Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
giovedì 19 maggio 2011
"Tentata estorsione", chiesta condanna a due anni per Dell'Utri
Germania: studio, nemmeno una sola delle centrali nucleari resisterebbe in stato emergenza
BERLINO – Un test degli studiosi tedeschi rivela che nessuna delle 17 centrali nucleari del paese resisterebbe ad uno scenario di emergenza, come un sisma, un alluvione, un’interruzione della corrente o lo schianto di un aereo abbastanza intensi. Secondo il magazine Spiegel, nessuna delle centrali ha dunque lo standard di sicurezza più alto, il livello tre, e mediamente non ha nemmeno il livello due. Nonostante ciò, lo studio condotto da un team di studiosi tedeschi non consiglia di chiudere nessuna delle centrali. Anche il Ministro Tedesco per l’ambiente Norbert Rottgen, ha affermato che non c’è bisogno urgente di chiudere nessuno dei reattori.
Sgarbi è costato 1,5 milioni di euro: la videotassa di destra
Una domandina facile facile. Ma com’è che tutti questi prestigiosi anchorman di destra, ogni volta che si avventurano in televisione, sprofondano se stessi ed i conti della Rai? Dopo aver lanciato anatemi contro programmi comunisti che hanno margini di contribuzione fortemente positivi, cioè che portano soldi (Annozero, Ballarò, Report, Che tempo che fa), ci troviamo ora con il raccolto comizietto serale diGiuliano Ferrara, che è partito già come un costo secco per le casse di viale Mazzini, e con la precoce dipartita dal video di Vittorio Sgarbi, uno dei maggiori bluff della storia mediatica italiana, fermato dopo solo una puntata ma con un bel sunk cost di 1,5 milioni di euro. Non c’è nulla da dire, questa destra in televisione è una tassa, l’ennesima, che si abbatte sulle tasche degli italiani. Eppure non ci pare di leggere, in giro per altrimenti vocali blog di destra e sedicenti liberisti, nessuna considerazione in merito. Lo scriviamo da tempo: la dissonanza cognitiva ormai non è più patrimonio esclusivo della sinistra italiana.
Elezioni Milano: Schiaffo a Berlusconi? Ora ci vuole un calcio...
MILANO – Che ci piaccia o no, due giorni fa, nelle case italiane è andata pressapoco così: partenza, Moratti in vantaggio seguita da un timido Pisapia. Pisapia lentamente raggiunge Moratti. Moratti resiste. Pisapia raggiunge e affianca. Moratti è incurante. Pisapia azzarda e improvvisamente sorpassa. Sorpassa. Sorpassa e resiste.
Grande ola.
Moratti non reagisce. Pisapia in testa, azzarda e, a sorpresa, distanzia Moratti. Moratti snobba convinta del recupero. Moratti retrocede un pochetto. Pisapia allunga e riacquista slancio e taglia il traguardo con un fantastico 48,00 lasciando basita Moratti inchiodata ad un improbabile 41,6! Sì!
E adesso? E adesso su le maniche. Secondo tempo.
Non si può negare, è scattata la tifoseria per la parte politica tanto sofferta e alcune volte rinnegata. Il pensiero frequente: “Non può essere sempre tempesta. Non può durare in eterno” accompagnava l'attesa.
Nel turbine di pensieri ad un semaforo qualcuno chiede: “come siamo messi? “Messi per cosa?” - “ma con la Moratti!”
Il disgelo “sembra” iniziato.
Svegliati da un trip, di grande esaltazione collettiva, Pdl e Lega improvvisamente toccano terra in preda ai postumi di una sbornia. È accaduto l'immaginabile. Dov'è finito il 60% di elettori vantati per 3 anni?Boh! Finalmente hanno attualizzato il proprio elettorato.
Monsieur Montgolfier strategicamente, a palazzo, comincia le sue macchinazioni.
Previste tante telefonate. Il telefono è la sua voce.
Accordati tanti incontri e qualche acquisto. È un amante dello shopping. Gambizzato da meno 24.605 voti, sembra quasi in ginocchio. Sembra, ma non è.
Partono le grandi manovre. Ridimensionare il colpo, tradurre tutto in pareggio. Santanchè in panchina con Lassini, Pdl e la Lega prendono coscienza. “abbiamo sbagliato qualche cosa?” Eureka: “dobbiamo parlare con i cittadini e pensare a Milano”. A beh!
