giovedì 18 agosto 2011

"Salvatore, sei stato tu?" E lui piange "No, con Melania era un bel periodo"

Il drammatico interrogatorio a Salvatore Parolisi, due mesi prima dell'arresto, quando era ancora considerato un testimone. Il marito della donna uccisa lunedì si difenderà davanti ai giudici del Riesame

di GIUSEPPE CAPORALE ASCOLI - Salvatore Parolisi sotto torchio, per due giorni. Seduto su una sedia e costretto a rispondere alle domande del magistrato Umberto Monti e a quelle di altri cinque carabinieri. Il 16 maggio, Parolisi non era ancora indagato dell'omicidio della moglie Melania Rea 1, ma ancora "parte offesa", semplicemente il marito della vittima. "Persona informata sui fatti". Ma il cerchio intorno a lui si stava stringendo, come dimostrano le 115 pagine del verbale. Parolisi ha già fatto sapere che lunedì 22 rilascerà dichiarazioni ai giudici del tribunale del Riesame dell'Aquila. Ecco in esclusiva per Repubblica il verbale di quell'interrogatorio drammatico. "Salvatò sei stato tu?" chiede il maresciallo dei carabinieri Agostino Abruzzese durante l'interrogatorio "se c'hai questo peso sullo stomaco levatelo" aggiunge il carabiniere. "Io a mia moglie non l'ho toccata mai un capello mai io mai mi sono permesso di sfiorarla neanche con un dito... mai... mai e poi mai..." si difende disperato. Poi le domande sul rapporto con Ludovica 2: "Su questa telefonata con Ludovica del 19... cioè... Salvatò parliamoci chiaro - gli dice il magistrato - ... a me pare... è morta tua moglie, uccisa in quel modo... decine di coltellate, pare quasi che tu ti preoccupi di più di tutelare la tua relazione con Ludovica che di darci un contributo per capire tua moglie come è stata ammazzata". "Non è vero" replica "piagnucolando" mettono a verbale i carabinieri. Poi gli raccontano - per la prima volta - come è stata ritrovata la moglie (nuda con le mutandine e i collant abbassati). "forse hanno tentato di stuprarla"... risponde Parolisi sempre piangendo. Il militare sotto torchio rimane fermo sulla sua ricostruzione dei fatti anche se il pm e i carabinieri lo mettono di fronte ad una serie di incongruenze.
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GOVERNO: INSULTI IN CADORE A BOSSI, TREMONTI E CALDEROLI

(ASCA) - Calalzo di Cadore, 18 ago - Insulti da automobilisti di passaggio, davanti all'Hotel Ferrovia di Calalzo di Cadore, ai ministri Giulio Tremonti, Umberto Bossi, e Roberto Calderoli, che erano seduti all'esterno dell'hotel. ''Vai a casa, andate tutti a casa'', ha apostrofato un villeggiante dal finestrino della propria auto. E un altro: ''Cialtroni, cialtroni - ha gridato -, siete dei cialtroni''. Il cadorino, Costantino Toffoli, per contro, ha gridato: ''Giulio, tanti auguri''. Toffoli, compie oggi gli anni, come il ministro Tremonti. ''Grazie, auguri anche a te'', gli ha risposto Tremonti. Bossi, Tremonti e Calderoli si sono incontrati questo pomeriggio all'hotel Ferrovia per un pranzo, durante il quale hanno affrontato alcuni temi di piu' stretta attualita'. L'incontro e' durato un'ora e mezza e al termine nessuno ha voluto rilasicare dichiarazioni.

Silvio, l’uomo che non paga le tasse

Il premier chiede “sacrifici” agli italiani. E intanto le sue aziende la fanno sempre franca con il fisco

Mediaset, Mediolanum, Mondadori, Mediatrade: quattro esempi del rapporto di Silvio Berlusconi con il fisco italiano. E di come il presidente del Consiglio sia spesso piuttosto parco e incline al risparmio, quando si tratta di dare il dovuto al fisco. Mentre chiede sacrifici agli italiani. Dal Fatto Quotidiano a firma di Marco Lillo:

Un condono ad hoc per gli anni ’94-’95 Mediaset, per l’Erario, doveva pagare 191,8 milioni di euro per gli anni 1994-1995. Dopo aver giurato che non avrebbe usato il condono varato nel 2001 dal suo Governo, il Cavaliere lo ha fatto: le vertenze sono state chiuse con 62,2 milioni. Mondadori Da 173 milioni a soli 8,6 Mondadori ha ricevuto un accertamento da 173 milioni di euro nel 1991. Aveva vinto in secondo grado nel 1996 ma la Cassazione poteva ribaltare tutto. Nel 2010 una legge le permette di chiudere pagando solo 8,6 milioni. Mediolanum L’aliquota pagata in Irlanda Mediolanum, grazie a una struttura societaria internazionale, paga un tax rate (aliquota reale) pari al 18 per cento. E soprattutto lo paga in Irlanda. L’Erario contesta 282 milioni tra tasse, sovrattasse e sanzioni. Mediatrade I pm: prezzi gonfiati per i film Mediatrade è la società che si occupava della cessione dei diritti cinematografici nel gruppo Fininvest. Secondo i pm di Milano e di Roma il gruppo avrebbe gonfiato i prezzi dei film per evadere il fisco. Il processo rischia la prescrizione

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http://www.giornalettismo.com/archives/139521/silvio-luomo-che-non-paga-le-tasse/

Ecco a chi regaliamo i soldi

Tre milioni alla Padania, Sei all’Avvenire e una valanga di euro a testate misconosciute. La parte del leone la fa la politica

In momenti di crisi, è sempre importante sapere a chi regaliamo i soldi. E l’elenco dei contributialla stampa per l’anno 2009 sul sito del governo cade esattamente a fagiolo.

