Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
sabato 20 agosto 2011
India: 5 giorno digiuno per nuovo Ghandi
La Cgil lancia una petizione per salvare le feste civili
Il sindacato si schiera contro la disposizione contenuta nella manovra: no all'accorpamento delle festività laiche alle domeniche.
Roma, 19 ago. (TMNews) - Spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche "colpisce l'identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro", producendo un "irrisorio beneficio economico". Per cancellare questa scelta contenuta nella manovra, la Cgil lancia una petizione per salvaguardare le tre ricorrenze in discussione (il giorno della Liberazione, quello del lavoro e quello della Repubblica), che si potrà firmare sul sito della confederazione o alle Camere del lavoro. La segreteria della Cgil in una nota sottolinea che "in un provvedimento iniquo, che noi contrastiamo con forza, si colloca anche una norma che colpisce l'identità e la storia del nostro paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro". Le ricorrenze civili, spiega il sindacato di corso d'Italia, "vanno celebrate con attenzione e rispetto, perché parlano a tutti, alla ragione stessa del nostro stare insieme, e perché i valori che esse affermano non siano ridotti a un momento residuale". Il 25 aprile, il 1 maggio e il 2 giugno, ovvero "il ricordo della Liberazione del nostro paese da una dittatura feroce e sanguinaria, la celebrazione del lavoro come strumento di dignità per milioni di donne e uomini che con la loro fatica ed intelligenza consentono al Paese di progredire, la celebrazione del passaggio alla Repubblica parlamentare", sono "tappe fondamentali che non intendiamo consentire vengano cancellate".Medio Oriente, Hamas annuncia "Fine della tregua con Israele"
Escalation in Palestina: dopo gli attentati di Eilat e la durissima rappresaglia di Tel Aviv, l'annuncio del movimento integralista al potere nella striscia di Gaza, che nega il coinvolgimento con gli attacchi. Il Libano contro gli Usa: "A Eilat non sono stati attacchi terroristi"
Il dolore della madre di un palestinese ucciso negli attacchi a Gaza
Scoperto il gene che 'cancella' dalla memoria i brutti ricordi
Un gruppo di ricercatori australiani ha dimostrato che i traumi possono essere cancellati grazie all'azione di una piccola molecola di Rna, il mir-128b. Può inibire in modo transitorio i geni associati a un determinato ricordo, promettendo di curare fobie e disturbi da stress post-traumaticodi VALERIA PINI
C'era una volta il Senatur
La normalizzazione della Lega e del suo leader si è completata. E il declino del Pdl ha colpito anche il Carroccio. Per diverse ragioni, a partire dalla crisi economica. Eppure difficilmente Bossi potrà essere messo da partedi ILVO DIAMANTI
Umberto Bossi
venerdì 19 agosto 2011
La polizia ti segue su Facebook
Le polizie iniziano a farlo per seguire le discussioni e sventare i possibili crimini. Ora devono nascere strumenti ad hoc
Ormai i social network sembrano essere diventati il fulcro di tutto. È da qui che si organizzano feste e rivolte, devastazioni e saccheggi. E così la polizia inglese e quella americana hanno iniziato a monitorarli con sempre maggiore attenzione.
GLI ULTIMI EVENTI – La scorsa settimana, il NY Daily News ha riportato la notizia che la polizia di New York ha iniziato a setacciare i social network per scoprire dove si tengono feste e raduni. In maniera tale da poter evitare disordini o, come avvenuto in Inghilterra, eventuali saccheggi ad abitazioni private. La scorsa domenica, invece, il Times ha rivelato che ai disordini scoppiati nel Regno Unito, la polizia ha iniziato ad utilizzare Social Mention, un popolare strumento per monitorare social network. Questo perché sembra proprio che i social network abbiano avuto un ruolo determinate nella rivolta londinese.
UNA NUOVA TENDENZA – Ad interrogarsi sul futuro di tutto ciò è stato Dominick Soar, sul blog di BrandWatch. Come ha sottolineato, questi sono solo due esempi, ma è facile capire come la tendenza in atto sia quella di monitorare costantemente i social network per trovare possibili criminali. Non a caso i reparti di polizia di tutto il mondo hanno cominciato a realizzare team ufficiali per coprire il monitoraggio dei social media. “Come i processi si raffineranno”, spiega, “strumenti come Social Mention certamente inizieranno a non essere più sufficienti e si dovranno avere strumenti creati ad hoc”.
