giovedì 25 agosto 2011

Usa: arriva l'uragano Irene

Usa. Venti fortissimi e piogge torrenziali hanno finora caratterizzato la corsa dell'uragano Irene nei Caraibi, dove ha già provocato forti danni. E ora, in prossimità delle coste statunitensi, le cose potrebbero persino aggravarsi per la parte nordorientale degli Usa. Atteso per il fine settimana, sul sito del National Hurrican Center americano attualmente si legge che l'occhio "del pericoloso uragano Irene si sta approssimando alle Bahamas nordoccidentali". La pericolosità dell'uragano è classificata tra 2 e 4, su una scala che prevede il 5 come il massimo grado di pericolosità.

Caldo killer, morti dieci anziani in due giorni a Milano

I decessi sono stati causati dall'aggravamento di patologie respiratorie e cardiovascolari dovuti alle alte temperature

Milano (TMNews) - Dieci anziani sono morti nelle ultime 48 ore a Milano e provincia per l'aggravamento di patologie respiratorie e cardiovascolari dovuto all'ondata di caldo che sta colpendo l'Italia. E' quanto rende noto l'Areu, l'Azienda regionale urgenza e emergenza della Lombardia, che invita soprattutto gli anziani a non uscire di casa durante le ore più calde e sottolinea l'importanza di bere almeno due litri di acqua al giorno. Le vittime, tutte decedute nelle proprie abitazioni, sono persone anziane di età compresa fra 79 e 90 anni. Delle otto persone decedute ieri, cinque uomini e tre donne, due abitavano in provincia, sei a Milano. Gli altri due decessi, invece, sono avvenuti nella giornata odierna. Negli ospedali milanesi, nel complesso, si registra un aumento degli accessi ai pronto soccorso, ma senza particolari criticità. A Niguarda, dove vengono accolte ogni giorno circa circa 300 persone in media, l'incremento è stato del 20% e a crescere è anche la percentuale di anziani. Ieri mattina, per esempio, metà dei 25 cittadini accolti erano ultraottantenni con diverse patologie che si sono aggravate a causa del caldo. Situazione analoga anche al San Carlo, dove gli anziani ricoverati per un vero e proprio colpo di calore si contano su una mano. Si tratta in genere di persone che pagano la mancanza di percezione, tipica degli anziani, della calura straordinaria e pertanto si disidratano.

Dopo 10 anni ancora battaglia per gli eroi di Ground Zero malati. Il governo non rimborsa spese ai malati di cancro

John Devlin è stato uno dei primi ad accorrere nell'inferno di Ground Zero il giorno dell'attentato alle Torri gemelle, l'11 settembre 2001. Poi ha continuato lavorare per 9 mesi 12 ore al giorno in quell'incubo di polvere e macerie. Nel 2009 ha accusato i primi problemi respiratori, sintomi di un cancro alla gola."Il governo ci diceva che l'aria era pulita e noi ci abbiamo creduto. E' tutto documentato, loro ci hanno mentito". John è solo uno degli eroi di Ground Zero con problemi fisici per aver ingerito e respirato polvere e detriti in quei giorni terribili. Il centro medico che cura i sopravvissuti all'11/9 si occupa di 5.000 casi. I rimborsi per loro sono arrivati dopo quasi 10 anni e una strenua lotta, grazie allo Zadroga act, dal nome del primo poliziotto newyorchese morto per le conseguenze dell'11 settembre. La battaglia però non è finita: nella legge sono previsti rimborsi solo per chi ha problemi respiratori, non per chi ha il cancro perché, dice il governo americano, "non è scientificamente provato che ci sia un legame con Ground Zero". Nessuna cura pagata dunque per quelli come Jeff Stroehlein, pompiere di New York a cui è stato diagnosticato un tumore al cervello."Io penso che la riconoscenza sia importante - dice appena tornato dalla sua seduta di chemioterapia - mi chiedo come possano elogiare i ragazzi dell'11 settembre e poi voltar loro le spalle".

