sabato 24 settembre 2011

Romano avverte il centrodestra

«Sono il leader di un partito di governo, se sarò sfiduciato cambia la maggioranza»

ROMA - Lo dice con grandissima cautela, «ragionando per ipotesi» e ricorrendo alle arti diplomatiche. Ma il senso è chiaro. «Io sono il leader di un partito politico che sostiene il governo - avverte Saverio Romano -. Con numeri diversi cambierebbe la maggioranza». I «numeri diversi» a cui il ministro dell'Agricoltura allude sono quelli di una eventuale sfiducia contro di lui. Un caso che nella storia italiana ha un solo precedente: Filippo Mancuso, l'ex Guardasigilli sfiduciato nel 1995 e morto nel maggio scorso a 88 anni. Romano dunque non si dimette. E rilancia. Parla delle missioni che lo attendono tra la Cina e l'India e rivendica i risultati del suo primo semestre. Sulla sua testa pende come una spada la mozione di sfiducia ad personam eppure lui si dice «ottimista». La possibilità che la Camera voti le dimissioni non è «un evento nel novero delle cose possibili». L'ex centrista che un anno fa tagliò i ponti con Casini per entrare in maggioranza alla guida del Pid, quattro preziosi voti, è imputato per concorso in associazione mafiosa e rischia di essere rinviato a processo. E così convoca i giornalisti e chiede di essere giudicato per le sue azioni politiche. La sfiducia presentata dal Pd e appoggiata da terzo polo e Idv sarà messa ai voti il 28 settembre. Romano non ha paura, nella manica sente di avere tre assi. Il primo è Berlusconi, che gli ha rinnovato «stima e fiducia». Il secondo è Bossi, il quale non lo ama però lo ha rassicurato sulla lealtà della Lega per bocca di Marco Reguzzoni: «Bocceremo la sfiducia». E il terzo asso è il regolamento della Camera. Il «verdetto» infatti non avverrà a scrutinio segreto, bensì a voto palese e per appello nominale, come per la fiducia al governo. È questa la differenza sostanziale con Marco Milanese, che ha scampato l'arresto per sei voti. Nel caso di Romano i deputati dovranno metterci la faccia, il che neutralizza i franchi tiratori.
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Spari vicino alla messa del Papa: ferita una guardia privata tedesca

La visita del Papa in Germania
Erfurt, 24 set. (Adnkronos/Dpa/Ign) - Colpi di arma da fuoco sono stati esplosi oggi in prossimità di un posto di controllo a circa 400 metri dalla Cattedrale di Erfurt, dove il Papa ha celebrato più tardi una Messa. Rimasta ferita lievemente una guardia privata tedesca, apprende l'Adnkronos da fonti qualificate. L'uomo sarebbe stato colpito da un colpo sparato con un'arma ad aria compressa. La situazione è comunque sotto controllo e non ci sono state ripercussioni nell'area della celebrazione religiosa, che è proseguita senza interruzioni, come da programma

La dinamica dell'accaduto resta al momento poco chiara. Secondo le prime informazioni diffuse dall'emittente tedesca MDR l'incidente è avvenuto due ore prima dell'inizio della celebrazione: un sospetto ha aperto il fuoco contro le forze di sicurezza. Poi, però, nessuna conferma degli spari e del ferito è arrivata dal portavoce della polizia Dirk Sauter, secondo quanto riferito da Dpa. L'emittente ha intanto reso noto che ilsospetto è stato fermato e la sua abitazione è stata perquisita.

Caso Tarantini, l'accusa dei pm soldi da Berlusconi per dire il falso

Il capo del governo rischia di passare da parte lesa a indagato. La procura di Napoli insiste sulla competenza ma trasferisce gli atti a Roma