ADEGUARSI – Soar, ovviamente, vede le cose dal proprio punto di vista (BrandWatch è anch’essa una società di monitoraggio), e si chiede se si riuscirà a sviluppare questi nuovi strumenti. “Oggi Brand Watch è progettato per monitorare i marchi, ma può essere usato anche per analizzare le principali tendenze e gli argomenti delle notizie”. Allora la domanda centrale: saprà essere efficiente anche per monitorare l’attività criminale?Paolini in diretta: “Berlusconi usa la pompetta”
MILANO, 19 AGO – “Berlusconi usa la pompetta“: davanti alla sede della Lega di serie A a Milano e’ andata in scena l’ennesima performance del ‘disturbatore’ tv Gabriele Paolini, che ha costretto la troupe di Mediaset a interrompere un collegamento in diretta con il telegiornale sportivo. Paolini ha poi bruciato una fotografia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Paolini, come altre volte, si e’ intromesso nella diretta televisiva urlando improperi contro il premier Silvio Berlusconi, poi ha cominciato una sorta di comizio con un megafono per strada di fronte alla sede della Lega, dove e’ in corso l’assemblea delle societa’ di serie A.
Sul posto e’ intervenuta la Digos, mentre la troupe di Mediaset ha spostato la propria postazione dal marciapiede all’interno della sede della Lega.
Striscia di Gaza: raid aviazione israeliana, 7 morti tra cui due bambini
Bossi cacciato dalla sua Padania: non era mai successo
E' finita. Umberto Bossi costretto a fuggire dalla sua "Padania". Così la chiamava, questa magnifica terra. Prima ha dovuto annullare un comizio per timore delle proteste, proprio qui, a Calalzo di Cadore, terra di estremo Nordest, dove il Senatur è di casa, e la Lega la fa da padrona. Poi sì è beccato una di quelle contestazioni che nemmeno nei suoi incubi peggiori. Poi è stato tutto il giorno rintanato in albergo. Poi è uscito 10 minuti per accogliere Tremonti, e si è immediatamente circondato di guardie del corpo, proprio lì, sul terrazzo, come a creare uno scudo tra lui e la gente del posto. Più poliziotti che fan, scene mai viste. Con le auto che sfrecciavano, e gli insulti che volavano. Poi all'ultimo minuto è stato cambiato il programma, e si è "festeggiato" il compleanno del Ministro dell'Economia nella baita ultrablindata del Ministro dell'Economia - con tanto di forze dell'ordine a presidiare il cancello d'ingresso. Infine Umberto Bossi ha deciso di lasciarel'hotel nella notte, di nascosto, assieme alle 6 guardie del corpo, sospirando "Brutto, brutto, brutto, andiamo via".
INDIA: TRIONFALE PROCESSIONE PER L'EROE ANTICORRUZIONE
EGITTO PROTESTA CON ISRAELE, INCHIESTA SU 3 AGENTI UCCISI
ITALIA - Legalizzazione droghe. Radicali: Stato incasserebbe 2 mld l'anno
"Quella del Papa è una visita politica inaccettabile l'uso di soldi pubblici"
Parla Antonio Poudereux, uno degli "indignados" che protestano per il viaggio di Benedetto XVI in Spagna in occasione della Gmg. "I cittadini sono arrabbiati, i pellegrini ricevono sconti e trattamenti di favore"di SILVIA BERNASCONI
Una manifestazione di protesta contro la visita del Papa in Spagna
BELGIO: TEMPESTA SU FESTIVAL ROCK, 5 MORTI E DECINE DI FERITI
GERMANIA: PIROMANI SCATENATI A BERLINO, 75 LE AUTO DISTRUTTE AD AGOSTO
Lo scandalo dei fondi Ue che il Sud non sa spendere Pil, cresce il distacco dal Nord
MILANO - Dice Raffaele Fitto che l'idea di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, sospendere il pagamento dei fondi europei ai Paesi che si ostinano a comportarsi da cicale, sarebbe un colpo mortale allo sviluppo. Testuale al Sole 24 Ore : «Noi siamo nell'Unione Europea tra i maggiori beneficiari dei fondi e al tempo stesso fra i principali contribuenti netti». Verissimo, ma soltanto per quanto riguarda la seconda parte della sua affermazione. Perché fra i maggiori beneficiari lo siamo soltanto sulla carta.
