giovedì 15 dicembre 2011

Manager di Stato, super buste nel mirino


Tagli (possibili) dai 50 ai 160 mila euro all'anno. Un altissimo burocrate: è una vendetta dei parlamentari

ROMA - La tremarella è tornata. Lo spettro di un taglio delle buste paga ben più crudele di quello che le ha colpite finora si aggira per le pubbliche amministrazioni, le società di Stato, le authority. Trema il capo di gabinetto di Mario Monti, Vincenzo Fortunato, recordman della sua categoria. Ma anche il capo del Poligrafico dello Stato, Maurizio Prato. E perfino il presidente dell'Antitrust.
Giovanni Pitruzzella aveva già subito un bel salasso: 60 mila euro. L'incarico di consigliere giuridico di Ferruccio Fazio è evaporato assieme alle dimissioni dell'ex ministro della Salute. Poco male. Nel cambio, l'avvocato siciliano tenuto in grande considerazione dal suo conterraneo presidente del Senato Renato Schifani, ci ha senz'altro guadagnato. Prima era a capo della commissione di garanzia degli scioperi: 118 mila euro. Arrivato Mario Monti a palazzo Chigi, il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà l'ha seguito e lui ha preso il suo posto: 475.643 euro e 38 centesimi. Ragion per cui rischia ora che gli venga chiesto un nuovo e più doloroso sacrificio. Sempre che, naturalmente, abbia successo, e fino in fondo, l'ultima trovata dei relatori della manovra governativa: mettere un limite alle retribuzioni di «chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con pubbliche amministrazioni statali». Non potranno superare lo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione. Trecentoundicimila euro, più o meno.
«È una vendetta dei parlamentari, che non digeriscono il taglio della loro indennità conseguente all'applicazione della media europea», ringhia un altissimo burocrate. Resta solo da vedere se questa volta, per tutti i manager pubblici che nonostante i tagli già fatti continuano a guadagnare più di quella cifra, sarà disperazione autentica. Perché quel tetto in realtà già esiste, anche se finora quasi nessuno se n'è accorto.
L'aveva introdotto Romano Prodi, fra i mugugni di tanti. Poi era ritornato Berlusconi ed era iniziata una melina di due anni. Finalmente, nel giugno del 2010, il Consiglio dei ministri aveva sfornato il regolamento attuativo di quella norma. Che però salvava i contratti in essere. Escludendo anche la Banca d'Italia e le authority. Ecco dunque che Pitruzzella può sperare, nel caso ora andasse in scena lo stesso copione. Perché per stabilire come e a chi esattamente quel tetto si applicherà, sarà necessario attendere il solito decreto attuativo.
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Manovra, bagarre Lega in Aula Espulsi due deputati del Carroccio

Roma, 15 dic. (Adnkronos/Ign) - Anche nell'aula della Camera, dopo il Senato, la Lega porta la protesta contro la manovra. Al termine di un lungo ostruzionismo sul processo verbale, alcuni deputati del Carroccio hanno mostrato dei cartelli con scritto 'No Ici'. Gianfranco Fini e' subito intervenuto ordinando l'espulsione di Gianluca Buonanno e Fabio Rainieri che, tra l'altro, si sono messi a sedere tra i banchi del governo.
Dai banchi del Carroccio sono partiti persino dei fischi. ''Sono i pecorai che fischiano, non i deputati'', e' sbottato Gianfranco Fini dal banco della presidenza. E dopo il Senato ("pagliaccio" a Schifani), anche alla Camera la Lega attacca il presidente. E' toccato a Massimo Pini insultare Gianfranco Fini: "La sua arroganza non ha limiti. Lei e' un cialtrone", gli ha detto il deputato del Carroccio che, poco prima, aveva richiamato l'attenzione del presidente della Camera sul suo intervento. Fini ha subito replicato: "Ogni botte da' il vino che ha". La seduta e' stata sospesa per qualche minuto.
Poco prima si era sfiorata la rissa tra i deputati della Lega e quelli di Futuro e liberta'. Nel corso della gazzarra scatenata da Gianluca Buonanno e Fabio Rainieri, scatta infatti la reazione dei finiani. Tra questi, Antonino Lo Presti, 'trascinato' fuori dell'aula dai commessi. La scintilla la decisione dei due deputati leghisti di 'occupare' i banchi del governo. "Mentre stavamo lasciando l'Aula visto che la seduta era sospesa - racconta Lo Presti - li abbiamo visti minacciare e rispondere in malo modo ai commessi, a quel punto siamo intervenuti". E c'e' chi racconta di un Roberto Menia (Fli) furente, al punto di aver messo le mani al collo di un leghista. Menia, lasciando l'Aula, si rifiuta di rilasciare dichiarazioni. "Quelli li' - si limita a dire, incalzato dai cronisti - non si comportano bene".
Ora i due deputati del Carroccio saranno "deferiti al collegio dei questori ove valutare i provvedimenti disciplinari" da comminargli dal momento che i due non hanno lasciato l'aula dopo l'espulsione partecipando anche alla votazione.
Sul fronte dell'iter della manovra, il ministro Piero Giarda, quando è ripreso il dibattito in Aula, ha posto la questione di fiducia sul testo della manovra economica "approvato dalle commissioni'', senza emendamenti o articoli aggiuntivi.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Manovra-bagarre-Lega-in-Aula-Espulsi-due-deputati-del-Carroccio_312750574169.html

