giovedì 24 marzo 2011

Libia, i lealisti bloccano gli aiuti. È emergenza umanitaria

Libia, i lealisti bloccano gli aiuti. È emergenza umanitaria

Gli Usa fanno sapere che i pro-Gheddafi stanno trattando.

MISURATA - È emergenza umanitaria a Misurata e nelle altre città libiche attualmente sotto l’assedio delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi. Allo stato attuale, infatti, l’operazione di assistenza su larga scala attuata da diverse organizzazioni non sembra avere chissà quale buon esito. Nella notte i carri armati del raìs sono rientrati a Misurata, dove solo per alcune ore nel pomeriggio i residenti erano riusciti a tirare un sospiro di sollievo, e hanno ripreso a sparare, come ha testimoniato un medico dell’ospedale principale della città, in una intervista al Washington Post. “Stanno bombardando ovunque”, ha spiegato la fonte al telefono, raccontando che i pazienti vengono operati sul pavimento e che si stanno esaurendo le medicine, così come il combustibile. Inoltre è stata sospesa anche la fornitura di acqua corrente. La preoccupazione adesso è quella di una possibile crisi umanitaria: e questo nonostante diverse Ong stiano cercando di intervenire con aiuti diretti per la popolazione libica. Anche il World Food Program e la Commissione internazionale della Croce rossa, per esempio, hanno già reso disponibili quasi 2 mila tonnellate di alimenti e altri beni di emergenza, fra cui medicine per curare 40 mila persone. Il punto però è un altro. La distribuzione di questi aiuti, infatti, viene ritardata dalla situazione sul terreno e in particolare dalla difficoltà dei militari della coalizione internazionale a colpire le forze del colonnello, ammassate a ridosso dei centri urbani. Un atto di pura spietatezza insomma: infatti gli aiuti arrivano, via terra attraverso il confine con l’Egitto o via mare al porto di Bengasi, ma poi i militari libici ostacolano la loro distribuzione ai civili in difficoltà, non consentendola affatto.
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I conti del Raìs: la lista segreta

Cento miliardi di dollari della Banca centrale distribuiti tra Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Esiste presso il Consiglio di sicurezza dell'Onu una notifica che intende risparmiare ai libici il destino toccato, fra gli altri, ai cittadini di Panama, della Nigeria o di Haiti. Una costante tiene insieme questi popoli così diversi: al termine di paurose dittature, hanno perso il filo di certi conti bancari in precedenza controllati dal regime. In quei casi erano fondi depredati da tiranni come Sani Abacha, Manuel Noriega o François Duvalier. Stavolta in gioco c'è il patrimonio della Banca di Libia: oltre cento miliardi di dollari da tutelare perché restino ai libici se e quando Muammar Gheddafi non sarà più il leader di quel che resta della Jamahiria.
La lista è depositata al Palazzo di Vetro da prima che il Consiglio di sicurezza desse il via ai bombardamenti. Da tempo era chiaro che i dettagli in quel pezzo di carta un giorno potrebbero tornare utili: in futuro nessuno in Libia o fuori potrà dire che le cose stavano diversamente, che quei soldi non sono libici, o non sono mai esistiti. Si tratta di una precauzione non da poco. Non lo è, perché ciò che emerge dal documento è il profilo di uno Stato finanziariamente molto più robusto di quanto gli analisti immaginassero fino a qui. Che la Libyan Investment Authority (Lia) gestisse circa 60 miliardi di dollari in investimenti esteri era in effetti ormai chiaro. Ciò che non si sapeva, è che quella somma non costituisce neppure la metà delle riserve ufficiali di Tripoli. Molto più di quanto detiene la Lia resta nei conti che la Banca di Libia, l'istituto centrale del Paese, ha distribuito presso decine di importanti banche private occidentali.
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Cucchi: processo, 12 imputati, 150 testi

(ANSA) - ROMA - Sono 150 i testimoni che saranno ascoltati nel dibattimento a Roma per la morte di Stefano Cucchi, il giovane fermato per droga e morto all'ospedale 'Sandro Pertini'. Il processo si e' aperto oggi, gli imputati sono 12, 6 medici che ebbero in cura Cucchi, 3 infermieri e 3 guardie carcerarie. A seconda delle specifiche posizioni processuali, sono contestati i reati di lesioni e abuso di autorita', favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsita' ideologica.

