venerdì 30 dicembre 2011

La terza guerra mondiale non è più un concetto astratto


“Quando una guerra nucleare sponsorizzata dagli USA diventa uno ” strumento di pace “, perdonato e accettato dalle istituzioni del mondo e dalle più alte autorità, comprese le Nazioni Unite, abbiamo già oltrepassato il punto di non ritorno: la società umana sta irrimediabilmente percorrendo il sentiero dell’auto-distruzione. “(Verso uno scenario da Terza Guerra Mondiale, Global Research, maggio 2011)
Il mondo si trova di fronte ad un bivio pericoloso. L’America sta percorrendo la strada verso la Guerra.
La terza guerra mondiale non è più un concetto astratto
Gli Stati Uniti e i loro alleati si stanno preparando a scatenare una guerra nucleare contro l’Iran, con conseguenze devastanti.
Questa campagna militare rischia di minacciare il futuro dell’intera umanità.
Il progetto militare del Pentagono è  quello di conquistare il mondo.
Si sta verificando, contemporaneamente, in diverse regioni del mondo un dispiegamento militare USA-NATO.
Pretesti di guerra e “giustificazioni” abbondano. L’Iran viene descritto costantemente come una minaccia per Israele e il mondo.
La guerra contro l’Iran è un piano che è sul tavolo del Pentagono da più di otto anni. In dei recenti sviluppi, una serie di nuove minaccie e accuse sono state rivolte a Teheran.
Una “guerra stealth” è già iniziata. Gli agenti del Mossad sono sul territorio. Stanno per essere lanciate all’interno dell’Iran formazioni paramilitari, i droni della Cia volano già in territorio iraniano.
Nel frattempo, Washington, Londra, Bruxelles e Tel Aviv hanno lanciato specifiche iniziative destabilizzanti “in modo da soffocare diplomaticamente, finanziariamente ed economicamente l’Iran”.
Il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di intensificare il regime delle sanzioni:
    ”A Washington è emerso un parere favorevole (bipartisan) nel voler strangolare l’economia iraniana.” Il piano consiste nell’implementare un emendamento, progettato per “collassare l’economia iraniana”… rendendo praticamente impossibile la vendita del petrolio di Theran “(Tom Burghardt, Target Iran: Washington Countdown to War, Global Research, dicembre 2011).. :
Questa nuova ondata di proclami diplomatici insieme alla minaccia di sanzioni economiche ha contribuito anche ad innescare un alone di incertezza nel mercato del greggio, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’economia globale.
Nel frattempo, i media corporativi hanno rinnovato la loro propaganda relativa al presunto programma nucleare iraniano.
In un recente sviluppo, di cui si fa appena menzione nei media americani, il presidente Barack Obama ha incontrato privatamente ( il 16 dicembre), il Ministro della Difesa israeliano Ehud Barak. L’incontro si è tenuto alla periferia di Washington DC presso l’Hotel Gaylord, National Harbor, Maryland, sotto gli auspici della Union for Reform Judaism.
Continua ...


Si può essere anoressiche a tre anni?