Falsi impieghi a Parigi, Chirac condannato Prima volta per un ex presidente francese

(ADnkronos)
Parigi, 15 dic. (Adnkronos) - L'ex presidente francese Jacques Chirac è stato condannato per abuso di potere e appropriazione di fondi pubblici. La sentenza è stata emessa dalla Corte correzionale di Parigi che ha giudicato l'ex presidente colpevole per il caso dei falsi impieghi al comune di Parigi. A quell'epoca Chirac era sindaco della capitale francese, all'inizio degli anni '90. E' stato inoltre riconosciuto colpevole nel quadro di una parte separata del procedimento istruito a Nanterre.
Chirac passerà alla storia come il primo capo dello stato francese ad essere condannato dalla giustizia. L'ex sindaco di Parigi - che non era presente alla lettura della sentenza perché fisicamente non in condizione - è stato condannato a due anni di reclusione con la condizionale. "Jacques Chirac ha mancato all'obbligo di probità che ricade sui responsabili pubblici, a scapito dell'interesse pubblico dei parigini", ha dichiarato il presidente della prima camera del Tribunale correzionale di Parigi, Dominique Pauthe.
Ha reagito "con serenità" alla notizia della sua condanna, assicura uno dei legali dell'ex presidente, Jean Veil. "E' soddisfatto - ha spiegato su Rtl - che almeno il tribunale riconosca che non vi è stato alcun arricchimento personale".
Accusato di distrazione di fondi pubblici, abuso di fiducia e abuso di ufficio per 28 presunti impieghi fittizi al municipio di Parigi tra il 1992 e il 1995, Chirac rischiava in teoria fino a 10 anni di reclusione e 150mila euro di ammenda. Ma la procura, in una requisitoria che alcuni avevano paragonato a un'arringa della difesa, il 21 settembre aveva chiesto il proscioglimento dell'ex presidente nei due procedimenti. L'ex capo dello Stato francese ha infatti sempre respinto le accuse. Ora, ha annunciato uno dei suoi legali, si saprà entro questa sera se intende o meno ricorrere in appello contro la sua condanna.
Tra i 9 coimputati di Chirac a essere prosciolti sono stati solo Michel Roussin, ex direttore di gabinetto di Jacques Chirac, e Pierre Bouè. Gli altri sono stati riconosciuti colpevoli.
E' arrivata "davvero troppo in ritardo, a oltre 20 anni dai fatti", la sentenza è il commento da San Paolo del Brasile del primo ministro francese, François Fillon, che si è detto certo che tale sentenza non cambierà il rapporto "estremamente forte" tra Chirac e la popolazione.