GRANDI SCOPERTE – In esso ad esempio si legge che nell’elenco dei contributi per quotidiani editi da cooperative di giornalisti diamo al Corriere di Forlì 2,5 milioni di euro, all’asfittico quotidiano comunista Il Manifesto 3,7 milioni, e al Romanista (il giornale dei tifosi della Roma) quasi un milione. Per La verità, edito dalla Verità editoriale e sconosciuto giornale che non ha nemmeno un sito internet, spendiamo 1,7 milioni di euro, mentre a Voce Nuova, già Regioni & Regioni, elargiamo quasi due milioni di euro. Ovviamente questo è niente rispetto ad Avvenire, il quale proprio oggi si arrabbiava per “la bufala dei soldi dati alla Chiesa”: quasi sei milioni di euro per non far piangere Gesù e i vescovi, mentre il telefono dell’ex direttore Boffo, secondo la vulgata del “metodo” rimasto famoso, viene utilizzato da maschi per elargire contumelie via telefono a maschi sposati. L’autorevole CronacaQui.it se ne puppa un altro milione e rotti, mentre Italia Oggi se ne prende altri sei. La fondamentale testata Ottopagine ha diritto a 1,15 milioni di euro, ma è “il quotidiano irpino più letto di sempre” e quindi se li merita tutti. Ci sono poi i fondamentali quotidiani italiani editi e diffusi all’estero: Il Corriere Canadese, ad esempio, si prende 1,4 milioni di euro (ma Barney ne sarà felicissimo). I quotidiani editi in lingua ladina, francese, slovena e tedesca nelle regioni autonome si accontentano, insieme di più di cinque milioni di euro.

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Il Vaticano pubblica i file sul prete pedofilo

Il dossier sul caso Ronan online, decisione storica

Un passo avanti del Vaticano nella trasparenza relativa ai casi di pedofilia e abusi sessuali. In particolare la chiesa, scossa dalle critiche senza precedenti riguardo ai casi denunciati in Irlanda, ha deciso finalmente di aprire il Vaso di Pandora.

IL CASO RONAN – Mercoledì scorso, infatti, ha reso pubblici i propri file relativi al caso di un sacerdote accusato di aver molestato alcuni giovani sia in Irlanda che negli Stati Uniti, il reverendo Andrew Ronan. Il sacerdote dell’Oregon è morto nel 1992, ma solo oggi il sito di Radio Vaticana ha deciso di pubblicare la documentazione, che è parte del dossier che la Santa Sede consegnerà agli avvocati di una delle presunte vittime di padre Ronan, un uomo di Portland che al tempo aveva solo 17 anni. Il Vaticano ha anche annunciato di aver appreso delle accuse contro il sacerdote solo nel 1966, dopo che gli abusi ricorrenti si erano verificati, presumibilmente, nel 1965. Oggi l’accusa sostiene che la Chiesa sia corresponsabile del misfatto, e debba quindi rispondere dei crimini anche dopo la morte dell’imputato.
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Coltivava'erba',arrestato maresciallo cc

(ANSA) - VITERBO - Coltivava marijuana in un locale attiguo alla sua abitazione, all'interno della caserma dei carabinieri di Grotte di Castro (Viterbo). Per questo motivo e' stato arrestato il maresciallo Angelo Benfante, 46 anni, fermato ieri sera dai suoi colleghi. In manette anche il fratello di 36 anni. Durante una perquisizione nell'alloggio di servizio del militare, i carabinieri hanno trovato e sequestrato 17 piante di marijuana. Il sottufficiale ''e' stato immediatamente sospeso dal servizio''.

Manovra: Di Pietro, scudo bis? Evasori devono andare in galera non premiati

Roma, 18 ago. (Adnkronos) - ''Visto che la manovra e' impresentabile, stanno cercando un modo diverso di trovare le risorse, e dalla padella finiscono nella brace perche' vogliono premiare ancora una volta gli evasori fiscali con una una tantum, come e' successo col primo scudo fiscale. Ma io non ho capito perche' chi evade le tasse non debba andare a finire in galera''. Lo dice Antonio Di Pietro a SkyTg24.

Caldo, è allerta da Nord a Sud: picchi di 39 gradi nel week-end. Estate rovente fino al 31 agosto

Roma, 18 ago. (Adnkronos) - La Protezione civile lancia l'allarme per ondate di calore su diverse città italiane. Domani saranno infatti dieci le città contrassegnate dal livello 2 di rischio, condizione di rischio medio-alto, mentre dopodomani ben due città, Torino e Brescia, raggiungeranno il massimo livello di allerta. "Temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio", domani a Bolzano, Brescia, Campobasso, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Trieste.