di DARIO DEL PORTONAPOLI - La Procura mantiene il punto sulla competenza territoriale, boccia come inattendibile il memoriale del premier Silvio Berlusconi e chiede al Tribunale del Riesame di valutare la possibilità di qualificare i fatti al centro dell'indagine sul ricatto al presidente del Consiglio anche sotto un'altra luce: quella proiettata dall'articolo 377 bis del codice penale che punisce chi induce con minacce o dietro il pagamento di denaro l'indagato o l'imputato a tacere oppure a "rendere dichiarazioni mendaci" all'autorità giudiziaria. Iniziata come estorsione, la vicenda del fiume di denaro versato da Berlusconi a Gianpaolo Tarantini attraverso Valter Lavitola potrebbe dunque essere proseguita secondo gli inquirenti in forma diversa. Ricostruzione che fa rischiare al premier, ad oggi solo "persona offesa", l'iscrizione nel registro degli indagati con l'accusa di aver indotto Gianpi a tacere o mentire. La lunga udienza celebrata ieri a Palazzo di Giustizia si è snodata dunque sul confronto fra le tesi della Procura, rappresentata dai pm Francesco Curcio, Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, e le arringhe degli avvocati Alessandro Diddi e Ivan Filippelli, legali di Tarantini, e Gaetano Balice, difensore di Lavitola. I penalisti hanno chiesto l'annullamento dell'ordinanza cautelare che tiene Gianpi in carcere dal primo settembre, la moglie Nicla agli arresti domiciliari mentre Lavitola è latitante.
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“La pornografia è un mercato della carne”

A Londra le femministe protestano contro l’industria a luci rosse

Decine di femministe hanno manifestato nel centro di Londra per protestare contro il “mercato della carne” dell’industria pornografica, mentre i dirigenti dell’intrattenimento per adulti partecipavano ad un vertice internazionale a Bloomsbury.

COME MACELLAIE - Vestite come macellai con tanto di grembiule imbrattato di sangue finto, le attiviste hanno agitato coltelloni da macellaio e cantato inni davanti all’hotel Radisson: “Non siete i benvenuti nella nostra città”, “Pornografi tornate a casa vostra”, hanno cantato. XBIZ UE è il nome della conferenza aperta a Londra oggi, che durerà tre giorni ed è stata definita come “conferenza internazionale dei media digitali” per l’industria dell’intrattenimento per adulti. Tra i relatori Michael Klein, presidente di Hustler, nota rivista e sito web pornografici, e Berth Milton, presidente e amministratore delegato di Private Media Group, produttore e distributore di pornografia. Il suo sito, dice, è “progettato per offrire seminari formativi all’avanguardia, laboratori di tecnologia coinvolgenti, presentare ospiti di riguardo e rendere conto delle prospettive future del settore”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/151291/la-pornografia-e-un-mercato-della-carne/

La foto di Lavitola con Berlusconi a Panama

Il Fatto pubblica uno scatto del 2010

Un viaggio ufficiale. Con al seguito un faccendiere. Valter Lavitola, mercante di pesce ed editore dell’Avanti, nella foto pubblicata dal Fatto Quotidiano scende dall’aereo insieme a Silvio Berlusconi a Panama. L’articolo di Ferruccio Sansa racconta:

L’aereo della Presidenza del Consiglio atterra. Lo sportello si apre ed ecco che scende Berlusconi. Subito dopo si affaccia il resto della delegazione italiana che ha viaggiato a spese dello Stato sull’Airbus presidenziale: accanto a Berlusconi… s e m b ra proprio lui, anzi è lui, Valter Lavitola. L’unico senza cravatta. Si guarda intorno come uno che è di casa da quelle parti. Il Cavaliere e Lavitola sono accolti dalla banda che suona l’in – no. Berlusconi stringe mani, Lavitola si scambia pacche sulle spalle con i notabili panamensi.

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http://www.giornalettismo.com/archives/151319/la-foto-di-lavitola-con-berlusconi-a-panama/

Roma, Inter, Lazio, Napoli: le 14 partite di A su cui indagano i giudici

Un nuovo scandalo calcioscommesse e le mani della camorra sul pallone

Sono 14 le partite su cui indagano gli inquirenti napoletani. Tutte con risultati “strani” sui quali le scommesse sono state tante, troppe. Tante da far pensare a combine. Ecco l’elenco tratto da un articolo di Repubblica:

CATANIA-CHIEVO 1-1 (16 gennaio 2011) Prima della partita, annota la polizia giudiziaria, in ambienti malavitosi e vicini agli ultras si sparge la voce che la partita finirà con un pareggio. Sarà così. E l’allenatore siciliano Gianpaolo sarà esonerato. GENOA-ROMA 4-3 (26 febbraio 2011) Sportivamente è la partita che segna la cacciata di Claudio Ranieri dalla Roma. Giudiziariamente è la gara di cui al telefono parla Marco Paoloni (il portiere arrestato dalla procura di Cremona) come “over” sicuro. Per gli scommettitori è l’affare del secolo. BRESCIA-BOLOGNA 3-1 (2 aprile 2011) La gara è una delle più giocate. Si scommette sull’1 e sull’over. In un’intercettazione telefonica tale Pietro Bassi, «amico del direttore sportivo della Nocerina», dieci giorni prima della partita assicura l’ex calciatore Gianfranco Parlato: «Mi ha detto che la settimana prossima il Brescia con il Bologna prende tutto… Ci mettiamo qualcosa noi, capito? ». CHIEVO-SAMPDORIA 0-0 (3 aprile 2011) Per gli scommettitori è il biscotto perfetto, al centro di tre indagini sul calcioscommesse. «Ha vinto la paura» dirà il commentatore di Sky al termine. In realtà a credere ai bookmakers hanno vinto tutti. BOLOGNA-NAPOLI 0-2 (10 aprile 2011) La partita è da 2 fisso secondo gli scommettitori. Due sono i gol che segna il Napoli, entrambi nel secondo tempo. Questa volta più che le intercettazioni telefoniche possono essere utili le cronache sportive: ci sono due clamorosi errori del portiere Viviano che prima appoggia la palla a Mascara e poi provoca il rigore su Lavezzi.
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Tbc, anche Fazio positivo al test

Il ministro: «Mi rivolgo ai genitori dei bimbi contagiati: Essere positivi non vuol dire avere la malattia »

Ferruccio Fazio
Ferruccio Fazio
«L’idea è stata mia. Volevo trovare un modo per comunicare e far capire che essere positivi al batterio della tubercolosi non significa avere la malattia. Il mio gesto è stato un messaggio ai genitori dei bambini contagiati al policlinico Gemelli. State tranquilli».

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio dieci giorni fa si è sottoposto al test per la Tbc, il Quantiferon. Una trovata pubblicitaria, più o meno l’equivalente di quando all’epoca del disastro nucleare di Fukushima il ministro ha mangiato in diretta il sushi per far comprendere l’inesistenza del rischio di tossicità legato al consumo di alimenti tipici della cucina giapponese, a cominciare dal pesce. Ma anche Fazio è risultato positivo al test. La notizia della positività è stata diffusa nel corso del convegno dell’associazione Codacons da Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità.

Perché, ministro, ha pensato di sottoporsi al test? «C’era bisogno di fare chiarezza e rassicurare. Il 12% degli italiani risulterebbero positivi alla tubercolosi come me e la percentuale fra i medici sarebbe sicuramente più alta. Io ero sicuro di essere positivo. Perché sono medico e ho sempre frequentato ospedali ed era improbabile che non fossi mai entrato in contatto col batterio e che il mio sistema immunitario non avesse avuto una reazione di difesa. Ho voluto spiegare con un esempio pratico che essere positivi al test non significa essere malati. La percentuale di casi di malattia è uno ogni 2 mila positivi».

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http://www.corriere.it/salute/11_settembre_23/fazio-tbc-debac_88c677f0-e611-11e0-b1d5-ab047269335c.shtml

La cabina di regia anti-Tremonti. Letta media: se cade lui, cade il governo

Prima di partire per gli Stati Uniti, Tremonti ha tolto tutte le carte dalla scrivania del ministero. Berlusconi vorrebbe che svuotasse anche i cassetti e togliesse il disturbo dal governo. Il titolare dell'Economia è però convinto di restare, non solo perché non si dimetterà ma anche perché «non hanno strumenti per cacciarmi». In realtà, il Cavaliere aveva pensato addirittura a una mozione di sfiducia individuale pur di chiudere il rapporto, e c'è voluto del tempo prima che Gianni Letta lo riportasse alla ragione. «Silvio, non hai capito che se cade Giulio, cade anche il governo?». «Gianni, non hai capito che quello vuol far precipitare tutto». «Ho capito, ma un conto è se fossi tu a provocare lo scontro, altra cosa è se lui si dimettesse». Così è nata l'idea del direttorio a Palazzo Chigi, una task force economica sotto l'egida di Letta da contrapporre al titolare di via XX settembre. Più che spacchettarlo - come voleva Maroni - si pensa almeno a impacchettare Tremonti, a svuotarne i poteri, costringendolo alla collegialità, alla mediazione su ogni provvedimento, fino a metterlo in minoranza nelle riunioni del Consiglio dei ministri. «E vedremo quanto a lungo resisterà». L'operazione tuttavia non è facile, e in più è Berlusconi ad avere fretta, perché deve dare un segnale al Paese sul versante economico prima di muovere guerra alla magistratura sul fronte giudiziario. Perciò il premier era deciso a sostituire subito Tremonti con Grilli, riproponendo il copione di sei anni fa: anche allora infatti era stato un direttore generale del Tesoro (Siniscalco) a subentrare al «genio». L'idea del cambio in corsa resta, ma per il momento il Cavaliere ha dovuto ripiegare su una struttura, il direttorio, tutta da costruire e che evoca la famosa «cabina di regia» chiesta nel 2002 da Fini proprio per contenere lo strapotere del superministro: fu quello il primo passo verso il «dimissionamento» di Tremonti.
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Abu Mazen: basta insediamenti e trattiamo. Netanyahu: «Incontriamoci»

