domenica 22 gennaio 2012

Emilio Fede: “Mi vogliono cacciare”


Gli scarsi risultati del Tg4 e il successore già individuato in Franco Bechis
Emilio Fede ha un diavolo per capello. E quando cominciano a uscire le indiscrezioni su un suo addio al Tg4 non ce la fa più e sbotta. Il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Sara Nicoli, racconta quanto successo ieri:
Specie quest’ultimo, che –dicono – avverrà in primavera, quando il direttore di sempre del Tg4 avrà calato un po’ sul – le sue pretese di liquidazione (8 milioni di euro) e gli avranno trovato –soprattutto –una collocazione diversa. Perché lui, comunque, di andarsene in pensione non ne vuole sapere. “Io lo so chi dice che mi vogliono fare fuori –ra c c o n t a al Fatto quotidiano, al telefono da Cologno Monzese – sono tutti quelli che vorrebbero prendere il mio posto! Bechis per primo! (Franco Bechis, vicedirettore di Libero, ndr)”. La verità è questa. Che giovedì scorso Mauro Crippa, potente direttore generale dell’Informazione Mediaset, uno che fa solo quello che gli dice Berlusconi (senior), ha convocato Fede per una riunione. “É una cosa normale che accada – racconta Fede – e in quell’occasione lui mi ha chiesto che intenzione avessi. D’altra parte, sono 23 anni che lavoro in Mediaset, il Tg4 l’ho inventato io…”.
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 http://www.giornalettismo.com/archives/191509/emilio-fede-mi-vogliono-cacciare/

Carabinieri sotto accusa per corruzione


Venti indagati in una maxi indagine della polizia
Venti indagati tra cui otto carabinieri, imprenditori, infermieri e dipendenti di societa’ private, accusati di reati come corruzione, falso ideologico e materiale, e rivelazione del segreto d’ufficio. E’ il risultato di una maxi-indagine della polizia che ha coinvolto anche la compagnia dei carabinieri di Zogno, il cui comandante e’ sotto indagine.
LA CHIAMATA SOSPETTA – L’inchiesta e’ cominciata due anni fa da un episodio minimo. Un paziente viene dimesso dall’ospedale dopo un incidente e si sente chiamare al telefono da una societa’ che si occupa di ottenere risarcimenti dalle assicurazioni. L’uomo chiede come hanno fatto a ottenere i suoi dati, ma riceve solo risposte vaghe. Allora decide di presentare denuncia. Gli agenti di polizia giudiziaria della Procura di Bergamo coordinati dal pm Franco Bettini, vanno a verificare le cartelle cliniche e controllando i turni del personale scoprono una rete di infermieri che passano informazioni sui pazienti ricoverati per lesioni da incidente stradale a societa’ specializzate nei risarcimenti.
VIOLAZIONE DEL SEGRETO D’UFFICIO – Molti ex ricoverati confermano di essere stati contattati dopo la dimissione. Finiscono sotto inchiesta alcuni infermieri, accusa di violazione del segreto d’ufficio. Visto che bisogna provare che fossero pagati, vengono intercettati. E dalle loro telefonate emergono molte sorprese, che riguardano alcuni carabinieri. I militari coinvolti, si scopre, hanno l’abitudine di bloccare le contravvenzioni e il sospetto e’ che lo facciano per soldi.
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Sicilia, stop al fermo dei tir ma la protesta continua. Catania, benzinai chiusi

