad aumentare la produzione petrolifera allo scopo di adeguarla al crescente fabbisogno interno degli americani. Oggi il prezzo del petrolio è quintuplicato rispetto a otto anni fa e la democrazia in Iraq ha portato al potere la maggioranza sciita, consegnando di fatto all’Iran un ampio margine di manovra nelle questioni interne del Paese. Il peggiore scenario possibile sia per Ryadh che per Washington.
Qual è il significato di fondo della disastrosa campagna irachena? Nel 2003 Bush decise di invadere l’Iraq per indurre l’Arabia Saudita ad aumentare la produzione petrolifera allo scopo di adeguarla al crescente fabbisogno interno degli americani. Oggi il prezzo del petrolio è quintuplicato rispetto a otto anni fa e la democrazia in Iraq ha portato al potere la maggioranza sciita, consegnando di fatto all’Iran un ampio margine di manovra nelle questioni interne del Paese. Il peggiore scenario possibile sia per Ryadh che per Washington.
2. Il ritiro americano lascia diverse questioni irrisolte. Oggi l’Iraq è un Paese frazionato e divisosecondo logiche di potere legate a questioni etnico-confessionali, guidato da un governo tacciato di corruzione e dispotismo ma incapace di sostenere le pressioni dei diversi attori sia interni che esterni.
Quanto al primo punto, il futuro politico di al-Maliki è legato ai recenti colloqui con la Casa Bianca e alle costanti pressioni del suo oppositore Alawi (qui un’analisi sui possibili scenari) nonché di Moqtada al-Sadr. L’oggetto del contendere verte su molti aspetti: su tutti, la presenza di formatori americani anche dopo il ritiro delle truppe d’occupazione e l’immunità nei confronti di questi.
Quanto al primo punto, il futuro politico di al-Maliki è legato ai recenti colloqui con la Casa Bianca e alle costanti pressioni del suo oppositore Alawi (qui un’analisi sui possibili scenari) nonché di Moqtada al-Sadr. L’oggetto del contendere verte su molti aspetti: su tutti, la presenza di formatori americani anche dopo il ritiro delle truppe d’occupazione e l’immunità nei confronti di questi.
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L'ultima notte al coffee shop Amsterdam fa il pieno di turisti
Dal prossimo anno per entrare nei locali che hanno reso famosa la città olandese servirà una tessera che sarà rilasciata solo ai residenti ed è boom di turisti per gli ultimi giorni di apertura a tutti
di CRISTINA NADOTTINonostante la crisi e la necessità di stringere la cinghia, ci sarà chi potrà permettersi di essere parte della festa locale mangiando chicchi d'uva a Madrid, o scambiandosi maialini a Vienna e chi, soprattutto se ha tra i 18 e i 24 anni, sceglierà di salutare il nuovo anno in un coffee shop, celebrando per l'ultima volta il mito dell'Olanda permissiva e libertaria. Dal primo gennaio 2012 Amsterdam sarà un po' meno la patria della beedoogbeleid, la politica della tolleranza, perché non permetterà più che un gran numero dei turisti che la visitano ogni anno - si stima sia il 23 per cento circa - lo faccia soltanto per sballarsi in un coffee shop. La nuova legge, approvata tra mille polemiche e scontri tra il governo centrale e l'amministrazione cittadina, trasformerà i 220 locali dove è consentita la vendita di cannabis in club privati. Per fumare uno spinello si dovrà perciò essere soci del locale, ma per ottenere la tessera si è tenuti a dimostrare di risiedere legalmente in Olanda.
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http://www.repubblica.it/esteri/2011/12/17/news/coffee_shop_amsterdam-26752715/
Monti-pupazzo, ma i fili li tira Berlusconi
Considerando che Mario Monti è un economista di fama mondiale e che ha dato il suo nome ad una legge di economia, il giudizio non può avere attenuanti. E l'unica cosa che si può dire è che questa manovra fa semplicemente schifo: è stato fatto il peggio di quanto era possibile. Vediamo perchè.
Innanzitutto si è colpito con tutta la violenza (economica, ovviamente) possibile il ceto medio basso: l'Iva passata al 23% e l'aumento delle accise sui carburanti porteranno ad un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità stimabile intorno al 20% almeno nei prossimi tre mesi (aumento che non risulterà dai dati Istat, i quali "stemperano" questi aumenti dando più valore ad altri beni, quelli ad alta ed altissima tecnologia i cui aumenti saranno molto più contenuti perchè la loro è una dinamica dei prezzi che tende a scendere, dato che i prodotti diventano rapidamente vecchi e sono sostituiti da modelli migliori). Ed è ovvio che non vengono colpite alla stessa maniera le tasche di chi guadagna parecchio: dato che l'aumento è lo stesso, colpisce chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese, non chi guadagna decine di migliaia di euro al mese.
