domenica 3 aprile 2011

Premier: "La giustizia? Un contropotere". Bufera sull'invito di Alfano alla piazza

Angelino Alfano
Riva del Garda (Tn) – “La giustizia in Italia è diventato un vero e proprio contropotere e la politica contro questo contropotere è messa all'angolo". Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente a Riva del Garda in occasione della convention di Rete Italia organizzata da Roberto Formigoni torna ad accusare i giudici.

Una presa di posizione che arriva nel giorno in cui il Ministro Angelino Alfano ha ribadito su ‘Repubblica’ l’intenzione di battersi nelle piazze per far passare la riforma del sistema giudiziario. Invito che viene stigmatizzato dall’opposizione. ''Il ministro Alfano tira la pietra e nasconde la mano. Prima evoca irresponsabilmente la piazza per far passare a tutti i costi l'indecente controriforma della giustizia ordinata da Berlusconi, poi si rende evidentemente conto di averla sparata grossa e allora dice di essere stato strumentalizzato", afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario. Il Ministro della Giustizia Alfano evoca moti di piazza per la sua 'riforma epocale'. Dal governo arriva un bel campionario di confusione che un'assidua compravendita parlamentare non riuscirà certo a diradare'', dice il segretario dell'Udc,Lorenzo Cesa. "La riforma della giustizia serve al Paese e ai suoi cittadini e il ministro Alfano ha semplicemente rivolto un invito alla platea di Rete Italia affinché comunichino i contenuti di questa riforma perché c'e' il tentativo di stravolgere questi contenuti e di ribaltare la realtà".

A difesa del Guardasigilli interviene il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "Quella che proponiamo -ha proseguito Gelmini- non è una riforma punitiva, ma vuole solo risolvere i nodi per i cittadini. Informare è sacrosanto -ha aggiunto- e la riforma si propone di stabilire una piena parità tra accusa e difesa, per difendere l'autonomia della magistratura anche dall'interno e per far si' che il potere giudiziario possa avere piena dignità e legittimità. Tutte le polemiche non hanno ragione di essere". Il tema della riforma della giustizia, ha proseguito il ministro dell'Istruzione "serve anche per evitare condanne da parte della Copre di Giustizia europea. Il nostro compito -ha concluso- è procedere spediti sulla via delle riforme, dopo l'approvazione di quella dell'università e del federalismo".

Libia: forze Gheddafi bombardano ospedale Misurata

Tripoli, 3 apr. - (Adnkronos) - Le forze di Muammar Gheddafi hanno bombardato un ospedale di Misurata, uccidendo una persona e ferendone altre 15. E' quanto hanno rivelato fonti ospedaliere, citate dalla Cnn, precisando che tra i feriti vi e' un ragazzo di 14 anni in condizioni gravissime.

Bombe di Gheddafi su Misurata E a Brega riprende la battaglia

I fedeli del raiss all'attacco della città ribelle: almeno una vittima.
E continuano i combattimenti nei pressi del terminal petrolifero
Gli insorti guadagnano terreno

MISURATA
Almeno una persona è rimasta uccisa e molte altre ferite questa mattina all’alba quando forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi hanno bombardato un edifico nella città ribelle di Misurata.
Lo ha reso noto un testimone. «Possiamo confermare che c’è stato un morto e non sappiamo quanti feriti. Stanno arrivando le ambulanze con i feriti» ha detto il testimone parlando al telefono da un edificio adibito a ospedale. Circa 160 persone sono rimaste uccise solo nell’ultima settimana nel corso degli scontri tra insorti e lealisti in corso da oltre un mese a Misurata. Lo ha rivelato un medico libico sul posto.
E intanto sono ripresi i combattimenti nei pressi del terminal petrolifero libico di Brega dove le forze ribelli sembrano aver guadagnato terreno nei confronti delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi: lo hanno reso noto testimonianze locali. I ribelli affermano di aver riconquistato la località, ma sono ancora in corso scambi di artiglieria e le strade non sono ancora state messe in sicurezza.

Immigrazione: Lampedusa, nuovi sbarchi

(ANSA) - LAMPEDUSA - Lampedusa comincia a svuotarsi ma altri trecento disperati sono arrivati stamane sull'isola. Due i barconi giunti, avvistati in mattinata dalla Guardia di finanza mentre un terzo scafo che imbarcava acqua e' stato soccorso da una motovedetta a circa 5 miglia al largo di Lampedusa. L'allarme e' stato lanciato con una telefonata alle fiamme gialle da un fotoreporter che si trovava a bordo. Altri tre natanti sono stati avvistati nel Canale di Sicilia.

Fukushima, morti i due operai dispersi: fallito tentativo di fermare fuga radioattiva

Tokyo, 3 apr. - (Adnkronos/Dpa) - Sono stati trovati i corpi dei due operai della centrale nucleare di Fukushima dichiarati dispersi dopo provocato dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo. Lo rende noto la Tepco.

