venerdì 19 agosto 2011

“Piazza Pulita”, a settembre tutti in piazza, l’appello, i primi firmatari

Due giorni in piazza per dire basta ai privilegi della Casta, alla corruzione, al malaffare, ai condannati in Parlamento. Per dire che non vogliamo che a pagare i costi della crisi e del fallimento economico del governo siano i giovani e le famiglie mentre la classe politica si guarda bene dall’intervenire sugli enormi costi della politica. Da Marco Travaglio a Dario Fo, da Antonio Tabucchi a Margherita Hack a Flores D’Arcaisla parte migliore del nostro Paese si mobilita e lancia un appello: torniamo in piazza a Roma il 10-11 settembre. La due giorni di Roma sarà preceduta, nelle settimane precedenti, da manifestazioni provinciali.
L’APPELLO
Siamo stufi di vivere quotidianamente i soprusi della Casta che pensa soltanto a conservare potere e privilegi.
Siamo stufi di chi ci governa, che fa pagare la crisi finanziaria esclusivamente agli italiani dai redditi più bassi e medi, i lavoratori, le donne, i pensionati e gli studenti e le famiglie.
Siamo stufi di questi politici che fino a ieri negavano l’esistenza della crisi economica e che anzi affermavano che sarebbe stata necessaria solo una piccola manovra fiscale, in quanto l’Italia era sana dal punto di vista economico, addirittura il Paese messo meglio in Europa.

Siamo stufi di indagati e pregiudicati che siedono impunemente in Parlamento.

Siamo stufi di una Casta bugiarda che adesso rastrella i 70 miliardi di euro necessari a impedire il fallimento dell’Italia senza toccare i redditti alti e gli speculatori finanziari.
Siamo stufi di questa Casta che non ha la minima intenzione di ridurre gli enormi costi della politica che frena la crescita e penalizza le imprese sane a vantaggio degli evasori fiscali e di chi vìola le regole.
Per questo pensiamo che sia arrivato il momento di ribellarsi, facciamo Piazza pulita, con una mobilitazione che cominci con presidi in tutte le cittá italiane e che culmini con una manifestazione per il giorno sabato 10 settembre a Roma e una assemblea permanente il giorno 11 settembre.
Facciamo Piazza Pulita.
1897 miliardi euro Debito pubblico 79 miliardi di euro Manovra finanziara 17 miliardi all’anno Costo Province 8.000.000 Italiani in poverta’ assoluta
11.000 euro lo stipendio dei parlamentari
Chiediamo immediatamente:
  • La diminuizione del numero dei parlamentari
  • Il dimezzamento delle indennitá dei parlamentari
  • La revisione dei rimborsi elettorali ai partiti
  • Una seria e severa legge anticorruzione
  • L’abolizione delle province
  • L’eliminazione dei vitalizi dei politici a tutti i livelli
  • La cancellazione dei privilegi della politica: abuso di scorte ed auto blu, viaggi gratis non giustificati da impegni istituzionali, eccetera.

PRIMI FIRMATARI:

Oliviero Beha, Amedea Di Somma, Paolo Flores d’Arcais, Dario Fo, Jacopo Fo, Francesca Fornario, Alessandro Gilioli, Giulia Innocenzi, Margherita Hack, Massimo Malerba, Franz Mannino, Gianfranco Mascia, Adele Palazzo, Marco Quaranta, Franca Rame, Valeria Rossini,Guido Scorza, Antonio Tabucchi, Emanuele Toscano, Marco Travaglio

Se condividete l’appello e volete aderire scrivete a: facciamopiazzapulita@gmail.com

Da Ruby Rubacuori a Marcello Dell'Utri, tutte le donazioni e i prestiti del Cav. Una montagna di euro, generosità sconfinata

www.siciliainformazioni.comLa generosità di Silvio Berlusconi non conosce confini: da Ruby Rubacuori a Marcello Dell’Utri è un fiume di denaro che aggiusta, concilia, conforta, stabilizza e allevia le pene economiche di amici ed amiche. I destinatari delle donazioni – niente a che vedere con le dazioni di Tangentopoli – non sono questuanti né indigenti, sono generalmente benestanti e vantano un tenore di vita alto, con qualche eccezione. Nel caso di Ruby Rubacuori, la giovane marocchina di Sicilia, che allietò le feste di Arcore per qualche tempo, la precarietà economica fu superata da donazioni che nel breve giro di poche settimane concessero alla giovinetta di fare un salto di qualità, senza tuttavia fermare il bisogno di denaro.