Peggiora il caldo anche a Firenze dove domani sono previsti 36 gradi, ovvero una temperature da 'bollino rosso' anche perché nel capolouogo toscano è il terzo giorno di caldo consecutivo e dopo gli stati di 'attenzione' e 'allarme', ora è stato proclamato lo stato di 'emergenza'.

"Persisterà per un'altra settimana questa seconda ondata di calore che si è abbattuta nell'ultima settimana sull'Italia - riferisce il metereologo della protezione civile - ma le punte massime si raggiungeranno nel week end con picchi di 37-39 gradi centigradi al centrosud e di 34-36 nelle città della pianura padana". Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e le aree urbane delle regioni centromeridionali maggiormente colpite.

Stando alle previsioni del sito Ilmeteo.it, temperature elevate permarranno in tutto il Paese per i prossimi dieci giorni, a causa anche dei venti nordafricani sino a domenica sul Sud Italia, afa invece al Nord, specialmente in Valpadana. Il sole continuerà a battere e farà alzare la colonnina di mercurio sino ai 37 gradi su molte città dell'entroterra. Da lunedì 22 in alcune città del Sud le temperature supereranno i 38 gradi. Il bel tempo continuerà per tutta la prossima settimana, anche se qualche nube e temporali sparsi potrebbero rinfrescare il Nord nel fine settimana del 27 e 28 agosto. Unbrusco cambio di stagione è invece previsto dal 1 settembre.

Siria, Usa e Europa chiedono le dimissioni di Assad. Obama: sanzioni contro Damasco

Assad (Adnkronos)
Damasco, 18 ago. (Adnkronos/Aki) - "Per il bene del popolo siriano è arrivato il momento che il presidente Assad si dimetta". E' quanto si legge nella dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca con cui per la prima volta il presidente americano Barack Obama chiede pubblicamente al leader siriano di lasciare il potere.

"Abbiamo più volte ripetuto che il presidente Assad doveva guidare la transizione democratica o farsi da parte. E non l'ha guidata", ha detto ancora Obama. Quindi ha annunciato sanzioni ''senza precedenti'' come "l'immediato congelamento di tutti i beni del governo siriano sottoposti alla giurisdizione americana e il divieto di importare petrolio siriano". Allo scopo, si legge nella dichiarazione del presidente diffusa dalla Casa Bianca, di "aumentare l'isolamento finanziario del regime di Assad e diminuire ulteriormente la sua capacità di finanziare la campagna di violenze contro il popolo siriano".

Anche l'Ue sta "muovendosi verso" l'adozione di "nuove e più ampie sanzioni" contro il regime siriano, ha dichiarato l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton. Mentre il primo ministro britannico David Cameron, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno diffuso un comunicato congiunto per chiedere al presidente siriano Bashar Assad di farsi da parte.

Oggi Assad aveva annunciato a Ban Ki-moon lo stop delle operazioni militari. "Il segretario generale (dell'Onu, ndr) ha espresso la sua preoccupazione per le ultime informazioni sulle continue violazioni dei diritti umani e l'uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza siriane contro i civili in Siria'', si legge in un comunicato dell'Onu. Ban ha "sottolineato che tutte le operazioni militari e gli arresti di massa devono cessare immediatamente. Il presidente Assad ha detto che le operazioni militari e della polizia sono state interrotte'', si legge nel testo.

Si stima che siano circa duemila le vittime della repressione della rivolta anti-Assad scoppiata a metà marzo in Siria e decine di migliaia le persone arrestate. Nell'ultimo assalto condotto dall'esercito siriano a Latakia, cinquemila palestinesi sono stati costretti ad abbandonare i loro campi profughi.

Roma, infermiera con tbc al Gemelli. Primo contagio: una bimba di 5 mesi

Roma, 18 ago. (Adnkronos Salute/Ign) - Primo contagio di tubercolosi di un bebe' per il caso dell'infermiera malata che ha lavorato al nido del Policlinico Gemelli di Roma. La prima infezione accertata riguarda una bambina di 5 mesi, ricoverata all'ospedale Bambino Gesu della Capitale. La piccola, a quanto apprende l'Adnkronos Salute, sta bene.

L'infermiera è stata subito sospesa dall'incarico e per motivi precauzionali circa mille bambini che potrebbero essere entrati in contatto con la donna verranno richiamati per essere sottoposti a test diagnostici.

La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, commissario ad acta per la sanita', ha convocato oggi pomeriggio presso la sede della Giunta in via Cristoforo Colombo 212, una riunione con l'Unita' di coordinamento, attivata dall'assessorato regionale alla Salute, per un primo bilancio sulle attivita' di prevenzione.

'L'assessorato alla Salute della Regione Lazio, appena venuto a conoscenza del caso, ha immediatamente attivato tutti i protocolli operativi di prevenzione sui soggetti esposti, come previsto dal dispensario funzionale per la Tbc del Servizio di Igiene e Sanita' Pubblica della Asl Roma E'' si legge in una nota.

