sabato 8 ottobre 2011

«MALPANCISTI» DEL PDL - L'IPOTESI DELLA NASCITA DI GRUPPI AUTONOMI. E spunta il documento dei «ribelli»

Le richieste di Scajola e Pisanu: svolta in economia e partito «aperto»

Scajola (Ansa)
Scajola (Ansa)
ROMA - Lo descrivono «amareggiato e deluso» per il trattamento ricevuto dal «quotidiano di proprietà del premier», Il Giornale , che ieri titolava spietato «Un'altra casa di Scajola». Ma assicurano anche, i suoi amici più stretti, che l'ex ministro non ha alcuna intenzione di tornare sui propri passi. «Serve un governo dei migliori allargato ai centristi», ripete nelle cene e negli incontri con i fedelissimi Claudio Scajola, all'uniscono con Beppe Pisanu con il quale cammina affiancato, sostenuto da 30-40 fedelissimi che - giurano - sono pronti a seguirlo sulla strada che alla fine si deciderà di intraprendere. Per andare dove? L'approdo finale non è chiaro, ma le prime tappe del cammino sono state stabilite.

Si sta infatti lavorando a un documento (la cui esistenza al momento è smentita dagli interessati) che dovrebbe vedere la luce tra qualche giorno, e che dovrebbe sostanzialmente contenere la richiesta di un partito più aperto, rappresentativo di tutte le anime, che torna a discutere e decidere in sedi prestabilite visto che - dicono gli scajoliani - finora «di Alfano si può dire solo che si presenta bene...»; una «svolta» in economia, a partire dal decreto sviluppo che sarà il vero banco di prova per la sopravvivenza del governo; la disponibilità ad «allargare il governo ai centristi» per fare un «esecutivo dei migliori che affronti la crisi globale».

L'idea è quella di sottoporre allo stesso premier il documento, o comunque di discuterlo, spiega Paolo Russo, nelle «sedi più opportune del partito, perché non è possibile che non esistano più luoghi di confronto. I temi che noi poniamo sono di metodo in primo luogo, poi di merito». Se non si riuscirà ad avere risposte in tempi brevi, potrebbe diventare realtà quella che per ora è solo una sorta di minaccia sottintesa: la creazione di gruppi parlamentari autonomi.

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Belgio: accordo fatto, dopo 18 mesi di vacanza sta arrivando un governo

Otto partiti hanno raggiunto un'intesa su una riforma istituzionale grazie all'opera del socialista Di Rupo

Elio Di Rupo (Reuters)
Elio Di Rupo (Reuters)
MILANO - Sotto la regia del socialista Elio Di Rupo otto partiti belgi hanno raggiunto dopo due mesi di negoziato un'intesa complessiva su un pacchetto di riforme istituzionali con poteri aumentati trasferiti alle regioni che spiana la strada alla nascita di un nuovo governo che arriverebbe dopo oltre un anno e mezzo di assenza di un esecutivo. Il Belgio infatti è guidato da un governo operativo solo per gli affari correnti da oltre un anno e mezzo ed ha stabilito il record mondiale per la durata di una crisi.

RIFORMA - Il presidente del Partito liberale francofono Charles Michel ha sottolineato che la riforma istituzionale, la sesta nel Paese, sia « la più importante dalla seconda guerra mondiale».

Gli spagnoli preparano la valigia Emigrati sono più degli immigrati

(Xinhua)
Madrid, 8 ott. (Adnkronos) - Spinti dalla crisi economica, gli spagnoli tornano a emigrare. Lo scrive in prima pagina 'El Pais', spiegando che, per la prima volta da decenni, gli emigrati sono piu' degli immigrati. Secondo le proiezioni Ine, l'istituto nazionale di statistica, quest'anno lasceranno il paese oltre 580mila persone, a fronte di 450mila ingressi. Buona parte di chi si reca all'estero, inoltre, e' in eta' lavorativa.

L'Aquila: "Ora ci chiedono le tasse arretrate" Il sindaco Cialente: "La ricostruzione non è partita" Video

Non solo dopo il terremoto del 2009 “nulla è partito della ricostruzione materiale ed economico-sociale” de L’Aquila. Tanto che “tutto si è fermato a marzo del 2010”. Ma sugli acquilani sta per abbattersi anche la mannaia fiscale: da novembre si dovranno pagare le tasse arretrate. Lo spiega il sindaco Massimo Cialente a margine del Saie, il salone dell’edilizia in corso a Bologna.