Il presidente palestinese all'Onu presenta la richiesta ufficiale del riconoscimento dello stato palestinese.

Abu Mazen mostra la lettera con la richiesta di riconoscimento della Palestina (Afp)
Abu Mazen mostra la lettera con la richiesta di riconoscimento della Palestina (Afp)
MILANO- Comincia con una standing ovation il discorso di Abu Mazen all'Assemblea Generale dell'Onu. Decine i delegati che si sono alzati in piedi per applaudire. Il presidente palestinese, pochi minuti prima del suo discorso, ha presentato a Ban Ki Moon la richiesta per il riconoscimento della Palestina. Un'eventualità su cui Israele si è sempre espresso in maniera negativa, mentre gli Stati Uniti hanno preso tempo. Subito dopo Abu Mazen è stato il turno di Benjamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano, che non era presente durante il discorso di Mazen, dall'assemblea generale afferma: «Non sono venuto a prendere applausi, sono venuto a dire la verità e la verità è che Israele vuole la pace con i palestinesi», ma «i palestinesi vogliono uno Stato senza la pace». Alla fine del suo discorso Netanyahu ha proposto un incontro ad Abu Mazen: «Incontriamoci oggi, in questo edificio». Per poi aggiungere: «Siamo nella stessa città, nello stesso palazzo. Se vogliamo davvero la pace chi ci ferma? Parliamo apertamente e onestamente. Ascoltiamoci»
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Indagare il premier, la mossa dei pm

La tesi di Napoli: spinse Tarantini a mentire, il caso rimanga a noi

Il procuratore capo di Napoli, Lepore
Il procuratore capo di Napoli, Lepore
ROMA - È la mossa a sorpresa che potrebbe riaprire la partita. Non c'è più soltanto l'estorsione nella vicenda che ha portato agli arresti Gianpaolo Tarantini e sua moglie Nicla, mentre rimane latitante il faccendiere Valter Lavitola. Adesso i magistrati di Napoli ipotizzano anche un reato da contestare a Silvio Berlusconi. E così rimettono in discussione pure la questione della competenza. Induzione a rendere dichiarazioni mendaci: questo l'addebito contro il premier, che potrebbe essere formalizzato nelle prossime ore. I pubblici ministeri attendono il giudizio del tribunale del Riesame, ma appaiono determinati a procedere con l'iscrizione nel registro degli indagati accusando il presidente del Consiglio di aver «pilotato» i comportamenti processuali di Tarantini in cambio di soldi e altre utilità.

Accade tutto ieri mattina, di fronte al collegio che deve decidere sulla scarcerazione di Tarantini chiesta dai suoi legali Alessandro Diddi, Piergerardo Santoro e Ivan Filippelli. I difensori hanno già incassato la decisione del giudice che trasferisce il fascicolo nella capitale, dunque si concentrano sull'istanza che sollecita il ritorno in libertà del loro assistito. Danno per scontato, come evidenzia Diddi, che non si debba neanche tornare a discutere questo punto, anche tenendo conto che gli atti sono già stati inviati alla Procura di Roma dove i coniugi Tarantini e Lavitola sono già stati indagati per lo stesso reato di estorsione. Puntano soprattutto sul fatto che abbia risposto a ben tre interrogatori, mostrando la massima collaborazione. E invece è proprio da quelle sue dichiarazioni che l'accusa - sostenuta da Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Greco - fonda il cambio di orientamento. Nei verbali Tarantini afferma infatti che Berlusconi non sapeva che le ragazze reclutate per le sue feste fossero prostitute e soprattutto giura che i soldi ricevuti erano soltanto un prestito per avviare una nuova attività.

