martedì 30 agosto 2011

La manovra delle bollicine

di MASSIMO GIANNINIUna volta tanto il presidente del Consiglio è stato di parola. "Ho messo da parte le bottiglie per brindare all'accordo", ha detto durante il vertice di maggioranza ad Arcore. Dopo oltre sette ore l'intesa è arrivata. Ma dall'estenuante braccio di ferro di Villa San Martino è uscito esattamente quello che Berlusconi auspicava: una "manovra-champagne". All'apparenza, spumeggiante e piena di bollicine. Nella sostanza, sempre più inconsistente e piena di buchi. La partita politica dentro il centrodestra si chiude con un esito chiarissimo. Ora tutti alzano i calici, fingendo di aver portato a casa il risultato. La verità è ben diversa. L'unico vincitore è il Cavaliere, che ha messo in riga Tremonti e Bossi. "Non metto le mani nelle tasche degli italiani", aveva tuonato il premier. In nome di questo slogan da propaganda permanente, ha preteso e ottenuto la cancellazione del contributo di solidarietà sui redditi superiori ai 90 mila euro. Così, almeno in parte, ha evitato quel bagno di sangue perpetrato soprattutto ai danni del ceto medio, che avrebbe avuto un costo elettorale per lui insopportabile. Era l'unico obiettivo che gli stava a cuore. L'unico vessillo, psicologico e quasi ideologico, che voleva issare di fronte ai cittadini-elettori.
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Nigeria, 98 vittime per le alluvioni oltre duemila evacuati ad Ibadan

Il bilancio diffuso dalla Croce Rossa: nel weekend quasi cento vittime nell'area di Ibadan. Causa delle inondazioni: la carenza dei sistemi fognari

IBADAN - Almeno 98 persone sono morte in seguito alle alluvioni che nel corso del fine settimana hanno colpito l'area di Ibadan, una città situata nel sud-ovest della Nigeria. Il bilancio è stato fornito da un portavoce della Croce Rossa nigeriana. Molti cadaveri sono stati recuperati solo nella giornata di oggi. A causa delle alluvioni dei giorni scorsi, secondo la Croce Rossa, più di duemila persone che vivono nella zona colpita sono state costrette ad abbandonare le loro case. Le inondazioni colpiscono il paese africano con una certa frequenza. In genere sono dovute alla mancanza di adeguati sistemi fognari in zone densamente popolate.

Manovra, il Cavaliere canta vittoria ma il Tesoro avverte: "Mancano 4 miliardi"

Il vertice ad Arcore approva gli emendamenti al provvedimento da 45,5 miliardi di euro approvato alla vigilia di Ferragosto. Ma le nuove norme rischiano di non bastare per mantenere i saldi previsti. Rischio di una nuova correzione a dicembre. Il premier contro Tremonti: "Oggi sembrava un agnellino, non pareva lui"di CARMELO LOPAPA

