mercoledì 26 gennaio 2011

Cassazione, vanno mantenuti i figli sposati se disoccupati

Ferrara, 26 gennaio 2011 - Assegno di mantenimento al figlio maggiorenne, già sposato, se è uno studente universitario e non si è ancora realizzato professionalmente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 1830 di oggi ha accolto il ricorso di una madre che chiedeva all`ex marito un contributo economico per la figlia maggiorenne e studentessa in medicina che si era sposata con un giovane di Santo Domingo, anche lui studente. Con una decisione destinata a far discutere, la prima sezione civile ha confermato l`orietamento più garantista in favore dei ragazzi che sembra non debbano essere mai “svezzati”.

In realtà, riporta il sito Cassazione.net, i giudici hanno confermato le sentenze con le quali è stato affermato che il mantenimento non è più dovuto ai figli sposati ma, contestualmente, hanno, nel caso concreto, dato ragione a una mamma di Ferrara che chiedeva il mantenimento in favore della giovane figlia nonostante questa si fosse già sposata a Santo Domingo e poi in Italia con rito civile. La coppia di ragazzi, tuttavia, non si era realizzata professionalmente e non era ancora entrata nel mondo del lavoro. Dunque il papà dovrà continuare a contribuire al mantenimento della figlia che, ad ogni modo, era sempre rimasta a vivere con la mamma.

“Ritiene questa Corte - si legge in sentenza - che il principio anche di recente affermato nella giurisprudenza di legittimità secondo il quale il matrimonio del figlio maggiorenne già destinatario del contributo di mantenimento a carico di ciascuno dei genitori ne comporta l’automatica cessazione debba essere in questa sede ribadito,in quanto trae fondamento da un lato negli obblighi e nei diritti che derivano dal matrimonio,dall’altro lato nel rilievo,snl piano fattuale, che con la costituzione del nuovo nucleo, i coniugi attuano una comunione materiale e spirituale di vita realizzando i molteplici effetti stabiliti dalla legge”. Ma in questo caso, ha poi spiegato il Collegio, non ricorrono gli stessi presupposti dato che la ragazza e il marito erano molto giovani ed entrambe ancora studenti.

Tassa di soggiorno, ira albergatori "Pronti a scioperare il 17 marzo"

Il consiglio direttivo della Federalberghi-Confturismo: "I 34 mila alberghi della penisola verranno invitati a non accettare prenotazioni nel giorno della celebrazione dell'Unità d'Italia".

Roma, 26 gennaio 2011 - Protesta degli albergatori contro la tassa di soggiorno. Il consiglio direttivo della Federalberghi-Confturismo ha deciso lo stato di agitazione della categoria.

Se dovesse essere confermata nelle prossime ore questa "sciagurata ipotesi vessatoria nei confronti dei consumatori italiani e stranieri che pernotteranno negli alberghi italiani - è scritto nella delibera del consiglio direttivo - i 34 mila alberghi italiani verranno inviati a non accettare prenotazioni il 17 marzo, giorno della celebrazione dell'Unità d'Italia".

Il numero dei soldati suicidati superiore a quelli morti in combattimento in Iraq e Afghanistan

Il numero dei soldati suicidati superiore a quelli morti in combattimento in Iraq e Afghanistan
WASHINGTON - Per il secondo anno consecutivo nelle forze armate statunitensi il numero dei soldati che si sono suicidati è superiore a quelli morti in combattimento in Iraq e Afghanistan, a quanto informa il sito congress. org.
Le ragioni sono complesse e i conteggi incerti: ci si chiede per esempio se i reduci che si tolgono la vita dopo essere stati adeguatamente visitati devono essere inclusi. Ma non c’è dubbio che l’alto numero di suicidi è un’altra indicazione dello stress cui è sottoposto il personale militare dopo quasi dieci anni di guerra.
Secondo dati rilasciati dalle forze armate i suicidi sono aumentati in maniera allarmante nel 2010. Complessivamente, si sono tolti la vita 434 soldati in servizio attivo, molti di più dei 381 suicidi nel 2009.
Questo totale include alcuni riservisti dell’Air Force e dei Marines che si sono tolti la vita pur non essendo in servizio attivo, e supera così il dato dei 462 militari complessivamente uccisi in battaglia nel 2010.
I dati rilasciati dalle forze armate, d’altra parte, sottovalutano il problema dei militari suicidi perché i vari corpi d’armata non forniscono le statistiche uniformemente, ed alcune lo fanno solo riluttantemente

