sabato 22 gennaio 2011

Neve al Centrosud e in Emilia Romagna, imbiancati il Vesuvio e l'Amiata

Roma, 22 gen. (Adnkronos/Ign) - Prosegue l'ondata di maltempo, alimentata da una massa d'aria fredda di origine artica, che da due giorni sta determinando basse temperature, pioggia diffusa e neve anche a basse quote. Lo comunica in una nota il Dipartimento della Protezione civile, precisando che nella giornata di oggi, come preannunciato già ieri, gli effetti della circolazione depressionaria interesseranno in particolare le regioni meridionali peninsulari.

Sulla base delle previsioni disponibili, che confermano e precisano quelle dei giorni scorsi, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso infatti un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse, che integra ed estende quelli diffusi nei giorni scorsi e che prevede il persistere di precipitazioni sul centro-sud del nostro Paese.

Oggi, si registrano nevicate in Emilia Romagna, Toscana centro settentrionale, Marche, Umbria e Abruzzo dove nell'area appenninica le precipitazioni sono piuttosto abbondanti. Il bollettino sul sito della Protezione Civile riferisce che nevica al di sopra dei 300-500 metri, in calo fino ai 100-300 metri, su Molise, Campania orientale e Puglia settentrionale, con possibili sconfinamenti anche al livello del mare sulla costa molisana, con apporti al suolo moderati, fino ad elevati sul comparto appenninico.

Imbiancato il Vesuvio e anche il Monte Amiata in Toscana. Neve al di sopra dei 300-500 metri suToscana meridionale, Lazio e Sardegna, con apporti al suolo da deboli a localmente moderati, specie sull'Appennino laziale. E ancora al di sopra dei 600-800 metri, in calo fino ai 300-500 metri, sui restanti settori della Campania e su Basilicata e Puglia centrale, con apporti al suolo generalmente moderati. Al di sopra degli 800-1000 m, in calo fino ai 600-800 m, sul resto del meridione, con apporti al suolo da deboli a moderati.

E' la vasta circolazione depressionaria, abbattutasi sul Mediterraneo centrale a causa della discesa di una massa d'aria fredda di origine polare marittima, che continuerà ad insistere sulle regioni centro-meridionali italiane e sull'Emilia Romagna, ad aver portato la pioggia e la neve fino a quote basse. Domani la perturbazione porterà il suo centro d'azione sulla Bulgaria, ma sul Mediterraneo centro-occidentale insisterà ancora un lasco campo depressionario. Lunedì e martedì l'Italia sarà interessata, marginalmente, da un vortice proveniente dall'Europa centrale ed in transito sulla penisola balcanica.

Neve anche all'Aquila. "Ma al momento non si registrano disagi. Nel piano casa la costruzione delle abitazioni è stata fatta tenendo conto delle temperature molto basse che si raggiungono in inverno", ha detto all'ADNKRONOS il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. "L'ultima volta ci sono stati problemi: alcuni tubi si sono congelati perché una parte delle abitazioni era stata progettata per temperature più alte rispetto a quelle che invece si raggiungono all'Aquila - ha aggiunto il primo cittadino - Ma siamo intervenuti, e con i lavori fatti abbiamo eliminato questo problema".

Craxi: proteste e monetine contro inaugurazione piazza a Lissone

Milano, 22 gen. (Adnkronos) - Doveva essere inaugurata oggi a Lissone, in provincia di Monza, la piazza intitolata a Bettino Craxi, a 11 anni esatti dalla morte, ma la protesta di diverse decine di contestatori alcuni dei quali hanno lanciato qualche monetina, ha costretto a un cambio di programma. "La targa e' stata regolarmente scoperta -spiega il portavoce di Stefania Craxi, figlia dello statista socialista- e la manifestazione e' poi proseguita all'interno di Palazzo Terragni, come gia' previsto dagli organizzatori".

Marina Berlusconi vs Saviano: la sua presa di posizione a mi fa letteralmente orrore

Milano, 22 gen. (Adnkronos) - "Il 'mestiere di giustizia', come lo chiama Saviano, e coloro che sono chiamati ad esercitarlo non dovrebbero avere nulla a che vedere con la persecuzione personale e il fondamentalismo politico che questa vicenda mette invece tristemente, e con spudorata evidenza, sotto gli occhi di tutti". Così il presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, commenta le affermazioni fatte oggi a Genova da Roberto Saviano.Lo scrittore napoletano oggi è stato insignito della laurea honoris causa in giurisprudenza all'ateneo di Genova e ha dedicato la sua laurea ai ''magistrati Bocassini, Sangermano e Forno che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro 'mestiere di giustizia'".

I tre magistrati sono i titolari dell'inchiesta sul 'caso Ruby' che coinvolge il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. "Mi fa letteralmente orrore - spiega in un comunicato la manager Marina, figlia del premier - che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi".

Cuffaro: entra nel carcere di Rebibbia

(ANSA) - ROMA - Salvatore Cuffaro e' entrato nel carcere di Rebibbia. Il provvedimento di carcerazione gli e' stato notificato dai Carabinieri del Ros nella stazione dei militari vicino a piazza Farnese, dove l'esponente politico si e' fermato dopo aver lasciato l'abitazione. La seconda sezione penale della Cassazione che doveva decidere la sentenza sul processo alle talpe della Dda ha convalidato tutte le pene per gli altri imputati. Definitiva la condanna a 15 anni l'ex manager della sanita' privata Aiello.

Mafia: Sentenza Cuffaro, Carabinieri Palermo gia' allertati per arresto

Palermo, 22 gen.- (Adnkronos) - I Carabinieri del Reparto operativo di Palermo sono gia' stati allertati dopo la conferma della sentenza di condanna a sette anni per l'ex Presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro. I militari stanno aspettando l'ordinanza di arresto che sara' emessa dalla Procura generale di Palermo, che a sua volta attende il fax dalla Corte di Casdsazione. I Carabinieri sono stati allertati su tre imputati: Salvatore Cuffaro, l'ex manager della Sanita' Michele Aiello e l'ex maresciallo del Ros Giorgio Riolo. Tutti e tre sono a piede libero. L'arresto potrebbe scattare gia' nelle prossime ore.