Fukushima, evacuato il personale del reattore 3. Operai colpiti da forti radiazioni

Tokio, 24 mar. (Adnkronos) - La Tepco, gestore dell'impianto di Fukushima, ha evacuato parte del personale che lavora al reattore 3, dove tre operai sono risultati contaminati oggi da radiazioni e due di loro sono stati ricoverati in ospedale. I tre sono stati esposti ad una dose euqivalente d 170-180 millisievertsmentre lavoravano sui cavi al reattore numero 3 di Fukushima. I due ricoverati hanno riportato ustioni alle gambe.

Caso Cucchi: sorella vittima, inizio processo e' grande cosa

Roma, 24 mar. - (Adnkronos) - ''E' iniziato questo processo. Guardandomi indietro dico che e' una grande cosa. Oggi e' successo poco ma non dobbiamo dimenticare la nostra difficolta' ad essere qui, ricordando quanto e' accaduto. Stentiamo a credere che mio fratello sia morto. Ora iniziamo un percorso lungo e la verita' e' ancora lontana''. Lo ha detto la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, al termine della prima udienza del processo per la morte del fratello che si sta celebrando davanti alla terza Corte d'Assise di Roma presieduta da Evelina Canale.

Libia: NYT, Sarkozy faccia passo indietro e consenta a Nato di assumere comando

New York, 24 mar. - (Adnkronos) - Il New York Times sollecita il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ''a fare un passo indietro e a consentire il passaggio del comando (dell'operazione in Libia, ndr) alla Nato''. Pur riconoscendo l'importanza del ruolo assunto dalla Francia nel ''salvare la gente di Bengasi'', il quotidiano americano chiede che ''vengano definiti velocemente'' i dettagli dell'accordo raggiunto al telefono da Sarkozy e Barack Obama per la transizione dei poteri. ''Senza le pressioni costanti e tempestive per una 'no fly zone' sostenuta dall'Onu del presidente Nicolas Sarkozy, l'intervento militare avrebbe potuto arrivare troppo tardi per salvare la gente di Bengasi dalle minacce assassine del colonnello Muammar Gheddafi'', si riconosce. ''Ma gli sforzi della Francia per apparire il leader e coordinatore principale di questo intervento hanno stressato senza necesita' le relazioni con gli altri paesi partecipanti. E' il momento che la coalizione si unisca, non che si divida. E' irresponsabile che la catena di comando non sia stata decisa prima dell'inizio dell'operazione militare'', si denuncia. L'idea avanzata dalla Francia per una ''cabina di regia'' politica dell'intervento, si aggiunge, ''e' la ricetta per la paralisi e per il disaccordo, e per possibili defezioni nella coalizione'', a partire dall'Italia e dalla Norvegia.

Idv: De Magistris, assolto a Salerno da accusa omissione atti d'ufficio

Roma, 24 mar. (Adnkronos) - "Oggi il tribunale di Salerno mi ha assolto dall'accusa di omissione di atti di ufficio in riferimento ad un fatto che avrei commesso quando ero pm a Catanzaro. Si trattava di un'accusa per me ingiusta e infamante. Ho dedicato, infatti, alla giustizia e alla legalita' quindici anni della mia vita, giorno e notte, sempre e solo per mantenere vivo il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alle legge. Per questo, ho pagato sulla mia pelle la ferocia di pezzi deviati dello stato, a cui non piace la magistratura autonoma e indipendente, non piegata e suddita al potere politico". Lo ha affermato l'eurodeputato dell'Idv, Luigi De Magistris, responsabile Giustizia del partito.

G8, Strasburgo assolve l'Italia per la morte di Giuliani. Il padre: non ci arrendiamo

Strasburgo, 24 mar. - (Adnkronos/Ign) - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha assolto l'Italia in merito alla vicenda della morte del giovane Carlo Giuliani, rimasto ucciso il 20 luglio durante gli scontri al G8 di Genova nel luglio del 2001. Nella sentenza della Grande Camera della Corte, presa a maggioranza, è stato stabilito, che non c'è stata violazione dell'articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti umani, in merito al ricorso a un uso eccessivo della forza. Inoltre, sempre a maggioranza, la Grande Camera ha ritenuto che non vi sia stata violazione, dello stesso articolo, per quanto riguarda l'organizzazione e la pianificazione delle operazioni di polizia durante il Vertice. Sempre a maggioranza, la Grande Camera ha escluso che vi siano state lacune nell'inchiesta sulla morte del giovane. La sentenza è definitiva.

ll ricorso alla Corte era stato presentato dalla famiglia Giuliani, il padre Giuliano, la madre, Adele Gaggio, e la sorella Elena.