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http://www.corriere.it/politica/11_settembre_24/procura-napoli-sarzanini-estorsione_c7c8f8fa-e66c-11e0-93fc-4b486954fe5e.shtml

Satellite Nasa, rientra l'allarme: i frammenti non colpiranno l'Italia

Roma, 24 sett. (Ign) - I detriti del satellite Uars (Upper Atmosphere Research Satellite), il cui rientro nell'atmosfera dovrebbe avvenire fra le 5 e le 9 ora italiana, non colpiranno l'Italia. In base alle ultime stime della Nasa, tutta l'Europa sarebbe infatti esclusa dall'area interessata dalla caduta di frammenti che dovrebbe invece colpire la fascia che comprende Canada, Africa, Australia e zone degli oceani Atlantico, Atlantico e Indiano.

Anche la Protezione Civile, in una nota, ha diramato il cessato allarme dichiarando "concluse le attivita'" del Comitato Operativo. Non è quindi più necessario che la popolazione adotti le norme di autoprotezione.

Già nel corso del precedente aggiornamento notturno del Comitato Operativo, il Comitato tecnico scientifico, sulla base dell'ultimo bollettino emesso dall'Istituto Isti del Cnr per nome e conto dell'Agenzia Spaziale Italiana, aveva abbassato l'allarme per il nostro Paese, comunicando che la previsione di rientro del satellite Uars era centrata intorno alle 6.40 (ora italiana) di oggi, con una finestra di incertezza che si sarebbe aperta alle 4.40 e chiusa alle 8.30. E quindi, considerato l'intervallo orario di interesse per l'Italia, compreso tra le 3.34 e le 4.12, il Dipartimento aveva gia' cominciato ad escludere la possibilita' che uno o piu' frammenti del satellite potessero cadere sul territorio del nostro Paese.

Tuttavia il Comitato Operativo aveva continuato comunque a monitorare l'evoluzione della situazione, in stretto raccordo con le strutture di coordinamento attivate in tutte le regioni interessate, fino al termine della finestra d'interesse per l'Italia la cui chiusura e' stata poi confermata definitivamente all'alba di questa mattina.

venerdì 23 settembre 2011

«Il marito la lascia», tegola sulla Palin

Circolano indiscrezioni su presunti tradimenti pre-nozze, Todd avrebbe già presentato una istanza di divorzio

Sarah e Todd Palin
Sarah e Todd Palin
MILANO - Non ha ancora sciolto le riserve su una sua candidatura alle presidenziali americane del 2012. Ma su Sarah Palin, ex candidata alla vicepresidenza, ultraconservatrice e paladina di valori come la fede e la famiglia, si è già abbattuta una sciagura destinata a far discutere. Pare infatti che il marito Todd abbia presentato istanza di divorzio. Lo riferisce l'edizione del Telegraph, citando il National Enquirer. La decisione di Todd Palin di lasciare la moglie - si legge - sarebbe legata alle indiscrezioni emerse da un libro in cui si racconta che Sarah da giovane ha fatto uso di sostanze stupefacenti e ha avuto una relazione con un ex giocatore di basket mentre era già legata al futuro marito. La Palin ha già condannato i contenuti del libro, a suo dire pieno di «bugie disgustose».

Sballati con Berlusconi!

Spacciatori alla moda usano un codice imperniato su un nome che è tutto un programma

Le parole sono importanti. Specialmente se commerci in materie non proprio lecite. Gli appartenenti ad una organizzazione di spacciatori internazionali attivi a Genova aveva ideato un sistema particolare per evitare che eventuali intercettazioni telefoniche potessero mettere a rischio la loro attivita’: un codice alfanumerico basato sulla parola ‘berlusconi’.

CODICE COMPLESSO - Lo ha scoperto la polizia giudiziaria, coordinata dai pm della Dda di Genova. Gli investigatori, coordinati dal capo della Dda di Genova, Vincenzo Scolastico, e dal pm Alberto Lari, hanno accertato che la banda di pusher ricorreva a quel codice per dettare ai suoi componenti eventuali nuove utenze ‘pulite’. A ogni singola lettera corrispondeva un numero, da zero a nove. Le indagini hanno appurato anche che il gruppo di trafficanti era a conoscenza di essere a rischio intercettazioni grazie alle ‘soffiate’ di una talpa, un assistente capo della squadra mobile di Genova, indagato per rivelazione d’atti d’ufficio. Il particolare del codice alfanumerico ideato dai pusher emerge dalle oltre mille pagine di richiesta di custodia cautelare del pubblico ministero a corredo dell’operazione ‘Oasi’ che ha portato in carcere 29 persone, tra italiani e stranieri, arrestati dai carabinieri.