ARCORE - "È fatta, siamo riusciti a non mettere le mani in tasca agli italiani, ma è stata dura". Quando il corteo di auto blu lascia Villa San Martino dopo sette ore di qualcosa che ha somigliato più alla trattativa sindacale che a un vertice, Berlusconi resta da solo in casa con Alfano e Ghedini ed è allora che tira il sospiro di sollievo. Ha voglia di stappare lo champagne che aveva messo in fresco per festeggiare la svolta che, dice, gli "spianerà il cammino fino al 2013". È riuscito a cambiare i connotati alla manovra approvata 17 giorni prima, certo. Quel che il Cavaliere non può sapere è che negli stessi istanti, lontano da lì, i tecnici del ministero delle Finanze stanno già facendo due conti sulla manovra appena rivoltata come un calzino scoprendo che ora mancano all'appello almeno 4,2 miliardi di euro sui 45 che si dovranno reperire col decreto. E a sera tanto bastava per lasciar serpeggiare dentro lo stesso Pdl lo spettro di un nuovo intervento sui conti a fine anno. Molto dipenderà dalla reazione dei mercati da oggi e da quella di Bruxelles nei prossimi giorni. Ma è un altro genere di saldo che in queste ore interessa al presidente del Consiglio: quello politico. Si considera il vincitore indiscusso al tavolo di Arcore, soprattutto per aver cancellato del tutto il contributo di solidarietà che sapeva di "tassa alla Visco". Colpo di spugna, perfino sopra i redditi da 200 mila euro. "Avete visto Giulio? Sembrava un agnellino, non pareva lui", commenta compiaciuto a fine giornata, sebbene proprio con il suo ministro dell'Economia si sono registrati i momenti di maggiore tensione. Soprattutto quando si è aperto il capitolo Iva. Berlusconi, e con lui Alfano e i capigruppo Pdl, decisi ad alzarla di un punto per garantire un gettito da 5 miliardi di euro. Tremonti che non recede e rilancia col suo consueto stile professorale ("Ora vi spiego..."). Alla fine la spunterà il ministro, nella misura in cui dopo molteplici insistenze riuscirà a convincere tutti che l'aumento dell'Iva andrà fatto, ma in un secondo tempo. E che ora si può provvedere diversamente. Raccontano che abbia messo a punto lui, forte della pluriennale esperienza da tributarista, la stretta fiscale per colpire barche, auto di lusso e velivoli intestati a società di comodo. Sebbene anche qui resti l'incognita sull'effettivo gettito.
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Così la P3 teneva in mano i magistrati La rete di Cesare in 66mila pagine

Le carte dell'inchiesta sull'associazione segreta svelano un'enorme rete di complicità che coinvolge politici e magistrati. Il fascicolo in mano al procuratore Capaldo e al sostituto Sabelli. Per gli indagati Berlusconi era "Cesare". E alla fine del 2010 entra in scena anche la P4 con l'inchiesta dei pm Woodcock e Curcio. Tra i protagonisti il deputato del Pdl Alfonso Papa, che poi finirà in carcere. "Metteva le mani dappertutto"di ELENA LAUDANTE, FABIO TONACCI E MARIA ELENA VINCENZI

ROMA - Dalle pressioni sui giudici, agli affari per l'eolico in Sardegna. Dai condizionamenti sulla politica, ai legami con la malavita e con il mondo dello spettacolo e le sue eminenze grigie, una su tutte Lele Mora, l'agente dei vip. La P3 non conosceva confini. Come testimoniano le sessantaseimila pagine, massacrate dagli omissis, depositate dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli per la chiusura delle indagini sulla P3. Un metodo già descritto ma che trova ulteriori e schiaccianti conferme nelle nuove informative dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma e del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza. LEGGI La P3, la P4 e quei milioni regalati 1 di CONCITA DE GREGORIO L'ONNIPRESENTE "CESARE" Che dietro alle attività della loggia ci fosse Berlusconi è sempre stato più che un sospetto. Che fosse lui il "Cesare" di cui parlano gli indagati, quello a cui riferire tutto, è un'ipotesi che ha trovato conferma, l'estate scorsa, in una nota a piede di pagina di una richiesta di proroga di intercettazioni che per un errore non fu cancellata. Cesare, quello che veniva nominato decine e decine di volte. Una su tutte quella del 10 febbraio 2010. Carboni chiama Martino: "Ecco, informeremo Cesare solo domani perché non c'è". Poi, ancora, un'altra telefonata del 22 settembre 2009. Martino e Carboni discutono su come guadagnare il favore dei giornali e pensano addirittura al Wall Street Journal, "giornale di diffusione mondiale", oppure a Le Figaro. Martino dice: "Ottimo, io l'ho anticipato questo fatto qua. Gli ho anche detto, gli ho fatto capire che su questa cosa qua ti stai muovendo solo tu". Carboni risponde: "Sì, ecco io". Martino chiarisce: "Con Cesare... Con Cesare".
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Sms al volante vizio italiano guidatori sempre più distratti