"Una notizia deludente e negativa - ha detto all'Adnkronos il padre del ragazzo, Giuliano Giuliani - , l'ultima di una serie ricevute in questi dieci anni. Comunque non ci arrendiamo". "Avremo la possibilità di indire una causa civile per avere finalmente un dibattimento in un'aula di tribunale che cerchi di affermare la verità. Il nostro unico scopo è la verità e la speranza che almeno ci sia la dignità della verità. Un motivo in più - conclude Giuliani - per essere a Genova quest'anno per il decennale della morte di Carlo, per ricordare quello che è accaduto e che continua ad avvenire nel mondo".
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Jet francese abbatte aereo libico. Raid nella notte, "colpiti i civili"

Tripoli, 24 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) - Un caccia francese ha abbattuto un aereo libico che stava tentando di violare la no-fly zone. E' quanto riporta l'emittente americana Abc che ha citato un alto ufficiale francese. L'aereo libico è stato abbattuto mentre sorvolava Misurata.

Ma la notizia non viene né confermata né smentita dalla Difesa francese. "Non rilasciamo commenti sulle operazioni in corso" ha dichiarato il portavoce, colonnello Thierry Burkhard. Se confermato, l'abbattimento del caccia sarebbe il primo da quando è stata imposta la no fly zone. Un portavoce militare francese ha invece smentito la notizia secondo cui un caccia francese sarebbe stato abbattuto sui cieli di Sirte e il pilota catturato dai lealisti.

TRIPOLI - Sono proseguiti la notte scorsa e alle prime ore di oggi i raid aerei della coalizione sulla Libia. Tra le zone colpite il sobborgo di Tajura, a Tripoli, secondo un portavoce del governo libico. E le stesse fonti denunciano che obiettivi militari e civili situati nel quartiere di Al-Jfara e Tagora della capitale sono stati presi di mira "dai bombardamenti dei crociati". La tv di Stato sta trasmettendo le immagini dei funerali delle vittime dei raid sul lungomare di Tripoli. Nel cimitero sono state portate prima 13, poi altre 9 bare. Centinaia le persone presenti alle esequie che scandiscono slogan contro l'Occidente e a sostegno del regime libico. Tra i presenti in molti gridano: "Sarkozy assassino".

Ieri sera l'agenzia di stampa nazionale 'Jana' aveva parlato di molte vittime nei raid su 'al-Tajura', senza fornire un bilancio preciso, mentre oggi ufficiali libici hanno mostrato ai giornalisti, in un ospedale della città, 18 corpi carbonizzati definendoli militari e civili vittime di bombardamenti effettuati ieri notte dalle forze della coalizione.
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mercoledì 23 marzo 2011

MASTER IN BUNGA BUNGA

Giappone: Aiea, su Fukushima rimangono gravi preoccupazioni

Vienna, 23 mar. - (Adnkronos/Dpa) - La ''situazione complessiva'' della centrale nucleare di Fukushima Daiichi continua a generare ''grave preoccupazione'' nell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) malgrado i progressi nel ripristino dell'energia elettrica ai diversi reattori. A esprimersi in questi termini, Graham Andrew, consigliere tecnico dell'agenzia. ''Non e' stato possibile collegare all'elettricita' agli strumenti del reattore tre, fumo si e' levato da questo reattore, e i tecnici sono stati costretti ad abbandonare il sito'', ha riassunto. In dieci prefetture del Giappone, i livelli di radioattivita' continuano a crescere, anche se in quella di Fukushima stanno diminuendo, ha aggiunto Andrew.

