lunedì 19 settembre 2011

Arriva la pioggia, disagi e allagamenti al Centrosud. Violento nubifragio a Roma

Nubifragio a Canepina, Viterbo (foto Vigili del fuoco del Comando provinciale di Viterbo)
Roma, 19 set. (Adnkronos/Ign) - Annunciata nei giorni scorsi è arrivata sull'Italia la perturbazione che ha portato piogge, temporali e un calo delle temperature.

Particolarmente colpito il Centro e la capitale dove nella notte si è abbattuto un violento nubifragio. ''Il Centro funzionale del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha segnalato un'ondata temporalesca violenta con precipitazioni associate a raffiche di vento, che ha colpito in particolare la zona meridionale di Roma fra le 3 e le 4 di questa mattina", rende noto la Protezione civile del Campidoglio.

Numerosi gli interventi effettuati dai vigili del fuoco e dagli agenti della polizia municipale. La maggior parte delle segnalazioni, provenienti da diverse zone della città, hanno riguardato allagamenti di scantinati e strade, rami o alberi caduti e pali pericolanti. A causa degli allagamenti sono state chiuse e poi riaperte sei stazioni della Metro A: San Giovanni, Ponte Lungo, Colli Albani, Porta Furba, Numidio Quadrato (solo direzione Battistini) e Lucio Sestio.

Disagi anche nel viterbese. I carabinieri della stazione di Canepina, coordinati dal Maresciallo Mattei, sono intervenuti per soccorrere la cittadinanza in grande difficoltà a causa del nubifragio che ha colpito il comune nella notte. Cittadini di Canepina in preda al panico per un fiume di fango che con violenza ha trascinato detriti ed automobili lungo la Canepinese fino a formare un ammasso di lamiere, legno e fango.

Una grandinata intensa, ma fortunatamente di breve durata, si è abbattuta poco dopo mezzogiorno suFirenze e sulle colline circostanti. La grandinata è durata alcuni minuti. I chicchi di grandine hanno raggiunto la grandezza di un acino d'uva.

Disagi anche in provincia di Cosenza. La zona più colpita è il Tirreno cosentino, con forti piogge e vento. Uno smottamento si è verificato tra Praia a Mare e Scalea. Le raffiche di vento hanno sradicato alcuni alberi e divelto i cartelli stradali. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco nella zona anche per allagamenti.

Problemi anche nel salernitano. A causa di una frana la statale 166 'Degli Alburni' è stata chiusa al traffico nel tratto compreso tra i km 55,250 e 55,300 in corrispondenza dei comuni di Corleto Monforte e San Rufo, in provincia di Salerno. L'ondata di maltempo che stamattina ha interessato la Campania ha causato ritardi al traffico ferroviario, in particolare ai collegamenti sulla linea costiera Napoli-Salerno e sulla Salerno-Battipaglia.
Continua ...

Arriva la pioggia, disagi e allagamenti al Centrosud. Violento nubifragio a Roma

Nubifragio a Canepina, Viterbo (foto Vigili del fuoco del Comando provinciale di Viterbo)
Roma, 19 set. (Adnkronos/Ign) - Annunciata nei giorni scorsi è arrivata sull'Italia la perturbazione che ha portato piogge, temporali e un calo delle temperature.

Particolarmente colpito il Centro e la capitale dove nella notte si è abbattuto un violento nubifragio. ''Il Centro funzionale del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha segnalato un'ondata temporalesca violenta con precipitazioni associate a raffiche di vento, che ha colpito in particolare la zona meridionale di Roma fra le 3 e le 4 di questa mattina", rende noto la Protezione civile del Campidoglio.

Numerosi gli interventi effettuati dai vigili del fuoco e dagli agenti della polizia municipale. La maggior parte delle segnalazioni, provenienti da diverse zone della città, hanno riguardato allagamenti di scantinati e strade, rami o alberi caduti e pali pericolanti. A causa degli allagamenti sono state chiuse e poi riaperte sei stazioni della Metro A: San Giovanni, Ponte Lungo, Colli Albani, Porta Furba, Numidio Quadrato (solo direzione Battistini) e Lucio Sestio.

Disagi anche nel viterbese. I carabinieri della stazione di Canepina, coordinati dal Maresciallo Mattei, sono intervenuti per soccorrere la cittadinanza in grande difficoltà a causa del nubifragio che ha colpito il comune nella notte. Cittadini di Canepina in preda al panico per un fiume di fango che con violenza ha trascinato detriti ed automobili lungo la Canepinese fino a formare un ammasso di lamiere, legno e fango.

Una grandinata intensa, ma fortunatamente di breve durata, si è abbattuta poco dopo mezzogiorno suFirenze e sulle colline circostanti. La grandinata è durata alcuni minuti. I chicchi di grandine hanno raggiunto la grandezza di un acino d'uva.

