venerdì 4 novembre 2011

Nubifragio a Genova, 7 morti tra le vittime anche tre bimbi.

Da mezzanotte alle 13 sono piovuti sulla città 300 millimetri d'acqua, pari a un terzo della quantità che cade mediamente in un anno. Esondati i torrenti Fereggiano, Bisagno e Sturla. La protezione civile consiglia di ripararsi ai piani alti dei palazzi. Ancora diversi dispersi e il bilancio dei morti provvisorio

GENOVA - Genova è allagata, invasa da acqua e fango, in ginocchio. Il torrente Fereggiano ne ha uccisi sette. Una donna anziana schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma con i suoi due figli, uno di appena un anno, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi due adulti, e un terzo bambino. Alcuni sono ancora dispersi e il bilancio è purtroppo provvisorio. Oltre al Fereggiano, sono usciti dagli argini anche i torrenti Bisagno e Sturla, nelle zone di San Fruttuoso e Sturla. Foto 1 1/2 2/3 3 /4 4 /5 5 - Tutti i video 6 7Il Bisagno è esondato, città sott'acqua 8 / Twitter 9 ARCHIVIO: 40 anni fa, il disastro e il riscatto 10Mandate a Repubblica le vostre foto 11 - Galleria 112 13 La pioggia continua a cadere incessante, il cielo è nero, vigili urbani, forze dell'ordine e i vigili del fuoco arrivano dove possono, con sommozzatori e gommoni. Il centro di Genova è un grande lago marrone dove le auto galleggiano senza controllo. Da mezzanotte alle 13 sono piovuti sulla città 300 millimetri d'acqua, pari a un terzo della quantità che cade mediamente in un anno. Alle nove di questa mattina la situazione sembrava ancora sotto controllo. Le strade erano percorribili, le scuole aperte. Alle 11 e mezza il livello dell'acqua del Bisagno, il più grande dei torrenti della città, era pericolosamente alto. La pioggia fortissima, il cielo scuro. A mezzogiorno alcuni presidi delle scuole hanno fatto salire gli alunni ai piani più alti. In due scuole gli allievi sono ancora bloccati negli edifici. Domani e lunedì le scuole resteranno comunque chiuse. Alle 13 il Bisagno era al limite di guardia, i torrenti Sturla e Ferreggiano già tracimati a monte. I vigili del fuoco hanno cominciato a evacuare la gente da negozi e magazzini del pianterreno. Alle 13,50 il Bisagno ha esondato. Ha allagato il quartiere Foce, nella parte bassa della città. Poi Genova ha cominciato ad affondare. Mentre la pioggia continuava a cadere. La furia dell'acqua straripata in via Ferreggiano, a Genova, ha strappato la conduttura del gas, la protezione civile ha raccomandato ai cittadini "di salire ai piani alti" delle abitazioni per fuggire alla furia dell'alluvione. I tombini sono intasati, il traffico paralizzato, quartieri e negozi sono sommersi, sottopassi allagati, veri e propri fiumi di fango attraversano le strade, lo stadio di Marassi è sommerso da un metro e mezzo d'acqua. In via Mogadiscio si è ribaltato un bus. E' emergenza nel levante e nella bassa Valbisagno. Ora la perturbazione si sta spostando a Ponente, paura per Genova-Pegli. La città è isolata. Autostrade per l'Italia ha chiuso il tratto dell'A12 Genova-Sestri Levante, tra l'allacciamento con l'A7 e Genova Nervi, in direzione di Livorno, e in direzione opposta tra Genova Est e Genova Nervi. I treni sono stati fermati, i voli cancellati. In Corso Torino, Corso Sardegna e tutta la zona dei quartieri di San Fruttoso e San Martino le persone sono salite per le scale cercando di raggiungere i piani più alti. Gli automobilisti si sono arrampicati sui tetti delle macchine per strada. L'acqua è arrivata fino ai giardini di Brignole e in piazza della Vittoria. Poi è arrivata nel resto delle strade.
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giovedì 3 novembre 2011

Emendamento alla legge di stabilità per presentare le misure anti-crisi Il Quirinale frena: sfuma il decreto

Borsa in ripresa, chiude a +2,3% Via libera alle prime iniziative E il Senatur attacca: «Riforma? Niente o facciamo la rivoluzione» Bersani: «Sabato tutti in piazza» Saltano patrimoniale e prelievo