Caso Ruby: la Procura invia alla Camera altre 300 pagine di documenti

Intanto Carfagna e Prestigiacomo difendono il premier

Caso Ruby: la Procura invia alla Camera altre 300 pagine di documenti

ore 14:56 -

ROMA - Aumentano le prove che la Procura di Milano ha inviato alla Camera dei Deputati per ottenere l'autorizzazione a perquisire lo studio del ragionier Spinelli, contabile del premier. L'ha comunicato oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini ai deputati, come comunicazione di prassi quando si trasferiscono atti ad un organo della Camera; in questo caso la Giunta per le autorizzazioni a procedere. SI prospettano quindi novità nei prossimi giorni, man mano che il contenuto di questa nuova documentazione verrà resa pubblica. Si è saputo anche che la Procura di Milano ha inviato un invito a comparire a Nicole Minetti, igienista dentale del premier e consigliera regionale della Lombardia, già indagata in questa vicenda per sfruttamento della prostituzione. Intanto scendono in campo le ministre a difendere il Presidente del Consiglio, sia pure con molta cautela ed incertezza. Comincia il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, parlando di "un atto di persecuzione, spionaggio e invadenza senza precedenti nella storia della Repubblica italiana con la casa del presidente del Consiglio tenuta sotto osservazione da più di un anno". Meno decisa quando si parla dei fatti concreti: "Non spetta a me dare un giudizio morale su comportamenti che per altro non sono stati accertati. Se verrà accertato che i fatti che leggiamo sui giornali corrispondono al vero, il mio giudizio andrà in una direzione; se no in un'altra". Anche il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo difende i rapporti del premier col Vaticano: "I rapporti tra governo e Vaticano sono ottimi ed esiste una positiva sintonia fra le iniziative del governo e la sensibilità del mondo cattolico". Anche se a quest'ultima cosa appare difficile credere, visto che oggi, nel nuovo numero di Famiglia cristiana, il direttore Antonio Sciortino dice: "La misura era colma. Così come l'indignazione. Al punto che era impossibile tacere di fronte alle squallide vicende del presidente del Consiglio. Il mondo cattolico ha reagito compatto, più che in passato e se una parte di esso fatica ad aprire gli occhi e, giustamente, chiede prudenza e attesa dell'esito dei procedimenti, a torto tace sul rispetto delle istituzioni e sulla chiarezza da fare nelle sedi competenti. E in tempi rapidi, per fugare anche il minimo sospetto che chi guida il paese e lo rappresenta, lo fa calpestando il decoro che l'alto ruolo richiede. Anche secondo la carta costituzionale".

Federalismo: Casini e Fini voteranno no

Bossi: Faremo accordi solo con chi vota il federalismo

Federalismo: Casini e Fini voteranno no

ore 14:04 -

ROMA - Anche la riscrittura del decreto sul cosiddetto federalismo municipale operata dal Ministro della Semplificazione Roberto Calderoli non è andato bene ai centristi del cosiddetto Terzo Polo, che quindi non voteranno il decreto legislativo. Lo ha comunicato in conferenza stampa Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, spiegando che, così com'è, il provvedimento "rischia di dare il colpo finale all'autonomia dei Comuni". Poi il discorso è scivolato sul discorso delle eventuali elezioni anticipate, che Casini afferma di non temere: "Sarebbero una disgrazia per il Paese, ma per quanto riguarda noi, potrebbero addirittura agevolarci". Poi il leader dell'Udc ha rinnovato il suo invito al premier: "Se avesse a cuore davvero - l'unità dei moderati, quale migliore occasione che fare un passo indietro? Se avesse a cuore gli italiani quale occasione migliore che favorire un nuovo governo più forte?. Ma la verità è che questa è una disperata battaglia di Berlusconi solo per Berlusconi". La risposta della Lega arriva a stretto giro di posta dallo stesso Umberto Bossi, leader del partito: "Anche quelli che vogliono venire con noi devono convincere la base della Lega per fare accordi elettorali votando il federalismo".

Ecco il Bunga Bunga di Bertolaso? I Pm: “Soldi e sesso per gli appalti”

26 gennaio 2011

I magistrati di Perugia sarebbero pronti ad emanare gli avvisi di garanzia per il reato di corruzione a carico dell’ex-sottosegretario del governo di Silvio Berlusconi.

Guido Bertolaso, già capo dipartimento della Protezione Civile, accettò favori dall’imprenditore Diego Anemone in cambio di sicurezze sull’assegnazione degli appalti del G8. Questo il pensiero dei pubblici ministeri di Perugia che si apprestano a spiccare un’avviso di garanzia contro l’ex- sottosegretario del governo Berlusconi, per corruzione.

BERTOLASO E I SUOI FAVORI – Fra i favori accettati da Bertolaso, somme di denaro, utilità varie, rapporti sessuali.

L’appartamento in via Giulia, a Roma, pagato da Diego Anemone ‘dal gennaio 2003 all’aprile 2007′, 50mila euro in contanti ‘consegnati brevi manu da Anemone il 23 settembre 2008′, la ‘disponibilita” al Salaria Village ‘di una donna di nome Monica allo scopo di fornire prestazioni di tipo sessuale’: sono ‘i favori e le utilita”, secondo la procura di Perugia, ottenuti dall’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso in cambio della concessione degli appalti per il G8 alle ditte del costruttore romano.