Disagi anche in provincia di Cosenza. La zona più colpita è il Tirreno cosentino, con forti piogge e vento. Uno smottamento si è verificato tra Praia a Mare e Scalea. Le raffiche di vento hanno sradicato alcuni alberi e divelto i cartelli stradali. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco nella zona anche per allagamenti.

Problemi anche nel salernitano. A causa di una frana la statale 166 'Degli Alburni' è stata chiusa al traffico nel tratto compreso tra i km 55,250 e 55,300 in corrispondenza dei comuni di Corleto Monforte e San Rufo, in provincia di Salerno. L'ondata di maltempo che stamattina ha interessato la Campania ha causato ritardi al traffico ferroviario, in particolare ai collegamenti sulla linea costiera Napoli-Salerno e sulla Salerno-Battipaglia.
Continua ...

Obama tassa i ricchi: 'Maestra non può pagare più di un miliardario'

(foto Casa Bianca)
Washington, 19 set. (Adnkronos/Ign) - "Per ridurre il debito di 3mila miliardi di dollari ognuno deve pagare la sua parte". E' la ricetta di Barack Obama, presentata in un discorso dal Rose Garden della Casa Bianca, per la riduzione del debito. Un piano che contiene la ormai famosa 'Buffet Rule', dal nome del miliardario Warren Buffet, che alza le aliquote anche ai ricchi, ora praticamente ferme al 15% , adeguandole a quelle pagate dal ceto medio, secondo la celebre battuta (‘Pago meno della mia segretaria’) di Buffet. "Alla fine la scelta è semplice - ha detto il presidente americano - dobbiamo avere delle priorità, o sacrifichiamo l'istruzione e la ricerca medica o riformiamo il sistema delle aliquote. Non è lotta di classe ma pura matematica".

"I più fortunati di noi devono pagare la giusta parte come tutti", ha detto il Presidente, spiegando che vuole un sistema fiscale "giusto" perché "non possiamo permetterci" gli sgravi fiscali per i ricchi varati da George Bush.

Perr Obama, infatti, è "ingiusto" e "inaccettabile" che "una maestra o un operaio edile paghino più tasse di un miliardario". Il presidente americano mette in chiaro che "nessuno vuole punire il successo, ma a chi è andata bene, come me, non puoò avere un migliore trattamento delle famiglie comuni".

Obama ha ricordato che la sua proposta - che ora verrà inviata alla commissione bipartisan del Congresso che dovrà entro la fine di novembre presentare una nuova proposta per il taglio del debito - rientra nell'ambito di quell'approccio equilibrato, "due dollari di tagli della spesa per uno di maggiori entrate", che si era cercato di raggiungere con un compromesso durante gli estenuanti negoziati la scorsa estate.
Continua ...

Quando Berlusconi dichiarò: "pene più elevate per chi va con le prostitute, soprattutto se minorenni"

Guarda il video:

Informativa Tarantini, ecco come il premier si occupava dei problemi del Paese

Il rapporto della Guardia di Finanza di Bari, che ha condotto le indagini sull'imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini, descrive il sistema dei festini nelle ville del premier, le cui debolezze venivano sapientemente sfruttate da schiere di faccendieri senza scrupoli. Dalle carte emerge un quadro squallido: sesso di gruppo, giri di soldi e di droga, lussi di ogni genere, ricatti e menzogne, promesse di carriera in tv e la spasmodica ricerca di nuove "reclute" sempre disposte a concedersi al "drago".

A soddisfare i capricci di un Presidente del Consiglio "a tempo perso", come lui stesso si definisce in una delle tante conversazioni telefoniche intercettate dall'autorità giudiziaria. Vittima della propria miseria umana e morale e del quale in molti, delinquenti comuni e finti amici compresi, approfittano continuamente.

Fra questi Gianpaolo Tarantini, che afferra al volo l’opportunità di entrare nelle grazie dell'uomo più potente d'Italia in cambio di ragazze a pagamento. Giovani sciacquette di quart'ordine che si vendono a un "signore" di quasi ottant’anni, ospitate su aerei di stato e scortate da auto della polizia nelle residenze del premier come se niente fosse.

Colui che sarà ricordato come il peggior governante della nostra storia repubblicana avrebbe dovuto preoccuparsi di risollevare le sorti di un Paese socialmente ed economicamente allo stremo, invece ha deciso di trascorrere ciò che gli rimane da vivere annichilendo la propria dignità. Dice che non mollerà mai, ma gli italiani non possono sprofondare assieme a lui.