Verdini precisa, “non focalizziamo su Milano, guardiamo la globalità” mentre la casalinga pulisce le carote, ascolta e impreca: “ma stordito e il tuo capo che ha acceso i riflettori su Milano convinto di fare il botto!”.
Due giorni di rabbia nascosta. La Russa, Lupi, Gasparri, Cicchito, Salvini Formigoni, e la stessa Moratti, colpiti, ostentano sicurezza. Obbiettivo, intortare il prossimo con una recita diversa.
Il capo, Monsieur Montgolfier, sente ancora la posizione di forza, lui detiene un potere monopolistico del partito e dell'alleanza. Lui è il padrone del partito nessuno può chiedere le sue dimissioni. Persevera con la tesi estremista, votato alla flagellazione. Pisapia oscilla da terrorista a portatore di droghe organizzatore dei centri sociali luoghi estremisti e pericolosi, probabilmente vivaio di BR.
Monsieur Mongolfiera dal 1994 ha varato 200 leggi in materia penale, dedicando il 60% delle forze alla giustizia e non ai problemi del paese. Anche Milano deve aspettare. Ha chiesto al suo elettorato almeno 56.000 voti, altrimenti la sinistra e i magistrati lo avrebbe sbranato. Paradossale, il ricco potente pretende difesa dal popolo! E poi?
CONTINUA ...
http://www.agoravox.it/Elezioni-Milano-Schiaffo-a.html
martedì 17 maggio 2011
Twitter aspetta il suicidio di Mastella
“Le promesse vanno mantenute”, dicono gli utenti del social network.
Clemente Mastella is trending on Twitter: e il social network gli augura una pronta morte. Ma non si tratta di pericolosi terroristi che minacciano attentati, semplicemente utenti dotati di buona memoria: “Se vince Luigi de Magistris mi suicido”, aveva detto il candidato sindaco per Napoli, sostenuto dalle liste dell’Udeur.
TWITTER IS TRENDING – Ne abbiamo parlato anche oggi su queste pagine, e sulla rete sociale di chi condivide brevi pensieri e frasi sono in tanti a commentare quella che per loro è già una mancata promessa. Insomma, Mastella: è vero che De Magistris non ha vinto le elezioni – ancora – ma certo il dato politico c’è. Si aspetta che l’ex ministro della giustizia passi dalle parole ai fatti.
de magistris è andato al ballottaggio, ora caro Mastella mantenga la sua promessa e si suicidi!! Ma possibile che nessuno mantenga più la parola data? “Se De Magistris va al ballottaggio mi suicido”.A che ora? “Se vince De Magistris mi suicido”. Bisogna solo votare De Magistris e farlo sembrare un incidente. “Se vince De Magistris mi suicido”.Forza Luigi,sono curioso di sapere che mondo sarebbe senza Mastella.
ANCHE SU FACEBOOK – E’ già nato anche il gruppo Facebook in tema: “Ricordiamo a Mastella che ha promesso di suicidarsi”.
Continua ...
http://www.giornalettismo.com/archives/125711/twitter-aspetta-il-suicidio-di-mastella/
Napolitano: "Combattere l'omofobia"
Fini: va sconfitta culturalmente. La Carfagna: «Serve una legge»
"I giovani sono in via di estinzione"
Meno 2 milioni in 10 anni: l'11% non studia né lavora
Iraq: gente festeggia ritiro truppe americane da Karbala
Radio Italia intervista Manlio Dinucci: Italia spende 100 milioni di euro al mese in guerra in Libia
Penso che nella guerra in Libia ci sia un primo interesse che è il petrolio del paese nord africano, ma non e' l’ultimo, la Libia dopo essersi liberata dalle sanzioni aveva intrapreso una serie di investimenti all’estero accogliendo allo stesso parte grandi capitali stranieri ; si parla di un affare di oltre 150 miliardi di dollari.
Questi investimenti sono stati poi congelati. Per quanto riguarda le spese militari dell’Italia in Libia bisogna dire che i conti sono ancora molto provvisori ma si calcola di una spesa di almeno 100 milioni di euro al mese. Sono cifre enormi sopratutto si tenga conto che l’economia italiana è in una fase di crisi e c’è bisosno di maggiori fondi da investire a fini sociali e quindi queste cifre sono enormi in rapporto all’esigenze dell’economia italiana. Sono le parole di Manlio Dinucci, giornalista e scrittore del quotidiano Il Manifesto in un’intervista a Radio Italia dell’IRIB.