“Ce le hanno sospese per 14 mesi - dice- adesso ce le vogliono far restituire in 120 rate”. Un esborso, continua, che un territorio la cui economia è ginocchio da due anni non si può permettere: “Per il 2011 - dice- si tratta di 100 milioni di euro a carico del comprensorio aquilano”.

Cialente si è espresso anche contro l’ipotesi di condono edilizio: “E’ impensabile, perché siamo senza una lira”.

Generale Mini: “Afghanistan: missione fallita”

L'ex comandante della missione Nato in Kosovo traccia un bilancio molto negativo della missione afgana ed esprime pessimismo per il futuro di Enrico Piovesana - peacereporter.net.

Generale Mini, che bilancio traccia di questi dieci anni di guerra in Afghanistan? Un bilancio del tutto negativo, visto che non è stato conseguito nessuno dei grandi obiettivi con cui gli Stati Uniti e la comunità internazionale hanno giustificato l'intervento in Afghanistan: dalla sconfitta del terrorismo internazionale, che non è certo morto con Bin Laden, alla democratizzazione e ricostruzione del Paese, al contrasto al narcotraffico.

Se la missione Isaf si fosse limitata al suo obiettivo iniziale stabilito a Bonn nel dicembre del 2001, ovvero alla stabilizzazione dell'area di Kabul e al supporto alla creazione di un governo transitorio, le cose sarebbero andate diversamente.

Quando e perché sono cambiati gli scopi della missione afgana? Il fallimento afgano è iniziato quando nel 2003 gli Stati Uniti, per concentrarsi sull'Iraq, hanno lasciato la missione Isaf in mano alla Nato, che ne ha stravolto gli scopi allargandoli ai suddetti obiettivi di antiterrorismo, nation-building e antidroga, ma che poi non è stata in grado di gestire la situazione. La Nato ha voluto strafare, disperdendo le sue scarse forze su tutto il territorio e finendo così a fare da bersaglio senza riuscire a raggiungere nessuno di quegli ambiziosi convertiti. Il paradosso è che eravamo andati lì per difendere gli afgani, e oggi ci ritroviamo a difendere noi stessi dagli afgani.

Quali sono le sue previsioni sul futuro dell'Afganistan e della missione internazionale?alt Riguardo al futuro sono altrettanto pessimista, perché in dieci anni non è stato affrontato nessuno dei problemi sociali e culturali che avrebbe potuto garantire un futuro diverso all'Afghanistan. In tutto questo tempo non abbiamo portato nessun miglioramento dal punto di vista dell'economia, dell'istruzione, delle leggi. Anzi, con la nostra inazione e i nostri errori abbiamo peggiorato le cose, allontanando sempre più la popolazione dal nuovo governo sostenuto dall'Occidente. Per riparare ai nostri danni dovremmo rimanere in Afghanistan per decenni!

Quindi non crede che l'occupazione dell'Afganistan finirà nel 2014? Noi europei ce ne torneremo a casa nei prossimi anni senza aver risolto niente, ma gli americani rimarranno a tempo indeterminato, lasciando basi e forze speciali: loro non usciranno mai più dall'Afghanistan, esattamente come non usciranno mai più dall'Iraq. E già che ci sono, fanno di necessità virtù: dovendo rimanere per forza, ne approfittano per piantare degli avamposti contro potenziali nemici regionali e globali, Cina in primis, gettando i presupposti per nuove e ben più rischiose guerre globali. E per rimanerci sono prontissimi a scendere a patti con i talebani.

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http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/6902-generale-mini-afghanistan-missione-fallita.html

Indignados/ Usa: Nobel Krugman si schiera con Occupy Wall Street

Indignados/ Usa: Nobel Krugman si schiera con Occupy Wall Street

NEW YORK - L'accusa dei manifestanti verso Wall Street, considerata come una forza distruttiva, sia economicamente sia politicamente, è completamente giusta": questa è la posizione decisa che oggi Paul Krugman esprime in un editoriale sul New York Times. Secondo il premio Nobel per l'economia, visto quello che è successo negli ultimi anni, è impossibile non comprendere le ragioni di chi protesta contro il cinismo e l'avidità dei banchieri americani, colpevoli prima di aver approfittato della mancanza di regolamentazione del loro settore e poi, una volta scoppiata la bolla speculativa, di averne fatto ricadere le conseguenze sulle spalle dei risparmiatori. L'occupazione di Wall Street, secondo Krugman colpevolmente ignorata nelle sue fasi iniziali dai media, sta diventanto troppo grande per non essere presa sul serio e potrebbe "addirittura essere considerata come un punto di svolta". Per il professore di Princeton, i giudizi negativi sulla natura del movimento sono pretenziosi. Il fatto che i manifestanti non siano "ben vestiti", ad esempio, non può certo determinare la loro superficialità, visto che "l'esperienza passata ha reso fin troppo chiaro che gli uomini in giacca e cravatta non solo non hanno il monopolio del sapere, ma che in realtà ne hanno veramente poco da offrire".