Continua ...

http://www.agoravox.it/Informativa-Tarantini-ecco-come-il.html

Dalle liste del Pdl all'affare Sesto. Tutti i politici della rete Tarantini

Gianpaolo Tarantini e la moglie Nicla
Gianpaolo Tarantini e la moglie Nicla
BARI - Anche gli aspiranti candidati alle elezioni Regionali del 2009 si rivolgevano a Gianpaolo Tarantini per farsi raccomandare da Silvio Berlusconi. Grazie alla sua amicizia con il presidente del Consiglio, il rampante pugliese era riuscito a crearsi una rete trasversale di politici e imprenditori pronti a favorirlo, ma anche a sfruttarlo per avere commesse e incarichi pubblici. «Non dico niente di noi», assicurava Tarantini al premier. Ma in realtà nel giro di poche settimane erano in molti ad aver saputo quale fosse diventato il suo ruolo accanto al capo del governo. E così «Gianpi» parlava con il ministro del Pdl per gli Affari Regionali Raffaele Fitto e aveva rapporti con gli imprenditori di area dalemiana, raccomandava i manager pugliesi e indicava i lavori e gli appalti ai quali erano interessati. Addirittura diventò mediatore di un progetto finanziario che il banchiere Vincenzo De Bustis voleva sottoporre al premier. E leggendo gli atti depositati nell'inchiesta sulla prostituzione si scopre che chiese a Berlusconi di intervenire per un affare a Sesto San Giovanni. Il premier spesso lo assecondava e svariate volte lo coinvolgeva, sempre insieme a qualche bella ragazza, anche in cerimonie pubbliche.

Il 23 marzo 2009 lo portò con sé in viaggio sul treno veloce Milano-Roma che doveva inaugurare. Rapito da questa capacità di Tarantini di riempirgli la casa di donne. Il 9 ottobre 2009, al termine del vertice bilaterale con la Romania che si tenne a Villa Madama il 9 ottobre 2008, lo chiamò e diede il suo assenso a incontrare l'allora direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, ribattezzata dalla stampa «lady Asl» dopo l'arresto in un'inchiesta per corruzione provocata proprio dalle rivelazioni di Tarantini, che così gliel'aveva proposta: «Io presidente, ma lei ha impegni ora, perché io le volevo far vedere... ci tenevo a presentarle quella mia amica che le dicevo che ha... è il nuovo direttore generale della Asl Bari, che dopo la fusione che fece Vendola in Puglia... è diventata la Asl più grande d'Italia questa, tra l'altro, è una bellissima donna, giovanile anche ci tenevo veramente tanto, perché è una persona molto in gamba...».

Continua ...

http://www.corriere.it/politica/11_settembre_19/dalle-liste-del-pdl-all-affare-sesto-tutti-i-politici-della-rete-tarantini-fiorenza-sarzanini_7709aca0-e286-11e0-9b5b-a429ddb6a554.shtml

Cicciolina in pensione come ex parlamentare: tremila euro al mese

Non si sente una privilegiata: «Ho lavorato duro, il mio non è stato il bunga bunga di un giorno, ma una campagna elettorale intelligente e faticosa».

Ilona Staller, Cicciolina,  in Parlamento saluta Giulio Andreotti
Ilona Staller, Cicciolina, in Parlamento saluta Giulio Andreotti
ROMA - Cicciolina va in pensione. Dopo 5 anni di onorata carriera parlamentare (1987-1992) e una sola legislatura, l'ex onorevole Ilona Staller, che compie 60 anni il 26 novembre, dal mese successivo percepirà il vitalizio previsto dalla legge. Circa 3 mila euro lordi. «Pensi che me l'ero persino dimenticato. Ma non mi vergogno, non ho derubato nessuno, quei soldi me li sono meritati».

Non che sia l'unica. Analogo assegno lo prendono già altri parlamentari «lampo» come Gino Paoli, Pasquale Squitieri, incassa persino Toni Negri. «Mi mancavano due mesi di contributi, ai tempi pagai quasi 2 milioni di lire e adesso questo beneficio mi spetta. So che risulta impopolare, ma allora gli italiani dovrebbero cambiare la legge, mica l'ho fatta io. Sarei disposta a versare tutto in beneficenza, ma solo se lo faranno anche gli altri».

Continua ...

http://www.corriere.it/cronache/11_settembre_19/cavalli-cicciolina-pensione_bfba68d4-e283-11e0-9b5b-a429ddb6a554.shtml

Tra le escort la donna di un boss mafioso

La Tommasi raccomandata dal premier per l'«Isola dei famosi». L'incontro con le sorelle del Montenegro.

Sara Tommasi in «Gli ultimi della classe»
Sara Tommasi in «Gli ultimi della classe»
BARI - Le ragazze lo chiamano «Papi». Per lui è «babuccio». Così, parlando con le ragazze, Gianpaolo Tarantini si riferisce a Silvio Berlusconi. E in continuazione cerca rassicurazioni per sapere che cosa dice di lui quando incontra le donne in privato, se è rimasto contento degli incontri. La sua voglia di compiacerlo traspare in maniera netta e così lo interroga se ha dubbi sulle donne da portare. Proprio una di queste conversazioni intercettate ha consentito di scoprire che fu Berlusconi a raccomandare gli organizzatori dell'«Isola dei Famosi», il programma all'epoca condotto da Simona Ventura su Raidue. Annotano gli investigatori della Guardia di Finanza nel brogliaccio relativo alla telefonata del 10 marzo 2009: «Berlusconi chiama Tarantini. Parlano delle ragazze che saranno presenti alla serata. Tarantini dice che porterà Sara Tommasi. Il presidente dice "quella che abbiamo mandata con un programma speciale a fare un viaggio in Brasile, no in America"». Più volte la Tommasi risulta aver dormito a casa di Berlusconi, anche perché fu lui a contattarla direttamente dopo aver chiesto il numero a «Gianpi».
Continua ...