''E' stata costituita una Unita' di cooordinamento specifica composta da Assessorato regionale alla Salute, Servizio Igiene e Sanita' Pubblica della Asl Roma E, Asp - Laziosanita', Asl Roma F, Policlinico Gemelli, Bambino Gesu' e Spallanzani, che ha gia' stabilito e reso operative le modalita' organizzative di intervento - prosegue la nota - Dal 16 agosto l'Unita', gestita dalla Asl RmE, sta contattando le famiglie dei bambini nati al Gemelli, per informarle e predisporre, in via cautelativa, a sorveglianza sanitaria e se necessario alle procedure di profilassi, presso il Policlinico Gemelli, dove e' stato attivato un ambulatorio specializzato. In base alle indicazioni dei tecnici epidemiologi, al fine di garantire una copertura preventiva congrua, sono circa 1.000 i bambini che saranno invitati a sottoporsi al protocollo di prevenzione''.
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Morto in un incidente stradale il cantante Pepy Rap. Aveva 34 anni

Pepy Rap
Roma, 18 ago. (Adnkronos) - Questa volta la velocità che sembra amasse tanto, e che già una volta lo aveva ridotto in fin di vita, gli è stata fatale. Pepy Rap, al secolo Giuseppe Silvestri, è morto stanotte a 34 anni in un terribile incidente stradale occorsogli su una strada secondaria poco distante dall'uscita del casello di Lunghezza sulla A24, alle porte di Roma.

Pepy era alla guida della sua Cinquecento Abarth bianca e nera (285 cavalli da competizione) e deve avere perso il controllo della vettura, che si è cappottata sbalzandolo fuori dal finestrino lungo la corsia opposta, dove purtroppo sopravvenivano diverse altre vetture che non sono riuscite ad evitarlo. I soccorritori non hanno che potuto costatarne la morte e il corpo di Pepy è stato portato direttamente all'obitorio di piazzale del Verano, dove sono in corso le verifiche del magistrato. Molto conosciuto nella scena rap romana, Pepy aveva pubblicato proprio ad inizio estate il suo primo album, 'Sentimenti Negativi', prodotto da Terre Sommerse, che vedeva importanti collaborazioni con altri artisti italiani e francesi, ma era conosciuto anche per la sua storia difficile.

Giuseppe nasce a Roma il 12 aprile del 1977, in una famiglia numerosa con gravi disagi economici e una mamma con problemi di alcol che tenta più volte il suicidio. Capisce da bambino che l'unico modo per sopravvivere è allontanarsi dalla famiglia. Ma l'alternativa sono la strada, la malavita e la passione per il calcio. A 14 anni il primo arresto per una rapina in un centro commerciale ma Pepy viene rilasciato subito per non aver commesso il reato.

A 18 anni, durante un combattimento clandestino di cani, Pepy viene accusato da alcuni partecipanti di aver sparato da una macchina con l'intento di uccidere un uomo colpendo però un cane e uccidendolo per errore. Dopo la travagliata vicenda giudiziaria cade l'accusa di tentato omicidio per lui e per tre suoi amici e sconta 14 mesi per lesioni personali e concorso in tentato omicidio. A 19 anni conosce la donna che si prenderà cura di lui e va vivere con lei e la sua famiglia.

Nel 2000 firma un contratto da calciatore professionista con il Treviso ma a solo un mese dalla firma del contratto vola da un ponte di 8 metri con la macchina fratturandosi 13 vertebre e vedendo sfumare per sempre la carriera calcistica. Rescisso il contratto con il Treviso torna a casa ma trascorre appena un mese che il padre muore in un incidente sul lavoro. Pepy è sconvolto: si separa dalla sua compagna e torna alla criminalità.
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Inchiesta per estorsione a danno di cento preti gay "Li adescavano su Fb, sesso online e poi li ricattavano"


Roma - Contiene un centinaio di nomi l’ 'archivio dei preti gay’ finito sul tavolo dei magistrati della procura di Isernia, impegnati in un'inchiesta che alcuni giorni fa aveva portato in carcere due uomini, accusati di estorsione ai danni dei religiosi.
E’ quanto rivela ‘Panorama’ nel numero in edicola da domani. A casa dei due indagati, infatti, la polizia giudiziaria ha sequestrato filmati hard su computer e su telefonini, messaggini imbarazzanti e rubriche telefoniche: messi insieme, delineano uno scenario che gli investigatori definiscono “inquietante”.
I sacerdoti finiti nella rete, sostengono gli inquirenti sentiti da ‘Panorama’, sembrano collegati tra loro come in un network dove ci si ritrova e ci si scambia informazioni sulle avventure sentimentali e sulla affidabilità degli amanti occasionali incontrati nella rete.
Secondo l`accusa, i due indagati avrebbero contattato le loro ‘vittime’ attraverso Facebook, inducendole a rapporti sessuali virtuali, e poi le avrebbero ricattate con i filmini e i messaggini ottenuti.
‘Panorama’ è riuscito anche a intervistare, attraverso il suo legale, uno dei due indagati, Giuseppe Trementino, 30 anni: “Tutto è iniziato dalla storia che ho avuto con un prete”, si difende l`uomo, “con il quale facevo sesso e che mi dava dei soldi di sua spontanea volontà. Da qual momento sono stato letteralmente preso d`assalto da decine di sacerdoti”.

Chiusa la toilette dell'aereo in decollo: Depardieu fa pipì in corridoio davanti ai passeggeri

Un portavoce della Klm ha confermato l’episodio. Si vedeva che aveva bevuto, gli steward erano imbarazzati, ma nessuno si e’ lamentato" nei confronti del 62nne attore francese.

