venerdì 22 luglio 2011

Santana, Sting, Joe Cocker, Battiato Italia in concerto dal 22 al 28 luglio


Sui palchi italiani questa settimana anche Bryan Ferry, Omar Sosa e Trilok Gurtu, Moby, Zucchero, Litfiba, Mario Biondi, Jamiroquai e tantissimi altri artisti

di RAFFAELLA MERCOLELLA
ROMA - La prima delle quattro date italiane delSymphonycity Tour 2011 di Sting, sul palco con la band e l'Ensemble Symphony Orchestra diretta da Sarah Hicks: mercoledì 27 a Palermo, c/o Parco Archeologico Castello a Mare, in via Francesco Crispi (tel. 091.7071317, Comune 091.6117887), informazioni e prevendite TicketOne e MyWayTicket. (In tournée a luglio: venerdì 29 al Venezia Musica Estate 2011; sabato 30 alla rassegna Luglio Suona Bene 2011 di Roma; domenica 31 a piazza della Loggia di Brescia).

UN'ESTATE DI FESTIVAL 1

Carlos Santana in Guitar Heaven 2011  presenta i brani del recente progetto discografico Guitar Heaven: The Greatest Guitar Classics Of All Time: venerdì 22 alla rassegna TaorminaArte, c/o Teatro Antico, in via del Teatro Greco 40 (tel. 0942.21142, biglietteria 095.7225340), informazioni e prevendite BoxOl, TicketOne e CircuitoBoxOfficeSicilia.

Olympia tour 2011 di Bryan Ferry sbarca in Italia per un'unica data: giovedì 28 al Bolgheri Melody Festival di Castagneto Carducci (Livorno), c/o Arena Mario Incisa della Rocchetta, in viale dei Cipressi di San Guido (tel. 347.7210472), informazioni e prevendite VivaTicket, BoxOffice e TicketOne.
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Berlusconi: "Abbiamo un debito forte ma gli italiani sono benestanti"


Al termine del vertice straordinario dell'eurozona che ha deciso un nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia, il premier, che era arrivato in ritardo, spiega per quale motivo non c'era bisogno di parlare della situazione del nostro Paese

BRUXELLES - "Noi siamo la terza economia europea, il secondo Paese manifatturiero e abbiamo un sistema bancario solidissimo. Il 75 per cento delle famiglie italiane possiede una casa e abbiamo un sistema pensionistico correlato all'incremento dell'età media e siamo detentori del 60 per cento del debito pubblico. Stringendo, potremmo dire che il nostro Stato ha un debito forte, ma i cittadini italiani sono benestanti". Silvio Berlusconi lascia ilvertice straordinario dei leader dell'eurozona 1 e risponde in questo modo ai giornalisti che vogliono sapere se gli altri leader dell'eurozona abbiamo chiesto della situazione italiana. Quindi riferisce che al vertice "tutti si sono complimentati per la manovra" varata dal governo e soprattutto per "l'approvazione avvenuta a tempi di record".

Della manovra italiana si parla nel passaggio del documento finale in cui si afferma che "tutti gli Stati membri dell'eurozona aderiranno strettamente agli obiettivi di bilancio concordati, miglioreranno la loro competitività e affronteranno gli squilibri marcoeconomici" e che "i deficit in tutti i Paesi, eccetto quelli sotto programma (per ottenere i prestiti dell'eurozona e dell'Fmi, (Grecia, Irlanda e Portogallo, ndr) saranno portati sotto il 3% al più tardi entro il 2013". "In questo contesto - prosegue il testo - salutiamo con favore la manovra finanziaria recentemente presentata dal governo italiano, che gli consentirà di portare il deficit sotto il 3% nel 2012 e di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014".

La giornata di Berlusconi a Bruxelles inizia con un inconveniente. Il presidente del Consiglio arriva infatti a vertice iniziato. Scuro in volto, riferiscono alcune agenzie, non rilascia dichiarazioni. Il presidente Ue Herman van Rompuy dà il via ai lavori intorno alle 13.30 con mezz'ora di ritardo sul previsto. Berlusconi fa il suo ingresso nel palazzo intorno alle 13.43.

