giovedì 22 settembre 2011

A Sky e Mediaset i diritti tv fino al 2015 La Lega incasserà 800 milioni l'anno

Al gruppo di Rupert Murdoch l'esclusiva per la tramissione satellitare di tutta la Serie A, al Biscione le partite delle migliori 12 squadre. Assegnazione a tempo di record, ma resta l'incognita del terzo operatore

di GIULIANO BALESTRERI
Due settimane. E per la Lega Calcio è un record, positivo. Per assegnare i diritti tv dell'ultimo biennio erano serviti mesi. Prima per scegliere l'advisor (sempre la Infront di Marco Bogarelli), poi per scrivere il bando di gara. E infine per aggiudicare l'asta a Sky e Mediaset. Insomma niente di nuovo sotto il sole. Ad eccezione della rapidità e del rialzo della cifra incassata: 2,48 miliardi in tre anni, 1,68 da Sky, poco meno della metà dalle casse del Biscione. Per Sky c'è stato un piccolo sconto, per Mediaset un aumento. Una sperequazione che in Lega viene spiegata così: Sky trasmetterà tutte le partite in esclusiva sul satellite, Mediaset "solo" le migliori 12 squadre sul digitale terrestre. Quelle che garantisco oltre il 90% dell'audience. Come a dire che al Biscione mancheranno 56 delle 380 partite di campionato, quelle giocate dalle squadre più piccole. E meno appetibili. Ecco perché il terzo pacchetto, quello nato sulle ceneri di Dahlia, è rimasto inveduto. E così rimarrà fino a quando la Lega non abbasserà le sue pretese. Da Sky le squadre incasseranno ogni anno 561 milioni (1,4 milioni a partita), da Mediaset 268 (1,2 milioni). Dal terzo operatore - per il momento virtuale - vorrebbero 78 milioni: 1,4 milioni a partita. Una richiesta fuori da ogni logica che ha alimentato le polemiche dei presidenti. Avrebbero preferito incassare di più dai big senza dover contare su un terzo incomodo che forse mai si paleserà. "Il Biscione - spiega un analista - ha fatto un vero affare, ma anche Sky non poteva tirare troppo la corda". Per i primi è un ottimo investimento anche se il costo dei diritti è appena coperto dai ricavi del primo semestre dell'anno di Mediaset Premium (343 milioni); per i secondi si tratta di un asset irrinunciabile. Perché Sky, la tv delle Olimpiadi, in realtà di olimpico ha poco e lo sport si basa quasi esclusivamente sul calcio. Negli anni sono stati dismessi, o comunque ridimensionati, gli investimenti nel basket, nella pallavolo, nell'altletica, nella Formula 1, nel nuoto e anche nel tennis. Insomma per Mediaset il calcio a un prezzo concorrenziale serve ad aumentare gli abbonati, per Sky a tenerli incollati al decoder.

Atene paralizzata dallo sciopero dei trasporti, migliaia di turisti bloccati

Atene, 22 set. (Adnkronos/Dpa) - Dopo aver marciato contro gli aumenti fiscali e i tagli alle pensioni, la Grecia è tornata a protestare con una nuova tornata di scioperi, a cominciare da quello dei trasporti che ha lasciato a piedi migliaia di turisti dopo che i lavoratori dei trasporti pubblici e i controllori del traffico aereo oggi hanno incrociato le braccia. Più di 5.000 lavoratori del settore pubblico, studenti, insegnanti, poliziotti e funzionari di porto hanno marciato verso il parlamento. Centinaia di turisti sono bloccati all'aeroporto internazionale di Atene. Anche i tassisti, che protestano contro l'apertura della loro professione alla concorrenza, hanno deciso di mettere in scena un blocco di 24 ore.

I controllori del traffico aereo hanno scioperato per tre ore nel pomeriggio, costringendo le compagnie aeree a cancellare o riprogrammare decine di voli nazionali e internazionali. Atene è bloccata dal traffico di auto private, a causa del blocco di metropolitana, autobus, filobus, tram, ferrovia locale e nazionale. Anche le aule sono rimaste vuote: gli insegnanti della scuola secondaria, per protestare contro i tagli, si sono uniti allo sciopero.

Gli scioperi arrivano all'indomani dell'annuncio da parte del governo di un ulteriore giro di vite e nuove misure di austerità, che comprendono il licenziamento immediato di 30.000 dipendenti pubblici e nuovi tagli alle pensioni, al fine di garantire i fondi necessari per evitare il fallimento.