Costi della politica: ecco tutte le spese di Camera e Senato

Cinque milioni di euro in elettricità in un solo anno. 200 mila euro in prodotti igienici. Il Senato che spende più della Camera in acqua, ma con la metà delle persone che ci girano dentro. Milionate di euro in gas e condizionatori. Spese per traslochi in continuo aumento - sapete, i "Responsabili". Vestiario-shock: 23 mila divise acquistate in 3 anni. Probabilmente la mettono una volta sola, la divisa, tipo Madonna con la propria biancheria intima. Non solo. In questa legislatura il Senato ha cambiato 8.600 set di posate, 6 set a testa per i 1.400 "aventi diritto al pasto": costo complessivo, 130.000 euro, 40 mila euro l'anno, anche per quest'anno. Si rubano pure le forchette!
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Arriva un’altra ondata di cable da Wikileaks

Sono 35.000 i cable che in queste ore Wikileaks sta mettendo in rete, questa volta tutti insieme e senza che siano accompagnati da accordi con qualche testata che ne contestualizzi il contenuto. Si tratta di messaggi proveninti dalle ambasciate di: Taiwan, Libia, Cina, Israele, Russia, Venezuela, Indonesia, Siria, Somalia, Bahrein, Sudafrica, Yemen, Cuba, Germania, Iran, Afghanistan, Polonia, Francia, Turchia, Romania e Ruanda. Una massa di dati grezzi da esplorare ed interpretare (4000 da Israele, 5000 da Taiwan, 3000 dalla Cina per esempio), messi a disposizione di chiunque voglia cimentarsi, giornalista o semplice curioso, nel tentativo di capire e vedere la diplomazia statunitense all'opera "dal vero" e senza veli. Nel mucchio c'è anche il messaggio di congratulazioni di Gheddafi per l'elezione di Obama, profetico dove afferma: "Il punto principale e che i Neri non devono avere un complesso d'inferiorità e imitare gli Yankee". Chissà se ora il Rais non si sia pentito della gioia espressa "dal profondo del cuore" per l'elezione del presidente che, imitando i suoi bellicosi predecessori, ha determinato la fine della sua lunga dittatura sulla Libia.

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Amy Winehouse non era overdose. Che diranno ora Carlucci, Giovanardi & Co?

Non c'é pace per Amy Winehouse. Come spesso accade, dopo la morte della cantante, è il cinismo speculativo a farla da padrone. Tanti gli ambiti e le sfaccettature dell'utilizzo - anzi un vero e proprio sfruttamento - della sua immagine, che spaziano dal piano economico a quello più aleatorio, proprio della politica e in generale della retorica.

Innanzitutto il solito accanimento mediatico, con le testate pronte a lanciarsi in giudizi infelici, più o meno strumentalizzati, o a speculare con deduzioni improbabili e fuorvianti sulle cause della morte della cantante, prestando il microfono a questo o quel lo spacciatore di fiducia e alimentando le polemiche attorno al personaggio.