La stessa cosa farà l'Ici, per la quale è stato organizzato un bel trucco in stile Berlusconi: si è parlato di quanto si risparmierà (200 euro più 50 euro per ciascuno dei primi quattro figli conviventi ed under 26), ma non del fatto che, con la rivalutazione degli estimi del 60%, anche le tasse rispetto al 2007 (ultimo anno in cui l'Ici è stata pagata) sono aumentate del 60%. E quindi la riduzione di 200 euro è come se fosse una riduzione di soli 100 euro circa. Per fare un paragone, con la vecchia Ici come si tagliavano 150 euro per la prima casa, quindi più di quanto si taglia adesso. Poi una cosa: una persona single spende circa il 60% in più rispetto a quello che spendono pro capite i componenti di una famiglia più numerosa, dato che il mercato è incentrato sulle "offerte famiglia" a discapito dei prodotti monodose. Perchè fargli pagare anche più tasse? Non viene spolpato abbastanza dal Fisco e dallo Stato?
Il trucco alla Berlusconi, di deviare l'attenzione dai veri problemi, è stato attuato anche per quelli che sono stati propagandate come "le misure patrimoniali" o anche "adesso anche i ricchi pagano". Per esempio la tassa di stazionamento per le barche di lusso è una stupidaggine: ormeggiano fuori dal porto, ma in zona protetta e mandano a terra il gommoncino di cui sono dotati. Oppure pagano lo stesso: cosa si vuole che siano 500 euro in più per gente che i biglietti da 500 euro li usa per farci i coriandoli per le feste? E non si dica che sono colpiti dalla reintroduzione dell'Ici: non essendo a scalare (cioè è costante indipendentemente dal valore della casa) la tassa si comporta come l'Iva. Cioè colpisce più pesantemente i redditi più bassi, che non hanno soldi, che quelli alti, che possono permettersi di pagare con una alzata di spalle.
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http://www.julienews.it/notizia/politica/montipupazzo-ma-i-fili-li-tira-berlusconi/96303_politica_0.html
Cairo, nove morti e centinaia di feriti Piazza Tahrir, militari costruiscono un muro
L' Esercito attacca l'ospedale da campo e la postazione di Al Jazeera. Parigi: «Eccessiva violenza militare»
MILANO - Torna il muro in Piazza Tahrir: mattone dopo mattone lo stanno costruendo i militari per fermare l'afflusso dei manifestanti nell'area simbolo della rivolta, la piazza che da venerdì ha ripreso a bruciare. Nove morti e centinaia di feriti, almeno 350, è tragico bilancio di nemmeno 48 ore di guerriglia urbana scatenata venerdì mattina dall'aggressione dei militari a un giovane manifestante. Con il suo nuovo muro in mattoni rossi che blocca l'accesso da via Qasr el-Ainy (un mese fa l'esercito era ricorso allo stesso espediente in un'altra strada) Piazza Tahrir torna al centro del mondo a un anno esatto dall'inizio della «Primavera araba», era il 17 dicembre del 2010 quando il venditore ambulante 26enne Mohammed Bouazizi si dava fuoco nei pressi di Tunisi.
PROTESTA - I manifestanti chiedono un immediato trasferimento del potere a un governo civile e contestano la nomina dello scorso mese del nuovo primo ministro, Kamal al-Ganzuri, da parte dei militari che guidano il paese da quando lo scorso febbraio è stato rovesciato il regime dell'ex presidente Hosni Mubarak.
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Voli della morte, ecco le prove fotografiche
Dagli archivi le immagini delle torture e degli omicidi con cui
i generali di Buenos Aires si liberavano degli oppositori
MILANO - Il corpo di una donna morta da venti giorni, il segno delle torture con l’elettricità, le onde che l’hanno trasportata dalle acque al largo di Buenos Aires alle coste dell’Uruguay, e ancora lo smalto alle dita dei piedi. La prima prova fotografica dei «voli della morte», con i quali la dittatura argentina (1976-83) ha eliminato migliaia di oppositori (si contano 30 mila desaparecidos), riemerge solo adesso dagli archivi della Commissione interamericana per i diritti umani. E diventa pilastro del mega-processo in corso sui morti all’Esma, la Scuola di meccanica della Marina, ai tempi del regime trasformata in centro clandestino di reclusione.
