venerdì 15 aprile 2011

I giornali di tutto il mondo parlano (con rispetto) di Vittorio Arrigoni

La notizia dell’esecuzione brutale del nostro connazionale è in tutte le testate internazionali.

Nicole Johnston su AlJazeeralo ricorda in modo affettuoso, con la pipa in bocca, come un saggio capitano di nave. Voleva portargli del tabacco questo week end, prima che lui tornasse in Italia. Ora continuerà a girare per Gazadi notte con una torcia, perché le strade non sono illuminate. Spera di essere al sicuro ed è certa che anche Vittorio, avrebbe voluto che le strade di Gaza fossero sicure, anche se per lui non lo sono state.

PACIFISTA E BLOGGER – Le Monde ricorda l’assassinio Arrigoni come quello di un militante pro-palestinese a Gaza e parla di “sindrome libanese”. E poi Der Spiegel, El Pais. IlGuardian lo definisce “un pacifista e un blogger.” Tutti ne parlano con rispetto, e viene tristezza vedere come invece in Italia oggi la morte di una persona rapita da un gruppo terroristico abbia peso diverso a seconda delle valutazioni politiche.

VEGLIA - Il New York Times racconta i particolari macabri della sua esecuzione e poi lo ricorda nelle parole dei suoi amici. Ricorda il luogo di nascita, Bulciago, che risulta di certo subito caro agli americani i quali amano il Lago di Como (Bulciago è un comune in provincia diLecco). Parla di un ragazzo rapito il giorno prima di tornare a casa (non ha senso, ma per qualche motivo fa molta più impressione sapere che il giorno dopo sarebbe tornato in Italia). Parla di Luigi Ripamonti, vicesindaco di Bulciago, che, intervistato, ricorda che Vittorio era stato un attivista fin da piccolo e che aveva lavorato nell’Europa dell’Est e in Africa prima di abbracciare la causa palestinese. Cita una frase di Vittorio che dice “non credo nei confini, nelle barriere, nelle barriere. Penso che tutti apparteniamo alla stessa famiglia, la famiglia umana.” Anche a Bulciago la pensano così. Indipendentemente dalla fazione politica a cui appartengono, stasera gli abitanti di Bulciago faranno una veglia per Vittorio.

Ruby, Pdl: “Alfano mandi gli ispettori alla Procura”

Ruby, Pdl: “Alfano mandi gli ispettori alla Procura”

L’ispezione dovrebbe accertare la correttezza del lavoro.

ROMA – Cara Magistratura, cosa non farei per screditarti ed attaccarti. Continua senza tregua la battaglia targata Pdl nei confronti dei Magistrati. Nel mirino, sarebbe anche inutile ricordarlo, i pm milanesi, in relazione al caso Ruby. Tutta la squadra in difesa di Silvio Berlusconi: questo lo si era capito. Ed ora il far quadrato attorno al premier prevede la mossa di una interrogazione urgente, indirizzata al ministro della Giustizia Angelino Alfano, per verificare la correttezza dell’operato della Procura di Milano sull’acquisizione delle intercettazioni indirette di Silvio Berlusconi. Ma non solo: anche una verifica sulla regolarità della tempistica della sua iscrizione nel registro degli indagati. È questo il contenuto dell’interrogazione urgente al ministro della Giustizia, presentato dai senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Franco Mugnai e Roberto Centaro. In altre parole, ciò che i fedelissimi del premier chiedono al ministro Alfano è di valutare l’opportunità di azioni ispettive e disciplinari nei confronti dei pm milanesi, perché, è questo il pensiero dei pidiellini, contro il Cavaliere ci sono state “palesi violazioni” dell’articolo 68 della Costituzione, nell’uso delle intercettazioni e nell’appropriazione dei tabulati telefonici. Alfano, dunque, dovrebbe inviare gli ispettori alla Procura di Milano che, a detta di Gasparri e Quagliariello, ha messo in discussione il principio di legalità e di equilibrio tra giustizia e politica. La solita storia, insomma, difendersi dal processo piuttosto che nel processo e infamare la figura del magistrato. A prendere le difese dell’intero corpo giudiziario è ancora una volta il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati. In riferimento alle numerose azioni denigratorie della squadra di governo contro la Magistratura (pochi giorni fa il premier, ancora una volta, ha paragonato “certi magistrati alle Br”), Edmondo Bruti Liberati lancia un appello: “Basta accostare la figura dei Magistrati a quella delle Brigate Rosse”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’affissione del manifesto con la scritta “Via le Br dalle Procure”, firmato dall’Associazione dalla parte della democrazia” e apparso in queste ultime ore in uno dei tanti spazi del capoluogo lombardo riservato alla propaganda elettorale. Quanto è bastato per spingere il procuratore capo di Milano Bruti Liberati a scrivere un comunicato per denunciare l’accaduto.