Dati inglesi dimostrano che il disordine colpisce ad età sempre più giovani. Anche in Italia i numeri non sono buoni
Una situazione allarmante viene ritratta dal rapporto inglese redatto dal National Health Service in tema di disordini alimentari e più specificatamente di anoressia: pare che gli ospedali inglesi siano alle prese con casi di ragazze affette da tali disturbi ad età impensabili: pare che in un caso sia arrivata all’ospedale in cerca di cure una bambina di addirittura tre anni, ma non mancano casi di bambine di sei anni o di sette. Insomma, una delle malattie più oscure della nostra epoca colpisce anche giovani e giovanissime.
IL DATO INGLESE – “Questa è solo la punta dell’Iceberg”, dice un medico inglese, “perché stimiamo di curare solo il 20% delle donne che hanno disturbi del genere”: in molte, infatti, non si presentano in ospedale per ricevere cure, pensando di potercela fare da sole o di non avere alcun problema: “E il 5% delle malate totali muore. Non si può mai essere sicuri”. Sono tassi di morte comparabili “alla leucemia”, scrive Dasha Nicholls, esperta di adolescenti. Questi numeri sono in effetti impressionanti: “Oltre 120 ragazzi sotto i 18 hanno dovuto accedere alle cure fin dal 2007; la maggioranza di essi avevano fra i 12 e i 16. Ma molti ne avevano meno di 10″, inclusa la già citata bambina di 3. Non solo, queste sono stime “incomplete” perché gli ospedali del NHS in molti casi “si rifiutano di diffondere i dati”, scrive ancora il Daily Mirror. Spiega una dottoressa: “La maggior parte delle giovani che hanno un disordine alimentare hanno una visione del loro corpo completamente distorta. Tutti gli altri li vedono come molto magri e scheletrici ma loro si pensano grassi. Penso che la società contribuisca a tutto questo in qualche modo”.
E IN ITALIA? – Charlotte Ord, una ragazza ex-anoressica, conferma la genesi del problema. Non ero felice con me stessa – non solo riguardo al peso, parlo di tutto. Ero soggetta a bullismo. Mi sono tolta caramelle e cioccolata, e piano piano ho saltato pranzi. Ho finito per bere tre sorsi d’acqua al giorno. Principalmente era una questione di controllo”, spiega, “sapevo di non poter controllare la mia vita e allora ho iniziato a controllare quel che mangiavo. A 15 anni, stavo per morire”. Poi, è entrata in un centro di recupero, e ora sta bene. Secondo i dati dell’associazione Anoressia e Bulimia italiana e di altri centri studi, il fenomeno dilaga anche in Italia. L’1% del campione totale ABA nel 2000 era affetto da anoressia, l’Eurispes nel 2005 parlava di “oltre 2 milioni di ragazzi tra i 12 e i 25 anni” a sperimentare disordini anoressici o bulimici, con “ogni anno, oltre 9.000 nuovi casi all’anno, prevalentemente nella fascia di età 12 – 25 anni”; e, analogamente a quanto visto per l’Inghilterra, si osserva un “abbassamento della soglia d’età di rischio che è scesa, per le ragazze, dai 14–16 anni agli 11–13, con casi di insorgenza precoce già a 7 anni”, anche se non vi sono casi limite come quello della bimba di 3 anni. L’ultimo monitoraggioancora dell’Eurispes, nel 2009, indicava il dato in costante crescita: “Cnsiderando un incremento medio annuo di circa 6 casi ogni 100.000 abitanti, come indicato dai dati del Ministero della Salute, ogni anno 3.500 persone si ammalano di anoressia. Stesso calcolo per le persone malate di bulimia: con una media di circa 10 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, si tratterebbe di circa 6.000 casi l’anno”.

«Subito una legge contro la corruzione Mediazione per gli incidenti stradali»


Severino: abuso d'ufficio, pene più alte. Liti di condominio fuori dai tribunali

Il ministro della giustizia Paola Severino (Eidon)Il ministro della giustizia Paola Severino (Eidon)
ROMA - Il piano Cresci Italia avrà una ripercussione immediata sulla giustizia. La fase due per il Guardasigilli Paola Severino è già scattata. Prevede «misure coordinate per segnare la fine di un sistema che scoraggia gli investitori premiando i corrotti e chi non paga e penalizzando le persone per bene».

Ministro Severino, ma nel concreto cosa significa? 
«Da un lato dare una forte accelerazione e una specializzazione al processo civile per materie di forte impatto economico, con adeguate norme deflattive che facciano defluire l'enorme mole di procedimenti. Ma dall'altra, certamente, incidere sulla corruzione che è un cancro che divora la leale concorrenza tra le imprese».
Un ddl anticorruzione giace in Senato. Tutti si chiedono se ripartirà da quello o ne presenterà uno diverso.
«Sto già lavorando su questo tema. La prima fase è lo studio. La seconda sarà la condivisione con le forze parlamentari e con gli altri ministri. Confronterò le idee. E penso che, se condivise, si arriverà a una proposta del governo».
Un maxi emendamento, quindi. In tempi brevi? 
«Siamo un governo che non ha tempi lunghi. Salvo rispettare quelli parlamentari».
La bozza la vuole concordare, ma un'idea di contenuto da avvocato e giurista lei ce l'avrà. Come pensa si possa articolare un ddl che non sia un'arma spuntata? 
«Dovrebbe contenere una parte relativa alla prevenzione in modo che si riducano le occasioni di corruzione».
Come? 
«Fissando delle procedure trasparenti, un percorso cadenzato con tempi certi e poi monitorando se le regole vengono rispettate. Se in un appalto, ad esempio, vengono fissati la procedura e i tempi di rilascio delle licenze, delle autorizzazioni e dei permessi, si può ridurre l'area grigia di discrezionalità dove la corruzione si annida».
Alcune procedure nelle gare pubbliche sono già fissate ma non fermano la corruzione. 
«È vero. Ma per questo serve una parte relativa alle sanzioni che vanno riequilibrate e calibrate a seconda dell'interesse generale».
A cosa pensa, ad esempio? 
«Ancora non ho il quadro completo, ma penso che vadano riviste le pene in materia di abuso di ufficio».
Inasprendole? 
«Certo».
Pensa che le forze politiche vogliano davvero uno strumento di lotta alla corruzione? 
«La corruzione è presente in quella parte dell'amministrazione pubblica che esercita poteri discrezionali, potendo dare o negare qualcosa al cittadino. E il fatto che ci sia un ddl così importante dimostra che il Parlamento non è disinteressato a un provvedimento che tuteli le fasce più indifese».
Continua ...

