Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
venerdì 7 ottobre 2011
Condoni, in 30 anni un flusso di 104 miliardi
CHIUSA LA TRASMISSIONE "ME LO DICONO TUTTI", SHARE BASSO Rai: ascolti in calo, ma la Lei si aumenta lo stipendio del 50%
Berlusconi: “Nessuna alternativa al mio esecutivo”. Per Silvio le elezioni anticipate “non servirebbe a nulla”
Trillo di sveglie: parte l’autunno caldo della scuola Contro la distruzione targata Gelmini. Per una nuova scuola
ore 16:52 -
Studenti, attacco a Moody's Tensione davanti a sede Regione
Fumogeni, uova e spazzatura anche contro due filiali In piazza collettivi studenteschi e centri sociali
MILANO - La prima manifestazione studentesca dell'anno ha avuto come obiettivo le banche. «Save schools, not banks», si leggeva sullo striscione di testa della manifestazione, organizzata dal Coordinamento dei collettivi. Il corteo, formato da diverse centinaia di ragazzi, già alla partenza in piazza Cordusio si è scisso in due grandi tronconi: quello guidato dal Coordinamento, che è diretto prima al Provveditorato agli studi e poi ha dirottato verso la sede di Moody's, e quello di Rete studenti, collettivo Blackout e collettivi universitari, che invece ha puntato verso la sede della Regione Lombardia. Il momento di maggior tensione è stato quando gli studenti del Coordinamento dei collettivi hanno tentato di fare irruzione nella sede italiana dell'agenzia di rating in corso di Porta Romana. Secchiate di vernice e uova hanno imbrattato l'ingresso degli uffici, mentre alcuni ragazzi hanno provato a entrare, venendo però bloccati nell'atrio. Lungo il percorso, i manifestanti hanno lasciato sacchi della spazzatura e incollato cartelli con la scritta «Not our debt» sulle vetrine di due banche.
Corteo degli studenti, lancio di vernice Bloccata stazione Ostiense
Liceali, professori e bidelli in marcia contro tagli e «classi-pollaio». Tensione con le forze dell'ordine. Traffico in tilt. Alemanno: hanno bloccato Roma, è un problema.
ROMA -Momenti di tensione al corteo degli studenti a Roma. Dopo aver deviato il percorso sul Lungotevere Ripa, i manifestanti sono giunti davanti a un cordone delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa protetto da alcuni blindati. Gli studenti erano decisi a proseguire per raggiungere,viale Trastevere e quindi il Ministero della Pubblica Istruzione. Ma le forze dell'ordine non lo hanno consentito. E così alla fine gli studenti hanno deciso di fare dietrofront e tornare sui propri passi per raggiungere, secondo il percorso stabilito, il ministero dell'Istruzione., dove però non si sono fermati, ma hanno proseguito verso la stazione Trastevere. Dovrebbe essere finita così, a Roma, la mattinata di proteste. Nel pomeriggio previsti però alcuni sit-in.Cina: altri due monaci tibetani si danno fuoco nel Sichuan
Mafia: legale Massimo Ciancimino, grave revoca scorta a moglie e figlio
Camorra, pentito dei Casalesi fa scoprire discarica con rifiuti tossici a Castelvolturno
Musica: classifiche, Marco Mengoni direttamente primo con 'Solo 2.0'
giovedì 6 ottobre 2011
Indignati a Wall Street, nuovi arresti
Scontri dopo la marcia, almeno diciotto i manifestanti fermati
E' finita con scontri tra la polizia e alcune centinaia di dimostranti la marcia degli "indignados" che da tre settimane occupano lo Zuccotti Park vicino a Wall Street. Quella che era cominciata pacificamente come una marcia di migliaia di persone (almeno 10.000 secondo i dimostranti, fino a 30.000 secondo altre stime dei media) si è conclusa intorno alle 21 locali, le tre del mattino in Italia, con arresti e violenze quando la testa del corteo ha raggiunto la zona transennata intorno alla borsa di New York e alcuni dimostranti hanno tentato di saltare le barriere. A quel punto la polizia ha circondato i manifestanti del gruppo di testa, tra i quali c'era il regista premio Oscar Michael Moore, senza consentire l'ingresso alla stampa. Testimoni raccontano di avere visto poliziotti usare spray urticante. Gli arresti sono stati decine secondo i testimoni, 18 secondo un post su Twitter di Occupy Wall Street, il gruppo che fa informalmente da portavoce delle proteste. Molti sono ritornati allo Zuccotti Park, base dell'occupazione. La marcia era cominciata poco dopo alle 17 da Foley Square, una piazza a un chilometro e mezzo a nord di Wall Street, con il concentramento dei manifestanti (diverse migliaia, secondo i dirigenti di polizia presenti nella piazza, che non hanno fornito cifre esatte) e i discorsi di vari sindacalisti e rappresentanti di sigle note del mondo pacifista e alternativo di New York.