Comprensibile e perfino istituzionalmente doverosa la difesa d'ufficio del ministro degli Affari regionali Fitto. Tuttavia gli dev'essere sfuggita (ma non l'aveva ricevuta anche lui?) la lettera del commissario europeo alla politica regionale Johannes Hahn, il quale si è premurato di avvertirci che siamo sempre, in Europa, quelli meno capaci a utilizzare i finanziamenti strutturali. E stavolta non si scherza: rischiamo di perdere 2,8 miliardi di euro di fondi se questa somma non verrà impegnata entro il 31 dicembre prossimo. Sono risorse che riguardano addirittura il periodo 2007-2009 e che rappresentano da sole metà del valore dei tagli lineari ai ministeri imposto dalla manovra economica bis.
Per quanto riguarda poi il colpo mortale allo sviluppo, al ministro Fitto devono essere sfuggiti anche i recenti e drammatici dati della Svimez, il documentatissimo centro studi per il Mezzogiorno.Ci informano che il prodotto interno lordo pro capite delle regioni meridionali, cinque delle quali (Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Sardegna) destinatarie del recente «warning» europeo, dal 1951 al 2009 è sceso in valuta costante dal 65,3% al 58,8% di quello del Centro-Nord. Dopo il minimo divario toccato nel 1975, quando eravamo al 66 per cento, la forbice è tornata ad allargarsi. Non hanno fermato l'aumento del divario né i soldi dell'intervento straordinario né quelli del terremoto dell'Irpinia, dispersi in migliaia di rivoli clientelari e improduttivi. Ma neppure i fondi europei. Pochi, pochissimi, a giudicare da quanto male riusciamo a utilizzarli. Carmine Fotina sul Sole 24 Ore ha scritto il 5 aprile del 2011 che i 43,6 miliardi di euro del programma 2007-2013, somma comprensiva del cofinanziamento nazionale, sono stati spesi appena per il 9,6% del totale: circa la metà della cifra effettivamente impegnata, che non superava comunque il 18,8%. «Spiccano in negativo», scriveva Fotina, «il 2,4% della Campania e il 3,7% della Sicilia sul Fondo sociale europeo».
Continua ...
«Ti porto al poligono». Gli approcci dei caporali della caserma di Ascoli Piceno
Le accuse di sei soldatesse della caserma di Parolisi: respirazioni bocca a bocca e incontri in hotel
| Salvatore Parolisi fotografato con la soldatessa Ludovica Perrone (Ansa) |
Chiaro che il pensiero va lì, dopo gli audaci racconti di alcune reclute del 235° Reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno, la piazza d'armi dove vengono formate le soldatesse italiane, dove Salvatore Parolisi ha conosciuto Ludovica, ex allieva e amante, dove Valeria, Simona, Gaia, Giuditta e Veronica, sono uscite rumoreggiando e denunciando alcuni caporali e marescialli. «Il capo mi avvicinava... Mi invitava... - ha poi dichiarato al tribunale militare Simona, napoletana combattiva, accusando un suo superiore -. Mi diceva non ti preoccupare, io ti porto in un posto più sicuro, tipo qui al poligono. Diceva che non ci avrebbe visto nessuno...».
