venerdì 29 luglio 2011

Spagna, Zapatero annuncia voto anticipato Si terrà il 20 novembre, quattro mesi prima

(Adnkronos)
Madrid, 29 lug. (Adnkronos) - Il primo ministro spagnolo, Josè Luis Zapatero, ha annunciato oggi elezioni anticipate per il prossimo 20 novembre, quattro mesi prima della scadenza naturale del suo mandato.
L'annuncio di Zapatero è giunto in una conferenza stampa nel palazzo della Moncloa, residenza ufficiale del primo ministro. Il leader socialista ha spiegato che la campagna elettorale si aprirà il 26 settembre, rispettando il periodo di 55 giorni prima del voto imposto dalla Costituzione.
Le elezioni anticipate, ha spiegato, serviranno a creare "certezza politica ed economica". Il nuovo calendario elettorale, ha sottolineato Zapatero, permetterà infatti all'esecutivo di portare a termine alcuni progetti "sostanziali" per la ripresa economica e il consolidamento del debito, ma darà anche modo al prossimo esecutivo di insediarsi prima dell'inizio del 2012.
Le elezioni anticipate erano chieste a gran voce dall'opposizione guidata dal partito popolare di Mariano Rajoy, sull'onda della sconfitta socialista alle elezioni amministrative di maggio. Zapatero, la cui popolarità è in forte calo a causa della crisi economica, aveva già annunciato che non si sarebbe ricandidato. Il partito socialista ha già scelto il suo candidato per le prossime elezioni: l'ex vice premier ed ex ministro degli Interni Alfredo Pèrez Rubalcaba.
Il 20 novembre è l'anniversario della morte del dittatore Francisco Franco. La coincidenza con il voto è stata notata oggi dai giornalisti in conferenza stampa, ma Zapatero ha risposto che per lui "è una data come un'altra". E che la scelta è stata adottata esclusivamente in nome "dell'interesse generale" per una questione di "responsabilità istituzionale".
Franco morì il 20 novembre 1975 a Madrid a 83 anni, dopo una lunga malattia. La sua morte mise fine a una dittatura durata quasi quarant'anni e segnò l'inizio della transizione della Spagna verso la democrazia.

Musica: Ligabue in classifica con 14 dischi contemporaneamente

Roma, 29 lug. (Adnkronos) - Ligabue batte se stesso: nella classifica diffusa oggi da GfK Retail and Technology Italia sono 14 i suoi dischi presenti contemporaneamente, mentre nelle settimane precedenti sono stati 11 (nella classifica del 22 luglio), 11 (nella classifica del 15 luglio) e 13 (nella classifica dell'8 luglio). Ligabue, che e' presente in classifica anche con 3 dvd musicali, per la quarta settimana consecutiva, domina le classifiche di vendita con dischi e dvd della sua ventennale carriera.

Milano: sindaco Pisapia azzera vertici Atm

Milano, 29 lug. (Adnkronos) - Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha revocato l'intero cda dell'Atm, l'azienda dei trasporti pubblici milanese, guidata da Elio Catania.

Processo lungo, passa la fiducia al Senato. Vietti (Csm): ''Direzione opposta all'Ue''