BERLUSCONI IN RITARDO: FOTO 2 - VIDEO 3
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http://www.repubblica.it/economia/2011/07/21/news/berlusconi_bruxelles-19438134/

Parlamentari, sindaci e segretari le truppe di Maroni conquistano la Lega


Il ministro può contare su 49 deputati e ha la maggioranza anche al Senato. Flavio Tosi, sindaco di Verona, gongola: "Si torna alle origini, ora Umberto e Alfano indichino un nuovo premier"di RODOLFO SALA

MILANO - "Ritorno alle origini", gongola il maroniano di ferro Flavio Tosi, sindaco di Verona. È un modo per dire che all'indomani del voto su Papa, l'ala della Lega raccolta attorno al ministro dell'Interno si sta prendendo il partito.

Richiamandosi direttamente agli umori di una base sfiancata dalla convivenza forzata con Berlusconi: "Ha commesso troppi errori - insiste Tosi - e noi siamo stati costretti a pagare dazio; adesso dovrebbe farsi da parte e a indicare il nuovo premier saranno Bossi e Alfano".

Insomma, nulla contro il Grande Capo ("grande gioco delle parti tra lui e Maroni", ancora Tosi), ma è difficile non pensare che l'iniziativa di "Bobo" nel caso Papa serva non solo a definire una strategia per l'immediato futuro, ma soprattutto a ridisegnare i rapporti di forza dentro al movimento. Con le truppe maroniane sempre più forti.

L'uomo del Viminale gode di un consenso fortissimo nel gruppo parlamentare della Camera. Su 59 deputati, 49 avevano firmato per sostituire il presidente Marco Reguzzoni (esponente di spicco degli iperbossiani del cerchio magico) con il bergamasco Giacomo Stucchi, molto vicino a Maroni. È andata male solo perché all'ultimo Bossi si è impuntato: salvo poi annunciare, qualche giorno che Stucchi a fine luglio sarà capogruppo.

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All'ombra dell'asse franco-tedesco nasce l'agenzia del debito europeo


Dopo mesi di incertezza sulla crisi greca, Merkel e Sarkozy convincono le banche: per Atene default selettivo pilotato. Rivoluzionato il fondo salva Stati, che sarà la vera spina dorsale della futura governance dell'Europa. La svolta con l'attacco all'Italia di ANDREA BONANNI

BRUXELLES - Dopo un anno di esitazioni e mezze misure,l'Europa si è decisa 1 a prendere di petto la crisi del debito greco. Ma soprattutto ha posto solide basi per trasformare il fondo salva-Stati in una vera agenzia europea del debito, dandole gli strumenti necessari per fermare il contagio ed evitare l'assalto dei mercati ai debiti sovrani dell'eurozona.

SCHEDA I PUNTI FONDAMENTALI DEL PIANO 1 2
GLOSSARIO L'economia dalla A alla Z 2 3

Non siamo ancora agli eurobond preconizzati da Tremonti e Juncker, ma ci stiamo arrivando vicino. "Non potevamo permettere che una situazione difficile, diventasse una situazione pericolosa che mettesse in discussione la sopravvivenza della moneta unica", ha spiegato il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

Sono stati due i grandi spaventi che, nel giro di pochi giorni, hanno reso possibile questo risultato ancora impensabile poche settimane fa. Il primo è stato l'assalto dei mercati al debito italiano. Quando i Btp sonofiniti sotto attacco, tutti in Europa hanno capito che un tracollo dell'Italia sarebbe stato la fine dell'euro e probabilmente anche dell'Unione europea. Il secondo spauracchio è stata la minaccia franco-tedesca di una tassa straordinaria sulle banche per finanziare il salvataggio della Grecia.

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http://www.repubblica.it/economia/2011/07/22/news/grecia_merkel-19441610/