P.breve: appello familiari vittime

(ANSA) - LIVORNO - Un incontro urgente prima della firma del disegno di legge sul processo breve. E' quanto chiedono al presidente della Repubblica Napolitano le associazioni delle vittime della strage di Viareggio (32 vittime) e della tragedia del Moby Prince (140 morti) in una lettera. ''Le abbiamo gia' scritto in merito - si legge nella lettera - ma lo rifacciamo, chiedendole di fissare al piu' presto l'incontro. Per noi e' importante che questo incontro si tenga prima della sua firma del decreto''.

La Bindi e il coro «P2» contro Cicchitto. Il Pdl chiede sanzioni

Il duello tra la vicepresidente e il capogruppo

ROMA - Il voto sulla legge che accorcia la prescrizione dei reati abbandona dietro di sé una scia al veleno che porta il gruppo del Pdl a chiedere sanzioni nei confronti del vicepresidente della Camera, Rosy Bindi, accusata di avere partecipato al coro («P2, P2, P2...») intonato dai banchi del Pd durante l'intervento del capogruppo Fabrizio Cicchitto. Il vicecapogruppo Massimo Corsaro ha dunque scritto al presidente Gianfranco Fini per «esprimere la più viva indignazione ed imbarazzo per l'atteggiamento assunto da Rosy Bindi che, nel suo turno di presidenza durante la seduta del 13 aprile, ha espresso valutazioni politiche legate a giudizi personali rivolte al presidente del gruppo del Pdl». Quindi, aggiunge Corsaro, «si chiede un tempestivo giudizio nelle sedi competenti sul comportamento gravissimo» della Bindi.

I fatti sono cristallizzati nel resoconto stenografico della Camera. Mercoledì sera, prima del voto finale, prende per ultimo la parola Cicchitto che ritorna ai tempi di tangentopoli e conclude: «Noi non ci faremo processare nelle piazze», parafrasando una espressione usata da Aldo Moro. E dai banchi del Pd si leva il coro («P2, P2, P2...») riferito al passato di Cicchitto. A quel punto l'avvocato barese Francesco Paolo Sisto (Pdl) prende la parola e dice, rivolto alla Bindi: «Signori, il Vicepresidente della Camera non dà l'esempio di terzietà». Dalle scale Rosy Bindi si sposta al banco della presidenza perché è il suo turno. Ma non resiste alla tentazione di rispondere a Sisto: «Avrei preferito svolgere il mio breve intervento a titolo personale dal mio posto che occupo qui come parlamentare. Non siamo riusciti a trovare nessun vicepresidente che potesse sostituirmi... quindi lo faccio qui... Per il contenuto delle mie parole leggo su Wikipedia alla voce Fabrizio Cicchitto: "Dopo essersi iscritto, fascicolo numero 945, tessera 2.232, data di iniziazione 12 dicembre 1980, alla loggia massonica P2, venne estromesso dal Psi. Riammesso nell'ottobre del 1987 da Bettino Craxi, seppure in ruoli marginali, ha poi adottato le posizioni di segretario del Psi fino alla dissoluzione del partito a causa delle inchieste di Mani Pulite". Ho gridato la verità, onorevole Sisto... "P2, P2...". Certo, se a me gridassero "Azione cattolica, Azione cattolica", non mi offenderei...».

In aula, Denis Verdini aveva chiesto alla Bindi di fare un passo indietro. Ieri, poi, Margherita Boniver (Pdl) ha detto che la lunga spiegazione della Bindi non può placare lo sdegno e l'imbarazzo del Pdl: «Dato che negli anni '80, l'iscrizione a una loggia massonica non ha mai né poteva avere rilevanza penale, invito la Bindi a smetterla...». Lei, la vicepresidente della Camera, non ha voluto replicare: «Ripeto, ho parlato a titolo personale».