ROMA

I dubbi del Colle hanno indotto il governo ad abbandonare la strada del decreto legge e a prediligere il maxiemendamento alla Legge di stabilita'. Il pacchetto lavoro, escluse le misure sui cosiddetti licenziamenti facili, e le norme sulla velocizzazione delle opere pubbliche e per favorire il project financing. Queste, a quanto si apprende, alcune misure inserite nel maxiemendamento, che ha avuto il via libera dal Consiglio dei ministri. L'emendamento sara' presentato al Senato durante l'esame in Commissione bilancio della Legge di stabilita'. Non hanno trovato spazio, nel maxiemendamento, ne' il condono, ne' la patrimoniale, ne' il prelievo sui conti correnti. Ma mentre quest'ultima misura sembra essere assai improbabile, le sanatorie ed eventualmente la patrimoniale potrebbero essere inserite in un secondo momento su iniziativa parlamentare. Il pacchetto Il pacchetto lavoro, riprendendo le misure indicate nella lettera trasmessa alla Ue, prevede i nuovi contratti di apprendistato per evitare forme improprie di occupazione dei giovani, il potenziamento dei contratti di lavoro part time per favorire l'ingresso delle donnne nel mercato del lavoro, la velocizzazione per il credito di imposta a favore delle imprese che assumono al Sud. Nel maxiemendamento sono entrate anche le norme per accelerare la realizzazione di infrastrutture. Si va dalla definizione di standard contrattuali tipo per facilitare il project financing alla defiscalizzazione (irap e ires) di alcune opere immediatamente cantierabili. Lo sconto fiscale sostituisce il contributo pubblico al finanziamento. Nel provvedimento anche misure sulle dismissioni del patrimonio pubblico e alcuni interventi di liberalizzazione.

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http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/427711/

Liberalizzazioni, apprendistato e Sud niente licenziamenti facili e pensioni

Ecco il maxiemendamento. Via alle vendite degli immobili pubblici. Scartate per ora le misure più dure come condoni, sanatorie fiscali e ritorno all'Ici di VALENTINA CONTE

ROMA - Liberalizzazioni, privatizzazioni, semplificazioni, infrastrutture, dismissioni del patrimonio pubblico, piano Sud e piano lavoro (ma senza licenziamenti "facili" né tantomeno pensioni), smaltimento dell'arretrato della giustizia civile, credito di imposta per la ricerca, banda larga. Il menù del piano anti-crisi è sempre lo stesso. Scartate - per ora e dopo uno sfibrante braccio di ferro all'interno del governo - le proposte più dure ma che potevano garantire risorse (patrimoniale, prelievo forzoso sui conti correnti, condoni o sanatorie fiscali, ritorno dell'Ici sulla prima casa, rivalutazione delle rendite catastatali), che pure ieri sono circolate a più riprese, rimane il pacchetto "per lo sviluppo" maturato nelle scorse settimane, così come incluso nella lettera di intenti di Berlusconi al Consiglio europeo. Si tratta, in pratica, delle "100 cose a costo zero" che finiranno in un maxi-emendamento del governo alla legge di Stabilità, ora in commissione Bilancio del Senato, ma in aula a Palazzo Madama già la prossima settimana. E' questo il veicolo scelto dall'esecutivo, dopo che l'ipotesi di un decreto legge è via via sfumata, anche per la posizione del Quirinale. Una soluzione che potrebbe assicurare l'approvazione definitiva per la metà di novembre.
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Anonymous risbatte i pedofili in prima pagina

Il collettivo rivela gli indirizzi IP di chi guarda materiale pedopornografico online

Il gruppo di hacker Anonymous mercoledì ha svelato e segnalato gli indirizzi IP dei visitatori di 190 siti internet contenenti pornografia infantile, compiendo un ulteriore sforzo nella lotta alla pedopornografia.