Parigi, 17 agosto 2011 - Gerard Depardieu ha urinato in corridoio davanti agli attoniti passeggeri di un aereo della Cityjet in volo da Parigi a Dublino. Un portavoce della Klm ha confermato l’episodio, dopo una indiscrezione di Radio Europe 1, che aveva raccolto le testimonianze di alcuni passeggeri.
“Depardieu, visibilemnte inebriato, voleva alzarsi per andare alla toilette durante la fase di decollo, ma quando uno steward gli ha detto di aspettare un quarto d’ora che l’aereo fosse in volo, ha detto di non poter aspettare, ha detto di voler urinare, e lo ha fatto sul pavimento”, ha raccontato una donna.
“Si vedeva che aveva bevuto, gli steward erano imbarazzati”, ha aggiunto. “Nessuno si e’ lamentato”, ha detto ancora. Il portavoce ha detto che l’episodio e’ avvenuto martedi’ e non sa se la compagnia intende prendere provvedimenti nei confronti del 62nne attore francese.
“Il signor Depardieu si e’ messo a sedere e l’aereo e’ tornato nell’area di parcheggio per consentire al personale di ripulire il pavimento”, ha aggiunto il portavoce. A bordo del volo c’erano 11 passeggeri.

C'è una casta nella casta: i baby pensionati d'oro Ecco gli ex parlamentari con super vitalizi Ogni mese lo Stato stacca 2.308 assegni in forma diretta ed eroga 1.048 trattamenti di reversibilità. In tutto 200 milioni l'anno


Roma, 18 agosto 2011 - E pensare che il ministro Brunetta se la prendeva con gli statali «fannulloni»... Ora, non pago di avergli alzato l’età pensionabile, bloccato il tfr, messo a rischio la tredicesima, imposto i ticket sanitari, cosa dirà dei suoi colleghi parlamentari?
Per carità, nulla che non si sapesse, nulla che non fosse già stato messo a nudo dal fortunato libro di Stella e Rizzo ‘La Casta’. Ma l’inchiesta de L’Espresso ha tolto, con nomi e cognomi, per il grande pubblico il velo ai privilegi e ai benefit di onorevoli e senatori. Passati e presenti.

Un esercito di pensionati (per la cronaca i vitalizi erogati tutti i mesi dallo Stato sono 2308 in forma diretta e 1048 come reversibilità, per un totale di 3356) che costa ogni anno ai contribuenti almeno 200 milioni di euro.
Un esercito di avvocati, magistrati, professori universitari, giornalisti, ma anche sportivi e gente di spettacolo con uno stipendio maturato che oscilla dai 1700 ai 7mila euro al mese. Signori che riscuotono la pensione già a 50 anni e che, magari, continuano a lavorare.

Qualche esempio? Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, ex ministro della Giustizia, che, uscito dalla scena parlamentare nel 2008 con lo tsunami che si abbattè sulla sinistra radicale, percepisce a soli 55 anni 5305 euro netti. Oppure Paolo Cirino Pomicino, ministro della Balena bianca negli anni 80, oggi dirigente Udc, che riscuote ogni mese 5934 euro.

La schiera è folta e annovera fior di (ex) ministri come Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, che con cinque legislature alle spalle porta a casa, dalla tenera età di 49 anni, ben 5802 euro netti. Come l’ex enfant prodige del Pci-Pds, poi Rifondarolo, Pietro Folena che a 51 anni ha cominciato a riscuotere 5527 euro al mese che gli consentono di fare tranquillamente il presidente di Italiatour e di Metamorfosi e di organizzare eventi culturali nel Paese.

Un altro grande ex è Cesare Salvi, senatore Ds fino al 2008, ministro e giurista, alfiere della lotta agli sprechi e ai costi della politica, incassa 5346 euro per le sue legislature. E ancora, Tiziana ‘Titti’ Parenti, ex magistrato salito alla ribalta per le indagini sulle tangenti rosse, eletta con Forza Italia per due legislature, che alla cassa fanno 3190 euro; Toni Negri, ex leader di Potere operaio, prof universitario, filosofo e scrittore, eletto con i radicali a Montecitorio ma subito fuggito in Francia per evitare l’arresto. Per la sua breve esperienza riscuote 2199 euro. Nomi importanti si aggiungono, come gli industriali Luciano Benetton e Merloni, intellettuali come Arbasino e Alberto Asor Rosa, avvocati di grido, come Carlo Taormina. Curiosità tutte documentate e consultabili.
E poi c’è l’altra ‘casta’, quella dei consiglieri regionali. Secondo alcuni anche più conveniente che fare il deputato. Ma è un’altra storia, un’altra puntata.
di Gerardo Bombonato

Arabia Saudita: proteste nell’est, polizia aggredisce manifestanti


Arabia Saudita: proteste nell’est, polizia aggredisce manifestanti
RIYADH - Le forze della monarchia saudita hanno aggredito i dimostranti pacifici ieri sera nell’est del paese. Nelle ultime ore di mercoledì, quando cioè il caldo torrido lo permetteva, riferisce Press TV, i cittadini di Awamiyah, nell’est dell’Arabia Saudita, sono scesi in piazza per contestare la monarchia al potere e chiedere la liberazione dei prigionieri politici. La polizia ha aggredito le proteste pacifica costringendo la gente alla fuga. Secondo testimoni oculari almeno due persone sono stati arrestate. L’Est dell’Arabia Saudita negli ultimi mesi è stato quasi giornalmente teatro di manifestazioni popolari che però vengono rigorosamente censurate dai media occidentali; la monarchia saudita infatti, è alleata dell’Occidente.