"L'Albania come la Tunisia

"POVERTA', disoccupazione, corruzione, mancanza di rispetto dei diritti umani e dei principi democratici... Siamo in una dittatura vera e propria. Sembriamo la Tunisia dei Balcani". Appena tornato dall'ospedale dove ha incontrato decine di manifestanti e poliziotti feriti, il deputato Saimir Tahiri, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito socialista all'opposizione che ha promosso la manifestazione di ieri finita nel sangue, non esita a paragonare Tirana a Tunisi.
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http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/22/news/l_albania_come_la_tunisia_via_questo_regime_di_corrotti-11521644/

Bankitalia indaga su B.

Nel 2008 il premier ha bonificato un milione e mezzo di euro sul conto di Dell'Utri nella banca di Denis Verdini. Un regalo misterioso, ma soprattutto non segnalato alle autorità competenti. E c'è il sospetto di riciclaggio.
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Mafia, attesa la sentenza della Cassazione su Cuffaro. Giudici in camera di consiglio

Palermo, 22 gen. (Adnkronos) - E' attesa per oggi, con ogni probabilità nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio, la sentenza della Corte di Cassazione del processo per le cosiddette 'talpe' della Procura di Palermo che vede tra gli undici imputati l'ex presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, accusato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Nella requisitoria di ieri il sostituto procuratore generale Giovanni Galati ha chiesto alla Corte di rideterminare la pena, di 7 anni di reclusione, perché Cuffaro non può essere accusato dell'aggravante a Cosa Nostra in quanto "manca la prova di avere voluto favorire il sodalizio mafioso". Di conseguenza si prescriverebbe l'accusa di avere favorito il boss Giuseppe Guttadauro e rimarrebbe in piedi solo l'accusa di favoreggiamento semplice al manager della sanità Michele Aiello. Quest'ultimo nel processo di secondo grado era stato condannato a 15 anni e mezzo di carcere. Salvatore Cuffaro, che ieri ha trascorso il pomeriggio in una chiesa nei pressi del Senato a Roma a pregare, oggi attenderà il verdetto in famiglia.

venerdì 21 gennaio 2011

Sul caso Ruby la Procura di Milano va avanti

Milano, 21 gen. (TMNews) - La Procura di Milano, dopo aver letto la breve comunicazione in cui i difensori di Silvio Berlusconi spiegano che il premier non si presenterà all'interrogatorio perché l'autorità giudiziaria di Milano è ritenuta incompetente, decide di proseguire nell'indagine in vista della richiesta di processo con rito immediato, come era stato ipotizzato già nell'invito a comparire notificato al presidente del Consiglio il 14 gennaio scorso. Lo si apprende da fonti giudiziarie. La questione della competenza era già stata valutata dalla Procura prima di spedire l'avviso al premier. Nelle poche righe del fax mandato dai difensori di Berlusconi alla Procura, una sorta di atto di cortesia, si sostiene che il reato ipotizzato sia di tipo ministeriale. Intanto, la Procura attraverso l'analisi dei tabulati sta cercando di verificare la rispondenza al vero delle affermazioni fatte in televisione dalla escort Nadia Macrì, che sostiene di essere stata ad Arcore il 24 aprile dell'anno scorso.

Sfrattate le Berlusconette. La Minetti rischia il posto

E il telefono di Berlusconi diventa rovente. L'amministrazione del complesso dove si trovano gli appartamenti delle mantenute di Berlusconi ha intimato loro lo sfratto. Troppo il disagio per gli altri inquilini, scioglimento del contratto e sfratto immediato per lesione al decoro del condominio. Hanno solo otto giorni per lasciare gli appartamenti, non dovrebbero comunque finire in mezzo a una strada. Come non dovrebbe finire in mezzo a una strada Nicole Minetti (nella foto*), che vede minacciato il suo posto, e la sua retribuzione da consigliere regionale della Lombardia. Anche i suoi compagni di coalizione sono in imbarazzo nello spiegare agli elettori il senso di retribuire con denaro pubblico una persona che si è scoperta impegnata a tempo pieno nella gestione dell'harem sopra ricordato. Per non parlare delle firme false sulla sua candidatura e altri dettagli. Come al solito l'ira degli indignati si abbatte come una furia sulle figure di secondo piano, i capri espiatori sacrificati al posto del caprone, che sta facendo l'impossibile per sfuggire al suo tristo destino. La disgrazia che si abbatte sulle sue compagne di giochi rende però molto difficile il lavoro di chi sta cercando di difendere il caprone, da una parte con sottili distinguo sulle competenze e dall'altra negando assolutamente qualsiasi ipotesi di puttaneggiamento. Diventa difficile quando le ragazze sono scacciate dalle loro dimore perché ne offendono il decoro o si devono dimettere dagli incarichi pubblici perché giudicate indegne e troppo compromesse dagli stessi compagni di partito. Una posizione poco compatibile con l'immagine di un vorticoso giro di denaro destinato a beneficiare un gruppo di giovincelle bisognose, che è la versione che stanno cercando di promuovere Berlusconi e i suoi associati. Così com'è impensabile che gli inquilini senza cuore caccino un gruppo di giovincelle bisognose, assistite da un milionario dal cuore d'oro, adducendo un danno al decoro. Evidentemente, nonostante gli sforzi fin qui profusi e il solito sacrificio di molti che si sono lanciati ben oltre il ridicolo per fare scudo a Berlusconi, non se la beve nessuno che le signorine siano qualcosa di diverso da quello scoperto dai magistrati. Una realtà inconfutabile emersa già dalla parte di atti trasmessi al Parlamento, nei quali c'è di tutto, ma manca proprio la minima traccia di relazioni edificanti. E non si tratta nemmeno di tutte le prove già acquisite nell'inchiesta, ma "solo" di quelle ritenute necessarie per giustificare la perquisizione dell'ufficio del ragioniere di Berlusconi, quello che pagava questo gruppo di ragazze, che non è nemmeno l'unico bacino dal quale attingevano le serate bunga-bunga. Su questa ipotesi s'intravede un abbozzo di Piano B, che cerca di dipingere Berlusconi come vittima di ragazze scafatissime aizzate da famiglie avide e da presunti amici impegnati a truffarlo. Quadro forse più realistico, ma comunque una plateale ammissione d'inadeguatezza a ricoprire un ruolo come quello di Presidente del Consiglio. Presdelcons che in questo preciso momento sta subendo svariati atti di bullismo telefonico, dopo che il suo numero è divenuto pubblico insieme a quelli di tutti gli altri protagonisti della vicenda. Sono già molti quelli che riferiscono di aver telefonato o (i più numerosi) inviato SMS poco cordiali. L'antica saggezza popolare cinese imporrebbe a questo punto di bastonare il cane che affoga, ma la vicenda non si svolge in Cina e così per ora al cane annaspa e sopravvive. Intanto l'opinione pubblica nel suo complesso fatica ad indignarsi, un po' perché è abituata da anni a questo livello di trivialità e un po' perché fatica a prendere sul serio la cosa in mezzo a tanto sghignazzare e all'enormità delle notizie che circolano. * Chissà se Bossi Jr. (aka Il Trota), rivedendo la foto, penserà a quando la sua ex-fidanzata andava ai bunga-bunga con la Minetti e Berlusconi.