(Adnkronos)
Roma, 29 lug. - (Adnkronos) - Il Senato ha approvato il ddl sul processo lungo sul quale il governo aveva posto la questione di fiducia.
Il provvedimento, che ora passa all'esame della Camera, ha ottenuto 160 voti a favore di Pdl, Lega e Coesione nazionale mentre 139 sono stati i voti contrati di Pd, Idv, Udc e Terzo polo.
Durante la mattinata non sono mancati momenti di tensione quando, durante l'intervento di Maurizio Gasparri, i senatori di Italia dei valori hanno inscenato una protesta, alzando dei fogli bianchi con la scritta: 'Ladri di giustizia', esponendoli anche in direzione della tribuna stampa. Immediatamente richiamati dal presidente del Senato Renato Schifani, i senatori dipietristi hanno dovuto cessare la contestazione quando sono intervenuti gli assistenti parlamentari che gli hanno tolto loro dalle mani i fogli 'incriminati'.
''Sul processo lungo si dicono tante inesattezze'', ha dichiarato dopo l'approvazione il neoministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma. ''C'è tanta discussione mediatica, ma non avrà nessun effetto deflagrante'', aggiunge.
Non bisogna fermare "una buona legge" solo perché fra i possibili destinatari vi è anche il presidente del Consiglio, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini.
Per il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell'Italia dei valori in commissione giustizia, "per garantire l'impunità al presidente del Consiglio, maggioranza e governo hanno deciso di varare un provvedimento pieno di gravi errori giuridici e devastante per il sistema penale''.
''Il Consiglio ha presentato una risoluzione con una propria valutazione ed ha accettato di non votarla su richiesta di alcuni componenti laici per consentire un migliore approfondimento, prendiamo atto che il governo non ha ritenuto di fare lo stesso''. Così il vicepresidente del Csm, Michele Vietti il quale ha poi ricordato che ''la proposta di parere del Csm è molto critica su questo provvedimento sotto il profilo delle sue ricadute sulla durata dei processi. Siamo tutti impegnati in modo prioritario ad accelerarli -ha concluso- anche per tenere il passo con l'Unione europea. Questo provvedimento va obiettivamente nella direzione opposta''.

giovedì 28 luglio 2011

Ministeri al Nord, scontro tra la Lega Nord e il Colle. Bossi: "Vado a casa nella capitale, che è Milano"

Roma, 28 lug. - (Adnkronos/Ign) - "Vado a casa, nella capitale che è Milano". Il ministro per le riforme istituzionali Umberto Bossi, lasciando la sede del gruppo della Lega a Montecitorio, lancia l'ennesima sfida sui ministeri al Nord. Pur precisando che il rapporto col presidente della Repubblica "non si romperà" e che "terrà conto" dei rilievi del Colle sulle nuove sedi dei dicasteri, ci tiene a precisare, che "vogliamo spostare i ministeri - spiega - come fanno negli altri Paesi europei", ad esempio "Inghilterra e Francia". "Non farlo - aggiunge - sarebbe come dire che in Inghilterra sono scemi. Noi facciamo come negli altri Paesi - ribadisce - che fanno bene, anzi meglio di noi". E sulle relazioni con il Capo di Stato, Bossi si lascia scappare una battuta: "I rapporti si romperebbero - dice sorridendo - se gli chiedessimo di ridarci indietro i mobili che si è preso nella Villa Reale di Monza".
Dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era arrivato oggi in Consiglio dei Ministri "un pressante invito a tenere in debito conto le osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica sulle recenti istituzioni di sedi periferiche di strutture ministeriali". Berlusconi, riferisce una nota di palazzo Chigi, ha quindi chiesto a tutti i ministri di "tenere comportamenti conseguenti".
"Il presidente Napolitano non si preoccupi" aveva detto Bossi dopo il Cdm a chi gli chiedeva della lettera inviata dal capo dello Stato al presidente del Consiglio in merito agli uffici ministeriali aperti a Monza. Li lasciamo lì, siamo convinti che il decentramento è non solo una possibilità ma anche un'opportunità per il Paese". Il Senatur ha spiegato che la missiva è stata illustrata oggi dal premier durante il Cdm, "ma non c'è stato dibattito", ha aggiunto.
E proprio oggi sul sito del Quirinale è stata diffuso il testo della lettera dove si legge che lo spostamento di alcuni ministeri al Nord, inaugurati "senza nemmeno che vi fosse un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale", rappresentano "un'evoluzione che confliggerebbe con l'articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica''. Tra l'altro, scrive il Capo dello Stato "la pur condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini non può spingersi al punto di immaginare una ’capitale diffusa o reticolare' disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica".
"La risposta di Umberto Bossi al presidente Napolitano è un comportamento irresponsabile", dichiara dal canto suo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno spiegando che "è irresponsabile dal punto di vista istituzionale perché non si può rispondere con questa arroganza al Presidente della Repubblica, è irresponsabile dal punto di vista politico perché cerca di creare inutili conflitti tra la nostra città e le regioni del Nord, che non hanno mai chiesto trasferimenti di ministeri, ma semmai più autonomia e federalismo. Ed è irresponsabile dal punto di vista comunicativo,- prosegue il sindaco di Roma - perché in un momento in cui la nostra economia è sotto l'attacco della speculazione e tutti i cittadini devono fare i conti con una crisi economica e sociale pesantissima, non si può perdere tempo ed energie in polemiche inutili e pretestuose, che servono soltanto a dare argomenti a chi cerca di screditare il Governo in carica". "Dobbiamo occuparci di cose serie e importanti e non di queste follie, che peraltro si sono già dimostrate prive di conseguenze concrete visto che a Monza non c'è nulla di più di qualche scrivania dentro stanze vuote - aggiunge -. La difesa di Roma Capitale è la difesa di tutta la Nazione. Sta al Pdl e al Presidente del Consiglio prendere le distanze in maniera netta e chiara da tutto questo".