Dopo Ambra e Chiara forse altre testimoni

La Battilana: «Perché ho cambiato versione? La verità
è la verità». Show del premier con la stampa estera

MILANO - Dopo Ambra Battilana e Chiara Danese, potrebbero arrivare altre testimoni a riferire sulle "notti di Arcore" nel processo sul caso Ruby. Negli ambienti giudiziari milanesi le voci, non confermate ufficialmente, parlano di altre ragazze pronte a valutare se presentarsi davanti ai magistrati. Inoltre c'è sempre da valutare la posizione di Michelle Conceicao Oliveira, la brasiliana che ha ospitato per più di un mese Karima e che la sera tra il 27 e il 28 maggio avvisò il premier che la 17enne marocchina era finita in Questura. Quella sera e nei giorni successivi fu sempre la Conceicao Oliveira che si riprese in casa Ruby. Michelle, in un'intervista al settimale L'Espresso, oltre ad aver ammesso di conoscere diversi segreti sull'intera vicenda, ha spiegato di essere pronta a raccontare tutto quando sarà chiamata in Tribunale. «Il Pm Boccassini non è una che si fa prendere in giro - ha detto -. Non rischierò il carcere per salvare altri». Anche se «finché posso non dirò nulla contro il presidente . Lui è veramente buono ed è stato generoso con me». Michelle ha poi raccontato che Ruby avrebbe gettato nel water i documenti che qualcuno le aveva procurato per costruirsi una nuova identità, quando la volante arrivò a casa loro lo scorso 5 giugno dopo l'ormai nota lite tra le due.

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http://www.corriere.it/politica/11_aprile_15/notti-di-arcore-forse-altre-testimoni_03f6bbc0-6740-11e0-82d9-fefb5323b337.shtml

Damasco, lacrimogeni contro manifestanti

(ANSA) - BEIRUT - Cartucce di gas lacrimogeni sono state sparate stasera a Damasco, nei pressi di piazza degli Abbasidi, dalle forze di sicurezza nel tentativo di disperdere migliaia di manifestanti che tentano di stabilire un sit-in permanente nella piazza. Lo riferiscono testimoni oculari citati dai siti di monitoraggio Rassd e NowSyria che trasmettono anche su Twitter. La tv di Stato ha confermato la presenza di manifestanti e il tentativo delle forze di sicurezza di disperdere il raduno.

Parlamento: Fini, bene ddl Meloni ma cambiare legge elettorale

Roma, 15 apr. (Adnkronos) - Il ddl presentato oggi dal ministro della Gioventu' Giorgia Meloni che abbassa l'eta' per l'elettorato passivo, "personalmente credo sia giusto farlo". Lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini durante un incontro con i giovani nella sede italiana del Parlamento europeo. "E' pero' essenziale -aggiunge- mettere tutti nella condizione di eleggere i loro rappresentanti, e' la precondizione perche' la societa' e le Istituzioni dialoghino tra di loro".

Impiccato l'attivista italiano rapito a Gaza. Manifestazioni in tutta Italia

Un momento della manifestazione oggi al Colosseo (Adnkronos)
Roma, 15 apr. (Adnkronos/Ign) - E' stato ucciso Vittorio Arrigoni, l'italiano attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement rapito ieri a Gaza.

E' stato ritrovato impiccato in una casa abbandonata di Gaza City. E' quanto ha riferito la polizia di Hamas, che ha rinvenuto il corpo nella notte in seguito a una segnalazione anonima. L'esecuzione è avvenuta ore prima dello scadere dell'ultimatum dal gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad, che aveva dato a Hamas trenta ore per scarcerare i suoi leader in cambio del rilascio di Arrigoni. Due uomini sono stati arrestati e un terzo, riuscito a fuggire mentre le forze di Hamas facevano irruzione nella casa, è attualmente ricercato.

I rapitori del volontario italiano Vittorio Arrigoni lo ritenevano un infiltrato dei servizi segreti occidentali che raccoglieva informazioni sul loro conto. E' l'ipotesi che avanza il sito israeliano di intelligence Debka, spiegando che per questo, il gruppo salafita al-Tahwir al-Jihad lo ha interrogato per estorcergli una confessione, prima di ucciderlo. Secondo il sito israeliano, è stata una telefonata anonima alla polizia di Hamas poco dopo la mezzanotte a indicare il luogo in cui l'uomo si trovava prigioniero. Quando la polizia è arrivata sul posto, tuttavia, Arrigoni era già stato ucciso.