La Grecia è sotto crescente pressione dai suoi creditori internazionali, l'Unione europea, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Commissione europea, per ridurre il suo enorme deficit pubblico. Le nuove misure si aggiungono a imposte e ripetuti aumenti delle tasse, così come i tagli agli stipendi del settore pubblico e alle pensioni, che il governo ha attuato nel corso degli ultimi 20 mesi al fine di assicurare il piano di salvataggio.

Il governo ha ammesso che il paese sarà a corto di denaro entro la metà di ottobre. "Se vogliamo salvare il paese e non finire come l'America Latina, allora dobbiamo lavorare", ha detto il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, prima della sua visita di domani a Washington per partecipare alla riunione annuale del Fmi e incontrare Christine Lagarde.
Continua ...

“Berlusconi è come Nerone”

Il Financial Times usa una similitudine già dell’Economist per parlare dell’Italia

L’italia, scrive oggi il Financial Times, ha bisogno di riforme ma Berlusconi non è in grado di realizzarle. “In meno di tre mesi, l’Italia è cambiata. Da un paese in cui il regime fiscale ed economico erano difficili ma non impossibili da curare è diventata un paese il cui sistema politico, atrofizzato ed egoista, rischia di distruggere l’intera eurozona”.

COME NERONE - Molti, dice il quotidiano, sono i “colpevoli” di una simile “allarmante situazione”; “tuttavia la responsabilità principale è di Silvio Berlusconi, il primo ministro che come Nerone suona la lira mentre Roma brucia, e della sua coalizione di centrodestra, sempre più disfunzionale”. Ripercorrendo le vicende degli ultimi mesi, con le richieste della banca Centrale Europea al governo di Roma, il Financial osserva: “nel piano approvato la settimana scorsa dal parlamento italiano…le riforme strutturali…sono assenti e in modo evidentissimo. Il piano del governo – con aumenti di tasse troppo pesanti e tagli alla spesa troppo lievi – “potrebbe addirittura aggravare il problema e, peggio ancora, soffocare la crescita economica essenziale per la stabilità del sistema finanziario italiano per l’economia del paese”.

Continua ...

http://www.giornalettismo.com/archives/150675/berlusconi-e-come-nerone/

Caso Fassino-Consorte, la Procura chiede il processo per Berlusconi e Belpietro

Berlusconi è indagato per rilevazione di segreto d’ufficio in relazione all’intercettazione dell’ex segretario Ds

Il giornalista Maurizio Belpietro, in qualità di direttore del quotidiano Il Giornale, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milanocon l’accusa di omesso controllo e di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alla pubblicazione della telefonata fra Piero Fassino eGiovanni Consorte. Lo comunica con una nota il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati.

INDAGATI BELPIETRO E BERLUSCONI - Era stato il gip Stefania Donadeo a ordinarne l’iscrizione. Lo stesso gip aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pmMaurizio Romanelli nei confronti del premier Silvio Berlusconi. Per Silvio Berlusconi la Procura chiede il processo. L’accusa per il premier è quella di rivelazione di segreto di ufficio. Il reato contestato al capo del Governo, concorso in rivelazione di segreti d’ufficio, si prescriverà nel giugno del 2013, quello contestato a Belpietro nel gennaio 2012.

REATO AUTONOMO - La posizione dell’ex direttore del Giornale che pubblicò l’intercettazione è stata stralciata dai magistrati milanesi rispetto alla posizione del premier. Se per il presidente del Consiglio il passaggio obbligato, dopo il provvedimento della Donadeo, è la richiesta di rinvio a giudizio, per il giornalista gli inquirenti intendono fare attività d’indagine e convocare lo stesso Belpietro in Procura prima di decidere se chiederne il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. La Donadeo che ha indicato per lui un reato “autonomo”, cioè l’omesso controllo del direttore, non in concorso con altri.

Continua ...

http://www.giornalettismo.com/archives/150739/belpietro-indagato-per-le-intercettazioni-fassino-consorte/

“Sono nauseato da Tremonti”

Marco Milanese si sfoga per l’assenza del ministro dell’Economia al voto sulla sua richiesta d’arresto

E’ passata meno di un’ora dal voto dell’aula di Montecitorio che ha respinto l’arresto: il sollievo lascia spazio all’indignazione, sui banchi del governo c’erano tutti ma non il ‘suo’ ministro, Giulio Tremonti. Marco Milanese, in Transatlantico si ferma a parlare con alcuni deputati del Pdl a lui vicini, e si sfoga: “Mi ha deluso, oggi non doveva mancare, sono nauseato”. Lo sfogo lo raccoglie e pubblica l’agenzia di stampa Dire.