Diritti con la data di scadenza, come lo yogurt

Ai diritti dei lavoratori precari è stata data una scadenza, come per lo yogurt. Si tratta del prossimo 23 gennaio. Dopo quel giorno decade ogni possibilità di impugnare un contratto di lavoro illegittimo. Quando tutto viene considerato merce di scambio, dalle auto al sesso, dalle scarpe al lavoro, anche i diritti vengono considerati tali. Una merce, quest’ultima, che come tale non è data per sempre, ma a seconda delle necessità di un profitto, sia esso politico o economico. Nel caso dei diritti dei lavoratori precari, si tratta di entrambi i casi e si tratta di una merce prodotta negli operosi palazzi politici, dove più che rappresentanti dei cittadini sembra siedano capitani d’industria e loro vassalli, a giudicare dai provvedimenti che ne vengono fuori. E’ in questa condizione che i diritti mercificati devono essere ben digeriti da coloro che amano riempircisi la bocca, inghiottirli e poi rilasciare puzzolenti escrementi dove i lavoratori rischiano di affogare. Sarà per questo che ai diritti dei lavoratori precari, serviti alle tavole padronali, è stata data una scadenza, breve come fosse un yogurt. Si sta parlando del termine stabilito nella legge 8 novembre 2010 n. 183, il cosiddetto “collegato lavoro” approvato dal governo Berlusconi, entro il quale i lavoratori precari hanno possibilità di impugnare un contratto a tempo determinato di dubbia legittimità. Un termine che non esisteva fino allo scorso 24 novembre, giorno dell’entrata in vigore del “collegato lavoro”, e pertanto prima che quel provvedimento fosse approvato, un lavoratore aveva la possibilità di fare causa per un contratto illegittimo, anche a distanza di anni dalla sua conclusione. La ragione era evidente quanto giusta: non porre la parte debole dei contraenti (il lavoratore) nella condizione di dover scegliere se vedersi riconosciuto un diritto o coltivare la speranza di essere riassunto, magari con un nuovo contratto a termine. Tutto cambia, appunto, con l’entrata in vigore del “collegato lavoro”, che lascia al lavoratore 60 giorni di tempo dalla scadenza del contratto, per impugnarlo e solo 270 giorni dalla data di impugnazione per ricorrere in tribunale. Poiché l’efficacia di questo odioso provvedimento è retroattivo, tutti i contratti scaduti prima del 24 novembre 2010 possono essere impugnati entro e non oltre il prossimo 23 gennaio. Per farlo ed avere poi 270 giorni di tempo per eventualmente rivolgersi ad un giudice, occorre inviare una raccomandata ai datori di lavoro presso i quali si è lavorato con contratto a termine, contenente l’impugnazione della risoluzione del loro contratto di lavoro. È il solo modo per vedersi riconosciuti, in base ai singoli casi, un risarcimento o anche l’assunzione a tempo indeterminato. E’ il solo modo, se agito in maniera diffusa, per evitare l’efficacia di quello che di fatto risulta essere un condono per quei datori di lavoro, pubblici e privati, che hanno abusato dei contratti a termine ed approfittato delle condizioni di precarietà dei lavoratori.

Caso Ruby: Bondi, la sinistra e' la maledizione dell'Italia

Roma, 21 gen. (Adnkronos) - "Conosco bene le tecniche di disinformazione e di manipolazione della realta' di cui e' capace la sinistra italiana, ma di fronte a quello che sta accadendo in questi giorni c'e' da restare allibiti e sconvolti. Questi signori sono pronti a mandare tutto in malora, sono pronti a sfasciare tutto pur di destabilizzare il quadro politico, nell'illusione di poter poi conquistare il potere. La vera maledizione per questo nostro Paese e' questa sinistra, disposta a tutto, pronta a mettere in gioco gli interessi di tutti gli italiani, pur di raggiungere i propri fini". Lo ha dichiarato il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi.

Caso Ruby: termina dopo 5 ore interrogatorio Nadia Macri'

Milano, 21 gen. (Adnkronos) - E' terminato dopo 5 ore l'interrogatorio di Nadia Macri' davanti ai magistrati milanesi che indagano sul caso Ruby. La ex escort ha lasciato gli uffici di piazzetta Umanitaria a bordo dell'auto guidata dall'amico Francesco Chiesa Soprani, ex agente di Noemi Letizia, e si e' allontanata senza rilasciare dichiarazioni.

Mafia: in attesa di sentenza Cassazione Cuffaro prega in chiesa

Palermo, 21 gen. (Adnkronos) - L'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro e' andato in chiesa a pregare in attesa di conoscere il verdetto dei giudici della Corte di Cassazione nell'ambito del processo per le cosiddette 'talpe' della Dda di Palermo. Questa mattina, al termine della requisitoria il procuratore generale aveva chiesto ai giudici della Cassazione di ridurre la pena inflitta in secondo grado, a 7 anni di reclusione. Secondo il pg non ci sarebbero le prove che il senatore del Pid abbia voluto agevolare Cosa nostra.