Italia: identificati decine di ragazzi che hanno manifestato a Roma

Italia: identificati decine di ragazzi che hanno manifestato a Roma

ROMA - Sono decine i manifestanti del corteo di Roma identificati dalla polizia dopo l'occupazione della stazione Ostiense. Intanto dopo avere occupato per circa 15 minuti i binari gli studenti sono usciti dalla stazione presidiata dalle forze dell'ordine. "All'iniziativa preavvisata se ne sono aggiunte ulteriori di minore portata - si legge in un comunicato della questura - che hanno richiesto una riorganizzazione dei servizi, anche alla luce dei ripetuti cambiamenti di direzione del corteo rispetto a quanto preventivato in sede di preavviso dai promotori". "In diverse occasioni e, in particolare, in diversi punti del Lungotevere, i manifestanti hanno provato ad aggirare e superare gli sbarramenti delle forze dell'ordine, con l'intento di raggiungere il centro e le sedi istituzionali - prosegue la nota -. Le forze dell'ordine, che sono state anche destinatarie di lancio di oggetti e fumogeni, hanno mantenuto le posizioni, gestendo i momenti di tensione con estremo equilibrio".

Realtà

gaffe

Errori di mira

Fitch declassa l'Italia con outlook negativo Draghi: per i giovani futuro a rischio

Agenzia rating declassa anche la Spagna, Portogallo a rischio "spazzatura". Il governatore: riforme strutturali sono la priorità

Mario Draghi

ROMA - Anche Fitch ha declassato l'Italia, abbassando il rating sovrano di lungo termine da AA- a A+ con outlook negativo. La valutazione di breve termine scende a F1 da F1+. «Il downgrade riflette l'intensificarsi della crisi della zona euro che costituisce un significativo shock finanziario ed economico che ha indebolito il profilo di rischio sovrano dell'Italia» spiega Fitch in una nota, sottolineando che «una soluzione credibile e complessiva della crisi è politicamente e tecnicamente complessa e ci vorrà tempo per realizzarla a per guadagnare la fiducia degli investitori». Fitch aggiunge che «l'alto livello di debito pubblico e le esigenze di finanziamento del debito, assieme a un basso livello di crescita potenziale rendono l'Italia particolarmente vulnerabile a shock esterni». Declassata la Spagna, Portogallo a rischio "spazzatura". Fitch ha tagliato il rating di lungo termine della Spagna portandolo da AA+ ad AA-, con outlook negativo. Per il Portogallo rimane invece il rischio di un taglio del rating a "junk" (spazzatura). Fitch mantiene il rating sovrano del Paese lusitano sotto osservazione con implicazioni negative. Ad aprile Fitch aveva tagliato il rating di Lisbona a BBB-, ossia all'ultimo livello d'investimento. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, lancia intanto l'allarme sul futuro delle nuove generazioni: «Le prospettive di reddito per loro sono più che mai incerte. Si stanno sprecando risorse preziose e stiamo mettendo a repentaglio non solo il loro futuro ma quello del Paese intero». «Misure strutturali sono priorità assoluta». «La priorità assoluta dell'Italia è oggi uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo con misure strutturali - ha detto Draghi al seminario per la sussidiarietà dedicato a giovani e crescita - La bassa crescita dell'Italia degli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni. La crescita economica non può fare a meno dei giovani, né i giovani della crescita. Le difficoltà da loro incontrate devono preoccuparci non solo per equità, ma per un problema di inutilizzo del loro patrimonio di conoscenza e capacità di innovazione».

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=165652&sez=HOME_ECONOMIA

SIRIA: CASA BIANCA, ASSAD DIA SUBITO LE DIMISSIONI

(AGI) Washington - Il presidente siriano Bashar al-Assad deve dare "subito" le dimissioni. Lo ha ribadito la Casa Bianca aggiungendo che il leader siriano sta portando il suo paese "su un cammino molto pericoloso". In un comunicato il portavoce Jim Carney ha anche condannato l'uccisione del leader curdo Meshaal Tamo cosi' come le violenze sugli attivisti: "Ancora una volta - ha aggiunto - le promesse di Assad di dialogo e riforme si sono dimostrate vane".