Ovviamente è lo sfruttamento economico della sua immagine, con la famiglia che in vano tenta di controllarlo, a farla da padrone. Fra le miriadi di speculazioni che girano attorno a Amy, la faccenda più pesante si sta giocando intorno a un dominio internet, quello della "Amy Winehouse Foundation", che un imprenditore londinese ha tempestivamente registrato a poche ore dalla morte.
Nonostante i famigliari stiano tentanto di ottenerne la chiusura, per il momento il padre della cantante, Mitch, è costretto a restituire i soldi donati alla neonata fondazione fintanto che le donazioni non vengano incanalate nella giusta direzione.
Altro esempio di cinismo macabro è stato il furto di alcuni effetti personali della Winehouse, tra cui testi di canzoni inedite, libri di poesie e lettere. I colpevoli sarebbero da rintraccciare fra quella ventina - inclusi famigliari, amici, guardie del copro e poliziotti - che, dal giorno della morte della cantante, hanno avuto accesso alla sua casa di Camden Town, a Londra.
Per non parlare poi dei vari siti che vendono tutta una serie di gadget, autorizzati o meno, non possono che scandalizzare al primo sguardo.
Ma nel caso della Winehouse è la retorica di stampo sociale a farla da padrone. Sembra che tutti sentano il bisogno di parlarne o almeno di citarla per ergerla a simbolo, riuscendo così a congiungere in una sola volta i deandreani buoni consigli e il cattivo esempio.
Proprio come ha fatto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla lotta alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, per il quale: "una morte tragica di questo tipo non può che far riflettere i giovani e giovanissimi su come la droga tolga la cosa più importante che una persona può avere e cioè una vita pienamente vissuta, le soddisfazioni di avere una famiglia, di avere dei figli, insomma di godere della propria esistenza".
Più o meno lo stesso il discorso fatto da Stefano Tersigni, Dirigente della Fiamma Tricolore Destra Sociale che torna sul sopracitatoo sfruttamento mediatico dell'immagine della cantante: "L’immagine della sua persona andrebbe invece screditata. Si è semplicemente suicidata con le droghe. I media facciano giusta informazione e, partendo da questi esempi, invitino i giovani a stare lontano dalla droga”.
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M. O.: 3 MORTI E 20 FERITI IN NUOVI RAID ISRAELIANI SU GAZA

(AGI) Gaza - Hanno causato almeno tre morti e una ventina di feriti i bombardamenti israeliani su diverse zone della Striscia di Gaza nelle ultime ore. A Beit Lahia, nel nord dell'enclave, almeno due bombe, secondo quanto riferito da testimoni, hanno colpito un centro sportivo, uccidendo un palestinese e ferendone almeno venti. Il portavoce dei servizi di emergenza di Gaza, Adham Abu Selmeya, ha riferito che tra i feriti ci sono donne e bambini .

FRANCIA - Staminali per 'colorare' la pelle depigmentata

Cellule staminali per 'colorare' la pelle depigmentata, a causa della vitiligine o altri problemi dermatologici. Ma anche per proteggerla meglio e in modo naturale dai raggi Uv. E' la speranza che nasce dagli studi di un gruppo di ricercatori francesi che hanno gia' pubblicato parte dei loro lavori su 'Pnas', e che ora illustreranno i risultati nel dettaglio nel prossimo numero della rivista scientifica francofona 'Médecine/Science'. Dopo aver ricostituito l'epidermide in laboratorio, a partire da cellule staminali di origine embrionale alla fine del 2009, l'équipe di Christine Baldeschi dell'Istituto I-Stem e' riuscita anche a dare colore alla pelle coltivata. Attraverso la stessa tecnica utilizzata per creare il tessuto in vitro sono stati realizzati melanociti funzionali, le cellule che danno colore all'epidermide e la proteggono dai raggi ultravioletti. Queste cellule potrebbero quindi essere presto proposte come alternativa terapeutica a pazienti con problemi di pigmentazione della pelle di origine genetica, come nel caso della sindrome di Griscelli (malattia rara che si presenta con depigmentazione di pelle e capelli). Attualmente questi disturbi sono trattati con autotrapianto di pelle prelevate da zone non colpite, ma i melanociti rimpiantati hanno una vita breve, massimo un anno. Inoltre, dal trattamento attuale sono esclusi pazienti che non hanno proprie cellule attive, come quelli affetti da albinismo. Da qui l'utilita' di questa alternativa. I ricercatori sperano di poter realizzare il primo test clinico, che sara' fatto su persone con vitiligine, entro due o tre anni.