Nel 2010 in Italia il numero delle vittime su strada è sceso al di sotto dei 4000. "Ma l'utilizzo del cellulare vanifica in parte questi traguardi", spiega il presidente dell'Asapsdi SARA FICOCELLI

Sms al volante vizio italiano guidatori sempre più distratti
In materia di sicurezza stradale i francesi non scherzano: se guidi e contemporaneamente invii un sms ti becchi una multa di 1500 euro. Da noi la sanzione è dieci volte più bassa (152 euro più la perdita di cinque punti sulla patente). Eppure, secondo il presidente dell'Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) Giordano Biserni, l'utilizzo del telefonino alla guida rappresenta la "cifra oscura" degli incidenti: la causa meno verificabile e fra le più comuni, comunque la più difficile da contrastare. Nel 2010 in Italia il numero delle vittime su strada è sceso sotto quota 4000, un ottimo risultato, impensabile fino a cinque anni fa. "Ma l'utilizzo del cellulare al volante vanifica in parte questi traguardi - spiega il presidente - : noi italiani siamo "campioni del mondo di lancio del telefonino": appena vediamo una pattuglia lo scaraventiamo sul sedile posteriore, ecco perché su fattori come questo è difficile esercitare un controllo". Biserni spiega che le cause di distrazione al volante rientrano in due categorie: quelle endogene, che tutti ci portiamo dietro a prescindere dalla volontà (ansie, preoccupazioni da famiglia e lavoro, sonnolenza), e quelle esogene, provocate direttamente da noi. In queste ultime noi italiani "inciampiamo" sempre più facilmente. A una velocità media di 100km/h in auto si percorrono 28 metri al secondo. Gli esperti hanno dimostrato che distrarsi col cellulare fa rallentare il tempo di ripresa dai
2 ai 3 secondi, che significa che la capacità di controllo sull'auto si riduce al punto da far diventare la nostra berlina una Ferrari. "L'uso del telefono ci fa perdere spazio di manovra - spiega Biserni - come se andassimo a 300 km/h (3 secondi a 100 km/h, corrispondono al tempo di reazione di un secondo a 300 km/h)".
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MANOVRA BIS: CORREZIONI A SORPRESA, ATTESO IL GIUDIZIO EUROPEO (IL PUNTO)

(ASCA) - Roma, 30 ago - Correzioni a sorpresa della manovra nel vertice di maggioranza di ieri pomeriggio ad Arcore. Sono state smentite le voci della vigilia che volevano che il governo si orientasse a non toccare le pensioni - come chiesto inizialmente dalla Lega - e a innalzare di un punto l'Iva, accompagnando le due misure con un prelievo del 5% per i redditi che superano i 200 mila euro (il ''contributo di solidarieta''' resta in vigore solo per i parlamentari in carica). ''Molto bene'' e' stato il commento di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, il piu' convinto oppositore del possibile aumento dell'Iva che a suo avviso avrebbe compresso ulteriormente i consumi. Positivi i giudizi di Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato. Soddisfatti anche i ''frondisti'' del Pdl che nelle scorse settimane avevano criticato i contenuti dellamanovra. Giudizio molto favorevole della Lega. Sulle pensioni il calcolo per il raggiungimento dell'anzianita' non terra' piu' conto del periodo di servizio militare e degli anni universitari eventualmente riscattati. Quanto ai piccoli comuni, si legge del documento finale del vertice: ''Sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonche' il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennita' o gettone alcuno per i loro membri''. Le risorse per diminuire le sofferenze economiche degli enti locali saranno reperite da una rimodulazione dei vantaggi fiscali e dall'intervento sulle pensioni. Un apposito emendamento affida piu' poteri agli enti locali nella lotta all'evasione: ''Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilita' nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate''.
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“Tagliamo l’otto per mille alla Chiesa”