NAUSEATO CHI? – Milanese reagisce in maniera forse esagerata a quanto accaduto: dovrebbe sapere, infatti, che il ministro dell’Economia era in partenza per Washington allo scopo di partecipare alla riunione del Fondo Monetario Internazionale. Per un ministro, un impegnoleggermente più importante del voto su un’autorizzazione a procedere. Il fatto che poi il deputato si preoccupi più del suo voto che della situazione economica mondiale, fa parte delle cose che fanno dell’Italia un paese piccolo piccolo.

E SILVIO SI PREOCCUPA - Solo sette voti? E’ la domanda che un perplesso Silvio Berlusconi rivolge a Ignazio La Russa, che gli siede accanto ai banchi del governo, quando Gianfranco Fini scandisce l’esito della votazione (segreta) che respinge la richiesta di arresto per Marco Milanese. Sette voti appena di maggioranza: una soglia di sicurezza per il deputato ‘salvato’ dall’aula, ma che sembra lasciare di stucco il premier. Ad alimentare la tensione di una mattinata al cardiopalma per la maggioranza, l’assenza di Giulio Tremonti. Il ministro dell’Economia e’ impegnato oggi alle 16 (ora Usa) a Washington in una riunione del Fondo monetario internazionale dove rappresenta l’Italia. Ma lo stesso alcuni deputati del Pdl non risparmiano il superministro: ‘noi qui a salvare il suo collaboratore e lui non c’e’. E’ immorale’, spiegano.

Il tradimento diventa illecito civile

Il tradimento diventa illecito civile
Fino ad oggi di casi di divorzi avvenuti per causa di tradimenti se ne erano sentiti molti. Storie di ordinaria quotidianità,possono essere definite, ma quello che è successo ad una coppia di sposi segna ufficialmente il futuro delle cause. Se il tradimento non è mai stato considerato un motivo valido per poter chiedere in tribunale un risarcimento, il caso di cui vi stiamo per parlare potrebbe costituire una svolta. Una coppia di sposi, che dopo aver convissuto per rotto anni sono giunti a nozze. Ma il matrimonio è durato solo tre anni a causa del tradimento da parte del marito. Dopo la separazione la donne cade in un forte stato di depressione, condizione che la porta ad avere una degradazione permanente dello stato di salute. A lungo la donna aveva chiesto in tribunale un risarcimento per i danni avuti dalla separazione , ma per i primi due gradi la richiesta le era stata negata perché, sia secondo il tribunale di Savona e che per la corte di Appello di Genova “I danni da tradimento non sono risarcibili”. LA sentenza numero 18853 della prima sezione civile cambia le carte in gioco e dopo aver dimostrato con le dovute certificazioni lo stato di salute della donna, decide di darle ragione facendo diventare il tradimento un illecito civile. Quindi se il tradimento è stato consumato con modalità plateali ed offensive a tal punto da condurre il coniuge ad un malessere fisico o psichico allora può ritenersi lecito chiedere un risarcimento.

Immigrati: dopo Lampedusa la rivolta arriva a Torino

Immigrati: dopo Lampedusa la rivolta arriva a Torino

Dieci persone sono finite in manette, ma si indaga.

TORINO – La rivolta degli immigrati a Lampedusa sembra aver contagiato anche gli immigrati del Cie di Torino. Proprio nel Centro di identificazione ed espulsione del capoluogo piemontese, infatti, sono scoppiati nella notte diversi disordini: a dare il via alle proteste, a quanto pare, sarebbe stata in questo caso una manifestazione di appartenenti all’area anarco-antagonista che, attorno a mezzanotte, hanno iniziato a lanciare numerose palline da tennis all’interno del Centro torinese. Queste palline contenevano diversi fogliettini, con i quali si invitavano gli immigrati-ospiti del Centro a fomentare una rivolta, citando anche gli scontri avvenuti nel pomeriggio a Lampedusa. Numerosi immigrati a questo punto hanno iniziato a lanciare oggetti verso le forze dell’ordine e a forzare i cancelli dello stesso Centro, che sono stati sfondati. Nel pieno della violenta sommossa molti stranieri sono riusciti a scavalcare le mura perimetrali e, nonostante polizia e carabinieri abbiano arrestato dieci persone di varie nazionalità, fra cui Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto, per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, 22 stranieri sono riusciti a fare perdere le loro tracce. Nove in totale i feriti: 3 appartenenti alla Polizia di Stato, 4 all’Esercito Italiano e 2 alla Croce Rossa. In queste ore la Polizia e i Carabinieri sono al lavoro per analizzare meglio quelle che sono state le dinamiche dell’accaduto e soprattutto per cercare di ritrovare gli ospiti del centro fuggiti. Intanto sono 10 le persone finite in manette: due da parte dei Carabinieri (un clandestino algerino di 24 anni e un altro egiziano di 32 anni che, assieme ad altri, con una spranga di ferro lunga 78 centimetri, ha colpito alcuni agenti), mentre gli altri arrestati provengono da diverse nazioni, fra cui Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto. Le accuse nei loro confronti sono di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Approvato il Def in Cdm, ma una nuova manovra fiscale è alle porte

