mercoledì 24 agosto 2011

IRLANDA - Droghe e Dpa. Radicali: ma chi legge le cose di Giovanardi?

Nella sua presentazione della Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, il sottosegretario Carlo Giovanardi scrive, fra l’altro: “… Proseguono poi le attività del Sistema Nazionale di Allerta Precoce per l’individuazione di nuove droghe che, ad oggi, ha consentito di identificare ben 8 sostanze mai individuate prima sul mercato clandestino nazionale e responsabili di molte intossicazioni e ricoveri in pronto soccorso anche in Italia, tempestivamente inserite nelle tabelle ministeriali delle sostanze stupefacenti …”. Mario Staderini (segretario Radicali Italiani) e Marco Perduca (senatore radicale/PD), sono intervenuti in merito: Diciamolo: la fortuna di Giovanardi è che nessuno, tranne i radicali, legge le cose che scrive. Adesso comprendiamo perché solo dietro nostra insistenza la Relazione del governo, presentata a giugno, è stata inserita online un mese dopo. Giovanardi esalta il fatto di aver individuato in un anno 8 (otto) nuove droghe, quando è risaputo da tutti, lui compreso, che il narcotraffico immette sul mercato nero, creato dal proibizionismo, decine di nuove sostanze ogni giorno. Tanto è vero che le tabelle ministeriali citate da Giovanardi, allegate al DPR 309/90 (Testo Unico sugli stupefacenti) sono state integrate decine di volte dal 1990, senza alcuna speranza di riuscire a tenere testa alle “new entries”: bisognerebbe affidare alle narcomafie il compito di aggiornarle con il contatore automatico. Non otto ma ottanta volte otto, se il baciapile Giovanardi consente anche a noi miscredenti di parafrasare una citazione evangelica (Matteo 18: 21-22). L’abbiamo già chiesto, lo chiediamo di nuovo: quanto costa ai cittadini italiani il Sistema Nazionale di Allerta Precoce? Se i suoi risultati sono questi, costa comunque troppo. N. B. Ecco il link della presentazione di Giovanardi

Padova, ozono e polveri sottili, la salute dei padovani sotto attacco tutto l’anno da una politica ambientale inadeguata

Comunicato di Maria Grazia Lucchiari
La salute dei padovani è sotto attacco tutto l’anno. I livelli pericolosi dell’ozono di questa estate sono l’equivalente delle polveri sottili invernali, un dato fuorilegge che ci pone ai vertici della classifica delle città più inquinate e quindi malate d’Italia. Da mesi andiamo denunciando che l’amministrazione comunale dovrebbe porre più attenzione al problema ozono, infatti, a più riprese abbiamo rilevato che il dovere di informazione, che la legge impone, non viene soddisfatto. Oggi finalmente anche Legambiente lo nota. Parliamo della Soglia di Informazione, i 180 microgrammi per metrocubo d’aria, raggiunta dal gas chiamato ozono, soglia superata consecutivamente negli ultimi tre giorni a Padova, ma il sito del Comune non lo nota. Così come non lo ha notato il 27 giugno, il 4 luglio e 11 luglio. Si chiama Soglia di Informazione proprio perché il Comune ha l’obbligo di informare sul pericolo ozono e le iniziative che addotta a tutela della salute pubblica. All’assessore all’ambiente, Alessandro Zan, diciamo che non è sufficiente inviare alla pagina dell’Arpav gli utenti che si collegano al sito web del Comune, inoltre, lo sollecitiamo ancora una volta a chiamare l’Arpav per ripristinare il Bollettino delle previsioni sull’ozono, che non offre il servizio da settembre 2010. Peraltro la stessa Arpav scrive che gli utenti del Bollettino nel 2010 sono molto numerosi. Non vorremo che inquinamento e malattia fossero considerate “il prezzo della modernità” così come sembrano convinti gli assessori Zan e Rossi. A noi, invece, pare più il frutto di una inadeguata ed inefficace politica ambientale di chi amministra la città, ricordiamo che dal 2005 le polveri sottili a Padova sono costantemente oltre la soglia che la legge individua a tutela della salute. Ma soprattutto è la mancata adozione di un Piano di Qualità dell’Aria di cui l’amministrazione si ostina a non dotarsi. Un Piano di Qualità dell’Aria che per la legge è ben altro dalle misure emergenziali che l’assessore Zan adotta solo e limitatamente nei mesi invernali. Un Piano di Qualità dell’Aria che dovrebbe prevedere l’adozione della Valutazione Ambientale Strategica, e non è un caso che la Provincia di Padova dal 2005 non lo abbia mai approvato.

