lunedì 7 gennaio 2008

Si fanno castrare chimicamente in cambio di uno sconto di pena

Due detenuti accusati di stupro accettano la somministrazionedi farmaci specifici che abbassano i livelli di testosterone Analoga sperimentazione avviata in Canada, Olanda, Svezia e GermaniaContrari i conservatori: "Chi commette questi reati deve rimanere in carcere" LONDRA - Due detenuti britannici che stanno scontando una pena detentiva per stupro hanno accettato di sottoporsi alla "castrazione chimica" in cambio della scarcerazione anticipata. Prenderanno una serie di farmaci (sotto forma di pillole e di iniezioni) che dovrebbero ridurre in modo drastico la loro libido e annullare così il rischio di commettere nuovamente reati sessuali. La castrazione chimica porta ad un notevole abbassamento dei livelli di testosterone o addirittura al suo annullamento se si usano sistematicamente certe iniezioni vendute in Gran Bretagna sotto il nome di leuprorelin. Secondo gli esperti, questo trattamento dovrebbe funzionare soprattutto con le persone che hanno commesso stupri e atti di pedofilia e che, quando sono fortemente eccitate, tendono a sadismo, necrofilia, voyeurismo e esibizionismo. Il ministero degli Interni britannico ha approvato l'adozione della castrazione chimica l'anno scorso e ha mandato a tutte le persone incarcerate per reati a sfondo sessuale una lettera dove si spiega che i farmaci usati "riducono i livelli dell'ormone maschile testosterone" e "l'effetto è una diminuzione dell'interesse sessuale e dell'eccitamento". "Sarete ancora in grado - prosegue la missiva - di avere rapporti intimi ma sarà molto più difficile. E' comunque possibile calibrare il dosaggio in modo che possiate ancora fare sesso con un partner". La condizione di castrazione chimica è mantenuta soltanto se si continua con la somministrazione dei farmaci e qui nasce il problema: non sono infatti previsti controlli per accertare se gli stupratori e i pedofili che hanno accettato il programma proseguono o no con la cura anti-libido. I conservatori, principale forza di opposizione, hanno bocciato senza riserve l'iniziativa: a loro avviso "chi commette reati di natura sessuale deve essere punito e il miglior trattamento è far sì che rimanga in prigione". Qualche esperto britannico si oppone all'introduzione della castrazione chimica - già usata in Paesi come Canada, Olanda, Svezia e Germania - nella convinzione che i reati sessuali non abbiano una base fisiologica ma derivino invece da "uno stile di vita". (7 gennaio 2008) http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/castrazione-chimica-gb/castrazione-chimica-gb/castrazione-chimica-gb.html

Nessun commento:

Posta un commento