Lega, al comizio di Bossi fischi a Napolitano e insulti a Monti


Il Senatùr sul presidente della Repubblica: «Non sapevo che l'era un terun». Il premier? «Non capisce niente»

Bossi con Maroni ad Albino (Stefano Cavicchi)Bossi con Maroni ad Albino (Stefano Cavicchi)
ALBINO (BERGAMO) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato più volte oggetto di critiche da parte del leader della Lega Umberto Bossi, che giovedì sera ha partecipato alla «Berghem Frecc» di Albino del Carroccio insieme a Roberto Maroni e Roberto Calderoli, in particolare per aver fatto nascere il governo Monti e aver celebrato i 150 anni dell'Unità d'Italia. A un certo punto Bossi ha anche chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di «mandare un saluto al presidente della Repubblica» ed è partita una lunga serie di fischi. Contestazione proseguita poi quando un gruppo di leghisti dal fondo ha scandito all'indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan «Monti vaffa...»: «Magari gli piace», ha risposto ridendo l'ex ministro delle Riforme dal palco.
NAPOLITANO - È stato comunque con il Quirinale che Bossi se l'è presa in più di un passaggio del suo discorso. «Abbiamo subito anche il presidente della Repubblica - ha detto - che è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord». Secondo Bossi, che ha fatto riferimento alle guerre per l'unità nazionale «tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall'altra parte». Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che «è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo». Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini di Napolitano: «Non sapevo che l'era un terun».
Continua ...

Capodanno senza botti, lista si allunga

(ANSA) - ROMA - Dopo Bari, Torino e Venezia, si allunga, da Nord a Sud, la lista delle città che mettono al bando i petardi per l'ultima notte dell'anno: niente botti anche a Milano, Modena, Palermo, Pesaro, Asti e Olbia. Gli ultimi giorni del 2011 saranno accompagnati da freddo e nuvole, con piogge deboli. Il 2012 inizierà invece con il sole su quasi tutto il paese.

Egitto: preoccupazione Usa per perquisizione uffici ong al Cairo

Washington, 29 dic. (Adnkronos/Xinhua) - Gli Stati Uniti si sono detti "profondamente preoccupati" per le perquisizioni compiute al Cairo negli uffici delle Ong e hanno chiesto la fine immediata di tali "molestie". Azioni che sono "in contrasto con la cooperazione bilaterale che intratteniamo da molti anni" ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, nella consueta conferenza stampa, chiedendo quindi al "governo egiziano di porre immediatamente fine alle vessazioni del personale delle Ong, di restituire tutte le proprieta' e di risolvere il problema immediatamente".

giovedì 29 dicembre 2011

Se questa non è neve allora cos’è?


Sembrano immagini scattate durante una nevicata, ma l’apparenza inganna: si tratta solo di una gran quantità di schiuma marina soffiata sulla riva a Blackpool. La passeggiata lungo Anchorsholme, Cleveleys nei pressi della località di Lancashire, è stata ricoperta da uno spesso strato di bolle oleose. Le auto sono state quasi completamente coperte di schiuma.
La schiuma è stata creata dai fortissimi venti che colpivano le onde, spingendole violentemente sulla riva e regalandolo uno spettacolo bizzarro. Gorden Stanley, che vive sulla Promenade Rossall, ha spiegato: ‘La situazione con la schiuma è orrenda, di solito capita una volta ogni pochi anni, ma è già accaduto tre volte quest’anno”, come riporta il Daily Mail.
Continua ...