Leggi tutto:

http://www.giornalettismo.com/archives/111243/ecco-il-bunga-bunga-di-bertolaso-i-pm-soldi-e-sesso-per-appalti/

Ruby, sequestrate fatture a Minetti

(ANSA) - ROMA - Sarebbero state sequestrate a Nicole Minetti fatture riguardanti canoni di Via Olgettina per importi che in un anno arrivano a oltre 50mila euro. E' quanto si legge nelle nuove carte trasmesse dalla Procura di Milano alla Camera secondo quanto racconta chi le ha lette. Dalle carte risulterebbe anche che nella cantina dell'abitazione di Maria Esther Garcia Polanco, una delle ragazze ospiti delle feste di Arcore, e' stata sequestrata della cocaina che sarebbe pero' stata del suo convivente.

Caos primarie a Napoli, il Pd sospende l'assemblea nazionale. Saviano: "Rifatele"

Roma, 26 gen. - (Adnkronos/Ign) - La voce circolava già in mattinata alla Camera. Alla fine è arrivata larichiesta di Pier Luigi Bersani di sospendere l'assemblea nazionale del Pd, fissata per venerdì e sabato prossimi, dopo i "problemi" seguiti alle primarie nel capoluogo campano.

"Adesso bisogna fare chiarezza. I problemi che sono emersi a Napoli dopo le primarie -dice il segretario in una nota- non possono condizionare il lavoro che si sta facendo nel Paese per costruire un'alternativa. Ho chiesto alla presidente Rosy Bindi di sospendere l'Assemblea nazionale, concepita anche per il lancio della candidatura a sindaco decisa dalle primarie, e chiedo un immediato incontro alla coalizione di centrosinistra che ha organizzato le primarie a Napoli per dare una risposta politica convincente ai problemi emersi dalla consultazione, al di là delle determinazioni procedurali della Commissione di garanzia".

"Ritengo che questo -spiega Bersani- sia il modo più onesto e serio di corrispondere efficacemente alla straordinari volontà di partecipazione che i cittadini di Napoli hanno dimostrato. Dobbiamo infatti rivolgerci tutti alla nostra responsabilità principale: quella di non consentire che la destra fallimentare e impresentabile di Berlusconi e Cosentino possa prendere il governo della più grande città del Mezzogiorno, dalla quale deve invece venire un segnale di riscossa per il Sud e l'intero Paese".

Prima ancora Roberto Saviano, intervenendo a 'Repubblica Tv', chiede nuove primarie a Napoli e avanza la candidatura di Raffaele Cantone, magistrato anti-camorra, nome già sostenuto da Walter Veltroni.

"Le primarie di Napoli rappresentano una grande occasione persa e una brutta figura nella misura in cui molti dei candidati hanno denunciato brogli", dice Saviano. Tutto ciò "genera malessere a coloro che guardano al Pd come una realtà di legalità". "Cozzolino, che è il vincitore, respinge" le accuse di brogli definendole "illazioni", ma sarebbe meglio che chiarisse "non solo con un commento ma facendo rifare le primarie".

"Bisognerebbe rifare le primarie e chiarire immediatamente tutto. E' una bruttissima storia e l'immagine del Pd non ne viene rafforzata. I vertici nazionali del Pd intervengano", aggiunge Saviano che quindi suggerisce la candidatura di Cantone: "C'è da dire che in queste ore si rimpiange suo nome, sarebbe stata una garanzia contro tutto questo".

Appello di un disabile a Berlusconi: ''Lasci perdere le donne e aiuti me''

Roma, 26 gen. (Adnkronos) - "Presidente Berlusconi, lasci perdere le problematiche legate alle donne, si dedichi di più ad aiutare tutti noi, perché non ci aiuta lei che ha le possibilità economiche?". E' quanto scrive il disabile Salvatore Crisafulli, che da otto anni vive a Catania in uno stato semivegetativo a seguito di un incidente stradale e può scrivere solo usando gli occhi grazie a un sofisticato software.

"Lei asserisce di avere un grande cuore, lo dimostri - prosegue l'uomo - Io ho detto no all'eutanasia, ora aiutatemi a vivere. Io sono un uomo, sono un essere umano, non sono un animale, né un vegetale: datemi una chance, voglio curarmi e dire no alla sofferenza sì alla vita". Crisafulli chiede al presidente del Consiglio di finanziargli una cura in Israele. Nel Paese opera il medico Vitali Vassiliev, neuroendocrinologo di origine russa, responsabile di un centro di biocorrezione dove viene praticato il cosiddetto 'metodo degli adrenogrammi' e si pratica la cura a base di dopamina.

Quindi, la richiesta precisa di Crisafulli: "Mi regali un viaggio, questo viaggio costa 60.000 euro. Esiste una cura, una speranza all'estero ed io sono pronto a farla. Sessantamila euro cosa sono, per Lei? Caro presidente una cosa è scrivere belle parole, un'altra è attivarsi concretamente: dimostri il suo grande cuore a tutti gli italiani".