Palermo, 21 gen. - (Adnkronos) - Forza d'urto annuncia lo stop al fermo dei tir. "I siciliani non possono sopportare oltre il fermo del trasporto - dice il presidente del Comitato -. Si è messo in moto il buon senso.La rabbia va governata". "La pressione esercitata sul governo regionale per i provvedimenti di competenza - spiega - è approdata a soluzione parziali che il presidente Lombardo, nel corso di un ulteriore incontro che si è tenuto stamattina, ha garantito di realizzare nel più breve tempo possibile. La Sicilia rimane in stato d'agitazione e aggiunge Roma come sede di protesta per rivendicare i diritti di un popolo da sempre bistrattato".
''Prendo atto che il buon senso è prevalso" commenta il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dopo la sospensione della protesta annunciata dal leader dei 'Forconi', Mariano Ferro. "Ho riconosciuto che le ragioni della manifestazione sono fondate e sono state rappresentate con la rabbia e la fermezza che la drammatica situazione economica-sociale impone. Ma il disagio e la sofferenza ed i danni patiti dai siciliani hanno raggiunto un livello insopportabile''.
A Palermo vanno a ruba taniche e imbuti, venduti alle centinaia di persone disperate alla ricerca di qualche litro di benzina per potere andare in auto. Il tutto a causa dello sciopero degli autotrasportatori che in cinque giorni ha messo in ginocchio tutta la Sicilia. La notte scorsa decine di persone hanno dormito all'addiaccio, in auto, davanti ai distributori di benzina nella speranza che questa mattina con la rimozione dei blocchi autostradali, arrivasse il rifornimento di carburante.
Alcuni, pochi fortunati sono riusciti a fare il pieno, ma tanti altri, nonostante la fila e la lunga attesa, non sono riusciti ad arrivare in tempo perche' al benzina e' gia' esaurita. Sui social network da Facebook a Twitter i palermitani danno qualche 'dritta' a coloro che non sanno dove poter fare rifornimento di benzina. La situazione non e' ancora tornata alla normalita', nonostante la fine dello sciopero.
Forti i disagi anche a Catania, dove i benzinai hanno esposto cartelli con scritto: ''Lo sciopero si prolunga fino a mercoledi', 25/01'', per evitare lunghe e inutili attese agli automobilisti che speravano di potere fare il 'pieno'. Ma nonostante i cartelli, decine e decine di automobilisti sono rimasti comunque in fila ai distributori.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Sicilia-stop-al-fermo-dei-tir-ma-la-protesta-continua-Catania-benzinai-chiusi_312883122891.html

Giglio: Costa pianificava 'inchini' per pubblicita'? Pm indagano

Grosseto, 22 gen. (Adnkronos) - I pm di Grosseto stanno indagando sulle dichiarazioni rilasciate durante l'interrogatorio di garanzia dal comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, che aprono scenari in cui potrebbe rimanere seriamente coinvolta la Costa Crociere. Secondo Schettino infatti non solo "la Costa era al corrente della prassi ricorrente degli inchini in tutto il mondo", ma addirittura "l'inchino al Giglio del 13 gennaio venne pianificato e voluto prima della partenza da Civitavecchia per ragioni pubblicitarie", ha affermato Schettino. C'e' inoltre un altro particolare rivelato dal comandante della Costa Concordia e cioe' che i comandanti della societa' si sfidavano in quelle acrobazie molto spesso, e l'inchino del Giglio doveva essere la 'risposta' di Schettino a precedenti 'acrobazie' di un suo collega, Massimo Garbarino.

Giappone: nuova perdita radioattiva da Fukushima

Tokio, 22 gen. (Adnkronos) - Una nuova perdita radioattiva e' stata registrata alla centrale nucleare giapponese di Fukushima. Circa due litri di acqua contaminata sono filtrati dall'edificio turbine del reattore numero due della centrale, secondo quanto rende noto la Tepco, la societa' che gestisce la centrale, per cui la radioattivita' misurata e' di 0,1 millisievert l'ora.

