Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
venerdì 4 novembre 2011
giovedì 3 novembre 2011
Emendamento alla legge di stabilità per presentare le misure anti-crisi Il Quirinale frena: sfuma il decreto
Borsa in ripresa, chiude a +2,3% Via libera alle prime iniziative E il Senatur attacca: «Riforma? Niente o facciamo la rivoluzione» Bersani: «Sabato tutti in piazza» Saltano patrimoniale e prelievo
I dubbi del Colle hanno indotto il governo ad abbandonare la strada del decreto legge e a prediligere il maxiemendamento alla Legge di stabilita'. Il pacchetto lavoro, escluse le misure sui cosiddetti licenziamenti facili, e le norme sulla velocizzazione delle opere pubbliche e per favorire il project financing. Queste, a quanto si apprende, alcune misure inserite nel maxiemendamento, che ha avuto il via libera dal Consiglio dei ministri. L'emendamento sara' presentato al Senato durante l'esame in Commissione bilancio della Legge di stabilita'. Non hanno trovato spazio, nel maxiemendamento, ne' il condono, ne' la patrimoniale, ne' il prelievo sui conti correnti. Ma mentre quest'ultima misura sembra essere assai improbabile, le sanatorie ed eventualmente la patrimoniale potrebbero essere inserite in un secondo momento su iniziativa parlamentare. Il pacchetto Il pacchetto lavoro, riprendendo le misure indicate nella lettera trasmessa alla Ue, prevede i nuovi contratti di apprendistato per evitare forme improprie di occupazione dei giovani, il potenziamento dei contratti di lavoro part time per favorire l'ingresso delle donnne nel mercato del lavoro, la velocizzazione per il credito di imposta a favore delle imprese che assumono al Sud. Nel maxiemendamento sono entrate anche le norme per accelerare la realizzazione di infrastrutture. Si va dalla definizione di standard contrattuali tipo per facilitare il project financing alla defiscalizzazione (irap e ires) di alcune opere immediatamente cantierabili. Lo sconto fiscale sostituisce il contributo pubblico al finanziamento. Nel provvedimento anche misure sulle dismissioni del patrimonio pubblico e alcuni interventi di liberalizzazione.
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http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/427711/
Liberalizzazioni, apprendistato e Sud niente licenziamenti facili e pensioni
Ecco il maxiemendamento. Via alle vendite degli immobili pubblici. Scartate per ora le misure più dure come condoni, sanatorie fiscali e ritorno all'Ici di VALENTINA CONTE
Anonymous risbatte i pedofili in prima pagina
Il collettivo rivela gli indirizzi IP di chi guarda materiale pedopornografico online
Il gruppo di hacker Anonymous mercoledì ha svelato e segnalato gli indirizzi IP dei visitatori di 190 siti internet contenenti pornografia infantile, compiendo un ulteriore sforzo nella lotta alla pedopornografia.
L’OPERAZIONE - Nelle ultime settimane il collettivo, divenuto famoso per le operazioni di boicottaggio on-line di grandi aziende come Sony, ha preso di mira i siti di pornografia infantile e i visitatori, inaugurando una missione denominata “Operazione Darknet”. Gli ultimi obiettivi sono stati Freedom Hosting, un server che Anonymous accusa di ospitare più di 40 siti di pornografia infantile, e i visitatori di quei siti che nascondono la propria identità usando Tor, un software che permette agli utenti di navigare in forma anonima su Internet. In un comunicato diramato il mese scorso, gli hacker dietro “Operazione Darknet” lanciavano un avvertimento a Freedom Hosting: “Le nostre richieste sono semplici: rimuovere tutti i contenuti pedopornografici dai server e rifiutare di fornire servizi di hosting a qualsiasi sito web che abbia a che fare con la pornografia infantile. Questo ultimatum non è rivolto solo a Freedom Hosting, ma tutti su internet. Non importa chi sei, se scopriamo che hosti, promuovi o sostieni la pornografia infantile, diventerai un nostro bersaglio”. Poichè Freedom Hosting ha rifiutato di rimuovere i contenuti contestati, Anonymous ha scatenato un attacco “denial of service” rendendo il servizio inutilizzabile per qualche ora. Il gruppo di hacker ha anche pubblicato le informazioni di circa 1.600 visitatori di questi siti, compresi quelli che utilizzano il sito “Lolita City”, uno dei più riforniti in materia di pedopornografia.