L’OPERAZIONE - Nelle ultime settimane il collettivo, divenuto famoso per le operazioni di boicottaggio on-line di grandi aziende come Sony, ha preso di mira i siti di pornografia infantile e i visitatori, inaugurando una missione denominata “Operazione Darknet”. Gli ultimi obiettivi sono stati Freedom Hosting, un server che Anonymous accusa di ospitare più di 40 siti di pornografia infantile, e i visitatori di quei siti che nascondono la propria identità usando Tor, un software che permette agli utenti di navigare in forma anonima su Internet. In un comunicato diramato il mese scorso, gli hacker dietro “Operazione Darknet” lanciavano un avvertimento a Freedom Hosting: “Le nostre richieste sono semplici: rimuovere tutti i contenuti pedopornografici dai server e rifiutare di fornire servizi di hosting a qualsiasi sito web che abbia a che fare con la pornografia infantile. Questo ultimatum non è rivolto solo a Freedom Hosting, ma tutti su internet. Non importa chi sei, se scopriamo che hosti, promuovi o sostieni la pornografia infantile, diventerai un nostro bersaglio”. Poichè Freedom Hosting ha rifiutato di rimuovere i contenuti contestati, Anonymous ha scatenato un attacco “denial of service” rendendo il servizio inutilizzabile per qualche ora. Il gruppo di hacker ha anche pubblicato le informazioni di circa 1.600 visitatori di questi siti, compresi quelli che utilizzano il sito “Lolita City”, uno dei più riforniti in materia di pedopornografia.

A SOSTEGNO DI TOR - Secondo il collettivo, il “99 per cento” degli utenti che utilizza Tor è composto da giornalisti in Iran e Cina, dalle agenzie di intelligence del governo che combattono una guerra segreta con al-Qaida e dagli stessi membri di Anonymous, ma il gruppo ha rilevato che alcuni utilizzano il proxy per accedere a materiale pedopornografico, come “Lolita City” e “The Hurt Site”, pagina web dedicata allo stupro di bambini. “L’unico scopo dell’Operazione Darknet è stato quello di rivelare che un servizio utile come ‘Tor Project’ è stato rovinato dall’1% di persone che lo utilizzano per fruire della pornografia infantile”, ha dichiarato il gruppo. Durante l’ultima “campagna” condotta il 27 ottobre e soprannominata “Paw Printing”, Anonymous ha nascosto una trappola nell’ultima versione di Tor, portando gli utenti a cliccare su un link contenente un malware che registrava i movimenti online per 24 ore. Gli hacker hanno avuto accesso ai siti visitati e agli indirizzi IP degli utenti, permettendo quindi di distinguere i pedofili e di smascherarli.

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http://www.giornalettismo.com/archives/164303/anonymous-risbatte-i-pedofili-in-prima-pagina/

Crisi, Cdm approva maxi emendamento

Frenata sull'ipotesi decreto legge Incentivi per i giovani, dismissioni e liberalizzazioni

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (Ansa)
Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (Ansa)
MILANO - Il Consiglio dei ministri, convocato mercoledì sera, ha approvato un emendamento alla legge di stabilità con le norme anticrisi. E, riferiscono fonti di governo, in un secondo tempo si procederà anche a fare un decreto ed un disegno di legge con misure contro la crisi. Cosa conterrà il pacchetto non è ancora chiaro, ma secondo quanto si legge su una bozza si va dalle liberalizzazioni degli ordini professionali alla vendita di immobili.

LE MISURE - Tra i provvedimenti più sensibili quelli sul lavoro: zero contributi per tre anni sulle nuove assunzioni di apprendisti nelle aziende fino a 9 dipendenti; l’aumento di un punto per i contributi previdenziali dei co.co.pro; riduzione del 25% dei contributi per l’assunzione di donne con contratto di inserimento; più spazio di manovra alle Regioni per definire il gettito Irap con la possibilità di dedurre il costo del lavoro variabile. Tra le altre misure previste dovrebbe esserci la conferma delle dismissioni e della valorizzazione del patrimonio pubblico per un valore di 5 miliardi all’anno per il prossimo triennio. Verrà anticipata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, la derogabilità delle tariffe minime degli ordini professionali e la possibilità di costituire società di capitali. Nel maxi emendamento sono previste anche agevolazioni fiscali sul project financing per le grandi opere e sui concessionari agendo sia sull’Ires che sull’Irap. I capitoli legati alle norme per aumentare la concorrenza (già varate a luglio) riguardano il gas, la distribuzione dei carburanti, la Rc auto e il trasporto pubblico locale. Previsto anche lo snellimento del contenzioso per la giustizia civile.

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http://www.corriere.it/economia/11_novembre_02/crisi-prelievo-forzoso-governo_5d078a64-057e-11e1-bcb9-6319b650d0c8.shtml

mercoledì 2 novembre 2011

Silvio&Apicella, stop al CD: è panico all’estero

L’album “Il vero amore” rimandato; la notizia arriva all’estero

La crisi economica e i gravi problemi che travolgono l’Europa costringono il nostro premier a mettere da parte le proprie passioni: no, non parlo della patonza. Parlo della musica. L’uscita dell’atteso album “Il Vero Amore”, per il quale Berlusconi ha scritto i testi mentre Mariano Apicella si è occupato delle musiche, è stata rimandata in attesa di tempi migliori.

