Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
domenica 27 novembre 2011
La vita sconosciuta dei contractor italiani
Crisi: Grillo, vulcano Italia sta per riaccendersi
Berlusconi: con Lega siamo uniti. Calderoli: l'alleanza non c'è più
Pensioni, la stretta sull’inflazione
Arriva il blocco dell’adeguamento al costo della vita e la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro
Qualcosa si muove, e comincia a farlo in fretta. Tra i piani allo studio del governo Monti ci sono il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita e la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. La patrimoniale non colpirà le rendite finanziarie, ma arriveranno più imposte sulla casa e un’Ici progressiva:
Per ora sono stati individuati i capitoli sui quali intervenire per far fronte all’emergenza. La manovra si limiterà a 15miliardi, forse anche meno, se la prossima settimana la Commissione europea concederà all’Italia, ma anche agli altri Paesi, lo sconto sulla misura dell’aggiustamento, cioè di considerare il ciclo economico avverso. In caso contrario servirebbero almeno 25 miliardi per centrare il pareggio di bilancio nel 2013. Il premier e ministro dell’Economia fa molto affidamento su questo capitolo per recuperare risorse fin dal 1˚ gennaio. Svariati miliardi si potrebbero risparmiare bloccando la cosiddetta «perequazione automatica » delle pensioni, cioè l’adeguamento al costo della vita che scatta a gennaio di ogni anno. Considerando che solo nel pianeta Inps (escluse quindi le pensioni del pubblico impiego) ogni punto di inflazione vale un paio di miliardi di spesa per la perequazione e che quest’anno l’inflazione si avvicinerà al 3%, la misura può valere molto.
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http://www.giornalettismo.com/archives/172529/pensioni-la-stretta-sullinflazione/
IRAN: PARLAMENTO VOTA RIDUZIONE RELAZIONI DIPLOMATICHE GB
USA 2012: 81% americani insoddisfatti, guardano a terza via
WASHINGTON - L'81% degli americani è insoddisfatto di come è governato il paese. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Gallup e riportato dal Wall Street Journal. La metà degli interpellati da Gallup ritiene che un terzo partito è necessario, una percentuale in rialzo rispetto al 40% del 2003. Sette su dieci ritengono che il paese è sulla strada sbagliata. Ross Perot nel 1992 raccolse un voto su cinque, diventando il candidato indipendente più di successo nelle elezioni presidenziali moderne, ricorda il Wall Street Journal, evidenziando che quando Perot si candidò il 39% degli americani era insoddisfatto di come il paese veniva governato. "C'è una forte possibilità che uno sfidante emerga tra i candidati" repubblicani e democratici, e questo perché "un nuovo gruppo chiamato American Elect sta lavorando per assicurare che un candidato indipendente possa essere scelto in giugno e correre".
Pakistan, governo: Usa lascino base aerea Baluchistan entro 15 giorni
Ingroia: nuovi rischi di trattativa Stato-mafia
Il procuratore di Palermo teme che la storia si ripeta
Secondo il magistrato palermitano l'ingresso nella Terza repubblica ci espone a scenari antichi: "Più volte ci sono state fasi di rottura, crisi e conflitto mentre dietro le quinte si stabilivano patti di convivenza".
Bologna, 26 novembre 2011 - Secondo Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo, "l'ingresso nella Terza Repubblica ci espone a nuovi rischi" di trattativa tra Stato e mafia. Intervenendo all'incontro dal titolo 'Costituzione. Democrazia, legalità e sviluppo', in corso alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna 'Alma Mater Studiorum', organizzato dall'associazione politico-culturale 'Marx XXI', Ingroia ha sottolineato che "definire la mafia l'antistato è un luogo comune", ma altrettanto vero è che "spesso pezzi di classe dirigente italiana hanno stabilito un'alleanza con la mafia". "In un arco temporale ristretto - ha detto Ingroia - più volte nella storia italiana ci sono state fasi di rottura, di crisi e di conflitto mentre nel frattempo dietro le quinte si trattava per stabilire patti di convivenza, che garantiscono la storia secolare della mafia e gli affari di pezzi di classe dirigente. All'inizio della storia repubblicana - ha sottolineato Ingroia - la mafia intervenne a Portella della Ginestra per fermare il movimento operaio e contadino, e all'inizio della Seconda repubblica, perché aveva necessità di cambiare i propri riferimenti politici. L'ingresso nella Terza repubblica ci espone a nuovi rischi su questo fronte".