A SOSTEGNO DI TOR - Secondo il collettivo, il “99 per cento” degli utenti che utilizza Tor è composto da giornalisti in Iran e Cina, dalle agenzie di intelligence del governo che combattono una guerra segreta con al-Qaida e dagli stessi membri di Anonymous, ma il gruppo ha rilevato che alcuni utilizzano il proxy per accedere a materiale pedopornografico, come “Lolita City” e “The Hurt Site”, pagina web dedicata allo stupro di bambini. “L’unico scopo dell’Operazione Darknet è stato quello di rivelare che un servizio utile come ‘Tor Project’ è stato rovinato dall’1% di persone che lo utilizzano per fruire della pornografia infantile”, ha dichiarato il gruppo. Durante l’ultima “campagna” condotta il 27 ottobre e soprannominata “Paw Printing”, Anonymous ha nascosto una trappola nell’ultima versione di Tor, portando gli utenti a cliccare su un link contenente un malware che registrava i movimenti online per 24 ore. Gli hacker hanno avuto accesso ai siti visitati e agli indirizzi IP degli utenti, permettendo quindi di distinguere i pedofili e di smascherarli.
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http://www.giornalettismo.com/archives/164303/anonymous-risbatte-i-pedofili-in-prima-pagina/
Crisi, Cdm approva maxi emendamento
Frenata sull'ipotesi decreto legge Incentivi per i giovani, dismissioni e liberalizzazioni
| Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (Ansa) |
LE MISURE - Tra i provvedimenti più sensibili quelli sul lavoro: zero contributi per tre anni sulle nuove assunzioni di apprendisti nelle aziende fino a 9 dipendenti; l’aumento di un punto per i contributi previdenziali dei co.co.pro; riduzione del 25% dei contributi per l’assunzione di donne con contratto di inserimento; più spazio di manovra alle Regioni per definire il gettito Irap con la possibilità di dedurre il costo del lavoro variabile. Tra le altre misure previste dovrebbe esserci la conferma delle dismissioni e della valorizzazione del patrimonio pubblico per un valore di 5 miliardi all’anno per il prossimo triennio. Verrà anticipata la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, la derogabilità delle tariffe minime degli ordini professionali e la possibilità di costituire società di capitali. Nel maxi emendamento sono previste anche agevolazioni fiscali sul project financing per le grandi opere e sui concessionari agendo sia sull’Ires che sull’Irap. I capitoli legati alle norme per aumentare la concorrenza (già varate a luglio) riguardano il gas, la distribuzione dei carburanti, la Rc auto e il trasporto pubblico locale. Previsto anche lo snellimento del contenzioso per la giustizia civile.
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mercoledì 2 novembre 2011
Silvio&Apicella, stop al CD: è panico all’estero
L’album “Il vero amore” rimandato; la notizia arriva all’estero
La crisi economica e i gravi problemi che travolgono l’Europa costringono il nostro premier a mettere da parte le proprie passioni: no, non parlo della patonza. Parlo della musica. L’uscita dell’atteso album “Il Vero Amore”, per il quale Berlusconi ha scritto i testi mentre Mariano Apicella si è occupato delle musiche, è stata rimandata in attesa di tempi migliori.