Staminali per far ricrescere i capelli

La guerra contro la caduta dei capelli ha un nuovo alleato: si chiama 'Prp Ht' ed e' l'ultima frontiera terapeutica per il trattamento della calvizie e del diradamento di capelli, nata negli States e ora sbarcata anche in Italia. 'Prp Ht' sta per 'Platelet rich plasma hair therapy', ovvero: terapia dei capelli con plasma arricchito di piastrine. Di che si tratta lo spiega la dottoressa Valeria Dente, responsabile del settore Tricologico dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma, dove la Prp e' quotidianamente praticata e ha sempre piu' adepti. L'esperta dell'Idi definisce la nuova tecnica curativa, che rientra nel campo della medicina rigenerativa, come "una soluzione a meta' strada tra la terapia domiciliare fatta di pillole e lozioni, e il trapianto; ed e' una soluzione immonulogicamente neutra e priva di tossicita'". La tecnica, spiega l'esperta all'AGI, "si fonda sul principio secondo cui le cellule staminali presenti nel bulbo del capello sono dotate di recettori per i fattori di crescita. Poiche' il sangue contiene molte piastrine, a loro volta ricchissime di fattori di crescita, si utilizza il sangue stesso del paziente, opportunamente lavorato con un macchinario ad hoc, una centrifuga che separa le componenti del sangue proprio per ottenere un composto ricco di piastrine". Tocca quindi ai fattori di crescita presenti nelle piastrine, iniettate nel cuoio capelluto, stimolare le staminali dei bulbi piliferi ancora presenti a produrre il capello. "E' una delle terapie piu' innovative", ha ribadito il medico, "che necessita della presenza di un ematologo, e quindi si puo' fare solo in ospedale". La nuova tecnica e' indicata nell'alopecia androgenetica, sia maschile sia femminile ("e' un problema che riguarda anche le donne - ricorda l'esperta - con risvolti psicologici anche piu' importanti rispetto agli uomini") e i fattori di crescita iniettati nel cuoio capelluto agiscono sulla quantita' ma anche sullo spessore del capello.

In piazza per ricucire l'Italia aderisce anche Saviano

Oggi a Milano la manifestazione di Libertà&Giustizia: "Questo governo è finito". Videomessaggio dello scrittore di Gomorra. Bonsanti: "La società civile vuole pesare"

di ANNALISA CUZZOCREA ROMA - C'è un filo rosso che collega la manifestazione del Palasharp del 5 febbraio scorso e l'iniziativa di questo pomeriggio all'Arco della Pace, sempre a Milano. Allora, Libertà e Giustizia e intellettuali come Umberto Eco, Maurizio Pollini, Salvatore Veca, avevano chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi. Ora escono dal palazzetto per essere in piazza con la società civile, e lanciano proposte che servono a ricostruire, a rimettere insieme i lembi stracciati di dignità e diritti, certezze e valori. C'era e c'è il presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky, che lì aveva lanciato una parola d'ordine ancora valida: "Non chiediamo niente per noi, ma tutto per tutti". C'era - e ci sarà con un messaggio video - lo scrittore Roberto Saviano, che a Repubblica anticipa il senso del suo intervento: "Oggi la difficoltà sta in questo: nel non cedere alla certezza che niente possa cambiare, che vivere onestamente sia inutile.
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“Obama è stato veramente un cafone con l’Italia”

Ogni puntata di Porta a Porta regala piccole perle di saggezza. In questa puntata, Bruno Vespa sostiene che “Obama è stato veramente un cafone con l’Italia”: il presidente americano è colpevole di non aver ringraziato l’operato dell’Italia nelle missioni libiche. C’è da dire che, in quanto a perle, anche La Russa si difende bene.

“Nicole Minetti e Barbara Faggioli vestite da suora nelle feste di Silvio”

Imane Fadil racconta cosa ha visto nelle serate del bunga bunga: “C’era chi scattava foto e video”

Imane Fadil, la modella marocchina che testimonierà al processo contro il premier, decide di parlare con il Fatto, e in un’intervista concessa a Gianni Barbacetto ed Antonella Mascali spiega che cosa ha visto in casa di Berlusconi:

Sbotta: “Non ce la faccio più a passare per quella che si è venduta ad Arcore. Non m’interessano i soldi, m’interessa la mia dignità. Ho partecipato a qualche serata a casa del presidente, ma io non ho mai fatto niente di sconveniente. Finita in questa storia, per sei mesi mi sono chiusa in casa. Nessuno mi dà più lavoro. Allora ho deciso di parlare, di raccontare quello che ho visto, perché non voglio far vincere quelli che denigrano le donne, che convincono le ragazze che si fa strada non per meritocrazia, ma per mignottocrazia. Io non riuscirei a mostrare la mia carne, a vendermi per fare carriera. Non credo che le soddisfazioni nella vita si ottengano in questo modo. Credo che le personalità forti non abbiano bisogno di fare certe cose per centrare i loro obiettivi. Non se ne può più!”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/155917/nicole-minetti-e-barbara-faggioli-vestite-da-suora-nelle-feste-di-silvio/