Scuola, immissioni in ruolo e supplenze guerra tra precari per il caos graduatorie


Romani contro campani, veneti contro siciliani, in pratica tutti contro tutti: i docenti italiani sono sul piede di guerra. Da una parte le assunzioni, con il ministero che deve scegliere da quali liste attingere, dall'altra le sostituzioni, con i prof romani che si rivolgono alla Lega. Con appelli al Colle e il rischio che si finisca in tribunale. Ecco le questioni sul tappetodi SALVO INTRAVAIA 

ROMA - È bagarre sulle immissioni in ruolo della scuola: i precari siciliani temono di essere discriminati dal governo e si appellano al presidente della Repubblica, mentre il Pd veneto presenta una mozione per "congelare" le graduatorie dell'anno passato. E a Roma scoppia una guerra tra poveri 1, con i supplenti capitolini che si rivolgono addirittura al leghista Pittoni per essere tutelati.
Uno scontro che potrebbe non essere l'ultimo: fra pochissimi giorni, il ministero dell'Istruzione emanerà il decreto sulle immissioni in ruolo. Secondo quanto ha dichiarato in più di un'occasione il ministro Mariastella Gelmini, verranno assegnate a tempo indeterminato 2 30 mila cattedre e 37 mila posti di personale Ata, tra amministrativi, tecnici e ausiliari. Non si sa ancora, però, con quali modalità. Ed è proprio questo l'argomento che tiene banco in questi giorni. Dalle vecchie o dalle nuove graduatorie? O, ancora, con una modalità mista?  Comunque vadano le cose, ci saranno migliaia di supplenti delusi.

Il caos graduatorie. La riapertura delle graduatorie ai trasferimenti di provincia, dettata da una recente sentenza della Corte costituzionale, ha messo supplenti contro supplenti. Secondo le stime di viale Trastevere, sono 31 mila i precari meridionali che lo scorso maggio hanno deciso di fare armi e bagagli e andare al Nord, occupando in parecchi casi i primi posti nelle graduatorie. E siccome metà delle assunzioni si faranno proprio da queste graduatorie, la frittata è servita.

I supplenti settentrionali, dopo avere fatto scelte di vita che definiscono "difficili", si sentono defraudati. Quelli meridionali si sentono discriminati da eventuali colpi di coda dell'ultimo momento che possano sbarrare loro la strada verso il posto sicuro. E si aggiungono alla protesta anche i meridionali che, nel 2007, decisero di rimanere al Nord e che adesso si vedono minacciati dai conterranei corsi a raggiungerli. Una situazione inestricabile, che ha risvolti politici, dalla quale il ministero non sa come uscire. Già qualche mese fa un gruppo bipartisan di 61 deputati si oppose al governo sulla questione delle graduatorie.
Continua ...
http://www.repubblica.it/scuola/2011/07/28/news/polemiche_immissioni_in_ruolo-19636175/

GIUSTIZIA: ANM, PROCESSO LUNGO AVRA' EFFETTI DEVASTANTI

+++Si profila paralisi dei dibattimenti dei processi penali in corso+++.