giovedì 20 gennaio 2011

Ruby, le confessioni in tv smentite da testimonianze ed intercettazioni

ROMA - Ruby nega tutto, smentisce quelle 389 pagine che raccontano anche di lei. Davanti alle telecamere parla di una nuova vita, cominciata due mesi fa, quando ha iniziato a raccontare la verità. Ma le contraddizioni sono oggettive. L’ultima intercettazione agli atti della procura di Milano è del 15 dicembre, quando la Camera ha votato la fiducia al governo Berlusconi. E Ruby è felice: «Lo zio ce l’ha fatta, ho pregato che rimanesse, fino a quando ci sarà lui io avrò da mangiare». «Berlusconi non mi ha toccato nemmeno con un dito», con lui «non ho mai fatto sesso», sostiene. Ma agli atti dell’inchiesta non c’è solo la testimonianza di Caterina Pasquino, la ragazza con cui Ruby ha convissuto a maggio 2010 a Milano e poi l’ha denunciata per il furto di tremila euro. C’è anche il verbale di un carabiniere che ha raccolto le confidenze di Ruby. E’ il 13 dicembre quando i pm convocano Floriano C., dai tabulati risulta che il militare ha avuto contatti con la giovanissima marocchina. Floriano racconta e dice che Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne. Intorno a gennaio febbraio 2010 ho saputo che Ruby era minorenne «mi parlò della sua conoscenza con il Presidente del Consiglio e del fatto che aveva anche un’utenza dove poterlo contattare mi fece vedere anche un numero sul suo display... Mi confidò anche che all’inizio della sua conoscenza con il Presidente del Consiglio neanche lui sapeva che era minorenne, dopodiché Rubi lo aveva informato che era minorenne». A verbale il carabiniere continua: «Queste confidenze Rubi me le ha fatte proprio quella sera che a seguito di una mia battuta venni a conoscenza che lei era minorenne, in questa occasione la stessa mi disse che all’inizio non aveva detto al Presidente del Consiglio che era minorenne, ma glielo aveva detto in seguito. Sono certo di poter collocare il fatto che io ho saputo da Rubi che lei era minorenne a gennaio/febbraio 2010, ed è in questo frangente, lo ripeto, che mi confidò anche del fatto che il Presidente del Consiglio aveva saputo da lei che era minorenne». Il verbale completa quanto già riferito dalla Pasquini: «Ricordo - dice la ragazza ai pm - che diceva di essere molto amica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. È stata spesso, a suo dire, a casa del premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui. Le dava molto denaro».
Continua ...
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=135319&sez=HOME_INITALIA

Alessandro Marescotti a Radio Italia: persone con disturbi mentali inviate come militari in Afghanistan

"Non riusciamo veramente a comprendere come mai mandino in una missione come quella in Afghanistan che viene presentata come missione di pace, delle persone che hanno grossi problemi e disturbi mentali". Lo ha dichiarato in una intervista telefonica a Radio Italia dell'IRIB, Alessandro Marescotti, direttore del sito Peacelink. Il giornalista italiano ha aggiunto: "...(tali persone) possono arrivare a compiere gesti così violenti come quelli che abbiano visto in Arizona e se questo sarebbe accaduto in Afghanistan probabilmente non avrebbe nemmeno fatto notizia". Nota della Redazione: E' disponibile attraverso il link sottostante l'audio integrale dell'intervista.

Papi & Papa: Silvio paga il conto, ecco le esenzioni fiscali per gli immobili della Chiesa

20 gennaio 2011 Una manina ha escluso le case dei preti dalla nuova imposta federalista voluta dalla Lega: che tempismo, proprio dopo la nuova esplosione del caso Ruby. Silvio Berlusconi e la sua maggioranza infilano nei decreti del federalismo comunale un piccolo comma che rende esenti gli immobili della Chiesa dal pagamento delle imposte municipali, le nuove tasse che, nella versione federalista dell’ordinamento dello Stato, andrebbero a sostituire l’Ici e tutti gli altri prelievi a favore delle amministrazioni comunali: è sui giornali di oggi. E non è, in realtà, difficile, definire il rapporto che in queste ore affollate vede contrapposti il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il mondo cattolico. Due sono le anime che compongono il popolo di Dio, è noto: la base, i fedeli laici, il basso clero, e le alte gerarchie. E la dinamica del consenso che si instaura fra queste è spesso dialettica e non univoca: come in questo caso, d’altronde. LA BASE E LA CROCE – Da una parte, le lettere inferocite che i fedeli mandano ad Avvenire, e gli editoriali che il direttore Marco Tarquinio, rischiando di trovarsi immerso in una riedizione del metodo-Boffo che per analoghi motivi scoppiò, verga quotidianamente per mettere alla sbarra morale il Silvio Berlusconi in versione bunga-bunga. I lettori di Avvenire conoscono bene le nostre battaglie contro l’infame industria della prostituzione, contro le lusinghe e le violenze tese a indurre qualunque persona a fare mercato del proprio corpo (…) Il metro con il quale misuriamo fatti e problemi è sempre lo stesso, e anche solo l’idea che un uomo che siede al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di prostituzione ferisce e sconvolge. continua ... http://www.giornalettismo.com/archives/110352/papi-papa-silvio-paga-il-conto-ecco-le-esenzioni-fiscali-per-gli-immobili-della-chiesa/

Il Paese che umilia le donne

20 gennaio 2011 In Italia meno della metà della popolazione femminile non è occupata: è una delle percentuali più basse d’Europa. Ma di questo, sui giornali e in tv, non c’è traccia. Le donne italiane sono alla pari (spesso, meglio dei loro uomini) per livello di istruzione e capacità, ma presentano differenze salariali e opportunità di carriera tra i peggiori in assoluto. In compenso però a loro tocca il lavoro di cura, il peso della mancanza di asili nido e di politiche per la famiglia e per la conciliazione inesistenti. Ma nessuno scrive articoli su questo, e pochi li leggerebbero. Uomini e donne. Nel recente Global Gender Gap Report 2010 (il rapporto sulla disparità di genere) del World Economic Forum, l’Italia si piazza al 74esimo posto su 134 paesi: un risultato tra i peggiori dell’Unione Europea. Meglio di noi ci sono non solo USA o Germania, troppo facile. Ma Paesi come Lesotho, Costa Rica, Malawi, Ghana, Tanzania. Nessun media se n’è accorto. Tv e stampa parlano d’altro, riversandoci maree di culi, di tette, volgarità e amenità varie. Sepolcri imbiancati e puttanoni che discettano di aria nei talk show. E come ciliegina sulla torta un primo ministro che pensa solo a palpare il culo a quelle di loro più fragili, o più furbe. O forse tutt’e due le cose insieme. Ma a pochi e poche sembra importare: rassegnazione, stanchezza. O forse un’umiliazione troppo lunga per provocare indignazione. Purtroppo, umiliando loro, il Paese umilia se stesso. Perché non nega loro solo opportunità di avere una vita migliore, ma si mangia il proprio futuro: i Paesi più dinamici economicamente e socialmente, che guarda caso presentano pure una maggiore ripresa della natalità, sono proprio – alla faccia dei family day all’amatriciana – gli stessi dove la parità uomo donna non è solo una parola stantia. “Migliorare la qualità della vita delle donne, migliorare la loro competitività nel mercato del lavoro, vuol dire migliorare la produttività del Paese, lavorare per il benessere di tutti.” Parole sante, ma che sembrano consumate e vecchie nell’Italia di Via Olgettina. Il vero scandalo del 2011 non è quello di Ruby e Berlusconi: è il degrado della donna della società italiana contemporanea.