Dall’altra parte della barricata c’è Marcello Dell’Utri che dal 2008 al 2011 ha ricevuto dal munifico amico di sempre, Silvio Berlusconi, ben dieci milioni di euro. Una cifra enorme, che l’interessato spiega di avere ricevuto in prestito per ristrutturare una villa sul lago di Como. Proprio così, i soldi non servivano ad altro ed è inutile che ci costruite sopra una storia complicata, perché i personaggi come Dell’Utri o Berlusconi non hanno le nostre abitudini e non seguono le nostre regole di vita, nel senso che se uno non ha i soldi per ristrutturare, non ristruttura, visto che si può fare a meno di vivere in una villa ristrutturata sul lago. Dell’Utri, però, a questa obiezioni risponde senza indugio: i dieci milioni di Berlusconi sarebbero stati un investimento, perché lui ha ristrutturato per vendere, presumibilmente bene, la villa sul lago.La Procura della Repubblica che lo indaga per una presunta loggetta, la P3, si è fatta invece delle idee strane sulla reale destinazione dei prestiti di Berlusconi, e suppone che siano stati girati all’amico di sempre del premier per “aggiustare” vicende giudiziaria e convincere alti dirigenti e magistrati della bontà di alcune iniziative, interventi a favore, promozioni ed altro. I soldi fanno venire la vista agli orbi, si dice in Sicilia. Queste considerazioni ed i sospetti della toghe, insieme alla petulanza dei giornalisti, hanno fatto uscire dai gangheri Dell’Utri, importunato dal collega Cavallaro durante una tranquilla corsetta con la conseguenza che il giornalista si è preso un insulto bossiano (“anche voi mi rompete i c…). La generosità di Berlusconi, che non lesina denaro ad alcuno, avrebbe dovuto persuadere i magistrati che non c’e’ niente di losco nelle donazioni, ma è inutile, quando ci si convince di qualcosa, si va avanti come un treno. Quattro milioni, per esempio, sono finiti a Lele Mora, che è un ottimo organizzatore di feste ed ha un talento naturale nello scovare fanciulle allegre e di bella presenza, in grado di alleviare le sofferenze di chi sbatte la testa dalla mattina alla sera al servizio del Paese. I quattro milioni di Lele Mora hanno subito, invero, un prelievo durante il passaggio, da parte di un altro amico del Cav, Emilio Fede, un milione e mezzo di euro, che sarebbero stati trattenuti dal consegnatario (lo stesso Fede), per mettersi alla pari con Mora, cui avrebbe fatto – a sua volta – un prestito. Pare che si viva così da quelle parti, invece che “io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”, preferiscono un surrogato: “io faccio un prestito a te e tu ne fai uno a me”. Ma questi sono affari loro, come ha giustamente precisato Nicolo’ Ghedini, imbufalito per la pubblicità regalata ai prestiti del Cav.Generosità, nient’altro che generosità. Per convincercene proseguiamo con l’inventario: 280 mila euro sarebbero stati spesi dal presidente del Consiglio per tredici automobili regalate ad altrettante giovinette che frequentavano le feste di Arcore, quelle del residence ormai celebre, l’Olgettina. Una delle auto era una magnifica Land Rover da 70 mila euro. Non si può fare a tutti lo stesso regalo, e c’e chi merita una Honda Jazz e chi un Suv.
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Auto elettrica più vicina GE Energy lancia le colonnine

La casa americana ha avviato la vendita della stazione di ricarica per veicoli elettrici "DuraStation", e preme per la diffusione di questi mezzi ecologici nel Vecchio Continente