Continua ...
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/423593/
Ustica: caccia francesi colpirono Dc-9 scambiandolo per aereo Gheddafi, rais si salvò informato da Sismi
Secondo il resoconto dei media italiani, i documenti riservati trovati negli archivi del servizio segreto libico, dopo la caduta di Tripoli, che sono ora nelle mani di Human Rights Watch, dimostrano ciò che ha provocato l’abbattimento del Dc-9 Itavia sul Mediterraneo, presso l’isola di Ustica, il 27 giugno 1980.
Ottantuno persone a bordo del volo, sulla rotta da Bologna a Palermo, sono morte.
Come si è a lungo sospettato, i documenti confermano che un missile aveva colpito l’aereo, dopo che era stato scambiato per un aereo che trasportava il leader libico Muammar Gheddafi.
Secondo i documenti, due jet francesi all’inizio attaccarono l’aereo, e poi s’impegnarono in un duello con un solitario caccia MiG, che portava le insegne della Jamahiriya, e che si pensava scortasse il colonnello Gheddafi, fino a quando non impattò nella regione montuosa della Sila, nel sud d’Italia. Il colonnello Gheddafi, informato in tempo dell’attacco, riparò a Malta, dove atterrò col suo Tupolev, secondo i documenti.
Sembrerebbe, dalle carte dei servizi segreti trovate, che Gheddafi sia stato informato dai servizi segreti italiani (SISMI), che stava per essere attaccato, e aveva cercato rifugio a Malta.
Le autorità italiane hanno isolato l’area in cui il MiG cadde, e un giornalista e un fotografo, che cercavano di scoprirne la vicenda, al momento, furono arrestati e trattenuti per ore dalla polizia, fino a che non svelarono ciò che avevano documentato. Più tardi, le autorità libiche affermarono che il pilota del MiG era in volo di addestramento, quando avrebbe perso la rotta. Il suo cadavere, che era già stato sepolto, fu riesumato; l’autopsia venne effettuata e il cadavere fu poi rimpatriato in Libia. Pochi giorni dopo, il 7 luglio 1980, una bomba distrusse gli uffici della Libyan Arab Airlines, a Freedom Square, a La Valletta, e ci fu anche un tentativo di incendio doloso dell’Istituto libico di Cultura, a Palace Square, in quel periodo.Secondo un libro del giornalista e storico francese, Henri Weill, la bomba e l’incendio doloso furono opera dei servizi segreti francesi, lo SDECE, come anche un attacco a una nave libica, a Genova. Poi, meno di un mese dopo, il 2 agosto 1980, un’enorme bomba distrusse la maggior parte della stazione ferroviaria di Bologna, e 80 persone furono uccise. La responsabilità dell’attacco terroristico non è mai stata stabilita con certezza. Proprio questa settimana, un tribunale italiano ha ordinato al governo di pagare 100 milioni di euro di danni civili ai parenti delle 81 persone uccise nel disastro aereo del 1980, che tuttora rimane ancora uno dei misteri più duraturi dell’Italia, almeno fino a quando i documenti scoperti questa settimana, saranno studiati a fondo.
Continua ...
Cisgiordania: orrore in video Al Jazeera, colono investe e schiaccia ragazza palestinese (visione immagini sconsigliata a persone sensibili)
AL KHALIL – Orrore nelle immagini diffuse pochi minuti fa in un video di Al Jazeera che mostra un colono israeliano che dopo aver investito una ragazza palestinese mette in moto la retromarcia e la schiaccia con la sua auto.
