sabato 2 aprile 2011

Montezemolo pronto a scendere in politica ma l'Udc già sospetta

Casini: Non faccia tatticismi come i peggiori politici e si muova senza remore. Lui: Serve quadra, non credo a one man show.

Roma, 2 apr. (TMNews) - Dopo l'annuncio della "tentazione di scendere in politica" Luca Cordero di Montezemolo ha voluto rispondere a chi ieri lo ha liquidato con un "tanto lo dice sempre". Sulle pagine del mensile Max, infatti, ha cominciato a svelare il suo programma, partendo da un "must" che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera, dalla direzione sportiva della Ferrari fino alle presidenze di Fiat e Confindustria: "Niente one man show, serve una squadra".
Poi, la lista dei "to do": niente quote rosa nei cda delle aziende, perchè "la meritocrazia non è nè rosa nè azzurra", promozione del lavoro femminile, fare squadra anche nel mondo, o almeno in Europa. "Ci vuole una politica estera europea, una politica economica comune, una politica commerciale. Gran parte delle cose buone che si sono fatte in Italia le dobbiamo all'Europa. Io stesso ne sono un testimone grazie alla liberalizzazione del trasporto ferroviario". Per ultimo, il pallino di ogni imprenditore: per fare le cose ci vogliono i soldi. "L'Italia ha tre grandi tesori: il sistema industriale, il turismo, la cultura. Prima di tagliare cultura, ricerca e scuola - ha annunciato il "candidato Montezemolo" - vorrei tagli ai costi della politica".
Una ricetta, quella di Montezemolo, guardata con un po' di sospetto da parte dell'Udc di Pier Ferdinando Casini. "Montezemolo - ha detto Casini a Torino, città a cui Montezemolo è legatissimo - la smetta di fare vecchi tatticismi come i peggiori politici. Scenda in campo e si muova senza remore", perchè in Italia, ha rincarato, "c'è una situazione di degrado e non possiamo rimanere fermi". Più aperto pare invece il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa: "Ben venga - afferma - che gente come Montezemolo partecipi alla vita politica".

Chiaiano, rifiuti, Affari Interni. Politica funzionante alla mafia

Chiaiano, rifiuti, Affari Interni. Politica funzionante alla mafia

Partiamo dai dati di fatto, dalle certezze matematiche, le stesse certezze che in manierainequivocabile pongono con le spalle al muro i responsabili dei gravi fatti avvenuti in Campania a riguardo della gestione dei rifiuti. Discarica diChiaiano: nuove perquisizioni e sequestri effettuati dai Carabinieri del Noe nell’ambito di un inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nella gestione dell’impianto. L'asse politico-mafioso-imprenditoriale. Lo stesso asse che comanda e pilota tutta la filiera dei rifiuti in Campania. Un sodalizio criminale che ha goduto per decenni sia di una vasta visibilità, spiattellata e raccontata da tutti i massmedia, sia della protezione dei governi, locali e nazionali. Nessun fatto è sconosciuto e tutte le più autorevoli firme se ne sono occupate: da Saviano, allaCapacchione, alle incursioni di Report e via discorrendo. Cosa ha quindi impedito alle procure e ai tribunali di condannare in via definitiva i tanti nomi politici e imprenditoriali seppur inchiodati da tante e tali prove? A Giugliano è stata sequestrata una immensa discarica di 15.000 metri quadri, abusiva e di proprietà della famiglia Carandente-Tartaglia. Piccoli boss parte di ben altro disegno ampiamente ricostruito dagli inquirenti e poi, puntualmente, insabbiato. Non è affatto difficile ricostruire la geometriapolitico – mafiosa della gestione rifiuti in Campania, basta indagare sulle ditte che gestiscono le cave, gli impianti e la raccolta dei rifiuti. Basta prendere il nome di una qualsiasi azienda per scoprire che tale società rientra in una serie di scatole cinesi tutti riconducibili all'alta dirigenza politica campana e non parlo solo di assessori o governatori o sindaci, anche, di coordinatori regionali di partito o semplicipresidenti di provincia, massimi dirigenti e timonieri. Nel caso dell’inchiesta si è indagato su: la Ibiidrobioimpianti spa (già destinataria di un provvedimento interdittivo antimafia), la quale gestisce diversi siti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Questa azienda oltre ad occuparsi di Chiaiano si occupa anche dell’impianto di Bellolampo a Palermo, della quale si occupa anche l'azienda pubblica palermitana, altra città sepolta dai rifiuti. Altra società colpita dagli inquirenti, la Edilcar sas,subappaltatrice controllata dalla famiglia Carandente-Tartaglia, quella che controlla la cava abusiva di Giugliano e ritenuta vicina al clan Mallardo, vecchia famiglia nata tra gli anni 70\80 e divenuta alleata nella lotta a Cutolo. Secondo gli inquirenti attraverso queste due società i clan camorristici Mallardo e Zagaria controllano le attività connesse al deposito e allo smaltimento dei rifiuti e i relativi appalti. GliZagaria non sono soltanto dei semplici boss, ma, sono dei Capi importanti, con amicizie nell'alta cupola mafiosa siciliana e quella ancor più terrificante,nela Cupola politica con innesti sia nella Confindustriasia nella Finmeccanica attraverso le quali partecipano e vincono appalti e stanziamenti pubblici.