Auto elettrica più vicina GE Energy lancia le colonnine
L'offerta di veicoli con alimentazione elettrica inizia a crescere e così appaiono anche le prime stazioni di ricarica sviluppate da società indipendenti dal mondo dell'auto. E' il caso di GE Energy Industrial Solutions che ha avviato le vendite, in Italia e Spagna, della stazione di ricarica per veicoli elettrici "DuraStation", soluzione di prima generazione del brand per il settore dei veicoli elettrici e preme per la diffusione di questi mezzi ecologici nel Vecchio Continente.
Il settore d'altronde è previsto in forte crescita e, secondo le stime, nella sola Unione Europea si raggiungeranno circa i 3,3 milioni di veicoli elettrici su strada entro il 2020, con un rapido incremento delle vendite per raggiungere oltre 50 milioni di auto elettriche entro il 2030. Oltre a questi dato però ci sono delle perplessità da parte dei potenziali acquirenti come sottolinea Todd Johnstone, chief executive di GE Energy Industrial Solutions Emea, a cui è stata appena consegnata la vettura completamente elettrica Citroen C-Zero: "Ora è possibile entrare in una concessionaria e acquistare un veicolo elettrico di una delle principali case automobilistiche. Ma se acquistare l'auto elettrica è semplice, ricaricarla e circolare può causare qualche preoccupazione ai proprietari.
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Forte terremoto a Miyagi scatta l'allerta tsunami

TOKYO - Un forte terremoto di magnitudo 6.8 è stato registrato al largo delle coste di Miyagi e Fukushima: la Japan Meteorological Agency ha lanciato l'allerta tsunami per onde anomale fino a 50 cm di altezza. L'epicentro della scossa è stato localizzato a circa 80 chilometri dalla costa e a 20 chilometri di profondità, non lontano da quello del sisma dell'11 marzo scorso, che aveva devastato la provincia. La tv pubblica Nhk ha riferito che la centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal terremoto di cinque mesi fa, non ha subito alcun danno e che le attività "di raffreddamento dei reattori stanno procedendo senza alcun problema". Al momento non si ha notizia di danni a persone o cose, mentre i treni proiettile 'shinkansen' da Tokyo per Niigata e Yamagata si sono fermati, seguendo le procedure di sicurezza.

“Se cade Silvio le banche sono a rischio”

Giulio Tremonti parla con Umberto Bossi delle orribili conseguenze delle dimissioni del premier

Chissà se è vero, ma di certo è verosimile. Che Giulio Tremonti abbia ventilato incredibili crolli e rischi per le banche in caso di caduta di Silvio Berlusconi lo scrive Rodolfo Sala su Repubblica.

Tremonti sembra avere una certezza: «Adesso tocca alla Francia, che è la più legata al debito americano, sono molto preoccupato». Tutto avviene in una sala dell’hotel Ferrovia, ieri preso di mira dalle proteste incrociate del Pd e degli autonomisti ex leghisti che rivendicano l’autonomia di Belluno dal Veneto. C’è pure Roberto Calderoli, che ha già definito “invenzioni dei giornali” l’ipotesi di una scudo bis, e altri notabili del Carroccio. Il ruvido Erminio Boso, venuto dal Trentino per perorare la causa di un sottosegretariato alla Montagna, vaperlespicce: «Giulio perché non chiediamo a Berlusconi di farsi da parte?». Ma lui scuote la testa: «No, se cade Silvio lenostrebanche perderanno ancora più valore e ce le compreranno gli stranieri». Già, le banche. Sono l’ossessione di Bossi, che la settimana scorsa ha addirittura immaginato un complotto della massoneria ai danni degli istituti di credito italiani, ma sembrano stare in cima ai pensieri anche dell”‘amico Giulio”. O almeno così la raccontano i leghisti. È lo stesso Boso a riferire che durante l’incontro la debacle delle Borse è stata attribuita alla scarsa fiducia dei mercati nelle proposte Merkel-Sarkozy. E che Tremonti ha chiosato così la situazione: «Alla fine questi signori dovranno fare gli eurobond se vogliono salvarsi».

Ora, per sapere se è vero questo bisogna avere la grande conoscenza dell’economia che ha il Grande Giulio, uno che con la mano sinistra prevedeva la crisi mentre con la destra era impegnato a fare tutt’altro. Ma di certo ad immaginarselo che parla con i leghisti i quali pendono dalle sue labbra, vengono in mente le scene dei fumetti in cui l’eroe bianco si sperde nell’Africa nera e riesce ad abbindolare la tribù che l’ha catturato:
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“Mi dava colpi sul sedere”: le confessioni delle soldatesse nella caserma di Parolisi

I racconti di soprusi e favori ad Ascoli Piceno

Dopo l’articolo di Repubblica a firma Carlo Bonini che aveva suscitato la reazione rabbiosa dei vertici militari, anche Andrea Pasqualetto del Corriere della Sera pubblica le confessioni delle soldatesse sugli approcci dei superiori nella caserma di Parolisi. Con risultati inquietanti:

«Il capo mi avvicinava… Mi invitava…—ha dichiarato al tribunale militare Simona, napoletana combattiva, accusando un suo superiore —. Mi diceva non ti preoccupare, io ti porto in un posto più sicuro, tipo qui al poligono. Diceva che non ci avrebbe visto nessuno…». Più di lei Valeria, la siciliana: «Aveva un atteggiamento, insomma… Vediamo queste curve di livello. Allora, come siamo messi?… Poi c’è stato il fatto della respirazione bocca a bocca, mi disse che se fosse svenuto non potevo sottrarmi ». Giuditta, invece, vorrebbe forse strangolarlo, il caporalmaggiore: «Durante l’addestramento usava sistemi violenti, come quando facevamo il passo del leopardo e mi dava i colpi sul sedere».
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Il grande ritorno dei buskers tra musica e novità Domani l’anteprima a Comacchio, poi da sabato sarà festa in città fino al 28 agosto. Scopriamo i 20

Ferrara è in trepidante attesa dei musicisti di strada provenienti dall'Olanda e non solo. La nazione ospite dalla 24ª edizione del Ferrara Buskers Festival tingerà di 'orange' le strade e le piazze cittadine, ma oltre ai quattro gruppi provenienti dal Paese dei mulini a vento ve ne saranno altri 16 invitati in grado di coprire stili e generi musicali eterogenei. Senza dimenticare altri trecento musicisti e artisti di strada accreditati che dal 20 al 28 agosto (con anteprima a Comacchio la sera del 19 agosto) potranno esibirsi per un giorno o due nelle postazioni assegnate dall'organizzazione.

Tutt'attorno una serie di iniziative collaterali che danno la dimensione dell'evento. Mai come quest'anno, infatti, il Ferrara Buskers Festival è riuscito a mettere in rete più soggetti e a coinvolgerli, tra esercizi commerciali, biblioteche comunali e non, aziende private e associazioni cittadine, per non parlare del progetto 'eco-festival' in collaborazione con Hera. Un arricchimento non indifferente per la rassegna, il cui fulcro resta sempre e comunque la musica e, in particolare, quella dei 20 busker invitati. Troveremo swing parigino mescolato ad atmosfere zingaresche con The Swing Ninjas, i ritmi tribali degli Ubuhele be Afrika, ma anche una reinterpretazione dello swing anni '20 grazie al trio marchigiano Cialtrontrio BigBanda. Gli Ajelè proporranno antiche ballate russe e folk rock, mentre la Banda C'Dzara eseguirà musica brasiliana 'contaminata' da reggae, jazz e rock.

Torna a Ferrara un gruppo che qualche anno fa aveva riscosso particolare successo, i Gunshot, con il loro imprevedibile e ironico rock'n'roll anni '50 e '60. Blues, folk e rock sono i generi che caratterizzano le esibizioni di Peter Jones & The Lazy Bandits e la 'mediterranea reggae-dub' è invece il genere inventato dai Microguagua. Gli appassionati di celtica (mischiata alle melodie del Sud Italia) non potranno perdersi i Brigan, così come gli amanti del klezmer e della tradizione gitana non possono esimersi dal cercare lungo le strade ferraresi la postazione degli olandesi Trikosis.

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http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2011/08/18/news/il-grande-ritorno-dei-buskers-tra-musica-e-novita-1.777773

Claudio Moffa a Radio Italia dell’IRIB: 'disinformazione' consiste nell’inventare o occultare le notizie

 Claudio Moffa a Radio Italia dell’IRIB: 'disinformazione' consiste nell’inventare o occultare le notizie

"La disinformazione più conosciuta è quella della invenzione di notizie false che hanno come obbiettivo un cambio o per meglio dire una svolta politica o militare a breve termine; poi alcune volte riesce e altre volte non riesce

poi c’è un’altro tipo di disinformazione più sottile che consiste nell'occultare le notizie vere per esempio almeno in Italia ma direi però ovunque la notizia della identità dell’attentatore stragista che ha ucciso una settantina dei suoi giovani connazionali è stata in qualche modo occultata e la versione che alla fine si è affermata è che diciamo che lui è nemico dell’immigrazione islamica questo è vero ma prima ancora lui è nemico dell’immigrazione islamica da un versante sionista". Queste le parole di Claudio Moffa professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali presso la facoltà di scienze politiche dell’università di Teramo in un’ intervista telefonica a Radio Italia dell’IRIB.