Secondo quanto riportato dalla Tepco i due operai, che avevano 21 e 24 anni, stavano ispezionando la turbina del reattore numero 4 quando lo tsunami ha colpito l'impianto. I due giovani sono morti a seguito delle ferite riportate, e i loro corpi dovranno essere sottoposti a un processo di decontaminazione dalle radioazioni prima di poter procedere all'autopsia. Esprimendo il suo "dolore" per la morte dei giovani operai morti mentre cercavano di proteggere la sicurezza dell'impianto, il presidente della Tepco, Tsunehisa Katsumata, ha ribadito l'impegno a fare in modo "che una tradegia di questo genere non si ripeta ed a usare tutte le nostre forze per risolvere la crisi in corso".

Intanto, risulta essere fallito il tentativo di bloccare la falla dell'impianto danneggiato che sta facendo fuoriuscire acqua radioattiva nel mare, dove è stata registrata una presenza di iodio radioattivo due volte superiore ai limiti consentiti anche a distanze di 40 chilometri da Fukushima.

Immigrati: Prodi, Italia nel ridicolo Ue ci vede fiacchi e impreparati

Roma, 3 apr. - (Adnkronos) - "E' giusto che l'Italia chieda alla Ue di prendersi il dovuto carico dell'ondata di emigranti che sta travolgendo Lampedusa e che se non si adottano misure politiche adeguate e' destinata a continuare". Lo scrive l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un intervento sul "Messaggero", nel quale non mancano tuttavia le critiche severe al governo per le gravi lacune dimostrate nella gestione dell'emergenza.

Libia: Gates, attacco militare non può rovesciare regime Gheddafi

Libia: Gates, attacco militare non può rovesciare regime Gheddafi
WASHINGTON – Il Segretario alla Difesa (alla guerra) Usa ha ammesso che l’azione militare non è in grado di rovesciare il regime Gheddafi e che bisogna prendere iniziative politiche per poter raggiungere tale obbiettivo. Secondo la rete Al Jazeera, i bombardamenti avviati dalla Nato contro la Libia non possono bastare per sconfiggere Gheddafi e devono esserci pure pressioni politiche ed economiche per poter indurre Gheddafi alla resa. In precedenza pure l’ammiraglio Mike Mullen aveva ammesso che i raid non avevano intaccato la struttura e la formazione dell’esercito libico. Le dichiarazioni delle autorità militari Usa sono una conferma all’inutilità dell’azione Nato in Libia. Un’azione che in due settimana è servita solo a uccidere civili innocenti.

Libia: carri armati Gheddafi colpiscono case a Misurata

Libia: carri armati Gheddafi colpiscono case a Misurata
TRIPOLI – Sono in corso in queste ore a Misurata violenti scontri tra Gheddafi e le forze rivoluzionarie e secondo queste forze le truppe di Gheddafi starebbero prendendo a cannonate le case della gente comune. Stando alla France Presse, i rivoluzionari hanno definito tale azione un vero e proprio crimine contro l’umanità. Le forze anti-Gheddafi stanno cercando di resistere in tutti i modi all’interno di Misurata ed attualmente stanno cercando di respingere l’offensiva delle forze fedeli a Gheddafi su tre diversi versanti della città.

Afghanistan: situazione fuori controllo, non si placa protesta a rogo Corano

Afghanistan: situazione fuori controllo, non si placa protesta a rogo Corano
KABUL – In questi minuti sono in corso a Kandahar, nel sud dell’Afghanistan, imponenti proteste popolari che condannano il rogo del Corano commesso da un pastore estremista negli Stati Uniti. Secondo il corrispondente di Press TV che ha parlato domenica mezzogiorno ora locale dalla città, il bilancio delle vittime degli scontri di ieri tra manifestanti e forze dell’ordine è di 16 morti ed 80 feriti. Il Bazaar della città, il cuore economico, è rimasto chiuso e secondo le forze di sicurezza, le violenze ieri sarebbero scoppiate dopo che la gente ha tentato un linciaggio degli impiegati dell’ufficio dell’Onu, ossia la stessa azione compiuta 24 ore prima dagli abitanti di Mazar Sharif, nel nord del paese. La gente è indignata e su tutte le furie e a quanto pare non è soddisfatta dalla condanna espressa dal presidente Hamid Karzai.