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http://www.agoravox.it/Chiaiano-rifiuti-Affari-Interni.html

Chi ha scritto la Bibbia? Non gli Apostoli

Chi ha scritto la Bibbia? Non gli Apostoli

Bart D. Ehrman è “Distinguished Professor of Religious Studies” all’università del North Carolina e ha scritto diversi libri, pubblicati in Italia da Mondadori e Carocci, di cui si consiglia la lettura a tutti coloro che sono interessati allo studio critico dei testi considerati sacri da cristiani ed ebrei. Su Hufftington Post ha pubblicato un’interessante articolo in cui riprende un argomento affrontato in modo più approfondito nei suoi testi: l’identità di chi ha scritto alcuni dei testi biblici. Conviene riportare alcuni passi tradotti pari pari dall’articolo.

“I buoni studiosi cristiani della Bibbia, tra cui i più importanti protestanti e cattolici d’America, vi diranno che è piena di bugie, anche se si rifiutano di usare questo termine. Ed ecco la verità: molti dei libri del Nuovo Testamento sono stati scritti da persone che hanno mentito sulla loro identità, sostenendo di essere un famoso apostolo – Pietro, Paolo o Giacomo – ben sapendo di essere qualcun altro. In linguaggio moderno menzogne; e un libro scritto da qualcuno che mente sulla sua identità è un falso”. Questi libri vengono definiti con termine asettico “pseudepigrapha” che letteralmente significa “scritti eseguiti con la menzogna”. “Ed è quello che tali scritti sono. Chi ha scritto il libro del Nuovo Testamento 2 Pietro ha affermato di essere Pietro. Ma gli studiosi di tutto il mondo – eccetto che i nostri amici fondamentalisti – vi diranno che non è possibile. Qualcun altro lo ha scritto spacciandosi per Pietro. Gli studiosi possono anche dire che, nel mondo antico, quella di scrivere un libro a nome di qualcun altro era una pratica accettabile. Ma è qui che si sbagliano. Se si guarda a ciò che gli antichi hanno detto in proposito si vedrà che invariabilmente veniva chiamata menzogna e condannata come pratica disdicevole, anche negli ambienti cristiani. 2 Pietro è stato alla fine accettato nel Nuovo Testamento perché i Padri della Chiesa, secoli più tardi, erano convinti che l’avesse scritto Pietro. Ma non lo fece. Qualcun altro ha fatto. E questo qualcun altro ha mentito sulla sua identità, Lo stesso vale per molte delle lettere presumibilmente scritte da Paolo. La maggior parte degli studiosi vi dirà che mentre sette delle 13 lettere che vanno sotto il nome di Paolo sono sue, le altre sei non lo sono. I loro autori hanno semplicemente affermato di essere Paolo. Nel mondo antico, scritti come questi erano etichettati come ‘pseudoi’, bugie”.

Daniele Stefanini

IMMIGRATI: UNHCR, 400 DISPERSI NEL MEDITERRANO

(AGI) Lampedusa - Quattrocento immigrati dispersi nel Mediterraneo. L'allarme e' stato lanciato dall'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni unite (Unhcr) che teme una nuova tragedia in mare. Spiega il portavoce Laura Boldrini che si tratta di un gommone con a bordo circa 70 persone e di un barcone con altre 330. Sono soprattutto eritrei, somali ed etiopi.