Nasrallah: Usa e Israele pianificano guerra civile in Libano


Nasrallah: Usa e Israele pianificano guerra civile in Libano
BEIRUT – Il Segretario generale di Hezbollah Seyyed Hassan Nasrallah ha affermato che Stati Uniti e Israele stanno cercando di scatenare una guerra civile in Libano attraverso la distruzione della coesistenza pacifica tra la gente.Secondo l’IRIB nel suo discorso di mercoledì, il leader di Hezbollah ha inoltre respinto le accuse formulate contro il suo partito dal Tribunale speciale del caso Hariri. Il tribunale ha formulato nel giugno 2011 una accusa contro 4 uomini identificati come libanesi e membri di Hezbollah. Nasrallah ieri ha definito poco attendibile il tribunale per il motivo che esso ignora completamente gli indizi che suggeriscono un coinvolgimento di Israele nell’attentato. Egli ha anche criticato chi nell’alleanza del 14 Marzo in Libano, cerca di trarre troppo velocemente conclusioni sul caso e di accusare Hezbollah.

Spagna: in migliaia protestano contro visita Papa, arrestati 6 manifestanti e due agenti ferit


Spagna: in migliaia protestano contro visita Papa, arrestati 6 manifestanti e due agenti feriti
MADRID - Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Madrid per protestare contro la visita di Benedetto XVI a poche ore dall'arrivo del Pontefice nella capitale spagnola per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Secondo l’IRIB momenti di tensione fra indignados e pellegrini quando i manifestanti hanno circondato una delle uscite della metropolitana, coprendo di fischi e insulti i numerosi giovani cattolici, protetti da un ampio cordone di polizia. Tra i dimostranti ci sono persone espressione di oltre un centinaio di gruppi; lo scopo dichiarato della protesta è contro i 50,5 milioni di euro che ufficialemente i contribuenti iberici pagheranno per coprire i costi della visita papale. Secondo quanto riferito dal sito del quotidiano spagnolo El Mundo, il bilancio provvisorio dei tafferugli scoppiati a Puerta del Sol, a Madrid, è di almeno sei manifestanti arrestati e due agenti feriti.

Libia: media arabi, Gheddafi è scappato ieri con la famiglia


Libia: media arabi, Gheddafi è scappato ieri con la famiglia
TEHERAN – La rete Al Jazeera ed il quotidiano As-Sharq al Awsat riferiscono che ieri due aerei senza passeggeri sarebbero atterrati nell’aeroporto di Tripoli ed avrebbero portato fuori dalla Libia Muammar Gheddafi e la sua famiglia. Secondo un non meglio specificato ufficiale del governo libico, Gheddafi, la sua famiglia ed alcuni fedelissimi del suo regime sarebbero partiti per il Venezuela. Non ci sono conferme da parte di Tripoli e nemmeno da Bengasi. La notizia, però, si sta diffondendo nei media arabi e quelli della regione.

Berlusconi pensa a uno scudo bis "Così si può cancellare il contributo"


L'ipotesi allo studio del Cavaliere: un nuovo condono sui capitali illegamente all'estero, tassati tra il 7 e il 10 percento. Una misura che può garantire fino a 10 miliardi di introito. Ma Tremonti non è stato consultato. Pressing sul Senatur per intervenire sulle pensionidi CARMELO LOPAPA

ROMA - Sogna il colpaccio, il Cavaliere. Adesso un maxi condono nuovo di zecca sui capitali (ancora illegali) all'estero, per incassare tra i 7 e i 10 miliardi ed evitare così di "mettere le mani in tasca agli italiani col contributo di solidarietà: vedrete che riuscirò a spuntarla". È il pallino che un Silvio Berlusconi chino sui dossier economici, ad Arcore, ripete ai capigruppo Pdl e ai più stretti collaboratori sentiti in una giornata per il resto trascorsa tra una seduta di ginnastica e un pranzo dietetico.

Ore tribolate di altalena in Borsa, di spread tra titoli di Stato e Bund tedeschi risalito a 272 punti, di rapporti ormai ridotti al lumicino col ministro dell'Economia. Il presidente del Consiglio sogna di passare agli annali come il salvatore della Patria, anche a costo di ricorrere alla finanza creativa fino a poco tempo prerogativa proprio di Giulio Tremonti.

Perché ha quel sapore lì la trovata ultima dello scudo-bis sui capitali all'estero, tramontata già l'ipotesi di ritassare i 97 milioni rientrati nel 2009. Allora, nelle casse dello Stato finirono appena 5 miliardi. "Ma un nuovo intervento su quegli stessi capitali "scudati" sarebbe stato illegittimo" spiega il vicecapogruppo Pdl Massimo Corsaro. Ecco allora il nuovo coniglio dal cilindro del premier, frutto dei suoi personalissimi contatti con esperti di economia e che prende spunto dalle stime di Bankitalia.