Nota della Redazione: E' disponibile attraverso il link sottostante l'audio integrale dell'intervista
Esercito segreto di Blackwater in Emirati per reprimere proteste popolari
Israele fa strage e ne incolpa l’Iran e il Libano
TEL AVIV - Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto che l'esercito d'Israele, domenica 15 maggio nel 63esimo anniversario della Nakba (catastrofe), ha ucciso almeno venti palestinesi e ne ha feriti altri centinaia per "difendere i confini e la propria sovranità", anche se i confini in questione non appartengono affatto ad Israele, ma a zone che occupa militarmente da decenni, come nel caso delle alture del Golan che appartengono alla Siria e sono occupate da decenni per la "sicurezza" d'Israele secondo la retorica ufficiale di un paese che è l'incontrastata potenza militare dell'area e che dalle zone occupate trae l'acqua per l'agricoltura e le piscine degli israeliani benestanti più che la sicurezza da attacchi impossibili, visto che i vicini non hanno nemmeno eserciti moderni degni di questo nome. Netanyahu ha anche detto che i palestinesi uccisi sono "infiltrati", gente che voleva entrare in Israele per fare chissà cosa, anche se marciavano in corteo ed erano disarmati. Dice Israele che il suo è un uso legittimo della forza, anche se per disperdere i dimostranti non sono nemmeno stati usati i lacrimogeni, ma si è proceduto subito ad aprire il fuoco con proiettili da guerra sulle manifestazioni.
Tutte affermazioni ridicole e incredibili, sulle quali è arrivata come sempre e come la ciliegina (doppia) sulla torta un "ufficiale anonimo" dell'IDF che ha accusato l'Iran di aver organizzato le proteste e ha affermato che i dimostranti uccisi da Israele in territorio libanese sono in realtà stati uccisi dallo stesso esercito libanese. Secondo l'IDF gli israeliani hanno sparato in aria e alle gambe dei dimostranti, i libanesi invece hanno sparato nel mucchio. Il che non spiega come siano morti i palestinesi altrove dove non c'era ombra, secondo lo stesso esercito israeliano, di soldati libanesi o di altri paesi. Se non basta domani un altro "ufficiale anonimo" proverà a spiegare come gli iraniani abbiano costretto le armi dei bravi soldati israeliani a sparare da sole e a fare una strage.
Italia: ira di Bossi su Berlusconi: troppi errori, doveva ascoltarmi
ROMA - L'eventuale rottura dello storico asse con Silvio Berlusconi verrà decisa solo dopo il ballottaggio di Milano, ma per ora da via Bellerio trapelano almeno due certezze. La prima è che "se prima il Pdl vinceva grazie alla Lega, ora è la Lega che perde per colpa del Pdl". La seconda è che la prima opzione è ancora quella di andare avanti nell'alleanza con il Cavaliere, con Umberto Bossi che però pretenderà una trazione leghista ancora più marcata per l'esecutivo. Proprio per questo dalla sede del Carroccio la parola d'ordine è ora di lavorare ventre a terra per il secondo turno di Milano, sperando che l'arrivo di quello che è già stato ribattezzato il 'soccorso verde' possa raddrizzare le cose e mostrare ancora più chiaramente che si vince solo se si fa come vuole la Lega.
Perchè a quanto riferiscono i pochi che hanno potuto cogliere l'umore del Senatur, il leader del Carroccio avrebbe messo in fila tutti gli errori commessi negli ultimi mesi dal premier. In primis, quello di non aver seguito il consiglio dello stesso Bossi di andare a votare in autunno. Da lì, secondo l'analisi dello stato maggiore leghista, sarebbero discesi tutti gli altri, con la "colpevole rincorsa" della maggioranza in Parlamento che ha senza dubbio irritato gli elettori del Carroccio. Ecco allora che al Cavaliere Bossi avrebbe rimproverato lo spazio dato ai Responsabili, la posizione sulla Libia, la politica ondivaga sull'immigrazione, fino all'ultimo caso del decreto 'salva-abusivi', su cui si scatenerà da subito l'opposizione della Lega. Così come il Carroccio "vigilerà" sul prossimo allargamento del governo annunciato da Berlusconi.