Casinò e viaggi con i soldi pubblici Acierno dovrà risarcire 102 mila euro

L'ex direttore generale della Fondazione Federico II ed ex parlamentare di Forza Italia, Udeur e Fiamma Tricolore è stato condannato dalla Corte dei conti. A ottobre sarà processato dal tribunale penale per peculato

di EMANUELE LAURIA

Giocate al casinò online, viaggi alle Maldive, shopping a Madrid, il pieno per la barca a Panarea: le spese pazze fatte con la carta di credito aziendale da Alberto Acierno, l'ex direttore generale della Fondazione Federico II. Sono questi i pagamenti che, secondo i magistrati contabili, hanno fatto montare il maxi debito nei confronti della Fondazione contestato ad Acierno. L'ex parlamentare di Forza Italia, Udeur, Fiamma Tricolore e di altre formazioni di centrodestra è stato condannato dalla Corte dei conti a risarcire 102 mila euro. La decisione dei giudici contabili arriva a poche settimane dal processo nei confronti di Acierno, fissato dinanzi la terza sezione del tribunale di Palermo per il 7 ottobre. L'ex parlamentare siciliano è imputato di peculato in pregiudizio della Fondazione e della Presidenza dell'Assemblea regionale per aver usato denaro per usi diversi da quelli istituzionali. Fra le spese ingiustificate che Acierno dovrà rifondere c'è una somma di 17 mila euro relativa a puntate su siti di scommesse online fatte fra il febbraio e il maggio del 2007. Acierno si era difeso asserendo di essersi fatto decurtare le spese private dai compensi mensili percepiti in qualità di direttore generale dell'ente. La Corte dei Conti non ha dato credito a questa tesi, pur "salvando" Acierno dal pagamento di altri 150 mila euro per il danno d'immagine nei confronti della Fondazione e dell'Ars.

Steve Jobs getta la spugna e lascia la guida della Apple

L'amministratore delegato e fondatore della società scrive una lettera agli azionisti ed ai dipendenti: "E' venuto il giorno in cui non posso più rispettare i miei compiti di Ceo". Al suo posto è stato nominato Tim Cook. Giù il titolo nelle contrattazioni del dopo Borsa dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

NEW YORK - Il momento tanto temuto per Apple è arrivato: si apre l'èra del dopo-Steve Jobs. L'annuncio ufficiale è arrivato ieri dopo la chiusura dei mercati, alle 18.30 di New York: il fondatore e chief executive della più grande azienda informatica del mondo (in termini di capitalizzazione di Borsa) si dimette dalla sua carica. Resterà presidente, ma il ruolo esecutivo passa al numero due Tim Cook che già rivestiva la carica di chief operating officer, direttore generale. Nonostante Wall Street avesse concluso la seduta ufficiale, nel dopo-Borsa le azioni Apple sono subito cadute del 4,4%. "Se non riesco più ad assolvere alle mie funzioni, vi avevo promesso che sareste stati i primi ad apprenderlo", ha scritto Jobs nella email di ieri ai dipendenti. A 56 anni, colpito dal cancro al pancreas già nel 2004, nonostante l'apparente riuscita di un trapianto di fegato nel 2009, Jobs era apparso sempre più magro e affaticato. Già da tempo la sua effettiva posizione di comando nell'azienda era in dubbio, la sua presenza al quartier generale di Cupertino (nella Silicon Valley californiana) era rarissima. Già il 17 gennaio di quest'anno Jobs aveva dato un pre-avvertimento sotto forma di una email ai dipendenti del gruppo. Come un dipendente qualsiasi, quel giorno Jobs informava di avere "chiesto e ottenuto dall'azienda un permesso malattia" per il bisogno di "concentrarsi sulla propria salute", senza fornire ulteriori dettagli. A differenza dal 2009, quando annunciò che sarebbe stato assente per sei mesi, nella email del 17 gennaio Jobs non aveva fatto previsioni sulla data del rientro. La conclusione del messaggio - "amo così tanto Apple e spero di tornare appena posso" - era parsa un brutto presagio. Tuttavia in questi mesi era riuscito a impegnarsi ancora in uno dei suoi ruoli favoriti: "venditore" numero uno. Era stato ancora lui a lanciare pubblicamente i nuovi prodotti di Apple, le ultime generazioni di iPad e iPhone, in quegli happening-spettacolo che lo hanno reso celebre, hanno contribuito al fascino della sua azienda, e hanno fatto di Jobs quasi un "guru" con un seguito mondiale di ammiratori. E proprio grazie al successo di questi prodotti, Apple di recente ha scalato la classifica di Borsa fino a issarsi al primo posto assoluto, superando non solo altri giganti hi-tech come Microsoft e Google ma perfino un big del petrolio come Exxon. Ora però sul futuro di Apple incombe un interrogativo: riuscirà a sopravvivere all'uscita di scena del suo fondatore e capo carismatico? Che Jobs fosse ormai avviato verso l'uscita, pochi lo dubitavano. Le incertezze non erano sul "se", ma sul "quando". Eppure, per quanto il management di Apple e i mercati abbiano potuto prepararsi a questo evento, solo il test della realtà darà una risposta sulla tenuta dell'azienda.
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Da Berlusconi mezzo milione a Tarantini per i pm un'estorsione ai danni del premier