Nota della Redazione: E' disponibile attraverso il link sottostante l'audio integrale dell'intervista

http://italian.irib.ir/analisi/interviste/item/95634-claudio-moffa-a-radio-italia-dell%E2%80%99irib-disinformazione-consiste-nell%E2%80%99inventare-o-occultare-le-notizie

Usa: 71% americani boccia politica economica Obama

Usa: 71% americani boccia politica economica Obama

WASHINGTON– L’America boccia in modo clamoroso la politica economica di Barack Obama: ben il 71% degli intervistati da un sondaggio Gallup infatti ritiene che sia sbagliato il modo in cui il presidente sta cercando di far ripartire la crescita e far calare la disoccupazione. Con appena il 26% che promuove la politica del presidente, il sondaggio – realizzato tra l’11 e il 14 agosto, cioe’ subito dopo lo shock del primo declassamento della storia del debito pubblico americano da parte di un’agenzia di rating – rappresenta un minimo storico, dopo quello dello scorso maggio che registrava una disapprovazione, sempre alta, al 60% della ricetta di Obama. Con appena il 50% degli elettori democratici che sostengono il presidente, l’approvazione scende al 23% tra gli indipendenti ed al 5% tra i repubblicani.

Afghanistan: violenze giovedì, morti 27 soldati americani ed un soldato polacco

Afghanistan: violenze giovedì, morti 27 soldati americani ed un soldato polacco
KABUL - Ieri una violentissima esplosione si è verificata nella base militare Usa situata nella città di Gardez, nella provincia di Paktia causando 27 morti e 34 feriti. La bomba era stata piazzata all’interno di un camion. I talebani hanno rivendicato l’attacco sostenendo che centinaia di chili di esplosivo erano stati nascosti nell’automezzo. Sempre ieri un soldato polacco è stato ucciso dall’esplosione di una bomba posta sul ciglio della strada nella provincia di Ghazney. È salito così a 29 il numero dei militari polacchi morti nel paese asiatico.

Afghanistan: anniversario indipendenza da GB, attacco a British Council, 4 esplosioni, 8 morti

Afghanistan: anniversario indipendenza da GB, attacco a British Council, 4 esplosioni, 8 morti
KABUL – Stamane, venerdì, nell’anniversario dell’indipendenza dell’Afghanistan dall’Inghilterra, il centro culturale britannico di Kabul è stato aggredito in una operazione senza precedenti dai miliziani talebani. Secondo il corrispondente dell’IRIB a Kabul da stamane quattro esplosioni si sono verificate nei dintorni del British Coouncil nel quartiere Karte Parwan e sono in corso violente sparatorie tra miliziani e forze di sicurezza. Almeno 8 morti di cui non si conosce la nazionalità; la zona è stata circondata dai militari ed è sorvolata da elicotteri. L’attacco è stato già rivendicato dai talebani.

Non mollano il doppio stipendio È bufera su sei parlamentari

Burgaretta, Crisafulli, Firrarello, Fleres, Mannino e Pagano, tutti eletti tra Camera e Senato, chiedono il ripristino del vitalizio che l'Assemblea regionale ha sospeso. Contro la decurtazione hanno fatto ricorso alla Corte dei conti

di EMANUELE LAURIA

È bufera sui sei parlamentari siciliani che hanno fatto ricorso alla Corte dei Conti per avere la doppia indennità. "Non lo sapevo, mi sembra una iniziativa allucinante", rilancia il presidente dell'Assemblea regionale Francesco Cascio. Mentre monta l'indignazione sulle decine di siti web che rilanciano la notizia pubblicata stamattina da "Repubblica". I sei politici, ex deputati dell'Ars, contestano la delibera del consiglio di presidenza con cui nel gennaio scorso è stata vietato il cumulo del vitalizio regionale e dello stipendio da parlamentare nazionale. Il ricorso alla sezione giurisdizionale di Palermo della Corte dei Conti è stato firmato dai deputati Calogero Mannino (gruppo Misto, dopo aver lasciato il Pid per fondare un suo movimento) e Alessandro Pagano (Pdl) oltre che dai senatori Sebastiano Burgaretta e Giuseppe Firrarello, entrambi del Pdl, Salvo Fleres (Forza del Sud) e Vladimiro Crisaflulli del Pd. Tutti ricevevano dall'amministrazione dell'Ars un assegno vitalizio tra i tre e i seimila euro al mese, per la loro trascorsa attività di deputati regionali. Somme che si aggiungono agli stipendi (fino a 14 mila euro, comprese le indennità per i portaborse) che i sei uomini politici riscuotono come parlamentari. I ricorrenti sostengono che tale decisione è illegittima perché non sarebbe possibile bloccare il pagamento di un vitalizio che è legato al versamento di contribuzione. Fleres, 55 anni, si dice d'accordo con la politica di contenimento della spesa, "purché