Più di lei Valeria, la siciliana: «Aveva un atteggiamento, insomma... Vediamo queste curve di livello. Allora, come siamo messi?... Poi c'è stato il fatto della respirazione bocca a bocca, mi disse che se fosse svenuto non potevo sottrarmi». Giuditta, invece, vorrebbe forse strangolarlo, il caporalmaggiore: «Durante l'addestramento usava sistemi violenti, come quando facevamo il passo del leopardo e mi dava i colpi sul sedere». E poi c'è Rosa, altra conquista di Parolisi . In una tormentatissima testimonianza ha un po' per volta riconosciuto l'avventura col caporalmaggiore, «all'inizio era un gioco, si scherzava e finiva lì, poi lui mi mandò un messaggio un po' troppo spinto su Facebook...». Racconta i primi approcci, «la festicciola in caserma, nel suo ufficio», i «piccoli favori durante il corso, è normale, se tu sei l'istruttore e hai interesse per una recluta qualche priorità gliela dai. Tipo io andavo via prima per una cosa o per l'altra...». Fino all'albergo sulle colline ascolane, la Dimora di Morgiano, dove «sapevo che andavano tutti... una volta in una sola sera c'erano più di uno Scelto insieme. Parolisi per fare un po' il grande mi disse che si erano incontrati due Scelti in contemporanea... nel senso della stessa sera». E dello stesso albergo parla anche Ludovica, venuta dopo Rosa ed eletta dal caporalmaggiore ad amante seria. Così seria da indurre i magistrati ascolani (ma non quelli di Teramo) a indicare nella loro storia d'amore il movente del delitto di Melania Rea, moglie di Parolisi. «A Morgiano l'ultima volta che ci sono stata faceva ancora caldo - ricorda Ludovica -. Era lui che prenotava. Io non consegnavo mai il documento... Adesso che ci penso ci sono stata anche un giorno che c'era brutto tempo».
Continua ...
Coraggio, dimezzate deputati e senatori
Di tutti i peccati che la classe politica italiana non cessa di commettere, quello di avant’ieri (una seduta di Palazzo Madama a cui hanno partecipato soltanto undici senatori) è probabilmente uno dei più veniali. In altre circostanze avremmo sorriso e perdonato. Oggi fatichiamo a capire. Il problema non è la maggiore o minore presenza di parlamentari per una occasione puramente procedurale. Il vero problema è quello della totale insensibilità di una larga parte del ceto politico per i sentimenti e gli umori del Paese. Non è necessario essere osservatori di mestiere per sapere che gli italiani sono arrabbiati. Sanno che anche i politici, come certi banchieri, si sono distribuiti bonus generosi: indennità, vitalizi, rimborsi, collaboratori spesso pagati in nero, pasti semi-gratuiti, uffici semi- privati affittati nel centro di Roma a spese dello Stato, facilitazioni di varia natura. Sanno che molti politici hanno una concezione privata della loro funzione e se ne servono permeglio perseguire i loro personali interessi. Sanno che un parlamentare avvocato, tanto per fare un esempio, può continuare a esercitare la sua professione anche se questo sottrae tempo al suo incarico e lo espone a un continuo, virtuale conflitto di interessi. Credevano di avere eletto un servitore dello Stato e si accorgono di avere dato i loro voti a una corporazione.
Evidente da tempo, questa insofferenza è stata inasprita dalla congiuntura economica. La classe politica chiede ai suoi connazionali di stringere la cinghia, ma si limita a qualche modesto sacrificio. Non ha capito che non esistono soltanto i conti del bilancio statale. Esistono anche quelli della democrazia, vale a dire del rapporto fra gli eletti e gli elettori. Non ha capito che non esiste soltanto il mercato dei valori finanziari, dove gli Stati e le aziende devono dimostrare la loro serietà e credibilità. Esiste anche il mercato dei valori democratici, dove ogni uomo politico deve rendere conto dei voti ricevuti e provare la sua affidabilità.
Per raddrizzare il Paese non basta quindi una manovra finanziaria. Occorre anche una manovra democratica, vale a dire un pacchetto di misure che serva a spegnere i sentimenti di rabbia e disprezzo che molti italiani provano per i loro rappresentanti. Se il problema maggiore, come sembra, è quello del Parlamento, converrebbe cominciare, il più rapidamente possibile, dal numero dei parlamentari. In altre circostanze avrei preferito che il dimezzamento del Senato coincidesse con una più precisa definizione delle sue funzioni in uno Stato federale e quello della Camera con una migliore ripartizione della funzione normativa tra il governo e il Parlamento. Oggi, se la classe politica vuole dare un segno di attenzione per i malumori della società, le circostanze impongono misure più rapide e quindi un progetto di legge sottoscritto dal governo e da tutti quei settori della minoranza che sono pronti ad approvarlo. L’iniziativa avrebbe tre effetti positivi: darebbe una risposta al Paese; dimostrerebbe che la riforma della Costituzione è una materia su cui maggioranza e opposizione possono lavorare insieme; direbbe agli speculatori che la nave Italia non ha alcuna intenzione di andare a fondo.