La polizia israeliana, che come mostra il video rimane a guardare, agisce in ritardo arrestando l’autore dell’omicidio. Secondo Al Jazeera la ragazza investita brutalmente ad Al Khalil, in Cisgiordania, sarebbe ancora in vita ma le sue condizioni sono gravissime. Ciò mentre fonti ufficiali del regime sionista hanno smentito la notizia diffusa dai media.IL VIDEO:
Intercettazioni, carcere per i giornalisti Il governo verso la fiducia sul ddl La Lega: il provvedimento rende il nostro paese normale
ROMA - Il Pdl si irrigidisce sul ddl intercettazioni e salta la mediazione con il Terzo polo. Il testo voluto dal governo prevede il divieto di pubblicazione fino all’udienza filtro e il carcere per i giornalisti. La relatrice Giulia Bongiorno si è dimessa in polemica con la maggioranza dopo il sì alla norma che rende impubblicabili gli "ascolti" fino al momento dell'udienza filtro, cioè fino a quando avvocati e magistrati selezionano le registrazioni essenziali per dimostrare la colpevolezza o l'innocenza escludendo le parti superflue. «Sulle intercettazioni è probabile che metteremo la fiducia»: lo ha detto stamattina Massimo Corsaro (Pdl) nel corso di Omnibus, su La7. «La posizione del Pd rispetto al ddl intercettazioni - ha proseguito Corsaro - è strabica e strumentale. In nessuna parte del provvedimento si parla, infatti, di blocco nei casi di mafia, terrorismo o situazioni di grave allarme sociale. Quel che si vuole - spiega - è eliminare la gogna mediatica come strumento di lotta politica». Si tratta, ricorda, di un «obiettivo condiviso dal centro-sinistra quando era al governo, tanto che lo inserì e lo votò nella versione del ddl Mastella. La verità è che, ancora una volta, in mancanza di valide e credibili argomentazioni politiche, il Pd spera di utilizzare le intercettazioni come scorciatoia per abbattere Berlusconi e il suo governo». Carcere per i giornalisti. Anche per chi pubblica le intercettazioni considerate irrilevanti scatterà il carcere fino a 3 anni. È quanto prevede un emendamento che ha ricevuto il parere favorevole del governo e che è stato approvato in Comitato dei Nove della Commissione Giustizia della Camera. L'emendamento, firmato da Manlio Contento, introduce nella norma del ddl intercettazioni che riforma l'art. 617 del Codice di procedura penale anche le intercettazioni cosiddette «irrilevanti». Nel testo, ora all'esame dell'Aula, si prevedeva già il carcere da 6 mesi a 3 anni per chiunque avesse pubblicato atti di cui era stata ordinata la distruzione o che dovevano essere espunti, o intercettazioni contenute nell'archivio segreto. Contento propone di inserire in questa previsione anche le intercettazioni considerate irrilevanti. Ma su questo l'opposizione ha già annunciato battaglia: «domani nella prossima riunione del Comitato dei Nove - avverte il capogruppo del Pd, Donatella Ferranti - presenterò un subemendamento per evitare che anche le intercettazioni irrilevanti rientrino nella fattispecie dell'articolo 617. Mi sembra assurdo che per loro sia prevista una condanna così dura».
Continua ...
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=165477&sez=HOME_INITALIA
Pensioni: abolizione dei vitalizi parlamentari. Qualcuno l’ha proposta ma...
E’ una delle cose che maggiormente fa arrabbiare i cittadini italiani, siano essi di sinistra, destra o centro. Il colore politico non conta se alla base della questione c’è il fondamento dell’equità. Ed equo certo non può essere considerato il trattamento pensionisticoitaliano, che vede scomparire del tutto il concetto – appunto – di equità e di pari trattamento.
Così abbiamo parlamentari che in appena 5 anni, (passati spesso ad occuparsi di tutt’altro che dipolitica) si vedono versare oltre tremila euro menisli di vitalizio. Altri, ancora più scandaloso, ricevono lo stesso vitalizio dopo aver messo piede in Parlamento una sola volta o addirittura mai.