La7, Mentana ritira dimissioni: doveroso Andiamo avanti, quindi, senza più ombre

Roma, 15 dic. (Adnkronos) - "Doveroso ritirare le dimissioni". Lo scrive il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, sulla pagina ufficiale di Facebook. E spiega: "Ieri sera alle 22.50 le agenzie hanno diffuso un comunicato con cui l'assemblea dei giornalisti del tgla7 fa sapere di essere categoricamente contraria alla denuncia nei confronti del direttore Enrico Mentana, annunciata dall'Associazione Stampa Romana, che reputa sbagliata e che non deve essere inoltrata'". "Una dissociazione così chiara - sottolinea Mentana - fa giustizia di ogni ostilità, ed è un segno di considerazione e di affetto che sarebbe folle non raccogliere. Mi sembra doveroso quindi ritirare le dimissioni. Fioccheranno le dietrologie, ma - chiosa il direttore - chi se ne frega: anche la maggior parte di voi mi ha consigliato di non lasciare incompiuto il lavoro a la7. Avanti, quindi, senza più ombre".
Poco prima, Enrico Mentana a 'La Telefonata' di Maurizio Belpietro era già arrivata un'apertura: "Voglio guardare di faccia i miei giornalisti: se si rinnova il patto di fiducia, le dimissioni rientrano".
Intanto nel pieno della bufera il TgLa7 delle 20 ha ottenuto l'11,45% di share media con quasi 3 milioni di telespettatori (2.967.570) e oltre 4,6 milioni di contatti (4.645.172); il notiziario ha toccato un picco di oltre 3,3 milioni di telespettatori (3.364.115) e del 12,72% di share (alle 20:28). Il sito web del TgLa7 ha registrato 22mila browser unici, il quinto migliore risultato di sempre.


Gb: muore dopo 16 anni di battaglia contro l'anoressia

Londra, 15 dic. (Adnkronos) - E' morta all'eta' di 31 anni Kate Chilver, uno dei peggiori casi di anoressia che i medici britannici abbiano mai trattato, come riporta il sito del 'Daily Mail'. La ragazza, che al momento del decesso arrivava a pesare appena 30 chili, aveva presentato i primi sintomi della malattia a 12 anni, e aveva inizato a curarsi a 15.


Equitalia, altra busta esplosiva a Roma Monti: atto criminale contro chi lavora

Roma, 15 dic. - (Adnkronos/Ign) - Equitalia resta sotto tiro. Una busta sospetta e' stata intercettata nella sede di Equitalia a Roma sul lungotevere Flaminio. Dalla busta fuoriusciva della polvere che e' risultata positiva all'esame degli artificieri. Il plico poteva dunque esplodere. Gli artificieri della questura di Roma hanno disattivato l'innesco senza farlo brillare. Si tratta di un innesco di tipo sconosciuto con un congegno di apertura a sfregamento.
Sulla busta, indirizzata genericamente a Equitalia, non c'era ne' mittente ne' destinatario. A trovare il plico un operatore di Equitalia che ha notato fuoriuscire la polvere nera, per questo anche in conseguenza dell'allerta diramata dalla questura dopo il precedente attentato in cui è rimasto ferito il direttore generale, ha chiamato il 113.
Condanna del premier sulla vicenda della busta contenente polvere infiammabile indirizzata gli uffici di Equitalia. "Il Presidente del Consiglio Mario Monti - si legge in una nota del portavoce - appresa la notizia della busta esplosiva intercettata oggi, e indirizzata nuovamente agli uffici di Equitalia, oltre che ringraziare le Forze dell'ordine per il loro tempestivo intervento, ha espresso la sua solidarietà al tutto il personale di Equitalia". "Il Presidente Monti ha infine condannato fermamente l'ennesimo atto criminale compiuto contro delle persone che compiono esclusivamente il loro dovere al servizio delle Istituzioni e del Paese".

mercoledì 14 dicembre 2011

Mini patrimoniale: investimenti finanziari, no tetto massimo a 1200 euro


ROMA – Una mini patrimoniale per gli investimenti finanziari senza il tetto massimo di 1200 euro. Questa è una delle novità della manovra del governo di Mario Monti. Il bollo minimo da pagare sarà di 34,2 euro per patrimoni fino ai 34 mila euro circa. Oltre tale soglia il bollo aumenterà dell’1 per mille nel 2012 e dell’1.5 per mille nel 2013, con un gettito previsto attorno ai 272.6 milioni di euro. Esenti dai rincari saranno solo i buoni fruttiferi postali con valori di rimborso inferiore ai 5 mila euro, i fondi pensione ed i fondi sanitari. Eliminato dalla manovra anche il bollo per i conti correnti con giacenze medie annue inferiori ai 5 mila euro, mentre i conti correnti oltre tale cifra pagheranno un bollo di 34,2 euro fisso. Le imprese invece vedranno il bollo sui propri conti correnti dagli attuali 73,8 a 100 euro nel 2012.
Ad esempio chi possiede 10 mila euro in Btp continuerà a pagare il solo bollo di 34.2 euro, poiché non rientra nei rincari dell’1 per mille previsti per il 2012. La soglia da cui si comincerà a pagare in funzione del proprio patrimonio è di 34 mila euro circa. Chi possiede ad esempio un patrimonio di 50 mila euro in titoli oggi paga 34,2 euro, nel 2012 pagherà 50 euro, mentre nel 2013 arriverà a pagare 75 euro di bollo. Patrimoni di 900 mila euro invece dicono addio al tetto massimo di 1200 che li avrebbe “tutelati”, pagando così nel 2013 un bollo di 1350 euro.