A SUON DI MUSICA - Il capolavoro musicale era atteso per lo scorso settembre, se ne attendeva addirittura la presentazione ad un party milanese di ottobre, ma ancora nulla: non sappiamo quando “Il Vero Amore” suonerà nei nostri lettori CD o nei nostri iPod. Il Cavaliere ha preferito rimandare a momenti migliori. La notizia dell’uscita rimandata ci giunge grazie all’intervista di un rinomato arrangiatore, Angelo Valsiglio, da parte di Flaviano De Luca per il periodico della Siae «Viva Verdi». Valsiglio rivela che Berlusconi è autore dei testi di tutti gli undici brani e che l’album “Il vero amore” è una produzione “davvero elegante e raffinata, con tinte brasiliane”. Atmosfere brasiliane, testi in italiano, qualche frase in dialetto napoletano, il suono di un sirtaki: un turbinio di ispirazioni. Un frammento del brano «Musica», scritto dal premier, recita: “Ascoltale queste canzoni sono per te/sentile quando hai sete di carezze/cantale quando hai fame di tenerezze/prendile queste note, rubale al nostro amore/tienile dentro il cuore/portale via con te/spogliati che c’è il mare/tutto da respirare…”. E mentre noi attendiamo di conoscere la data del futuro lancio dell’album, la notizia valica i confini nazionali e arriva all’estero.

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http://www.giornalettismo.com/archives/164211/silvioapicella-stop-al-cd-e-panico-allestero/

Gay: Gb, da dicembre ok a 'si' in chiesa

(ANSA) - LONDRA - A partire dal 5 dicembre, in Gran Bretagna le coppie gay potranno celebrare le loro nozze per rito civile nei luoghi di culto che glielo permetteranno. Non vige nessun obbligo, e non mancano le polemiche. Il sottosegretario alle parita' ha annunciato l'abrogazione di una legge che vietava alle chiese e ad altre strutture religiose di celebrare le unioni civili sotto il loro tetto. Nessun luogo di culto sara' obbligato. La Chiesa d'Inghilterra ha gia' fatto sapere di non essere pronta.

G20: domani prevertice a 4 Italia-Germania-Francia-Spagna

Cannes, 2 nov. (Adnkronos) - Prevertice a 4 tra Italia, Spagna, Francia e Germania domani a Cannes, prima dell'inizio dei lavori del summit del G20. E' quanto si apprende da fonti informate, secondo cui, prima del vertice, si vedranno il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il premier spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero, la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Stasera decreto con misure urgenti Giro di consultazioni al Quirinale

Roma, 2 nov. (Adnkronos/Ign) - ''Facciamo scoppiare la rivoluzione di sicuro...''. Così il leader della Lega, Umberto Bossi, ha risposto a chi gli chiedeva cosa farà se la riforma delle pensioni dovesse essere tra le misure anticrisi. Il Senatur ha mostrato prima il dito medio e poi ha spiegato: ''Se togliamo le pensioni ai lavoratori che hanno sempre lavorato per dare i soldi a Roma'' scoppia la rivoluzione. Bossi ha anche risposto con una pernacchia a un ipotetico governo Monti.

Poi si è trincerato dietro un 'no comment' alla domanda se ritenga necessario un passo indietro di Silvio Berlusconi. A questo punto il premier deve lasciare Palazzo Chigi?, hanno insistito i cronisti. A fare ''Berlusconi non lo fa. Inutile chiedere, tanto quello non lo fa'', ha tagliato corto il Senatur.

Domani cosa porterà Berlusconi al G20 di Cannes? ''Un dl sulla famosa lettera'' di intenti già portata a Bruxelles, ha replicato il leader della Lega. Quali saranno i contenuti? ''Quelli della lettera'', ha ribadito Bossi.

Il vertice di questa mattina a palazzo Chigi sulle misure anticrisi è terminato dopo oltre cinque ore. I ministri dell'Economia Giulio Tremonti, della Semplificazione Roberto Calderoli e delle Infrastrutture Altero Matteoli hanno lasciato la sede del governo circa 20 minuti dopo il presidente del Consiglio.