L'imprenditore che aveva portato Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli e Lavitola indagati. Il Cavaliere: "Ho aiutato una persona". L'inchiesta di Woodcock rivelata da Panorama di DARIO DEL PORTO

NAPOLI - Un versamento di mezzo milione di euro più altre somme ogni mese. Così il premier Silvio Berlusconi pagava Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore che nel 2008 portò Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli. La circostanza, secondo quanto riferito dal numero di Panorama in edicola oggi, sarebbe agli atti di un'inchiesta della Procura di Napoli che ipotizza un'estorsione ai danni del presidente del Consiglio. Nel registro degli indagati sarebbero iscritti fra gli altri Tarantini e il giornalista Walter Lavitola, direttore ed editore de L'Avanti!, protagonista un anno fa della campagna di stampa sulla casa di Montecarlo in uso al cognato di Gianfranco Fini. Nelle anticipazioni diffuse ieri e rilanciate dalle agenzie di stampa e siti online, il settimanale di proprietà dello stesso Berlusconi riferisce numerosi particolari indicati come al centro dell'indagine nella quale il premier risulterebbe come parte offesa. Il fascicolo sarebbe affidato ai pm Francesco Curcio, Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, i magistrati che in questi mesi si sono occupati del caso P4 (i primi due) e del procedimento nei confronti del deputato pdl Marco Milanese. Nella ricostruzione di Panorama, Tarantini avrebbe ricevuto il denaro per dichiarare al processo istruito a Bari che il premier non sapeva di ospitare escort retribuite dall'imprenditore.
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La Finanza bussa all'Agenzia delle entrate e i documenti volano dalla finestra

I militari cercavano riscontri alla deposizione dell'imprenditore Di Lernia. L'industriale aveva chiesto a Milanese di interessarsi ad una verifica fiscale nei suoi confronti

di MARIA ELENA VINCENZIROMA - Fascicoli che volano dalle finestre. Faldoni che, evidentemente, nessuno voleva far trovare agli uomini della guardia di finanza. La cronaca dell'inchiesta della Procura di Roma su Enav e Finmeccanica, racconta che, durante le perquisizioni di metà luglio all'Agenzia delle Entrate, i documenti venivano lanciati dalle finestre. Un dettaglio che, allora, sembrò incomprensibile, ma che oggi trova una probabile spiegazione nelle parole che l'imprenditore indagato Tommaso Di Lernia ha consegnato al gip durante il suo interrogatorio di garanzia. "Andai da Proietti (Angelo, titolare di Edilars, ndr) con alcuni documenti riguardanti una verifica dell'Agenzia delle Entrate alla società Print Sistem per l'anno 2005, chiedendogli di intercedere con Milanese ai soli fini di una verifica 'serena'. Nutrivo paure di accanimento derivate da una denuncia per frode che io avevo fatto alla Procura di Roma nei confronti di ignoti e dell'Agenzia delle Entrate stessa". Insomma, l'azienda di Di Lernia, una delle subappaltatrici di fiducia di Enav e di Selex Sistemi Integrati, aveva problemi con il fisco. Di cui si interessò il "generoso" braccio destro del ministro dell'Economia.
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Sicurezza stradale, un'app per segnalare i pericoli

