Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
giovedì 22 settembre 2011
A Sky e Mediaset i diritti tv fino al 2015 La Lega incasserà 800 milioni l'anno
Atene paralizzata dallo sciopero dei trasporti, migliaia di turisti bloccati
“Berlusconi è come Nerone”
Il Financial Times usa una similitudine già dell’Economist per parlare dell’Italia
L’italia, scrive oggi il Financial Times, ha bisogno di riforme ma Berlusconi non è in grado di realizzarle. “In meno di tre mesi, l’Italia è cambiata. Da un paese in cui il regime fiscale ed economico erano difficili ma non impossibili da curare è diventata un paese il cui sistema politico, atrofizzato ed egoista, rischia di distruggere l’intera eurozona”.
COME NERONE - Molti, dice il quotidiano, sono i “colpevoli” di una simile “allarmante situazione”; “tuttavia la responsabilità principale è di Silvio Berlusconi, il primo ministro che come Nerone suona la lira mentre Roma brucia, e della sua coalizione di centrodestra, sempre più disfunzionale”. Ripercorrendo le vicende degli ultimi mesi, con le richieste della banca Centrale Europea al governo di Roma, il Financial osserva: “nel piano approvato la settimana scorsa dal parlamento italiano…le riforme strutturali…sono assenti e in modo evidentissimo. Il piano del governo – con aumenti di tasse troppo pesanti e tagli alla spesa troppo lievi – “potrebbe addirittura aggravare il problema e, peggio ancora, soffocare la crescita economica essenziale per la stabilità del sistema finanziario italiano per l’economia del paese”.
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http://www.giornalettismo.com/archives/150675/berlusconi-e-come-nerone/
Caso Fassino-Consorte, la Procura chiede il processo per Berlusconi e Belpietro
Berlusconi è indagato per rilevazione di segreto d’ufficio in relazione all’intercettazione dell’ex segretario Ds
Il giornalista Maurizio Belpietro, in qualità di direttore del quotidiano Il Giornale, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milanocon l’accusa di omesso controllo e di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alla pubblicazione della telefonata fra Piero Fassino eGiovanni Consorte. Lo comunica con una nota il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati.
INDAGATI BELPIETRO E BERLUSCONI - Era stato il gip Stefania Donadeo a ordinarne l’iscrizione. Lo stesso gip aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pmMaurizio Romanelli nei confronti del premier Silvio Berlusconi. Per Silvio Berlusconi la Procura chiede il processo. L’accusa per il premier è quella di rivelazione di segreto di ufficio. Il reato contestato al capo del Governo, concorso in rivelazione di segreti d’ufficio, si prescriverà nel giugno del 2013, quello contestato a Belpietro nel gennaio 2012.
REATO AUTONOMO - La posizione dell’ex direttore del Giornale che pubblicò l’intercettazione è stata stralciata dai magistrati milanesi rispetto alla posizione del premier. Se per il presidente del Consiglio il passaggio obbligato, dopo il provvedimento della Donadeo, è la richiesta di rinvio a giudizio, per il giornalista gli inquirenti intendono fare attività d’indagine e convocare lo stesso Belpietro in Procura prima di decidere se chiederne il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. La Donadeo che ha indicato per lui un reato “autonomo”, cioè l’omesso controllo del direttore, non in concorso con altri.
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“Sono nauseato da Tremonti”
Marco Milanese si sfoga per l’assenza del ministro dell’Economia al voto sulla sua richiesta d’arresto
E’ passata meno di un’ora dal voto dell’aula di Montecitorio che ha respinto l’arresto: il sollievo lascia spazio all’indignazione, sui banchi del governo c’erano tutti ma non il ‘suo’ ministro, Giulio Tremonti. Marco Milanese, in Transatlantico si ferma a parlare con alcuni deputati del Pdl a lui vicini, e si sfoga: “Mi ha deluso, oggi non doveva mancare, sono nauseato”. Lo sfogo lo raccoglie e pubblica l’agenzia di stampa Dire.
NAUSEATO CHI? – Milanese reagisce in maniera forse esagerata a quanto accaduto: dovrebbe sapere, infatti, che il ministro dell’Economia era in partenza per Washington allo scopo di partecipare alla riunione del Fondo Monetario Internazionale. Per un ministro, un impegnoleggermente più importante del voto su un’autorizzazione a procedere. Il fatto che poi il deputato si preoccupi più del suo voto che della situazione economica mondiale, fa parte delle cose che fanno dell’Italia un paese piccolo piccolo.
E SILVIO SI PREOCCUPA - Solo sette voti? E’ la domanda che un perplesso Silvio Berlusconi rivolge a Ignazio La Russa, che gli siede accanto ai banchi del governo, quando Gianfranco Fini scandisce l’esito della votazione (segreta) che respinge la richiesta di arresto per Marco Milanese. Sette voti appena di maggioranza: una soglia di sicurezza per il deputato ‘salvato’ dall’aula, ma che sembra lasciare di stucco il premier. Ad alimentare la tensione di una mattinata al cardiopalma per la maggioranza, l’assenza di Giulio Tremonti. Il ministro dell’Economia e’ impegnato oggi alle 16 (ora Usa) a Washington in una riunione del Fondo monetario internazionale dove rappresenta l’Italia. Ma lo stesso alcuni deputati del Pdl non risparmiano il superministro: ‘noi qui a salvare il suo collaboratore e lui non c’e’. E’ immorale’, spiegano.Il tradimento diventa illecito civile
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Dieci persone sono finite in manette, ma si indaga.