E dopo il conflitto di potere con i pm spunta l'improcedibilità per il premier

Pdl, nuova mossa blocca-processo. Nel partito c'è chi propone di votare un documento che nega la possibilità del giudizio, ma non tutti sono d'accordo. Un segnale alla Consulta, che comunque secondo l'opposizione non avrà alcun valore sul percorso del processo

di FRANCESCO BEI e LIANA MILELLA
ROMA - Devono superare due scogli come il conflitto d'attribuzione per Ruby e la prescrizione breve ma già lavorano a una zeppa da piazzare sul cammino del processo di Milano.
L'improcedibilità. Formula che, fuori dal giuridichese, vuol dire che il Parlamento, la Camera nel caso di specie, vota per negare qualsiasi possibilità di ulteriore indagine o processo per un componente del governo. Non sono uniti, su questo, i berlusconiani. C'è chi spinge sull'acceleratore e vorrebbe che la nuova pronuncia arrivasse addirittura a ridosso dei voti di questa settimana. Chi consiglia maggiore prudenza e l'opportunità di attendere almeno la decisione della Consulta sull'ammissibilità del conflitto. Chi è ancora più guardingo e suggerisce di tenersi questa come ultima carta da giocare, attendendo il pronunciamento della Corte sul conflitto. Chi, infine, sconsiglia di forzare ancora la mano, quasi che l'improcedibilità, spesa così su due piedi, possa sortire l'effetto di indebolire e depotenziare l'arma del conflitto, quasi che gli stessi proponenti avessero dei dubbi sulla sua efficacia. Niccolò Ghedini è tra questi. Lui, a conflitto ormai sulla strada della Corte, preferisce che si giochi una carta per volta.
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Negoziati segreti e tradimenti l'ultima battaglia del raìs

La guerra in fase di stallo: ribelli e lealisti non riescono a dare il colpo decisivo. La coalizione non accelera: teme che la caduta della capitale porti a un bagno di sangue

di BERNARDO VALLI
BENGASI - È una tragedia classica. Sembra ricalcata su un testo antico. Manca soltanto il finale. Nessuno sa ancora quale sarà la fine del tiranno. Né chi gli vibrerà l'ultimo colpo, quello decisivo. Politico o fisico. Forse un collaboratore tra i più vicini, giudicato tra i più fedeli. Oppure una tribù che l'abbandona. Il tradimento estremo potrebbe essere ordito anche da un familiare. Nulla è escluso. Soltanto i tempi sono incerti. Nella realtà il sipario non cala a un'ora fissa.
Certa è la scena. Tutto ruota attorno al rifugio di Tripoli da dove Muhammar Gheddafi conduce la sua ultima battaglia di raìs. Ieri, poco prima dell'alba, si sono udite sparatorie nelle vicinanze e due testimoni hanno poi giurato di avere visto pozze di sangue sul selciato, presto cancellate. E quando la città si è svegliata ha scoperto che gli uomini armati si erano moltiplicati per le strade. Le armi erano più numerose dei cellulari in una contrada pacifica. Ne erano state distribuite nelle ore precedenti, senz' altro a persone fidate, non ancora incorporate nelle milizie e mobilitate per affrontare un'emergenza ormai estrema. Di miliziani non se ne erano mai visti tanti in giro, sulla Piazza Verde, nel suk della medina, nelle vicinanze della moschea Gurgi o dell'Arco di Marcaurelio. Era il segno evidente che il livello della tensione, del sospetto, della paura si era bruscamente alzato.
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Obama lancia la corsa per tenersi la Casa Bianca

Il presidente si ricandida, domani l'annunci. Il suo gradimento è ancora basso, ma l'economia in ripresa può dargli la spinta decisiva

dal nostro inviato ANGELO AQUARO
NEW YORK - E adesso chi lo ferma più il Billion Dollar Baby, l'Obama 2.0, l'irraggiungibile Barack, il presidente dei record che domani, al più tardi martedì, consegnerà le carte alla Federal Election Commission per lanciare la sua nuova sfida all'America? L'avevano dato per morto e sepolto, bollito e spacciato. E invece l'uomo che questa settimana annuncerà ufficialmente di ripuntare alla Casa Bianca rischia di passare alla storia per un altro primato ancora: il ri-candidato più ricco degli States.
"Un bilione" c'è scritto sulla busta di questo Bonaventura d'America passato in due anni attraverso più di una sventura. E adesso miracolato dalla disoccupazione che finalmente, anche se piano, scende: 8,8 per cento, 216 mila posti di lavoro in più. E da una Borsa che dalle lacrime della recessione è tornata alla festa di 12 anni fa. E dalla prospettiva di una campagna elettorale in cui potrebbe presentarsi come il primo Comandante in Capo capace di chiudere non una, non due, ma nientedimeno che tre guerre: Iraq, Afghanistan e - se Dio e Muhammar Gheddafi vorranno - Libia.
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Immigrazione: Berlusconi a Tunisi per cercare un accordo