Delitto Fortugno, confermati ergastoli per il boss Marcianò e altri tre imputati

Sentenza della Corte d'assise d'appello di Reggio a carico di Alessandro e Giuseppe Marcianò, Ritorto e Audino: mandanti ed esecutori dell'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale, avvenuto nel 1985

REGGIO CALABRIA - La Corte d'assise d'appello di Reggio Calabria, presieduta da Bruno Finocchiaro con a latere Lilia Gaeta, ha emesso in serata la sentenza a carico degli imputati per l'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale 1 della Calabria, Francesco Fortugno, avvenuta a Locri il 16 ottobre del 1985. Dopo nove ore di camera di consiglio, i giudici di secondo grado hannoconfermato l'ergastolo 2 per Giuseppe e Alessandro Marcianò 3, Salvatore Ritorto e Domenico Audino, i primi due considerati mandanti del delitto e gli altri indicati come esecutori.
Sono stati assolti Carmelo Dessì, che era già libero, e Vincenzo Cordì, di cui è stata disposta la scarcerazione. Ad Antonio Dessì è stata inflitta la pena di cinque anni ed otto mesi oltre che al pagamento di 1.000 euro di multa. Per i quattro condannati all'ergastolo è stato disposto anche il pagamento di una somma a titolo di risarcimento ai congiunti della vittima.
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Libia: lavoratori interinali aeroporto Trapani, chiusura e' un disastro

Trapani Birgi, 23 mar. (Adnkronos) - La chiusura dell'aeroporto civile di Trapani Birgi per motivi militari, decisa domenica scorsa dopo il primo raid aereo in Libia partito proprio dalla base militare di Trapani, "e' un disastro". E' il grido d'allarme lanciato da un gruppo di lavoratori interinali dello scalo aeroportuale 'Vincenzo Florio' che ha un movimento di circa 2 mln di passeggeri all'anno. In serata un gruppo di lavoratori si e' presentato ai cancelli della base militare che ospita il 37° stormo dell'Aeronautica e ha chiesto di poter parlare con i giornalisti presenti nella base da giorni.

Siria, militanti diritti umani: almeno 15 persone uccise a Daraa

La località è teatro di manifestazioni senza precedenti contro il potere.

Damasco, 23 mar. (TMNews) - Almeno quindici persone sono state uccise a Daraa nel sud della Siria, teatro di manifestazioni senza precedenti contro il potere. Lo indica un nuovo bilancio fornito dai militanti dei diritti umani.

El Salvador, proteste contro visita di Obama per attacco a Libia

Una manifestazione per protestare contro la visita del presidente americano Barack Obama nello stato del Salvador. A dare vita alla protesta sono le organizzazioni giovanili e della società civile che sono scese in piazza contro l'annullamento degli accordi commerciali tra Stati Uniti e Salvador. Ma soprattutto contro la decisione di Obama di bombardare la Libia.

Wikileaks, ovvero l’eterna lotta tra politica e informazione

Wikileaks, ovvero l'eterna lotta tra politica e informazione
«La stampa fu protetta nella Costituzione, affinché potesse rivelare i segreti del governo ed informare il popolo», scriveva il giudice della Suprema Corte americana Hugo Black, nel 1971. Aveva appena assolto da ogni imputazione il New York Times per aver pubblicato i “Pentagon Papers”, 47 volumi di documenti che raccontavano degli insuccessi, dei morti civili e delle fallite strategie di guerra degli USA in Vietnam nel 1968. Tutto ciò che era stato tenuto nascosto alla popolazione americana, venne alla luce attraverso la pubblicazione di questi documenti; la Giustizia americana ne difese la pubblicazione, in nome del diritto del popolo a conoscere le vicende riguardanti il proprio Governo. Quaranta anni dopo, nel 2011, ...

... la pubblicazione dei cablogrammi riservati delle diplomazie europee e statunitensi da parte diWikileaks, ha portato una scia di polemiche da cui non ne usciremo fin quando Julian Assange, il fondatore del sito, non verrà messo a tacere. Per aver semplicemente sbugiardato gli impomatati diplomatici che pensavano (e annotavano) delle cose, ma ne dicevano pubblicamente delle altre, Assange è costretto a fuggire e cambiare alloggio con l’assiduità di un camionista.

