Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
venerdì 15 aprile 2011
Ruby, Pdl: "Ispettori in Procura a Milano" Bruti Liberati: "Basta paragoni tra toghe e Br"
Il flop del digitale terrestre le spese inutili per la tv negata
Canali spariti e decoder superati. La qualità del segnale peggiora nel nuovo Far West. Costi fino a 200 euro tra ricevitore, tecnico, antenne. In aree come Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto un telespettatore su due vede i programmi a singhiozzo
di AGNESE ANANASSO e ENRICO DEL MERCATOTar: "illegittimi" i tagli al personale Battaglia sulle graduatorie dei precari
Il Tribunale amministrativo del Lazio boccia le circolari della Gelmini che hanno "eliminato" 67 mila cattedre in due anni: al momento nessuno può prevedere le conseguenze. L'Avvocatura dello Stato: impossibile impedire lo spostamento di provincia senza una legge ad hoc
di SALVO INTRAVAIATagli ai rinnovi contrattuali nella P.A. da domani a casa 1.240 precari Inps
Ultimo giorno in ufficio per centinaia di interinali in gran parte al lavoro da due anni presso l'istituto di previdenza. La Cgil: le riduzioni di spesa imposte dalla manovra del 2010 quest'anno costeranno il posto a 120mila persone: "Il governo non dà seguito agli impegni"
USA: SERIAL KILLER LONG ISLAND, DOPO 10 VITTIME ARRIVANO TELEFONATE
Meloni pro juventute: “Deputati a 18 anni, senatori a 25”
I vecchi bacucchi che ci governano non hanno alcuna intenzione di andare pensione, ma fanno il regalo di Pasqua ai giovani, che potranno farsi eleggere in Parlamento prima della maturità.
Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù, ha presentato un ddl costituzionale, approvato dal Consiglio dei ministri, che propone di abbassare l’età per essere eletti a 18 anni per la Camera e a 25 per il Senato. “Spero che si possa procedere su un binario privilegiato, superando le divergenze fra maggioranza e opposizione e auspico che nonostante si tratti di un ddl costituzionale, che ha un iter abbastanza lungo, si possa procedere a passi spediti per portare a casa questa importante innovazione entro la fine di questa legislatura e di renderla operativa già dalle prossime elezioni politiche del 2013.” Perché non fare largo ai giovani, quindi? Se non ci fosse dietro l’ombra nera di questa nuova mania che la Costituzione va attaccata da ogni lato, non ci sarebbe niente da dire. Certo, la proposta viene da un Governo guidato da un ultrasettantenne che non ha intenzione di ritirarsi, ma questi sono particolari irrilevanti. Largo ai giovani lo faranno nel 2013, infatti, mica oggi.
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I giornali di tutto il mondo parlano (con rispetto) di Vittorio Arrigoni
La notizia dell’esecuzione brutale del nostro connazionale è in tutte le testate internazionali.
Nicole Johnston su AlJazeeralo ricorda in modo affettuoso, con la pipa in bocca, come un saggio capitano di nave. Voleva portargli del tabacco questo week end, prima che lui tornasse in Italia. Ora continuerà a girare per Gazadi notte con una torcia, perché le strade non sono illuminate. Spera di essere al sicuro ed è certa che anche Vittorio, avrebbe voluto che le strade di Gaza fossero sicure, anche se per lui non lo sono state.
PACIFISTA E BLOGGER – Le Monde ricorda l’assassinio Arrigoni come quello di un militante pro-palestinese a Gaza e parla di “sindrome libanese”. E poi Der Spiegel, El Pais. IlGuardian lo definisce “un pacifista e un blogger.” Tutti ne parlano con rispetto, e viene tristezza vedere come invece in Italia oggi la morte di una persona rapita da un gruppo terroristico abbia peso diverso a seconda delle valutazioni politiche.
VEGLIA - Il New York Times racconta i particolari macabri della sua esecuzione e poi lo ricorda nelle parole dei suoi amici. Ricorda il luogo di nascita, Bulciago, che risulta di certo subito caro agli americani i quali amano il Lago di Como (Bulciago è un comune in provincia diLecco). Parla di un ragazzo rapito il giorno prima di tornare a casa (non ha senso, ma per qualche motivo fa molta più impressione sapere che il giorno dopo sarebbe tornato in Italia). Parla di Luigi Ripamonti, vicesindaco di Bulciago, che, intervistato, ricorda che Vittorio era stato un attivista fin da piccolo e che aveva lavorato nell’Europa dell’Est e in Africa prima di abbracciare la causa palestinese. Cita una frase di Vittorio che dice “non credo nei confini, nelle barriere, nelle barriere. Penso che tutti apparteniamo alla stessa famiglia, la famiglia umana.” Anche a Bulciago la pensano così. Indipendentemente dalla fazione politica a cui appartengono, stasera gli abitanti di Bulciago faranno una veglia per Vittorio.