Acquaviva, che lavorò al Concordato: oggi quella percentuale è troppo alta

Zitto zitto, senza il clamore degli altri ma con la tattica della tortura della goccia, il Corriere della Sera continua a portare in pagina la questione dei privilegi della Chiesa. Oggi tocca alle dichiarazioni di Gennaro Acquaviva, che fu il plenipotenziario di Craxi quando il governo italiano revisionò il Concordato nel 1984:

Acquaviva chiarisce cosa intende dire: «Da almeno 10 anni quella percentuale (l’8 per mille appunto) è troppo alta, andrebbe, secondo me, ridotta almeno di un punto, dall’otto al sette per mille». Ex senatore socialista che si definisce «figlio fedele della Chiesa e cattolico praticante», vede ora la necessità di un cambiamento. «Perché— spiega—in questi anni è cresciuto, e grazie a Dio in maniera cospicua, il gettito Irpef». Dalla metà degli anni Novanta la ricchezza personale degli italiani è molto aumentata. «Quindi il meccanismo che avevamo individuato— continua— è andato molto al di là di quello che potevamo immaginare nell’84, sia da parte italiana sia da parte della Cei». Acquaviva non chiede certo alla Chiesa di pensare a «una rinuncia, ma a una riduzione», questo sì, «per coerenza con lo scopo dell’8 per mille».

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http://www.giornalettismo.com/archives/142589/tagliamo-lotto-per-mille-alla-chiesa/

Muore ai Caraibi. Scompare la salma Vittima un pizzaiolo 29enne di Cornalba. Ai genitori sono state consegnate solo le ceneri in un'urna

L'isola di Saint Marteen
L'isola di Saint Marteen
MILANO - È morto ai Caraibi, nel piccolo paradiso tropicale di Saint Martin. Ma quando i suoi genitori sono andati a recuperare la salma, le autorità della piccola colonia olandese hanno consegnato loro solo l'urna con le ceneri.

IL PIZZAIOLO DI CORNALBA - Andrea Leporini aveva 29 anni ed era di Cornalba, in provincia di Bergamo. Era andato a vivere dall'altra parte del mondo sei mesi fa con in testa il sogno di vivere con pochi soldi in un posto dove è estate tutto l'anno. Faceva il pizzaiolo. Era deceduto il 17 agosto scorso a Saint Marteen, il suo datore di lavoro, che ha avvisato la famiglia, ha ricondotto le cause della morte a un'ischemia. Secondo quanto racconta L'Eco di Bergamo, ai genitori nessuno aveva comunicato che il corpo era stato cremato. A quanto si è appreso Leporini sarebbe stato trovato molte ore dopo il decesso nascosto dietro un cespuglio, senza alcun segno di violenza, mentre il suo zaino è stato trovato dall'altra parte dell'isola. Gli esiti dell'autopsia, che pure sarebbe stata eseguita, non sono stati comunicati. Del caso è stata informata anche la questura di Bergamo.

Svizzera, animalisti sconfitti «Legittimo sparare ai gatti»

Erano state raccolte 14 mila firme per bloccare la caccia

MILANO - Lara Croft ci ha provato. Con la sua faccina triste e la zampetta sinistra sollevata da terra ha cercato di convincere gli umani del suo Paese, la Svizzera, a non imbracciare il fucile per sparare a quelle come lei. Niente da fare. È stato un buco nell'acqua. E sì che ne ha raccolte di firme con la sua petizione: in tutto, 13.700.

«Diciamo basta alla caccia dei gatti erranti» c'era scritto in quella benedetta petizione con la sua foto. 13.700 fogli mandati al Bundesrat, il Consiglio federale, perché abolisse - appunto - il permesso di caccia che avviene quasi sempre a fucilate, con il risultato che spesso le pallottole feriscono soltanto e da quel momento in poi i poveri felini si ritrovano a vagare sanguinanti per giorni e giorni. Muoiono sfiniti dal dolore o, se va «bene», restano mutilati. A Lara Croft è andata bene e con il tempo ha imparato a fare a meno della zampa ferita.