Olanda: cannabis forte vietata nei caffe'

(ANSA) - BRUXELLES - Nuovo giro di vite del governo olandese contro i coffee shops: e' stato annunciato oggi il divieto di vendita della cannabis ''forte'', cioe' con un tasso di tetrahydrocannabinol (THC) superiore al 15% a partire da marzo-aprile del 2012. ''Dopo la modifica della legge, i coffee shops non potranno che offrire cannabis il cui tasso di THC sia inferiore al 15%'', ha annunciato il vice premier e ministro per l'economia Maxime Verhagen. Il giro di vite scattera' tra sei mesi.

venerdì 7 ottobre 2011

Santoro parte con il nuovo programma il 3 novembre. Domani un videoappello

Michele Santoro (Adnkronos)
Roma, 7 ott. (Adnkronos) - La nuova avventura multipiattaforma di Michele Santoro partira' come previsto giovedi' 3 novembre. E da domani la preparazione del debutto del nuovo programma (che potrebbe chiamarsi 'Comizi d'amore' ma anche in altro modo) entrera' nel vivo -a quanto apprende l'Adnkronos- con il debutto del nuovo sito dal titolo provocatorio serviziopubblico.it: un sito tutto televisivo, senza testi, da cui partira' la sottoscrizione per il programma. Sul sito comparira' nella giornata di domani anche un videoappello di Michele Santoro. Intanto la squadra di Santoro e' gia' al lavoro su prove in studio, reportage e interviste esclusive.

Nobel per la pace: vincono tre donne

Nobel per la pace: vincono tre donne

OSLO - Il premio Nobel per la pace è stato assegnato oggi a Oslo a tre donne: la presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf, la liberiana Leymah Gbowee e la yemenita Tawakkul Karman. Il premio rappresenta, secondo le intenzioni del comitato per il Nobel, un riconoscimento del rafforzamento del ruolo delle donne, in particolare nei paesi in via di sviluppo. La Sirleaf è la prima presidente donna di uno stato africano, la Gbowee è un'attivista pacifista, la Karman si occupa di diritti delle donne e democrazia nello Yemen, paese negli ultimi mesi in preda a gravi conflitti sociali e politici.

Trapani, il sindaco Fazio nomina la nuova giunta

E' composta da tre tecnici, Fds, Mpa, Pdl e la rappresentante di una lista civica. Quattro assessori riconfermati, tre i nuovi ingressi

Quattro riconferme e tre nuovi ingressi nella giunta municipale di Trapani guidata dal sindaco Girolamo Fazio. Ne fanno parte i tecnici Diego Di Discordia, Nicola Messina ed Elio Naso, il rappresentante di Forza del Sud Giorgio Brancato, il rappresentante dell'Mpa Giuseppe Caltagirone, il rappresentante del Pdl Leonardo Puma e la rappresentante della Lista Fazio Francesca Scalabrino. La ricomposizione della giunta è avvenuta al termine delle consultazioni avviate dal sindaco dopo l'azzeramento, lo scorso 21 settembre, determinato dal "mutamento del quadro politico - amministrativo e dalla necessità di raggiungere un chiarimento con la maggioranza che ha sostenuto l'attività amministrativa, con l'obiettivo di portare a definizione i progetti previsti nelle Linee programmatiche di mandato 2007/2012". Nel provvedimento di ricomposizione della giunta il sindaco ha sottolineato che "dopo le consultazioni, la gran parte dei soggetti e rappresentanti dei partiti politici interpellati ha ritenuto di dover continuare a condividere l'azione politico - amministrativa, assicurando un maggiore impulso alla stessa con la costante presenza in aula e nell'ambito dell'attività da svolgere da parte dei Consiglieri comunali". Per quanto riguarda l'assegnazione delle deleghe, a Caltagirone, Scalabrino, Di Discordia e Messina sono state mantenute quelle che avevano in precedenza (Polizia Municipale per Caltagirone, Pubblica Istruzione per Scalabrino, Ecologia per Di Discordia, Lavori Pubblici per Messina). A Messina è stata assegnataanche la delega all'Urbanistica. Ai neo assessori sono state assegnate le seguenti deleghe: Assessorato per l'organizzazione interna a Giorgio Brancato Assessorato all'Identità Culturale e promozione del territorio ad Elio Naso Assessorato alla programmazione finanziaria a Leonardo Puma. Il sindaco ha deciso infine di non attribuire per il momento la carica di vicesindaco.