«Il cancro? Complotto Usa»

Guarda il video:
http://video.corriere.it/cancro-complotto-usa/2dff97d0-31f1-11e1-848c-416f55ac0aa7



Chavez: Usa provocano tumori ai leader sudamericani.

Chavez: Usa provocano tumori ai leader sudamericani
CARACAS - Il presidente venezuelano Hugo Chavez dubita che il recente aumento di casi di cancro fra i leader sudamericani sia una coincidenza, e si è chiesto se gli Stati Uniti dispongano di una tecnologia per provocare i tumori. "E' possibile che gli Stati Uniti abbiano sviluppato una tecnologia per far sviluppare i tumori". Ha detto il presidente venezuelano. Chavez ha fatto riferimento al cancro diagnosticato al presidente argentino Cristina Fernandez, e ha fatto notare che anche lui e i presidenti di Brasile e Paraguay hanno avuto la stessa diagnosi negli ultimi tempi. "E' molto strano che sia successo a Fernando Lugo (Paraguay), a Dilma Roussef (Brasile) quando era candidata e il predecessore Lula, poi io mentre sto per entrare in un anno elettorale, e ora Cristina (Argentia). E' un po' difficile da spiegare, anche secondo il calcolo delle probabilita'". Chavez ha ritenuto che ciò sia molto strano. Anche se non ha accusato direttamente gli Stati Uniti, il presidente si è chiesto: "Sarebbe strano se avessero sviluppato una tecnologia per indurre il cancro e nessuno lo sapesse?".

Buste con polvere sospetta a Monti Aperta un'inchiesta per minacce al premier


Inviate tra il 21 e il 22 dicembre alla residenza milanese di Monti, dove una delle buste è stata aperta dalla moglie , alla Borsa in piazza Affari e alla sede di Equitalia in via San Gregorio.
Milano, 29 dicembre 2011 - Minacce al premier Mario Monti, procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. Queste le ipotesi di reato con cui il pubblico ministero Armando Spataro, coordinatore del pool di magistrati che si occupano di terrorismo, ha aperto questo pomeriggio l’inchiesta sulle buste contenenti polvere sospetta inviate tra il 21 e il 22 dicembre alla residenza milanese di Monti, dove una delle buste è stata aperta dalla moglie del premier, alla Borsa in piazza Affari e alla sede di Equitalia in via San Gregorio. L’inchiesta, per il momento a carico di ignoti, è stata iscritta dopo la prima informativa della Digos sull’accaduto arrivata sul tavolo del magistrato.

Iran: Ahmadinejad, l’Occidente continua a raccontare barzellette


Iran: Ahmadinejad, l’Occidente continua a raccontare barzellette
ILAM – “È la più grande barzelletta della storia che un gruppo di persone, che nei propri paesi non ha ne democrazia, ne libertà e nemmeno elezioni libere, si riunisca per condannare un’altro paese con la scusa di mancanza di democrazia in quel paese”. Queste le dichiarazioni di ieri del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel corso della sua visita nella regione iraniana occidentale dell’ILAM. In questa occasione il presidente iraniano ha aggiunto: “Nella nostra regione gli schiavisti e i colonialisti di ieri oggi sono tornati con nuovi slogan e con lo stesso obbiettivo di dominio e di salvataggio del regime sionista”. Il presidente iraniano ha spiegato che in alcune fasi le potenze usano alcuni paesi arabi ai danni di altri, ma una volta raggiunti i propri obbiettivi, tradiranno pure quelli che erano i loro alleati.