Luc Barthassat, deputato del cantone di Ginevra, si è dato un gran daffare per aiutare i ragazzi di Sos Chats che hanno lanciato l'idea della petizione «per fermare questo massacro». Ne ha fatto una campagna sua, l'ha sostenuta nelle sedi pubbliche, ha moltiplicato contatti e firme, «rendiamo possibile la caccia soltanto in caso di allarme sanitario, per esempio un'epidemia di rabbia» ha mediato. Tutto inutile. La risposta del governo (che aveva ricevuto a giugno le firme) è stata «no»: sono i singoli cantoni a decidere delle soppressioni, ha fatto sapere quattro giorni fa il Consiglio federale. E poi, rivelano i siti d'informazione e i giornali elvetici, il Bundesrat ritiene necessario lo «sfoltimento dei gatti randagi» sia perché mettono in pericolo costante uccelli, lepri e rettili, sia perché da «erranti» finiscono con l'accoppiarsi a gatti molto più selvatici di loro minacciando così, con possibili malattie, la sopravvivenza stessa della specie domestica.

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Disabile lasciato a terra da Alitalia «Rispettate tutte le normative»

Rifiutato l'imbarco a Pietro Barbieri, presidente della Federazione per il superamento dell'handicap (Fish) L'azienda: incompleta la documentazione richiesta

(Fotogramma)
(Fotogramma)
ROMA - Un disabile si è visto rifiutare l'imbarco su un volo Alitalia Roma-Milano perchè i responsabili della compagnia hanno giudicato incompleta la dichiarazione richiesta per persone in carrozzina. È la denuncia che fa il presidente della Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish), Pietro Barbieri, protagonista dell'episodio. Ma Alitalia replica spiegando che senza questa dichiarazione, nel rispetto della normativa italiana e internazionale, il passeggero non può essere accettato a bordo.

IMBARCO RIFIUTATO - L'associazione spiega che Barbieri si è presentato «alla reception di Alitalia per essere imbarcato sul volo per Milano» e ha «dichiarato di essere in carrozzina, non in grado di deambulare nemmeno per pochi passi, di essere accompagnato». E non ha chiesto servizi aggiuntivi, nè l'uso della barella. Ma «i responsabili di Alitalia hanno giudicato incompleta la dichiarazione di Barbieri e rifiutato l'imbarco, opponendo le proprie prassi interne secondo cui i dati sui servizi aggiuntivi e sull'uso della barella, oltre a quelli sanitari, vanno comunque dichiarati».

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http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_agosto_29/disabile-volo-alitalia-1901388374420.shtml

Gemelli, esposto del Codacons : «Marito infermiera avrebbe avuto Tbc nel 2004»

L'associazione: sconcertante assenza di controlli L'ospedale: mai ricevuto segnalazioni. Altri 18 bambini risultati positivi al test: in tutto sono 52 i contagiati

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)
ROMA - L'accusa è pesante: «Il marito dell'infermiera avrebbe avuto la Tbc nel 2004 e desta sconcerto che il Policlinico non abbia fatto le visite periodiche obbligatorie alla dipendente ogni anno». Il Codacons l'ha scritta nero su bianco in un esposto presentato alla procura di Roma sulla vicenda dell'infermiera del nido del policlinico Gemelli, malata di Tbc, da cui sono da cui sono scattati i controlli sui neonati: lunedì sono risultati positivi ai test altri 18 bambini, per un totale di 52 dall'inizio dello screening. In attesa di conferme o smentite per la denuncia del Codacons, però, c'è da registrare la presa di posizione del Policlinico. La direzione dell'ospedale, infatti, smentisce di aver mai ricevuto segnalazioni «nè da parte della dipendente nè da parte delle autorità competenti».
ALTRI 18 POSITIVI - Prosegue, intanto, la conta dei neonati esposti al bacillo della tubercolosi. Su 300 bambini sottoposti al test nelle giornate di venerdì e sabato, ben 18 sono risultati positivi. Si tratta di 11 maschi e 7 femmine, dei quali 5 nati nel mese di febbraio, 2 nel mese di marzo, 2 nel mese aprile, 3 nel mese di maggio, 5 nel mese di giugno e 1 nel mese di luglio. Complessivamente, sale a 52 il numero dei bambini risultati positivi (pari al 7,13% dei 917 bambini sottoposti al test fino a oggi). A questi casi si deve aggiungere quello della bimba di cinque mesi ricoverata al Bambino Gesù, le cui condizioni non destano preoccupazioni e la cui malattia però non è ancora collegabile con certezza all'infermiera del Gemelli. La Regione Lazio che precisa che la positività al test non significa malattia, ma esprime l'avvenuto contatto con il bacillo della tubercolosi: i piccoli saranno sottoposti a ulteriori controlli e sottoposti a profilassi per evitare il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell'avvenuto contatto con il micobatterio.
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Da Londra a New York in treno La Russia crede nel progetto