Approvato il Def in Cdm, ma una nuova manovra fiscale è alle porte
ROMA - Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il Documento di Economia e Finanza (il vecchio Dpef) con le previsioni dei prossimi tre anni sull'economia in Italia. E sono previsioni pessime, anche se migliori dei dati previsti dall'Fmi solo 48 ore fa. Secondo il Def, l'Italia crescerà nel 2011 dello 0,7% (quindi è confermata la stasi per il secondo semestre dell'anno, dato che nel primo semestre lo 0,7% già l'abbiamo raggiunto, ndr), contro l'1,1% previsto ad aprile; nel 2012 una crescita dello 0,6% contro l'1,3% previsto ad aprile; nel 2013 una crescita dello 0,7% rispetto all'1,5%. Nonostante l'economia bloccata - che significa un calo dei consumi ed un aumento della disoccupazione - il governo conferma che a fine anno il deficit sarà pari al 3,9% del Pil (circa 55 miliardi), nel 2012 scenderà all'1,9% (circa 30 miliardi) e nel 2013 si raggiungerà un deficit dello 0,1% (circa 1,5 miliardi). A cui poi seguirà nel 2014 un avanzo di bilancio, grazie alla norma che prevede una entrata di 20 miliardi attraverso una riforma fiscale o attraverso il taglio degli aiuti fiscali alle famiglie nel caso la riformna non venga fatta o non raggiunga i suoi obiettivi. Le manovre fiscali approvate faranno schizzare verso l'alto la pressione fiscale, che a fine 2011 si attesterà al 42,7%, contro il 43,8% del 2012 e al 43,9% nel 2013. Dato questo in contraddizione con i precedenti: visto che sono previste più tasse per oltre 25 miliardi ed una crescita inferiore all'1%, non si capisce come possa restare costante la pressione fiscale. Ma incongruenze ci sono anche tra la crescita zero che ci aspetta nel prossimo quinquennio, secondo questo documento, e la conferma degli obiettivi di deficit. Tanto che ormai appare certo che il governo si appresta a varare, entro fine anno, una nuova manovra, quella che viene indicata come "per il rilancio dell'economia". Le stime più favorevoli parlano di almeno 7-10 miliardi tra il 2012 e il 2013; ma c'è anche ci sostiene che una manovra, in questa situazione, arrecherebbe un tale danno ai consumi, da far scendere bruscamente il Pil e quindi costringere ad arrivare a 20 miliardi.

Sesso con animali, business da 50 milioni all'anno. E arriva il telefono anti-abusi

Roma, 22 set. (Adnkronos) - E' stata attivata la prima linea telefonica per denunciare gli abusi sessuali degli umani sugli animali. Oggi infatti l'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) ha inaugurato il telefono arancione, tramite il quale si potranno denunciare siti, annunci e atti che riguardano l'utilizzo a fini sessuali di qualsiasi animale. Un fenomeno che in Italia ha un mercato di circa 50 milioni l'anno, tra siti internet, video hard e film a pagamento.

"Quello della zoorastia è un fenomeno di cui in Italia si sa poco ma che purtroppo è più praticato di quanto si pensi. Ogni anno vengono censiti almeno 4.000 annunci che appaiono sui siti online di persone che cercano ed offrono sesso con animali, spesso a pagamento" fa sapere l'associazione in una nota.

Accanto agli annunci online "sono attivi almeno 15mila siti internet pornografici che offrono filmati scaricabili gratuitamente e - continua - veri e propri film in download a pagamento dove i soggetti sono gli animali abusati sessualmente ed insieme a loro spesso - sottolinea - ci sonobambini e bambine obbligati ad avere rapporti sessuali con animali(cani, cavalli, pecore, mucche ma anche galline e maiali) per produrre questi film". Qualcosa da non sottovalutare dato che il mercato del sesso con animali, compreso il fenomeno dei video hard, oggi è stimato attorno ai 50 milioni di euro l'anno solo in Italia.

L'Aidaa inoltre non esclude anche la presenza di un circuito di 'viaggi del sesso con animali' verso i paesi dell'est Asia cosi come avviene per la pedofilia. "Sarebbe almeno un italiano su mille ogni anno ad aver a che fare direttamente o indirettamente con i menage sessuali con la presenza di animali. Da qui la decisione di Aidaa di aprire un vero e proprio servizio di segnalazione e denuncia di abusi sessuali ai danni di animali".