Tarantini, per Procura Berlusconi resta testimone. Da Pdl "no" all'accompagnamento coatto

Roma, 19 set. (Adnkronos/Ign) - "Spero che non facciano un atto di così grave irresponsabilità e così marcatamente destabilizzante, ma se accadesse tutto il Parlamento dovrebbe rispondere. Noi glielo rimandiamo indietro". Così il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchito, commenta l'ipotesi di una richiesta di accompagnamento coatto nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Non vengono a prenderlo i Carabinieri, non siamo ancora -insiste l'esponente del centrodestra- ai tempi di Pinochet".

Ad augurarsi che Berlusconi non si sottragga dalla convocazione trasmessa dai magistrati di Napoli che indagano sul caso Tarantini e che intendono ascoltarlo come parte lesa dalle attività del faccendiere barese, è il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione "Mi auguro -ha detto all'Adnkronos, commentando tra le altre le parole di Cicchitto- che non si arrivi a tanto e che il presidente del consiglio dia il buon esempio e prenda la decisione più ragionevole che è quella di presentari di fronte ai magistrati come farebbero tanti normali cittadini". Critiche a Cicchitto sono invece arrivate dal senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Giustizia, per il quale "il parlamento è ormai ridotto a succursale di un ufficio legale del premier".

A stretto giro anche il commento del Pd. ''I magistrati -ha detto la deputata Pina Picierno - devono essere messi nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con serenità e queste continue ingerenze della maggioranza sul loro operato non aiutato affatto. Cicchitto invece di trasformare il gruppo del Pdl e tutto il Parlamento in un'appendice del collegio difensivo di Berlusconi dovrebbe pretendere comportamenti istituzionali decorosi e massima trasparenza. Il presidente del Consiglio dovrebbe smetterla di mettere in campo cavilli da azzeccagarbugli e dovrebbe presentarsi al più presto davanti ai giudici che chiedono di sentirlo come testimone''.
Continua ...

Processo Mills, Berlusconi in aula a Milano

Roma, 19 set. (Ign/Adnkronos) - Rogatorie veloci altrimenti il processo sul caso Mills arriverà allaprescrizione senza nemmeno il giudizio di primo grado. E' stato un "estremo appello alla sopravvivenza del procedimento" quello lanciato in aula questa mattina dal pm Fabio De Pasquale ai giudici del caso Mills.

E' iniziata intorno alle 11 l'udienza di oggi, a cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha lasciato il tribunale poco dopo le 13 senza rilasciare dichiarazioni. "Come sto? Io sto bene. Voi invece avete delle brutte facce... scherzo", aveva detto il Cavaliere ai giornalisti presenti al suo arrivo in tribunale. Divisi dalle transenne, alla domanda se avesse intenzione di dire 'qualcosa', magari al termine dell'udienza, il premier aveva replicato nuovamente ironico con un "qualcosa".

Per terminare la fase dibattimentale manca l'esame di alcuni testi, oltre allo stesso David Mills, da sentire per rogatoria in Gran Bretagna. "Se c'è possibilità che questo processo arrivi a conclusione - ha sottolineato il magistrato - è necessario fissare al più presto le rogatorie e concentrarle in tre giorni".

In mattinata i giudici avevano annunciato la disponibilità per l'esame di Mills da Londra non prima del 24 ottobre.

"Nessun falso né alcuna manovra" ma solo "un momento di dialettica processuale". E' quanto ribattono gli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Pietro Longo, con riferimento a quanto pubblicato oggi sul 'Corriere della sera' a proposito del caso Mills.

Scrivono Ghedini e Longo: "L'articolo pubblicato quest'oggi, concernente il processo Mills, sul 'Corriere della Sera' a firma di Luigi Ferrarella sia per il titolo ('I giudici contro i legali del Cavaliere 'Un falso a Londra sul caso Mills', ndr), sia per il contenuto assolutamente ambiguo, è palesemente diffamatorio. Come risulta pacifico e incontrovertibile dai verbali di dibattimento, la difesa del presidente Berlusconi ha dato il proprio consenso alla ipotesi di inviare una unica richiesta di rogatoria per i testi propri e per quelli del Pubblico Ministero per agevolare il Tribunale e per economia processuale". La difesa, "sempre per le stesse ragioni, ha consentito, nella rogatoria, che per i testi comuni pm-difesa l'esame si esaurisse in un unico contesto. Di contro la difesa ha sempre chiesto che prima venissero escussi i testi del Pubblico Ministero e dopo aver eventualmente sentito l'imputato, quelli della difesa cosi' come prevede il codice di rito".