Immigrazione: Berlusconi a Tunisi per cercare un accordo
ROMA – Sarà l’incontro di domani a Tunisi con il primo ministro tunisino Beji Caid Essebsi e con il presidente ad interim Foad Mebazaa che deciderà il futuro delle operazioni dell’emergenza sbrachi a Lampedusa. La missione di domani, non certo semplice, sarà condotta dal premier Silvio Berlusconi e dal suo ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Ma alla vigilia della delicatissima missione e’ già scontro totale tra Italia e Tunisia sul tema immigrazione. Ieri fonti ufficiali del ministero degli Esteri tunisino hanno fatto trapelare tutto il loro malumore smentendo l’esistenza di qualsiasi tipo di accordo scritto con l’Italia. Roma piuttosto - questo il senso dello sfogo tunisino - mostri “solidarietà” con un Paese che, malgrado le mille difficoltà che sta attraversando, “é stato in grado di accogliere oltre 150mila rifugiati in fuga dalla Libia”. Comunque nonostante le bagarre della vigilia, il pacchetto di misure che Berlusconi e Maroni porteranno domani all'attenzione dei rappresentanti del Governo tunisino contiene le seguenti priorità: "aiutare i migranti in casa loro" come ha spiegato nei giorni scorsi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Una sorta di nuova "operazione Albania" che punti a un approccio di sistema composto da una cooperazione sul controllo delle partenze e del pattugliamento in mare, misure di stimolo allo sviluppo economico, finanziamento di corsi di formazione e azioni di sostegno alla bilancia dei pagamenti. Più in particolare, Berlusconi offrirà al primo ministro Essebsi una maggiore cooperazione per il contrasto dei flussi di migranti irregolari. C'è la disponibilità italiana a garantire forniture di nuove motovedette e fuoristrada per il controllo delle coste oltre ad attrezzature per le forze di polizia. Un impegno, questo, quantificabile in 75 milioni di euro. Oltre a ciò, sul fronte economico, si punta a rivitalizzare il sistema delle piccole e medie imprese con una linea di credito ad hoc per altri 75 milioni mentre progetti specifici verranno illustrati per la pesca e per la formazione professionale (circa 20 milioni di euro). La fragile economia tunisina reduce dalla "rivoluzione dei gelsomini" potrà contare, inoltre, su una misura di sostegno alla bilancia dei pagamenti per la quale verranno messi a disposizione altri 100 milioni di euro. A fronte di questo ricco pacchetto (circa 300 milioni di euro) l'Italia chiederà al Governo di Tunisi di riprendere a sorvegliare in maniera efficace le coste, scoraggiare le partenze degli irregolari e accettare di rimpatriare almeno una parte di coloro che sono arrivati a Lampedusa.

Libia: recuperati cadaveri 70 migranti

(ANSA) - MALTA - Una settantina di cadaveri, quasi certamente di migranti morti durante una traversata verso le coste italiane, sono stati recuperati davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. La notizia, risale a giovedi' scorso, e' stata confermata all'ANSA da padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei Gesuiti per i rifugiati a Malta, che ha detto di averla appresa da alcuni profughi eritrei che si trovano ancora in Libia. I corpi sono stati sepolti giovedi' senza che fossero stati riconosciuti.

Cadavere smembrato Lodi, serial killer?

(ANSA) - LODI - Spunta l'incubo del killer seriale nelle indagini sull'uomo ammazzato, trovato senza mani e testa e fatto a pezzi, notato venerdi' mattina nella scarpata a lato della ex statale 234 a Orio Litta, nel lodigiano. La conferma arriva da fonti autorevoli della procura di Lodi. Dopo un sopralluogo un carabiniere ha rammentato la salma senza nome rinvenuta nel 2007 a Inverno e Monteleone, in provincia di Pavia, a pochi chilometri di distanza, ma si pensa anche alla donna uccisa e smembrata a Roma.

Regime Sionista: Onu deve annullare rapporto Goldstone

Regime Sionista: Onu deve annullare rapporto Goldstone
TELAVIV – Il premier sionista il falco Benjamin Netanyahu ha chiesto alle Nazioni Unite di cancellare un rapporto che condanna Israele per i crimini di guerra commessi durante l’aggressione alla Striscia di Gaza. Secondo la rete satellitare in lingua inglese Press TV, dopo che lo stesso Richard Goldstone, ovvero l’autore del rapporto, ha scritto un editoriale sul Washington Post ritirando il suo stesso rapporto sui crimini israeliani a Gaza, Netanyahu ha chiesto all’Onu di annullare ufficialmente la condanna al suo regime. Non è ancora chiaro però come e per quale motivo Goldstone si sia rimangiato il suo preciso e dettagliatissimo rapporto che documentava l’uso sproporzionato della forza, l’azione contro i civili e l’uso di civili come scudi umani da parte delle forze del regime israeliano. Oltre 1400 palestinesi, per la maggiorparte donne e bambini, vennero uccisi durante la devastante aggressione contro Gaza a cavallo tra il 2008 ed il 2009.

Giappone: nuovo bilancio, oltre 12 mila morti

Giappone: nuovo bilancio, oltre 12 mila morti
TOKYO – Il bilancio ufficiale delle vittime del sisma e dello tsunami in Giappone ha superato domenica mattina i 12 mila morti mentre i dispersi sono 15500. Secondo l’agenzia russa Ria Novosti il governo giapponese ha quantificato in 310 miliardi di dollari i danni materiali del sisma mentre sono 165 mila le persone che attualmente hanno trovato ripato nei centri di accoglienza improvvisati subito dopo il violento terremoto.