Naturalmente, il ruolo degli ambasciatori esteri è quello di rendere una fotografia quanto più fedele possibile del paese in cui sono inviati, al proprio Stato di appartenenza. Il tutto cercando di mantenere buoni rapporti con lo stato ospitante. Un lavoro diplomatico insomma, fare gli interessi del proprio Stato in terra straniera e senza rompere i rapporti tra le parti.
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YEMEN: STATO EMERGENZA, SALEH OFFRE ELEZIONI MA CRESCE PRESSIONE

(AGI) - Sanaa, 23 mar. - Il Parlamento yemenita ha approvato lo stato d'emergenza decretato lo scorso venerdi' dal presidente, Ali Abdullah Saleh. Ma cresce la tensione nel timore che lo stato d'emergenza, che durera' trenta giorni, possa scatenare una nuova "strage" e repressione delle proteste anti-regime.
Nel tentativo di placare la richiesta di sue dimissioni, il presidente ha offerto un referendum costituzionale, elezioni parlamentari e soprattutto nuove elezioni presidenziali da tenersi entro la fine dell'anno. Ma l'opposizione non e' intenzionata ad allentare la presa. E le proteste contro Saleh, da 32 anni alla guida del poverissimo Paese nella penisola arabica (disoccupazione al 35 per cento, con punte al 50 tra i giovani), iniziano a preoccupare le diplomazie occidentali che temono che le varie cellule di Al Qaeda, gia' molto attive, possano rafforzarsi ulteriormente in assenza di uno Stato forte. Lo Yemen confina con l'Arabia Saudita, il maggiore produttore di greggio e con le rotte marittime piu' trafficate al mondo. Negli ultimi due anni ci sono stati gia' molti attentati contro interessi sauditi e Usa nella regione. A lungo sostenuto dai leader arabi e occidentali in quanto uomo forte capace di unificare un Paese molto tribale, Saleh davanti al Parlamento ha agitato lo spettro della guerra civile e della disintegrazione qualora venisse rimosso da un colpo di Stato.
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GIAPPONE: RILEVATE PARTICELLE IODIO RADIATTIVO IN FINLANDIA

AGI) Helsinki - Lo iodio radioattivo sprigionato dalla centrale di Fukushima dopo il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone e' arrivato anche in Finlandia. L'Agenzia nucleare locale ha rilevato la presenza di particelle in due centraline, a Helsinki e Rovaniemi (Lapponia), ma in quantita' cosi' minima da non costituire un rischio per la salute .

LIBIA: ALL'ITALIA IL COMANDO NAVALE NATO PER L'EMBARGO

(AGI) - Roma, 23 mar. - L'Italia avra' il comando navale della Natosull'embargo di armi alla Libia. Lo ha deciso l'Alleanza nel vertice che si e' tenuto oggi. A capo delle operazioni per far rispettare questa parte delle risoluzioni dell'Onu e' stato nominato il contrammiraglioRinaldo Veri. La mossa e' destinata a ricucire la frattura tra i Paesi dell'Alleanza, fino a ieri sull'orlo di una crisi interna.

VIDEO ESCLUSIVO AGI - I MILIZIANI LEALISTI PATTUGLIANO LA NOTTE DI TRIPOLI

La mediazione diplomatica e' riuscita a coinvolgere in "Odyssey Dawn" anche Ankara, che, pur fortemente critica sulla conduzione dell'intervento militare, ha offerto cinque navi da guerra piu' un sottomarino: non parteciperanno direttamente alle operazioni militari, ma vigileranno sull'osservanza dell'embargo sulle forniture di armi, imposto alla Libia dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 1970.

GATES, ESITO IMPREVEDIBILE MA NON CI SONO LIMITI DI TEMPO

Per il rafforzamento dell'embargo finora sono sei i Paesi che hanno proposto contributi, per un totale di sedici navi. Dal Kuwait e dallaGiordania, ha detto il premier britannico, David Cameron, arrivera' un "contributo logistico".
Parigi, che in questi giorni si e' opposta al trasferimento del comando alla Nato, tiene a sottolineare, pero', che l'Alleanza non assumera' la "guida politica" della coalizione internazionale.

VIDEO ESCLUSIVO AGI - LA MARCIA DELLE TRIBU' SU BENGASI

Quello dell'Alleanza Atlantica "sara' un ruolo tecnico", cioe' essenzialmente operativo e circoscritto alla pianificazione e alla logistica, ma non decisionale.
La Germania, invece, conferma di voler stare lontana dal teatro di guerra. Il governo tedesco ha deciso di ritirare tutte le sue forze militari nel Mediterraneo, che finora facevano parte del quadro delle operazioni messe in atto dalla coalizione anti-Gheddafi.
In Libia, intanto, si continua a combattere.