Prosegue la nota: "Proprio a tal fine, si è insistito nel chiedere che nell'ambito della richiesta di una unica rogatoria, fossero differenziate nel tempo le giornate di audizione. Tutto ciò è stato ampiamente e correttamente esplicitato dai colleghi inglesi. La precisazione a verbale della difesa Berlusconi in dibattimento, era rivolta quindi a sottolineare un fraintendimento non già della difesa stessa, bensì del Tribunale che aveva con il proprio scritto equivocato, come può accadere in processi così complessi, le chiare indicazioni delle parti.

Sottolineano Ghedini e Longo: "Nessun falso quindi, né alcuna manovra ma semplicemente un normale e fisiologico momento di dialettica processuale del tutto distorto dal giornalista che da anni si connota per il suo incondizionato appoggio alla linea delle Procure contro il Presidente Berlusconi". Per i due avvocati di Berlusconi, "ciò si evince anche dall'ulteriore articolo sempre pubblicato oggi sul 'Corriere della Sera' e sempre a sua firma, dove nel criticare la mancata presentazione del presidente Berlusconi alla Procura di Napoli sostiene, incredibilmente, che la presenza all'udienza odierna nel processo Mills sarebbe volta ad opporre un impedimento per l'audizione napoletana". Ghedini e Longo osservano che "come e' ovvio non e' affatto cosi' non essendo prevista per oggi nessuna audizione che era, semmai, fissata per la giornata di ieri. Di talche' come comprende chiunque, non vi era alcuna necessita' di opporre alcun impedimento".

domenica 18 settembre 2011

Di Caterina: A Penati ho dato più di 3 milioni in 10 anni

Roma, 18 set. (LaPresse) - "Quanti soldi ho dato a Penati? Non sono importanti 500mila euro più o meno, siamo sui 3 milioni-3 milioni e mezzo di euro nel corso dei 10 anni che abbiamo vissuto assieme". Così l'imprenditore Piero Di Caterina, principale accusatore di Filippo Penati nell'inchiesta sulle tangenti per gli appalti nell'ex area Falck, torna a parlare in un'intervista alla trasmissione di Lucia Annunziata 'In mezzora'. Secondo Di Caterina, però, non si trattava di "mazzette" ma di "finanziamenti" e spiega: "In ogni caso ho ricevuto cifre molto molto basse per giustificare questi donazioni. Nel 1997 ho vinto una gara a Cinisello Balsamo, però l'aiuto che ho avuto è stato quello di una gara regolare ed io la vinco". E Di Caterina accusa anche Giorgio Odrini, attuale sindaco di Sesto: secondo lui "il sistema è continuato con il sindaco Oldrini". L'imprenditore ci tiene a specificare di non aver corrotto nell'era Penati: "Non c'è mai stata concussione. Nell'era Oldrini a Busto, con Alessandrini a Segrate e a Milano con Atm io ho solo prestato soldi. Nella questione Penati io ottengo parte dei miei quattrini da un altro imprenditore che invece paga una tangente. Io gli presto i soldi e mi ritornano da un imprenditore sestese per 1 milione 200 mila euro, poi una difficoltà e Penati mi presenta l'altro imprenditore che avrebbe dovuto compare un mio immobile", e aggiunge "io finanzio con prestiti e recupero i prestiti attraverso delle tangenti". Di Caterina non crede che siano state le cifre pagate da lui a finanziare il Pd a livello nazionale: "a vittima nel caso specifico non sono io, ma l'imprenditore Pasioni di Sesto San Givanni. Non sono stato spremuto da Penati, la vittima è Pasini - aggiunge Di Caterina - io ho versato quattrini a Penati per sue le esigenze nella politica, ma ritengo che fossero sufficienti per Sesto e Milano, non per andare a Roma". Nessun dubbio per l'imprenditore sulle tangenti alle coop: "Le Coop arrivano a Sesto San Giovanni con il recupero di aree dismesse. Sono sempre presenti sul territorio ed anche in questo caso ho saputo di tangenti fra Pasini e le Coop". Alla fine dell'intervista rilasciata all'Annunziata, Piero Di Caterina spiega: "Se mi auguro nuova tangentopoli? Me la auguro, così come spero di poter tornare a lavorare senza la ghigliottina della corruzione sul collo, una ghigliottina che può cadere da un momento all'altro. Spero che questa vicenda faccia venire fuori un sistema di malaffare che c'è in Italia dove pochi ladri danneggiano 50 milioni di italiani. E' una situazione che ci danneggia tantissimo in questo momento, ora ci potrebbe essere qualche miglioramento".