U.E. - Turismo sanitario. Le regole del Parlamento Ue

Il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo ha approvato una nuova normativa che regola il diritto dei pazienti alle cure mediche in un altro Paese dell'Ue diverso da quello di residenza, chiarendo fra l'altro le modalità di rimborso e i casi che richiedono un'autorizzazione preventiva. Sara' necessaria l'autorizzazione preventiva del sistema sanitario del proprio Paese per essere curati all'estero e le cure saranno le medesime che il paziente avrebbe ricevuto nel proprio Paese. "I pazienti non saranno più lasciati soli quando cercano cure sanitarie all'estero e quando cercano di ottenere il loro rimborso. Questa direttiva, finalmente, farà luce sui diritti dei pazienti, fino ad ora molto aleatori", ha commentato la relatrice Francoise Grossetete, europarlamentare francese del Ppe.

INCHIESTA G8: VERDINI INDAGATO A FIRENZE PER FATTURE FALSE

(ASCA) - Firenze, 20 gen - Denis Verdini, coordinatore del Pdl, e' stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze, nell'ambito dell'inchiesta sul Credito cooperativo fiorentino, banca da lui guidata fino al luglio 2010. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Verdini, secondo quanto si apprende, sarebbe stato iscritto con l'ipotesi di reato di emissione di fatture false per operazioni inesistenti. In questo filone di inchiesta (scaturito dalle indagini sugli appalti per i grandi eventi) in precedenza Verdini era stato iscritto nel registro degli indagati anche per mendacio bancario. Risultano indagati, in questo filone, anche Gian Paolo e Pier Ettore Olivetti Rason, avvocati fiorentini, Niccolo' e Andrea Pisaneschi, legali senesi, e l'avvocato Marzio Agnoloni: gli studi di tutti i professionisti sono stati perquisiti martedi' scorso. Gli accertamenti effettuati martedi' scorso riguardano l'ipotesi di una falsa fatturazione per consulenze che Verdini avrebbe svolto a favore di uffici legali che si occupavano della concessione di un prestito da 150 milioni di euro, nel 2008, da parte di un pool di banche, alla Baldassini-Tognozzi-Pontello di Riccardo Fusi. ''Risulta essere stata emessa una fattura - si legge nel decreto di perquisizione - da parte di Verdini Denis (all'epoca presidente del Credito cooperativo fiorentino) a favore degli avvocati Olivetti Rason per la somma di euro 260.000 ed e' ragionevole ritenere, per i molteplici e consistenti intrecci e interessi economici tra il Verdini e il Fusi e per gli innumerevoli interventi del primo nella vicenda che ha avuto ad oggetto il finanziamento a favore del secondo, che anche tale fatturazione possa essere stata fatta a fronte di operazioni inesistenti''.

Si suicida la madre di Isabelle, la modella morta per anoressia 2 mesi fa

Parigi, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - Marie Caro non ha retto al dolore, al senso di colpa per la scomparsa della figlia Isabelle, la modella morta a novembre per anoressia. Ad appena due mesi dalla tragedia, la madre della fotomodella, immortalata senza veli da Oliviero Toscani e diventata un simbolo della lotta all'anoressia, si è suicidata. L'annuncio è stato dato dal marito, Christian, in un'intervista a un quotidiano svizzero. "Mia moglie ha messo fine ai suoi giorni la settimana scorsa. Sostanzialmente si è sentita in colpa per il ricovero della figlia a Bichat. Mia figlia non voleva andare in quell'ospedale ma è stata mandata lì e mia moglie si e' sentita responsabile". "Mia moglie ed Isabelle erano molto vicine...eravamo una famiglia molto unita". Morta a metà novembre, a soli 28 anni, malata di anoressia dall'età di 13 anni, Isabelle Caro nel 2007 si era fatta ritrarre nuda dal fotografo Oliviero Toscani per una campagna choc sull’anoressia, della casa di moda Nolita, che aveva suscitato scalpore e polemiche. "Mi dispiace, è una vicenda triste, ma non mi sento in colpa per aver fatto quella campagna pubblicitaria - ha commentato Toscani - Probabilmente come in tutti i casi di anoressia il rapporto madre figlia era molto complicato. Lei stessa confessò ai giornalisti che la madre non voleva che crescesse''. Sul fatto che il padre dell'ex modella francese abbia attribuito anche a un'intervista rilasciata da Toscani dopo la morte di Isabelle la responsabilità di aver alimentato i sensi di colpa della moglie, il fotografo aggiunge: "Non ho niente da dire. Io l'ho vista due ore e mezzo in tutto ma è innegabile che tutti i problemi di anoressia nascono all'interno di un certo contesto familiare. Voglio ricordare comunque che la Caro non è l'unica anoressica che ci sia!".

Banda larga: Ue approva aiuti stato record per 1,8 mld euro in 2010

Bruxelles, 20 gen. - (Adnkronos/Aki) - La Commissione europea ha approvato nel 2010 un pacchetto dalla cifra record di 1,8 miliardi di euro di aiuti di stato per la diffusione della banda larga nei paesi Ue. Tra i diversi progetti europei finanziati dallo stato che hanno ricevuto l'ok di Bruxelles, anche quelli portati avanti per la riduzione del "digital divide" in Lombardia e Trentino, il piano nazionale per le aree rurali italiane e per i distretti industriali di Lucca. "Investimenti intelligenti per infrastrutture per la banda larga sono cruciali per creare occupazione, migliorare la performance economica e sbloccare il potenziale competitivo dell'Ue nel lungo periodo", ha commentato il commissario Ue alla concorrenza Joaquin Almunia, spiegando che e' per questo che "la Commissione si e' impegnata ad aiutare i paesi Ue ad accelerare gli investimenti pubblici e privatiin questo settore". Secondo le stime di Bruxelles, le 20 decisioni prese nel 2010 a favore degli aiuti di stato per lo sviluppo della banda larga in Europa, di un valore pari a quattro volte quello dello scorso anno (406 milioni di euro contro 1,8 miliardi di quest'anno), genereranno potenzialmente sino a 3,5 miliardi di investimenti ulteriori nel settore. "Quando la Commissione fa la sua valutazione dei progetti che ricevono aiuti di stato si assicura che i finanziamenti vadano dove ce n'e' bisogno, per esempio nelle aree rurali e non nelle zone ad alta densita' di popolazione dove ci sono gia' molti investimenti privati", ha affermato la portavoce di Almunia. Tra gli altri progetti approvati, anche quelli per la banda larga nelle aree spopolate della Finlandia, in Baviera e Catalonia.