Il premier si è quindi recato a Palazzo Grazioli dove ha incontrato i deputati (ex Fli) Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Giuseppe Scalia. Presente alla riunione anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano. "Il presidente del Consiglio è determinato ad andare avanti" ha detto Ronchi lasciando Palazzo Grazioli.

E in effetti il premier è determinato a non mollare. A chi ha avuto modo di sentirlo nelle ultime ore, il Cavaliere avrebbe ribadito che non si farà da parte, perché non c'è nessuna alternativa alla sua maggioranza. Niente esecutivi tecnici, né larghe intese, dunque, ma solo la volontà di rispettare gli impegni presi con l'Europa e con gli elettori. Chi ha voglia di sfiduciarmi, lo faccia pure in Parlamento, e si assuma le sue responsabilità, sarebbe stato il ragionamento del premier.

Questo pomeriggio è iniziato come previsto l'ufficio di presidenza del Popolo della libertà dedicato alla situazione politica e ai provvedimenti anticrisi allo studio dell'esecutivo, assente Tremonti impegnato nella seduta della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. Al termine della riunione il segretario Alfano e i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, si recheranno al Quirinale per essere ricevuti dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nel pomeriggio al Colle è stato ricevuto anche il ministro Tremonti.
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"Perché Napolitano non scioglie le Camere?" Grillo critica il Quirinale: "Nella sostanza non muove un dito"

Il leader del Movimento Cinque Stelle ha il morale a terra: "Le campane stanno già suonando a martello per l'Italia". E domanda al presidente della Repubblica perché non fa uso dell'art.88 della Costituzione.

Roma, 2 novembre 2001 - "Napolitano dissuade, monita, invita, ma in sostanza non muove un dito per cambiare la situazione. Resta a guardare, come le stelle nel romanzo di Cronin, aspettando l'ineluttabile".Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo. Grillo ricorda che "l'articolo 88 della Costituzione gli consente di sciogliere le Camere. Una minaccia che gli permetterebbe di dare l'incarico a un governo di salute pubblica con l'unico obiettivo di salvare il salvabile. Nessuno crede che userà mai l'articolo 88, neppure con la pistola puntata del fallimento della Nazione. Perché? Una domanda alla quale non riesco a rispondere" si confessa impotente il comico genovese, leader del Movimento a Cinque Stelle. Che poi si chiede provocatoriamente? "A cosa serve un presidente della Repubblica?".

DEFAULT IN AVVICINAMENTO - Per Grillo "il default sta acquistando velocità (...), le campane stanno già suonando a martello per l'Italia. Se nulla cambia, l'anno che verrà i nostri titoli a media e lunga scadenza per 200 miliardi rimarranno invenduti e il Paese salterà". Poi l'amara conclusione: con questo parlamento anticostituzionale, non eletto da nessuno, ma nominato da alcuni segretari di partito "moriremo tutti, noi prima di loro".

Crisi mercati, Consiglio dei ministri straordinario Le opposizioni: "Berlusconi a casa". Il Quirinale convoca Pd e Udc

Nel giorno dei Defunti, premier al lavoro in vista dell'appuntamento di stasera. Napolitano si porta avanti e chiama Bersani e Casini. Di Pietro: "La lettera Bce non è Vangelo". Vendola: "No alla retorica dell'austerità".

Roma, 2 novembre 2011 - Nel giorno della commemorazione dei Defunti, sono tutti in grande agitazione. A partire dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, prima di essere schiacciato dalla lapide del debito pubblico, prova a rialzare le sue quotazioni in picchiata. Gran fervore mattutino tra Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi. I ministri con portafoglio (vuoto) arrivano alla spicciolata per l'ennesimo gran consulto. Sono visite a competenze e geometrie variabili, un classico di questo periodo. Sacconi, Brunetta e Romani, per ruolo e funzioni, sono i più assidui. Spesso, come oggi, appare Matteoli (Trasporti) che con La Russa rappresenta l'area ex An di governo. E poi non può mancare il leghista di guardia e di turno, generalmente Calderoli (con Bossi che si riserva il ruolo di star per le occasioni straordinarie). Poi c'è il convitato meno apprezzato ma indispensabile: Giulio Tremonti, con chiavistello della cassaforte appeso alla cintura. Una compagnia di lavoro accigliata e tenebrosa, come si conviene alla ricorrenza: sembra quasi che non sia il premier a chiamare i ministri, ma siano loro a presentarsi per senso del dovere, come si passa in ospedale a trovare un congiunto ammaccato.