Adsl in casa senza telefono nuove offerte per il mercato


Prezzi più bassi alla portata di molte più persone. Il calo dei consumi costringe gli operatori telefonici a esplorare meglio questo settore, che piace a chi vuole navigare in casa ma telefona perlopiù col cellulare. Ecco le offertedi ALESSANDRO LONGO 

ADESSO è possibile avere un'Adsl a dieci euro al mese, per sempre, senza canone né linea Telecom. La promozione è marchiata Tiscali ed è l'ultima della serie ad arrivare, utile a chi con la propria linea telefonica di casa vuole solo navigare veloce. Perché tanto le chiamate le fa tutte con il cellulare. La mossa dell'operatore sardo conferma una piccola svolta nel mercato. Negli ultimi mesi il costo dell'Adsl non solo aveva smesso di diminuire ma era persino aumentato. Di due euro al mese circa, per le offerte che includono anche le chiamate; e di qualche decina di centesimi per quelle che hanno solo l'Adsl.

LE OFFERTE 1

Ci sono sempre state promozioni con canoni Adsl scontati per uno o due anni, ma hanno riguardato perlopiù le offerte più care (oltre 30 euro al mese dopo la fine della promozione). La novità è quindi che la "guerra dei prezzi" arriva ora anche sulle Adsl semplici ed economiche. Tiscali segna a riguardo un nuovo record. Il canone è di 9.95 euro al mese per sempre per i primi 30 utenti che si abboneranno alla 8 megabit. Anche la 20 megabit aveva una promozione analoga, ora finita e quindi costa 25.17 euro al mese. Il risparmio aumenta se attiviamo queste Adsl senza avere una linea telefonica. Evitiamo così infatti di pagare il canone Telecom. Tiscali applica peró un costo di attivazione di 70.48 euro per non ha linea telefonica. 

Sulle Adsl a 7 o 8 megabit (quindi le meno care) adesso Tiscali è la via più economica. Sulle 20 megabit Fastweb lo è durante il primo anno di abbonamento, poi diventa poco più cara di Tiscali. Al momento la 20 megabit Fastweb nel primo anno è più economica anche delle 7 megabit (senza canone Telecom) di Teletu e Vodafone. Fastweb ha inoltre i costi di attivazione più bassi per chi non ha linea telefonica (35 euro ora, ma spesso sono in promozione gratuita nel corso dell'anno). Fastweb e Vodafone inoltre sono i soli a includere nello stesso canone Adsl un po' di traffico su chiavetta di rete mobile. 

Che l'Adsl senza telefono sia diventata più abbordabile è la prima buona notizia 2011 nel mercato Adsl. Dove gli operatori sono stati poco inclini, per il resto, a farsi la guerra dei prezzi. E persino li hanno rincarati su molte offerte. Per motivi vari: l'aumento dei costi applicati, all'ingrosso, da Telecom Italia agli altri operatori che ne sfruttano la rete; la crescita dell'Iva al 21 per cento; le difficoltà complessive delle aziende telefoniche, che hanno smesso di crescere sul mercato italiano (i ricavi domestici di Telecom e di Vodafone Italia sono riportati in calo, rispettivamente nei primi nove e sei mesi del 2011). 

Si sono ridotti i margini insomma per fare la "guerra dei prezzi". Gli sconti sulle Adsl senza Telecom mostrano peró che resta un po' di voglia di combattere. O forse sono i primi segni di un impellente nuovo bisogno che si manifesterà meglio nel 2013. Il bisogno di catturare nuovi utenti banda larga. Gli sconti come antidoto alla crisi quindi. Il calcolo degli operatori è duplice. Da una parte rispondono con gli sconti  a un contesto di calo generale dei consumi. Dall'altra puntano sul mercato banda larga vedendovi buone potenzialità di crescita. Sono servizi da noi ancora poco diffusi rispetto alla media europea (60 contro 80 per cento circa della popolazione). Tutto considerato, in questa strategia le Adsl senza linea telefonica posso essere l'arma ideale per allettare nuovi utenti. 