FOTO E MAPPE - Sul tavolo del giudice istruttore Sergio Torres c’è la «cartellina 37»: 130 fotografie, accompagnate dagli appunti presumibilmente di un perito uruguayano. E dalle mappe delle correnti che indicano il percorso lungo il corso del Río de la Plata verso l’Atlantico, a dimostrazione che si tratta di desaparecidos argentini, spogliati, legati, narcotizzati di Pentotal, caricati sugli aerei e lanciati in acqua per scomparire. Ne hanno parlato i sopravvissuti, in modo parziale, per quello che avevano potuto capire. Poi, nel 1995, dodici anni dopo la fine della dittatura, il militare «pentito» Scilingo ha consegnato la verità al giornalista Horacio Verbitsky, raccontata nel celebre libro «Il volo».
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Di Pietro, finalmente ok governo asta tv
(ANSA) - ROMA - ''Alla fine, dopo essersi arrampicato per molti giorni sugli specchi, dopo aver confessato in diretta tv che non puo' toccare gli interessi di Berlusconi senno' il Pdl lo manda a casa, il governo si e' impegnato a mettere all'asta le frequenze televisive, invece di regalarle a Rai e Mediaset''. E' quanto scrive sul suo blog Antonio Di Pietro. ''E' merito dell'Italia dei Valori'', rivendica il presidente dell'Idv. Anche se, aggiunge, ''confesso che agli impegni del governo ci credo poco''.
Amianto fuori legge in Italia dal 1992. Killer silenzioso miete tremila vittime ogni anno
Secondo il Registro Nazionale Mesioteliomi i più colpiti sono gli operai che lavorano la fibra, seguiti dai familiari e dagli abitanti delle zone vicine ai grandi centri di pericolo, come Casale Monferrato. L'Agenzia dell'Oms per la ricerca sul cancro (Iarc) classifica l'amianto come sicuramente cancerogeno per l'uomo, capace di provocare tumori della pleura (mesoteliomi), del polmone, della laringe e dell'ovaio.
Filippine: tempesta tropicale, oltre 430 morti
Manila, 17 dic. (Adnkronos) - Sono piu' di 430 le vittime della violenta tempesta tropicale che ha colpito la regione di Mindanao, nel sud delle Filippine, come riferisce la Bbc. Secondo Gwen Pang, esponente filippina della Croce Rossa, le citta' piu' colpite dalla tempesta Washi sono quelle di Cagayan de Oro e di Iligan, dove si contano al momento 215 e 144 decessi.
Musica: e' morta la cantante Cesaria Evora
Roma, 17 dic. (Adnkronos) - E' morta la contante di Capo Verde Cesaria Evora, conosciuta come 'la cantante scalza'. Evora, nata il 17 agosto 1941, si era recentemente ritirata dalle scene per motivi di salute ed e' deceduta in un ospedale di Capo Verde.
venerdì 16 dicembre 2011
Iran: presidente Parlamento, gli Usa invece di chiedere il drone spieghino il perchè delle loro azioni di spionaggio
Putin: Usa vogliono rendere proprio schiavo il mondo intero
MOSCA – Il premier russo Vladimir Putin ha affermato che gli Stati Uniti hanno l’intenzione di dominare gli altri paesi, aggiungendo che il mondo è ormai stanco di ricevere ordini da Washington. “Alcune volte mi sembra che l’America non abbia bisogna di alleati, ma che abbia bisogno di vassalli”, ha detto giovedì Putin in un programma televisivo.
Secondo l’IRIB Putin ha ricordato che “la gente è stanca di ricevere ordini da un unico paese”. Putin ha affermato che un tempo la Russia volle essere alleata degli Usa, ma che oggi nessuna forma di alleanza può esistere tra i due paesi.
Putin ha citato la guerra in Iraq, quando gli Usa costrinsero ad intervenire i propri alleati, un esempio della prepotenza degli americani. “Quella fu alleanza? Fu una decisione presa in gruppo? Alleanza significa discussione, decidere insieme, concordare un’agenza sulle minacce comuni e sulle misure da intraprendere”.