Caso Ruby, nuovi documenti alla Camera. Invito a comparire per Nicole Minetti

Roma, 26 gen. (Adnkronos/Ign) - Il caso Ruby procede sul versante giudiziario. I pm milanesi infatti hanno inviato nuovi documenti alla Camera, circa 300 pagine, da cui emergerebbero nuovi elementi per perquisire gli uffici di Giuseppe Spinelli, tesoriere del premier Berlusconi. I magistrati hanno inoltre notificato un ordine a comparire per il consigliere regionale Nicole Minetti. Il premier Silvio Berlusconi comunque è ottimista: ''Nella vita non c'e' niente di cosi' complicato, di cose complicate ne ho viste tantissime e ne sono sempre uscito benissimo...''."Nella giornata odierna - rende noto un comunicato dell'ufficio stampa di Montecitorio - alle ore 13,33, è pervenuta alla presidenza della Camera dei deputati, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ulteriore documentazione integrativa di quella già inviata il 14 gennaio scorso in relazione alla domanda di autorizzazione ad eseguire perquisizioni domiciliari nei confronti dell'onorevole Berlusconi". "Tale documentazione - prosegue la nota - è stata immediatamente trasmessa dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, al presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Pierluigi Castagnetti".

Con l'invio dei nuovi documenti, i magistrati milanesi hanno notificato anche un invito a comparire a Nicole Minetti, la consigliera della Regione Lombardia, indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile. La data scelta dai pm è martedì 1 febbraio. Al momento, pero', la Minetti non ha ancora fatto sapere se si presentera' agli inquirenti per essere interrogata.

Per i pm, dopo le perquisizioni effettuate il 14 gennaio scorso, ''sono emersi nuovi elementi a sostegno dell'ipotesi che presso gli uffici di Giuseppe Spinelli - 'tesoriere' della famiglia Berlusconi - si trovino atti e documenti'' relativi all'inchiesta-scandalo in corso a Milano sul caso Ruby.

Per questo la procura, riferisce una nota del procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ''ha ritenuto doveroso portare a conoscenza della Camera dei Deputati tali ulteriori elementi che emergono dall'invito per la presentazione di persona sottoposta ad indagini, notificato a Nicole Minetti''.

Dai nuovi documenti in particolare, emergerebbero passaggi di denaro da Giuseppe Spinelli alle ragazze-ospiti di villa San Martino 'attraverso' Nicole Minetti. Nelle carte in mano ai pm ci sono soldi, testimonianze, intercettazioni, tanti sms e note custodite dalla 'ragazze di via Olgettina' come dalla stessa Ruby, perquisita a Genova.

L'arrivo di nuova documentazione da parte della procura di Milano ha costretto la giunta per le autorizzazioni a rivedere la tabella di marcia per quanto riguarda il dibattito sull'autorizzazione alle perquisizioni negli uffici di Silvio Berlusconi. La giunta e' stata aggiornata alle 10 di domani dal presidentePierluigi Castagnetti, che ha materialmente aperto il plico con all'interno le 227 pagine che notificano l'invito a comparire a Nicole Minetti. Castagnetti è comunque fiducioso di poter chiudere entro domani.

Dalla maggioranza però piovono critiche contro Fini per come è stata data la notizia dell'arrivo del nuovo plico dalla Procura. "E' gravissimo e incomprensibile che la notizia del materiale aggiuntivo da parte di Milano sia stata battuta dalle agenzie di stampa in anticipo e che gli organi di informazione ne fossero a conoscenza gia' mezz'ora prima dei componenti della Giunta Autorizzazione" attacca il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

Castagnetti però getta acqua sul fuoco e difende l'operato di Fini. ''Con riferimento al dibattito vivace che si e' sviluppato sulle agenzie di stampa circa i nuovi documenti pervenuti poco dopo le ore 13,30 di oggi dall'autorita' giudiziaria di Milano sulla vicenda dell'onorevole Berlusconi, occorre precisare che tali documenti. sono stati correttamente e scrupolosamente trattati dalla presidenza della Camera, essendo stati immediatamente deferiti alla Giunta per le autorizzazioni, che era convocata per le ore 14''. ''Il comunicato stampa della presidenza della Camera e' stato diramato intorno alle 14,15 senza che si possa ravvisare alcuno sgarbo nei confronti della Giunta medesima. Del resto - sottolinea Castagnetti - la notizia diffusa concerneva il deferimento degli atti, che e' fatto pubblico per definizione. Il comunicato stampa, viceversa, non divulga alcunche' circa il contenuto degli atti trasmessi. Invito pertanto tutti i protagonisti delle vicende parlamentari di questi giorni a mantenere un profilo sereno e responsabile'', conclude Castagnetti.

martedì 25 gennaio 2011

Se la tua felicita’ dipende da quello che fa qualcun altro, credo proprio che tu sia alle prese con un problema.

(R.Bach)

Silwan: le forze di occupazione arrestano 7 bambini palestinesi

 Silwan: le forze di occupazione arrestano 7 bambini palestinesi
Al-Quds (Gerusalemme) - Ieri, a Silwan, un distretto gerosolimitano, le forze di occupazione israeliane hanno picchiato e poi arrestato 11 cittadini palestinesi, tra cui sette minorenni, durante uno scontro con la popolazione locale. Secondo l'Infopal i soldati hanno lanciato lacrimogeni e sparato proiettili di metallo rivestiti di gomma. Il centro di informazione Wadi al-Hulwa ha raccontato che un anziano palestinese è stato picchiato e colpito in faccia con i gas. Tra gli arrestati c'è un attivista di 53 anni, Moussa Awda, e sette ragazzini dai 10 ai 14 anni di età.