Per accedere al servizio, anche in forma anonima, è sufficiente telefonare tutti giorni dalle 10 alle 12 al numero 3926552051 per poter effettuare le proprie segnalazioni, ma anche per segnalare annunci o siti che propagandano la zoorastia. "Il fenomeno della zoorastia è purtroppo molto diffuso anche negli ambiti così detti a elevato reddito - dice Lorenzo Croce presidente nazionale di Aidaa - cosi come vale la pena di ricordare che vi sono molte persone che ritengono che fare sesso con il proprio animale domestico sia lecito invece che una pratica abominevole che spesso nasconde altre pratiche gravi. Da qui la decisione di avviare questa linea telefonica che presto sarà accompagnata anche da un pool di esperti che avranno il compito di analizzare il fenomeno della zoorastia nel suo complesso e nei singoli casi".

Un pericoloso isolamento

Si può anche concedere che Barack Obama sia stato sgarbato con l’Italia. Ringraziare davanti all’Assemblea delle Nazioni unite Lega araba, Egitto, Tunisia, Francia, Danimarca, Norvegia e Gran Bretagna per il ruolo svolto in Libia contro il regime di Gheddafi, dimenticando il governo di Roma, è un’amnesia singolare. Ma sottolineare l’omissione di un presidente degli Stati Uniti che vive lui stesso un momento di seria difficoltà non basta a eludere una domanda di fondo: perché l’inquilino della Casa Bianca non sente il bisogno di dire grazie anche a un’Italia immersa nel Mediterraneo?

Trovare una risposta confortante non è facile. Riesce impossibile sfuggire alla sensazione di un isolamento crescente del nostro Paese, che tende a essere trattato come il comodo capro espiatorio dei problemi dell’Occidente; e in particolare dell’Europa. Non ci si può non chiedere se un simile atteggiamento sia favorito anche dagli errori del governo di Silvio Berlusconi: dalle oscillazioni sull’operazione in Libia a quelle sulla manovra economica, fino alla tesi autoconsolatoria di un complotto anti-italiano. La verità è che dopo la perdita di ruolo che la Guerra fredda regalava all’Italia, certi atteggiamenti non le sono più consentiti.

Continua ...

http://www.corriere.it/editoriali/11_settembre_22/franco_pericoloso-isolamento_f08f882a-e4d8-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf.shtml

Tremonti assente, mal di pancia nel Pdl

Le critiche di alcuni deputati: «Immorale». Berlusconi glissa e la Santanchè attacca: «Vergogna»

Giulio Tremonti
Giulio Tremonti
MILANO - Sul caso Milanese il governo ha tenuto. Il «no» all'arresto è passato con sei voti di scarto, salvando il deputato del Pdl. I malumori nella maggioranza, tuttavia, non sono mancati. Scatenati dalla presenza di sette franchi tiratori nella maggioranza che hanno votato con l'opposizione e dall'assenza in Aula di Giulio Tremonti, di cui Milanese è stato consigliere politico. Ufficialmente, il ministro era impegnato per la riunione del Fondo monetario internazionale a Washington. Ma la sua decisione di non partecipare al voto ha scatenato più di un mal di pancia nel partito del premier. Alcuni deputati di maggioranza, pur invocando l'anonimato, non hanno saputo trattenere le critiche in Transatlantico: l'assenza di Tremonti a Montecitorio «è immorale - hanno tuonato -. Noi siamo qui a salvare il suo collaboratore e lui non c'è».

«UN'ALTRA DOMANDA?» - Fabrizio Cicchitto non si è nascosto dietro l'anonimato, e, come altri colleghi, ha accusato il ministro dell'Economia di «atteggiamento non responsabile». La Santanchè ha proprio sparato a zero sul collega di governo. «Nella vita come nella politica - la sua convinzione - bisogna essere uniti, nella buona come nella cattiva sorte. Noi - ha aggiunto senza peli sulla lingua - oggi ci abbiamo messo la faccia in nome del garantismo e in difesa delle prerogative dei parlamentari. Non aver visto la sua - ha concluso Santanché - è ingiustificabile». Silvio Berlusconi, pur con un sorriso tirato, sull'assenza di Tremonti ha preferito glissare. «Un'altra domanda?», ha replicato secco ai giornalisti che lo incalzavano a riguardo.