Regione Lazio, incredibile blitz notturno: vitalizio a 50 anni anche per gli assessori
Scoppiano le polemiche. Il Pd: «Vergogna». Ma la Polverini difende il provvedimento: «Abbiamo corretto un'anomalia»
ROMA - Mentre il governo taglia le pensioni degli italiani, il Consiglio regionale del Lazio, con un blitz avvenuto stanotte alle 2.15 concede il vitalizio agli assessori (anche agli ex). Gli stipendi dei consiglieri regionali vengono invece "congelati" alla data del 1° dicembre 2011, ma poi indicizzati annualmente al costo della vita (l'adeguamento che il governo ha invece bloccato per le pensioni). Ma la presidente del Lazio Renata Polverini difende il provvedimento: «La mancata equiparazione degli assessori ai consiglieri era un'anomalia della nostra regione».
I nuovi vitalizi. Di fatto, in realtà, il Lazio sembra andare controcorrente. Mentre diverse regioni italiane, infatti, hanno già proceduto con l'abolizione dei vitalizi (le ultime sono state oggi le Marche) il Consiglio regionale del Lazio inserisce diverse modifiche all'articolo 11 della Finanziaria, approvata la notte scorsa dalla commissione Bilancio presieduta da Franco Fiorito (Pdl). Modifiche che devono ora essere approvate dall'Aula.
Vitalizi consiglieri aboliti dal 2015. Resta l'abrogazione del vitalizio per i consiglieri regionali (che attualmente vanno in pensone a 50 anni) a partire dalla prossima legislatura, ma per quanto riguarda quella in corso ci sono delle novità. Innanzitutto, i vitalizi per la giunta: «Per i consiglieri regionali e gli assessori in carica o cessati dal mandato nella IX Legislatura (quella in corso, ndr) - si legge nel testo approvato - si applicano le disposizioni di cui alla l.r. 19/1995».
Il capitolo indennità. La normativa tuttora vigente prevede che sia pari all'80% di quello dei parlamentari. Il comma 3 del nuovo articolo 11 invece lo "congela": «Le indennità - si legge nel testo approvato in commissione - sono fissate alla data del 1° dicembre 2011 e sono indicizzate annualmente sulla base della variazione del costo della vita accertato dall'Istat». Un modo per evitare che eventuali tagli allo stipendio dei deputati possano avere effetti sulle indennità regionali. Infine sono spariti dall'articolo 11 gli aggravamenti sulle trattenute della retribuzione, fissate dalla giunta al 32% contro il vecchio 27%, e all'8% contro l'1% per il Tfr.
I nuovi vitalizi. Di fatto, in realtà, il Lazio sembra andare controcorrente. Mentre diverse regioni italiane, infatti, hanno già proceduto con l'abolizione dei vitalizi (le ultime sono state oggi le Marche) il Consiglio regionale del Lazio inserisce diverse modifiche all'articolo 11 della Finanziaria, approvata la notte scorsa dalla commissione Bilancio presieduta da Franco Fiorito (Pdl). Modifiche che devono ora essere approvate dall'Aula.
Vitalizi consiglieri aboliti dal 2015. Resta l'abrogazione del vitalizio per i consiglieri regionali (che attualmente vanno in pensone a 50 anni) a partire dalla prossima legislatura, ma per quanto riguarda quella in corso ci sono delle novità. Innanzitutto, i vitalizi per la giunta: «Per i consiglieri regionali e gli assessori in carica o cessati dal mandato nella IX Legislatura (quella in corso, ndr) - si legge nel testo approvato - si applicano le disposizioni di cui alla l.r. 19/1995».
Il capitolo indennità. La normativa tuttora vigente prevede che sia pari all'80% di quello dei parlamentari. Il comma 3 del nuovo articolo 11 invece lo "congela": «Le indennità - si legge nel testo approvato in commissione - sono fissate alla data del 1° dicembre 2011 e sono indicizzate annualmente sulla base della variazione del costo della vita accertato dall'Istat». Un modo per evitare che eventuali tagli allo stipendio dei deputati possano avere effetti sulle indennità regionali. Infine sono spariti dall'articolo 11 gli aggravamenti sulle trattenute della retribuzione, fissate dalla giunta al 32% contro il vecchio 27%, e all'8% contro l'1% per il Tfr.
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Violenti scontri e cariche della polizia: picchiati selvaggiamente donne e minorenni
Si apre con violenti scontri e con una tensione altissima la seconda giornata di manifestazioni pacifiche contro l’abbattimento di tre immobili abusivi in località Fusaro/Torregaveta.