L'omicidio di Arrigoni "è un crimine imbarazzante e ignobile" ha affermato il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, citato dall'agenzia d'informazione palestinese 'Wafa'. In un comunicato diffuso dall'agenzia, Abbas ha sottolineato che questo gesto non rappresenta il popolo palestinese.

“Un gruppo terroristico-criminale ha ucciso Vittorio Arrigoni”, recita un banner apparso in mattinata sui principali forum jihadisti, che esalta la figura del volontario italiano e condanna di fatto la sua uccisione. I siti che diffondono la propaganda di al Qaeda hanno mostrato un banner in cui si pongono interrogativi sui reali obiettivi di questo omicidio. “Per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni?”, si legge nell'intestazione del banner che mostra due foto del cooperante italiano. Nella prima immagine Arrigoni viene ripreso mentre mostra un tatuaggio che aveva sul braccio, con la scritta in arabo 'al-Muqawama' (resistenza), in riferimento al suo sostegno alla causa dei gruppi palestinesi. Nella seconda foto il giovane italiano appare invece mentre si prostra in terra, intento nell'eseguire la preghiera islamica, alludendo alla possibilità che il cooperante fosse di fede musulmana.
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Libia: tv di stato, raid Nato su el-Azizia

Tripoli, 15 apr. - (Adnkronos/Aki) - I caccia della Nato hanno compiuto un raid contro le truppe del colonnello libico, Muammar Gheddafi, a el-Azizia, citta' situata nel nordovest del paese, a 55 chilometri da Tripoli. Lo ha riferito la tv di stato libica 'al-Jamahiriya'.

Roma, parla il consigliere gambizzato: "Agguato non legato a vicende personali"

Andrea Antonini in conferenza stampa a Casapound (Adnkronos)
Roma, 15 apr. - (Adnkronos/Ign) - "Escludo che l'agguato di ieri sia legato a vicende personali, credo piuttosto che il movente sia politico, e mi riferiscono a questioni legate a speculazioni e soldi". A parlare è il consigliere del XX municipio di Roma e vicepresidente di Casapound, Andrea Antonini, che ieri è stato gambizzato in via Flaminia con due colpi di pistola da due persone a bordo di uno scooter. Oggi la Digos ha fatto un nuovo sopralluogo nel punto in cui è avvenuto l'agguato.

L'indagine è affidata al pubblico ministero Luca Tescaroli, che è in attesa di una relazione da parte degli investigatori. Dagli elementi raccolti fino ad oggi non sembra che sia emersa una pista ben precisa da seguire. E cio' anche se non si esclude che il ferimento di Antonini possa essere la conseguenza di contrasti nell'ambito dell'attivita' politica che lo impegna.

"Mi hanno sparato da un metro di distanza e non mi hanno poggiato la pistola sulla gamba. Non e' stata usata una sparachiodi ma un'arma da fuoco. Una sparachiodi non fa il botto" ha detto oggi Antonini.

"E' opportuno non gettare altra benzina sul fuoco, il nostro atteggiamento sara' calmo e riflessivo, quello di chi sa di avere ragione - sottolinea l'esponente di CasaPound -. Per quanto ci riguarda non e' successo nulla". Certo, "quello che e' accaduto ieri e' un fatto grave, odioso, vigliacco. Noi facciamo attivita' politica - aggiunge - da tanti anni in tutti gli ambiti, da quello della socialita' a quello dell'emergenza abitativa, settori in cui spesso girano speculazioni, affari e interessi. E' possibile che la nostra azione incessante possa avere infastidito. Non abbiamo idea di chi sia stato, di quale sia il contesto in cui e' maturato questo agguato, accertarlo spetta solo alle forze inquirenti. Ma da oggi tutto ricomincia come prima, la nostra attivita' continuera' come ieri a volto scoperto, lo dobbiamo a chi ha riposto fiducia in noi, a chi di noi si e' fidato".
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'New York Times': gruppi Usa hanno aiutato le rivolte della 'Primavera araba'