ORE DI PAURA - Ammaccato è soprattutto il Paese, che vive una delle peggiori crisi della sua storia. Crisi economica e di rappresentanza. Fuori da Montecitorio un presidio del popolo viola domanda a gran voce il referendum sulla misure richieste dalla Ue, sul genere di quello - suicida - promosso nella notte dalla Grecia. Sono passate da poco le 14, quando il premier lascia Palazzo Chigi. Dentro, a discutere delle misure per il Cdm straordinario della sera restano Tremonti, Calderoli e Matteoli (chissà perché solo loro). In mezzo a questo delirio il premier, temendo altre defezioni alla Camera dopo quella di Roberto Antonione, trova il tempo di incontrare e rassicurare Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Giuseppe Scalia, gli ex fliniani poi tornati all'ovile, poi di nuovo incompresi e riottosi. E chissà se placati dopo il caffé con pasticcino a Palazzo Grazioli.

GIORNATA CONVULSA - Alle 18 - informano le agenzie di stampa - Ufficio di presidenza del Pdl per fare il punto sulla situazione della crisi internazionale e dei suoi risvolti politici. A seguire, intorno alle 20 (ma l'orario è da confermare) Consiglio dei Ministri straordinario. Perché l'Italia non deragli, servono tempismo e misura.E Silvio Berlusconi, per non distrarsi, rinuncia al binario della Stazione Termini dov'era atteso all'arrivo del treno del Milite Ignoto nel Novantennale della traslazione da Aquileia all'Altare della Patria. Chissà come la prenderà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

LARGHE INTESE? - Il presidente della Repubblica, attaccato da Beppe Grillo, sta sul pezzo con attenzione. E ritenendo doveroso non farsi trovare impreparato nel caso la crisi subisse un ulteriore avvitamento, nel pomeriggio comincerà i sondaggi con tutte le forze politiche incontrando, separatamente, sia il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (che alle 15 ha riunito i vertici del partito nella sede di largo Nazareno), sia il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini.

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http://qn.quotidiano.net/politica/2011/11/02/612016-crisi_mercati_consiglio_ministri_straordinario.shtml

Iraq, la presenza degli Usa nella regione minaccia tutti

Iraq, la presenza degli Usa nella regione minaccia tutti

BAGHDAD – Lo spostamento delle truppe Usa dall'Iraq al Kuwait costituisce una minaccia non solo per 'Iraq ma per altri paesi della regione.

Ad affermarlo e’ Mohamed al-Khafaji, deputato del movimento iracheno al-Sadr che ha messo in guardia dal nuovo piano di Washington di rafforzare la sua presenza militare nella regione nonostante l’annuncio di di Barack Obama del completo ritiro dei militari degli Usa dall’Iraq entro la fine del 2011. "La presenza delle forze americane in Medio Oriente, mina la stabilita’ e la sicurezza regionale", ha detto citato dalla PressTv.

Infatti il disimpegno americano dall’Iraq sara’ bilanciato da una rinnovata presenza militare americana in altri paesi alleati del Golfo Persico, come ha scritto di recente il New York Times. Secondo il giornale l’amministrazione Obama sta appunto valutando la possibilita’ di inviare nuove truppe in paesi come il Kuwait e navi da guerra nelle acque internazionali della regione.

Al-Khafaji ha espresso "dubbi" circa il "ritiro completo" delle forze americane dall’Iraq; “Gli Stati Uniti non sono intenzionati ad abbandonare l’Iraq”, ha precisato. Infatti la Casa Bianca cerca di convincere il governo iracheno a mantenere nel paese oltre il 31 dicembre prossimo un contingente fino a venti mila soldati, sotto forma di addestratori e consiglieri militari. Nel frattempo l’amministrazione Obama cerca di rafforzare la sua presenza militare in altri paesi arabi del Golfo Persico come Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi, Kuwait, Oman e Qatar.

Attacco contro Iran o Siria sara' la fine per Usa e Israele

Attacco contro Iran o Siria sara' la fine per Usa e Israele

TEHERAN - “Puniremo l'entita' sionista in maniera sorprendente” per ogni tipo di “errore”. Lo ha promesso il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Hassan Firouz Abadi, rispondendo alle voci, smentite nei giorni scorsi, di un possibile attacco israeliano contro l’Iran.