MANIFESTAZIONE ALL'AQUILA: "RICOSTRUZIONE E LEGALITA'"

(AGI) L'Aquila - Una manifestazione, promossa dal comitato promotore per la ricostruzione dell'Aquila e dal comitato "Diritti e Verita'" si e' tenuta all'Aquila con l'obiettivo di "sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche della ricostruzione e della legalita' ". Il Comitato chiede ai cittadini di ritrovarsi e mobilitarsi pacificamente, in occasione del secondo anniversario del 6 aprile, per commemorare e promuovere le iniziative continuando il percorso indicato gia' da Comitati e Associazioni aquilane con la proposta di legge di iniziativa popolare per la solidarieta' nazionale riguardante la ricostruzione poste-terremoto.

IMMIGRATI: VENDOLA A MANDURIA, SMANTELLARE TENDOPOLI

(AGI) Taranto- "Tutte le tendopoli vanno smantellate perche' sono la risposta sbagliata al problema. Non sanno come gestirlo e invece noi abbiamo proposto una cosa semplice: adottare l'articolo 20 e dare a tutti il permesso temporaneo": cosi' si e' espresso Nichi Vendola nel pomeriggio in piazza a Manduria davanti ad alcune centinaia di persone che partecipavano alla manifestazione regionale organizzata dal "Coordinamento 2 aprile" un cartello di organizzazioni politiche e sindacali come la CGIL, SeL e associazioni come Emergency.

"Ribelli e civili uccisi in raid della Nato" Londra: "Possiamo armare gli insorti"

La replica dell'Alleanza atlantica: "I nostri hanno diritto a difendersi" se qualucno spara contro di loro. Nel Paese arrivano gli operatori umanitari. Uno dei figli dei rais pronto a lasciare il padre?

BENGASI - Almeno tredici tra ribelli e civili libici sono rimasti uccisi dopo un raid aereo della Nato alla periferia di Marsa el Brega, terminal petrolifero a sud di Bengasi in cui sono in corso furiosi combattimenti con le forze di Muammar Gheddafi. Nel corso dell'attacco sono stati colpiti quattro veicoli, tra cui un'ambulanza e nove uomini armati più quattro civili sono rimasti uccisi. In precedenza fonti dello schieramento che si batte contro il regime del Colonnello avevano riferito di aver riconquistato la città.
La notizia delle vittime tra i ribelli e i civili data dagli stessi insorti arriva dopo le ripetute accuse lanciate dal regime di Tripoli. L'Alleanza atlantica replica che gli arei della Nato hanno diritto "a difendersi" se qualcuno spara contro di loro. La portavoce Oana Lungescu precisa che per la coalizione "è difficile verificare i dettagli esatti" del presunto raid che avrebbe provocato la morte di alcuni civili a Marsa el Brega "perché non ci sono fonti affidabili sul terreno". Quindi sottolinea come "ad attaccare sistematicamente i civili siano le forze pro-Gheddafi".
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Berlusconi: "Vicini ai 330 deputati vinceremo le amministrative"

Il premier ostenta ottimismo: "In Parlamento troveremo il modo di andare avanti e fare le riforme". "Pensate a votare senza dar peso all'opposizione". "Sulla giustizia non si può andare avanti così. Fini alleato dei pm politicizzati". Bersani: "Potrà comprarne uno o due, ma tutti vediamo che non c'è un governo. Meglio votare"

ROMA - Ostenta ottimismo, promette successi elettorali e prevede la crescita della sua maggioranza parlamentare fino a quota 330 deputati. Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con un convegno dei Reponsabili, sfodera il consueto copione fatto di rassicurazioni e promesse. "Siamo ormai vicini al traguardo dei 330 deputati e questo permetterà di governare per altri due anni", assicura il premier. Che si dice "sereno" per i lavori parlamentari, per le riforme e per il consolidamento della maggioranza. Ma dall'opposizione il Pd torna a chiedere il voto anticipato e, per bocca del segretario Pier Luigi Bersani, attacca: "Potrà comprarne uno o due, ma tutti vediamo che non c'è un governo. Da mesi non combinano nulla. Berlusconi confonde la governabilità con la sua sopravvivenza".
Il Cavaliere guarda a maggio e alla delicata tornata elettorale. Si vota in città importanti come Milano, Napoli e Bologna. Il primo test dopo la bufera del Rubygate e gli scontri alla Camera 1. Berlusconi, però, non ha dubbi. "Vinceremo le prossime amministrative", dice convinto il Cavaliere. Poi, facendo riferimento alla delicatissima situazione alla Camera, si dice certo di "trovare un modo per andare avanti". Magari, esorta, "non cadendo nelle provocazioni dell'opposzione che dice solo menzogne" ma concentrandosi "soprattutto e quasi esclusivamente a votare e approvare i nostri disegni di legge".
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Giustizia, Alfano sulle barricate "Nelle piazze per fare passare la riforma"