A SUON DI MUSICA - Il capolavoro musicale era atteso per lo scorso settembre, se ne attendeva addirittura la presentazione ad un party milanese di ottobre, ma ancora nulla: non sappiamo quando “Il Vero Amore” suonerà nei nostri lettori CD o nei nostri iPod. Il Cavaliere ha preferito rimandare a momenti migliori. La notizia dell’uscita rimandata ci giunge grazie all’intervista di un rinomato arrangiatore, Angelo Valsiglio, da parte di Flaviano De Luca per il periodico della Siae «Viva Verdi». Valsiglio rivela che Berlusconi è autore dei testi di tutti gli undici brani e che l’album “Il vero amore” è una produzione “davvero elegante e raffinata, con tinte brasiliane”. Atmosfere brasiliane, testi in italiano, qualche frase in dialetto napoletano, il suono di un sirtaki: un turbinio di ispirazioni. Un frammento del brano «Musica», scritto dal premier, recita: “Ascoltale queste canzoni sono per te/sentile quando hai sete di carezze/cantale quando hai fame di tenerezze/prendile queste note, rubale al nostro amore/tienile dentro il cuore/portale via con te/spogliati che c’è il mare/tutto da respirare…”. E mentre noi attendiamo di conoscere la data del futuro lancio dell’album, la notizia valica i confini nazionali e arriva all’estero.
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http://www.giornalettismo.com/archives/164211/silvioapicella-stop-al-cd-e-panico-allestero/
Gay: Gb, da dicembre ok a 'si' in chiesa
G20: domani prevertice a 4 Italia-Germania-Francia-Spagna
Stasera decreto con misure urgenti Giro di consultazioni al Quirinale
"Perché Napolitano non scioglie le Camere?" Grillo critica il Quirinale: "Nella sostanza non muove un dito"
Roma, 2 novembre 2001 - "Napolitano dissuade, monita, invita, ma in sostanza non muove un dito per cambiare la situazione. Resta a guardare, come le stelle nel romanzo di Cronin, aspettando l'ineluttabile".Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo. Grillo ricorda che "l'articolo 88 della Costituzione gli consente di sciogliere le Camere. Una minaccia che gli permetterebbe di dare l'incarico a un governo di salute pubblica con l'unico obiettivo di salvare il salvabile. Nessuno crede che userà mai l'articolo 88, neppure con la pistola puntata del fallimento della Nazione. Perché? Una domanda alla quale non riesco a rispondere" si confessa impotente il comico genovese, leader del Movimento a Cinque Stelle. Che poi si chiede provocatoriamente? "A cosa serve un presidente della Repubblica?".
DEFAULT IN AVVICINAMENTO - Per Grillo "il default sta acquistando velocità (...), le campane stanno già suonando a martello per l'Italia. Se nulla cambia, l'anno che verrà i nostri titoli a media e lunga scadenza per 200 miliardi rimarranno invenduti e il Paese salterà". Poi l'amara conclusione: con questo parlamento anticostituzionale, non eletto da nessuno, ma nominato da alcuni segretari di partito "moriremo tutti, noi prima di loro".
Crisi mercati, Consiglio dei ministri straordinario Le opposizioni: "Berlusconi a casa". Il Quirinale convoca Pd e Udc
Roma, 2 novembre 2011 - Nel giorno della commemorazione dei Defunti, sono tutti in grande agitazione. A partire dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, prima di essere schiacciato dalla lapide del debito pubblico, prova a rialzare le sue quotazioni in picchiata. Gran fervore mattutino tra Palazzo Grazioli e Palazzo Chigi. I ministri con portafoglio (vuoto) arrivano alla spicciolata per l'ennesimo gran consulto. Sono visite a competenze e geometrie variabili, un classico di questo periodo. Sacconi, Brunetta e Romani, per ruolo e funzioni, sono i più assidui. Spesso, come oggi, appare Matteoli (Trasporti) che con La Russa rappresenta l'area ex An di governo. E poi non può mancare il leghista di guardia e di turno, generalmente Calderoli (con Bossi che si riserva il ruolo di star per le occasioni straordinarie). Poi c'è il convitato meno apprezzato ma indispensabile: Giulio Tremonti, con chiavistello della cassaforte appeso alla cintura. Una compagnia di lavoro accigliata e tenebrosa, come si conviene alla ricorrenza: sembra quasi che non sia il premier a chiamare i ministri, ma siano loro a presentarsi per senso del dovere, come si passa in ospedale a trovare un congiunto ammaccato.