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Un pericoloso isolamento
Si può anche concedere che Barack Obama sia stato sgarbato con l’Italia. Ringraziare davanti all’Assemblea delle Nazioni unite Lega araba, Egitto, Tunisia, Francia, Danimarca, Norvegia e Gran Bretagna per il ruolo svolto in Libia contro il regime di Gheddafi, dimenticando il governo di Roma, è un’amnesia singolare. Ma sottolineare l’omissione di un presidente degli Stati Uniti che vive lui stesso un momento di seria difficoltà non basta a eludere una domanda di fondo: perché l’inquilino della Casa Bianca non sente il bisogno di dire grazie anche a un’Italia immersa nel Mediterraneo?
Trovare una risposta confortante non è facile. Riesce impossibile sfuggire alla sensazione di un isolamento crescente del nostro Paese, che tende a essere trattato come il comodo capro espiatorio dei problemi dell’Occidente; e in particolare dell’Europa. Non ci si può non chiedere se un simile atteggiamento sia favorito anche dagli errori del governo di Silvio Berlusconi: dalle oscillazioni sull’operazione in Libia a quelle sulla manovra economica, fino alla tesi autoconsolatoria di un complotto anti-italiano. La verità è che dopo la perdita di ruolo che la Guerra fredda regalava all’Italia, certi atteggiamenti non le sono più consentiti.
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Tremonti assente, mal di pancia nel Pdl
Le critiche di alcuni deputati: «Immorale». Berlusconi glissa e la Santanchè attacca: «Vergogna»
| Giulio Tremonti |
«UN'ALTRA DOMANDA?» - Fabrizio Cicchitto non si è nascosto dietro l'anonimato, e, come altri colleghi, ha accusato il ministro dell'Economia di «atteggiamento non responsabile». La Santanchè ha proprio sparato a zero sul collega di governo. «Nella vita come nella politica - la sua convinzione - bisogna essere uniti, nella buona come nella cattiva sorte. Noi - ha aggiunto senza peli sulla lingua - oggi ci abbiamo messo la faccia in nome del garantismo e in difesa delle prerogative dei parlamentari. Non aver visto la sua - ha concluso Santanché - è ingiustificabile». Silvio Berlusconi, pur con un sorriso tirato, sull'assenza di Tremonti ha preferito glissare. «Un'altra domanda?», ha replicato secco ai giornalisti che lo incalzavano a riguardo.
LE CRITICHE - L'assenza a Montecitorio, in effetti, non fa che complicare la posizione del ministro dell'Economia, resa difficile, già nei giorni scorsi, dal declassamento del debito italiano da parte di Standard&Poor's. Le critiche al titolare di via XX Settembre arrivano dall'opposizione e non solo. In una intervista di qualche giorno fa al Corriere anche il ministro della Cultura Giancarlo Galan è tornato ad attaccare il collega di governo chiedendo al premier di "ridimensionare" il ministro dell'Economi, spacchettando le competenze del ministero.
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Caso Milanese, la Camera dice no all'arresto, ma per soli sei voti
312 contrari al carcere contro 306. Sette i franchi tiratori. Deputati del Pdl: «Immorale l'assenza di Tremonti»
| Tremonti e Milanese in una foto del giugno 2010 (Ansa) |
MILANO - Salvo per una manciata di voti. La Camera ha negato con voto segreto l'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro di Tremonti. Sono 312 i voti contrari all'arresto, 306 i favorevoli, con uno scarto di sole sei schede. Il ministro non ha partecipato al voto del governo tenuta in mattinata perchè , è stato fatto sapere, «è in viaggio per Washington» dove da venerdì iniziano i lavori del Fondo monetario internazionale. Circostanza questa che ha creato non pochi malumori tra le fila del Pdl. Alcuni deputati pidiellini avrebbero infatti giudicato «immorale» la sua assenza. «Ce l'ho fatta per poco»: queste le prima parole pronunciate da Milanese dopo l'esito del voto. Chi sedeva al suo fianco nell'emiciclo di Montecitorio ha cercato di rincuorarlo e lo ha abbracciato. «Sono salvo per il rotto della cuffia», ha aggiunto l'ex consigliere di Tremonti .
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Unipol: pm, premier vada a giudizio
Mondadori: Pd, ci fu legge 'ad aziendam', 75% sanatoria fisco da gruppo
Satellite che cadrà venerdì sulla Terra, «Pezzi potrebbero precipitare sull'Italia»
L'allerta in base alle simulazioni della Nasa.
| La progressione del satellite in avvicinamento alla Terra |