"Sgravi Ici alla Chiesa controllare caso per caso"

Manovra, il Pd chiede una verifica: tassare quegli immobili che hanno scopi commerciali. Bersani: "Ci sono cose che vanno registrate". Donini: "Concordo col segretario". I radicali: "Opportune le proposte dell'assessore Malagoli"

di SILVIA BIGNAMI

È bufera politica sull'ipotesi di togliere l'esenzione l'Ici sugli immobili della Chiesa. Il segretario nazionale Pd Pierluigi Bersani, pur tenendo fermo il principio per cui "vanno tassate solo le proprietà commerciali della Chiesa", precisa che "bisogna comunque verificare le casistiche, cioè controllare i singoli casi concreti. Ci sono cose che vanno registrate e credo che gli enti ecclesiastici siano d'accordo". In pratica, dice il leader Democratico, bisogna andare a vedere volta per volta se gli immobili "esentati" dal pagamento dell'Ici abbiano effettivamente uno scopo sociale, come prescrive la legge. "Sono perfettamente d'accordo con Bersani" dice il segretario del Pd bolognese Raffaele Donini. L'assessore alla Casa Riccardo Malagoli, Sel, è stato il primo ad aprire alla possibilità di rivedere le esenzioni Ici alla Curia: "In un momento di crisi tutti devono contribuire. Non vedo perché non far pagare l'Ici anche sugli ospedali o sulle scuole della Chiesa, anche se hanno un valore sociale". Una posizione condivisa anche dalla segretaria dei vendoliani Cathy La Torre: "I sacrifici sono tali per tutti. E la Chiesa non può fare differenza. Gli istituti commerciali cattolici come alberghi, scuole, ospedali, strutture sportive devono contribuire al versamento dell'Ici

e concorrere nell'aiutare gli enti locali". Su questa linea anche l'Italia dei Valori, con l'assessore al Commercio Nadia Monti che si dice d'accordo con Malagoli: "In un momento di crisi le esenzioni Ici della Chiesa vanno tolte". E il consigliere provinciale dipietrista Paolo Nanni va all'attacco anche sull'esenzione della Curia dal pagamento della tassa sui passi carrai, decisa da Palazzo Malvezzi: "La Provincia rimetta la Cosap anche sugli enti religiosi. Non è stato giusto toglierla".
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Supertassa, salirà la soglia dei 90mila euro di reddito

Si ipotizza di elevare a 100mila euro la soglia oltre la quale si dovrà pagare il contributo di solidarietà. Ancora stallo sulla riforma delle pensioni

di ALBERTO D'ARGENIO ROMA - Arriva in Senato la manovra bis da 45 miliardi chiamata a mettere al sicuro i conti pubblici italiani. Sulle modifiche al testo Pdl e Lega restano distanti. Mentre sulla politica piomba lo sciopero generale della Cgil (6 settembre), gli occhi sono tutti puntati sulla commissione Bilancio di Palazzo Madama, dove il termine per presentare gli emendamenti scade lunedì prossimo. L'obiettivo della maggioranza, o meglio il desiderio, è quello di trovare un accordo al Senato in modo da arrivare alla Camera con un testo blindato da approvare in fretta. Ma dentro al Pdl, così come nella Lega, un accordo su come modificare il decreto non c'è. Figurarsi tra i due partiti alleati. Se il segretario Alfano ha iniziato gli incontri con gli scontenti pidiellini, oggi si riuniscono gli esperti economici del Carroccio per fare il punto. Pesano ancora il no leghista alle pensioni e il botta e risposta tra Bossi e Berlusconi sulla fine dell'unità d'Italia. Spedito il via libera delle commissioni Costituzionale e Lavoro del Senato. Secondo il ministro Sacconi il voto favorevole del Terzo polo alla Lavoro "è un fatto molto significativo". Per il Pdl in versione Alfano trovare un'intesa con l'Udc sulla manovra sarebbe il top. Proprio Alfano ha iniziato il lavoro per trovare un'intesa nel suo partito. Ieri ha incontrato il capo dei "frondisti" Guido Crosetto. Lui si dice "soddisfatto", ma ricorda che il vero confronto ci sarà oggi con il vertice tra segretario e direttivo dei gruppi, l'organo che rappresenta tutte le anime del Pdl (ognuna con le sue proposte, spesso di segno opposto). Mentre anche gli scaioliani presentano i loro emendamenti, un punto di convergenza lo indica il vicepresidente dei deputati berlusconiani Massimo Corsaro: non si dà per vinto su pensioni (no della Lega), ripropone l'aumento di uno o due punti di Iva (no di Tremonti e di Bossi), ma parla di alzare la soglia sopra la quale (oggi 90mila euro) scatta l'Eurotassa (si ipotizzano 100mila euro, ma non si esclude di arrivare a 150mila). Una proposta che anche il Carroccio da qualche giorno ha preso in considerazione e che potrebbe essere accompagnata da sgravi per le famiglie anche per attrarre l'Udc. Il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, torna ad aprire alle modifiche (a saldi invariati), ma ammonisce che il testo deve essere approvato in tempi rapidi. Ma per l'Idv il Paese è fermo per colpa delle divisioni della maggioranza. E che un accordo sia lontano lo testimonia La Padania: titola l'edizione di oggi ("La Lega difende le regioni del Nord") sulla manovra e ribadisce il no alle pensioni, al taglio agli enti locali e punta il dito contro l'evasione ("prevalente al Sud"). "Il sistema si rivolta contro la Lega", è il leit motiv. Il presidente del Senato, Renato Schifani, invita i partiti a prendere in considerazione gli emendamenti "astraendosi dalle parti politiche di provenienza". Ma sul piede di guerra, oltre ai comuni, ci sono anche le regioni: si riuniranno in conferenza straordinaria il primo settembre per reagire ai tagli del decreto bis. Se il centrista Buttiglione boccia l'ipotesi di aggredire le cooperative per recuperare fondi, la commissione Ambiente del Senato vota perché non venga smantellato il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti.