Il Guardasigilli: "La sinistra ci dice che non sono pronti a fare il bene dell'Italia, pur di fare il male di Berlusconi"

TRENTO - "Ci batteremo per far passare la riforma della giustizia nelle piazze". Lo ha detto il ministro Angelino Alfano parlando di giustizia al convegno di Rete Italia a Riva del Garda. "Sarà necessario l'impegno di un grande partito come il nostro, guidato da Berlusconi",dice il Guardasigilli. Per poi aggiungere: "La legge è uguale per tutti e anche per i magistrati: questo principio non ha nulla di punitivo verso i magistrati, sarebbe punitivo verso i cittadini se non facessimo una legge di questo genere".
Poi arriva l'attacco all'opposizione che "non condivide la nostra proposta di riforma della giustizia pur di far male a Berlusconi" e si rifugia "nel benaltronismo per uccidere il riformismo. Sono i titolari della virtù e la nostra riforma non la accettano perchè siamo brutti e cattivi".
E' un fiume in piena il ministro. "La sinistra ci dice che aveva dato una grande apertura di credito sulla riforma della giustizia, ma siccome ora facciamo leggi che non le piacciono, allora non va bene la riforma - continua Alfano - Noi separiamo le polemiche su queste leggi che non piacciono alla sinistra, ma loro devono avere il coraggio di presentare gli emendamenti alla riforma della giustizia. E se presenteranno foglio bianco sarà chiaro che non hanno un'idea di riforma della giustizia".
Muoversi, dunque, per evitare il rischio che "il ministro della giustizia del 2031" dica "le stesse cose del ministro della giustizia del 2011, che recrimina come il ministro della giustizia martinazzoli 20 anni fa - continua Alfano occorre che cambiamo e questo vale anche per la scuola e la sanità: noi abbiamo coraggio, il nostro programma non è il Vangelo ma noi ci crediamo". Ed è a questo punto che Alfano prende in prestito il motto delle donne scese in piazza a febbraio: "Se non ora quando? Cosa aspettiamo a cambiare? Che torni la sinistra?".

Antitrust, multe alle aziende per oltre 111 milioni di euro

Poste, Ferrovie gestioni autostradali e aeroportuali, banche e autostrasporto sono i settori in cui è più carente la liberalizzazione dei mercati. L'apertura alla concorrenza, dopo due anni e mezzo, è largamente insufficiente

ROMA - Oltre 111 milioni di euro in sanzioni, tra intese, pratiche commerciali scorrette e abusi di posizione dominante. Anche nel 2010, secondo quanto si legge nella relazione annuale dell'Antitrust, trasmessa il 30 marzo a Palazzo Chigi, l'Autorità ha utilizzato a pieno le sue prerogative. Nell'anno scorso, in applicazione della normativa a tutela della concorrenza, sono state valutate 502 operazioni di concentrazione, 11 intese, 13 possibili abusi di posizione dominante. I procedimenti per pratiche commerciali scorrette sono stati invece 272.
Concentrazioni. i casi esaminati sono stati 502. In 478 casi l'Autorità non ha riscontrato una violazione di legge, 23 casi si sono conclusi per non applicabilità della legge e in un caso l'Autorità ha condotto un'istruttoria subordinando la decisione di autorizzazione dell'operazione alla modifica da parte delle imprese delle misure correttive precedentemente imposte.
Intese. Nel 2010 sono stati portati a termine undici procedimenti istruttori in materia di intese. In cinque casi esaminati, il procedimento si è concluso con l'accertamento della violazione del divieto di intese restrittive della concorrenza. In considerazione della gravità delle infrazioni commesse, sono state comminate alle imprese sanzioni per un ammontare complessivo pari a oltre 111 milioni di euro.
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I pacifisti tornano in piazza "Aboliamo la guerra"

Da Roma a Milano. Ed ancora Bologna, Napoli, Torino. E poi a Sigonella e ad Aviano nei pressi delle basi militari. Presidi, cortei, flash mob e manifestazioni, riecco i "no war"