Iran: invio navi da guerra nel Mediterraneo

Iran: invio navi da guerra nel Mediterraneo

TEHERAN - L'Iran ha intenzione di rafforzare la sua presenza nel Mediterraneo, inviando alcune navi da guerra. Lo ha annunciato il vice comandante della Marina, ammiraglio Gholam-Reza Khadem Bigham, all'agenzia Fars News, spiegando che "due o quattro navi parteciperanno a una missione navale. Una o due saranno navi da guerra, le altre serviranno come supporto logistico". "Oltre a condurre un'esercitazione, la flotta raccolgiera' informazioni di intelligence nella regione", ha precisato l'ammiraglio aggiungendo che successivamente alle navi saranno affiancati alcuni sottomarini. Bigham ha quindi ricordato come la presenza iraniana nella regione si stia espandendo e conti gia' su alcuni cacciatorpedinieri nel Golfo di Aden e nello stretto di Bab el-Mandeb, che congiunge il Mar Rosso con l'Oceano Indiano. Secondo il militare la presenza in queste aree e' finalizzata a proteggere le imbarcazioni commerciali iraniane dai pirati somali.

Intercettazioni, ecco la nuova legge anti-pm

Dopo le indiscrezioni trapelate dall’agenzia Dire, riprese ieri da diverse testate online, Agoravox pubblica il testo integrale della proposta di legge anti-pm così com’è stata depositata alla Camera.

Intercettazioni, ecco la nuova legge anti-pm

Si tratta di una legge che punisce i magistrati che dispongono intercettazioni durante un’indagine. Funziona così: chiunque sia stato intercettato nel corso di un’indagine, anche non a suo carico (per esempio tutte le ragazze dell’indagine Ruby, dove non sono indagate loro, ma Berlusconi, Fede e Mora), potrà chiedere entro due anni e ottenere un risarcimento fino a 100mila euro nel caso in cui gli indagati vengano assolti, prosciolti o archiviati. E a pagare saranno il pm che ha chiesto l’intercettazione e il Gip che l’ha disposta: ogni volta che un’indagine non porterà a una condanna definitiva (o a una prescrizione) i magistrati dovranno sganciare di tasca loro fino a 100mila euro per ogni intercettato. Non solo: potrebbero anche essere sottoposti a procedimento disciplinare se il Ministro della Giustizia e il procuratore generale presso la Corte di cassazione lo ritenessero opportuno.
Il primo firmatario della legge è Luigi Vitali, componente in quota Pdl della Commissione Giustizia della Camera, che ha presentato il progetto di legge il 28 ottobre scorso. Due giorni dopo che la notizia delle indagini sul caso Ruby apparse per la prima volta su Il Fatto Quotidiano. Insieme a lui hanno firmato la legge altri trenta deputati del Pdl, tra cui Deborah Bergamini, ex assistente personale di Silvio Berlusconi, eletta in parlamento dopo essere stata sospesa, nel 2007, dalla carica di direttore marketing della Rai in seguito alla pubblicazione dei brogliacci di alcune sue intercettazioni con l’allora numero tre di Mediaset con cui al telefono concordava i palinsesti e decideva come manipolare le trasmissioni di informazione in caso di eventi politici spiacevoli al Cavaliere.
Ultima postilla: la norma è retroattiva. Dal momento in cui entrerà in vigore, chiunque sia stato sottoposto a intercettazioni negli ultimi cinque anni potrà chiedere al magistrato un risarcimento di 100mila euro e farlo punire nel caso in cui l’indagato sia stato stato assolto, prosciolto o archiviato. Per esempio, Deborah Bergamini.

L'opposizione contro Berlusconi "Ha perso il senso del limite"

Bindi e Fioroni (Pd) commentano l'attacco del premier a Gad Lerner. "Gravissima aggressione, stiamo superando il livello di guardia della tenuta democratica del Paese". Orlando (Idv): "La smetta di insultare i giornalisti e vada dai giudici". Della Vedova (Fli): "Toni intimidatori". La difesa del Pdl: "Suo intevento giustificato". Il conduttore dell'Infedele: "Raffica di insulti".