Continua ...
Usa, il Pentagono ignora deliberatamente crimini sessuali
WASHINGTON - Per colpa della negligenza deliberata del Pentagono, le vittime della violenza sessuale nell'esercito degli Stati Uniti non sono riuscite a portare il loro caso davanti alla giustizia. Stando alla PressTv alcune ex soldatesse che hanno subito abusi sessuali dai loro compagni criticano il Dipartimento della Difesa USA per promuovere una cultura del segreto che non le impedisce di denunciare i reati a sfondo sessuale nel servizio militare.
"Secondo il Dipartimento della Difesa, circa 3.200 uomini e donne che hanno fatto il servizio in tutti i rami delle forze armate americane hanno presentato denunce di violenza sessuale solo nel 2010. Alcuni di loro avrebbero subito gli abusi nelle zone di guerra dell'Afghanistan e dell'Iraq.
"Nonostante alcuni progressi siano stati fatti, alcuni non accettano donne nelle forze armate, tale atteggiamento può condurre alla violenza sessuale. Un gesto che più che essere un abuso del grado è un atto di nonnismo. Per dimostrare il potere e il dominio. Per mostrare il controllo su qualcuno", ha detto Patrick McCann, direttore di Men Can't Stop stupro.
Circa 16 uomini e donne che hanno fatto causa, accusano il Pentagono di ignorare le loro denunce. "Il sistema permette a molti delinquenti di sfuggire alla giustizia", ha dichiarato Myla Haider, vittima di molestie sessuali.
Nel 2007, il DOD ha segnalato 2.200 casi di stupro nei campi militari. Nel 2009, il numero è aumentato arrivando a 3.300. Circa il 37% delle vittime ha subito la violenza piu' di una volta.
Secondo il sito Mycentraljersey.com citando fonti militari l'80% delle vittime preferisce tacere per timore di rappresaglie.
Secondo i dati pubblicati di recente da uno studio delle forze aeree Usa, 1 donna su 5 e 1 uomo su 20 hanno subito violenza sessuale mentre stavano prestava servizio nell'Air Force.
A Mosca arrestato un cannibale mentre mangiava un fegato umano
L'uomo aveva ucciso e fatto a pezzi un amico. I piedi, una mano e la spalla del cadavere erano stati ritrovati nella Moscova.
Stampa estera: per Berlusconi schiaffo e umiliazione a elezioni
I primi commenti dei media stranieri sottolineano la sconfitta incassata a Milano
Lo strano caso del complotto contro Dominique Strauss-Kahn
Essendo stato per anni iscritto d’ufficio al partito degli apologeti della Rete (senza peraltro esserlo) finirà chi scrive per essere annoverato adesso, sempre d’ufficio, al partito dei catastrofisti, tra Gianni Riotta e Geminello Alvi?
E’ straordinariamente curiosa, nonché reazionaria, l’idea che da ieri circola in Rete per la qualeDominique Strauss-Kahn, il direttore generale dell’FMI, accusato di stupro a Nuova York, sia statovittima di un complotto. Idea reazionaria innanzitutto, perché se Strauss-Kahn è innocente vuol dire che c’è una donna che ha mentito, argomento tipico della destra che trasmigra a sinistra.
L’idea di tale complotto, letto un po’ ovunque in giro, sarebbe stato originato dal fatto che Strauss-Kahn, in quanto “di sinistra” (sic) sarebbe stato bloccato dai poteri forti che dominano l’FMI, oppure perfare un favore a Nicolas Sarkozy nella corsa all’Eliseo o chissà perché altro.
E’ curioso che in entrambi i casi il signor Strauss Kahn venga iscritto al partito dei “nostri” (“nostri” chi?) e pertanto diviene vittima di un complotto del perfido marito di Carla, dell’imperialismo amerikano o della Spectre. Ma chi dice che Strauss-Kahn sia dei “nostri”? Chi dice che come direttore dell’FMI abbia rappresentato un’impossibile cambiamento per quella feroce organizzazione dimostrabilmente colpevole di avere indotto carestie nel sud del mondo? Soprattutto qual è un solo indizio che possa esserci stato un complotto?
Continua ...
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