Bank of America ai minimi storici ancora guai dalla bolla immobiliare

di LUCA PAGNII guai della bolla immobiliare che ha causato la recessione mondiale iniziata tre anni fa sembrano non avere mai fine. Come le matrioske, quelle bamboline russe di legno che al loro interno ne contengono altre più piccole, anche i prodotti "tossici" costruiti sui mutui degli anni del boom stanno procurando spiacevoli sorprese a una delle prime banche americane. In una giornata in cui Wall Street è arrivata a guadagnare fino al due per cento, Bank of America ha compiuto il percorso inverso, arrivando a perdere fino al 6 per cento. Tutta colpa dei rumors che girano sul mercato per cui Bofa avrebbe bisogno di ricapitalizzarsi fino a 200 miliardi di dollari. Una cifra talmente elevata da rasentare l'incredibile, ma il mercato non ha potuto fare a meno di preoccuparsi. Anche perché i guai arriverebbero dalle perdite accumulate dalla controllata Countrywide, il gruppo acquistato per 4 miliardi di dollari nel 2008 dopo essere stato travolto dalle operazioni sui mutui "facili". Ma c'è un altro elemento di preoccupazione: il costo dei cds, i prodotti che si usano per "assicurarsi" contro eventuali fallimenti societari, che nel caso di Bofa è salito ai massimi degli ultimi cinque anni. E anche questo è un sintomo che il mercato teme che qualcosa di negativo, anche se non ne ha ancora la certezza.

Sgarbi: “Voglio mia figlia in convento”

Incredibili dichiarazioni del critico in una trasmissione radio

“Faro’ il padre solo perche’ lo ha deciso il giudice, lo faro’ ma non mi imponga l’esame del Dna: non lo farò mai. Se vogliono riesumino il cadevere del padre e facciano il test del dna a lui disconoscendo prima la sua di paternita’.” Vittorio Sgarbicommenta cosi’ a Radio 24 nel programma La Zanzara la notizia che la Corte d’Appello di Ancona lo riconosce padre di una ragazzina di 12 anni.

LA FIGLIA IN CONVENTO - “Credo di avere in giro 6 o 7 figli, non uso anticoncezionali perche’ non voglio sottrarmi alla logica di diventare padre, anche se non sono disposto a fare il padre legale ma solo quello naturale; per i figli che ho riconosciuto caccio 6/7 mila euro al mese”. Sgarbi ha poi concluso ammettendo il rapporto sessuale: “Feci sesso con quella donna in un camerino di Mediaset, la conosco benissimo come conosco bene la figlia”. Il sindaco di Salemi ha infine specificato: “Se fosse per me indurrei la madre a mettere la figlia in convento, avrebbe un futuro migliore meditando sul suo destino”.