Ci sono infatti i casi di vedove che percepiscono la pensione di reversibilità e quindi un trattamento pensionistico non certamente maturato per aver portato avanti qualcosa di concreto per il Paese. Oltretutto, questo fatto della pensione di reversibilità alle mogli dei parlamentari italiani stride grandemento con una della miriade di proposte che sono nate in seno all’ultima dibattutissima manovra economica.
Infatti, fra le tante cose, si era pensato non solo di tagliare le pensioni di invalidità ed indennità di accompagnamento ai disabili, ma anche quelle di reversibilità, perché – come dichiarato dal Ministro Brunetta – non è il caso che chi non ha mai lavorato percepisca pure la pensione...
Altri palcoscenici, altri scenari.
Allo stato attuale, un cittadino italiano che abbia – peraltro – la “fortuna” di lavorare, dovrà – almeno fino ad ora – attendere 40 anni di versamenti contributivi per poter andare in pensione con cifre che comunque nella maggiornaza dei casi sono molto lontane dagli importi che vanno da 3.000 a 10.000 euro e più dei parlamentari.
C’è anche da dire che con le nuove proposte in ambito pensionistico (che vogliono vederci ancor più vicini alle normative europee), questi quarant’anni sono destinatai ad aumentare. Parallelamente, però, non accade nulla e nessuno propone nulla per ciò che riguarda i vitalizi ai politici assegnati con cotanta celerità.
E’ degli ultimi giorni la notizia che, Cicciolina – porno diva portata in Parlamento dai radicali a suo tempo – percepisca da poco il famoso vitalizio. Quante persone sono ancora disponibili ad accettare che divari così ampi allontanino sempre più Diritti umani alienati a suon di Casta che fa sempre più i propri interessi ai danni della popolazione? Poche, considerando le lamentele a macchia di leopardo che si raccolgono intervistando cittadini italiani da Nord a Sud.
Continua ...
http://www.agoravox.it/Pensioni-abolizione-dei-vitalizi.html
Tori Amos, Alice Cooper, Negramaro I concerti dal 7 al 13 ottobre
Sui palchi d'Italia anche l'unica data di Claudio Baglioni, pianoforte e voce a favore dell'Ambiente. E ancora Mario Biondi, De Gregori, J-Ax, Modà, Marlene Kuntz, I Cani, Max Gazzè, Andrea Ra, Stefano Bollani. E dall'estero Liam Gallagher con i suoi Beady Eye, Eric Sardinas, Edguy, Symphony X, Peter Murphy
di RAFFAELLA MERCOLELLATori Amos
(foto di Simone Cecchetti)
GOVERNO: FINOCCHIARO, DA MAGGIORANZA ATTEGGIAMENTO SCHIFOSO VERSO DONNE
Clonazione umana, l’America fa un passo avanti
Un’équipe di scienziati scopre come creare embrioni a partire da cellule adulte
Secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El país, un gruppo di ricercatori americani del New York Stem Cell Foundation Laboratory guidati da Dieter Egli è riuscito a creare un embrione umano a partire dal materiale genetico estratto da cellule adulte.
IL SAGGIO SU NATURE - Il saggio apparso nella rivista Nature spiega che attraverso la tecnica del trasferimento nucleare – che consiste nel sostituire il genoma di una cellula con quello derivante da un’altra (utilizzata, nel caso in questione, introducendo in un ovulo il materiale genetico della cellula che si vuole clonare) – gli scienziati statunitensi sono riusciti a far raggiungere all’agglomerato cellulare la fase di blastocisti, ovvero lo stadio iniziale dell’embrione nel processo di embriogenesi. Si è ancora ben lontani da una vera e propria clonazione, ma indubbiamente questa ricerca può aprire strade che, fino a poco tempo fa, sembravano precluse al mondo scientifico. Le cellule cosi’ ottenute, ha spiegato Egli, non sono adatte all’utilizzo in campo terapeutico. Tuttavia i risultati della ricerca costituiscono un passo fondamentale nell’ottenimento di una metodologia che permetta di produrre cellule staminali a partire da cellule adulte e specializzate come quelle dell’epidermide.