- spiega - non vengano messi in discussione i diritti acquisiti: l'amministrazione non può trattenere i contributi che abbiamo versato". La tesi di Mannino: "Ci sono delle questioni giuridiche che, intanto, vanno riaffermate, solo dopo parteciperemo ai sacrifici che il Paese richiede". Non tutti la pensano così: altri parlamentari cui è stato sospeso il vitalizio regionale - il deputato di Fli Fabio Granata, il senatore del Pdl (e sindaco di Catania) Raffaele Stancanelli, il portavoce di Idv Leoluca Orlando - non si sono associati all'iniziativa del ricorso. "Ho preferito soprassedere - afferma Granata - perché in un momento in cui vengono chiesti sacrifici a tutti gli italiani la politica deve dare un esempio. Rinuncio al vitalizio, almeno per ora. Anche se, sia chiaro, ritengo che sia un diritto che non può essere messo in discussione".

Quelle quindici inchieste ancora in sospeso

Dall'Acer alle case Asp e a Intercenter, tutti i fascicoli sulla pubblica amministrazione. Restano in piedi le indagini nate dagli esposti presentati nei mesi scorsi dal centrodestra con Raisi e Facci

di LUIGI SPEZIA

Quindici inchieste sulla pubblica amministrazione che mettono in ansia parecchi politici. Alcune sono ormai sul filo di lana del traguardo investigativo. A settembre le inchieste rimaste in sospeso cominceranno ad avere un destino più preciso nel pool di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, che si limita a dire: "Continueremo a lavorare con serenità e riservatezza". A CHE PUNTO STANNO Civis | Terremerse |Cinzia-gate In pole position c'è l'inchiesta su Terremerse (leggi), la cantina imolese di Giovanni Errani, fratello del presidente della Regione. È una delle inchieste più delicate e sembra imminente la decisione del pm Antonella Scandellari di firmare la fine indagini. Vicina anche la chiusura dell'inchiesta della pm Morena Plazzi sulle ipotesi di corruzione che investono Flavio Delbono (leggi).

È la parte più problematica (la storia del famoso bancomat in uso a Cinzia Cracchi e i rapporti con imprenditori come Gianluca Muratori o il "re delle terme" Antonio Monti), del cosiddetto "Cinzia-gate" che ha portato il professore di economia a dimettersi da sindaco. Prossima anche la seconda udienza preliminare per Delbono, quella relativa alle accuse di abuso di ufficio per i compensi di Cinzia Cracchi al Cup 2000. Si prevede un altro patteggiamento dopo quello per i viaggi contestati con le ex fidanzate.
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Il cervello elettronico ora imita quello umano

Un circuito che imita le funzioni del sistema nervoso: è il progetto SyNapse, appena presentato da Ibm. I futuri sistemi cognitivi rivoluzioneranno la scienza grazie a una capacità di calcolo e memoria sovrumanedi ALESSANDRO LONGO