Yemen: migliaia in piazza ad Aden, ‘Erhel Ya Fased’ (Vattene o Corrotto)

Yemen: migliaia in piazza ad Aden, ‘Erhel Ya Fased’ (Vattene o Corrotto)
ADEN – Migliaia di cittadini yemeniti sabato sono scesi in piazza ad Aden, porto a sud del paese, per chiedere le dimissioni del presidente Saleh e invocare uno sciopero generale fino alla caduta del suo governo. Secondo l’agenzia Fars la gente ha impedito lo spostamento alle forze dell’ordine incendiando gomme di auto per le strade principali. “Erhel Ya Fased”, “Vattene o Corrotto” tra gli slogan più popolari rivolti ad Ali Abdullah Saleh, al potere da circa 30 anni.

Bahrain: Usa e GB principali sponsor degli Al Khalifa

Bahrain: Usa e GB principali sponsor degli Al Khalifa
MANAMA – “Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono i principali sostenitori del regime monarchico in Bahrain”. A spiegarlo alla rete satellitare Al-Alam il leader rivoluzionario Saeed Shahabi. Secondo il membro prestigioso del movimento Ahrar (Liberi) del Bahrain, la popolazione del Bahrain oggi è costretta a sopportare le violenze delle forze della monarchia e di quelle saudite per via del sostegno dato da Londra e Washington ai dittatori locali. Shahabi ha affermato che “le proteste in Bahrain proseguiranno fino al crollo della monarchia” e che ormai le proteste, sono divenute “parte della vita” della gente.

Berlusconi non convince (più) i lettori de Il Giornale

Sul sito del quotidiano del fratello del premier, i commenti alle parole del Cavaliere sono ironici e critici contro il presidente del Consiglio

La telefonata di Silvio Berlusconi ai Responsabili ha conquistato l’apertura de Il Giornale, ma non i suoi lettori. Le ultime dichiarazioni del premier, pubblicate sul sito con il titolo “vicini a 330 deputati, finire la legislatura”, sono state accolte con una salva di fischi e prese in giro. A leggere i commenti non sembra di essere sul sito del quotidiano del fratello del Cavaliere. “Comprare i deputati, indegno per una democrazia”, scrive un lettore.
Le parole del premier risalgono a stamani. Quando, durante una telefonata a un convegno dei Responsabili di Domenico Scilipoti, Berlusconi ha detto di essere sereno, la maggioranza è solida e alla Camera ha detto di avere quasi 330 deputati. “Questo ci consentirà di portare avanti la realizzazione del programma sottoscritto con i cittadini dopo il voto degli elettori”, ha aggiunto. Nell’articolo sono omessi tutti i passaggi su Lampedusa. La villa prima acquistata e poi invece no, il permesso di soggiorno temporaneo che intende accordare. Eppure, nonostante l’intervento del premier sia stato ripulito, i commenti non sono di certo di sostegno al governo. Anzi. Gerico scrive: “Hai dimenticato la riduzione delle province (Monza+1), la riduzione dei parlamentari (manco per niente), il piano casa (boh….), il bollo auto (che roba è?). Forse dimentico qualcosa?”. Mentre un altro lettore si chiede “chissà perché ha così paura delle elezioni”. Chi, ribatte ilturco, “Bufalo silv?”. Ma no, aggiunge un utente. “Votate votate per salvare il mio fondoschiena flaccido! Solo così potrò continuare a raccontare barzellette per vostro sommo gaudio”.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/02/berlusconi-non-convince-piu-i-lettori-de-il-giornale/101755/