La Rai spende 500mila euro per il nuovo studio di Bruno Vespa

La Rai parte con la programmazione autunnale. E sembra un deserto

Da una parte c’è La7 che, sfumato Santoro, si muove comunque per cercare nuove soluzioni e diventare la televisione dell’informazione. Dall’altra c’è la Rai, che a tutt’oggi sembra sempre più immobile. Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano analizza i palinsesti di Viale Mazzini e racconta una tv di Stato sempre più in disuso. Anche se quando c’è da spendere qualcosa lo fa volentieri. Ecco il dettaglio:

Il viaggio tra i tre canali generalisti è breve. A Rai1 attendono un’indicazione di Giuliano Ferrara per riprendere Qui Radio Londra, l’editor iale quotidiano dal lunedì al venerdì. Porta a Porta debutta l’11 settembre per uno speciale con collegamenti dagli Stati Uniti. Pur confermando poltrone e porte bianche, compreso il “din don”, Vespa ha ordinato l’arrendamento e le strutture più moderne: 500mila euro, così. La discesa del programma è cominciata con il rientro di Silvio Berlusconi a palazzo Chigi, in cinque anni ha perso 6,1 punti di share e 150mila spettatori: la stagione 2010/11 ha registrato una media del 15,41% di share e un pubblico di 1,6 milioni.

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http://www.giornalettismo.com/archives/140983/la-rai-spende-500mila-euro-per-il-nuovo-studio-di-vespa/

Enel Green Power: le rinnovabili colonizzano il sud del mondo

I recenti successi del colosso italiano sul mercato brasiliano e quanto viene taciuto sulle conseguenze dell’industria dell’energia pulita

Le rinnovabili sono il business del futuro. Le fonti fossili diminuiscono e aumentano di prezzo, le energie pulite sono un forte collettore di incentivi e soprattutto, oltre a “ripulire” il pianeta, lavano anche l’immagine oscura delle grandi compagnie energetiche.

LE OMBRE DELL’INDUSTRIA VERDE – Questo fenomeno, l’ormai famigerato greenwashing, è ormai prassi comune tra tutte le maggiori realtà industriali: dai produttori agricoli, alle cooperative, fino ai colossi dell’energia come, per esempio, Enel. Ed è proprio il ramo verde della grande impresa, Enel Green Power, che oggi trova terreno fertile in America Latina, una delle zone del globo preferite dai produttori di energia. Questi paesi, insieme con quelli africani, rappresentano una miniera d’oro per i produttori. Innanzitutto, gli investimenti esteri sono incentivati, e in molti casi (perlopiù in Africa) la terra che le imprese estere sfruttano è, dal punto di vista legale, “di nessuno”, e quindi può essere occupata a costo zero.

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http://www.giornalettismo.com/archives/140685/enel-green-power-le-rinnovabili-colonizzano-il-sud-del-mondo/

I milionari francesi: “Sarkozy, tassaci!”

Un appello sul Nouvel Observateur per chiedere un aumento delle imposte

Sedici imprenditori e finanzieri francesi hanno pubblicato un appello sul Nouvel Observateur per chiedere a Nicholas Sarkozy di aumentare loro le tasse. Ne parla Anais Ginori su Repubblica:

Tra i firmatari, c’è l’ereditiera dell’impero L’Oréal, Liliane Bettencourt, i vertici della Total, Cristophe de Margerie e di Société Genérale, Frédéric Oudéa, il presidente di Air France, lean-Cyril Spinetta. La sorprendente iniziativa sembra fatta apposta per accelerare le decisioni del governo. Proprio oggi l’esecutivo di Parigi dovrebbe annunciare i dettagli della manovra 2012 con risparmi previsti fino a 10 miliardi per evitare alla Francia il rischio della retrocessione dalla Tripla A da parte delle agenzie di rating. Oltre ai tagli su vari capitoli di spesa e alla cancellazione di alcune agevolazioni fiscali, il presidente Nicolas Sarkozy ha chiesto di studiare una «eurotassa» di solidarietà sul modello italiano ma, secondo le prime indiscrezioni, su un base di reddito più alta di quella scelta da Roma.

Proprio a questo prelievo straordinario si riferiscono i milionari francesi.

De Magistris-Alemanno, sfida di stipendi Il sindaco di Napoli: «4200 euro». Il collega:«Io 5.000»

La platea di Cortina-Incontra (Ansa)
La platea di Cortina-Incontra (Ansa)
CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) - Il confronto tra i sindaci di Napoli e Roma Luigi de Magistrisi e Gianni Alemanno, ospiti martedì sera di Cortina Incontra, è diventata una sfida a chi guadagna meno. In tempi di antipolitica succede anche questo: «Io guadagno 4200 euro al mese, un mio assessore, molti dei quali hanno lasciato la professione sia pure per cinque anni, 2800 euro», ha spiegato il neo-primocittadino partenopeo. A cui ha subito fatto eco il collega della capitale: «Io percepisco cinquemila euro al mese, che è la metà di quanto guadagna un assessore della Regione Lazio».