Mosca ha dato il via libera al tunnel sotto lo stretto di Bering tra Siberia e Alaska da 70 miliardi di euro

MILANO - L'idea di unire Russia e America per via sotterrana esiste da oltre cento anni: già lo zar Nicola II sognava nel 1905 un tunnel che potesse collegare la punta più a ovest della Russia con gli Stati Uniti attraverso lo stretto di Bering. Sebbene quella visione sia stata più volte riproposta, i progetti sono sempre stati accantonati. Ora le cose potrebbero cambiare: la Russia ha infatti dato il via libera al tunnel sottomarino da 70 miliardi di euro, il più lungo del mondo, oltre il doppio dell'Eurotunnel sotto la Manica. In linea teorica, i passeggeri potrebbero in futuro salire in treno a Mosca e scendere a New York, non dimenticando però di mettere in valigia una buona dose di pazienza.

IL DOPPIO DELLA MANICA - Tra qualche decennio un tunnel lungo più di 104 chilometri sotto lo stretto di Bering potrebbe collegare l'emisfero orientale con quello occidentale. Il Cremlino ha dato luce verde al «progetto ferroviario più imponente di tutti i tempi», che permetterà un collegamento diretto tra la Russia e l'Alaska. Da oltre un secolo ingegneri e imprenditori aspettano impazienti questo tunnel. Anche lo zar Nicola II fantasticava con l’idea di collegare la Russia con il Nord America. Allora, nel mirino dello zar c’era l'Alaska ricca di materie prime che la Russia aveva «svenduto» agli americani nel 1867. Se i sogni di realizzazione di questo progetto fantascientifico svanirono quasi subito con la Rivoluzione russa e la Grande Guerra, i funzionari russi vogliono riprendere in mano quei piani. Come ha riferito nei giorni passati il Daily Mail, il Cremlino ha dato la sua benedizione al progetto: a sostenere l'idea sono alcuni dei massimi funzionari del presidente Dmitri Medvedev, tra i quali Aleksandr Levinthal, vice rappresentante federale nel distretto dell'estremo oriente russo. Secondo il tabloid inglese non ci sono più ragioni tecniche che impedirebbero la costruzione del tunnel sotto lo stretto. Un'infrastruttura, spiegano alcuni esperti, che renderebbe più economico, più sicuro e più rapido il trasporto delle merci che a oggi si sviluppa per mare, e il cui costo potrebbe essere ammortizzato in quindici anni dagli investitori.

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http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_agosto_29/londra-newyork-treno-burchia_f7577c4c-d25b-11e0-a205-8c1e98b416f7.shtml

Casa al Colosseo, Scajola indagato

L'ex ministro deve rispondere di violazione della legge sul finanziamento illecito dei partiti.