Caos migranti e Tunisi smentisce Roma: niente accordo sui rimpatri

Lite tra Tunisi e Roma. Con il governo nordafricano che in serata smentisce l’accordo annunciato dal nostro governo lo scorso 25 marzo. Allora, i ministri Frattini e Maroni erano rientrati in Italia annunciando di aver sigltao un tratto per il quale il Tunisi si impegnava a riprendersi tutti i migranti giusti sull’isola di Lampedusa. Questa sera scopriamo che quell’accordo non è mai esistito. Enorme l’imbarazzo del nostro governo che attraverso la Farnesina annuncia un no secco a un nuovo accordo. Insomma, si gioca con le parole per mascherare l’ennesima debacle diplomatica del governo Berlusconi
Dopo giorni di accuse e minacce di rimpatri forzati fonti ufficiali del ministero degli Esteri tunisino hanno fatto trapelare tutto il loro malumore. Roma piuttosto, è il senso dello sfogo tunisino, mostri “solidarietà” con un Paese che, malgrado le mille difficoltà che sta attraversando, “è stato in grado di accogliere oltre 150mila rifugiati in fuga dalla Libia”. Ben più quindi dei 20mila che nelle ultime settimane si sono abbattuti come “uno tsunami umano” (parole di Berlusconi) su Lampedusa. “Nella missione del 25 marzo scorso a Tunisi – fanno sapere infatti da Roma citando la stessa circostanza richiamata dai tunisini – i ministri dell’Interno e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini, hanno concordato con le autorità tunisine il rimpatrio immediato e progressivo di tutti i cittadini del paese nordafricano arrivati a Lampedusa quest’anno, sulla base dell’accordo tra i due Paesi sottoscritto il 6 agosto 1998 e rinnovato nel gennaio del 2009. Ma quell’impegno – è l’accusa rivolta – non è stato rispettato”. Insomma, è vero che durante quella missione non è stato materialmente sottoscritto nessun pezzo di carta. Ma, puntualizza anche la Farnesina, “sono state definite intese politiche molto chiare”, finora disattese. Quali? Da Tunisi, sostengono fonti del governo, c’era stato ad esempio l’ok alla richiesta italiana di rimpatriare nel giro di un mese con navi e aerei tutti i tunisini giunti a Lampedusa fino a quel momento, sulla base dell’invio della richiesta da Roma. Nella nota fatta filtrare dalla Tap, l’agenzia tunisina, il ministero degli Esteri di Tunisi parlava di “alcune dichiarazioni” non veritiere su un non rispetto degli accordi fatte da “partiti politici italiani” e “riprese dai media italiani”. In realtà, è stato lo stesso Berlusconi, giovedì scorso, ad accusare il governo tunisino di non rispettare i patti: “Il governo tunisino aveva assicurato di fermare le barche degli immigrati ma questo non è avvenuto”, aveva denunciato il premier.
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LIBIA: FONTI MEDICHE, 160 MORTI IN 7 GIORNI A MISURATA

(AGI) Bengasi - La battaglia per Misurata e' proseguita per l'intera giornata sabato e le forze ribelli hanno accusato quelle lealiste di "crimini contro l'umanita'" per aver sparato indiscriminatamente razzi sulla citta' assediata. Intanto, secondo fonti mediche, sono almeno 160 le persone morte (la gran parte civili) in sette giorni all'interno dell'enclave ancora parzialmente controllato dai rivoltosi. Misurata e' l'ultima grande roccaforte in mano dei ribelli in Libia occidentale, ma dopo settimane di bombardamenti e il prolungato assedio, le forze governative sembrano aver gradualmente allentato la presa dei ribelli su citta', la terza piu' grande della Libia e che dista appena 200km da Tripoli .

COSTA AVORIO: CLINTON CHIEDE IMMEDIATE DIMISSIONI GBAGBO

(AGI) Washington - Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha chiesto che Laurent Gbagbo "si dimetta immediatamente" da presidente della Costa d'Avorio. "Gbagbo sta spingendo il Paese nel caos", ha denunciato il capo della diplomazia americana mentre a Adbijan sono in corso furiosi combattimenti con le forze del vincitore delle elezioni presidenziali, Alassane Ouattara .

Libia:razzi governativi a Ketla,morti

(ANSA) - BENGASI (LIBIA) - Una trentina di persone sarebbero rimaste uccise tra ieri e oggi a Ketla, a sud-ovest di Tripoli, da razzi di tipo Grad con cui la cittadina e' stata attaccata da forze fedeli al leader libico Gheddafi. Lo riferiscono all'agenzia Afp alcuni testimoni sul posto ma la notizia non trova per ora conferme da altre fonti. L'attacco, stando ai testimoni, in serata era ancora in corso. Ketla e' controllata dagli insorti cosi' come altri piccoli centri della regione di Al-Jabal Al-Gharbi.

sabato 2 aprile 2011

Lampedusa - Testimonianza sulle minacce durante il comizio di Berlusconi

Manduria: fuga in massa da tendopoli

(ANSA) - MANDURIA - Fuga in massa dalla tendopoli di Manduria: centinaia di profughi stanno uscendo dal centro per raggiungere la strada che porta ad Oria. I migranti hanno sfondato 50 metri di recinzione della tendopoli e sono usciti per strada unendosi ai manifestanti fuori dal centro. Gli extracomunitari hanno bloccato la strada provinciale Manduria-Oria, continuando a gridare 'liberte''. La polizia, in tenuta antisommossa, li ha lasciati passare per evitare ulteriori disordini.

Caso Majorana, il nipote: ''La riapertura del caso? Sono scettico dopo 73 anni''

Roma, 2 apr. (Adnkronos) - Ettore Majorana junior, nipote del fisico scomparso 73 anni fa, si dice"scettico" sulla riapertura del caso. Interpellato dall'Adnkronos, Ettore Maiorana jr. afferma: "sono pronto a considerare le prove che la Procura sostiene di avere in mano, ma dopo cosi' tanti anni ho parecchie perplessità". Non che il nipote 50enne del fisico non abbia fiducia nelle istituzioni. Tutt'altro. "Attendiamo di vedere gli sviluppi - dice senza celare la sua perplessità - ma immagino che se mio zio fosse ancora vivo avrebbe già dato qualche traccia di sé. Non ebbe mai uno screzio con la famiglia, perché lasciarci così?".