Haiti: colera, morti verso quota 4.000

(ANSA) - PORT - AU-PRINCE, 20 GEN - L'epidemia di colera ad Haiti continua a rallentare, con otto decessi al giorno registrati la settimana scorsa, ma il numero delle vittime si sta avvicinando alla soglia di quattromila. Un bilancio diffuso dal ministero della Salute e relativo al 16 gennaio indica 3.889 morti. E intanto l'ex dittatore haitiano Jean-Claude Duvalier e' tornato ad Haiti, dopo 25 anni di esilio in Francia, nella speranza di vincere le nuove elezione presidenziali, ha detto il suo portavoce.

Ruby/Avvenire pubblica appello:Sconcertati e turbati come Colle

Roma, 20 gen. (TMNews) - "Tensione altissima. Al livelo di guardia". Il quotidiano della Cei 'l'Avvenire' tiene alta l'attenzione sul Premier Silvio Berlusconi e il caso Ruby, aprendo a tutta pagina sull'attacco a mezzo videomessaggio del Premier ai giudici che vorrebbero processarlo. E pubblica integralmente il testo di un appello sul caso Ruby del 'Movimento politico dell'unità' a cui, come evidenzia lo stesso quotidiano dei vescovi -aderiscono parlamentari cattolici aderenti a gruppi di centrosinistra, centrodestra e centro-, dal contenuto inequivocabile. "Il turbamento dell'opinione pubblica sottolineato dal Presidente della Repubblica per le gavi ipotesi di reato - concussione e ricorso alla prostituzione minorile- è anche il nostro. Il disoriamento e lo sconcerto di tanta gente che continuamente ci avvicina - si legge nel testo- è anche il nostro. Temiamo che questo ulteriore e possente colpo a credibilità e affidabuilità della classe politica nel suo complesso, possa determinare l'allontamento definitivo dalla partecipazione alla vita pubblica del Paese. Vogliamo duqnue cogliere l'occasione per una rigenerazione morale e corale per far compeure alal società un soprassalto collettivo di dignità ed aprire una fase nuova". D'altra parte, lo stesso direttore di Avvenire Marco Tarquinio, in risposta alle domande di un lettore su un tema diverso dal caso Ruby, coglie l'occasione per tornare a sottolineare come in Italia "c'è urgenza di buoni esempi". "Abbiamo bisogno - scrive fra l'altro Tarquinio- di onestà ed equità in ogni ambito civile e politico. Di dire sempre con coraggio cristiano quando non siamo d'accordo. Dobbiamo avere la forza e la tenacia di remare controcorrente tutte le volte che necessario. E, meglio ancora, fare arginare e correggere correnti sbagliate". E "dobbiamo pretendere da cittadini di far pesare pienamente il nostro voto su uomini e programmi, con la scelta diretta dei nostri rappresentanti in Parlamento che non possono e non debbono essere ancora selezionati e 'preferiti' solo dai capipartito".

Mafia: Gdf sequestra a boss Messina Denaro beni per 22 mln euro

Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - Beni per un valore di oltre 22 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Palermo su provvedimento della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani al boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro o a persone ritenute a lui vicine. Sotto sigillo aziende commerciali, immobili, terreni e disponibilita' finanziarie intestate o comunque riconducibili a persone vicine al latitante ritenuto il successore di Provenzano

Esilio

" SENZA PAROLE "

Il conto salato del Bunga bunga - Oltre 2,5 milioni nel 2010

La spesa del premier solo per le feste ad Arcore. L'argomento soldi e appartementi sempre presente nelle telefonate tra la Minetti e le altre Per le invitate 800 mila euro, 7.500 euro di affitti, più le bollette. E poi 1,2 milioni per Mora .
MILANO - "Ma guarda che lui ti cambia la vita...". Di fronte al rifiuto all'invito a una delle tante feste in casa del premier, la gemellina Imma De Vivo (celebre per le comparsate a "Quelli che il calcio" e a "l'Isola dei famosi"), non sembra credere ai suoi occhi. È il 25 settembre scorso. Improvvisamente si libera un posto per l'imminente cena. Imma decide di invitare la sua amica Carlotta.
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giovedì 11 novembre 2010

Governo/ Berlusconi: In questo momento ho qualche difficoltà

Seoul, 11 nov. (Apcom) - Una frase in inglese, rivolta al premier vietnamita in un bilaterale a margine del G20. Ma tanto basta a rendere lo stato d'animo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ammette: "Nel mio Paese ho qualche difficoltà in questo momento". Il Cavaliere, giunto a Seoul questa mattina, più tardi si sposterà al Museo nazionale per la cerimonia d'apertura del G20, ma nel frattempo ha incontrato il primo ministro della Repubblica Socialista del Vietnam, Nguyen Tan Dung. In attesa dell'interprete, nelle prime battute del colloquio, Berlusconi ha dunque dipinto così in inglese il quadro della situazione: "In my country I have some difficulties in this moment".

mercoledì 10 novembre 2010

Inchiesta festini, per Perla l'agenzia vendeva candidature: "La società faceva capo a Dell'Utri"