Le macerie del Cavaliere

di ALDO SCHIAVONEFino a quando potrà andare avanti così? E cosa ancora ci toccherà di vedere prima che cali il sipario su una situazione non più sostenibile? E' l'intero Paese a chiederselo, in questa estate di paure e di veleni. Berlusconi e, ogni giorno di più, Bossi con lui  -  votati allo stesso destino  -  sono ormai un ostacolo da rimuovere. Dopo quasi vent'anni di interminabile transizione, la nostra vita pubblica è a questo punto. Perché a null'altro ormai s'è ridotta la leadership che una volta aveva saputo conquistare un popolo (quello stesso che chiamava "gente" - una parola vergognosa, che dovremo dimenticare in fretta).
Non altro è diventata che un grumo di macerie e di potere, un impasto denso di seduzione finita e di ostinazione che resiste, senza più rapporto con la realtà del Paese: frantumi di sogni non realizzati e pratiche contagiose di scostumatezza, di dismisura e di arroganza. Null'altro è ormai se non specie di tappo - potremmo davvero chiamarlo il fattore T - che comprime e soffoca un'Italia a rischio e in pericolo. La stessa destra lo sa, ormai, e lo capisce la base leghista: che sente d'essere ostaggio in una partita non sua.
Ma da dove viene un simile stallo, questa fine che non smette mai di finire? La verità è che l'Italia sta scontando la dissoluzione di una tenace lusinga, il dissolversi di un'illusione che ora stiamo capendo quanto micidiale - la fiducia nel "miracolo" berlusconiano - trasformatasi sotto i suoi occhi in un cumulo soffocante di detriti. In questi mesi, appena velata dall'onda delle celebrazioni unitarie, l'idea che il Paese abbia imboccato una irreversibile via di declino ha conquistato consensi sempre più vasti - talvolta persino inattesi. Si tratta, purtroppo, di una percezione per nulla infondata, che poggia su elementi al di là della stessa crisi economica, che pure sta assumendo sempre di più i tratti di una vera e propria svolta d'epoca.
Quando però si passa dalla constatazione della gravità dei fatti alla ricerca delle cause della nostra difficoltà, molti giudizi si fanno elusivi, e aggirano una questione di fondo: il peso determinante del berlusconismo nel declino italiano; il ruolo che esso ha ricoperto, in quasi un ventennio, nel portarci dove oggi siamo: e cioè, precisamente sull'orlo del baratro. 

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Il Senatur, si spezza l'incantesimo del capo


A causa di assenze e malanni finisce l'incantesimo del capo, anche se Bossi rimane il totem della Lega. Il leader operato di cataratta diserta la Camera e la riunione del Consiglio dei ministri. È difficile oggi far finta che le condizioni del leader non abbiano effetti politici. Tutto andava bene finché si vinceva, ma la sconfitta elettorale ha sollevato il velo

di FILIPPO CECCARELLIDisturbo tipico della senescenza, la cataratta procura al paziente un offuscamento visivo globale. Ma questa fastidiosa nebbia, questa incapacità di mettere a fuoco non spiega solo perché ieri Bossi era assente alla Camera, così come oggi mancherà al Consiglio dei ministri essendosi appunto operato di cataratta, ma sul piano politico fa anche pensare che da un po' di tempo il Senatùr vede male, si muove peggio, non ne azzecca una e la Lega in subbuglio gli sta scappando di mano.
Quando si dice che tra il corpo dei leader carismatici e lo stato di salute dei "loro" partiti esiste in era spettacolare un rapporto molto forte, di solito i potenti alzano le spalle liquidando queste storie come fumisterie da intellettuali. Trattandosi di Bossi è lecito aspettarsi anche qualche verso o gestaccio. Eppure proprio lui è un caso di scuola; e con tutto che l'argomento è umanamente delicato, che Bossi resta il padre, l'icona, il totem del movimento, e che nella Lega non tollerano che si scherzi su queste vicende (proprio l'altro giorno il viceministro Castelli ha definito "vomitevole" una striscia satirica di Stefano Disegni sul Fatto), ecco, cataratta o non cataratta fuori e dentro la Lega è sempre più difficile far finta che la condizione fisica di Bossi non abbia oggi serie conseguenze politiche.
Ieri no, non le aveva. Anzi, per certi versi fino a non molto tempo fa sembrava addirittura che la malattia e i suoi visibili effetti, la voce roca, il volto segnato, i movimenti difficoltosi, quei cazzottoni scherzosi assestati a chiunque gli veniva a tiro avessero conferito al vecchio combattente un sovrappiù di autorità. Ma anche su questo la sconfitta elettorale ha come sollevato un velo; mentre l'assenza in un giorno determinante, preceduta oltretutto da un profluvio di dichiarazioni contraddittorie sull'arresto di Papa, ha messo per la prima volta la faccenda su un altro piano, per molti aspetti potenzialmente risolutivo.
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“Questa e’ una Repubblica, non il Vaticano”: Irlanda all’attacco sulla pedofilia