LE CRITICHE - L'assenza a Montecitorio, in effetti, non fa che complicare la posizione del ministro dell'Economia, resa difficile, già nei giorni scorsi, dal declassamento del debito italiano da parte di Standard&Poor's. Le critiche al titolare di via XX Settembre arrivano dall'opposizione e non solo. In una intervista di qualche giorno fa al Corriere anche il ministro della Cultura Giancarlo Galan è tornato ad attaccare il collega di governo chiedendo al premier di "ridimensionare" il ministro dell'Economi, spacchettando le competenze del ministero.

Continua ...

http://www.corriere.it/politica/11_settembre_22/tremonti-assente-voto-milanese-malumori-pdl_6aaae568-e51b-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf.shtml

Caso Milanese, la Camera dice no all'arresto, ma per soli sei voti

312 contrari al carcere contro 306. Sette i franchi tiratori. Deputati del Pdl: «Immorale l'assenza di Tremonti»

Tremonti e Milanese in una foto del giugno 2010 (Ansa)
Tremonti e Milanese in una foto del giugno 2010 (Ansa)

MILANO - Salvo per una manciata di voti. La Camera ha negato con voto segreto l'arresto di Marco Milanese, ex braccio destro di Tremonti. Sono 312 i voti contrari all'arresto, 306 i favorevoli, con uno scarto di sole sei schede. Il ministro non ha partecipato al voto del governo tenuta in mattinata perchè , è stato fatto sapere, «è in viaggio per Washington» dove da venerdì iniziano i lavori del Fondo monetario internazionale. Circostanza questa che ha creato non pochi malumori tra le fila del Pdl. Alcuni deputati pidiellini avrebbero infatti giudicato «immorale» la sua assenza. «Ce l'ho fatta per poco»: queste le prima parole pronunciate da Milanese dopo l'esito del voto. Chi sedeva al suo fianco nell'emiciclo di Montecitorio ha cercato di rincuorarlo e lo ha abbracciato. «Sono salvo per il rotto della cuffia», ha aggiunto l'ex consigliere di Tremonti .

Continua ...

http://www.corriere.it/politica/11_settembre_22/milanese-voto-tremonti-assente_dda22b3c-e4f6-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf.shtml

Unipol: pm, premier vada a giudizio

(ANSA) - MILANO - Il pm di Milano Maurizio Romanelli, su ordine del gip Stefania Donadeo, ha chiesto il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi imputato di concorso in rivelazione del segreto d'ufficio per la vicenda dell' intercettazione Fassino-Consorte ai tempi della tentata scalata di Unipol a Bnl. Dopo una prima richiesta di archiviazione e una successiva imputazione coatta, la posizione del premier - spiega il procuratore Bruti Liberati - sara' decisa davanti al giudice dell'udienza preliminare.

Mondadori: Pd, ci fu legge 'ad aziendam', 75% sanatoria fisco da gruppo

Roma, 22 set - "Un anno fa fece scalpore la decisione del Governo di inserire in manovra la possibilita', per le aziende che avessero dopo 10 anni cause ancora pendenti al terzo grado di giudizio e avessero vinto nei precedenti due passaggi di poter 'estinguere' la lite pagando un modesto 5% delle somme in contestazione con l'Erario. Sembrava una disposizione 'vestita' su misura della Mondadori S.p.A., che ha potuto cosi' 'chiudere' in via definitiva la sua vertenza, su un mancato pagamento di 173 milioni pretesi dall'Agenzia delle Entrate, con un esborso di 8,6 milioni, tanto che si parlo' di legge 'ad aziendam'". Lo dichiara il senatore del Pd Giuliano Barbolini. "Marina Berlusconi, Presidente di Fininvest e Mondadori, ha bollato le proteste come strumentalizzazioni - prosegue Barbolini - affermando che molti altri soggetti vi avevano fatto ricorso, traendone una analoga convenienza. Ieri, alla terza interrogazione che ho presentato su questa vicenda qualche elemento di chiarezza ha finalmente cominciato ad emergere. Al governo risulta che effettivamente 66 aziende hanno utilizzato la norma: le somme pretese dall'Erario assommavano globalmente a quasi 226 milioni di euro, che sono state 'sanate' versando un importo complessivo di circa 13 milioni. Ma con una sostanziale differenza: il contenzioso Mondadori pesa su questi importi per oltre il 75%, mentre meno del 25% si spalma tra tutti gli altri 65 soggetti interessati. Come avevamo sostenuto - conclude il senatore PD - si e' trattata veramente dell'ennesima legge 'ad aziendam'".

Satellite che cadrà venerdì sulla Terra, «Pezzi potrebbero precipitare sull'Italia»

L'allerta in base alle simulazioni della Nasa.