“Il Tg1 dà notizie che gli altri non danno”

E se gli ascolti calano è solo per un complesso problema di posizionamento

“E’ un mio diritto e dovere dire come la penso”. Augusto Minzolini è nell’occhio del ciclone per i suoi editoriali e, anche se è stato invitato al silenzio dal presidente Rai Paolo Garimberti, promette spavaldo che continuerà a farli.

VIVA GLI EDITORIALI – Clemente J. Mimun rivendica poi la possibilità di “farne anche uno al giorno” ma confessa di essere per la “modica quantità”. E attacca il presidente della Rai: “mi dà inquietudine vedere Garimberti, che a suo tempo ha fatto gli editoriali al Tg2, criticare Minzolini”. Minzolini e Mimun, direttori di Tg1 e Tg5, raccontano in esclusiva nel prossimo numero di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola martedi’ 27 settembre, le loro contrastate esistenze alla guida delle corazzate dell’informazione tv. E lanciano qualche stoccata al rivale Enrico Mentana.

PERCHE’ MENTANA VINCE? - Perche’ il tg di Mentana è in controtendenza e cresce negli ascolti? “Perché – dice Mimun – fa un approfondimento quotidiano esclusivamente legato alla politica che è un genere molto frequentato in Italia. E si è dedicato in modo particolare alle intercettazioni, nelle quali ancora oggi devo capire quale fosse il reato. E poi Mentana ha goduto dell’attesa del pubblico di ritrovare un grande e bravo professionista”. “Il tg di Mentana – afferma Minzolini – è più che altro un talk che approfondisce sei-sette notizie, noi facciamo un tg generalista e ne diamo 28. Da tempo si e’ creato un rapporto sinergico tra Raitre e La 7″.
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ISRAELE - Cannabis nel morbo di Crohn

In gastroenterologia la Cannabis è stata utilizzata per trattare l'anoressia, il vomito, il dolore addominale, la gastroenterite, la diarrea, l'infiammazione intestinale e la gastroparesi diabetica. E' stato ora pubblicato uno studio osservazionale su trenta pazienti israeliani affetti da morbo di Chron, una malattia infiammatoria cronica dell'intestino. E' stata dapprima contattata una organizzazione volontaria che distribuisce legalmente la Cannabis per uso medico, e sono stati intervistati trenta pazienti che avevano il permesso di ricevere Cannabis per uso medico da parte del Ministero della Salute di Israele. L'età media era di 36 anni (21-65). L'indicazione all'uso di Cannabis era la mancata risposta al trattamento convenzionale e il dolore addominale cronico intrattabile. La maggior parte dei pazienti usava la Cannabis in forma di sigarette, quattro la fumavano attraverso l'acqua ("bong") e un paziente preferiva assumerla per bocca. La maggior parte fumava da una a tre sigarette al giorno. Tutti i pazienti riferivano che la Cannabis aveva un effetto positivo sulla loro malattia, con un aumento su una scala di benessere (di dieci punti) da 3,1 a 7,3. Il numero medio dei "movimenti intestinali" passava da otto a cinque ed era significativamente ridotto il consumo di farmaci. Di particolare interesse l'effetto di riduzione dell'uso di cortisone, in quanto il numero di malati che lo assumeva passava da 26 a 4. Vi era inoltre una riduzione significativa della necessità di interventi chirirgici: quindici pazienti erano stati sottoposti a un totale di diciannove interventi nei 9 anni prima della terapia con Cannabis, ma solo due si erano dovuti operare nei tre anni di terapia con la pianta. Nove pazienti non avevano avuto riduziuone significaticva dei sintomi. Gli Autori osservano che la Cannabis ha effetto antiinfiammatorio, influenza la motilità intestinale e, in particolare, ha effetto anti-diarrea. Gli effetti centrali possono indurre una sensazione di benessere, ma questi effetti generali diminuiscono a mano a mano che con il tempo si sviluppa tolleranza, mentre gli effetti positivi della Cannabis sull'attività della malattia persistevano per una media di 3,1 anni. Gli Autori concludono che la Cannabis potrebbe essere una potenziale aggiunta all'attuale limitato arsenale di farmaci usati per trattare le malattie infiammatorie intestinali. (Francesco Crestani, Pres. associazione Cannabis Terapeutica) "Treatment of Crohn's disease with cannabis: an observational study," Journal of the Israeli Medical Association