Una compravendita di candidature sarebbe stata organizzata da un'agenzia pubblicitaria vicina al senatore Marcello Dell'Utri e a suo figlio. Gli aspiranti parlamentari in cambio di 100-150mila euro avrebbero avuto l'assicurazione di essere candidati alle elezioni del 2006. Ma i soldi, formalmente versati alla società per l'organizzazione della campagna elettorale, sarebbero andati a Forza Italia. Sono le ultime rivelazioni della pentita Perla Genovesi, l'ex assistente parlamentare del senatore del Pdl Enrico Pianetta, arrestata dai pm di Palermo, a luglio, nell'ambito di un'indagine su un narcotraffico. La donna, che ha fatto ai magistrati il nome di Nadia Macrì, la escort che ha raccontato di presunti rapporti sessuali a pagamento col premier Silvio Berlusconi, ha raccontato i retroscena di un vero e proprio "mercato" delle candidature che sarebbe ruotato attorno a Marcello Dell'Utri e a Forza Italia. 'Mi avvicinò una persona e mi disse che il figlio aveva lavorato con il figlio di Dell'Utri in un'agenzia di pubblicità e mi riferì praticamente che quelli che volevano una candidatura buona pagavano dai 150mila euro più o meno". Così la pentita Perla Genovesi, ex assistente parlamentare del senatore del Pdl Enrico Pianetta, ha raccontato ai pm di Palermo, che la interrogavano nell'ambito di un'inchiesta su un narcotraffico, di una presunta compravendita di candidature che sarebbe ruotata attorno a un'agenzia pubblicitaria del figlio di Dell'Utri. "Mi sfugge il nome dell'agenzia - prosegue la donna - che è sicuramente conosciuta. E' un'agenzia pubblicitaria dove praticamente facevano risultare questi soldi come una campagna elettorale per il politico. Sui soldi si poteva trattare, si poteva scendere anche a 100 dipendeva dalla candidatura, da quanto poteva essere buona". La pentita spiega che i soldi venivano formalmente imputati alle spese sostenute dall'agenzia per la pubblicità. Invece, parte sarebbe andata realmente alla campagna elettorale - ad esempio all'allestimento dei cartelloni -; il resto, la somma maggiore, sarebbe stata, invece, il corrispettivo versato in cambio della candidatura. "Il figlio di Dell'Utri lavorava in questa agenzia, però comunque c'erano molti ragazzi che lavoravano per dell'Utri - racconta - e allora dissi al senatore (Pianetta n.d.r.) che c'era questa possibilità che avrebbe dovuto pagare sui 100-150mila euro. Lui era un taccagno. Non lo vidi interessato. Aveva l'atteggiamento di chi non ha nessuna intenzione di spendere quei soldi, ma come se sapesse che lui non ne aveva bisogno, come se fosse abbastanza ammanicato per avere un'altra candidatura senza pagare". Al pm che le chiede a chi andavano i soldi, Genovesi risponde: "I soldi andavano al partito. Alla fine veniva pagata la candidatura. Era un'agenzia che faceva capo comunque a Dell'Utri o a Forza Italia". "Sarebbe stato legittimo - dice la pentita - se uno decideva di investire questi soldi per una campagna elettorale, ma non per avere una candidatura. E invece non era solo per la campagna pubblicitaria; era per avere la candidatura principalmente". Perla Genovesi sottolinea infatti ai magistrati che con la legge elettorale del 2006 fondamentale per l'elezione è la posizione nella lista. Essere nei primi posti garantisce di fatto il seggio. "La campagna pubblicitaria era una conseguenza, - conclude - anche perché se era una candidatura non c'era bisogno della campagna pubblicitaria, perché la campagna serviva per avere i voti, ma se loro mi davano una candidatura in una buona posizione non servivano i voti perché entravano comunque poi a far parte dei senatori. Insomma per come è la legge elettorale non e più tanto in base ai voti ma in base alla posizione nella lista".

Il Giornale di Berlusconi pubblica sondaggi senza dati

Senza precedenti. Sul Giornale di Berlusconi sondaggi senza dati, cifre, tabelle, numeri. Niente. Solo le riflessioni, le osservazioni e le considerazioni della sondaggista, Alessandra Ghisleri, che dirige Euromedia Research, l’istituto demoscopico di fiducia, di Forza Italia prima e del Pdl poi, in realtà la “casa madre” del Cav, che di lei si fida a occhi chiusi. I risultati del misterioso sondaggio? Gianfranco Fini trova consenso, ma, non vi scaldate, solo a sinistra. I voti di Berlusconi sono al sicuro, come se fossero in cassaforte. I consensi di Fini nascono dalla convention di Fli a Perugia e come si sa – avverte Ghisleri – queste manifestazioni regalano false aspettative, miraggi: due punti in più, per giunta passeggeri. Le analisi di Euromedia Research sono puntuali, efficaci, ma mancano del supporto indispensabile: le cifre. “Fini ha sfondato a sinistra – spiega la Ghisleri – e ha trovato consenso in chi da quella parte di elettori lo vede come il grimaldello per riuscire a ‘forzare’ l’inviolabilità del governo di Berlusconi. Quindi bisogna capire come reagirà l’elettorato. Ancora è troppo presto per dirlo”. Inoltre, secondo il sondaggio, il premier non avrebbe subito ripercussioni dal caso Ruby: “Non ha inciso sulla percezione del presidente da parte degli italiani. Alla gente interessa soprattutto ciò che un politico è capace di fare nella sua attività di governo e non quello che succede la sera nell’intimità di casa propria”. Belle spiegazioni, ma di che cosa pensi la gente, quale sia il campione degli intervistati, quali le domande e che tipo di risposte avute, nemmeno l’ombra.

martedì 9 novembre 2010

Emergenza Rifiuti in Campania? 20 anni di gestione Impregilo

Campania, che affare. 20 anni di lobby hanno devastato una regione: «La motivazione reale per la quale non vengono attuate misure di risoluzione come la raccolta differenziata risiede nel fatto che grosse lobby, del calibro di Impregilo, hanno interessi nella costruzione degli inceneritori, derivati dai famosi Cip6, i quali garantiscono ingenti finanziamenti per le fonti rinnovabili. Questo tecnicismo legislativo, tutto italiano, fa passare per fonti rinnovabili anche le “ecoballe” con i derivati inceneritori, che non lo sono per niente». ( ami) Le intercettazioni. Catenacci: «Fanno un affare da 1.325 miliardi» Bertolaso esclamò al telefono: «Mortacci» – Il calcolo delle ecoballe accatastate in giro per la Campania lo fa Corrado Catenacci. È il 7 marzo 2005, e alle 18.59 l’ex commissario telefona al capo della protezione civile Guido Bertolaso. Catenacci: «Ci sono almeno due milioni e mezzo di balle in tutta la Campania. Per quanto riguarda gli importi, secondo me sono circa 400 miliardi di lire».Bertolaso: «Perché loro bruciandoli ricavano energia elettrica, no?».
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LEADERSCIPP

Pubblicità Progresso.