MILANO - Scajola nei guai per la casa comprata «a sua insaputa». La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l'ex ministro dello Sviluppo economico per violazione della legge sul finanziamento illecito dei partiti politici. La vicenda che ha portato all'apertura di un fascicolo riguarda l'acquisto dell'appartamento a pochi metri dal Colosseo al centro di una lunga polemica. L'immobile in via del Fagutale, secondo l'ipotesi degli inquirenti, è stato pagato in parte, anche se l' ex ministro sostiene di esserne stato all'oscuro, dall'imprenditore Diego Anemone, uno dei personaggi chiave dell'inchiesta sugli appalti del G8. L'ex ministro in giornata ha commentato: «Sono sereno, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sin'ora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti».
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Omicidio Scazzi: richiesti 33 mln di risarcimento danni

Omicidio Scazzi: richiesti 33 mln di risarcimento danni
Bisognerà attendere la decisione della Cassazione per sapere se il processo per la morte di Sarah Scazzi, la ragazzina uccisa ad Avetrana il 26 agosto dell’anno scorso, si potrà celebrare a Taranto, oppure se sarà trasferita ad altra sede per “incompatibilità ambientale”, ma dalla famiglia della povera Sarah, intanto, è arrivata la richiesta di risarcimento danni. Si tratta complessivamente di un risarcimento danni pari a 33 milioni di euro, con provvisionale di 300 mila euro. La maggior parte delle richieste (27 milioni) è a carico dei tre imputati principali: Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima (oltre che ovviamente parenti delle parti civili), imputate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, e Michele Misseri, accusato, tra le altre cose, di concorso in soppressione di cadavere. Inoltre quote minori (6 milioni) sono stati chiesti come risarcimento agli altri due imputati di concorso in soppressione di cadavere e cioè il fratello di Michele, Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma, detto Mimino.

Invita un gay a casa. Ma poi lo uccide per cibarsene Nuovo caso di cannibalismo in Russia. L’assassino è 21enne

Invita un gay a casa. Ma poi lo uccide per cibarsene
MOSCA – Aveva il desiderio di assaggiare carne umana e lo ha fatto. Non è la scena di un film horror, ma l’ennesima riprova di quanto la mente umana possa essere contorta e al contempo pericolosa. In Russia il cannibalismo ha colpito ancora: sarebbe stata proprio la curiosità di mangiare carne umana, infatti, il motivo che ha spinto un giovane russo ad uccidere e mangiare un uomo conosciuto su un sito internet per omosessuali. Il cannibale in questione, rende noto l’agenzia ‘Ria Novosti’ citando il comitato d’inchiesta regionale, ha 21 anni ed è stato arrestato dalla polizia di Murmansk (nord-ovest russo). L’incontro tra i due è avvenuto a casa dell’omicida il 19 agosto scorso: il 21enne ha invitato nella sua abitazione un 32enne che aveva conosciuto in rete, proponendogli un appuntamento a sfondo sessuale. L’incontro intimo, però, è poi degenerato nell’orrore. Dopo aver pugnalato la sua vittima, il carnefice ha tagliato a pezzi il suo corpo e in una settimana ha cucinato i resti facendo bistecche, croquette e salsicce. Secondo gli investigatori, altre dieci persone sarebbero state nel mirino del cannibale. “L’unico movente dell’assassino era il suo desiderio d’assaggiare della carne umana”, ha affermato il capo del comitato d’inchiesta regionale Fyodor Bliudionov. La sua preferenza andava a vittime provenienti da ambienti omosessuali – ha continuato – “perché si tratta di persone riservate che preferiscono non rendere pubblici i loro contatti”.

L’Algeria conferma: “Ospitiamo i Gheddafi”