Un nuovo sistema, battezzato SET, promette miracoli con pochi clic. Ecco come

Sicurezza stradale, un'app  per segnalare i pericoli
Una buca, un albero caduto, un incidente, un'auto abbandonata, un problema di decoro urbano. Quante volte lungo le strade siamo stati testimoni di situazioni come queste? E quante volte ci siamo sentiti impotenti di fronte ad esse? Cosa fare? Chi chiamare? E soprattutto: servirà la nostra segnalazione? Mettiamo allora da parte per un attimo il telefono e prendiamo uno smartphone, scarichiamo gratuitamente dall'area download di Apple l'applicazione SET (Segnalazione Eventi sul Territorio) sviluppata da Intellitronika di Roma e diventiamo, per così dire, "amministratori" delle nostre strade, segnalando le situazioni di pericolo che incontriamo lungo di esse. E' facilissimo. Basta entrare nell'applicazione, scattare la foto che ritrae la circostanza, selezionare la tipologia di segnalazione, scrivere, eventualmente, un breve commento sullo stato dei luoghi cliccare sul tasto "invia" ed il gioco è fatto.
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L'Ici e la Chiesa, interviene Merola "È giusto rivedere le esenzioni"

Il sindaco entra nel dibattito: "Noi siamo pronti ma serve una legge: sarebbe bene dare agli enti locali una normativa e la possibilità di controllare"

di ELEONORA CAPELLI

Esenzioni Ici alla Chiesa, il sindaco Virginio Merola non vuole alzare le barricate ma sposa la linea del Pd di far pagare le tasse agli immobili ad uso commerciale. Ed è anche pronto a controlli incrociati ("I Comuni sanno tutto, i diversi contesti e le diverse situazioni, per questo è importante dare agli enti locali la possibilità di controllare") ma rimanda comunque a una normativa nazionale. "È da 3 anni che la direttiva europea lo dice, ma abbiamo bisogno di un parlamento che applichi la normativa - ha detto ieri il primo cittadino - lo screening per appurare le diverse situazioni si può fare, ma serve una norma nazionale". IL VESCOVO Silvagni: "Si sparge odio" L'esempio portato da Merola "pesca" nel campo della sinistra, tra tutte le agevolazioni previste. "Ci sono i bar dentro i circoli Arci e ci sono i bar dentro gli oratori - ha spiegato Merola - bisogna capire quale interpretazione viene data, cioè se anche il bar dentro l'oratorio viene considerato attività sociale e non commerciale. Per la direttiva Ue è molto chiaro". Non altrettanto in Italia, dove i contenziosi sull'Ici con enti religiosi proprietari di immobili si svolgono in una selva