Stamane all’arrivo delle ruspe e di un grosso quantitativo di poliziotti, i cittadini presenti al presidio hanno formato un cordone umano davanti l’abitazione dei fratelli Cardamuro. Donne e bambini con mani alzate formavano la testa del cordone.
Le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti rompendo il cordone, manganellando donne e bambini in modo violento. Un bimbo ha ricevuto una manganellata in pieno volto che gli ha causato larottura dei denti, numerosi sono i cittadini sanguinanti e picchiati anche da più poliziotti contemporaneamente che hanno dovuto recarsi al vicino presidio ospedaliero di Santa Maria delle Grazie aPozzuoli.
La tensione è salita alle stelle: la polizia ha poi lanciato lacrimogeni e sassi a cui hanno risposto in egual misura i manifestanti presenti.
I fratelli Cardamuro si sono adesso barricati in casa con bombole di gas e taniche di benzina minacciando di farsi saltare in aria con la propria abitazione.
ORE 9:00 – Giunti sul luogo il parroco e il vescovo. Si sono interposti tra i manifestanti e le forze dell’ordine per celebrare una messa all’aperto.
ORE 9:10 – Sono poco sotto il migliaio i manifestanti presenti sul luogo delle demolizioni. Anche per oggi si annuncia una chiusura per solidarietà di numerosi esercizi commerciali.
ORE 9:30 – Sono almeno quattro i manifestanti che sono stati trasportati al vicino ospedale di Santa Maria delle Grazie in Pozzuoli
ORE 9:40 – Sequestrate telecamere e telefonini di manifestanti che filmavano quanto accadeva. Aggredito anche un operatore di Monte di Procida.
Qui un'articolo sulla questione abbattimenti a Bacoli su Repubblica.
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Monti non tocca le caste
Molti privilegi dei “politici” e dei loro amici restano intatti. Il meccanismo psicologico dell’attuale consenso e il nodo delle frequenze tv.
Le decisioni del governo Monti, oltre a non essere eque, non toccano, speriamo solo per ora, l’evasione fiscale e i costi della politica. Questi ultimi non sono solo costituiti dai privilegi dei parlamentari. Lo spreco sta anche nel costo degli organi costituzionali.
Solo nell’ultimo quinquennio le spese correnti di Montecitorio sono cresciute di 149 milioni di euro e quelle di palazzo Madama di 195. Il finanziamento pubblico ai partiti, abolito da un referendum, è stato reintrodotto, beffando la volontà popolare, sotto l’ipocrita voce di rimborso elettorale, elargito peraltro senza alcun riscontro di spesa.
In un decennio i rimborsi si sono quasi triplicati, da 105 a 285 milioni. E contestualmente si sono moltiplicati sedi, uffici e impiegati. Per restare solo alla Presidenza del consiglio, questa si è dilatata bulimicamente fino a occupare 20 sedi, mentre l’apparato è arrivato alla dimensione di una cittadina, 4.600 persone, assunte come sappiamo. Il triplo del Regno Unito.
La recente revisione dei vitalizi dei parlamentari tanto sbandierata non è equa se sono sufficienti 5/10 anni e 60/65 di età, mentre per i comuni mortali si deve progressivamente arrivare a settant’anni e oltre. E non è finita. I parlamentari possono acquisire ulteriori pensioni per le attività professionali di provenienza, versando solo il 9% dei contributi, mentre il restante 24% rimane a carico dell’ente di previdenza, in genere dello Stato.
Se i consigli regionali della Lombardia e dell’Emilia-Romagna funzionano con un costo di 8 euro a cittadino, altri arrivano a un costo pro capite 50 volte superiore. Applicando gli standard di quei consigli regionali si risparmierebbero annualmente oltre 600 milioni. Persino i gettoni di presenza dei consiglieri comunali sono ad libitum degli stessi e, pertanto, diversissimi. Se nella virtuosa Padova sono di 45,90 euro, nella vicina Verona sono quasi il quadruplo, 160. Un consigliere comunale di Palermo ha confessato di arrivare a guadagnare fra gettoni e rimborsi 10.000 euro al mese. Il parco auto blu di stato è sterminato. Occorrerebbe una bella sforbiciata, mettendone in vendita buona parte. Sui voli di stato abbiamo visto di tutto, dai nani e ballerine dei tempi di Craxi alle escort, ai menestrelli, agli affaristi. Per tali voli a carico delle nostre tasche dovrebbe vigere finalmente la trasparenza, come in Inghilterra, rendendo pubblici i nomi dei passeggeri e il motivo del viaggio.
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