ROMA - Si è ormai perso il senso del limite, dice Giuseppe Fioroni del Pd. Di "gravissima aggressione" parla Rosy Bindi, vice-presidente della Camera. Mentre Giuseppe Giulietti, del gruppo misto, lo definisce un "attacco gravissimo e indecente": il blitz telefonico di Silvio Berlusconi 1 in diretta ieri sera a l'Infedele, in cui il premier ha duramente insultato il conduttore Gad Lerner e le "cosiddette" signore presenti, non poteva rimanere senza reazioni, che infatti non si sono fatte attendere. A partire dallo stesso Lerner, che, nel suo "blog del Bastardo" oggi ritorna sulla lite al telefono con il premier, ricostruendo come verso la fine della puntata Silvio Berlusconi abbia chiamato in diretta, "producendosi in una raffica di insulti". E aggiungendo di aver apprezzato molto la scelta di Iva Zanicchi di rimanere ospite della trasmissione, non sottostando all'imposizione del premier, che le aveva chiesto di andarsene.
Pd: Rimosso il senso del limite, inadeguatezza politica e morale. "Dire a Lerner che il suo programma è un postribolo vuol dire perdere il senso del limite che dovremmo avere tutti", commenta Fioroni.
Leggi tutto:

Ruby, scontro alla giunta per le autorizzazioni Pdl: "No perquisizioni". Pd: "Fatti gravissimi"

In corso la riunione sulla richiesta del tribunale di Milano di perquisire gli uffici del tesoriere di Silvio Berlusconi. Opposizioni: "Non c'è fumus persecutionis". I pm di Milano: esame tabulati personali, non della cella di Arcore

ROMA - E' iniziata, tra le polemiche, la riunione della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera sulla richiesta del tribunale di Milano di perquisire gli uffici del tesoriere di Silvio Berlusconi. Il relatore di maggioranza Antonio Leone ha illustrato la sua relazione proponendo di negare la stessa in quanto vi sarebbe evidenza di "fumus persecutionis" nei confronti del premier. "Contro il premier i pm hanno un intento ritorsiono se non persecutorio".
Non la pensano così invece tutti i gruppi dell'opposizione: Pd, Idv e Terzo polo. "Non c'è persecuzione" dicono Palomba (Idv), Samperi (Pd), Mantini (Udc) e Lo Presti (Fli). "La relazione di Leone - accusano i democratici - è tutta improntata su questioni procedurali, cavilli e tatticismi che, tra l'altro, sono disattesi sia dalle norme che dalle pronunce della corte costituzionale. Nessun accenno ai gravissimi fatti che hanno dato origine a questa vicenda giudiziaria e che hanno turbato l'opinione pubblica e la coscienza di tutti noi". Domani si avvierà il dibattito, mentre il voto arriverà entro giovedì.
Gli avvocati del premier, intanto, hanno integrato la documentazione con 29 verbali degli interrogatori condotti nel corso delle indagini difensive. "Sono arrivati stamattina- spiega il presidente della giunta, Pierluigi Castagnetti del Pd - ora discuteremo anche di questo e valuteremo se possono essere consultabili".
La reazione del Pd, però, è dura. "La giunta per le autorizzazioni della Camera è chiamata a verificare l'esistenza o meno del fumus persecutionis non certo ad entrare nel merito di una indagine in corso. Il tentativo degli avvocati del premier di parlamentarizzare il caso Ruby è pertanto inaccettabile. La sede competente è la procura di Milano ed è lì che il premier dovrebbe dedicarsi, anche personalmente, ad esporre gli elementi a sua difesa" afferma il capogruppo Pd in commissione giustizia alla Camera, Donatella Ferranti.
Continua ...

Appalti G8, «così Fusi evitò di fallire grazie a Daniela Santanchè e Verdini»

Daniela Santanchè
di Massimo Martinelli

ROMA - Era passato un mese dalla fine del mondo. Da quando cioè, il 15 settembre 2008, la Lehman Brothers aveva annunciato la sua bancarotta planetaria, innescando la crisi economica che nel giro di pochi mesi avrebbe portato nel baratro le borse dei cinque continenti. Eppure, trenta giorni dopo, il 14 ottobre 2008, due imprenditori ancora sconosciuti alla massa, ottennero un finanziamento da dieci milioni di euro che consentì loro di superare indenni quel momento di recessione. Erano Riccardo Fusi (con la sua holding Brn) e Roberto Bartolomei (con la Edil-Invest). E solo adesso, a distanza di anni e grazie alle indagini del Ros di Firenze sul sistema di aggiudicazione dei Grandi Appalti per il G8, diventa possibile spiegare come quei due personaggi che poi finiranno al centro dell’inchiesta, riuscirono ad ottenere la fiducia di un pool di banche che consegnò loro quel denaro contante che li salvò.

Continua ...

