Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
domenica 3 aprile 2011
Premier: "La giustizia? Un contropotere". Bufera sull'invito di Alfano alla piazza
Libia: forze Gheddafi bombardano ospedale Misurata
Bombe di Gheddafi su Misurata E a Brega riprende la battaglia
I fedeli del raiss all'attacco della città ribelle: almeno una vittima.E continuano i combattimenti nei pressi del terminal petroliferoGli insorti guadagnano terreno
Immigrazione: Lampedusa, nuovi sbarchi
Fukushima, morti i due operai dispersi: fallito tentativo di fermare fuga radioattiva
Immigrati: Prodi, Italia nel ridicolo Ue ci vede fiacchi e impreparati
Libia: Gates, attacco militare non può rovesciare regime Gheddafi
Libia: carri armati Gheddafi colpiscono case a Misurata
Afghanistan: situazione fuori controllo, non si placa protesta a rogo Corano
E dopo il conflitto di potere con i pm spunta l'improcedibilità per il premier
Pdl, nuova mossa blocca-processo. Nel partito c'è chi propone di votare un documento che nega la possibilità del giudizio, ma non tutti sono d'accordo. Un segnale alla Consulta, che comunque secondo l'opposizione non avrà alcun valore sul percorso del processo
di FRANCESCO BEI e LIANA MILELLA
Negoziati segreti e tradimenti l'ultima battaglia del raìs
La guerra in fase di stallo: ribelli e lealisti non riescono a dare il colpo decisivo. La coalizione non accelera: teme che la caduta della capitale porti a un bagno di sangue
di BERNARDO VALLIObama lancia la corsa per tenersi la Casa Bianca
Il presidente si ricandida, domani l'annunci. Il suo gradimento è ancora basso, ma l'economia in ripresa può dargli la spinta decisiva
dal nostro inviato ANGELO AQUAROImmigrazione: Berlusconi a Tunisi per cercare un accordo
Libia: recuperati cadaveri 70 migranti
Cadavere smembrato Lodi, serial killer?
Regime Sionista: Onu deve annullare rapporto Goldstone
Giappone: nuovo bilancio, oltre 12 mila morti
Yemen: migliaia in piazza ad Aden, ‘Erhel Ya Fased’ (Vattene o Corrotto)
Bahrain: Usa e GB principali sponsor degli Al Khalifa
Berlusconi non convince (più) i lettori de Il Giornale
Sul sito del quotidiano del fratello del premier, i commenti alle parole del Cavaliere sono ironici e critici contro il presidente del Consiglio
Caos migranti e Tunisi smentisce Roma: niente accordo sui rimpatri
LIBIA: FONTI MEDICHE, 160 MORTI IN 7 GIORNI A MISURATA
COSTA AVORIO: CLINTON CHIEDE IMMEDIATE DIMISSIONI GBAGBO
Libia:razzi governativi a Ketla,morti
sabato 2 aprile 2011
Manduria: fuga in massa da tendopoli
Caso Majorana, il nipote: ''La riapertura del caso? Sono scettico dopo 73 anni''
Libia, i ribelli: "Ripresa Brega" Raid Nato fa 15 vittime 'amiche'
Roma, 2 aprile 2011 - Sul terreno gli insorti libici sono tornati ad avanzare mentre la Nato ha aperto un’inchiesta sul raid di ieri che avrebbe fatto almeno 15 vittime “amiche” tra insorti e civili. Dopo tre giorni di intensi combattimenti, i ribelli libici hanno annunciato la riconquista di Marsa el-Brega, città strategica situata a metà strada tra Bengasi e Sirte. A lungo le sorti della battaglia sono rimaste incerte, a causa dei continui rovesciamenti di fronte: la ripresa dei raid aerei della coalizione multinazionale sembra aver favorito la vittoria degli insorti fra le cui fila si contano una decina di morti.
Anche se finora non ci sono state conferme da parte di fonti indipendenti, numerosi abitanti di Brega contattati telefonicamente sono stati concordi nel riferire che dalla mattinata gli scontri sono sostanzialmente cessati e che l’unico rumore era quello dei motori degli aerei alleati in volo sulla città, senza più esplosioni nè boati delle artiglieri pesanti. A detta dei testimoni, i rivoltosi avrebbero ormai riassunto il controllo del centro urbano, e starebbero adesso dando la caccia ai cecchini lealisti, tuttora in grado di colpire.
Fonti giornalistiche presenti sul posto hanno raccontato di aver visto i cadaveri di almeno sette soldati governativi sulla strada che porta al sobborgo di Nuova Brega, alla periferia est della città. Accanto vi erano le carcasse annerite di una decina di veicoli militari distrutti, in mezzo alle quali campeggiava un vasto cratere, largo circa 5 metri e profondo 2, la cui presenza permette di dedurre che si tratti del risultato di un bombardamento alleato notturno.
L’Italia ha già perso la sua guerra di Libia
Dopo aver celebrato in sordina il Centocinquantenario dell’Unità, il Governo italiano ha scelto d’aggiungere ai festeggiamenti uno strascico molto particolare: una guerra in Libia.
Un conflitto che sa tanto di amarcord: la Libia la conquistò Giolitti nel 1911, la “pacificò” Mussolini nel primo dopoguerra, e fu il principale fronte italiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa volta, però, le motivazioni sono molto diverse.
Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio: solo uno sprovveduto potrebbe pensare che l’imminente attacco di alcuni paesi della NATO alla Libia sia davvero motivato da preoccupazioni “umanitarie”. Gheddafi, certo, è un dittatore inclemente coi suoi avversari. Ma non è più feroce di molti suoi omologhi dei paesi arabi, alcuni già scalzati dal potere (Ben Alì e Mubarak), altri ancora in sella ed anzi intenti a soffiare sul fuoco della guerra (gli autocrati della Penisola Arabica).
L’asserzione dell’ex vice-ambasciatore libico all’ONU, passato coi ribelli, secondo cui sarebbe in atto un «genocidio», rappresenta un’evidente boutade. È possibile ed anzi probabile che Gheddafi abbia represso le prime manifestazioni contro di lui (come fatto da tutti gli altri governanti arabi), ma l’idea che abbia impiegato bombardamenti aerei (!) per disperdere cortei pacifici è tanto incredibile che quasi sarebbe superflua la smentita dei militari russi (che hanno monitorato gli eventi dai loro satelliti-spia).
Continua ...
Wikileaks: Usa hanno voluto reintroduzione nucleare in Italia
ROMA - L'ennesimo cable di Wikileaks riguarda il testo di un accordo bilaterale, 'Partnership Globale sull’Energia Nucleare-GNEP', firmato nel dicembre del 2007 dall'allora Ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e dal Segretario dell'Energia degli Stati Uniti d'America Bodman, nel quale si programma e si mette nero su bianco la cooperazione nucleare tra Italia e Usa. Nel cable (firmato dall'ex Amabasciatore Usa a Roma Ronald Spogli) si riporta come l'attuale Segretario del PD Bersani si impegni, e impegni il nostro paese, a riprendere la strada del nucleare, e arrivi a minimizzare il risultato del Referendum sul nucleare del 1987, sostenendo che "Il risultato de Referendum non esclude l'Italia dalla generazione di energia nucleare, l'ha solo sospesa”. Infine, come riporta il cable, Bersani al momento della firma dell'agreement sostiene che l'accordo GNEP "può giocare un ruolo importante nel modificare gli atteggiamenti italiani nei confronti dell’energia nucleare".