Washington, 15 apr. (Adnkronos) - Da un lato miliardi di dollari in aiuti militari e campagne antiterrorismo, dall'altro il sostegno ai movimenti per la democrazia. L'atteggiamento contraddittorio degli Stati Uniti nei confronti degli Stati autoritari, teatro delle rivolte degli ultimi mesi, viene rivelato dal 'New York Times', che mette in luce il ruolo che alcune associazioni americane, finanziate da Washington, hanno avuto nell'addestrare e finanziare alcuni dei movomenti e dei leader della 'Primavera araba'.

soldi spesi nei programmi di aiuto alla democrazia sono ben poca cosa, fa notare il 'NYT', rispetto ai miliardi di dollari elargiti dal Pentagono a quegli stessi regimi che, come nel caso dell'Egitto, sono poi caduti sotto i colpi delle proteste, per lo più pacifiche, ispirate da gruppi come l'International Republican Institute, il National Democratic Institute e la Freedom House.

I primi due sono associati, ripettivamente, al Partito Repubblicano e a quello Democratico. Sono stati creati dal Congresso Usa e finanziati attraverso il National Endowment for Democracy, il Fondo creato nel 1983 per promuovere la democrazia nei Paesi in via di sviluppo. Freedom House, invece, riceve il grosso dei propri finanziamenti direttamente dal Dipartimento di Stato.

A beneficiare dell'addestramento e dei finanziamenti di queste associazioni, come confermato attraverso alcune interviste e da alcuni 'cable' diplomatici ottenuti tramite Wikileaks, sono stati movimenti come quello del '6 aprile' in Egitto, il Centro per i diritti umani del Bahrein e attivisti come la yemenita Entsar Qadhi.

"Non abbiamo finanziato le proteste, ma abbiamo aiutato i loro esponenti a sviluppare le capacità aggregative e le loro reti di contatti - spiega Stephen McInerney, direttore esecutivo del Project on Middle East Democracy di Washington - l'addestramento ricevuto ha poi sicuramente giocato un ruolo in quanto è accaduto, ma si è trattato della loro rivoluzione, non l'abbiamo iniziata noi".
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giovedì 14 aprile 2011

L’ex vescovo di Bruges: “Ho abusato di due nipoti”

Roger Vangheluwe è lo stesso prelato che per sfuggire all’ira della gente belga ha chiesto, e ottenuto, asilo in ambasciata vaticana

L’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, in un’intervista diffusa dall’emittente VT4, ha affermato di aver abusato sessualmente di due suoi nipoti. L’ex vescovo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Belga, ha detto di non voler tornare allo stato laicale ed ha spiegato apertamente che gli abusi nei confronti di uno dei nipoti e’ andato avanti per tredici anni, mentre per l’altro e’ durato meno di un anno.

NON ERA CONSAPEVOLE – ‘Tutto questo non ha niente a che vedere con la sessualita’. Mi sono piu’ volte occupato di bambini e non ho mai sentito la minima attrazione. Era un problema di intimita”, ha detto l’ex vescovo aggiungendo di non ‘essere consapevole del fatto che questo potesse avere un impatto su suo nipote. Pensavo che si trattasse di cose superficiali’. Vangheluwe ha negato invece di aver aver abusato di una nipote e ha aggiunto che il cardinale Godfried Danneels, al tempo dei fatti primate del Belgio, non era al corrente di quanto accaduto.

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http://www.giornalettismo.com/archives/121522/lex-vescovo-di-bruges-ho-abusato-di-due-nipoti/

Siria: Italia, Francia, Germania, Gb e Spagna chiedono fine violenze

Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna hanno chiesto a Damasco di soddisfare "le legittime" richieste di riforme politiche del popolo siriano e condannato l'uso della forza contro manifestanti politici. Lo rende noto un comunicato diffuso in simultanea nelle capitali dei cinque paesi, che fanno parte del gruppo Quint sul Medio Oriente.

Indagati a Milano consiglieri provinciali Pdl per firme false

I fatti risalgono alle elezioni regionali del 2010 e riguardano anche il listino Formigoni i nomi fasulli sarebbero oltre 700.

Milano, 14 apr. (TMNews) - Una decina di consiglieri provinciali e anche alcuni consiglieri comunali che avevano autenticato le firme a sostegno del listino di Roberto Formigoni e della lista Pdl per le elezioni regionali dell'anno scorso sono indagati dalla procura di Milano. L'accusa è di falso ideologico e le persone in questione hanno già ricevuto un invito a comparire per un'interrogatorio in tribunale fissato per i prossimi giorni.
L'inchiesta era nata da un esposto dei radicali che riguardava le firme a sostegno del listino di Formigoni. Le indagini della procura hanno individuato altre firme ritenute false anche a sostegno della lista provinciale "Il Popolo della Libertà - Berlusconi per Formigoni".
"La prova delle firme false è granitica", dicono in procura. Le firme false a sostegno del listino Formigoni sarebbero tra 700 e 800.