I RIFIUTI DI NAPOLI - Uno dei temi di discussione è stato naturalmente il problema rifiuti, da cui Napoli sta faticosamente riemergendo. «Trasportare i rifiuti via nave in città del Nord Europa costerà 25 euro a tonnellata in meno rispetto a quanto si sarebbe speso nel connferirli nella discarica di Giuliano, che è a 5 km da Napoli», ha detto de Magistris. «Questo - ha spiegato - a conferma degli interessi criminali che si muovono dentro questo settore». Poi una stoccata al predecessore Rosa Russo Iervolino: «Per almeno tre anni la città non è stata male amministrata, non è stata amministrata per niente. Quando siamo arrivati a Palazzo dei Baroni, tre mesi fa, non funzionavano nemmeno le penne».

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http://www.corriere.it/politica/11_agosto_23/alemanno-demagistris_f7e13732-cdcb-11e0-8914-d32bd7027ea8.shtml

Siria: sanzioni Onu contro 20 persone

(ANSA) - NEW YORK - La bozza di risoluzione Onu sulla Siria, messa a punto dai Paesi occidentali, include sanzioni per 20 persone - tra cui il presidente Bashar al Assad - e quattro entita' siriane ritenute responsabili delle violenze contro la popolazione che sta protestando contro il regime. Lo indicano fonti diplomatiche all'Onu, spiegando che il testo preparato da Gran Bretagna, Francia, Germania e Portogallo, appoggiati dagli Usa, non chiede esplicitamente il ricorso alla Corte Penale Internazionale.

Libia: Chavez, governo Gheddafi unico legittimo

Caracas, 23 ago (Adnkronos/dpa) - Il Venezuela non riconoscera' mai il consiglio nazionale transitorio libico perche' considera quello di Muammar Gheddafi l'unico governo legittimo della Libia. E' quanto ha detto Hugo Chavez, parlando nel giorno della presa da parte dei ribelli del compound del rais libico a Tripoli. "Stanno imponendo un nuovo governo che noi non riconosciamo, noi riconosciamo solo un governo che e' quello di Muammar Gheddafi, non c'e' altro governo", ha detto il presidente venezualano, sottolineando che la Libia la vittima di una nuova strategia imperialista degli Stati Uniti. Una strategia che fa trattatare le popolazioni come se fossero "cani, armandoli, iniziando poi a bombardare per conquistare il paese, saccheggiarlo e portare via le riserve internazionali".

Libia: Chavez, governo Gheddafi unico legittimo

Caracas, 23 ago (Adnkronos/dpa) - Il Venezuela non riconoscera' mai il consiglio nazionale transitorio libico perche' considera quello di Muammar Gheddafi l'unico governo legittimo della Libia. E' quanto ha detto Hugo Chavez, parlando nel giorno della presa da parte dei ribelli del compound del rais libico a Tripoli. "Stanno imponendo un nuovo governo che noi non riconosciamo, noi riconosciamo solo un governo che e' quello di Muammar Gheddafi, non c'e' altro governo", ha detto il presidente venezualano, sottolineando che la Libia la vittima di una nuova strategia imperialista degli Stati Uniti. Una strategia che fa trattatare le popolazioni come se fossero "cani, armandoli, iniziando poi a bombardare per conquistare il paese, saccheggiarlo e portare via le riserve internazionali".

Roma, altri 8 bambini contagiati dalla Tbc al Gemelli. Fine test entro venerdì

Roma, 23 ago. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Dopo i due casi di ieri sono sono altri 8 i bambini risultati positivi al test della Tbc, corrispondenti a 6 neonati nel mese di luglio e 2 nel mese di marzo, le famiglie dei quali sono state avvisate.Lo comunica in una nota la Regione Lazio, ricordando che la positivita' al test non significa malattia ma esprime l'avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, sugli 8 neonati sono stati gia' programmati ulteriori controlli e sara' proposta la profilassi prevista dal protocollo definito dall'Unita' di coordinamento. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell'avvenuto contatto con il micobatterio.

''Si e' riunita oggi pomeriggio, come previsto - si legge nella nota - presieduta dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, l'Unita' di coordinamento che sta gestendo l'attivita' di controllo sui nati al Policlinico Gemelli ed inseriti nel programma di sorveglianza, che ha condotto un'attenta analisi della situazione organizzativa e delle operazioni in corso''.