Ruby, Pdl: “Alfano mandi gli ispettori alla Procura”
L’ispezione dovrebbe accertare la correttezza del lavoro.
P.breve: appello familiari vittime
La Bindi e il coro «P2» contro Cicchitto. Il Pdl chiede sanzioni
Il duello tra la vicepresidente e il capogruppo
I fatti sono cristallizzati nel resoconto stenografico della Camera. Mercoledì sera, prima del voto finale, prende per ultimo la parola Cicchitto che ritorna ai tempi di tangentopoli e conclude: «Noi non ci faremo processare nelle piazze», parafrasando una espressione usata da Aldo Moro. E dai banchi del Pd si leva il coro («P2, P2, P2...») riferito al passato di Cicchitto. A quel punto l'avvocato barese Francesco Paolo Sisto (Pdl) prende la parola e dice, rivolto alla Bindi: «Signori, il Vicepresidente della Camera non dà l'esempio di terzietà». Dalle scale Rosy Bindi si sposta al banco della presidenza perché è il suo turno. Ma non resiste alla tentazione di rispondere a Sisto: «Avrei preferito svolgere il mio breve intervento a titolo personale dal mio posto che occupo qui come parlamentare. Non siamo riusciti a trovare nessun vicepresidente che potesse sostituirmi... quindi lo faccio qui... Per il contenuto delle mie parole leggo su Wikipedia alla voce Fabrizio Cicchitto: "Dopo essersi iscritto, fascicolo numero 945, tessera 2.232, data di iniziazione 12 dicembre 1980, alla loggia massonica P2, venne estromesso dal Psi. Riammesso nell'ottobre del 1987 da Bettino Craxi, seppure in ruoli marginali, ha poi adottato le posizioni di segretario del Psi fino alla dissoluzione del partito a causa delle inchieste di Mani Pulite". Ho gridato la verità, onorevole Sisto... "P2, P2...". Certo, se a me gridassero "Azione cattolica, Azione cattolica", non mi offenderei...».
In aula, Denis Verdini aveva chiesto alla Bindi di fare un passo indietro. Ieri, poi, Margherita Boniver (Pdl) ha detto che la lunga spiegazione della Bindi non può placare lo sdegno e l'imbarazzo del Pdl: «Dato che negli anni '80, l'iscrizione a una loggia massonica non ha mai né poteva avere rilevanza penale, invito la Bindi a smetterla...». Lei, la vicepresidente della Camera, non ha voluto replicare: «Ripeto, ho parlato a titolo personale».
Dopo Ambra e Chiara forse altre testimoni
La Battilana: «Perché ho cambiato versione? La verità è la verità». Show del premier con la stampa estera
MILANO - Dopo Ambra Battilana e Chiara Danese, potrebbero arrivare altre testimoni a riferire sulle "notti di Arcore" nel processo sul caso Ruby. Negli ambienti giudiziari milanesi le voci, non confermate ufficialmente, parlano di altre ragazze pronte a valutare se presentarsi davanti ai magistrati. Inoltre c'è sempre da valutare la posizione di Michelle Conceicao Oliveira, la brasiliana che ha ospitato per più di un mese Karima e che la sera tra il 27 e il 28 maggio avvisò il premier che la 17enne marocchina era finita in Questura. Quella sera e nei giorni successivi fu sempre la Conceicao Oliveira che si riprese in casa Ruby. Michelle, in un'intervista al settimale L'Espresso, oltre ad aver ammesso di conoscere diversi segreti sull'intera vicenda, ha spiegato di essere pronta a raccontare tutto quando sarà chiamata in Tribunale. «Il Pm Boccassini non è una che si fa prendere in giro - ha detto -. Non rischierò il carcere per salvare altri». Anche se «finché posso non dirò nulla contro il presidente . Lui è veramente buono ed è stato generoso con me». Michelle ha poi raccontato che Ruby avrebbe gettato nel water i documenti che qualcuno le aveva procurato per costruirsi una nuova identità, quando la volante arrivò a casa loro lo scorso 5 giugno dopo l'ormai nota lite tra le due.
Continua ...