Sì alle intercettazioni per Romano Giunta Montecitorio autorizza l'uso


L'organismo della Camera ha dato via libera alla richiesta del gip di Palermo per l'ex titolare dell'Agricoltura. Ha votato a favore anche la Lega. Smentita la notizia secondo cui era stato inoltre autorizzato l'arresto dell'ex sottosegretario Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica

ROMA - Con il voto favorevole della Lega, la Giunta per le autorizzazioni a Montecitorio ha dato via libera all'uso delle intercettazioni dell'ex ministro dell'Agricoltura Saverio Romano, coinvolto in un'indagine di mafia. La posizione del Carroccio è il primo tangibile segnale, in Parlamento, della rottura con Berlusconi e il Pdl. A favore hanno votato anche il Pd (con l'eccezione del radicale Maurizio Turco), e l'Idv. Il Pdl ha votato per respingere la richiesta del gip di Palermo, Pier Giorgio Morosini, mentre l'Udc si è astenuta. Cambiato il relatore: al posto di Roberto Cassinelli (Pdl) è stata nominata Marilena Samperi, capogruppo del Pd in Giunta. 

Il Terzo Polo, insomma, si è spaccato sul via libera all'uso delle intercettazioni per l'ex ministro. "Il Pdl è stato battuto e con la votazione di stamani, le prerogative dei parlamentari non sono più un privilegio da usare acriticamente e aprioristicamente. Non si capiva il motivo del divieto dell'uso di una fonte probatoria che può essere utilizzata dallo stesso ex ministro per la sua difesa", ha detto Samperi. 

"L'uscita di Berlusconi dalla stanza dei bottoni ha affrancato la Lega che, finora, aveva fatto blocco consentendo la peggior prassi di salvataggio della casta inquisita e di leggi ad personam", ha affermato in una nota il deputato Idv Federico Palomba, componente della Giunta per le autorizzazioni.
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http://www.repubblica.it/politica/2011/12/14/news/cosentino_arresto-26590928/

Soft la tassa sul lusso, sigarette più care stop ai farmaci, apertura sulla Tobin tax


In corso la discussione a Montecitorio. Il governo fa marcia indietro sulla liberalizzazione dei medicinali di fascia C.  Il fisco avrà un anno di tempo in più per recuperare le somme dovute dai contribuenti che hanno aderito ai condoni ma che non hanno pagato tutte le rate. Ulteriore rincaro della tassa sui capitali scudati nel 2013: l'aliquota sale dal 10 per mille al 13,5 per mille.  Salve le pensioni fino a 1.400 dal blocco dell'indicizzazione anche nel 2013

ROMA - Ora dopo ora prende forma la manovra economica che avrà un volto definitivo solo al momento del maxiemendamento su cui il governo chiederà la fiducia. Un lasso di tempo in cui sono possibili nuove modifiche. Oggi la discussione sul decreto è andata in scena alla Camera in un clima più tranquillo rispetto al Senato 1.  L'iter del testo dovrebbe culminare con il voto di fiducia domani sera. Venerdì mattina, invece, si terranno le dichiarazioni di voto e la votazione finale sul complesso del provvedimento che poi passerà all'esame del Senato. Se invece l'ostruzionismo della Lega allungasse i tempi, la fiducia sarebbe posta domani e a quel punto il voto sulla fiducia e quello finale si terrebbero entrambi venerdì. Il governo, in queste ore, sta valutando se chiedere la fiducia sul testo che riprende interamente quello votato la notte scorsa nelle comissioni bilancio e finanze, oppure se porla su un maxiemendamento con alcune modifiche. Inoltre si starebbe prendendo in considerazione l'ipotesi di introdurre nel maxiemendamento l'abolizione della penalizzazione sulle pensioni dei lavoratori precoci. In alternativa, si lascerebbe il testo della manovra licenziato dalle commissioni, utilizzando poi il decreto milleproroghe per le correzioni.  E vale la pena di segnalare anche l'apertura di Monti sulla Tobin tax: "Siamo pronti a riconsiderare la posizione del precedente governo, che era contrario ad una tassazione sulle transizioni finanziarie"

LE NUOVE MISURE
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IL DOSSIER
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Nel frattempo la manovra subisce alcune modifiche. 
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http://www.repubblica.it/politica/2011/12/14/news/misure_camera-26605392/