Rinviati a giudizio De Magistris e Genchi «Acquisirono tabulati illegittimamente »


Saranno processati dal 17 aprile per abuso d'ufficio

Gioacchino GenchiGioacchino Genchi
MILANO - Sarebbero stati acquisiti illegittimamente, nel 2009, i tabulati telefonici di alcuni parlamentari, tra i quali Romano Prodi, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Catanzaro denominata «Why Not». Questo il convincimento del gup di Roma Barbara Callari che, accogliendo le richieste del procuratore aggiunto Alberto Caperna, ha rinviato a giudizio il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, all'epoca dei fatti pm a Catanzaro, ed il consulente informatico Gioacchini Genchi. Concorso in abuso d'ufficio il reato contestato sul quale, a partire dal 17 aprile prossimo, dovranno pronunciarsi i giudici della seconda sezione penale del tribunale.
PARTI CIVILI - In sostanza De Magistris ed il suo ex consulente Genchi devono rispondere di aver acquisito i tabulati telefonici di alcuni parlamentari senza aver chiesto preventivamente l'autorizzazione alle Camere di appartenenza. Si tratta, oltre che di Prodi, del presidente della commissione Antimafia Giuseppe Pisanu, dell'ex ministro Clemente Mastella, dei deputati Domenico Minniti, Sandro Gozi, Antonio Gentile, Francesco Rutelli e Giancarlo Pittelli. Tutti, tranne Pisanu, si sono costituiti parte civile. Nel corso del procedimento, l'ex magistrato si è difeso sostenendo di aver avuto la massima fiducia in Genchi e di avergli affidato «un lavoro importante e complesso che un professionista come lui avrebbe potuto affrontare e di non sapere per quale motivo e con quale metodologia l'allora suo consulente individuò quelle utenze riconducibili a parlamentari, molte delle quali, peraltro, non avevano nulla a che vedere con l'indagine 'Why not». Genchi, a sua volta, ha respinto l'accusa precisando di aver svolto gli accertamenti secondo determinati e precisi input datigli dall'ex pm, senza sapere che quelle utenze telefoniche su cui stava indagando portassero direttamente ad alcuni esponenti politici.
Luigi De MagistrisLuigi De Magistris
DE MAGISTRIS AMAREGGIATO - «Sono amareggiato - ha commentato oggi il sindaco di Napoli - per la decisione del Tribunale di Roma rispetto ad un procedimento in cui mi appare chiara l'incompetenza dell' autorità giudiziaria di Roma, così come è ancora più evidente l'infondatezza dei fatti». «Non mi aspettavo questo rinvio a giudizio, - ha aggiunto - ritenevo e ritengo un dovere costituzionale indagare nei confronti di tutti e anche nei confronti dei parlamentari e dei potenti. Mi auguro che la magistratura giudicante, nella sua autonomia e indipendenza, riconosca la correttezza del mio operato e l'infondatezza degli addebiti formulati dalla Procura di Roma».

Gabrielli: «Forse clandestini a bordo» Identificata la donna che prese il pc di Schettino


Si cerca il computer del comandante. Confermato il bilancio delle vittime, quattro ancora da identificare

I sub davanti al relitto (Afp) I sub davanti al relitto (Afp)
MILANO - Sono riprese le ricerche a bordo del relitto di Costa Concordia, interrotte la scorsa notte per i movimenti dello scafo registrati dai sensori. A bordo i Vigili del Fuoco e i Saf (Soccorso alpino fluviale). Si lavora nella parte emersa per motivi di sicurezza. La notizia arriva dopo l'alt imposto perché gli strumenti avevano rivelato un ulteriore movimento della nave. Nel frattempo gli esperti della Protezione Civile che stanno analizzando i dati provenienti dal sistema di monitoraggio hanno rilevato che il relitto si è mosso fino a 1 centimetro all'ora.
IL PORTATILE - Intanto i pm di Grosseto stanno cercando il pc portatile che il comandante Francesco Schettino portò fuori dalla nave e che affidò a una ragazza bionda, identificata solo nella giornata di domenica.
BILANCIO DELLE VITTIME - Sabato i sub hanno lavorato per tutta la giornata. Verso le 13.30 è stato ritrovato un altro corpo. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, appartiene a una donna. Potrebbe trattarsi di una passeggera ungherese non registrata nelle liste di imbarco ma i familiari sostengono che era a bordo con un membro dell'equipaggio. Con l'ultimo ritrovamento sale a 12 il bilancio delle vittime accertate del naufragio, mentre rimangono 24 i dispersi. Le cifre sono state confermate dal commissario delegato all'emergenza Franco Gabrielli nel corso del briefing quotidiano all'Isola del Giglio: «Sono al momento 12 le vittime del naufragio della nave Costa Concordia: 8 sono state identificate, 4 ancora no». Degli otto corpi, quattro sono francesi, uno ungherese, uno italiano, uno tedesco, uno spagnolo. Le quattro salme, ancora senza nome, appartengono invece a tre uomini e una donna.
CLANDESTINI - E si apre anche un altro giallo: «Potrebbero esserci stati clandestini a bordo di Costa Concordia», ha detto Gabrielli parlando di persone imbarcate sulla nave senza essere registrate.
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I veri conti delle liberalizzazioni