Il nipote di Ettore Majorana, negli anni, si e' fatto un' idea della scomparsa dello zio. "La sua fu una sparizione volontaria -ragiona-. Di fatto si tratta di un suicidio anche se non e' mai stata trovata traccia della sua persona. Penso si sia trattato di un suicidio a tutti gli effetti". Ettore Majorana jr ricorda alcuni scritti che vennero trovati all'indomani della scomparsa: "in uno di essi lascio' scritto 'il mare mi ha rifiutato'".

Una conclusione a cui il nipote del fisico e' giunto anche dopo le varie ricerche fatte dalla famiglia. "Lo cercammo ovunque -racconta- anche in convento perche' mio zio era cattolico. Dubito che avrebbe accettato una vita di clausura ma si e' fatto anche questo tentativo". Andato a vuoto.

Dice Ettore Majorana junior: "Un uomo come mio zio che scompare volontariamente, salvo impazzimento -e non lo credo- avrebbe lasciato una qualche traccia". La storia della sua sparizione ricorda molto quella di Federico Caffe'. "Ecco -dice il nipote- mio zio era esattamente come Caffe': una persona normale, di poche parole, non disposto a scendere a compromessi. Ma se fosse ancora vivo ci avrebbe dato segnali".

La Procura di Roma giudica "credibile" il testimone che ha determinato la riapertura del caso dopo oltre 70 anni: "la Procura non mi ha ancora fatto sapere niente. Non so nemmeno se sono tenuti a farlo. Staremo comunque a vedere ma come si fa ad avere certezze dopo 73 anni? -insiste-. Oggi Ettore Majorana avrebbe 90 anni. Perche' non ricordarlo per il bel lascito che ha fatto alla scienza, per la sua vita ineccepibile con un finale drammatico?", conclude il nipote del fisico infastidito, come dice, da quei tanti "majoranisti (biografi e scrittori del fisico, ndr) che hanno scritto cosi' tante cose su di lui tranne che una verita' sostenibile".

Libia, i ribelli: "Ripresa Brega" Raid Nato fa 15 vittime 'amiche'

Gli insorti riprendono il controllo del centro petrolifero tra Bengasi e Sirte. L’ex ministro della giustizia Abdel Jalil: "Abbiamo bisogno di armi". Kussa, ex ministro degli Esteri, collabora con servizi Gb. Il Raìs accusa la coalizione di crimini contro l'umanità

Roma, 2 aprile 2011 - Sul terreno gli insorti libici sono tornati ad avanzare mentre la Nato ha aperto un’inchiesta sul raid di ieri che avrebbe fatto almeno 15 vittime “amiche” tra insorti e civili. Dopo tre giorni di intensi combattimenti, i ribelli libici hanno annunciato la riconquista di Marsa el-Brega, città strategica situata a metà strada tra Bengasi e Sirte. A lungo le sorti della battaglia sono rimaste incerte, a causa dei continui rovesciamenti di fronte: la ripresa dei raid aerei della coalizione multinazionale sembra aver favorito la vittoria degli insorti fra le cui fila si contano una decina di morti.

Anche se finora non ci sono state conferme da parte di fonti indipendenti, numerosi abitanti di Brega contattati telefonicamente sono stati concordi nel riferire che dalla mattinata gli scontri sono sostanzialmente cessati e che l’unico rumore era quello dei motori degli aerei alleati in volo sulla città, senza più esplosioni nè boati delle artiglieri pesanti. A detta dei testimoni, i rivoltosi avrebbero ormai riassunto il controllo del centro urbano, e starebbero adesso dando la caccia ai cecchini lealisti, tuttora in grado di colpire.

Fonti giornalistiche presenti sul posto hanno raccontato di aver visto i cadaveri di almeno sette soldati governativi sulla strada che porta al sobborgo di Nuova Brega, alla periferia est della città. Accanto vi erano le carcasse annerite di una decina di veicoli militari distrutti, in mezzo alle quali campeggiava un vasto cratere, largo circa 5 metri e profondo 2, la cui presenza permette di dedurre che si tratti del risultato di un bombardamento alleato notturno.

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L’Italia ha già perso la sua guerra di Libia

L’Italia ha già perso la sua guerra di Libia

Dopo aver celebrato in sordina il Centocinquantenario dell’Unità, il Governo italiano ha scelto d’aggiungere ai festeggiamenti uno strascico molto particolare: una guerra in Libia.