Pakistan, finalmente una legge per le donne All'ergastolo chi sfregia il volto con l'acido


Norme di importanza storica e benvenuta dalle organizzazioni dei diritti umani, come Acid Survivors Founfation 1. Ma, dicono: "E' solo un primo passo e non il più arduo". Comunque un buon traguardo per le donne pachistane dopo 30 anni di lotte. Che avvertono: "Il vero risultato positivo sarà nell'applicazione della norma"

di VALERIA FRASCHETTI
ISLAMABAD - Ha il volto sfigurato per aver difeso i suoi figli Azim Mai. Di fronte al suo fermo rifiuto a venderli ad un uomo di Dubai, suo marito le ha gettato dell'acido solforico sul viso. "Non ho perso solo il mio volto: ma anche il lavoro - ha raccontato all'Associated Press la donna, oggi assistita dalla Acid Survivors Foundation 2 -, ho incontrato la povertà e la fame". La sua è una tragedia che in Pakistan si ripete ogni giorno per decine di donne, punite da una giustizia familiare o di clan per presunti casi di adulterio, blasfemia o, semplicemente, per una condotta giudicata poco conferme ai rigidi codici di una società ferocemente patriarcale. Ma d'ora in poi le tante di Azim Mai pachistane hanno qualche speranza in più. Il Parlamento di Islamabad ha approvato questa settimana una legge in loro difesa, che considera reato gli attacchi di acido e prevede pene fino all'ergastolo per i colpevoli.
E' solo un primo passo. Di assoluta importanza storica, la norma è stata benvenuta dalle organizzazioni dei diritti umani. Che, tuttavia, sottolineano che questo non è che un primo passo. Per giunta, non il più arduo. "Si tratta di un grande traguardo per le pachistane, la società civile e gli attivisti che per trent'anni hanno lavorato per l'approvazione di una legislazione che tutelasse le donne", sostiene Nayar Shabana Kiyani, che ha fattolobbying sul Parlamento per conto dell'organizzazione dedicata alle donne Aurat Foundation 3. Ma avverte: "Il vero risultato positivo sarà nell'applicazione della norma". 

Nel 2010 8 mila attacchi con acido. Il Pakistan resta uno dei Paesi del pianeta dove i diritti femminili sono più impunemente calpestati. Nell'ultima classifica del World Economic Forum 4 sul gap di genere il Pakistan risulta terzultimo al mondo: batte solo Chad e Yemen. Secondo l'Aurat Foundation, nel 2010 sono stati 8mila i casi di attacchi con l'acido, matrimoni forzati e altre forme di violenza contro le donne. Ma la stima, poiché basata solo sulle denunce ufficiali e quelle apparse nei media, è molto probabilmente a ribasso. Di fronte ad una magistratura che si dimostra spesso intrisa della stessa morale maschilista prevalente nella società, è facile infatti immaginare che molti abusi non vengano neppure denunciati. "Finora, le vittime colpite con l'acido avevano provato a denunciare i colpevoli per tentato omicidio e sfiguramento, e perlopiù non hanno avuto giustizia", sostiene Valerie Kahn, direttrice della Acid Survivors Foundation, che a Islamabad assiste le donne sfregiate. "Ora la nuova legge lancia un forte messaggio deterrente". 
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http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2011/12/14/news/pakistan_finalmente_una_legge_per_le_donne_all_ergastolo_chi_sfregia_il_volto_con_l_acido-26614599/

Pensioni, Ici, liberalizzazioni subito e conti correnti : tutte le novità nella manovra


Modifiche da 2 miliardi per mitigare le misure su pensioni e Imu. Imposta sui capitali scudati (più prelievo al 2%), case e attività all'estero. Pensioni d'oro, contributo solidarietà al 15%.