ROMA - Il movimento per la pace torna in piazza. Nel pieno della guerra civile in Libia, con conseguente intervento della Nato, i pacifisti sventolano nuovamente le bandiere dell'arcobaleno. L'appuntamento è per oggi pomeriggio a piazza Navona a Roma. Ma anche a Milano, Bologna, Napoli, Torino. E poi a Sigonella e ad Aviano vicino alle basi militari.
"La guerra non si puo' umanizzare. Si può solo abolire" scandiscono quelli di Emergency citando Albert Einstein e il suo manifesto contro la guerra. Chiedendo al governo "il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, secondo cui l'Italia ripudia la guerra". Sul palco di piazza Navona con il fondatore di Emergency Gino Strada ci sono Moni Ovadia, Vauro Senesi, Amanda Sandrelli, Frankie Hi-Nrg e Dario Vergassola. Mentre sul web l’appello è stato sottoscritto da 20mila cittadini. Tra i tanti Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas, Luisa Morgantini, Lella Costa, Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino, Vittorio Agnoletto, Paolo Beni e Alex Zanotelli.
Molte anche le adesioni dei partiti, gruppi e esponenti della cultura e dello spettacolo: Fiom, Arci, Acli, Libera, Gruppo Abele, Anpi. Poi Sinistra Ecologia e Libertà e la Federazione della Sinistra.
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Fukushima, l’esperto: “A un passo da catastrofe peggiore della fusione”

Secondo Sergio Ulgiati, professore di Chimica a Napoli, la situazione in Giappone sarebbe tutt’altro che tranquilla

“Speriamo che non accada altro, anche perche’ cio’ che sta accadendo e’ gia’ quanto di peggio potesse succedere a una centrale nucleare. Siamo a un passo dall’evento piu’ catastrofico della fusione, nonostante io mantenga ancora qualche speranza negli interventi di contenimento. Dobbiamo imparare da questa esperienza”. E’ Sergio Ulgiati, professore di Chimica ambientale all’Universita’ Parthenope di Napoli e membro del comitato scientifico del Wwf Italia, a definire all’AdnKronos “la situazione della centrale atomica di Fukushima non buona e con poco o nulla che noi possiamo fare, a parte aiutare con tutti i mezzi il popolo giapponese a risollevarsi”.

NON BASTA - “Lo sforzo eroico delle poche centinaia di tecnici impegnati nel tentativo di raffreddamento e di chiusura delle crepe – sottolinea Ulgiati – e’ degno della massima ammirazione e l’unica speranza e’ che riescano nel loro intento di contenere il danno. Questi tecnici sono ben consapevoli dei rischi a cui vanno incontro, perche’ sanno perfettamente di contrarre malattie da radiazione, ma sono gli unici a poter intervenire direttamente”. “Se il nocciolo fonde usciranno ancora piu’ radionuclidi – spiega Ulgiati – e a quel punto sarebbe impossibile arrestare una contaminazione ancora maggiore. Una eventuale esplosione del contenitore del combustibile, a causa dell’aumento di pressione o della formazione e combustione di idrogeno causerebbe conseguenze di estrema gravita’. L’unica cosa che possiamo fare e’ imparare la lezione, pensando al futuro del nostro Paese e del mondo. Trovo tragico – conclude l’esperto – che ci sia ancora qualcuno che sostiene che il nucleare e’ sicuro: per questi incidenti ci saranno migliaia e migliaia di persone che subiranno ingenti danni e gia’ ora interi settori dell’economia vengono pesantemente danneggiati con altre gravi conseguenze sulla vita di milioni di persone: dobbiamo imparare da tutto cio’ ”

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http://www.giornalettismo.com/archives/120110/fukushima-lesperto-a-un-passo-da-catastrofe-peggiore-della-fusione/