Sgarbi annuncia la candidatura a presidente della Regione

Il critico d'arte, sindaco di Salemi, ha annunciato l'intenzione di presentarsi in due liste nella prossima corsa a Palazzo d'Orleans. Una è quella del Pid: "Così potranno dire che sono sostenuto da un mafioso"

Il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in serata a Trapani, ha annunciato l'intenzione di candidarsi alla presidenza della Regione siciliana nelle liste del Pid di Saverio Romano. "Così potranno dire che sono sostenuto da un mafioso", ha sottolineato. L'altra lista dovrebbe essere a suo nome e chiamarsi "Libera Sgarbi". Sgarbi ha inoltre annunciato di avere ricevuto varie proposte per l'incarico di assessore in alcune città italiane, quindi ha rivelato che intende candidarsi nel Pdl alle Primarie nazionali. Concludendo ha anticipato che, per lui, Berlusconi non si ricandiderà più e in tal caso parteciperebbe alle primarie nelle file del Pdl.

In arrivo temporali e vento al Sud Primi fiocchi e freddo in Veneto

Nel fine settimana la perturbazione nord-atlantica che ha portato un peggioramento del meteo su tutta l'Italia, si sposterà dal Mediterraneo centrale alle regioni meridionali. Attesa bora, maestrale e tramontana. Nuvole al Centro e al Nord e temperature in diminuzione. Ma da lunedì torna il sole, quello d'autunno

ROMA - Dopo il caldo estivo degli ultimi giorni, la perturbazione di origine nord-atlantica che oggi ha portato un peggioramento delle condizioni meteo su quasi tutto il territorio italiano, da domani si sposterà dal Mediterraneo centrale alle regioni meridionali. Arriverà anche il vento e le temperature scenderanno, specie al centro-nord. L'autunno ha deciso prendere il suo posto. Secondo quanto ha reso noto il dipartimento della Protezione civile, che ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse a integrare quello diffuso ieri, precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale sono previste su Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia in successiva estensione alla Puglia. I fenomeni saranno accompagnati da frequente attività elettrica e da forti raffiche di vento. PREVISIONI METEO 1 METEO STADI 2 Il servizio meteorologico dell'Aeronautica militare ha dunque comunicato che il sistema nuvoloso di origine atlantica sta attraversando velocemente tutta l'Italia. E le temperature sono quindi in rapida in diminuzione. Le temperature si sono abbassate bruscamente soprattutto in Veneto, oggi tra gli otto e i 10 gradi, ed è arrivata la prima neve sopra Cortina d'Ampezzo e sui passi dolomitici, specie oltre i 1700 metri di quota.
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Condoni, in 30 anni un flusso di 104 miliardi

Le sanatorie più fruttuose quelle "tombali", nel 1982, 1992 e nel biennio 2002-2003. Le altre sono state quasi tutte un fallimento che non hanno neanche sfiorato il 4 % del gettito previsto

MESTRE - Secondo la CGIA di Mestre, 30 anni di condoni (edilizi, fiscali, previdenziali, etc.) hanno garantito alle casse dell'Erario 104,5 miliardi. Le sanatorie più fruttuose economicamente per le casse dello Stato sono risultate quelle tombali. Nel 1982 e nel 1992 hanno garantito rispettivamente il 113% e il 120,6% del gettito previsto. Insomma, una vera manna per le entrate dello Stato. Anche nel biennio 2002 e 2003 il condono tombale, annegato all'interno di altri due condoni fiscali, ha dato ottimi risultati. Rispetto agli 8 miliardi di gettito atteso, sono arrivati 12,8 miliardi, pari al +160,4% sul totale di incasso previsto. Gli altri condoni, purtroppo, sono stati quasi un fallimento. Il più "snobbato" dai contribuenti è stato quello delle scritture contabili, introdotto nel 1995 che ha "partorito" solo il 2,7% dell'incasso previsto. Male anche quello relativo ai rifiuti del 1989, che ha dato solo il 3,3% del gettito auspicato. "Premesso che l'introduzione di qualsiasi condono fiscale è, a mio avviso, immorale ed eticamente sbagliato - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - ha senso proporlo solo quando ci si trovi di fronte a un'importante riforma del fisco, in cui si debbano chiudere i rapporti rimasti aperti tra l'Amministrazione finanziaria e i contribuenti che azzeri i
contenziosi tra le parti".