L’Algeria conferma: “Ospitiamo i Gheddafi”
La famiglia Gheddafi sarebbe entrata in territorio algerino questa mattina alle 8:45 (09:45 italiane). La notizia è stata confermata oggi dal ministero degli Esteri di Algeri: nel comunicato non sono aggiunti ulteriori dettagli a riguardo, ma vale la pena ricordare che solo sabato scorso la stessa Algeria aveva “categoricamente” smentito l’indiscrezione secondo cui un convoglio di auto, con a bordo il colonnello libico Muammar Gheddafi e i suoi figli, fosse entrato in territorio algerino. Il portavoce del ministero degli Esteri di Algeri, Ammar Blany, in quella occasione aveva precisato che l’Algeria “è da mesi obiettivo di una raffica di notizie false, volte a ingannare l’opinione pubblica, e questo vale anche per la notizia riguardante il convoglio di Gheddafi”. Secondo il comunicato del ministero degli Esteri di Algeri, l’arrivo dei familiari del colonnello Gheddafi è stato già notificato al segretario generale dell’Onu, Ban Ki moon, al presidente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e a Mahmoud Jibril, il capo del governo e numero due del Consiglio Nazionale di Transizione libico. Del gruppo rifugiatosi in Algeria farebbero parte anche tre figli di Gheddafi, mentre, sempre secondo quanto è stato citato da fonti vicine alla famiglia del rais, la bella Aisha Gheddafi sarebbe incinta e prossima al parto. Immediata la risposta dei ribelli libici che hanno affermato che l’accoglimento di familiari del colonnello Muammar Gheddafi in Algeria è equiparabile a un atto di aggressione e che comunque cercheranno di ottenere l’estradizione dei congiunti riparati nel paese nordafricano. “Abbiamo promesso di garantire un giusto processo a tutti quei criminali (Gheddafi e i suoi figli, ndr)” e quindi consideriamo la protezione accordata loro dall’Algeria alla stregua di “un atto di aggressione”, ha detto Mahmoud Shammam, uno dei portavoce dei ribelli.

Irene: almeno 38 vittime in 11 stati

(ANSA) - NEW YORK - La tempesta tropicale Irene lascia sulla strada almeno 38 morti in 11 stati, secondo quanto riportano vari 'media' americani. I bilanci piu' pesanti sono in North Carolina, 6 vittime, in New Jersey (6 morti) e nello stato di New York (6 morti). In Vermount le vittime sono 4. Anche se a New York la situazione e' pressoche' tornata alla normalita', in altre aree della East Coast oltre 5 milioni di persone restanb senza elettrcita'.

Manovra, ecco le modifiche: via le Province e metà dei parlamentari

Bossi e Berlusconi (Adnkronos)
Arcore (Mb), 29 ago. (Adnkronos) - Abolizione delle Province e dimezzamento del numero dei parlamentari da inserire in un disegno di legge costituzionale; stop al contributo di solidarietà, che resta però a carico di deputati e senatori, sostituito da misure antielusione e dalla riduzione dei vantaggi fiscali previsti per le cooperative; piccoli Comuni salvi, anche se verranno unite le loro funzioni fondamentali; regime previdenziale inalterato per chi ha maturato quarant'anni di anzianità, senza considerare però il riscatto del servizio militare e della laurea, che tuttavia verrà considerato nel calcolo della pensione.

Sono le modifiche alla manovra decise "all'unanimità" nel vertice di maggioranza svoltosi ad Arcore e durato sette ore e illustrate in un comunicato diffuso dalla presidenza del Consiglio.

"La riunione di maggioranza presieduta dal presidente Silvio Berlusconi - riferisce la nota di palazzo Chigi - si è conclusa con le seguenti unanimi determinazioni: interventi di natura costituzionale" con "dimezzamento del numero dei parlamentari" e "soppressione delle Province quali enti statali e conferimento alle Regioni delle relative competenze ordinamentali".

"Il decreto - prosegue la nota - dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche: sostituzione dell'articolo della manovra relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che preveda l'obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall'anno 2013 nonché il mantenimento dei Consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri. Riduzione dell'impatto della manovra -prosegue la nota- per Comuni, Province, Regioni e Regioni a statuto speciale. Attribuzione agli Enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all'evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate".
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Giappone: Noda eletto primo ministro in parlamento, e' il sesto dal 2006

Tokyo, 30 ago.(Adnkronos/Xinhua) - L'ex titolare delle Finanze, Yoshihiko Noda, e' stato eletto primo ministro del Giappone in seguito alla votazione avvenuta nella camera dei Rappresentanti.