(ASCA) - Roma, 28 lug - ''Le modifiche al codice di procedura penalein materia di ammissione delle prove in dibattimento, sulle quali il Governo ha posto la questione di fiducia, avranno effetti devastanti sul funzionamento dei processi penali, determinando di fatto la paralisi di tutti i dibattimenti attualmente pendenti''.

Lo afferma una nota della Giunta esecutiva centrale dell'Anm sul cosiddetto 'processo lungo'.

''Con le nuove disposizioni, infatti, verrebbe eliminata la possibilita' per il giudice di escludere l'ammissione di prove manifestamente superflue o irrilevanti, mentre potranno essere escluse solo quelle 'non pertinenti''' spiega la nota che aggiunge: ''Chiunque comprende che in questo modo il difensore dell'imputato potrebbe chiedere e ottenere l'ammissione di un numero indefinito di testimoni sulla medesima circostanza, purche' non manifestamente 'non pertinente'. Ad esempio, l'imputato che volesse dimostrare come prova d'alibi la sua presenza in una citta' diversa da quella nella quale e' avvenuto il fatto potrebbe chiedere e ottenere la citazione come testimoni di tutti gli abitanti di quella citta', senza alcuna possibilita' per il giudice di escludere uno o piu' testimoni. O ancora l'imputato in un processo per uxoricidio potrebbe chiedere e ottenere l'ammissione come testimoni di tutti i suoi amici, parenti e conoscenti sull'esistenza del vincolo coniugale tra lui e la vittima, prova certamente pertinente, ma altrettanto certamente manifestamente superflua. E gli esempi potrebbero moltiplicarsi''.

''Si tratta con tutta evidenza -sostiene la nota della Anm- dell'ennesima legge finalizzata a interferire su procedimenti giudiziari in corso, anche a costo di paralizzare la macchina giudiziaria e di esporre al ridicolo l'intero sistema.

I magistrati italiani hanno il dovere di denunciare che con queste norme non sara' piu' possibile celebrare alcun processo in Italia e che gli imputati, anche di fatti gravissimi, saranno prima inevitabilmente scarcerati per la decorrenza dei termini di custodiacautelare e poi prosciolti per prescrizione''.

Magliette contro il Papa: la cattedrale finisce nel preservativo



Anche in Germania monta la protesta in vista della visita di Benedetto XVI
Tra meno di due mesi Benedetto XVI compirà il primo viaggio pastorale del suo papato in Germania, ed il fronte che si oppone al suo arrivo si è mobilitato a pieno regime. Nelle tre città che saranno visitate dal Papa tedesco, Friburgo in Brisgovia, Erfurt e Berlino, si sono formati numerosi comitati, composti da associazioni LGBT, partiti, sindacati e movimenti laici che si oppongono all’omofobia e alle politiche discriminatorie di genere promosse dal Vaticano. “Vogliamo far sapere che c’è una Germania che non è contenta dell’arrivo di Ratzinger”, rimarcano i promotori.
MAGLIETTA ANTI PAPA – A Friburgo in Brisgovia, una delle più grandi città del Baden-Württemberg è stata formata l’associazione “Friburgo senza il Papa”. Il loro obiettivo è impedire che il nome di Jospeh Raztinger venga inserito nel libro degli ospiti del loro Comune. Per raggiungere questo scopo sono state promossi numerosi incontri ed iniziative fino all’arrivo di Benedetto XVI a metà settembre. Durante la visita il comitato anti Vaticano spera di esaurire la maglietta stampata per l’occasione. Sullo sfondo bianco della T Shirt c’è scritto il nome dell’associazione, Friburgo senza il Papa, mentre a fianco si vede un enorme condom viola che ricopre il simbolo della città, la famosa cattedrale, una delle Chiese cattoliche più belle e rinomate di tutta la Germania. Uno dei promotori dell’associazione anti Papa, Albrecht Ziervogel , sottolinea come Benedetto XVI sia uno dei principali responsabili a livello mondiale della discriminazione subita dalle donne, dagli omosessuali e dalle lesbiche. Il comitato inoltre sottolinea con sdegno come la visita del Papa costerà alle casse pubbliche più di 5 milioni di euro, mentre in questo momento i sussidi di disoccupazione vengono ridotti.
Continua ...