Mills: domani Berlusconi in aula

(ANSA) - MILANO - Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sarà presente in aula domani alla ripresa del processo Mills, nel quale è imputato per corruzione in atti giudiziari. Secondo l'accusa, avrebbe fatto avere 600 mila euro all'avvocato inglese affinché rilasciasse deposizioni reticenti ai processi per le tangenti alla Guardia di finanza e a All Iberian. Per essere presente al processo, Berlusconi ha annullato la partecipazione all'assemblea dell'Onu.

Sel: appello Vendola, 1 ottobre tutti in piazza, ora tocca a noi

Roma, 18 set. (Adnkronos) - ''Rivolgo un appello alle donne e agli uomini che non si rassegnano ad assistere impotenti al declino italiano, alla distruzione di vincoli sociali e democratici che rendono unita la comunita' nazionale del Paese. A questo siamo ormai giunti con la destra al governo. In un crescendo di diseguaglianze e ingiustizie sociali, di smarrimento di un ruolo e di una funzione dell'Italia dentro l'Europa e nel mondo, di pieno spossessamento dei diritti, nel campo del lavoro, dell'ambiente, del sapere, della sfera soggettiva e individuale delle persone''. Inizia cosi' l'appello del presidente di Sinistra Ecologia Liberta', Nichi Vendola per la manifestazione nazionale promossa a Roma per sabato 1 ottobre 2011 in piazza Navona, e che appare sul sito internet del partito.

Obama lancia la tassa per i ricchi

Il presidente: Buffett Rule per risanare i conti pubblici

NEW YORK La "Buffett Rule" per risanare i conti. Il presidente Barack Obama presenterà lunedì il proprio piano per il debito e il deficit, con il quale chiederà ai ricchi americani che guadagnano più di un milione di dollari l’anno di pagare giusto, ovvero almeno la stessa percentuale di tasse che versano i contribuenti della classe media. L’introduzione di un nuovo tasso minimo di imposte - riporta il New York Times - aumenterà la pressione sui repubblicani nell’approvare tasse più alte per i ricchi. La "Buffett Rule" si rifà al guru della finanza Warren Buffett, che si è lamentato ripetutamente che i ricchi pagano una percentuale più bassa di tasse federali sul reddito rispetto ai lavoratori della classe media.

"A Paolo Berlusconi basta il 10%"

Tarantini e gli appalti di Finmeccanica: spunta anche il fratello del premier

FRANCESCO GRIGNETTI

ROMA È la storia di una scalata al cielo, quella di Gianpi Tarantini, il Bel Ami che dalla provincia barese entra nelle grazie di un presidente del Consiglio - e ormai sappiamo come - e da questi è introdotto nelle stanze che contano. «Battere il ferro finché è caldo», lo slogan suo e degli imprenditori Enrico Intini e Roberto De Santis, che lo appoggiano, dapprima increduli, poi sempre più euforici perché vedono che il sistema-Tarantini funziona. A Bari, scrive infatti la Guardia di Finanza, nasce un «comitato d’affari» che mira al colpo grosso. «Senti Guarguaglini» È l’1 dicembre 2008, Silvio Berlusconi contatta Gianpi; è in preparazione una delle tante cene. Tarantini: «Presidente, se riesce... anche a chiamare Bertolaso, così lo coinvolgeremmo». Berlusconi: «Ecco, mi sembrava che ci fosse qualcuno da chiamare... Sì, appunto... Ecco, vedi... Bertolaso!. Va bene, chiamo Bertolaso». Il giorno dopo, Tarantini riferisce ai soci: Bertolaso gli ha consigliato, per portare avanti il progetto di far entrare il Gruppo Intini nella neonata società mista tra Finmeccanica e Protezione civile SEL PROC che sarebbe opportuno far contattare Pier Francesco Guargaglini da Berlusconi. Tarantini riporta le parole del sottosegretario sul patron di Finmeccanica. «A me m’ascolta, a quello obbedisce». La sera stessa, Gianpi chiede l’ennesimo favore a Berlusconi. La convocazione Il 5 dicembre Gianpi si affretta a chiamare Berlusconi. «È rimasto contento poi?... Bertolaso, dico... ». Berlusconi: «Non ne abbiamo più parlato. Invece, ho fissato un appuntamento per martedì con Guarguaglini, per quella cosa ». Tarantini: «Benissimo. Martedì sono a Roma e quindi anche se non ci vediamo a cena e mi vuol dire qualcosa a voce, io sono lì». È chiaramente un appuntamento molto importante per il «comitato d’affari» barese. Tarantini è in ansia. L’8 dicembre chiama Roberto De Santis: «Senti domani mattina, quello lì incontra Piero (Guarguaglini, ndr.). Lo vede lui, a casa sua alle dieci... poi mi ha convocato per le quattro». Il giorno dopo, Intini a Tarantini, riferendo di una telefonata ricevuta da Marina Grossi, la moglie di Guarguaglini, nonché amministratore delegato della società del gruppo «Selex S. I.», che l’aveva convocato in sede: «Quelli non parlano proprio... Capisci?. Per telefono mai!».