CHIUSA LA TRASMISSIONE "ME LO DICONO TUTTI", SHARE BASSO Rai: ascolti in calo, ma la Lei si aumenta lo stipendio del 50%

Rai: ascolti in calo, ma la Lei si aumenta lo stipendio del 50%
ROMA - Continuano i problemi per la Rai, in totale crisi di ascolti. Tanto che è stata decisa, dopo solo due puntate, del programma "Me lo dicono tutti", condotto da Pino Insegno. Due puntate con uno share di poco sopra il 10% e con risultati inferiori a quelli di "Chi l'ha visto", hanno convinto la direzione che non era il caso di insistere. Ma è lo share complessivo che è in caduta libera, con quattro o cinque punti in meno rispetto al 2010. Che la situazione sia seria, lo dimostra anche il fatto che pare vogliano toccare un "intoccabile" come Giuliano Ferrara. Il suo share (4 milioni di persone, circa il 15%) è così basso che pare intendano spostarlo in coda all'edizione del TG1 delle 13.30, e non più, come adesso, in coda all'edizione delle 20. Chi sicuramente non pagherà è il direttore generale Lorenza Lei. Anzi, saranno i cittadini italiani che, attraverso il canone, pagheranno il dg: il Cda Rai le ha aumentato lo stipendio da 420 mila euro all'anno a 650 mila all'anno, nonostante i disastrosi risultati dei canali Rai.

Berlusconi: “Nessuna alternativa al mio esecutivo”. Per Silvio le elezioni anticipate “non servirebbe a nulla”

Berlusconi: “Nessuna alternativa al mio esecutivo”
ROMA - “Guidare il Paese è un fardello di cui personalmente mi libererei molto volentieri”, ma una crisi di governo oggi “sarebbe l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Italia in questo momento”: Silvio Berlusconi, in un messaggio affidato al sito dei “Promotori della Libertà”, chiude la porta all’ipotesi di voto anticipato o di governo tecnico, sostiene che non ci sia alternativa alcuna al suo esecutivo, e ribadisce l’impegno a varare le riforme strutturali che servono al Paese. A giudizio del premier, quindi, “anche le elezioni anticipate non servirebbero a nulla”, e dunque “purtroppo per la sinistra, non c’è un’alternativa al nostro governo”. E questo, nonostante non sia solo la sinistra a chiedere che Berlusconi faccia un passo indietro: infatti oltre all’opposizione anche una fronda di parlamentari del Pdl, cha fa capo agli ex democristiani Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu, sta spingendo affinchè il Cavaliere lasci. Poche parole quelle del premier, ma dirette, indirizzate all’Italia intera, poco prima di mettersi in volo per la Russia. Perché è lì che il presidente del Consiglio, con in tasca le critiche sulla sua ultima uscita su “Forza Gnocca”, atterrerà a breve per festeggiare il compleanno del premier russo. Wladimir Putin compie 59 anni e li celebrerà in serata, nei pressi di San Pietroburgo, come usanza, in compagnia di buoni amici, come Silvio Berlusconi. Non è la prima volta che i due si ritrovano nella dacia di Putin sul lago Valdaj, dove lo stesso presidente russo accoglierà il premier italiano. Non si sa nulla per il momento sul tempo che Berlusconi trascorrerà a Valdaj, ma per i precedenti compleanni celebrati assieme, il presidente del Consiglio si era preso più di un giorno. Ma è anche noto che dura ormai da più di dieci anni il rapporto tra Silvio Berlusconi e l’amico Vladimir, tra nuotate nel mare della Sardegna e bevute di vodka con caviale a Mosca e San Pietroburgo. Tra i numerosi incontri, nell’ottobre 2009 si svolse il “vertice segreto”a San Pietroburgo: quello che doveva essere un viaggio informale divenne un bilaterale, con colloqui con amministratori locali, dirigenti di azienda, dossier delicati e persino una teleconferenza con il premier turco Erdogan sul progetto del gasdotto “South Stream”.