È IL PRIMO PASSO concreto verso un futuro in cui i computer ragioneranno come il cervello umano, grazie a reti neurali di sinapsi, che apprenderanno dall'esperienza e dall'ambiente. La promessa è risolvere problemi trovando un ordine, adesso invisibile, nella complessità del reale. È il risultato del progetto SyNapse, della storica azienda informatica Ibm, con la collaborazione di quattro università americane e finanziato dallo stesso governo americano. Che ha appena presentato i primi due prototipi di chip che funzionano come un cervello. Imitano infatti il sistema nervoso: sono fatti di nodi che elaborano le informazioni, alla stregua di neuroni digitali, collegati a memorie integrate che simulano le sinapsi. È una grossa differenza rispetto al modo con cui funzionano ora i computer, i quali elaborano le informazioni in modo meccanico e sequenziale. Un bit dopo l'altro, in base a un programma predefinito. È un limite strutturale e storico dell'informatica: risale agli anni '40, quando sono state poste le basi dei primi computer. Il chip neurale va oltre perché è in grado di elaborare le informazioni in parallelo e di adattarsi all'ambiente, un po' come fa il cervello di uomini e animali. L'apprendimento equivale in fondo a creare e rafforzare collegamenti sinaptici tra le cellule del cervello (i neuroni). SyNapse simula questo meccanismo: i chip neurali sono fatti in modo da prestare maggiore o minore attenzione a certi segnali di input, in base alla loro importanza, che cambia in misura di nuovi eventi ed esperienze. È questa in fondo la filosofia del "computing cognitivo", una branca dell'informatica, che ora con SyNapse fa un grosso passo avanti; ma la strada per il debutto sul mercato è ancora lunga. Se i nuovi prototipi sono i primi mattoni, a mancare è tutto il resto dell'edificio, per creare il computer del futuro: serviranno ancora anni. Ma adesso c'è ottimismo. Tanto che l'agenzia governativa Darpa, soddisfatta dei risultati, ha annunciato che finanzierà SyNapse con altri 21 milioni di dollari, per un totale finora di 41 milioni. Il progetto va avanti e si prevede che il prodotto finale sarà grande quanto una scatola di scarpe, consumerà mille watt e avrà dieci milioni di "neuroni". La posta in gioco è del resto molto importante. Per ora i prototipi riescono al massimo a gestire una partita di ping pong, ma i futuri computer cognitivi possono rivoluzionare la scienza, essendo in grado di analizzare la realtà con un'intelligenza (quasi) umana. Unita a una capacità di calcolo e di memoria ovviamente sovraumane. Non sostituiranno i computer tradizionali, probabilmente, ma vi si affiancheranno. Per esempio potrebbero trovare una legge che spieghi e preveda certi fenomeni atmosferici. O economici: le prossime crisi forse non ci coglieranno così alla sprovvista.
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Calvi, un fax dai pm delle Bahamas riapre il giallo del tesoro nascosto

Dalla P2 alla P3: alcuni quotidiani hanno chiesto gli atti sull'indagine sui traffici di Calvi. E la lista dei correntisti a cui era intestato il tesoro del banchiere. Una documentazione che per anni è stata nascosta all'Italia di FEDERICA ANGELI e FRANCESCO VIVIANO

ROMA - Ci sono alcuni "quotidiani italiani e panamensi" interessati a conoscere la lista dei nomi dei correntisti a cui era intestato il tesoro di Roberto Calvi, 70 milioni di dollari depositati alle Bahamas, e a capire a che punto sono le indagini sui traffici del banchiere dell'Ambrosiano. La richiesta, formalmente presentata all'autorità giudiziaria delle Bahamas, è stata girata alla magistratura romana. Istanza singolare quella atterrata qualche giorno fa sulle scrivanie della procura di Roma. Il nulla osta rischia di dissotterrare un mistero che intreccia storie della P2 con protagonisti della P3 e che potrebbe aprire nuovi scenari tra le pieghe della più recente inchiesta sulla P4. C'è un filo rosso in questa "domanda di accesso agli atti" che potrebbe spiegare molte cose secondo la magistratura capitolina. A cominciare da chi sta pilotando la strana operazione che ha preso forma attraverso l'istanza arrivata al tribunale di Roma. LA LETTERA DA NASSAU L'autorità giudiziaria delle Bahamas, due settimane fa, ha chiesto a quella capitolina l'autorizzazione a poter divulgare "lo stato delle indagini sugli affari di Roberto Calvi" transitati sui conti alle Bahamas su cui il banchiere, trovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri sul Tamigi, aveva fatto confluire il suo tesoro: 70 milioni di dollari. Quella documentazione, che per anni le autorità d'oltreoceano si sono rifiutate di fornire all'Italia, malgrado ripetute rogatorie, oggi, "previo consenso della procura di Roma", viene consegnata a dei "giornali nazionali italiani e panamensi" che ne hanno fatto richiesta. I NOMI DEI CORRENTISTI A quasi trent'anni dall'omicidio del numero uno dell'Ambrosiano, iscritto alla P2, qualcuno reclama quelle carte. In particolare "organi di informazione italiana e panamense" sono interessati a capire a che punto sono arrivate le indagini sui traffici messi in piedi da Calvi e ai nominativi degli intestatari dei conti aperti in diverse banche delle Bahamas. Va detto che, in quella lista, i nomi, una trentina, sono tutti rigorosamente criptati: il primo è un tale Alex, l'ultimo Ynn. I DUBBI DEI MAGISTRATI Come mai le autorità delle Bahamas per anni non hanno mai voluto fornire queste informazioni a quelle italiane? E ancora: chi c'è veramente dietro la richiesta di queste informazioni? La risposta a quest'ultimo quesito, secondo la procura romana, con molta probabilità si nasconde nelle trame della P3 e della P4. Qualcuno ha bisogno di quelle informazioni.
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Indignados, la polizia carica gli anti-Papa