“I nostri rapporti con la Santa Sede mai più come prima”, 19 i sacerdoti accusati di molestie e coperti in qualche modo oltretevere
‘Questa e’ una Repubblica, non il Vaticano’: dalla cattolicissima Irlanda e’ partito un attacco senza precedenti alla Santa Sede nello scandalo della pedofilia. Il primo ministro Enda Kenny, e poi il Parlamento irlandese, hanno censurato il papato dopo che ‘per la prima volta un rapporto sugli abusi sessuali del clero ha messo in luce un tentativo della Santa Sede di frustrare un’inchiesta in una repubblica democratica e sovrana, e questo tre anni fa soltanto, non tre decenni fa’.
RISPONDEREMO - In serata, il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha dichiarato che ‘la Santa Sede rispondera’ opportunamente alla domanda posta dal Governo irlandese a proposito del Rapporto sulla diocesi di Cloyne’. Mai prima di oggi il capo di un governo irlandese aveva parlato con tanta forza contro il Vaticano. Kenny, e successivamente il Parlamento in una mozione approvata all’unanimita’, hanno accusato le gerarchie cattoliche a Roma di aver messo gli interessi della Chiesa davanti a quelli delle vittime degli abusi. Vicino alle lacrime, l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin e’ andato in televisione per puntare i riflettori sulla ‘cabala’ che ‘rifiuta di riconoscere le norme della Chiesa’. Intervistato dalla Rte, l’alto prelato ha messo in guardia che nuove inchieste sulla pedofilia nelle diocesi rischiano di non arrivare a far luce su quanto e’ successo ‘se la gente nella Chiesa Cattolica non e’ pronta a dire la verita’.
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“Indagate su Minzolini, Letta e Alemanno”



Secondo il Gip di Trani il direttore del Tg1 avrebbe commesso dei reati. E le telefonate del sindaco e del sottosegretario lo dimostrano
Augusto Minzolini se la passa sempre meglio. Secondo il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Antonio Massari, al direttore del Tg1 potrebbero venire contestati l’abuso d’ufficio e la concussione, per due telefonate ricevute da Gianni Letta e Gianni Alemanno , con il primo che si lamentava di un servizio sulla vita notturna della Capitale, in seguito al quale il cronista che l’ha realizzato sarebbe stato redarguito, e il secondo che si interessava della carriera di altri due giornalisti. Le due telefonate all’attenzione del Gip:
IL Provvedimento del gip – che descrive un Minzolini ossequiosamente assediato dal Pdl – è ora all’attenzione del pool di magistrati che, nel marzo 2010, istruì il fascicolo – aperto all’epoca dal pm Michele Ruggiero – sulle pressioni esercitate da Silvio Berlusconi per silenziare A n n o ze ro . Le intercettazioni che riguardano Minzolini, Letta e Alemanno, infatti, furono registrate nel 2009 durante quella stessa inchiesta. E lo stesso pool, guidato dal procuratore capo Carlo Maria Capristo, ora dovrà decidere se iscrivere nel registro degli indagati Minzolini e – se lo riterrà opportuno – anche Letta e Alemanno. Il contenuto delle telefonate è comunque “top secret”, ma il quadro emerso, durante l’ascolto delle intercettazioni, rischia di far saltare gli equilibri dell’informazione in Rai: in alcune intercettazioni, le pressioni esercitate dal Pdl, sono infatti piuttosto esplicite. Andrebbe verificato, a questo punto, se e come, il direttore del Tg1 le abbia mai assecondate. Se queste telefonate saranno rese note, inoltre, toccherà ancora una volta alla Procura di Trani raccontare i retroscena – e con essi i meccanismi – d e l l ‘ i n fo r – mazione pubblica, svelando i rapporti tra il Pdl e il direttore del telegiornale Rai più influente.
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Grecia, raggiunto l'accordo al vertice Ue: un 'Piano Marshall' da 109 miliardi di euro