Perchè Silvio ha paura del processo Mills

Con l’approvazione della prescrizione breve il dibattimento a Milano è praticamente condannato. Berlusconi gongola.

La partita non è ancora chiusa, ma certo la squadra di casa è in vantaggio almeno di tre reti. Superate le forche caudine della Camera dei Deputati, dove le forze a disposizione di SilvioBerlusconi sono, teoricamente, più in pericolo che altrove, la prescrizione breve, nuova versione del provvedimento sul processo breve voluto dall’esponente PdL Maurizio Paniz, è praticamente approvata. Non sono moltissimi gli ostacoli che a tutt’oggi si presentano al Cavaliere per scampare ai suoi processi: il prossimo vero pericolo si chiama Giorgio Napolitano e poi, forse, la Corte Costituzionale che potrebbe dichiarare incostituzionale il provvedimento, visto che garantisce un incomprensibile beneficio agli incensurati.

IL CASO MILLS – In ogni caso, il pericolo Napolitano è superabile con un secondo invio della legge, anche se uguale in tutto e per tutto; e per quanto riguarda la Corte Costituzionale, i tempi sono lunghi. Non a caso Silvio è ben tranquillo e ostenta la sua vittoria, mentre lo staff del PdL si aggira alla Camera con fare vittorioso e beato. Salvo cataclismi, dunque, la nuova norma è praticamente legge. Ieri sera analizzavamo il suo impatto sui tanti processi che l’opposizione denuncia: “Saranno cancellati”. Ma abbiamo tralasciato, volutamente, di affrontare il nodo della questione: il processo che vede Silvio Berlusconi imputato, a Milano, per il caso di corruzione in atti giudiziari che coinvolge l’avvocato inglese David Mills. Il giudice, sul legale britannico, ha già spiccato sentenza definitiva: fu corrotto da Berlusconi. Ma per effetto dell’allora Lodo Alfano, la posizione processuale di Berlusconi fu stralciata: è dimostrato che Mills fu corrotto da Berlusconi, ma non è possibile procedere contro Berlusconi per corruzione in atti giudizari (massimo di pena, 8 anni) perchè sulla sua testa non c’è giudizio. Paradossi legali, che ora la legge sulla prescrizione breve potrebbe risolvere una volta per tutte, con la cassazione definitiva del procedimento.

Il prossimo 9 maggio, quando il presidente Francesca Vitale riaprirà il processo Mills, ci sarà solo lo spazio per riflettere su un dato. Il tempo per ascoltare gli ultimi testimoni (19), è praticamente scaduto. Per salvarsi dalla prescrizione mancherebbero infatti solo pochi giorni. Troppo poco, tenuto conto degli impegni del premier, disponibile a presentarsi in tribunale, a Milano, solo un giorno alla settimana per tutti e quattro i processi in cui è attualmente imputato. È questo il risultato, concreto, della legge sul processo breve attesa oggi dal voto della Camera. I già risicati tempi per tentare di arrivare fino in Cassazione fissavano l’asticella a fine gennaio 2012, e già così la corsa sarebbe stata dura. Ora, con la norma che riconosce una sorta di un beneficio agli imputati incensurati (Berlusconi), il tempo si accorcerebbe di altri sei mesi. Ai primi di giugno, dunque, verrà decretato il triplice fischio.

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Giustizia, Anm contro la prescrizione breve: ''Minimo 15mila processi cancellati''

Roma, 14 apr. (Adnkronos) - ''I numeri sono chiari. Possiamo ipotizzare minimo 15mila processi che saranno cancellati, o uccisi'' dalla prescrizione breve per gli incensurati. Il presidente dell'Anm, Luca Palamara è durissimo. ''Il problema - spiega a 'Repubblica tv' - è che non si realizza solo un taglio sul momento ma che il taglio continua''.