di interpretazioni attorno alla definizione che permette di mantenere lo "sconto" per attività con fini "non esclusivamente commerciali". Del resto per far fronte a tagli sempre più corposi, il Comune prepara a far cassa su tutto e a risparmiare ovunque. Così Merola, che si dice "contrario a un aumento dell'Irpef", promuove anche un "concorso di idee" tra i dipendenti comunali. "Vorrei chiedere ai dipendenti di farsi avanti con idee e proposte - ha detto il sindaco - chi le ha entrerà a far parte della macchina organizzativa, perché vogliamo premiare il merito". Anche le cifre legate alle esenzioni possono quindi diventare interessanti. Dei circa tre milioni di Ici "virtuale" generata dal patrimonio della Chiesa bolognese (sommando fondazioni, congregazioni, opere diocesane e istituti ecclesiastici), ne viene pagato quasi un terzo. Questo a fronte di un patrimonio di quasi 3mila proprietà immobiliari, di cui più della metà case. Quali edifici esentati dall'Ici svolgono "in toto" funzione sociale e quanti invece generano un reddito e potrebbero essere definiti commerciali? È quello che chiede di appurare il capogruppo Pd in consiglio comunale Sergio Lo Giudice. Con una serie di controlli che verifichino se tutti gli "sconti" sono dovuti. "Non possiamo discutere se sia giusta o meno l'esenzione per i beni ecclesiastici, non è competenza del Comune - spiega il democratico - ma un monitoraggio attento di quali sono gli immobili che non pagano l'imposta e se rientrano a pieno titolo nell'esenzione, questo mi pare un preciso dovere dell'amministrazione, anche in un più generale contesto di controllo". Anche per Arturo Parisi, parlamentare Pd, ex ministro della Difesa, è tutta una questione di buon senso: bisogna "far pagare le tasse agli immobili che religiosi non sono". "È evidente che questioni uguali debbano essere trattate in modo uguale - ha detto Parisi - quindi il problema è distinguere le iniziative più propriamente religiose da quelle che religiose non sono".

LIBIA: SARKOZY, CONFERENZA INTERNAZIONALE IL 1* SETTEMBRE A PARIGI

(ASCA-AFP) - Parigi, 24 ago - Il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, ha invitato i paesi ''amici della Libia'' il prossimo 1 settembre a Parigi per una conferenza sul futuro del paese dopo lacaduta del Colonnello Gheddafi. Dopo un incontro nella capitale francese con il primo ministro del Consiglio nazionale di transizione libico, Mahmud Jibril, Sarkozy ha rivelato di aver invitato, oltre ai peasi che hanno partecipato alla campagna militare per proteggere i civili, anche Cina, Russia, India e Brasile.

La manovra sull’Iva

Bossi, Berlusconi, Tremonti e tutti i loro amici, con l’aggiunta anche di Casini, si addannano per “trovare la quadra” alla manovra finanziaria. Tra le correzioni più in auge l’aumento dell”Iva, l’imposta sul valore aggiunto. Un recente rapporto di Price Water House Coopers, commissionato dall’Unione Europea, che analizza l’andamento dell’Iva in tutta Europa, ricorda che in Italia il gettito di quest’imposta è di circa 102 miliardi all’anno.

Lo stesso rapporto stima il gettito potenziale italiano in circa 130 miliardi di euro; questo significa che il 22% del gettito potenziale non viene “introitato”, causa evasione. Tra i grandi paesi europei, solo la Gran Bretagna ha scarti così elevati tra gettito potenziale e quello effettivo. In Spagna l’evasione sembra sia praticamente irrisoria, mentre in Francia ed in Germania si attesta attorno al 10% del gettito.

Se il gettito Iva che viene evaso in Italia scendesse al livello della Germania, l’incasso annuo sarebbe di 117,7 miliardi di euro, con un recupero di gettito – cioé di denaro fresco – di 15 miliardi di euro all’anno. A parità di aliquote.

Bossi, Tremonti, Berlusconi, Casini e tutti i loro amici e compagni, forse distratti, non se ne sono accorti. Qualcuno glielo può far sapere?

Crisi? Quale crisi? Quei dirigenti con il doppio stipendio

Milena Gabanelli sul Corriere racconta lo scandalo dei fuori ruolo

Uno scandalo tutto italiano. Che oggi Milena Gabanelli e Bernardo Iovene ricordano sul Corriere della Sera, anche se è stato completamente ignorato da quel Giulio Tremonti che pretendeva di far sanzionare Report perché non parlava bene di lui.