Russia: pubblicato rapporto su violazione diritti umani negli Usa


Russia: pubblicato rapporto su violazione diritti umani negli Usa
MOSCA – Criticando le reiterate violazioni dei diritti umani negli Usa, le autorità del Cremlino, giovedì, hanno pubblicato il loro resoconto di 63 pagine sulle condizioni dei diritti umani in America. Secondo l’IRIB, il rapporto enumera i casi gravi di violazione dei diritti umani nel 2011 ed invita il governo degli Stati Uniti ad agire in conformità ai diritti fondamentali dell’uomo.
Il resoconto biasima Washington anche per lo stesso approccio “ambiguo” contro la questione dei diritti umani rispecchiato dalla non-chiusura della prigione di Guantanamo. Il rapporto accusa inoltre il presidente Obama e il Ministero della Giusitizia di sostegno alle azioni illegali della Cia.
Il rapporto in un’altra parte stigmatizza pure la legge che autorizza le intercettazioni, definita una violazione palese della privacy dei cittadini.
È degno di nota che dal 1967, gli Usa preparano annulmente un rapporto sulle condizioni dei diritti umani nel mondo ed il bello è che da quell’anno, Cina e Russia vengono criticate ogni anno in questo rapporto.

Chiusura Stretto Hormuz: Iran umilia Usa, ‘America non e' all’altezza per poterci fermare’


Chiusura Stretto Hormuz: Iran umilia Usa, ‘America non e' all’altezza per poterci fermare’
TEHERAN – Prosegue con toni molto duri il botta e risposta tra Iran e Usa sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa il grosso del petrolio del mondo.
Secondo l’IRIB, dopo l’annuncio del comandante della marina militare iraniana, il comandante Sayyari, sul fatto che l’Iran potrebbe chiudere con estrema facilità, se necessario, lo Stretto di Hormuz, mercoledì il portavoce della quinta flotta Usa, di stanza in Bahrain, ha annunciato che la chiusura dello Stretto, situato tra Iran ed Oman, non verrebbe minimamente tollerata dagli Usa.

« Per esercitare la nostra strategia difensiva non abbiamo bisogno del permesso di nessun paese », ha ribattuto oggi il vice-comandante in capo dei Pasdaran, il generale Hossein Salamì.
L’alto comandante dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha affermato :
« L’America non è all’altezza per poterci fermare e dire di tollerare o meno qualcosa ; la storia delle divergenze tra i nostri paesi dimostra che non sono in grado di contrastarci, è così dalla vittoria della rivoluzione islamica ».
Salamì ha concluso : « Se saranno i nostri interessi vitali ad essere minacciati, noi porremo la minaccia dinanzi alla minaccia e non rinuncieremo certo alla nostra strategia ».

Perchè il cielo è blu?


.................

SCALDALETTO ECOLOGICO

CAPITALISMO

CULTURA MASCHILISTA ...

Chi deve pagare le tasse?

Che fine fanno i segreti ...

Uccide a bastonate la figlia disabile Poi crolla: «Ero disperata»

ROMA - Ha raccontato agli agenti di essere disperata ed esasperata la 76enne che, a San Polo, a Brescia, ha ucciso la figlia, da decenni malata di schizofrenia. Questa mattina la donna ha perso il controllo e si è scagliata contro la 49enne: dopo aver tentato di soffocarla, l'ha colpita alla testa con un bastone. Il tutto è avvenuto nell'abitazione della famiglia, in via Raffaello. A chiamare aiuto è stata la sorella gemella della vittima. L'anziana ha atteso in casa l'arrivo dei poliziotti. 

Il raptus. Concetta Cottone, vedova da molti anni, viveva con le due figlie affette da gravi patologie psichiche. Nella tarda mattinata, il raptus di follia e l'aggressione alla figlia Assunta Arceri. Non ci sarebbe stata premeditazione. L'anziana avrebbe afferrato la prima "arma" a portata di mano, sembra il manico di una scopa. Una terza figlia della donna si era uccisa circa 30 anni fa. La 76enne è stata accompagnata in questura insieme all'altra figlia.

La Libia modificherà i contratti petroliferi con l’Eni


ROMA – La Libia modifichera’ i contratti petroliferi in essere con l’Eni. Lo ha reso noto un funzionario del governo di Tripoli.
In un comunicato ufficiale, il governo libico afferma che i contratti siglati tra il gigante petrolifero italiano e il vecchio regime di Gheddafi saranno rivisti.
”Il capo del governo di transizione Abdel Rahim al-Kib – si legge nella nota dell’ufficio del Primo ministro – ha informato l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, incontrato mercoledi’, che i contratti firmati tra il gruppo e il vecchio regime saranno rivisti e riesaminati conformemente agli interessi della Libia prima di essere applicati”.