Barroso (Xinhua)
Bruxelles, 21 lug. (Adnkronos) - Un 'Piano Marshall' per il salvataggio della Grecia. I leader dell'Eurozona hanno trovato un accordo per aiuti per altri 109 miliardi di euro alla Grecia. Alle banche sarà chiesto di contribuire per 37 miliardi, si legge in una dichiarazione conclusiva del vertice straordinario di Bruxelles.
"Abbiamo trovato una soluzione comune" per aiutare la Grecia, la cui "situazione è diversa da quella di altri paesi", ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy nella conferenza stampa seguita alla fine del summit. Van Rompuy ha parlato per Atene di "un soluzione con nuovo programma di assistenza per riempire il buco finaziario".
La soluzione prevede come annunciato l'abbassamento dei tassi di interesse e l'allungamento delle scadenze dei prestiti. Van Rompuy ha inoltre sottolineato il coinvolgimento delle banche "su base volontaria" ma anche il "cambiamento di approccio". Si tratta, ha concluso "di un accordo su una serie di misure per contenere il contagio" della crisi greca.
Gli ha fatto eco il presidente della Commissione José Durao Barroso che ha sottolineato come "per la prima volta politica e mercati vanno insieme", auspicando la "piena applicazione del piano" di austerità definito dal governo greco e sottolineando come l'accordo renda "più flessibile il meccanismo europeo di stabilità Efsf".
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Grecia-raggiunto-laccordo-al-vertice-Ue-un-Piano-Marshall-da-109-miliardi-di-euro_312265904022.html

Arresto Papa, tensione Lega-Pdl Salta l'incontro Berlusconi-Bossi Premier: governo non corre rischi

Roma, 21 lug. (Adnkronos/Ign) - Salta il chiarimento, in Cdm, tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Dalle parti di via Bellerio fanno sapere che l'assenza del Senatur era prevista da giorni e non c'è alcun nesso con le ultime fibrillazioni nella maggioranza.
Resta comunque alta la tensione tra Pdl e Lega dopo la spaccatura sul voto per l'arresto di Alfonso Papa. Anche se un segnale di distensione sembra arrivare dal Senato dove, questa mattina, si è deciso di far slittare a martedì le votazioni sulle missioni all'estero dopo che ieri il leghista Roberto Castelli aveva annunciato il suo no al provvedimento.
Lo stesso premier, al termine del vertice dell'eurozona a Bruxelles, si mostra ottimista. "Non credo sia un momento delicato. Ci sono state situazioni interne a un partito della coalizione ma ho avuto rassicurazioni precise che non c'e' nessun rischio per la coalizione di governo". Alla domanda se si fosse chiarita la situazione con la Lega dopo il voto che ha portato all'arresto di Alfonso Papa, Berlusconi ha glissato con un "avete altre domande?".
In attesa di futuri chiarimenti, a vestire i panni del 'pompiere' ci pensa anche Angelino Alfano: ''Non vi è alcun nesso tra il voto su Papa e la tenuta del governo. Quello della Lega era un voto annunciato. Abbiamo tenuto su voti di fiducia palesi e su altre votazioni importanti a scrutinio segreto in questi ultimi mesi. Quelli di ieri erano casi delicati e specifici'', fa notare il neosegretario del Pdl. Il premier, raccontano, avrebbe chiesto ai suoi di tenere bassi i toni, evitando di alimentare nuove polemiche interne.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Arresto-Papa-tensione-Lega-Pdl-Salta-lincontro-Berlusconi-Bossi-Premier-governo-non-corre-rischi_312266717980.html