ORE DI PAURA - Ammaccato è soprattutto il Paese, che vive una delle peggiori crisi della sua storia. Crisi economica e di rappresentanza. Fuori da Montecitorio un presidio del popolo viola domanda a gran voce il referendum sulla misure richieste dalla Ue, sul genere di quello - suicida - promosso nella notte dalla Grecia. Sono passate da poco le 14, quando il premier lascia Palazzo Chigi. Dentro, a discutere delle misure per il Cdm straordinario della sera restano Tremonti, Calderoli e Matteoli (chissà perché solo loro). In mezzo a questo delirio il premier, temendo altre defezioni alla Camera dopo quella di Roberto Antonione, trova il tempo di incontrare e rassicurare Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Giuseppe Scalia, gli ex fliniani poi tornati all'ovile, poi di nuovo incompresi e riottosi. E chissà se placati dopo il caffé con pasticcino a Palazzo Grazioli.
GIORNATA CONVULSA - Alle 18 - informano le agenzie di stampa - Ufficio di presidenza del Pdl per fare il punto sulla situazione della crisi internazionale e dei suoi risvolti politici. A seguire, intorno alle 20 (ma l'orario è da confermare) Consiglio dei Ministri straordinario. Perché l'Italia non deragli, servono tempismo e misura.E Silvio Berlusconi, per non distrarsi, rinuncia al binario della Stazione Termini dov'era atteso all'arrivo del treno del Milite Ignoto nel Novantennale della traslazione da Aquileia all'Altare della Patria. Chissà come la prenderà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
LARGHE INTESE? - Il presidente della Repubblica, attaccato da Beppe Grillo, sta sul pezzo con attenzione. E ritenendo doveroso non farsi trovare impreparato nel caso la crisi subisse un ulteriore avvitamento, nel pomeriggio comincerà i sondaggi con tutte le forze politiche incontrando, separatamente, sia il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (che alle 15 ha riunito i vertici del partito nella sede di largo Nazareno), sia il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini.
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Iraq, la presenza degli Usa nella regione minaccia tutti
BAGHDAD – Lo spostamento delle truppe Usa dall'Iraq al Kuwait costituisce una minaccia non solo per 'Iraq ma per altri paesi della regione.
Ad affermarlo e’ Mohamed al-Khafaji, deputato del movimento iracheno al-Sadr che ha messo in guardia dal nuovo piano di Washington di rafforzare la sua presenza militare nella regione nonostante l’annuncio di di Barack Obama del completo ritiro dei militari degli Usa dall’Iraq entro la fine del 2011. "La presenza delle forze americane in Medio Oriente, mina la stabilita’ e la sicurezza regionale", ha detto citato dalla PressTv.Infatti il disimpegno americano dall’Iraq sara’ bilanciato da una rinnovata presenza militare americana in altri paesi alleati del Golfo Persico, come ha scritto di recente il New York Times. Secondo il giornale l’amministrazione Obama sta appunto valutando la possibilita’ di inviare nuove truppe in paesi come il Kuwait e navi da guerra nelle acque internazionali della regione.
Al-Khafaji ha espresso "dubbi" circa il "ritiro completo" delle forze americane dall’Iraq; “Gli Stati Uniti non sono intenzionati ad abbandonare l’Iraq”, ha precisato. Infatti la Casa Bianca cerca di convincere il governo iracheno a mantenere nel paese oltre il 31 dicembre prossimo un contingente fino a venti mila soldati, sotto forma di addestratori e consiglieri militari. Nel frattempo l’amministrazione Obama cerca di rafforzare la sua presenza militare in altri paesi arabi del Golfo Persico come Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi, Kuwait, Oman e Qatar.
Attacco contro Iran o Siria sara' la fine per Usa e Israele
TEHERAN - “Puniremo l'entita' sionista in maniera sorprendente” per ogni tipo di “errore”. Lo ha promesso il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Hassan Firouz Abadi, rispondendo alle voci, smentite nei giorni scorsi, di un possibile attacco israeliano contro l’Iran.