La progressione del satellite in avvicinamento alla Terra
La progressione del satellite in avvicinamento alla Terra
MILANO - Alcuni componenti del vecchio satellite della Nasache dovrebbe rientrare nell'atmosfera terrestre nei prossimi giorni, potrebbero finire sull'Italia. È uno degli scenari che, secondo fonti qualificate citate dall'agenziaAnsa - in queste ore si stanno delineando nelle simulazioni effettuate dalle agenzie spaziali. Per analizzare questi scenari e mettere a punto gli eventuali interventi che potrebbero coinvolgere il sistema di Protezione civile, il capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, ha convocato per giovedì mattina una riunione del comitato operativo d'intesa con l'Asi, l'Agenzia spaziale italiana.
LA DINAMICA - Al momento, spiegano le fonti, non ci sono dati certi ma le simulazioni effettuata dalla Nasa darebbero come possibile e probabile che, al momento del rientro del satellite - quando questo brucerà nell'atmosfera - 26 suoi componenti potrebbero raggiungere il suolo e cadere in un raggio di 800 chilometri. Tra le traiettorie possibili di caduta, secondo quanto prevedono al momento le simulazioni, viene indicata anche l'Italia. Ma viene ribadito si tratta di simulazioni al computer che dovranno essere confermate, o smentite, dall'analisi dei dati che arriveranno nelle prossime ore.

Mengoni, Re Matto e' morto, ora nuova saga

(ANSA) - ROMA - ''Il Re Matto è morto. Inizia la nuova saga''. Marco Mengoni introduce così 'Solo 2.0', il suo album in uscita il 27 settembre, lavoro che però non si ferma alle canzoni, ma abbraccia un concept più ampio: '''Solo' e' il titolo del disco, del primo singolo ed e' anche il personaggio di un fumetto che ho creato, insomma è tutto un progetto, un combo'', racconta il trionfatore di X Factor 3.

lunedì 19 settembre 2011

Black out nel quartiere europeo a Bruxelles, evacuato l'Europarlamento

Bruxelles, 19 set. (Adnkronos/Aki/Ign) - Black out in una parte del quartiere europeo a Bruxelles, che ha costretto all'evacuazione dell'intero Europarlamento. Centinaia e centinaia di funzionari, impiegati ed eurodeputati sono stati fatti uscire dall'istituzione Ue, dove tutto è rimasto completamente paralizzato, dai sistemi di sicurezza agli uffici. Tutta la zona, inclusi bar, caffè, negozi e gli altri uffici, sono rimasti al buio, e la gente si è riversata in strada nell'impossibilità di lavorare.

Secondo quanto si è appreso, una cabina di trasformazione elettrica gestita dalla società belga Elia ha preso accidentalmente fuocoverso le 14,30. Questa, situata in rue Wiertz, appena dietro il Parlamento europeo, fornisce l'elettricità di buona parte del quartiere delle istituzioni Ue di Bruxelles. L'incidente ha quindi lasciato al 'buio' anche parte degli edifici di Consiglio e Commissione Ue, tra cui il Berlaymont, ma anche tutti gli altri immobili, illuminazione pubblica e anche i semafori della zona.

I tecnici del gestore della rete elettrica sono al lavoro per cercare di ripristinare integralmente la situazione, tanto che almeno in alcuni edifici Ue, tra cui il Berlaymont, la corrente sta facendo ritorno e si sono svolte, anche se con un po' di ritardo, le attività previste, tra cui l'incontro tra il commissario all'allargamento Stefan Fuele e il premier armeno Trigran Sargsyan.

All'Europarlamento, invece, tutto annullato, in particolare le riunioni delle commissioni e anche il trilogo per chiudere definitivamente l'accordo sul rafforzamento della governance economica europea, dopo l'intesa finalizzata a Wroclaw tra il Consiglio Ue e l'Aula.

Giappone: 60mila protestano a Tokio contro energia nucleare

Tokio, 19 set. (Adnkronos/Dpa) - Una folla di 60mila persone ha manifestato oggi a Tokio contro l'energia nucleare, a poco piu' di sei mesi dal grave incidente di Fukushima. Una protesta rafforzata dal timore che il nuovo governo di Yoshihiko Noda non sia piu' cosi' deciso a uscire dal nucleare come prometteva invece l'ex primo ministro Naoto Kan.

Processo Mills, la sentenza è più vicina

(Adnkronos)
Roma, 19 set. (Ign/Adnkronos) - I giudici hanno 'tagliato' una decina di testi del processo Mills e hanno fissato al 28 ottobre l'interrogatorio dell'unico imputato, Silvio Berlusconi. Con una lunga ordinanza letta nel pomeriggio, in particolare, i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno cancellato l'esame di diversi testi residenti in Gran Bretagna e che avrebbero dovuto essere interrogati per rogatoria.