Attacco Nato, Pakistan esprime 'furore'
sabato 26 novembre 2011
SMETTERE DI FUMARE: I BENEFICI
SMETTERE DI FUMARE: I BENEFICI
Ue, sotto accusa il Cara di Trapani "Salinagrande è un vero lager"
L'eurodeputata svedese Cecilia Wikstrom ha guidato una delegazione che ha visitato diversi centri d'accoglienza e Cie in Sicilia e a Lampedusa. "Nei bagni manca l'acqua e non ci sono porte, i dormitori sono affollatissimi". E sull'ambulatorio Emergency di Palermo: "Un esempio da trasmettere in tutta Europa"
L'europarlamentare Cecilia Wikstrom
Trapani, protesta al Cantiere navale gli operai occupano una petroliera
Azione di protesta di venti dipendenti della società Cantiere navale di Trapani contro il licenziamento collettivo deciso dall'azienda. Il padre di uno degli occupanti ha avuto un infarto e l'operaio ha dovuto interrompere la protesta
La petroliera "Marettimo M" al cantiere navale di Trapani
"Piano segreto Merkel-Sarkozy per cambiare subito i trattati Ue"
Sui giornali tedeschi le indiscrezioni di una proposta da presentare a giorni ai partner. Si tratterebbe di far sottoscrivere il patto di stabilità dai singoli governi come avvenne per Schengen. Questo potrebbe portare a una Europa divisa tra "forti" e "deboli". E la Bundesbank per la prima volta non esclude la possibilità di Eurobondsdal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
Francia, uccide la compagna incinta di otto mesi e nasconde cadavere nel congelatore
New York, italiana trovata uccisa nel suo appartamento ad Harlem
Crisi, New York Times: "Le banche si stanno preparando al crollo dell'euro"
Manifestazione CasaPound a Napoli, tensione e cariche: ferito un agente
I passaggi segreti dei palazzi della politica
Il tunnel di Palazzo Giustiniani dove si sono incontrati Monti, Casini, Alfano e Bersani. E altre strane storie
La politica italiana è piena di tunnel. Per davvero: nel senso che, oltre ai sotterfugi e alle decisioni prese di nascosto, ci sono anche i passaggi segreti dove ci si mette d’accordo sul da farsi. Questo è almeno quanto raccontato nei giorni scorsi dai giornali, secondo i quali per andare all’incontro segreto con Mario Monti, i vari Casini, Alfano e Bersani hanno sfruttato un tunnel che collegherebbe Palazzo Giustiniani a Palazzo Madama. Oggi Repubblica pubblica uno schema dei passaggi segreti della Capitale:
E, in un articolo a firma di Filippo Ceccarelli, ci ricorda gli utilizzi nella storia d’Italia:
Di solito le occulte location dei politici si scoprono quando è troppo tardi. Così Palmiro Togliatti incontrava monsignori (De Luca) e banchieri (Mattioli) a casa di un intellettuale ignoto ai più (Franco Rodano), agli Orti di Galatea, uno dei posti più belli di Roma; rifugio così ben mantenuto negli anni che anche Berlinguer e quindi perfino Occhetto poterono approfittare della cortese ospitalità degli eredi. D’altra parte Craxi e De Mita, litiganti degli anni 80, ebbero i loro luoghi occulti per sbrigare in pace gli affari che gli stavano a cuore: a volte erano conventi, che a Roma davvero non mancano, a volte appartamenti forniti da Polizia e servizi (che così facevano da garanti). Se Cossiga si metteva di mezzo, finivano tutti dall’editore dell’AdnKronos Pippo Marra che offriva due opzioni: una urbana a piazza di Spagna e l’altra campagnola, dalle parti di Bracciano, dove per gioco e per passione allevava una mucca. Eppure non si venne a sapere di patti “della mucca”, mentre “della crostata” sì, per quanto presto disconosciuti e andati a monte. A lungo casa Letta, alla Camilluccia, assurse a dependance para-istituzionale: riservata, ma fino a un certo punto.
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http://www.giornalettismo.com/archives/172367/i-passaggi-segreti-dei-palazzi-della-politica/
La crisi dell'Eurozona e l'ipotesi crollo «Grandi banche preparano piano B»
I maggiori istituti di credito al mondo esaminano la possibilità di una disintegrazione dell'area euro
MILANO - La disintegrazione dell'area euro, fino a poco tempo fa, sembrava un'ipotesi impensabile. Ora invece appare come una eventualità meno remota. Per questo le grande banche del mondo si preparano. Lo riporta il New York Times, sottolineando che molti istituti di credito, quali Merrill Lynch, Barclays Capital e Nomura hanno pubblicato decine di rapporti in settimana nei quali esaminano la possibilità di un crollo dell'Eurozona. Nel Regno Unito, Royal Bank of Scotland mette a punto piani di emergenza nel caso in cui l'impensabile diventi realtà.
GLI USA - Negli Stati Uniti le autorità di regolamentazione spingono le banche, fra le quali Citigroup, a ridurre la loro esposizione verso l'area euro. «Le banche in Francia e in Italia non stanno mettendo a punto piani di emergenza perché hanno concluso che una disintegrazione dell'area euro è impossibile» evidenzia il New York Times. TUI, il gigante del turismo tedesco, ha di recente spedito una lettera alle catene alberghiere della Grecia chiedendo che i contratti vengano rinegoziati in dracme per tutelarli da eventuali perdite se la Grecia uscisse dall'euro. Secondo un sondaggio di Barclays Capital su 1.000 clienti, la metà ritiene che almeno un paese lascerà l'area euro, il 35% ritiene che sarà solo la Grecia e uno su 20 ritiene che tutti i paesi della periferia dell'Europa usciranno il prossimo anno.