Misura che nasce sulla scia della tassazione delle transazioni finanziarie proposta dal due Merkel-Sarkozy e che farebbe leva - spiega chi ci sta lavorando - sull'esistenza di circa 150 miliardi di capitali (illegali) all'estero, tra depositi e titoli. La tassazione per garantire un nuovo scudo e il rientro in Italia, questa volta non sarebbe limitata al 5 per cento ma sarebbe elevata al 7-10 per cento (all'estero è al 20-30). Quanto basterebbe per garantire - nelle più rosee previsioni berlusconiane - un rientro di quasi dieci miliardi di euro. Altri cinque, si calcola, dall'aumento di un punto percentuale dell'Iva.

Il fatto è che tutto questo viene discusso e calcolato dal premier senza il minimo coinvolgimento di Giulio Tremonti. Il ministro si è ritirato nel "suo" Cadore, dove oggi festeggerà il compleanno e dove incontrerà gli amici Bossi e Calderoli. In pochi, tra colleghi di governo, sono pronti a scommettere su una telefonata di auguri da parte del Cavaliere.

Il ministro dell'Economia, racconta chi ha parlato con lui in queste ore, resta più che scettico rispetto alle proposte di modifica della manovra allo studio di Palazzo Chigi. Sullo scudo bis, ad esempio, la stima sull'introito sarebbe approssimativa e nell'immediato "poco spendibile" in sede Ue. Figurarsi introdurlo per cancellare il contributo di solidarietà per i redditi oltre i 90 mila euro, come conta di fare il premier.

Gelo e silenzio, ad ogni modo. Il ministro dell'Economia si è ripromesso di evitare qualsiasi esternazione. Si concentrerà piuttosto sull'obiettivo di convincere oggi Bossi dell'opportunità di intervenire sulle pensioni, nonostante le barricate del Senatur. Berlusconi scommette piuttosto sulla rottura dell'asse Bossi-Tremonti, temendo un riallineamento dei due che rischierebbe di metterlo in difficoltà alla ripresa dei lavori parlamentari.

Ad ogni modo, il presidente del Consiglio ormai va per la sua strada. Ha delegato ad Angelino Alfano il compito di mettere a punto il pacchetto di modifiche al decreto. Il segretario adesso è all'estero, ma al rientro già lunedì 22 dovrebbe incontrare i "frondisti" del Pdl in rotta su più punti. Su questa partita e sulla quadra finale il neo segretario mette di già sulla bilancia la tenuta della sua leadership.

In cantiere, Tfr da spalmare nelle buste paghe, liberalizzazione degli ordini professionali, privatizzazioni, cancellazione delle Province sotto i 300 mila (ma col mantenimento delle Prefetture), revisione dei tagli ai Comuni per venire incontro agli amministratori Pdl in rivolta. Ma soprattutto, introduzione del quoziente familiare per ridurre l'impatto del contributo di solidarietà, se la misura dovesse restare. Ritocchi tali da "stravolgere" la manovra, agli occhi di Tremonti, che non perde occasione per ricordare come l'Ue abbia approvato il testo e i conti usciti dal Consiglio dei ministri.

Montezemolo: "Sono ricco è giusto che paghi di più"


Il presidente della Ferrari sul contributo previsto dal governo per i redditi superiori ai 90 mila euro: "Ma qui solo io la penso così. Sono d'accordo con Warren Buffett e con la Tobin tax, per ragioni di equità e di solidarietà". E ancora: "Scandaloso che in Italia si colpisca il ceto medio"di ROBERTO MANIA

ROMA - "Io, ricco, sono pronto a pagare più tasse. Per ragioni di equità e solidarietà. E soprattutto per una vera lotta alla grande evasione fiscale. In cambio chiedo allo Stato di ridurre il suo perimetro d'azione e di essere più efficiente". Ragiona così Luca di Montezemolo, 63 anni, reddito annuo medio intorno ai cinque milioni di euro.

Ricco. E potente: presidente della Ferrari, presidente di Ntv (i treni privati per l'alta velocità), ex presidente della Fiat e della Confindustria. Da tempo lì lì a un passo da un impegno diretto in politica.

E' d'accordo con il finanziere americano Warren Buffet: chi ha di più deve pagare di più. "Ma-  aggiunge -, con tutto il rispetto per Buffet, sulla mia proposta di un'imposta una tantum sui grandi patrimoni, dai cinque ai dieci milioni l'anno, ho avvertito un assordante silenzio".

Zitte le associazioni delle imprese, zitta una classe dirigente attenta ai propri interessi di breve periodo. Zitta la politica. Eppure è anche da qui, secondo Montezemolo, che passa la "ricostruzione del Paese", dopo il fallimento della Seconda Repubblica, ridefinendo i rapporti tra lo Stato e i cittadini, tra le tasse che si pagano e i servizi che si ricevono.

Un passaggio cruciale per ritrovare  -  dice - "etica e valori", per riparlare di "bene comune" e non solo di "interessi", per quanto importanti. Bene allora la Tobin tax perché "si deve mettere assolutamente un freno alla speculazione ed è giusto che lo si faccia a livello europeo".