Trillo di sveglie: parte l’autunno caldo della scuola Contro la distruzione targata Gelmini. Per una nuova scuola

Trillo di sveglie: parte l’autunno caldo della scuola

ore 16:52 -

ROMA - Con il trillo di centinaia di sveglie a palazzo Chigi è iniziato oggi l’autunno caldo della scuola. In circa 90 città gli studenti sono scesi in piazza e lo hanno fatto portandosi dietro delle sveglie. Un messaggio chiaro quello voluto lanciare al governo: “La tua ora ormai è arrivata. Questa generazione non vuole che si perda altro tempo”. Il blitz organizzato dagli studenti, è stato specificato in una nota, non rappresenta solo un’opposizione “alla distruzione targata Gelmini”, perché i ragazzi che hanno deciso di scendere in piazza oggi, lo hanno fatto con tante proposte e idee “per cambiare la scuola pubblica”. Da Milano a Palermo, passando per Bologna, Firenze, Roma e Napoli: una massiccia adesione quella di oggi, che ha visto migliaia di ragazzi sfilare per le strade della città. È statal’Unione degli studenti a spiegare in una nota i motivi della protesta: “Il 40 % delle scuole è privo di certificato di idoneità statica, il 47% dei giovani è precario - si afferma nel comunicato - il 29% dei giovani è disoccupato, il governo ha tagliato le risorse per le borse di studio del 94,75%. Inoltre, siamo in piazza - continua il comunicato - per ribadire il nostro no ad una politica di continui tagli alla formazione, di riforme calate dall'alto”. ROMA Nella capitale gli studenti, oltre duemila, hanno bloccato il centro storico, deviando continuamente dal loro percorso. Non sono mancati momenti di tensione come quando, sul Lungotevere, si sono trovati la strada sbarrata dai mezzi della polizia: i ragazzi hanno cercato di forzare il blocco camminando a mani alzate. Poi hanno dato vita a un lancio di palloncini pieni di vernice colorata e, infine, hanno fatto dietro front, riguadagnando viale Trastevere, sede del Miur. Qui, è stata una filiale della banca Unicredit a fare le spese della rabbia degli studenti che hanno acceso fumogeni nell’atrio dell’agenzia. MILANO Corteo movimentato anche quello degli studenti milanesi. Lungo il percorso della manifestazione, momenti di tensione e lanci di uova e vernice contro le vetrate di alcune banche e di un ufficio dell’agenzia di rating Moody’s in corso di Porta Romana. Davanti l’ingresso è stato appeso uno striscione con la scritta “Squali della finanza speculatori delle nostre vite”. Alcuni studenti hanno proseguito la loro marcia fino alla sede della Regione Lombardia, dove hanno tentato di forzare un cordone di carabinieri in tenuta antisommossa. Sono volati spintoni e qualche manganellata, poi la situazione è tornata alla normalità.
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Studenti, attacco a Moody's Tensione davanti a sede Regione

Fumogeni, uova e spazzatura anche contro due filiali In piazza collettivi studenteschi e centri sociali

MILANO - La prima manifestazione studentesca dell'anno ha avuto come obiettivo le banche. «Save schools, not banks», si leggeva sullo striscione di testa della manifestazione, organizzata dal Coordinamento dei collettivi. Il corteo, formato da diverse centinaia di ragazzi, già alla partenza in piazza Cordusio si è scisso in due grandi tronconi: quello guidato dal Coordinamento, che è diretto prima al Provveditorato agli studi e poi ha dirottato verso la sede di Moody's, e quello di Rete studenti, collettivo Blackout e collettivi universitari, che invece ha puntato verso la sede della Regione Lombardia. Il momento di maggior tensione è stato quando gli studenti del Coordinamento dei collettivi hanno tentato di fare irruzione nella sede italiana dell'agenzia di rating in corso di Porta Romana. Secchiate di vernice e uova hanno imbrattato l'ingresso degli uffici, mentre alcuni ragazzi hanno provato a entrare, venendo però bloccati nell'atrio. Lungo il percorso, i manifestanti hanno lasciato sacchi della spazzatura e incollato cartelli con la scritta «Not our debt» sulle vetrine di due banche.
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Corteo degli studenti, lancio di vernice Bloccata stazione Ostiense

Liceali, professori e bidelli in marcia contro tagli e «classi-pollaio». Tensione con le forze dell'ordine. Traffico in tilt. Alemanno: hanno bloccato Roma, è un problema.

ROMA -Momenti di tensione al corteo degli studenti a Roma. Dopo aver deviato il percorso sul Lungotevere Ripa, i manifestanti sono giunti davanti a un cordone delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa protetto da alcuni blindati. Gli studenti erano decisi a proseguire per raggiungere,viale Trastevere e quindi il Ministero della Pubblica Istruzione. Ma le forze dell'ordine non lo hanno consentito. E così alla fine gli studenti hanno deciso di fare dietrofront e tornare sui propri passi per raggiungere, secondo il percorso stabilito, il ministero dell'Istruzione., dove però non si sono fermati, ma hanno proseguito verso la stazione Trastevere. Dovrebbe essere finita così, a Roma, la mattinata di proteste. Nel pomeriggio previsti però alcuni sit-in.
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