Possibile risparmio di 400 euro per ogni consumatore. Da professioni e commercio i vantaggi maggiori

Taxi (Ansa)Taxi (Ansa)
ROMA - Ma alla fine con le liberalizzazioni quanto risparmieremo davvero nella vita di tutti i giorni? È l'unica voce sulla quale non c'è una previsione ufficiale, non sarebbe nemmeno serio perché mille sono i granelli di sabbia che possono infilarsi tra gli ingranaggi della fase due. Ma nel comunicato del Consiglio dei ministri si parla di «sensibile riduzione dei prezzi» e di «vantaggi evidenti per i consumatori». Andrà veramente così? A tentare una risposta in questi giorni sono state proprio le associazioni dei consumatori. 

Alla vigilia dell'approvazione in Consiglio dei ministri era stata l'Adiconsum a parlare di un risparmio di 1.800 euro a famiglia, tagliando la sua ipotesi su una fascia alta, nucleo di quattro persone che vive in una grande città, reddito di 80 mila euro lordi l'anno. Adesso sono altre due associazioni ad armarsi di pazienza e calcolatrice, Adusbef e Federconsumatori. Le loro tabelle sono costruite sulla famiglia media secondo l'Istat: due persone e mezzo, che suona male ma è così, spesa annua di 29 mila euro e spiccioli. E fanno un passo in più perché stimano il risparmio possibile non per la famiglia ma per la singola persona. In questi due giorni il testo del governo è cambiato, le frenate sono state parecchie ma il conto finale non è poi così diverso. Dicono Adusbef e Federconsumatori che la lenzuolata di Monti ci farà risparmiare in media 414 euro l'anno a testa. In realtà se il microfono si sposta dal consumatore ad altre categorie l'entusiasmo evapora subito. E non solo perché si tratta della stessa somma che perderà con l'Imu chi ha una casa di 80 metri in una zona così così di una grande città. 
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sabato 21 gennaio 2012