Gli agenti fanno sloggiare i ragazzi che avevano protestato contro le violenze dei giorni scorsi e i costi della visita di Ratzinger a Madrid

Gli agenti della polizia spagnola in tenuta anti-sommossa hanno di nuovo fatto sloggiare con la forza da Puerta del Sol alcune centinaia di Indignados che si erano riuniti in serata per protestare contro la ‘violenza’ dell’ intervento degli agenti ieri sera al termine di una manifestazione contro i costi ‘esorbitanti’ della visita del Papa a Madrid.

I TESTIMONI – Secondo testimoni citati da El Pais online la carica della polizia si è prodotta senza provocazioni da parte degli indignados. Prima alcuni agenti usciti da un furgone della polizia hanno colpito a manganellate diversi giovani in una strada vicina a Puerta del Sol. Poco dopo la polizia ha caricato i manifestanti su Puerta del Sol, costringendoli a lasciare la piazza. La manifestazione di questa sera era stata convocata nel pomeriggio attraverso le reti sociali per protestare contro la ‘brutalita” degli agenti di ieri sera. Un’altra concentrazione e’ prevista per domani sera, sempre su Puerta del Sol, la piazza emblema del movimento degli indignados. Dopo gli incidenti di mercoledì sera il dirigente della coalizione di sinistra Izquierda Unida Gaspar Llamazares ha chiesto che il ministro degli interni riferisca in parlamento.

I RACCONTI - Un furgone della polizia, sempre secondo i racconti dei testimoni, si è parcheggiato in un punto in cui si trovavano un gruppo di ragazzi e senza dire una parola diversi agenti hanno caricato i ragazzi e poiaggredito una giovane. Mezz’ora dopo gli agenti hanno arrestato due giovani a terra e poi ha cominciato ad evacuare definitivamente la piazza, costringendo i manifestanti a uscire attraverso le vie secondarie della piazza. In un incontro che si è tenut prima degli incidenti, i gruppi hanno deciso di marciare nuovamente domani alle 20; la manifestazione di oggi è stata convocata spontaneamente attraverso i social network (principalmente Twitter) per protestare contro l’azione della polizia.

Turchia, raid contro basi Pkk in Iraq

(ANSA) - ANKARA - Per il secondo giorno consecutivo, aerei turchi hanno attaccato basi dei separatisti curdi del Pkk nell'area del monte Kandil, nel nord dell'Iraq. Un giornalista della Reuters aveva riferito di aver visto diversi caccia levarsi in volo da una base di Diyarbakir, nel sud-est del paese. Ieri lo stato maggiore aveva annunciato di avere condotto "con successo" un'operazione nel nord dell'Iraq, colpendo 60 obiettivi del Pkk in risposta a un'imboscata dei guerriglieri costata la vita a 12 soldati.

Libia: raid Nato nella notte su Tripoli

(ANSA) - TRIPOLI - Diverse esplosioni hanno scosso nella notte Tripoli, dove si udiva costante il rumore degli aerei della Nato. Dopo la mezzanotte esplosioni si sono udite provenire dalla zona di Bab el Aziziya, la residenza bunker di Muammar Gheddafi nel centro della capitale libica, e anche da quartieri occidentali della città. Anche nella giornata di ieri il centro di Tripoli e la sua periferia est, Tajoura, erano stato bersaglio di raid aerei, secondo quanto riferito da testimoni.

Afghanistan, duplice attenato a Kabul

(ANSA) - KABUL - Nel giorno dell'anniversaro dell'indipendenza della'Afghanistan dalla Gran Bretagna, un duplice attentato suicida ha preso di mira stamani a Kabul la sede del British Council, l'Istituto di cultura britannico. Lo hanno riferito fonti afghane e della Nato, aggiungendo che un muro del complesso e' stato distrutto, con tutta probabilita' da un'autobomba, e che all'interno del complesso si udivano ancora colpi di arma da fuoco.