Ribellione libica, crescono i dubbi degli Usa

Le forze anti Gheddafi inquietano gli Stati Uniti mentre la loro avanzata si bloccaNegli StatiUniti crescono i dubbi su “chi” siano veramente i leader dellarivolta libica. Le preoccupazioni sono innescate, soprattutto, dalla mancanza di informazioni sufficienti, non solo sull’identita’, ma anche sulle reali intenzioni dei capi militari della rivolta. IlWashington Post, citando fonti diintelligence, spiega che solamente un ristretto gruppo di leader della rivolta e’ stato identificato per nome e che non e’ ancora chiaro se i comandanti militari collaborino tra di loro o siano in competizione l’uno con l’altro. La Cia, come e’ stato rivelato nei giorni scorsi, ha inviato degli agenti in Libia per raccogliere in fretta informazioni sull’identita’ e le intenzioni dei ribelli, mentre il segretario alla Difesa, Robert Gates, ha descritto il leader della rivolta come “un gruppo assai disparato e molto frammentato”. In questo momento lo stallo appare la soluzione più probabile, con una suddivisione del Paese tra lealisti e rivoltosi che certo getta più di un dubbio su un possibile esito positivo della crisi libica nel breve periodo.

RIVOLTA DEMOCRATICA ? -. Tra questi, a testimonianza della eterogeneita’ della leadership rivoluzionaria, si trovano anche un vecchio oppositore del colonnello Gheddafi e un ex generale che un tempo aiuto’ il colonnello a conquistare il potere in Libia. Secondo il sito web del Consiglio nazionale di transizione, l’organo di governo dell’opposizione, il responsabile della Difesa del Cnt e’ Omar Al-Hariri, ex generale, che sostenne Gheddafi nella sua ascesa al potere e che in seguito fu imprigionato dal regime. Scarcerato nel 1990, fu posto agli arresti domiciliari, a Tobruk, dove e’ rimasto fino a non molto tempo fa.”Questa volta il popolo sara’ la nostra sicurezza”, ha dichiarato il 67enne Hariri all’inizio di marzo in un’intervista. “Il popolo eleggera’ un nuovo presidente, che servira’ per un periodo limitato di tempo e potra’ essere rimosso se non rispondera’ ai bisogni della gente. E naturalmente -ha detto ancora Hariri nell’auspicare l’architettura istituzionale della Libia del futuro- avremo bisogno di un Parlamento e di un sistema multipartitico”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/120131/ribellione-libica-crescono-i-dubbi-degli-usa/

La Russa indagato dal Tribunale dei Ministri per aggressione

ROMA - Secondo quanto riporta oggi Il Fatto Quotidiano, il Tribunale dei Ministri avrebbe aperto una indagine contro il Ministro della Difesa Ignazio La Russa per aggressione.
I fatti sono del 10 marzo 2010. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi stava tenendo una conferenza stampa a via dell'Umiltà. Ad un certo punto interviene un giornalista free-lance, Rocco Carlomagno, che fa una serie di domande non preparate al premier. Berlusconi però si rifiuta di rispondere, sostenendo che lui non è nell'elenco dei giornalisti autorizzati a fare domande. A quel punto parte La Russa, presente anche lui accanto al premier: spalleggiato dalle guardie del corpo, si precipita contro Carlomagno, lo afferra per il giubbotto e lo trascina fuori, tra spintoni ed urla.
Già nell'immediatezza il giornalista aveva avvisato che avrebbe presentato denuncia contro il Ministro. Ed è sulla base di quella denuncia che il Tribunale dei Ministri sta procedendo. Naturalmente è un procedere pro-forma: per poter andare davanti al Tribunale, c'è bisogno dell'autorizzazione a procedere della Camera di appartenenza (e quindi della Camera dei Deputati), e finora questo Parlamento ha sempre respinto acriticamente tutte le richieste avanzate dalla magistratura

M.O.: milizie di Gaza annunciano fine della tregua con Israele

Gaza, 2 apr. (Adnkronos/Dpa) - Il Fronte democratico per la liberazione della Palestina e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, due delle milizie operative a Gaza, hanno annunciato la fine della tregua con Israele, stabilita appena una settimana fa. La decisione e' stata presa dopo il raid aereo israeliano di questa mattina nel quale sono stati uccisi tre miliziani di Hamas nei pressi di Kahn Younis, nel sud della Striscia. In un comunicato Hamas ha confermato che i tre miliziani erano membri delle Brigate al-Qassam, l'ala militare del movimento islamico, e che la loro morte sara' vendicata.

Nucleare: Germania, ancora manifestazioni in diverse citta'

Berlino, 2 apr. (Adnkronos/Dpa) - Ancora manifestazioni contro il nucleare in Germania. Dopo l'imponente protesta della scorsa settimana, oltre 10mila persone hanno partecipato a proteste che si sono avute oggi in diverse citta', alcune delle quali sedi di di impianti nucleari. Secondo la polizia, oltre 6mila persone hanno manifestato a Brema ed altre 3mila ad Essen, dove si trova la centrale nucleare della Rwe, e un migliaio nella citta' meridionale di Ratisbona. Proteste anche di fronte al deposito dei rifiuti nucleari nel nord del paese, a Gorleben.