Ma è l'Italia il centro, in questo colloquio, del ragionamento di Montezemolo. Un Paese in crisi profonda, non solo economica; privo di leadership; prigioniero del suo passato. "Oggi  -  dice  -  c'è un governo che si è autodefinito liberale, ma tutto si può dire fuorché che questo governo abbia compiuto scelte liberali. Ho sentito un ministro dell'Economia sostenere di avere nostalgia dell'Iri... Mi sforzo di fotografare la realtà. E vedo una insostenibile invadenza dello Stato nell'economia. Di conseguenza si sono accresciuti gli intrecci tra politica e affari. Clientelismo e affarismo. Malaffare e ricatti. Sono nate società pubbliche con relativi consigli di amministrazione solo per piazzare qualche politico trombato. Nel 2005 ero presidente della Confindustria e ricordavo che il compito di una Provincia non era quello di acquistare a caro prezzo quote di autostrade, bensì di fornire servizi ai cittadini. Ora sta indagando la magistratura di Milano. Hanno occupato lo Stato e questo è il contrario di uno Stato forte. Uno Stato forte dovrebbe concentrarsi sul suo core-business: sicurezza, sanità, scuola, giustizia. Questo è il perimetro dello Stato. Per questo paghiamo (chi le paga) le tasse".

Che allo Stato-invadente, gonfio di debiti, non bastano mai. Mai. "Negli ultimi quindici anni abbiamo toccato tutti i record. Ma i servizi non sono affatto migliorati. Sono accresciuti i monopoli, è nato quello che ho chiamato il neo-statalismo municipale. Dov'è la concorrenza nei servizi locali? C'è forse nei trasporti o nella raccolta dei rifiuti? La verità è che il denaro non va ad alimentare i servizi, bensì la grande voragine della spesa pubblica".

Continua ...
http://www.repubblica.it/politica/2011/08/18/news/montezemolo_contributo-20560264/

P3, l'assegno di Berlusconi per coprire gli affari di Carboni


Un testimone rivela: negli anni '90 maxi investimento del faccendiere in alcuni villaggi turistici in Sardegna con la garanzia del premier. Il teste: soldi mai restituitidi FEDERICA ANGELI e FRANCESCO VIVIANO

ROMA - Un assegno di Silvio Berlusconi per coprire le magagne dell'amico Carboni. Dopo il "prestito" da 10 milioni di euro 1 a Dell'Utri, nelle nuove carte sulla P3 spunta un altro pagamento a firma del premier. A parlare di quell'assegno da 250 milioni di vecchie lire è un avvocato, Stefano Gullo, classe 1923, già sindaco di Ribera (Agrigento).

Per un gioco del destino il legale, che indagò su uno dei personaggi chiave della P2, è stato ascoltato dai titolari dell'inchiesta sulla "nuova" loggia massonica, dai pubblici ministeri Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli. Gullo lavorò per i servizi segreti americani negli anni Ottanta, con l'incarico di verificare, per conto degli Stati Uniti, se Michele Sindona fosse innocente o colpevole della bancarotta della Franklin Bank.

All'avvocato siciliano i magistrati della procura di Roma sono arrivati dopo aver intercettato un fax che aveva mandato in carcere al faccendiere della P3, all'indomani del suo arresto. "Effettivamente inviai a Carboni un fax, lui era detenuto, in quanto ho sempre avuto difficoltà a contattare Carboni, il quale in genere si rendeva irreperibile. Se nel fax ho scritto di dare disposizioni a Dell'Utri perché consegnasse a me le somme di cui Dell'Utri era debitore nei suoi confronti, è perché avevo letto sul giornale che Carboni aveva dato 120 mila euro a Dell'Utri".

L'avvocato vantava un credito col faccendiere e mandò quel fax perché sperava di recuperare una parte dei soldi che negli anni '90 prestò a Carboni e Berlusconi - un miliardo di vecchie lire - e che mai ha riavuto indietro. Così ha spiegato ai magistrati l'imbroglio di cui, a suo dire, è rimasto vittima.

"Conobbi Flavio Carboni negli anni '90. Mi disse che aveva degli affari in corso con Berlusconi e che progettava di acquisire dei terreni in Sardegna, per realizzarvi dei villaggi turistici. A tal fine gli occorrevano dei finanziamenti". Sulle prime Gullo lo mise in contatto con un finanziatore, un imprenditore di Fiuggi, poi decise di entrare lui nella partita. "Vendetti degli appartamenti di pregio che possedevo nel centro di Palermo, ricavandone oltre un miliardo di lire. Consegnai a Carboni la somma di 800 milioni di lire in assegni, più del denaro in contante ricavato dalla vendita di alcuni titoli".

In totale dunque consegnò a Carboni un miliardo di lire. "Carboni in cambio mi consegnò in garanzia quattro, cinque o sei assegni, con l'impegno da parte mia di non metterli all'incasso". Due di questi assegni sono firmati da un uomo e girati ad una donna, di cui l'avvocato indica le generalità, gli altri avevano firme illegibili. Tranne uno. "In uno si distingueva (nella firma, ndr) una "B"; il Carboni mi disse essere di Berlusconi, tale assegno era di un importo di 250 milioni di lire". Gullo non incassò mai quegli assegni, come da accordi. Riuscì a recuperare, negli anni, solo 200 milioni circa.