Continua ...

http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/420682/

Ministri a tempo perso

Sacconi e Castelli fanno affermazioni che, in qualsisasi altro Paese, li costringerebbero a dimettersi immediatamente. Per quanto ancora ci faremo governare da gente simile?

In questi momenti di fine impero, c’è ancora chi non si rende conto di quello che succede. Il regime catodico di mr. B. volge al termine, affossato dalle telefonate con i vari Tarantini e Lavitola a proposito delle vagonate di gentildonne da recapitare a domicilio al nanetto. Sarebbe stato meglio che quest’individuo fosse caduto per i falsi in bilancio, le corruzioni e le concussioni di questi 16 anni, ma, si sa, ognuno ha il 25 luglio che merita.

Probabilmente i miasmi del cadavere politico del governo soffocano alcuni esponenti della maggioranza, che non riescono a ragionare e a capire fino in fondo quello che dicono (non che sia una novità).

Prendiamo Sacconi. E’ il Ministro del Welfare, mica uno qualsiasi. Tralasciando il fatto che si comporta come se venisse da Marte e non c’entrasse nulla con l’attuale stato di salute dell’Italia (lui che era esponente socialista di spicco e, come tale, ha contribuito in modo sostanziale all’impennata del debito pubblico in quegli anni), il suo ruolo, in momenti di crisi come questo, è importantissimo.

Invece l’altroieri il ministro, ospite ad un convegno del Centro Studi Confindustria, ha sparato sull’esito del referendum del giugno scorso. Queste le sue testuali parole: “Altro che sorella acqua, mi auguro che troveremo il modo per mettere in discussione il referendum”. A Sacconi non importa che 27 milioni di cittadini siano andati a votare e abbiano espresso chiaramente (95% di voti favorevoli) la volontà di mantenere pubblica la gestione dell’acqua. La famosa volontà popolare, la stessa che viene sbandierata costantemente quando si tratta di ricordare che hanno vinto le elezioni, può essere messa da parte e cancellata quando va contro i desideri di lorsignori. Sacconi dovrebbe fare una sola cosa: dimettersi. Facendo affermazioni come queste ha dimostrato un assoluto spregio della Costituzione e del valore della volontà dei cittadini. Nessun rispetto. In qualsiasi altro Paese parlamentari, ministri e uomini politici in generale dovrebbero dimettersi due minuti dopo aver detto cose simili.

Voglio invece esprimere la mia completa solidarietà a Roberto Castelli, ex ministro, ora viceministro alle Infrastrutture, parlamentare dal 1992, cioè da 19 anni. L’altra sera a “Piazzapulita” (nuovo programma di informazione su La7) ha detto di essere povero perchè guadagna solo 145 mila euro all’anno. Siamo tutti vicini al povero Castelli, che sicuramente farà fatica ad arrivare alla fine del mese. Ci permettiamo di far notare all’esponente leghista che ci sono famiglie che vivono con redditi annuali di meno di un decimo del suo. E se avessero 145 mila euro (più tutti i soldi che derivano da vent’anni di vita da parlamentare e cinque da ministro) avrebbero la decenza di stare zitti.

Continua ...

http://www.agoravox.it/Ministri-a-tempo-perso.html

CRISI: BLOCCATA MARCIA 700 'INDIGNADOS' USA SU WALL STREET

(AGI) New York - La polizia di New York ha bloccato 700 persone che stavano marciando su Wall Street per occuparla. L'obiettivo dei manifestanti, una sorta di indignados Made in Usa, era' conquistare il cuore finanziario del mondo per protestare contro "l'avidita' e la corruzione" della finanza Us. E' quanto si legge sul sito del gruppo 'Occupy Wall Street'. Gli organizzatori, che avevano lanciato l'iniziativa a luglio, speravano di trasformare l'area di Wall Street nella "piazza Tahrir (il cuore della protesta egiziana contro Hosni Mubarak) americana" .

OPPOSIZIONI IN CORO: ORA BASTA "BERLUSCONI SE NE VADA"

(AGI) - Roma, 17 set. - "L'Italia, con i suoi gravi problemi, non si puo' permettere un esecutivo che governa a tempo perso. Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioni". Lo afferma per conto della segreteria del Pd Davide Zoggia, responsabile Enti locali del partito.

BERLUSCONI, NON MOLLO, NULLA DI CUI VERGOGNARMI

Sulle dimissioni di Berlusconi insiste anche l'Idv. "Bossi deve essere coerente - afferma Antonio Di Pietro - se e' vero come e' vero che il governo e' arrivato alla fine, deve staccare la spina,senno' diventa complice come Tarantini e Lavitola, cioe' ricatta il governo per ottenere qualcosa in piu'". Altrimenti, conclude l'ex pm, vuol dire che si tratta solo "dell'ennesimo ricatto della Lega Nord che per una poltrona in piu' sta svendendo la sua dignita'".