Una bocciatura al provvedimento varato dalla Camera che arriva da tutta l'Associazione nazionale magistrati: "La prescrizione breve è una legge che uccide i processi - sostiene il sindacato del toghe in una nota - un'amnistia permanente per numerosi gravi reati, come la corruzione, l'evasione fiscale, la truffa, la truffa ai danni dello Stato, l'appropriazione indebita, l'omicidio e le lesioni colpose, quelli in materia di ambiente e di infortuni sul lavoro".

In tutti i Paesi occidentali l'inizio del processo impedisce la prescrizione dei reati. In Italia, invece - afferma l'Anm - i brevi termini di prescrizione sono un incentivo per l'imputato ad allungare i tempi del processo, in quanto il termine decorre persino dopo una condanna in primo grado e in appello. Con queste norme, per una corruzione gravissima o per una frode fiscale per milioni di euro scoperte a distanza, ad esempio, di quattro o cinque anni dal fatto, l'imputato avrà la certezza dell'impunita' per l'impossibilità di celebrare tre gradi di giudizio nel breve termine residuo. Non solo: avrà diritto anche alla restituzione del profitto del reato sottoposto a sequestro.

Questa legge, insistono i giudici, "viola il principio di eguaglianza: l'omicidio commesso da un incensurato si prescrive prima di un furto commesso da un recidivo; per lo stesso reato commesso da due persone, una incensurata e l'altra no, si potrà arrivare alla prescrizione per l'una e alla condanna per l'altra". Secondo l'Associazione nazionale magistrati, "in questi anni non è stato fatto nulla per assicurare una giustizia più rapida e più efficiente, mentre oggi si approva a tamburo battente una legge che uccide i processi e nega giustizia alle vittime dei reati". "La prescrizione del reato - conclude la nota dell'Anm - è una resa dello Stato di fronte al crimine, è un'ulteriore offesa alle vittime del reato, è una sconfitta per la giustizia".
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Volontario italiano rapito a Gaza, in un video ultimatum per rilascio

Un fermo immagine del video con Vittorio Arrigoni
Roma, 14 apr. (Adnkronos) - Un cittadino italiano è stato rapito a Gaza. La notizia viene riportata nelle breaking news dal sito dell'agenzia stampa palestinese Maan. Si tratterebbe del volontario italiano Vittorio Arrigoni.

Un'altra fonte di stampa palestinese, Hala, pubblica il video in cui i sequestratori lanciano un aut aut al governo di Hamas, partito dalle 10 di questa mattina, minacciando la morte di Arrigoni se non verrà accolta la richiesta di liberare alcuni loro detenuti.

Il volontario italiano, da anni impegnato nei Territori palestinesi, sarebbe stato rapito oggi da un gruppo salafita locale. La conferma verrebbe da un video nel quale Arrigoni appare con gli occhi bendati dal nastro adesivo nero e con una ferita alla tempia.

Nel filmato, il cui testo è in arabo, viene dato un ultimatum di 30 ore a partire dalle 11 di oggi (le 10 in Italia) per soddisfare le richieste dei rapitori. Tra queste, la liberazione dello sceicco Abu Walid al-Muqdasi. Se le richieste non verranno soddisfatte, il cittadino italiano verrà ucciso. Il cooperante è stato rapito mentre lasciava il campo di Jerbala con uno dei quadri delle milizie delle Brigate di al-Aqsa.

L'unità di crisi della Farnesina sta verificando la notizia del presunto rapimento di un volonrtario italiano a Gaza. Lo hanno riferito fonti della Farnesina all'ADNKRONOS.

Arrigoni ha scritto diversi articoli da Gaza per il 'Manifesto'. Il vicedirettore del quotidiano Angelo Mastrandrea riferisce all'ADNKRONOS: "Abbiamo appreso poco fa da notizie di stampa del rapimento di Vittorio Arrigoni. Stiamo provando a contattarlo ma il suo telefono risulta staccato: non abbiamo ricevuto nessun messaggio di aiuto ma siamo preoccupati per lui".

"Stiamo cercando conferme dalla Farnesina - aggiunge - ma per il momento non siamo riusciti a sapere nulla di più di quanto appreso dalle notizie di stampa".

Il volontario aveva iniziato a collaborare con 'Il Manifesto' mandando cronache quotidiane sulla guerra. "Vittorio Arrigoni ha iniziato a collaborare con noi mandando pezzi di cronaca sul conflitto a Gaza, dove si trovava come volontario di una ong", spiega Mastrandrea.
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