Zapatero: "Nel 2012 non mi ricandiderò. Due legislature sono sufficienti"

Jose Louis Zapatero (Adnkronos)
Madrid, 2 apr. - (Adnkronos) - Il Premier spagnolo, Jose Louis Zapatero, ha annunciato, in un discorso a un congresso del partito socialista, che non si ricandidera' nel 2012 e che quindi non aspira a un terzo mandato alla guida del governo. Si apre quindi la corsa all'interno del partito socialista per il suo successore.

I candidati favoriti a prendere posto di Zapatero, scrive el Mundo, sono l'attuale vice premier, Alfredo Perez Rubalcaba o la ministra della difesa, Carmen Chacon. Zapatero ha detto di aver pensato, al momento di accettare la leadership del Psoe, che due mandati fossero un periodo ''ragionevole'', sia per il Paese che per la sua famiglia, una ''convinzione'' questa che ''non ha fatto altro che rafforzarsi'' negli ultimi mesi.

Costa d'Avorio, è guerra civile. La denuncia della Cri: 800 morti in una sola cittadina

(Xinhua)
Abidjan, 2 apr. (Adnkronos/Ign) - E' ormai guerra civile in Costa d'Avorio dove da giorni infuriano gli scontri tra i sostenitori di Alassane Ouattara, il vincitore riconosciuto dalle Nazioni Unite delle elezioni dello scorso novembre, e quelli del presidente uscente Laurent Gbagbo, che ha rifiutato di abbandonare il potere dopo la sconfitta elettorale.

Colpi d'artiglieria sono sono stati uditi, secondo le testimonianze, attorno al palazzo presidenziale di Abidjan, la città al centro della battaglia in corso per il controllo del Paese.

In questa settimana almeno 800 persone sono rimaste uccise in un unico quartiere della cittadina di Duekoue, secondo quanto denunciato dal Comitato internazionale della Croce rossa citato dalla BBC.

Una delegazione della Croce rossa ha visitato Duekoue tra giovedì e venerdì per raccogliere elementi su quanto era avvenuta per le violenze interetniche. Quanto è avvenuto è ''particolarmente scioccante per le sue dimensioni e per la brutalità degli assassini'', ha dichiarato il capo della delegazione.

Diversi ma sempre tragici i numeri forniti dall'Onu. La missione delle Nazioni Unite in Costa d'Avorio (Onuci) ha reso noto che 330 persone sono state uccise a Duekoue, nell'ovest del paese, in gran parte dalle forze leali a Ouattara, il presidente della Costa d'Avorio.

La ''situazione umanitaria si sta deteriorando rapidamente", denuncia la Caritas internazionale che chiede ''un'inchiesta per stabilire la verità'' su quanto avvenuto a Duekoue.

Una situazione che sta provocando la fuga degli stranieri. Circa 1400 persone hanno trovato rifugio, già da giovedì sera, nella base francese di Port-Bouet, vicino all'aeroporto della capitale della Costa d'Avorio. Si tratta di francesi, libanesi e di cittadini di altri paesi.

Siria: Ban, profondamente preoccupato per la situazione

New York, 2 apr. (Adnkronos/Xinhua) - Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, si e' detto "profondamente preoccupato" per la situazione in Siria e ha chiesto la fine immediata dell'uso della forza contro i manifestanti. In un comunicato diffuso dal suo portavoce, si legge che "il segretario generale e' profondamente preoccupato per la situazione in Siria, dove nuove morti di civili sono state riportate durante le ultime manifestazioni popolari". Il segretario generale dell'Onu, "deplora l'uso della violenza contro i manifestanti pacifici e chiede che essa cessi immediatamente".

Giustizia: martedi' prossimo Bersani e deputati Pd al Pantheon

Roma, 2 apr. - (Adnkronos) - Martedi' 5 aprile alle 18, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e i deputati del Partito democratico, saranno al Pantheon a Roma, per una iniziativa di denuncia contro i provvedimenti ad personam e per la dignita' del Parlamento. Lo rende noto un comunicato del Pd.