Elsa Fornero, ministro del Welfare  (Ansa)Elsa Fornero, ministro del Welfare (Ansa)
MILANO - Aumento dall'1,5 al 2% del prelievo sui patrimoni «scudati», contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni d'oro (superiori ai 200mila euro annuali), sconto sull'Ici per le famiglie, avvio immediato delle liberalizzazioni e un «giallo» a proposito del bollo sui conti correnti. Sono molte le novità in arrivo con gli emendamenti del governo alla manovra. I nuovi «balzelli» (case e attività all'estero, capitali scudati) servono a raggiungere il saldo finale «invariato» compensando quello che si concede sul lato «sociale», in particolare alzando a 1400 euro (per un solo anno, però) la soglia delle pensioni che beneficeranno della rivalutazione e ampliando il «bonus» sull'Imu (ex Ici) per le famiglie con figli sotto i 26 anni. Le modifiche dovrebbero valere, complessivamente, introiti per 2 miliardi di euro. La manovra mercoledì mattina dovrebbe approdare alla Camera. Il condizionale è d'obbligo perché i lavori nelle commissioni procedono a rilento, tanto da rendere con tutta probabilità necessaria una maratona notturna. Ma il presidente della Camera, Fini, ha escluso ritardi: «Non ho alcuna intenzione di differire. La manovra domani mattina sarà in Aula». Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato il ministro competente a porre la fiducia sulla manovra economica, ove necessario.

LE PRINCIPALI NOVITÀ IN DISCUSSIONE
Imposta conti correnti: esenzioni e aumenti-L'affannosa ricerca delle novità in «tempo reale» ha prodotto un equivoco. Sembrava fosse in arrivo un «nuovo» bollo da 34,20 euro sui conti correnti (in realtà tecnicamente applicato sull'estratto conto cartaceo obbligatorio) . In realtà, quell'imposta, per le persone fisiche c'è già ed è in vigore da anni. «La novità - spiega in serata sottosegretario al Tesoro, Vieri Ceriani- è che viene eliminato questo bollo sui conti correnti e sui libretti fino a 5 mila euro». Il sottosegretario spiega il perchè di questa misura: «Se facciamo la lotta al contante e chiediamo alle banche di non far pagare ai piccoli correntisti certe spese, allora dobbiamo togliere anche questo bollo. È uno sgravio a favore delle persone che verrà compensato dall'aumento del bollo fino a 100 euro per i conti correnti delle imprese e delle persone giuridiche».
Mario Monti (Ansa)Mario Monti (Ansa)
Capitali scudati: prelievo più alto e imposta - Aumento dall'1,5% (che dava un gettito di due miliardi) al 2% del prelievo sui capitali scudati. In più è prevista una imposta di bollo annuale (che resterà sempre, fino a eventuale abolizione) al 4 per mille per il 2011, che avrà un'eccezione (in peggio) nel 2012 con una aliquota che salirà al 10 per mille e nel 2013 con un'imposta al 13,5 per mille, tornando poi al 4 per mille nel 2014. Si tratta, secondo il governo, di un «prelievo sull'anonimato» per i contribuenti che hanno aderito agli «scudi». Le novità sui capitali scudati garantiranno un maggior gettito di 366 milioni nel 2012 e 2013 e di 559 milioni a regime dal 2014.
Prelievo su pensioni d'oro - Contributo di solidarietà sulle «pensioni d'oro» del 15%. Il contributo sarà applicato per l'importo eccedente i 200 mila euro.
Imu (Ici): sconto famiglie - Sconto sull'Imu per le famiglie con figli. Si parte dalla detrazione, che rimane, di 200 euro per tutti, che «è maggiorata di euro 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L'importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare un massimo di 400 euro». In sostanza, lo sconto massimo che il Fisco concede sull'abitazione principale sarà pari a 600 euro: 200 euro della detrazione di base e 400 per il numero dei figli a carico.
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Manovra: ridotta tassa lusso, compensata con accise sigaretta

Roma, 14 dic. (Adnkronos) - Viene ridotta la tassa sul lusso sulle auto e sulle barche, che sara' compensata con un incremento delle accise sulle sigarette. Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.

La7, Mentana si dimette da direttore Tg. Cdr: 'Nessuna denuncia'. E lui si infuria