Per il generale “anche se la possibilita' di un’azione del genere e' bassa, noi consideriamo questa minaccia molto seriamente e siamo in piena allerta. Gli Stati Uniti sono consapevoli – ha aggiunto Firouz Abadi – che un attacco militare sionista sull’Iran li danneggerebbe in maniera grave ... Siamo in grado di colpire Israele in modo sorprendente". Due giorni prima il ministro israeliano della Guerra, Ehud Barak, aveva smentito che, in accordo con il primo ministro Benjamin Netanyahu, stesse lavorando a un'azione contro l’Iran. E per quanto riguarda gli ultimi sviluppi in Siria il generale ha detto: "Negli ultimi 30 anni la Siria e' stata sempre nella prima fila della battaglia contro Israele ... Il governo siriano come l'Iran islamico non ha mai riconosciuto l'entita' sionista ... Il governo siriano e' completamente diverso dai regimi in Arabia Saudita, Libia, Tunisia e Egitto ... Un eventuale attacco contro la Siria provochera' la dura e ferma reazione di tutta la comunita' islamica ... Sara' la fine per gli Usa e il regime sionista".La Russa contro Amendola «Smentisca i fischi o è uno str...»
ROMA - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa attacca duramente l'attore Claudio Amendola. Secondo le immagini e alcune testimonianze avrebbe sollecitato ieri sera alcuni dei presenti al Festival del cinema di Roma ad «alzare il volume dei fischi» rivolti a lui. Amendola avrebbe avuto un ruolo da protagonista nella dura contestazione che lo ha accolto ieri il suo arrivo sul red carpet dell'Auditorium per il Roma Film Fest. «O Amendola chiede scusa, o smentisce o è proprio uno stronzo», è la conclusione che trae La Russa con chi gli ha chiesto della vicenda. «Quando ho letto le agenzie non ci credevo. Ai quattro o cinque fischi - fino a quel momento, infatti, molti altri applaudivano e salutavano - si è aggiunto un gruppetto aizzato da Claudio Amendola che, nell'occasione, ha dimostrato di essere un guitto». la Russa aggiunge: «Ho visto anche le immagini e ho ascoltato testimonianze: chissà se quelli che aizzava all'insulto, divenuto ormai per i nostri oppositori un obbligo, sono a conoscenza di quanto guadagna Amendola per ogni apparizione su Mediaset. Soldi di Berlusconi, naturalmente». E allora, «o chiede scusa o smentisce o è proprio uno stronzo...», conclude La Russa.
Fukushima, è ancora allarme tracce di una nuova fissione nucleare
ROMA - Segnali di una possibile fissione nucleare sono stati rilevati nel reattore due della centrale giapponese di Fukushima: i tecnici del gestore dell'impianto, la Tepco, hanno iniziato a iniettare acido borico per evitare una possibile reazione a catena. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa giapponese Kyodo. Prelievi di gas effettuati all'interno del reattore ieri hanno indicato la possibile presenza di xenon radioattivo, un gas che viene liberato in presenza di una fissione nucleare. Nessuna variazione di temperatura, pressione o livelli di radiazioni è stata invece riscontrata nel reattore dell'impianto, colpito dallo tsunami successivo al terremoto dello scorso 11 marzo. Il reattore 2 della centrale giapponese di Fukushima non si è riacceso. La reazione di fissione nucleare rilevata nelle ultime ore dalla società che lo gestisce, la Tepco, è un fenomeno parziale, «che può verificarsi in particolari condizione di densità e distribuzione geometrica del combustibile rimasto all'interno del reattore» spiega Emilio Santoro, dell'Enea. A mettere in allerta è stata l'emissione di Xenon 133 e Xenon 135, un gas velenoso che viene prodotto in condizioni normali durante le reazioni di fissione. «Poichè questo gas decade in tempi molto rapidi, è impossibile che i livelli rilevati adesso siano quelli rilasciati nell'incidente del marzo scorso». È quindi probabile che sia legato ad una reazione partita spontaneamente con il combustibile residuo rimasto nel reattore in fase di messa in sicurezza. Per questo motivo si è deciso, a scopo cautelativo, di iniettare acido di boro all'interno del circuito di raffreddamento. In questo modo sarà possibile 'spegnerè la reazione che molto probabilmente è ripartita e che non riguarda l'intero sistema.