giovedì 21 luglio 2011

La nostra Casta è la più cara d’Europa



Pensioni e assegni di fine mandato superano ampiamente la media di quelli di importanti paesi come Francia, Gemania e Gran Bretagna
Lo stipendio e’ tutto sommato in linea, anzi in qualche caso pure lievemente al di sotto, rispetto a quello che ricevono i colleghi europei. Cio’ che pero’ marca la differenza nei guadagni dei nostri deputati sono l’assegno di fine mandato e la pensione. E’ quanto emerge da uno studio riservato del Servizio per le Competenze dei parlamentari della Camera dei deputati datato 31 marzo 2011 che mette a confronto il trattamento economico dei deputati in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Parlamento europeo. Oggi siamo alla vigilia dell’esame della bozza Calderoli in Consiglio dei ministri – sulla scia delle polemiche legate alla manovra e ai mancati tagli dei costi della politica – ma lo studio dimostra che in verita’ Montecitorio gia’ da qualche mese si interrogava sugli emolumenti dei propri rappresentanti in relazione a quelli degli omologhi europei. Vediamo nel dettaglio.
TRATTAMENTO ECONOMICO - Un deputato italiano guadagna 10.257, 84 euro netti al mese. La somma e’ composta da indennita’ (5.164, 80, al netto anche delle addizionali regionali e comunali), diaria (3.503,11, ridotta per il triennio 2011/2013), spese di viaggio (1.331,70), spese telefoniche (258,23). La cifra e’ vicina ai 10.217 euro dei colleghi tedeschi (in cui si sommano 5.233 euro di indennita’ a 3.984 di diaria a un massimo di 1000 spese di segreteria) e inferiore a quella dei francesi (11.863,60 di cui 5.035 per indennita’, 6.412 per spese di segreteria, 416,6 per spese telefoniche). Ben superiore invece lo stipendio netto di un parlamentare europeo che porta a casa 13.285,72 euro al mese di cui 6.200,72 per indennita’, 2.432 per diaria, 354 per spese di viaggio, 4.299 per spese di segreteria. Fanalino di coda invece i deputati britannici che vantano uno stipendio di “soli” 8.914,83 euro di cui 4.756 di indennita’, 1.922,25 di diaria, 2.236,58 di spese di segreteria. A questi soldi si aggiunge un importo massimo per la retribuzione dei collaboratori che va dai 3.690 euro dell’Italia ai 9.138 della Francia ai 10.581 della Gran Bretagna ai 14.712 della Germania ai 19.709 del Parlamento europeo.
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Di Pietro, non condivido Napolitano

(ANSA) - ROMA - ''Con tutto il rispetto per il capo dello Stato, non posso condividere le sue parole, pronunciate proprio il giorno dopo che il Parlamento ha finalmente preso una decisione storica, quale quella di concedere l'autorizzazione all'arresto di un proprio parlamentare, smettendola cosi' di trincerarsi dietro una sfacciata connivenza di casta. Mi pare fuori luogo parlare di scontro tra politica e magistratura, come se ci trovassimo di fronte ad una guerra tra bande''. Lo afferma Antonio Di Pietro

Brunetta: "Parlamento, metà stipendio agli assenti" Bilancio Camera, 110 milioni di tagli in tre anni

Costi della politica: il Pdl studia come abolire le Province il più rapidamente possibile. Ma due settimane fa ha bloccato una proposta analoga presentata dall'IdV.

Roma, 21 luglio 2011 - Gli stipendi dei parlamentari dovrebbero essere decurtati in caso di assenza sia ai lavori che alle votazioni di Camera e Senato. Ne e’ convinto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che, alla vigilia della presentazione del ddl costituzionale del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, previsto domani in consiglio dei Ministri, torna sull’argomento al centro del dibattito del dopo manovra. Brunetta ha, a questo proposito, citato l’esempio di quanto avviene al Parlamento europeo dove gli emolumenti dei politici vengono ridotti anche della meta’ in base alle assenze.
“Sono d’accordo perché venga introdotto un meccanismo simile anche in Italia”, ha affermato il ministro, a margine di una conferenza sullo stato di digitalizzazione della Pubblica amministrazione in Sicilia. Tuttavia, Brunetta ha sottolineato che “il costo maggiore della politica pero’ riguarda i servizi, le infrastrutture e le spese per gli affitti”.
Il ministro ha fatto poi riferimento alla manovra finanziaria “quanto previsto dalla manovra e’ l’approccio piu’ completo, piu’ strutturale e positivo su questo tema. Il governo quello che puo’ fare lo sta facendo e lo ha gia’ fatto - ha continuato- ci dovra’ essere una convergenza sui costi della politica rispetto agli altri Paesi europei che sara’ operativa a partire dal 2012 e proprio oggi vedro’ il presidente dell’Istat per concordare il lavoro della commissione da lui presieduta”.
FINI - "Non si arrivera' a pagare i deputati a ore. E' l'indennita', non la diaria da legare alle presenze, o si torna alla democrazia per censo". Lo dice Gianfranco Fini, manifestando sorpresa per la proposta Calderoli, rilanciata da Brunetta.
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Usa: polizia uccide 19 enne di colore, non aveva biglietto (video, visione sconsigliata per persone sensibili)