''I dati - prosegue la nota - indicano il regolare svolgimento delle visite e dei test programmati e la definitiva attivazione di tutte le strutture previste nel piano di vigilanza e controllo: si prevede di concludere entro venerdi' prossimo, 26 agosto, le attivita' di contatto di tutte le famiglie e della relativa programmazione degli appuntamenti per le visite ed i test.L'Unita' di coordinamento, infine, ha deciso di diramare quotidianamente alle ore 20 un comunicato apposito, in cui verranno pubblicati i dati ufficiali inerenti l'attivita' svolta nella giornata''.

Intanto, il ministero della Salute ha predisposto una circolare da inviare alle Regioni dove si ribadiscono e sirafforzano i criteri di prevenzione, in particolare le vaccinazioni degli operatori sanitari che lavorano a contatto con soggetti più fragili come i bambini e gli anziani.

martedì 23 agosto 2011

Altri allori per il siciliano Scilipoti. Dopo i favori del premier, quelli della destra missina, che lo vuole alla testa contro “negri, froci e comuni

www.italiainformazioni.com

Dopo avere incassato in brevissimo tempo i favori di Bossi ("meglio lui che la Montalcini") e della massima carica di governo del Paese, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Domenico Scilipoti si è guadagnato, senza colpo ferire, anche i favori degli esponenti dell’estremismo di destra, che fa capo a Gaetano Saya, presidente del Partito nazionalista e della moglie, Maria Antonietta Cannizzaro, presidente del Msi.

Silvio Berlusconi ha scritto una introduzione al libro dedicato alle sue gesta in Parlamento e ne ha illustrato in modo entusiastico le qualità, le virtù e la genialità. Gaetano Saya e Maria Antonietta Cannizzaro lo vorrebbero alla testa dei loro movimenti e lo corteggiano perché presenzi alle loro iniziative politiche, vedendo in lui una guida ideale.

Cose mai accadute nella storia della Repubblica. Uomo politico e parlamentare: Scilipoti è deputato nazionale e capo “spirituale” del Gruppo dei responsabili, che hanno regalato al governo in carica il lasciapassare per la permanenza, votando contro la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni e dai finiani.

Maria Antonietta Cannizzaro ha annunciato che si recherà a Roma il 16 settembre per una riunione con Scilipoti e il suo movimento. “Tra non molto”, avverte la signora Saya, “ci sarà una rivoluzione perché la gente non ne può proprio più”. E a chi sospetta qualcosa di grosso, spiega, senza timori: “Un colpo di Stato? Se viene, perché no?” Che cosa regali a Scilipoti tanta fiducia da parte della presidente “rivoluzionaria” del Msi, è un mistero, dal momento che il deputato siciliano ha garantito con le sue scelte politiche, e quelle dei suoi collegi Responsabili, la permanenza del governo in carica e, quindi, del sistema, così come esso è.

Quando Gaetano Saya propose a Scilipoti di presiedere il suo Partito nazionalista, il destinatario, rispose di sentirsi gratificato di tanta attenzione e giudicò la nomina “meritevole di opportune considerazioni ed approfondimenti”. Scilipoti ha considerato e approfondito sufficientemente, al punto da dare una risposta definitiva ad Maria Antonietta Cannizzaro il 16 settembre? Non é ancora possibile anticipare alcunché, perciò c’e’ tanta attesa sull’incontro.

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Dai tagli alla politica alle liberalizzazioni, ecco la 'contromanovra' del Pd in 10 punti

Roma, 23 ago (Ign) - Una 'contromanovra' in dieci punti. E' quella illustrata oggi dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani ''per ottenere equità e sviluppo sostenibile''.

1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni. In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le società “in house” (oltre 50 mila incarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi, intermedi e strumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parco regionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni, centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.

2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.