Dopo i raid della notte, sono ripresi i bombardamenti della coalizione a Misurata, assediata dai lealisti. Sotto assedio e' anche Zintan, 90 km da Tripoli: le forze del Colonnello hanno sparato colpi di artiglieria contro la citta'.
Il Consiglio nazionale transitorio dei ribelli libici ha deciso di dare vita a un governo ad interim, a capo del quale e' stato nominato Mahmoud Jabril. Jabril, uno dei leader dell'opposizione nata a Bengasi, aveva guidato la delegazione del Consiglio ricevuta all'Eliseo da Nicolas Sarkozy.

Il presidente francese aveva riconosciuto il Consiglio formato dai ribelli come l'"unico rappresentante" del popolo libico. Imporre la No Fly zone sulla Libia potrebbe arrivare a costare fino a un miliardo di dollari, piu' di 700 milioni di euro, se l'operazione dovesse trascinarsi per un paio di mesi.
E' la stima di un esperto militare americano, Zack Cooper del Centro per le valutazioni strategiche e di bilancio.(AGI) .

ITALIA - Tassa cinema va via ma aumenta accisa carburanti

Per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo (Fus) e per cancellare la contestata tassa di 1 euro sui biglietto del cinema il governo ha deciso di aumentare l'accisa sui carburanti. Il rincaro - secondo quanto annunciato dal Sottosegretario Gianni Letta a Palazzo Chigi al termine del Cdm - sara' nell'ordine di 1-2 centesimi.

Gheddafi a Silvio: “Bell’amico! Non guardo più Gerry Scotti!”

Dopo il discorso di MuhammarGheddafi ai suoi sostenitori di ieri non poteva mancare la solita parodia lanciata su Youtube. Il leader libico è infuriato per il tradimento degli amici italiani e rivendica i suoi Pan di Stelle, che – il Colonnello lo sottolinea – sa ben distinguere da quelli falsi dell’Esselunga: “Non sono mica scemo! Sono mica Apicella!”, grida il Rais. “Mi è giunta voce che il popolo italiano non è più amico di Gheddafi, cioè io… Non è più amico di Gheddafi, senza motivo… Fino a pochi mesi fa quando venivo in Italia ero sempre servito e riverito – grida Gheddafi -. Io venivo lì portando dalla Libia cavalli e cammelli, tappi e tappeti, papaveri e papere, tante tende, e belle fighe… Anche se il vostro premier mi ha sempre detto: ‘Stai tranquillo, lasciale in Libia, le belle fighe le troverai qui!’ E così ho fatto!…”. Gheddafi parla pure di Ruby: “Quella lì, quella bella ragazzina… non poteva essere mia nipote? E’ la nipote di quello lì, quel rammollito… che dopo due manifestazioni è scappato al mare…!”. Il Colonnello, infine, chiede al nostro premier una casa a Milano 2 e minaccia di boicottare Mediaset!

Terrorismo, evacuata la torre Eiffel per allarme bomba

Dalla tour Eiffel, il monumento piu’ frequentato dai turisti a Parigi, sono stati ora fatti scendere – per le scale e non in ascensore, secondo gli ordini della polizia – tutti i turisti presenti. Restano sulla costruzione soltanto gli artificieri della polizia.

I turisti, dopo essere scesi, sono stati invitati ad allontanarsi dai piloni. La polizia ha imposto un cordone di sicurezza attorno al monumento per un raggio di un centinaio di metri

(Ansa)

Test di verginità, torture e umiliazioni. La rivoluzione è già finita per le donne egiziane?

A un mese dalle proteste, si sa di almeno dodici casi in cui le attiviste sono state esaminate per vedere se erano illibate.

Sono state picchiate, torturate e minacciate di essere bollate come prostitute, se non passavano il test. Lo racconta Amnesty International, “I test di verginità sono una forma di tortura.” Che bella idea. In più le donne vengono costrette a spogliarsi e vengono fotografate da soldati maschi. Altra bella idea. Più di 100 attiviste riferiscono di essere state detenute da persone non identificate. Riferiscono di esser state orturate con “bastoni di legno, di metallo, fili metallici, fruste.” “Il crimine continua a essere perpetrato e chi lo attua merita una punizione esemplare.”