Roma, 14 dic. (Adnkronos) - Enrico Mentana ha reso noto di essersi dimesso da direttore del TgLa7: ''Ieri pomeriggio -informa Mentana- ho appreso dalle agenzie di essere stato denunciato alla magistratura ordinaria dal mio Cdr. Ho atteso 24 ore per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7''.
Mentana era stato denunciato dal Cdr della sua testata e dall'Associazione Stampa Romana per comportamento antisindacale.
Nessuna denuncia e anzi una rinnovata attestazione di "stima e l'apprezzamento per lo straordinario lavoro che sta svolgendo insieme alla redazione" da parte del Cdr di La7. "Il comitato di redazione de La 7 cerca il dialogo, come ha sempre fatto, anche quando sono state messe in discussione le regole delle relazioni sindacali. La vicenda cui si fa riferimento non riguarda i rapporti tra il direttore e il Cdr - sottolinea -, ma la questione insorta tra la direzione e il sindacato nazionale e regionale sul diniego opposto alla lettura, secondo le regole del contratto nazionale di lavoro, del comunicato della Fnsi di solidarietà con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una manovra più equa. E ieri stesso la Fnsi - conclude il Cdr - ha proposto al direttore, che ha dato la sua disponibilità, una mediazione per ricomporre conflitti e incomprensioni e ripristinare serene relazioni sindacali".
Presa di posizione da parte del Cdr che, a quanto apprende l'Adnkronos, ha peggiorato la situazione e fatto infuriare Mentana. Da ambienti vicini al giornalista si fa notare come ieri tutte le agenzie abbiano pubblicato il comunicato ufficiale congiunto di Stampa Romana e Cdr di TgLa7 in cui si annunciava il mandato all'avvocato Del Vecchio di spogere denuncia nei confronti di Mentana. "Se per caso questa cosa fosse stata un'iniziativa unilaterale di Stampa romana - si fa notare negli stessi ambienti - ci sarebbe stato tutto il tempo, cioè quasi 24 ore, per sottolinearlo per vie ufficiali o ufficiose, interne alla redazione. E invece questo non è accaduto, nonostante fossero presenti in redazione ieri sia il direttore che i membri del Cdr. I quali hanno anzi rivendicato con i colleghi la bontà dell'iniziativa".
Quanto alle voci che si sono diffuse immediatamente dopo l'annuncio delle dimissioni di Mentana su un possibile approdo di Mentana alla direzione del Tg1 dopo la scadenza, il prossimo 31 gennaio, dell'interim affidato ad Alberto Maccari, l'entourage del giornalista fa notare che nell'edizione delle 20 di ieri, il direttore, nel dare notizia in apertura del 'dimissionamento' di Minzolini e della ricerca di un futuro direttore ha detto testualmente: "Noi restiamo qui, comunque. Sia ben chiaro".
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Caos al Senato, Lega: basta tasse

Il Senato (Adnkronos)
Roma, 14 dic. (Adnkronos/Ign) - Il premier Mario Monti riferisce al Senato sul vertice europeo dell'8 e 9 dicembre ma la seduta non procede senza scosse: i leghisti rumoreggiano e il presidente del Senato Renato Schifani li richiama: "Sarebbe un pessimo segnale se dovessi sospendere la seduta". Poi, rivolto a Federico Bricolo, presidente dei senatori della Lega: "Non si faccia richiamare proprio lei, da capogruppo".
Ad un certo punto anche Monti è sembrato infastidito: "Scusatemi se valorizzo il Parlamento" (poco prima aveva appunto detto: "Il Parlamento è ancor più cruciale per l'azione dell'esecutivo e il futuro del nostro Paese"). Un breve applauso, poi i lavori sono proseguiti. Ma dura poco. Una manciata di secondi e spuntano cartelli leghisti contro la manovra economica con su scritto "Basta tasse". Schifani è quindi costretto a sospendere la seduta. Non è mancato qualche insulto sia durante i momenti di caos che durante la sospensione della seduta.
Tornata la calma e ripresa la seduta, il premier ha sottolineato che non si può dire '''no tasse' ma sicuramente 'meno tasse''' se sarà introdotta ''un'adeguata tassazione delle transazioni finanziarie''. In sede europea, ha spiegato il professore "si è sottolineato che un modo per avere meno tasse su famiglie, lavoro e imprese è quella di una fiscalità estesa anche al mondo della finanza e della grande finanza''. L'Italia, ha quindi aggiunto, "è pronta a riconsiderare la propria posizione sulla TobinTax''.
Prima della bagarre, Monti nel suo discorso a Plazzo Madama aveva riferito che l'Italia è arrivata all'appuntamento dell'8 e 9 dicembre a Bruxelles con ''maggiore credibilità e posizioni autonome". Che l'emissione di eurobond non è un ''mezzo subdolo per evitare la disciplina e il rigore finanziario''. Gli eurobond "sono un messaggio forte anche per favorire la crescita'', ha aggiunto evidenziando che se ne parlerà nel rapporto che Van Rompuy, Barroso e Juncker presenteranno entro il 31 marzo.
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