Processo lungo, la nuova legge ad personam


Opposizione ed Anm condannano il provvedimento sul quale il governo ha appena posto la questione di fiducia
Per il senatore di Fli Giuseppe Valditara il governo vuol semplicemente “compiacere interessi particolari di indagati eccellenti”. Per la capogruppo delPd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro l’esecutivo ha “la necessità di salvare” Berlusconi “da uno dei suoi tanti processi”. Per Massimo Donadi, deputato Idv, la maggioranza “pensa solo a salvare il Presidente del Consiglio dai suoi problemi giudiziari”. Francesco Rutelli (Api) parla di “ennesimo provvedimento ad personam”. Tutto mentre il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini invita il premier e i suoi ad impegnarsi per risollevare l’economia. E qualcuno (come Luigi Zanda, senatore Pd) grida al “regime”.
DI PIETRO: “FAVORE ALLA MAFIA” – Sono duri commenti e reazioni dell’opposizione alla fiducia posta dal governo al Senato alla proposta di legge parlamentare sul processo lungo. Gli esponenti della minoranza parlamentare denunciano come, pur di scudare il Cavaliere da inchieste e sentenze, Pdl e Lega Nord evitino di fronteggiare la crisi economica e la sfiducia dei mercati internazionali rispetto al nostro paese palesata da crollo della Borsa ed aumento dello spread tra titoli italiani e bond tedeschi. Secondo Antonio Di Pietro il testo arrivato inParlamento tutela la criminalità organizzata: “Queste norme permettono a Berlusconi di aggiustare i suoi processi e impediscono alla giustizia italiana di funzionare. Non a caso, viene colpita la norma varata all’indomani della strage di Capaci, con la quale veniva fatta salva l’acquisizione delle sentenze definitive, di modo che, anche nei processi di mafia, si potrà riaprire all’infinito la lista dei testimoni. Di fronte a tale scelleratezza non resta che la mobilitazione di massa: costi quel che costi. E’ ormai improcrastinabile salvaguardare la democrazia e lo Stato di diritto”.
Leggi tutto:

“La Bindi prendeva soldi da Andreotti”



Il senatore Tedesco “svela” un “retroscena” ridicolo
‘Il Partito Democratico? Premetto che ormai e’ una vicenda estranea ai miei interessi politici perche’ ho ormai preso le distanze dopo alcune reazioni assolutamente smodate’. Lo dice il senatore Alberto Tedesco in un’intervista a Radio Ies.
SOLDI DA ANDREOTTI - Nella stessa trasmissione Tedesco spara a zero su Rosy Bindi: ‘La Bindi parla di carcere da sette mesi, ma la stagione del ’92 che l’ha resa protagonista non tornera’ piu’. Rosy Bindi ricevette, come reso noto in un libro di Pomicino mai smentito, un finanziamento di 50 milioni dalla corrente andreottiana, nonche’ dell’appoggio di Andreotti che la fecero salire al Parlamento europeo. Era il 1989. Prima era una sconosciuta. Nonostante cio’ non si fece nessuno scrupolo nel condannare Andreotti, anche prima della conclusione del procedimento’. AggiungeTedesco: ‘Bindi al posto di Bersani? Sicuramente nel Pd c’e’ un movimento intestino giustizialista che vorrebbe fare un po’ di pulizia. Vale per Boccia, Bindi… un po’ per tutti. Oggi che si parla di modifica della legge elettorale, iniziano ad avere paura perche’ con qualcuno, anche se non sara’ Tedesco, ti dovrai confrontare’.
LA VICENDA – La vicenda, così come la racconta Tedesco, non presenta alcun contorno di illiceità. Se è vero che la corrente andreottiana ha dato 50 milioni alla Bindi per spenderli in campagna elettorale, il tutto (soprattutto all’epoca delle vicende) non costituisce finanziamento illecito, visto che non si afferma da nessuna parte che sia stato erogato al di fuori delle regole. In più, la corrente andreottiana (brrr…che corrente!), con tutto che era formata da svariati personaggi in odore di illegalità anche all’epoca, non era un’azienda. Invece Tedesco, secondo il Gip, è accusato di corruzione, concussione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Scriveva all’epoca Repubblica: “Al centro dell’inchiesta coordinata da Desirée Digeronimo ci sarebbero cliniche private o centri di riabilitazione che avrebbero erogato un numero eccessivo di prestazioni e affidamenti irregolari di appalti per la fornitura di prodotti ospedalieri”. A prescindere dalla validità delle accuse, si tratta di dindi pubblici e non dei soldi rimediati da Vitalone, Sbardella e Cirino Pomicino.