Un nuovo governo, con un nuovo premier, lo auspica pure il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini. A margine di una festa di Futuro e Liberta' nel comasco, Fini ha spiegato di pensare che gli italiani, e molti anche fra gli elettori del centrodestra, "abbiano capito che cosi' non si puo' andare avanti", e che per questo "anche nell'ambito della maggioranza finiscano per prevalere il buonsenso e la decisione di dare vita a un altro governo" che, per il politico, "presuppone un altro presidente del Consiglio".

Così Silvio mediava per Gianpi

Da Finmeccanica ai gasdotti, gli affari in ballo. Tarantini Diceva: "Questa è la svolta della vita". Presente a un incontro governo-aziendedi CARLO BONINI

BARI - In un conflitto di interesse che si fa abuso permanente, tra ottobre 2008 e giugno 2009, il Presidente del Consiglio lavora con completa adesione al sogno del suo lenone barese, il custode della sua dipendenza sessuale. Accede a un baratto di cui Gianpaolo Tarantini non fa mistero, perché ne ha fatto un mantra ("Con le prostitute e la cocaina volevo realizzare una rete di connivenze nella pubblica amministrazione. In questi anni, ho pensato che le ragazze e la cocaina fossero una chiave per il successo", spiega a verbale il 29 luglio 2009). E di cui, ora, le 5 mila pagine dell'istruttoria barese documentano i termini. C'è da mettere le mani su una montagna di grano. Prima, una partecipazione societaria nella "Sel Proc" (consortile a capitale pubblico), per un business con la Protezione Civile e Finmeccanica da 280 milioni di euro in cui tirare dentro anche Paolo Berlusconi. Quindi, l'affidamento dalle controllate Finmeccanica di 12 appalti che valgono 51 milioni di euro. In un futuro non lontano, un gasdotto tra Albania e Italia, progetto battezzato "Tap" (Trans adriatic pipeline), dichiarato di interesse dai governi di Roma e Tirana nel marzo del 2009 e a cui invitare a partecipare lo stesso Premier con proprie disponibilità finanziarie. Per non dire di un fumoso progetto di sorveglianza elettronica del Paese (le intercettazioni telefoniche non riescono a carpirne il dettaglio) che - se la ride Tarantini conversando con il socio Enrico Intini - "Può servire anche a Lui".
Continua ...

Caso escort: Don Gallo, Berlusconi venga in comunita' da noi

Roma, 17 set. (Adnkronos) - ''Coloro che sono piu' vicini a Berlusconi, parlamentari, ministri, la Chiesa, la Costituzione, non gli fanno capire che ci vuole un minimo di decoro. E' malato. Mi offro di prenderlo nella mia comunita', stia un po' con noi. Chissa' che poi da li (la sua vita, ndr) non possa ripartire". Questa la dichirazione rilasciata da Don Gallo, nel corso della prima puntata di In Onda, il programma di approfondimento de La7 condotto da Nicola Porro e Luca Telese.

Bersani: governo stacchi la spina Fini: auspico un nuovo premier

Silvio Berlusconi
Roma, 17 set. (Adnkronos/Ign) - Intercettazioni telefoniche, Silvio Berlusconi e l'inchiesta della Procura di Bari sulle escort. All'indomani della bufera, l'opposizione torna a chiedere nuovamente le dimissioni del premier. ''L'Italia, con i suoi gravi problemi, non si può permettere un esecutivo che governa a tempo perso - afferma Davide Zoggia, a nome della segreteria nazionale del Pd -. Le parole sono finite. Berlusconi si rechi al Quirinale e rassegni le dimissioni''.

Poi in serata arrivano le parole dello stesso segretario democratico intervenuto alla festa del partito a Milano. "E' ora di staccare la spinaaltrimenti questo Paese pagherà prezzi molto alti come li sta già pagando anche davanti all'opinione pubblica del mondo - dice Pier Luigi Bersani - Quello che sta avvenendo è una umiliazione per tutti gli italiani".

"C'è una sola ragione comprensibile al mondo per la quale Berlusconi non dovrebbe dimettersi?", si domanda Bersani secondo il quale "abbiamo dei problemi serissimi e gravissimi. Le famiglie, i lavoratori, i giovani devono poter vedere un governo che si occupa dei loro problemi mentre abbiamo un presidente del Consiglio totalmente impantanato in tutt'altre vicende che io non voglio nemmeno giudicare se non sotto un profilo: quello che dice la nostra Costituzione e cioè che chi svolge un compito pubblico deve farlo con disciplina e onore".

"Nella maggioranza - osserva Bersani - comincia ad emergere un certo disagio. Abbiamo sentito, seppur flebilmente nella maggioranza, dire ciò che dicono tutti i giornali del mondo: che questo governo è un danno per il Paese". "Seppur timidamente vedo che comincia a dirlo anche qualcuno che non è necessariamente all'opposizione - aggiunge il leader democratico - e ritengo che sia giunto il momento che anche nella maggioranza qualcuno cominci a ragionare".
Continua ...