Per il generale “anche se la possibilita' di un’azione del genere e' bassa, noi consideriamo questa minaccia molto seriamente e siamo in piena allerta. Gli Stati Uniti sono consapevoli – ha aggiunto Firouz Abadi – che un attacco militare sionista sull’Iran li danneggerebbe in maniera grave ... Siamo in grado di colpire Israele in modo sorprendente". Due giorni prima il ministro israeliano della Guerra, Ehud Barak, aveva smentito che, in accordo con il primo ministro Benjamin Netanyahu, stesse lavorando a un'azione contro l’Iran. E per quanto riguarda gli ultimi sviluppi in Siria il generale ha detto: "Negli ultimi 30 anni la Siria e' stata sempre nella prima fila della battaglia contro Israele ... Il governo siriano come l'Iran islamico non ha mai riconosciuto l'entita' sionista ... Il governo siriano e' completamente diverso dai regimi in Arabia Saudita, Libia, Tunisia e Egitto ... Un eventuale attacco contro la Siria provochera' la dura e ferma reazione di tutta la comunita' islamica ... Sara' la fine per gli Usa e il regime sionista".

La Russa contro Amendola «Smentisca i fischi o è uno str...»

Il ministro Ignazio a Russa sul red carper di Roma

ROMA - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa attacca duramente l'attore Claudio Amendola. Secondo le immagini e alcune testimonianze avrebbe sollecitato ieri sera alcuni dei presenti al Festival del cinema di Roma ad «alzare il volume dei fischi» rivolti a lui. Amendola avrebbe avuto un ruolo da protagonista nella dura contestazione che lo ha accolto ieri il suo arrivo sul red carpet dell'Auditorium per il Roma Film Fest. «O Amendola chiede scusa, o smentisce o è proprio uno stronzo», è la conclusione che trae La Russa con chi gli ha chiesto della vicenda. «Quando ho letto le agenzie non ci credevo. Ai quattro o cinque fischi - fino a quel momento, infatti, molti altri applaudivano e salutavano - si è aggiunto un gruppetto aizzato da Claudio Amendola che, nell'occasione, ha dimostrato di essere un guitto». la Russa aggiunge: «Ho visto anche le immagini e ho ascoltato testimonianze: chissà se quelli che aizzava all'insulto, divenuto ormai per i nostri oppositori un obbligo, sono a conoscenza di quanto guadagna Amendola per ogni apparizione su Mediaset. Soldi di Berlusconi, naturalmente». E allora, «o chiede scusa o smentisce o è proprio uno stronzo...», conclude La Russa.

Fukushima, è ancora allarme tracce di una nuova fissione nucleare

Tecnici al lavoro nella centrale di Fukushima

ROMA - Segnali di una possibile fissione nucleare sono stati rilevati nel reattore due della centrale giapponese di Fukushima: i tecnici del gestore dell'impianto, la Tepco, hanno iniziato a iniettare acido borico per evitare una possibile reazione a catena. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa giapponese Kyodo. Prelievi di gas effettuati all'interno del reattore ieri hanno indicato la possibile presenza di xenon radioattivo, un gas che viene liberato in presenza di una fissione nucleare. Nessuna variazione di temperatura, pressione o livelli di radiazioni è stata invece riscontrata nel reattore dell'impianto, colpito dallo tsunami successivo al terremoto dello scorso 11 marzo. Il reattore 2 della centrale giapponese di Fukushima non si è riacceso. La reazione di fissione nucleare rilevata nelle ultime ore dalla società che lo gestisce, la Tepco, è un fenomeno parziale, «che può verificarsi in particolari condizione di densità e distribuzione geometrica del combustibile rimasto all'interno del reattore» spiega Emilio Santoro, dell'Enea. A mettere in allerta è stata l'emissione di Xenon 133 e Xenon 135, un gas velenoso che viene prodotto in condizioni normali durante le reazioni di fissione. «Poichè questo gas decade in tempi molto rapidi, è impossibile che i livelli rilevati adesso siano quelli rilasciati nell'incidente del marzo scorso». È quindi probabile che sia legato ad una reazione partita spontaneamente con il combustibile residuo rimasto nel reattore in fase di messa in sicurezza. Per questo motivo si è deciso, a scopo cautelativo, di iniettare acido di boro all'interno del circuito di raffreddamento. In questo modo sarà possibile 'spegnerè la reazione che molto probabilmente è ripartita e che non riguarda l'intero sistema.