3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.
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Parolisi resta in carcere: “inconfessabili segreti di caserma” tra i possibili moventi

Salvatore Parolisi

ROMA - Il tribunale del Riesame dell'Aquila ha respinto l'istanza di scarcerazione di Salvatore Parolisi. Il caporal maggiore dell'esercito era stato arrestato il 20 luglio scorso perché ritenuto l'assassino della giovane moglie Melania Rea, scomparsa il 18 aprile da Folignano (Ascoli Piceno), dove vivevano, e trovata morta, uccisa con 32 coltellate, il 20 aprile in un boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo). «Il quadro indiziario è rimasto immutato, nonostante quanto sostenuto dalla difesa»: questo il motivo che ha indotto il tribunale del Riesame a respingere l'istanza di scarcerazione, secondo quanto ha detto il presidente Giuseppe Romano Gargarella. «Seppure manchi una prova diretta che comprovi la responsabilità dell'indagato, dall'insieme degli elementi emersi nelle indagini preliminari emerge un quadro che indica necessariamente Parolisi come autore dell'omicidio della moglie». Ma il Tribunale del riesame - Giuseppe Romano Gargarella (presidente), Bianca Maria Serafini e Anna Maria Tracanna - dopo aver ascoltato le deposizioni spontanee e i difensori, e dopo avere studiato l'articolata memoria difensiva, non si sono convinti della sua estranità. Anzi. In 23 pagine evidenziano «contraddizioni e falsità» di Parolisi; non credono alla sua versione sulla scomparsa di Melania a Colle San Marco il 18 aprile: «Ciò che ha riferito - scrivono - è stato smentito dalle complete indagini dalla polizia giudiziaria»; e dedicano spazio anche ai possibili moventi: quello sentimentale - cioè la relazione extraconiugale con Ludovica - e quello di «inconfessabili segreti relativi alla caserma». I giudici ritengo che la relazione con l'ex allieva possa avere determinato «lo stato di tensione interna che sarebbe deflagrato nell'episodio delittuoso» perchè Parolisi si è trovato in «una situazione in cui non intravedeva una razionale via d'uscita». Questo «stato psicologico avrebbe potuto indurlo all'omicidio, che sarebbe potuto essere o di carattere inconsulto ed estemporaneo, o caratterizzato invece da un minimo di premeditazione nell'agire (il collegio propende per la prima ipotesi)». Il Tribunale analizza anche le ipotesi del Gip di Teramo, Giovanni Cirillo: «È pur vero, come evidenzia il Gip, che vi sono elementi che potrebbero far pensare a una situazione sottesa alla caserma, che potrebbero avere indotto il Parolisi stesso a sopprimere la moglie per evitare che potesse fare rivelazioni pericolosissime per sè e per altri».

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=160507&sez=HOME_INITALIA

Rete in fermento contro il Vaticano SpA

C’è un notevole fermento in Rete riguardol’esenzione del Vaticano da qualunque partecipazione ai sacrifici imposti a tutta Italia dalla manovra economica che deve fermare una crisi finanziaria e produttiva finora negata e non governata.

Sono anni che insisto nel denunciare la profonda anomalia italiana, che mette in mora la democrazia, determinata dalla presenza di una potente organizzazione, legatissima al territorio e alle classi subalterne, che con imponenti risorse economiche offre alle destre i voti che è in grado di orientare in ogni elezione politica o amministrativa.

Questa organizzazione, strutturata come un partito, riceve attraverso l’8 per mille un contributo annuo di un miliardo di euro, che corrisponde a 5 volte l’entità della cifra messa a disposizione ogni anno per il finanziamento pubblico di tutti i partiti presenti in Parlamento.

A questo bisogna aggiungere circa due miliardi di euro di mancati introiti fiscali per lo Stato italiano per le attività economiche gestite dalla Chiesa (immobili, alberghi), i contributi statali alle scuole cattoliche, alla editoria cattolica, le convenzioni con strutture sanitarie private gestite dal Vaticano, e altri mille rivoli di finanziamenti minori.

Solo senza questo fiume di pubblico denaro si potrebbe parlare di libera Chiesa in libero Stato, dove lo stato laico e repubblicano non è tenuto ad alcun tipo di Concordato con la Chiesa, poiché non esiste una “religione di Stato”, soprattutto in una situazione di fatto multietnica e multireligiosa, dove vengono esibiti abusivamente simboli religiosi in scuole, ospedali, tribunali, che non sono la casa dei cattolici, ma dei cittadini di ogni religione e di ogni tendenza.

Il drammatico è che questa situazione viene tollerata da tutti i partiti politici, eccettuata la pattuglia radicale, che però è nelle secche dello zero virgola per cento.

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http://www.agoravox.it/Rete-in-fermento-contro-il.html

La Russia chiude i rubinetti del petrolio alla Mongolia. A quando il turno dell’Europa?

La Russia, più che un Paese, è un vero e proprio continente, nonché una fonte consistente di materie prime per i Paesi limitrofi. Ma la dipendenza energetica dal colosso eurasiatico può mettere questi ultimi in serie difficoltà. Ne sa qualcosa la Mongolia, che importa da Mosca il 90% del petrolio che consuma.