La Rai si arrende: Report si farà



L’azienda darà copertura legale alla trasmissione di Milena Gabanelli
La trasmissione condotta da Milena Gabanelli, Report, andrà regolarmente in onda. La Rai, da quanto si apprende, darà copertura legale ai giornalisti che produrranno inchieste per il programma in onda su Raitre. La decisione mette la parola fine ad un braccio di ferro durato mesi. Nelle ultime settimane infatti per Report si era avvicinato lo spettro della chiusura. Il nodo da sciogliere nella trattativa tra autori e azienda televisiva era rappresentato dalla tutela legale dei giornalisti. Le distanze tra il neo direttore generale Lorenza Lei e autori sembra ora superato. Il via libera è arrivato dalla riunione del consiglio di amministrazione Rai tenutasi oggi. La notizia è stata comunicata da Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza Rai, nel corso della riunione della commissione. Il consiglio ha accettato la clausola temporanea della “manleva” proposta dalla Gabanelli, cioè con l’impegno da parte della Rai di rispondere di eventuali cause per danni ma solo a certe condizioni. Il consiglio di amministrazione Rai di ieri, chiamato ad esprimersi sulla questione Report, si era concluso con un nulla di fatto.
VOTO SOFFERTO IN CDA - L’agenzia di stampa Agi ricostruisce il voto sottolineando come il “semaforo verde” sia arrivato “con un voto sofferto”, “nel senso che al momento del voto il consigliere Gorla è uscito, e alla conta il risultato è stato di quattro sì e quattro no, ma il voto del presidente vale doppio in caso di parità e quindi ecco il via libera alla tutela legale per la Gabanelli e la sua squadra di Report”. Spiega l’Agi:
Continua ...

Gb: uccide ex fidanzata per scommessa

(ANSA) - LONDRA - Rebecca Aylward, una 15enne del Galles, è stata uccisa con una serie di violente sassate alla testa dall'ex fidanzato, Joshua Davies, spinto ad ucciderla da un amico che per scherzo gli aveva detto che gli avrebbe comprato una colazione se avesse avuto il coraggio di farlo. Davies, 16 anni, ha in seguito portato l'amico sul posto per mostrargli il cadavere. Il ragazzino ha poi cercato di nascondere le sue tracce su Facebook fingendo di essere a casa mentre il delitto veniva commesso.

Prodi, sconvolto dalla Deutsche Bank

(ANSA) - ROMA - La decisione di Deutsche Bank di 'scaricare' 7 miliardi di euro di titoli italiani ''mi ha sconvolto, vuol dire che e' la fine di ogni legame di solidarieta'''. E' quanto ha affermato l'ex premier Romano Prodi. Una scelta del genere, ha sottolineato, ''significa obbligare tutti a giocare in difesa'' e quando viene presa dalla Germania, una guida storicamente ''saggia'', ''sono turbato: dobbiamo avere il senso dell'allarme, senza dare colpa alla globalizzazione''.