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=136057&sez=HOME_INITALIA

Ruby, il premier al contrattacco: stasera riunisce stato maggiore del Pdl

Silvio Berlusconi

ROMA - Il premier Silvio Berlusconi passa al contrattacco. Dopo lo show e gli insulti al telefono a Gad Lerner durante la trasmissione L'Infedele su La7 di ieri, il Cavaliere ha convocato per stasera intorno alle ore 21, un incontro con i vertici del Pdl.
Il Cavaliere riunirà questa sera i coordinatori, icapigruppo e qualche ministro (dovrebbe esserci sicuramente Angelino Alfano) per studiare la strategia con cui fronteggiare l'inchiesta sul caso Ruby, che vede il premier indagato per concussione e prostituzione miorile a Milano, e che sta mettendo sempre più in difficoltà il governo.
Si è tenuto intanto questa mattina un vertice del terzo polo con Gianfranco Fini, Per Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Alla riunione, nella sede di Api, erano presenti anche Linda Lanzillotta e Bruno Tabacci per Api, Lorenzo Cesa per l'Udc, Pasquale Viespoli e Adolfo Urso per Fli.
«Dobbiamo avere tutti la consapevolezza che ci troviamo in un passaggio cruciale, perché siamo di fronte al discredito del paese ma anche alla paralisi del governo, all'abbandono dell'Italia, dei problemi e dei bisogni dei cittadini». Lo ha affermato questa mattina il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, chiudendo la riunione della segreteria nazionale del Pd insieme ai segretari regionali. «Ormai il paese non ha più la barra, non ha una guida. Il governo è impantanato nei problemi di Berlusconi e non sta facendo niente di niente».
«Si preferisce uno scontro al calor bianco sulla legislatura piuttosto che fare le riforme. Credo ci sia una contraddizione esplosiva di un Pdl che rivendica un certo stile di vita: dietro questo consenso c'è un Pdl che cerca di costruire il partito dei valori cattolici tradizionali con i voti di una persona che dice "fate quel che volete". Credo che questa situazione esploderà». Così il deputato Fli Benedetto Della Vedova, a Omnibus, spiega la situazione dentro
la maggioranza. «Sono stupito - ha affermato Della Vedova - del silenzio all'interno del Pdl su questo tema: noi siamo andati via per questo motivo. Se nessuno nel Pdl dimostra l'intelligenza di dire "a", questo dimostra lo stato del Pdl». «Al di là della vicenda penale - ha continuato Della Vedova riferendosi al caso Ruby - ci sono i fatti, che sono chiari come il sole: uno stile di vita libero e spregiudicato, del tutto incompatibile e incoerente con il ruolo di guida e, mi si passi il termine, di uomo-immagine del partito dei valori cattolici tradizionali, contro le coppie di fatto, omosessuali e eterosessuali, le normative anti-discriminatorie e anti-omofobiche, l'educazione sessuale nelle scuole, la "propaganda" del profilattico».
Mercoledì il voto sulla sfiducia a Bondi. Il voto sulle mozioni di sfiducia individuale nei confronti del ministro Sandro Bondi si terrà mercoledì pomeriggio nell'Aula di Montecitorio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera che ha convocato la seduta a partire dalle ore 16 con le dichiarazioni di voto. Il voto finale dovrebbe esserci circa un'ora dopo.
La mozione di sfiducia contro Bondi, il ministro: no a rinvii. «Un ulteriore rinvio della mozione di sfiducia che mi riguarda sarebbe intollerabile. C'è un limite anche a giocare con la dignità delle persone per squallide ragioni di interesse politico». Così il ministro della Cultura Sandro Bondi aveva detto in precedenza no all'ipotesi del rinvio della mozione di sfiducia nei suoi confronti a causa delle assenze per un concomitante Consiglio d'Europa.

Terzo processo in arrivo per Cuffaro, accusato di corruzione

L'indagine, condotta dai pm Ingroia e Di Matteo, è nata dagli atti del processo contro Massimo Ciancimino. Coinvolti anche Gianni Lapis, Saverio Romano e Carlo Vizzini

PALERMO. Non bastava la condanna a sette anni per favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, non bastava neppure il processo-bis per concorso esterno in associazione mafiosa previsto per il mese prossimo. Per Totò Cuffaro è in arrivo anche una terza inchiesta in cui viene accusato di corruzione, aggravata di nuovo dal favoreggiamento a Cosa nostra.
L’ex presidente della Regione, stavolta è indagato insieme a Massimo Ciancimino, al tributarista Gianni Lapis, a Saverio Romano e Carlo Vizzini. Tra gli indagati c’era anche l’ex assessore regionale al Bilancio, Salvatore Cintola, morto nei mesi scorsi. L’indagine è nata dagli atti del processo contro Massimo Ciancimino. I pm Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, infatti, si basano sulle dichiarazioni del figlio dell’ex sindaco, ma anche su carte e filmati. Insieme alle prime due fughe di notizie da parte di Cuffaro in favore del boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro e dell’imprenditore Michele Aiello, ce ne sarebbe una terza del luglio 2003, che riguarda l’ex presidente del Consiglio comunale di Villabate, il pentito Francesco Campanella.
L’ipotesi, secondo i pm Antonio Ingroia e Di Matteo, è che i politici abbiano ricevuto somme tra il milione e i cento mila euro in cambio dell’appoggio dato dagli indafati per far ottenere alla società Gasdotti, le concessioni della metanizzazione. Vito Ciancimino, inoltre, era socio occulto della Gas. Gli imputati respingono le accuse. Vizzini ha consegnato dei documenti bancari che proverebbero che avrebbe ricevuto solo la restituzione di un investimento effettuato grazie a Lapis; mentre Cuffaro e Romano hanno dichiarato di non aver mai visto i Ciancimino.