In maggio una temporanea carenza domestica (almeno questa era la ragione ufficiale) ha indotto a ridurre le proprie forniture ad Ulan Bator, provocando l'aumento dei dazi all'esportazione del 40%. La Mongolia si è così vista costretta a razionare il carburante. Non pochi osservatori, però sospettano che la decisione del Cremlino sia stata studiata a tavolino per esortare il governo mongolo ad una maggiore acquiescenza nei confronti del gigante russo.

Come è noto, la Mongolia è inserita tra la Russia a nord e la Cina a sud: l'economia, la politica estera e la difesa della terra che fu di Gengis Khan sono direttamente influenzati da loro. Durante la Guerra Fredda il legame più saldo era chiaramente con la prima. Mongolia e Russia, che condividono 3500 km di confine, avevano forgiato una stretta relazione bilaterale. Dopo la dissoluzione dell'Urss i rapporti tra i due Paesi si sono diradati, l'interscambio commerciale è diminuito dell'80% e Ulan Bator si è avvicinata sempre di più alla Cina. Tuttavia, la Russia ha cercato di ripristinare la vecchia alleanza, allo scopo di rafforzare la sua posizione in Asia e contrastare l'influenza della Cina. Nel 2000, l'allora presidente russo Vladimir Putin si è così recato in visita ufficiale in Mongolia (la prima di un capo di Stato russo dai tempi di Breznev), firmando un importante trattato bilaterale. Da allora la Russia ha abbassato i prezzi delle esportazioni di petrolio in Mongolia e ha rilanciato il commercio transfrontaliero. Inoltre, il governo russo ha quasi azzerato il debito vantato verso Ulan Bator, e più di recente ha sottoscritto un accordo per la costruzione di un oleodotto diretto in Cina attraverso la Mongolia. Ciononostante, è facile comprendere come il rapporto tra i due Paesi sia tutt'altro che equilibrato.

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Eurobond, la proposta Prodi-Quadrio Curzio

Sul Sole di oggi la proposta dell’ex premier e dell’economista docente della Cattolica su una struttura emittente gli eurobond, e sul sistema di garanzie ad essi sottostante. C’è molto Meccano (e molto Lego), una omissione capitale (nel senso di fondamentale) ed un assai scarso realismo. Vediamo perché.

Tralasciando l’excursus storico sugli ipotetici precursori degli eurobond, la proposta Prodi-Quadrio Curzio (d’ora in avanti PQC) prevede la creazione di un ente emittente, il Fondo finanziario europeo (Ffe), con capitale sottoscritto in proporzione delle quote dei singoli paesi al capitale della Bce. Il capitale del Ffe dovrebbe essere rappresentato dalle riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC). E già qui sorgono problemi, perché servirebbero enormi modifiche ai trattati europei, che tuttavia serviranno comunque, se e quando si deciderà di creare una unione politico-fiscale e non solo monetaria.

Ma c’è dell’altro: per rafforzare la base di garanzia del Ffe, PQC propongono di aggiungere all’oro anche

«obbligazioni e azioni stimate a valori reali e non a prezzi di mercato sviliti»

Premesso che è perlomeno bizzarro mettere titoli di debito a garanzia di altro debito, teniamo per buono il conferimento di azioni. Nel caso italiano, secondo i proponenti, occorrerebbe conferire anche azioni di società controllate dal Tesoro (Enel, Eni, Finmeccanica). E qui sorge un altro problema.

In primo luogo, non è per nulla chiaro che significa “a valori reali e non a prezzi di mercato sviliti”. I prezzi di mercato rappresentano il valore attuale dei flussi di reddito futuri attesi, scontati ad un tasso che tiene conto della rischiosità del business. E’ ovvio che, in condizioni di mercato turbolente, i prezzi tendono ad andare inovershooting, allontanandosi da un dato valore di “equilibrio”, che peraltro non è determinabile se non ex-post. Ma è singolare questa asimmetria di giudizio: quando siamo in bolla ed i prezzi salgono in modo forsennato, va tutto bene. Quando i mercati scendono, si tratta di uno “svilimento” del “valore intrinseco” delle società. A parte ciò, voi ce la vedete, la Francia (o qualsiasi altro stato nazionale) conferire ad un fondo sovranazionale i pacchetti di controllo di propri “campioni nazionali”, oppure il simbolo dello stato-nazione per antonomasia, l’oro? E’ più facile che ghiacci l’inferno.

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