Usa: polizia uccide 19 enne di colore, non aveva biglietto (video, visione sconsigliata per persone sensibili)
SAN FRANCISCO – Caso di violenza e di razzismo orrendo negli Stati Uniti ed al centro c’è non un criminale ma la polizia di San Francisco. Kenneth Harding, ragazzo di colore di 19 anni di Seattle, è stato centrato da cinque pallottole della polizia di San Francisco dopo che era stato trovato senza biglietto su un bus nel quartiere di Bayview. Secondo Press TV ciò che rende ancora più scandaloso il caso, il fatto che tutta la vicenda è documentata da un filmato pubblicato dal sito INFOWARS. Ciò che è straziante è che la polizia impedisce alla gente di aiutare il ragazzo sanguinante disteso per terra dopo essere stato centraro dagli spari. A San Francisco la gente è indignata e considera un atto di odio razziale l’assassinio del ragazzo. La polizia sostiene che il ragazzo fosse armato ma la sua pistola sarebbe stata ritrovata sorprendentemente in una casa vicina.
Il video:
http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/94651-usa-polizia-uccide-19-enne-di-colore-non-aveva-biglietto-video-visione-sconsigliata-per-persone-sensibili

Casta: la differenza tra lo stipendio dei parlamentari e il reddito degli italiani


Osservavo un interessante grafico pubblicato sul sito de Lavoce.inforicchezza dei cittadini da una parte, stipendio dei parlamentari dall'altra. In tutti i paesi europei esiste una "relazione lineare piuttosto precisa" tra queste due grandezze. In linea di massima, più tanno bene le persone, più stanno bene gli onorevoli, e viceversa. Una cosa abbastanza normale, in democrazia.
 
Ma l'Italia? Tenendo presente che il nostro pil pro capite si aggira sui 30 mila euro, lo stipendio dei parlamentari italiani - visto cosa succede nel resto d'Europa - dovrebbe collocarsi più o meno in quel quadratino verde... proprio lì ... sui 50 mila euro annui ...
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In Cile si può: gli studenti obbligano Sebastián Piñera a cambiare ben otto ministri


Lo ha riconosciuto lo stesso Presidente Sebastián Piñera (destra) con il cambio di ben otto ministri in caduta libera di consenso. Le proteste di unmovimento studentesco ogni giorno più forte (nella foto la presidente della FECH, Camila Vallejo) stanno facendo tremare il governo del più stabile dei paesi che in America meridionale affacciano sul Pacifico e che restano ancorati ai dogmi del neoliberismo.
Avere ogni settimana centinaia di migliaia di persone in piazza per una lotta perfettamente comprensibile quale quella per il diritto allo studio stava minando il consenso del suo governo rendendo un profondo rimpasto ineludibile. Oggi infatti il 53% dei cileni esprimono un giudizio negativo sul governo in rapido aumento dopo i fasti al momento della liberazione dei minatori quando il consenso sfiorava l’80%. Il dissenso si fa poi un’alluvione tra i minori di 35 anni: oggi addirittura il 71% ha un giudizio negativo del governo giunto ad un terzo del suo cammino.
Il profondo rimpasto di lunedì 18 luglio ha dunque visto cambiare o ruotare ben otto ministri. Proprio dal Ministero dell’Educazione viene il cambio più importante: rotola via la testa dell’odiatissimo Joaquín Lavín, ex-enfant prodige della destra post-pinochetista oggi 58enne. Membro dell’Opus Dei e quasi presidente nel 1999, Lavín fu sconfitto di misura al ballottaggio da Ricardo Lagos ma seppe raccogliere quasi il 49% dei voti lanciandolo tra gli uomini forti della destra cilena. Scelto da Piñera per l’Educazione si è subito sottratto a qualunque tipo di dialogo col movimento. Le continue proteste studentesche, che chiedono il ripristino del diritto ad un’educazione pubblica e gratuita smantellata dalla dittatura e mai più ripristinata in 22 anni di democrazia fondomonetarista, ne hanno infine ottenuto la caduta non prima di aver dilapidato ben 23 punti di popolarità personale in appena due mesi.
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