Facebook denunciato per offese a Gandhi

(ANSA) - NEW DELHI - Facebook è stato denunciato in India per ospitare sulle sue pagine una campagna di odio contro il Mahatma Gandhi. Un funzionario del governo dello stato dell'Uttar Pradesh ha presentato querela contro il famoso website per violazione del codice penale e della legge sulle tecnologie informatiche. La pagina, che ha oltre 2.600 aderenti, si intitola "I hate Gandhi" (Io odio Gandhi) e contiene commenti offensivi e volgari verso il padre della patria indiana e apostolo della non violenza.

Cucchi: 12 rinvii a giudizio, 1 condanna

(ANSA) - ROMA - Dodici rinvii a giudizio per la morte di Stefano Cucchi avvenuta il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per droga. Nel corso dell'udienza davanti al Gup, e' stato condannato a due anni Claudio Marchiandi, direttore dell'ufficio detenuti dell'amministrazione penitenziaria. Aveva chiesto il rito abbreviato. I 12 rinviati a giudizio sono 6 medici e 3 infermieri dell'ospedale Pertini e 3 guardie carcerarie. Il processo comincera' il 24 marzo.

Saviano-Mondadori primo strappo? Monologhi 'Vieni via con me' con Feltrinelli

Roma, 25 gen. (Adnkronos/Ign) - I monologhi di Roberto Saviano a 'Vieni via con me' usciranno in libreria per Feltrinelli. Ad annunciarlo è stata la stessa casa editrice a pochi giorni dallo scontro tra l’autore di Gomorra e la presidente Mondadori (casa editrice con cui Saviano ha pubblicato fin ora tutti i suoi libri) Marina Berlusconi.

Dunque il passaggio a Feltrinelli lascia presagire a molti un imminente ‘divorzio’ tra lo scrittore antimafia e Mondadori. Tuttavia da ambienti vicini a Saviano si sottolinea che il progetto di portare in libreria i monologhi nati per il programma di Raitre ha storia più lontana e dunque non è legato alle ultime vicende.

Di certo per ora c’è solo che il libro 'Vieni via con me' in uscita il 2 marzo per Feltrinelli conterrà - in una versione ampiamente rivista e arricchita - tutti i monologhi televisivi e sarà introdotto da una prefazione in cui Saviano racconterà i retroscena della sua partecipazione al programma e svolgerà una riflessione sul suo eccezionale impatto.

"Sono molto contento - ha dichiarato l’autore - che le storie di ‘Vieni via con me’ stiano diventando libro, perché non è stato facile farle arrivare al grande pubblico. Hanno cercato prima di zittirle, minacciando di non mandarle in onda, poi di contrastarle e, infine, di farle dimenticare il più in fretta possibile. La volontà della Feltrinelli di raccoglierle in un libro significa volerle difendere e allo stesso tempo renderle accessibili a chiunque vorrà. Significa farle diventare, di nuovo, storie di tutti".

"Siamo felici e orgogliosi di pubblicare Roberto Saviano – conferma dal canto suo Carlo Feltrinelli - la sua voce parla a milioni di persone. Faremo di tutto per aiutarlo a svolgere al meglio il suo fondamentale lavoro di racconto della realtà italiana. Mi dà speranza proprio la lettura di questo libro, perché accanto alla denuncia delle ferite vecchie e nuove del nostro Paese, c'è il racconto di storie coraggiose e di reazioni positive".

Lite con Lerner, le opposizioni insorgono

Roma, 25 gen. (Adnkronos/Ign) - Opposizione all'attacco del premier il giorno dopo la telefonata di Berlusconi in diretta durante 'L'Infedele' di Gad Lerner. "Dire a Lerner che il suo programma è un postribolo vuol dire perdere il senso del limite che dovremmo avere tutti" dice Giuseppe Fioroni.

Dal Pd interviene anche Rosy Bindi: "Non so quale arbitro potrebbe sanzionare il presidente Berlusconi per la gravissima aggressione verbale che ha inflitto ieri sera a Gad Lerner nel corso della puntata dell'Infedele. So per certo che i suoi blitz televisivi sono l'espressione violenta della sua inadeguatezza, politica e morale. A Gad, alla redazione e agli ospiti insultati e minacciati dal Capo del governo la mia solidarietà''.

''Stiamo superando il livello di guardia della tenuta democratica del Paese. Il governo è nelle mani di un Cavaliere dimezzato dagli scandali che anziche' provare la propria innocenza davanti ai giudici, come vuole la Costituzione, tenta di delegittimare e intimidire chiunque voglia ragionare sulla verita' dei fatti e lo richiama alle proprie responsabilità - dice ancora la Bindi -. Berlusconi se ne deve andare al piu' presto, prima che siano definitivamente compromesse la dignita' delle Istituzioni, la credibilita' dell'Italia e il rispetto delle piu' elementari regole di convivenza civile''.

Per Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura e componente della commissione di Vigilanza Rai, "l'incredibile e vergognosa telefonata di insulti fatta da Silvio Berlusconi a Gad Lerner, nella trasmissione de l'Infedele andata in onda ieri sera, segnala un allarme grave per la democrazia italiana. L'ossessione interventista del premier nelle trasmissioni televisive impone una regolazione adeguata". Lo afferma in una nota il senatore ...
Continua ...