Contestualmente il Tribunale ha cancellato anche altri testi proposti dalla difesa bocciandoli come "superflui". Una decisione, quella dei giudici, cheaccelera i tempi del procedimento e avvicina la sentenza di primo grado. In aula si tornerà il 24 ottobre con l'esame in videoconferenza di David Mills, poi il 28 ottobre per del Cavaliere.

Sarà Silvio Berlusconi a decidere se farsi interrogare nell'ambito del processo milanese sul caso Mills dove risponde di corruzione in atti giudiziari. Lo afferma Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e difensore del premier. Il Tribunale di Milano "ha abdicato ai suoi doveri", ha commentato il legale l'ordinanza con la quale i giudici hanno 'cancellato' una serie di testimoni. A questo punto, ha aggiunto Ghedini "la presenza della difesa è inutile. Se non ci vengono dati i testi resta poco da fare". Anche per Piero Longo con questa ordinanza "il Tribunale rinuncia alla sua giurisdizione".

L'"estremo appello alla sopravvivenza del procedimento" era stato lanciato in aula questa mattina dal pm Fabio De Pasquale. "Se c'è possibilità che questo processo arrivi a conclusione - aveva sottolineato il magistrato - è necessario fissare al più presto le rogatorie e concentrarle in tre giorni".

E' iniziata intorno alle 11 l'udienza di oggi, a cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha lasciato il tribunale poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni. "Come sto? Io sto bene. Voi invece avete delle brutte facce... scherzo", aveva detto il Cavaliere ai giornalisti presenti al suo arrivo in tribunale. Divisi dalle transenne, alla domanda se avesse intenzione di dire 'qualcosa', magari al termine dell'udienza, il premier aveva replicato nuovamente ironico con un "qualcosa".
Continua ...

Caso Tarantini, inchiesta stralcio: al vaglio della Procura 15 appalti

Roma, 19 set. (Adnkronos/Ign) - Sono almeno una quindicina gli appalti ai quali ambiva l'imprenditore Gianpaolo Tarantini e ora finiti nel mirino della Procura di Bari nell'inchiesta che è stata stralciata dall'indagine sulle ragazze, alcune delle quali escort, che Tarantini ha portato nelle residenze del premier Silvio Berlusconi. E' quanto trapela negli ambienti investigativi baresi: sarebbero, al momento, cinque gli indagati, ma il numero potrebbe crescere.

I pm Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis ipotizzano l'associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla corruzione: gli appalti finiti nell'indagine sono quelli di cui Tarantini parla durante le sue telefonate intercettate, ovvero affari milionari da fare con Finmeccanica e Protezione civile. Nessuno dei suoi progetti, in realtà, poi è andato in porto.

Intanto è durata oltre tre ore l'audizione dell'ex sostituto procuratore del tribunale di Bari, Giuseppe Scelsi, davanti alla I Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura nell'ambito dell'istruttoria aperta su presunti ritardi da parte della Procura di Bari nell'inchiesta sulle escort, in particolare sull'operato del procuratore capo Antonio Laudati.

Mentre la Procura di Napoli è sempre intenzionata a sentire il premier come testimone nell'ambito dell'inchiesta su una presunta estorsione ai suoi danni. E anche se era ieri l'ultimo dei quattro giorni indicati dai magistrati napoletani per l'audizione del premier, non si esclude che la procura possa ancora trovare un accordo con i legali di Berlusconi.

A quanto apprende l'Adnkronos da fonti giudiziarie la Procura attende quindi ulteriori sviluppi, almeno fino a mercoledì, quando inizierà la procedura al Riesame, che dovrà pronunciarsi sulle misure cautelari nei confronti di Giampaolo Tarantini, che si trova in carcere, e Walter Lavitola, latitante all'estero.
Continua ...

Mafia: da pentito nuove accuse contro Cuffaro e Romano

Palermo, 19 set. - (Adnkronos) - L'ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, e il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, avrebbero avuto stretti rapporti con Cosa nostra. A raccontarlo e' il collaboratore di giustizia Stefano Lo Verso, ex vivandiere di Bernardo Provenzano. Le nuove accuse per Cuffaro, gia' condannato per favoreggiamento mafioso, e Romano sono contenute nei verbali con le dichiarazioni del pentito allegati al ricorso in appello presentato dalla Procura di Palermo contro il proscioglimento di Salvatore Cuffaro dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, decisa lo scorso febbraio dal gup Vittorio Anania.