Napolitano: Subito la legge elettorale


Giorgio Napolitano
Napolitano: subito la legge elettorale.
E’ il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai presidenti di Camera e Senato dopo gli incontri dei giorni scorsi con i leader politici.
“Il Parlamento può impegnarsi celermente sulle riforme e la legge elettorale – ha detto -. Anche per corrispondere alle attese dell’opinione pubblica”.
Per il capo dello Stato, dunque, il Parlamento può impegnarsi velocemente in un efficace e produttivo confronto sulle questioni più mature di riforma degli assetti istituzionali, dei regolamenti parlamentari e della legge elettorale, anche al fine di corrispondere alle attese dell’opinione pubblica.
“Spetta quindi ai Presidenti delle Camere – si legge nel testo diffuso da palazzo Chigi – definire, secondo le procedure regolamentari, i programmi e calendari relativi alle materie da affrontare in ciascuno dei due rami del Parlamento. Comune è l’auspicio che si concretizzi un largo e convergente impegno per giungere a soluzioni capaci di concorrere al rafforzamento del sistema politico-istituzionale“.
Le parole di Napolitano arrivano a conclusione di una giornata in cui il trema della legge elettorale ha tenuto banco nel dibattito politico. Pier Luigi Bersani, aprendo l’assemblea nazionale del Pd, ha ringraziato Napolitano per l’iniziativa sulle riforme e ha confermato che l’attuale porcellum è “inaccettabile”.
Sulla stessa linea anche Massimo Donadi dell’Idv. Il capogruppo alla Camera ha chiesto il superamento del Porcellum e una nuova legge “che salvi anche il bipolarismo e il diritto di conoscere prima quali sono le coalizioni che si candidano al governo, con quale leader e con quale programma“.
Per il leader Udc Pier Ferdinando Casini “la legge elettorale va affrontata, naturalmente, come anche le riforme istituzionali generali. Credo che bisogna fare di più con grande attenzione verso l’autoriforma della politica e riconsegnare anche ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari perchè questo è un fatto importante”.

Cannabis rallenta sclerosi. Studio

Ormai da diversi anni ricercatori e medici discutono sul possibile uso della canapa indiana (Cannabis sativa) e dei suoi derivati, come l'hashish e la marijuana, per scopi terapeutici in diverse patologie neurologiche come, ad esempio, la sclerosi multipla ed i traumi cranici e del midollo spinale. Ma la mancanza di dati sui meccanismi di questa azione ha fino ad ora rallentato le possibili applicazioni cliniche: nuova luce sulle effettive capacità terapeutiche di questa sostanza e dei meccanismi d'azione della stessa arrivano ora da uno studio svolto dall'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma in collaborazione con l'Università di Teramo pubblicato sulla rivista internazionale "Journal of Molecular Medicine".
Lo studio ha permesso, per la prima volta, di caratterizzare i rapporti tra la stimolazione da Cannabis e l'azione di un composto gassoso ben noto per le sue azioni sulle cellule del sistema nervoso centrale (Snc): l'ossido di azoto. Questa molecola è coinvolta nella regolazione di importanti funzioni del Snc e svolge azioni sia in senso neuroprotettivo che neurotossico. La ricerca ha dimostrato come, proprio attraverso i recettori cannabici, ed in particolar modo il recettore cannabico di tipo 2, sia possibile indirizzare gli effetti dell'ossido di azoto in senso neuroprotettivo o neurotossico.
Lo studio permette sia di fare un ulteriore passo avanti nella comprensione del meccanismo d'azione attraverso cui il principio attivo della Cannabis esercita la sua funzione neuroprotettiva a seguito di danno cerebrale, sia di guardare con maggiore interesse all'uso di queste sostanze in ambito clinico tanto per le malattie acute che croniche del Snc. Grazie a questi risultati, si aprono prospettive in ambito terapeutico per lo sviluppo di nuovi approcci farmacologici, utili per patologie di grande diffusione, come l'ictus e la sclerosi multipla, in grado di "sfruttare" la proprietà neuroprotettiva dell'ossido d'azoto mediata dall'azione della Cannabis.