Le Regioni non mollano le “ambasciatine”: 178 sedi estere = 40 milioni di €


Roberto Cota
Roberto Cota (Lapresse)
ROMA – Avete mai sentito un presidente di Regione o un consigliere regionale parlare in inglese? No? Qualche maligno potrebbe rispondere che nei discorsi degli amministratori locali fa fatica a farsi strada l’italiano. Eppure dalla Sicilia al Piemonte non c’è regione che voglia negarsi un’ambasciatina, una sede all’estero, una finestra internazionale per fare entrare un po d’aria di mondo nella asfittica politica locale. Sono 178 le “finestre” delle regioni italiane all’estero. Ma sono finestre costose che, secondo quanto scrive Francesco Specchia su Libero, ha prodotto nei bilanci regionali un buco di 40 milioni di euro. Allora, in tempo di crisi e di tagli alla spesa pubblica, le esigenze di cassa imporrebbero di chiuderle, quelle finestre. Purtroppo però molti “governatori” da quell’orecchio non ci sentono.
Bruxelles. Nessuno vuole negarsi una sede di rappresentanza nel cuore dell’Europa politica. Secondo quanto si legge su Libero:
Brilla di un’agiatezza romantica, di un signorile vezzo sabaudo, la sede europea della Regione Piemonte in via Rue de Trone 62, nel cuore della Bruxelles burocratica. Signorile. E di dimensioni aeroportuali: 400 mq in un palazzo di 2.597 metri quadrati, in parte affittati ad altri enti (compreso un piano intero della Puglia di Vendola per 1.855.0000 euro, più 600.000 euro di spese edili, comprato «perché così si risparmiano le spese dell’affitto…») per un costo lieve di 9 milioni e 246 mila euro. Poi c’erano Toscana, Lazio, Umbria e Marche ritrovatesi tutte nello stesso edificio, a Rond Point Schuman 14. Toscana e Lazio furono le prime inquiline e ciascuna pagò ben 3.900.000 euro per circa 600 mq, più garage e cantina. Poi arrivarono Marche e Umbria, occupando un piano e dividendo la cifra per due. E poi, via via, tutte le altre: “Casa Abruzzo”, “Casa Campania”, “Casa Veneto”, “Casa Marche”. Un tripudio di sportelli, sedi, missioni che mai occhio umano vide.
Bruxelles è così importante che la Toscana chiude tutti i sette uffici di rappresentanza – New York, Shangai, Mosca, Francoforte, Buenos Aires, San Paolo, Abu Dhabi – eccetto quello della capitale belga. Che, però, è appunto il palazzo di Rond Point Schuman, di fronte alla sede della Commissione europea: costo annuale circa 370mila euro.
Continua ...

Se fallisci salvi la casa: per i privati spalma debiti come le aziende


ROMA – Come una grande azienda, da l 22 dicembre scorso, anche una famiglia super indebitata può accedere alla procedura fallimentare controllata. Invece che subire immediatamente le conseguenze drammatiche della bancarotta, come il pignoramento della casa, può concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti. Proprio come le società, dichiarare fallimento salva il patrimonio. Una specie di spalma-debiti, come, per dire, le società di calcio?
In effetti la norma messa a punto è indirizzata ai lavoratori sovraindebitati cui il governo Monti concede una boccata d’ossigeno: indebitamento privato che ormai è diventato una vera piaga sociale, come ricorda il sindacalista della Uil Augusto Pascucci. In Italia il livello dell’indebitamento privato è meno elevato che nel resto della zona euro, ma è cresciuto di 21 punti percentuali dal 2004, passando dal 45%  al 66% del proprio del reddito disponibile, un po’ come il nostro Pil individuale.
Primo passo della legge è rendere più efficiente il processo civile. Il percorso di ristrutturazione del debito personale inizia infatti con la proposta dell’indebitato per l’estinzione dei suoi obblighi al Tribunale della propria città di residenza o della sede dell’azienda. Per tre mesi il giudice stabilisce che il patrimonio del debitore non venga toccato. Il piano risulta quindi valido se c’è l’accordo del 70% dei creditori.
A questo punto intervengono gli organismi specializzati nella composizione della crisi: sono iscritti presso il ministero della Giustizia e istituiti dagli enti pubblici ma anche dagli enti di mediazioni delle Camere di Commercio, dagli avvocati, dai notai e dai commercialisti.