Un conflitto che sa tanto di amarcord: la Libia la conquistò Giolitti nel 1911, la “pacificò” Mussolini nel primo dopoguerra, e fu il principale fronte italiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa volta, però, le motivazioni sono molto diverse.

Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio: solo uno sprovveduto potrebbe pensare che l’imminente attacco di alcuni paesi della NATO alla Libia sia davvero motivato da preoccupazioni “umanitarie”. Gheddafi, certo, è un dittatore inclemente coi suoi avversari. Ma non è più feroce di molti suoi omologhi dei paesi arabi, alcuni già scalzati dal potere (Ben Alì e Mubarak), altri ancora in sella ed anzi intenti a soffiare sul fuoco della guerra (gli autocrati della Penisola Arabica).

L’asserzione dell’ex vice-ambasciatore libico all’ONU, passato coi ribelli, secondo cui sarebbe in atto un «genocidio», rappresenta un’evidente boutade. È possibile ed anzi probabile che Gheddafi abbia represso le prime manifestazioni contro di lui (come fatto da tutti gli altri governanti arabi), ma l’idea che abbia impiegato bombardamenti aerei (!) per disperdere cortei pacifici è tanto incredibile che quasi sarebbe superflua la smentita dei militari russi (che hanno monitorato gli eventi dai loro satelliti-spia).

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Wikileaks: Usa hanno voluto reintroduzione nucleare in Italia

Wikileaks: Usa hanno voluto reintroduzione nucleare in Italia

ROMA - L'ennesimo cable di Wikileaks riguarda il testo di un accordo bilaterale, 'Partnership Globale sull’Energia Nucleare-GNEP', firmato nel dicembre del 2007 dall'allora Ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e dal Segretario dell'Energia degli Stati Uniti d'America Bodman, nel quale si programma e si mette nero su bianco la cooperazione nucleare tra Italia e Usa. Nel cable (firmato dall'ex Amabasciatore Usa a Roma Ronald Spogli) si riporta come l'attuale Segretario del PD Bersani si impegni, e impegni il nostro paese, a riprendere la strada del nucleare, e arrivi a minimizzare il risultato del Referendum sul nucleare del 1987, sostenendo che "Il risultato de Referendum non esclude l'Italia dalla generazione di energia nucleare, l'ha solo sospesa”. Infine, come riporta il cable, Bersani al momento della firma dell'agreement sostiene che l'accordo GNEP "può giocare un ruolo importante nel modificare gli atteggiamenti italiani nei confronti dell’energia nucleare".

Giappone, falla nei reattori di Fukushima acqua altamente radioattiva in mare

Per la prima volta il premier giapponese in visita nelle zone colpite dal terremoto. Bilancio ufficiale: 11.828 morti.

La centrale di Fukuschima

TOKIO - Riversata in mare acqua altamente radioattiva proveniente dal reattore numero due della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Lo rende noto l’agenzia di stampa giapponese Kyodo, citando una fonte del governo, in grado di confermare la notizia. Nel frattempo, proseguono gli sforzi della compagnia che gestisce la centrale, la Tepco, per rimuovere l’acqua contaminata dagli impianti della centrale, dai reattori e dai depositi di barre di combustibile usato, sforzi che tuttavia potrebbero aver provocato la dispersione di acqua altamente radioattiva in mare.
La Tepco ha reso noto di aver individuato la perdita al reattore n.2 della centrale di Fukushima dalla quale c’è la fuoriuscita di acqua radioattiva che si riversa poi in mare. La compagnia, dopo diverse verifiche, ha spiegato di aver trovato acqua radioattiva in uscita da un pozzo di calcestruzzo lesionato, parte del reattore n.2. Le radiazioni, misurate in 1.000 millisievert/h, creano problemi anche alla messa a punto di interventi efficaci che, secondo l’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, prevedono un’iniezione di cemento per tappare la perdita. Allo stesso tempo, l’Agenzia ha spiegato che sono in corso accertamenti per verificare l’integrità delle condutture degli altri reattori.
Visita del premier in zone terremotate. Il primo ministro giapponese Naoto Kan si è recato per la prima volta in tre settimane nella regione del nord-est del Giappone devastata l’11 marzo da un forte terremoto seguito da uno tsunami. Kan è arrivato da Tokyo con un elicottero militare nel piccolo porto di Rikuzentakata (prefettura di Iwate), particolarmente colpito dalla doppia catastrofe: circa 1.000 persone sono morte e altre 1.300 risultano ancora disperse. Il premier incontrerà in seguito nella prefettura di Fukushima le squadre di soccorso che stanno intervenendo nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Naoto Kan aveva annullato il 21 marzo scorso una prima visita prevista nel nord-est del paese per il maltempo. «È una battaglia dura, ma il governo vi sosterrà fino alla fine e farà del suo meglio», ha detto Kan parlando a un gruppo di vigili del fuoco nella città di Rikuzentakata nella prefettura di Iwate, chiedendo loro di «rimanere tenaci».
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