PARTECIPAZIONE FEMMINILE -Nawal al-Saadawi, ottantenne attivsta egiziana per i diritti della donna, è in prima linea a per portare avante le istanze delle donne nel suo paese. Donne che sono furiose. “Abbiamo partecipato alla rivoluzione, e appena la rivoluzione è finita ci siamo sentite isolate. Il comitato costituzionale è composto da soli uomini, e pure vecchi, così i giovani sono arrabbiati quanto noi. Chiediamo una partecipazione delle donne di almeno un 35% nel comitato che deve cambiare la costituzione.” Non è giusto?

Sindaco denunciò irregolarità appalti: 6 arresti a Salerno

SALERNO – Il sindaco di Pollica Angelo Vassallo (nella foto) l’aveva denunciato più volte alla Provincia di Salerno: l’esecuzione di alcune gare d’appalto pubbliche erano irregolari. A quasi un anno di distanza dal suo omicidio, avvenuto in circostanze ancora tutte da chiarire, la Procura di Salerno, coordinata da Franco Roberti, ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di tre imprenditori e tre dirigenti della Provincia di Salerno. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno notificato i provvedimenti che riguardano i sei finiti agli arresti domiciliari: l’accusa parla di alcuni lavori pubblici liquidati e mai eseguiti, riguardanti in particolare degli interventi sulla strada provinciale 108, stimabili intorno ai 615mila euro.
L'indagine, denominata `Ghost roads', ha messo in luce anomalie che già la fascia tricolore della cittadina sulla costa del Cilento, aveva evidenziato. Vassallo fu ucciso il 6 settembre 2010 a poca distanza dalla sua abitazione con modalità che ricordarono gli agguati di matrice camorristica. Probabilmente anche quelle denunce decretarono la sua condanna a morte.

La Camera solleverà il conflitto di attribuzione per il processo Ruby

La Camera solleverà il conflitto di attribuzione per il processo Ruby

CONTESTATO PASSAGGIO IN CUI PARLAMENTO È "DECISORE ULTIMO".

Ma è mistero sull'arrivo in extremis dei "Responsabili".

ROMA - La Camera dei Deputati deve sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale "nei confronti dell'autorità giudiziaria di Milano, essendo stata da quest'ultima lesa nella sfera delle sue attribuzioni riconosciute dall'articolo 96 della Costituzione". E' questa la decisione della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati sulla vicenda relativa al processo Ruby. Detto in soldoni, la Camera chiede alla Corte Costituzionale di ordinare alla Procura di Milano di fermarsi, perchè la Camera stessa aveva stabilito che il reato di concussione (le telefonate alla Questura di Milano per far liberare la 17enne Ruby senza sottoporla alle procedure di rito) è di competenza del Tribunale dei Ministri. La votazione è stata di misura: Pdl, Lega Nord e "Responsabili" hanno votato sì (11 voti); Pd, Idv, Fli e Udc hanno votato no (10 voti). Ma c'è un mistero, sui "Responsabili". I due componenti del gruppo, che col loro voto sono stati indispensabili per far approvare il parere della Giunta, hanno disertato quasi tutta la riunione, iniziata alle 9.15. Sono apparsi - arrivando praticamente di corsa - solo verso le 11.30, poco prima delle votazioni. E, stranamente, dopo che si è cominciata a diffondere la notizia che oggi ci sarebbe stata la nomina di Saverio Romano - dello stesso gruppo politico - al Ministero dell'Agricoltura, come ha fatto notare Marilena Samperi del Pd. Ora, il provvedimento dovrà essere votato dalla Giunta per il regolamento, presienduta da Gianfranco Fini; in caso di voto positivo, l'Ufficio di Presidenza dovrà decidere se farlo votare anche in Aula, come chiesto dal Pdl. Ma c'è un punto del parere della Giunta per il regolamento che è contestato. E' quello in cui la maggioranza sostiene che la Camera è "sede ultima delle decisioni", soprattutto quando riguardano "altri poteri dello Stato, attraverso un'iniziativa coerente e conseguente rispetto alle precedenti deliberazioni da esse assunte nella seduta del 3 febbraio, sorrette da valutazioni poi del tutto ignorate dai giudici". In altri termini, secondo questo parere, è la Camera che decide se la magistratura può fare o meno il suo dovere nei confronti dei parlamentari. Una presa di posizione che non è condivisa da Futuro e Libertà, in quanto si tratta di un riferimento improprio che non è tra le materie della Giunta