Mutui, bollette, rc auto, conti corrente: risparmi da 465 € a famiglia


ROMA – Con il pacchetto liberalizzazioni i vantaggi per i consumatori ci saranno in termini di risparmi, anche se di molto inferiori a quelli previsti. Secondo delle stime si arriverà a risparmiare circa 465 euro a famiglia all’anno. Risparmi ridotti perché il governo Monti non ha voluto “osare” troppo: i farmaci a pagamento di fascia C restano saldamente nelle mani delle farmacie da sempre restie a praticare sconti, saltano i “saldi liberi” nei negozi, i gestori di pompe di benzinapotranno fare meno sconti perché avranno meno libertà del previsto di acquistare carburante senza vincoli di marca, non c’è più l’estensione del campo di applicazione della class action e gli agenti assicurativi non sono più obbligati a offrire polizze di più compagnie, dando così l’opportunità al cliente di risparmiare.
Resta però la possibilità di ottenere sconti in farmacia su tutti i medicinali, scompaiono le “tariffe minime” di avvocati, medici e professionisti vari che avranno anche l’obbligo di presentare un preventivo al cliente, le assicurazioni dovranno abbassare la polizza a chi mette la scatola nera sulla propria auto, le edicole potranno praticare sconti su tutta la merce venduta e rifiutare supplementi e prodotti aggiuntivi vari forniti da editori e distributori. Ferma restando la possibilità di vendere “qualsiasi altro prodotto”. In più arrivano i conti correnti “base” con bancomat e una serie di servizi minimi gratuiti; quando si stipula un mutuo la banca non potrà imporre solo una polizza assicurativa ma dovrà lasciare la scelta tra almeno due compagnie.
Per la Cgia i settori interessati dalle liberalizzazioni incidono per il 15% della spesa media di una famiglia, circa 4500 euro, e il Casper (cartello di associazioni dei consumatori) ha già fatto i conti: il decreto sulle liberalizzazioni nella versione finale vale 465 euro di risparmi a famiglia, contro i 900 della versione di partenza. Vediamo nel dettaglio i vantaggi voce per voce:
Prezzi dell’energia: mercato più “aperto”. Ci saranno risparmi per i clienti “vulnerabili”, ovvero quelli propensi a cambiare compagnia di erogazione. Per il resto la discesa “europea” dei prezzi italiani di luce, gas e benzina non sarà né semplice ne tantomeno veloce. La strada è stata imboccata, puntando l’indice sui problemi strutturali che impongono i sovrapprezzi ai consumatori finali, famiglie e imprese.
Benzina: con più self-service possibili ribassi. I vantaggi per i consumatori sono possibili ma ancora tutti da dimostrare. Aumentare i self-service (non solo) fuori città e dare la possibilità ai gestori proprietari di approvvigionarsi per metà dello stock sul mercato, sono misure positive, ma forse non del tutto sufficienti se il prezzo del litro è composto ancora per quasi il 70% da accise ed Iva. L’effetto del decreto potrà stimolare la diffusione delle cosidette “pompe bianche” ma probabilmente in misura minore rispetto alla prima bozza del decreto, fortemente contestata dall’Unione petrolifera. Ci vorranno al massimo un paio d’anni per capire i benefici di questa riforma sugli utenti.
Via le tariffe minime per i professionisti e preventivi obbligatori. L’obbligo di pattuire i compensi e di stilare un preventivo scritto – che il cliente può confrontare tra una pluralità di proposte analoghe – consentirà al cliente di selezionare e scegliere il professionista confrontando in maniera oggettiva il rapporto qualità/prezzo.
La stesura del compenso scritto dovrebbe garantire massima trasparenza e diminuire il contenzioso per onorari non pagati. L’aumento delle sedi notarili dovrebbe garantire un servizio più capillare e un’offerta differenziata anche per quanto riguarda le parcelle.
Dal 2015 le nuove leve potrebbero rappresentare un terzo dei notai. L’alta percentuale dei giovani ha conseguenze anche per i consumatori perché chi inizia una professione ha interesse a limitare i compensi per affermarsi sul mercato.
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Il catfight delle Olgettine