Era l’inizio di dicembre 2010, era appena stata varata una manovra di correzione dei conti pubblici con i soliti tagli lineari, quando invitammo, senza essere degnati di cortese risposta, la presidenza del Consiglio e il ministro Tremonti a provvedere all’eliminazione di una norma che non ci risulta applicata in nessun altro paese civile: l’incasso di uno stipendio per un mestiere che non fai (www.report.rai.it). Quando un dipendente pubblico viene chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un’authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l’anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l’indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato.
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“Silvio? Se ne vada entro Natale”

Roberto Formigoni lancia l’affondo per la leadership del centrodestra

Le sue parole le riporta Repubblica, e diamo già per scontata la sua smentita che arriverà in mattinata. Ma Roberto Formigoni, a quanto pare, sembra aver detto finalmente in pubblico quello che molti nel PdL riferiscono in privato, ovvero che è il caso che Silvio Berlusconi faccia un robusto passo indietro. Per permettere al centrodestra di vincere le elezioni:

Il centrodestra potrà vincere anche le prossime elezioni politiche «a patto che entro Natale Silvio Berlusconi facciaun discorso che io definisco a reti unificate per annunciare che non intende ricandidarsi alla carica di primo ministro. Penso che se questo accadrà il centrodestra potrà continuare a governare in Italia». È un Roberto Formigoni a tutto campo quello che al termine di una cena al ristorante”Il basilico” di Rimini confessa le sue previsioni sul futuro politico italiano al margine del meeting di Comunione e liberazione. «Credo che se Berlusconi facesse un gesto simile — dice il governatore della Lombardia — raccoglierebbe l’approvazione di larga parte dell’elettorato del centrodestra che lo ringrazierebbe per aver consegnato all’Italia un partito come il Pdl. Penso al contrario che qualsiasi altra ipotesi, che non preveda il ritiro di Berlusconi e lo svolgimento di una consultazione nel partito per scegliere il prossimo candidato premier, finirebbe per consegnare l’Italia al centrosinistra».
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Il ministro che si prende un vagone tutto per sé

Raffaele Fitto e le affettuosità di Trenitalia

Un privilegio non per tutti. Ma per Raffaele Fitto e i suoi familiari Trenitalia ha un occhio di riguardo. Così, se per caso il ministro vuole partire in treno, in vagone letto, per le vacanze, non c’è mica sciopero che tenga. Ne parla Fabrizio D’Esposito sul Fatto:

Fitto e i suoi familiari sono partiti in treno il 7 agosto dalla loro città, Lecce, per raggiungere Bolzano e poi Renon, sempre in Trentino Alto Adige. Un viaggio lungo, in vagone letto extralusso Excelsior. Cinque giorni prima alla direzione passeggeri di Trenitalia (società per azioni di proprietà del Tesoro) arrivano le richieste del ministro, che vengono messe nere su bianco in un carteggio interno via mail. Il primo avviso: “Un ministro viaggerà con famiglia (2 adulti + 2 bambini) in Excelsior sul seguente itinerario: 7 agosto – Lecce/Bolzano – 924 – vettura 10 – compartimenti 81/82 – 91/92. 21 agosto – Bolzano/ Lecce – 925 – vettura 10 – compartimenti 81/82 – 91/92. Il Ministro si è raccomandato per sicurezza a bordo treno ed assistenza (avranno due compartimenti adiacenti sia all’andata che al ritorno)”. La mail viene girata ad alcuni dirigenti e c’è la direttiva finale: “Riservata. Massima attenzione alla pulizia e al servizio offerto, compreso equipaggi, loco, puntualità e sicurezza patrimoniale”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/141301/il-ministro-che-si-prende-un-vagone-tutto-per-se/

Libia, due dei 4 reporter chiamano casa

(ANSA) - ROMA - Due dei quattro reporter italiani rapiti in Libia dai lealisti di Gheddafi hanno chiamato casa: lo scrive il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli in un suo tweet. Si tratta di Claudio Monici di Avvenire e Domenico Quirico de La Stampa. "Quirico e Monici hanno chiamato casa. Segno positivo, si rafforza la speranza di una liberazione. La notte è lunga, aspettiamo fiduciosi".