Cdm: decisa la moratoria per il nucleare per un anno. Varata anche una norma antiscalate per difendere Parmalat

Cdm: decisa la moratoria per il nucleare per un anno
ROMA - Un Consiglio dei Ministri, quello di oggi, con un lungo ordine del giorno. Innanzitutto, come era stato preannunciato, è stata disposta una moratoria per 12 mesi sulla costruzione di centrali nucleari. Ufficialmente serve per non ragionare su un argomento così delicato in un momento in cui arrivano notizie allarmanti dalla centrale nucleare di Fukushima. In realtà, è per evitare il rischio che la gente vada in massa a votare al referendum sul nucleare, votando poi anche per abrogare la legge sul legittimo impedimento, a cui Berlusconi è tanto affezionato. E' stato deciso di reintegrare il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) a 418 milioni di euro, come era stato nel 2010, di rifinanziare il tax credit e di abolire l'aumento di biglietto di un euro deciso nel "Milleproroghe". Queste misure di spesa e di mancato introito verranno coperte con un aumento dell'accise sulla benzina, compreso tra 1 e 2 centesimi al litro. L'aumento non è temporaneo, ma definitivo. Inoltre è stato approvato il decreto legge "anti-scalate", quasi una fotocopia di una analoga legge approvata in Francia nel 2006. Non è ancora chiaro l'insieme delle norme, ma si sa che prevede la necessità, in caso di scalata ostile ad una società italiana da parte di una società estera, il "via libera" del governo, qualora essa sia in un settore considerato "sensibile". E' la risposta alle recenti acquisizioni, da parte di società francesi, di grosse quote di pacchetti azionari di due "nomi" dell'industria italiana come Bulgari e Parmalat.

Gheddafi: massacri a Misurata, stupri di massa a Bengasi

Gheddafi: massacri a Misurata, stupri di massa a Bengasi

Il colonnello sarebbe nel bunker nel deserto con le amazzoni.

MISURATA - Ormai il baricentro dell'offensiva di Gheddafi si è concentrato su Misurata, città ad ovest della capitale libica. Qui l'attacco è sempre più violento: solo ieri, ci sono stati almeno 60 morti. L'esercito lealista ha staccato l'afflusso di acqua, elettricità e blocca l'afflusso di cibo e medicine. All'interno, dei 300 mila abitanti, chi può se ne è andato; chi non poteva, rischia la vita ogni secondo. Come quella famiglia che stava cercando di scappare in macchina: un carro armato ha centrato l'autovettura con un colpo di cannone: il padre è ferito ma vivo; i tre figli sono stati fatti letteralmente a pezzi dal proiettile. Non si sa quanto ancora potrà resistere la città: i medici sono distrutti, gli ospedali pieni di feriti, che è sempre più difficile curare. E chi si muove per le strade lo fa a suo rischio, dato che ci sono circa 200 cecchini che sparano su chiunque si muova.
Nel frattempo continua l'attacco anche a Bengasi, anche se per ora gli insorti resistono. Secondo quanto riferisce Fatma Ben Dhaou, cronista del quotidiano tunisino Le Quotidien, le truppe di Gheddafi avrebbero avuto l'ordine, una volta entrati in Bengasi, di violentare le donne. La controprova è in uno speciale kit distribuito a tutti i soldati: contiene numerosi preservativi e confezioni di Viagra e Levitra
In questo scenario, non sorprende l'apparizione di Muhammar Gheddafi fatta ieri sera alla Tv di Stato, davanti alla caserma di Bab al Alizyia, dove ha arringato una folla (alquanto striminzita, evidentemente non c'è stato il tempo di radunare una folta clacque) dicendo che lui se ne ride delle bombe e che la Libia sconfiggerà i nemici. Dopo di che è andato nel suo nascondiglio, che dovrebbe essere uno dei bunker che il colonnello ha costruito nel deserto e che condivide con le sue 40 amazzoni.
Attacchi aerei che sono continuati anche nella notte da parte soprattutto degli statunitensi, dei francesi e degli inglesi. superando i 300 voli effettuati in questi quattro giorni di battaglia, di cui due terzi da velivoli con le stelle e striscie.
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