La Guerra e la Berardi si costituiscono parte civile contro la Minetti
Il Fatto Quotidiano annuncia una costituzione parte civile a sorpresa nel processo Ruby: quello di Barbara Guerra e Iris Berardi nei confronti di Nicole Minetti. Ne parla Gianni Barbacetto:
Altre due ragazze hanno chiesto di costituirsi parte civile contro la consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti, considerata dall’accusa l’organizzatrice del bunga-bunga. E che ragazze: non due arrivate quasi per caso ad Arcore, come Ambra Battilana e Chiara Danese; o sostanzialmente estranee al giro delle fedelissime, come Imane Fadil. No: Barbara Guerra e Iris Berardi sono due “o l ge t t i n e ” di lungo corso, tra le più assidue frequentatrici dei festini. Iris almeno una volta è andata ad Arcore che non aveva compiuto 18 anni. E il 26 ottobre 2010, si sfoga con un sms: “Sto andando alla festa tesorino, mammamia è incredibile lo schiffo ke fa il denaro, in questo momento mi sto faccendo schiffo da sola!”.
Barbara è una delle amiche del cuore di Nicole, sempre al telefono con lei a confidare tremori e timori, tutta “amo” (che sta per “a m o re ”) nei messaggini:
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“Ho pagato tangenti ai ministri”


Francesco Piscicelli racconta alla procura come funzionava il sistema di corruzione della cricca
Piscicelli vuota il sacco: l’imprenditore considerato uno dei sodali della cricca ha deciso di parlare con i magistrati e raccontare tutto. Anche, riferisce Lavinia di Gianvito sul Corriere della Sera, di tangenti pagate a dirigenti, funzionari, parlamentari ed ex ministri:
La confessione-fiume dell’imprenditore legato alla «cricca» del G8 è appena cominciata: dopo aver reso una dichiarazione spontanea a luglio, ieri si è sottoposto al primo interrogatorio a piazzale Clodio. Piscicelli ha risposto per oltre quattro ore alle domande del procuratore aggiunto Alberto Caperna e al termine della «lunga e faticosa»maratona ha annunciato: «Tornerò altre tre o quattro volte». L’avviso è tale da mandare in fibrillazione i palazzi della politica, perché sembra che l’imprenditore diventato famoso per aver riso la notte del terremoto dell’Aquila non intenda fermarsi: ha aperto la valigia dei ricordi dal 2004 e ha già indicato circa quindici nomi alla procura. «Personaggi ancora in carica», sottolinea il suo avvocato, Gianpietro Anello, riferendosi ai funzionari pubblici. Tra gli altri, Piscicelli ha coinvolto nelle sue dichiarazioni l’ex magistrato della Corte dei Conti Antonello Colosimo e l’ex commissario dei Mondiali di nuoto Claudio Rinaldi: «Lo conosco da dodici anni», precisa l’imprenditore.
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Il consiglio PdL che censura Berlusconi


A Como critiche all’ex premier per le frasi contro i gay
Della storia parla Libero in un articolo a firma di Dario Alemanno ospitato nella cronaca lombarda:
Il Consiglio comunale di Como, roccaforte del Pdl amministrata dal sindaco Stefano Bruni, ha approvato una mozione contro Berlusconi e, per la precisione, contro le sue dichiarazioni tacciate di omofobia risalenti al novembre 2010. Il documento era stato depositato all’epoca da Alessandro Rapinese (gruppo misto d’opposizione) ma è arrivato in discussione solo l’altra sera. I
l testo della mozione prende le mosse dalla dichiarazione dell’ex premier: «Meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay»:
Secondo Rapinese ne sarebbe derivata una «grave offesa ai nostri concittadini omosessuali». Il documento si conclude impegnando il sindaco Bruni «a compiere tutte quelle azioni che possano restituire la dignità lesa ai nostri concittadini omosessuali dalle frasi offensive del presidente del Consiglio». C’è da dire che la mozione è stata approvata con solo 11 voti favorevoli contro 10 contrari.Aparte il voto favorevole del presidente del Consiglio comunale Mario Pastore (ex Pdl eora gruppo misto) tutti i consiglieri di centrodestra hanno votato contro. Peccato solo che mancavano in aula la bellezza di 15 consiglieri di maggioranza che, per caso o per volontà, hanno scelto di non difendere Berlusconi con il loro voto.