Il bunganiere e un popolo di santi, poeti e navigatori. Alla pecorina.

La proposta di Fini

Dai gay ai fondi alla cultura

Alcune definizioni del popolo italiano (legge Fabio Fazio) - L'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino ad ammirare chi se ne serve a suo danno (Giuseppe Prezzolini) - Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre (Winston Churchill) - Un popolo di eroi di santi di poeti di artisti di navigatori di colonizzatori di trasmigratori (Benito Mussolini) - Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati... (Ennio Flaiano) - Popolo di navigatori che sbarca il lunario (Leo Longanesi) - Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo (Giuseppe Saragat) - Gli italiani sono fatti così: vogliono che qualcuno pensi per loro. E poi, se va bene va bene. Se va male, ecco che lo impiccano a testa sotto" (Mario Monicelli) Leggi tutto.

Berlusconi contestato ovunque: Padova, Vicenza e L'Aquila

L'AQUILA - Non è una giornata positiva per il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi: tra Veneto e Abruzzo sta facendo il pieno di contestazioni. Quando questa mattina è arrivato tra gli alluvionati, ha trovato molti gruppi che lo contestavano sia a Vicenza che a Padova, al grido di "Dimettiti, mafioso" o con striscioni come "Voi donne & festoni, noi fango e alluvioni". La Polizia è intervenuta per disperderli, ma non prima che fotografi e TV immortalassero sia la rumorosa ma pacifica protesta che la carica violenta dei poliziotti. SItuazione simile si prospetta a L'Aquila, dove il premier è atteso tra poco. Nei pressi della caserma della Guardia di Finanza di Coppito, a poca distanza dal capoluogo abruzzese, si sono radunati molti manifestanti, con carriole piene di mattoni e cartelli come "Tu bunga-bunga, noi macerie macerie" o "Macerie di Democrazia - L'Aquila chiama Italia il 20 novembre". Ma anche uno striscione contro i poliziotti, messo davanti al cordone che gli stessi hanno formato per impedire alle persone di arrivare vicino alla caserma. Lo striscione riporta la scritta "Paramilitari in polo blu", ed è un chiaro riferimento alle tante aggressioni che gli aquilani hanno subito ogni volta che hanno provato a manifestare pacificamente (l'ultima volta a Roma, dove una ingiustificata carica provocò diversi feriti tra gli aquilani). L'unico incidente successo è stato quello ad Antonio Cicchetti, vicecommissario all'emergenza terremoto. La sua macchina è stata fermata da alcuni manifestanti; lui ha reagito con insulti ed uno dei manifestanti ha sferrato un calcio nella portiera, danneggiando l'auto. Poi la Polizia ha ristabilito la calma

Berlusconi e Bossi contestati a Padova

(ANSA) - ROMA - Tensioni davanti alla Prefettura di Padova con manifestanti che ha contestato l'arrivo del premier Berlusconi e del leader leghista Bossi, in citta' per l'emergenza maltempo. 'Mafioso, mafioso' e 'Dimissioni, dimissioni' sono stati alcuni degli slogan urlati dai manifestanti. Dai dimostranti e' anche partito un potente petardo, al quale le forze dell'ordine hanno risposto fronteggiando decisamente il corteo. Le forze dell'ordine hanno anche rimosso uno striscione di contestazione al governo.

GERMANIA - Verdi Bundestag: legalizzare le droghe per sconfiggere le mafie

La violenza infinita che colpisce il Messico scuote anche i politici tedeschi. Il deputato dei Verdi al Bundestag (Camera), Tom Koenigs, chiede che si legalizzino tutte le droghe per riportare la pace in quel Paese e in altri Stati del Centro America. Solo una decisa e progressiva depenalizzazione su scala mondiale di coltivazione, commercio e consumo delle droghe può porre fine a questa guerra, scrive Koenigs su Frankfurter Rundschau. "Una guerra che non può essere vinta dalla repressione militare, poliziesca, giudiziaria". L'esponente dei Verdi, che presiede la commissione dei Diritti Umani, scrive che nei Paesi produttori i governi vengono corrotti dalle mafie. Dopo decenni di infruttuose politiche antidroga è necessario un ripensamento radicale visto che il proibizionismo garantisce solo profitti alla criminalità. "Qualsiasi nuova misura militare, di polizia o penale aumenta il premio-rischi dei trafficanti", sostiene. Una politica sulle droghe drasticamente diversa non costituirebbe un pericolo per la Germania, scrive ancora Koenigs. La depenalizzazione non si tradurrebbe in più consumo o più morti per droga. "Il Portogallo, che nel 2001 è stato il primo Stato europeo a depenalizzarne il consumo, non è affatto divenuto quel paradiso per drogati paventato dagli apologeti di scenari apocalittici", conclude il deputato.

"Macerie di democrazia". Berlusconi arriva a L'Aquila tra le proteste

L'Aquila, 9 nov. (Adnkronos) - Alcune decine di persone stanno manifestando a L'Aquila a circa un chilometro dalla scuola sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito, dove è atteso il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la cerimonia di consegna delle pubbliche benemerenze di prima classe ai vertici delle strutture operative impegnate durante l'emergenza che ha fatto seguito al terremoto del 2009. "Macerie di democrazia", "processo breve per lui ricostruzione lenta per noi" recitano alcuni degli striscioni esposti. Poi il manifesto "L'Aquila chiama Italia", per annunciare la manifestazione che si svolgerà nel capoluogo abruzzese il prossimo 20 novembre. Il presidente del Consiglio potrebbe seguire un percorso alternativo per evitare i dimostranti.

Italia-Libia, il governo va sotto alla Camera: Fli vota con l'opposizione

Roma, 9 nov. - (Adnkronos) - Il governo è stato battuto alla Camera nelle votazioni sulla revisione del trattato di amicizia Italia-Libia. L'emendamento di Matteo Mecacci, deputato dei Radicali del gruppo del Pd, sul quale il governo aveva espresso parere contrario, è stato approvato con 274 voti a 261. A votare a favore, oltre a tutte le opposizioni, anche Futuro e libertà. Era stato il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica a esprimere parere negativo sull'emendamento Mecacci, che sostanzialmente chiede di inserire nel trattato Italia-Libia la ratifica della convenzione Onu sugli immigrati. "L'azione del governo si muove in linea con l'accordo firmato tra l'Unione europea e la Libia lo scorso 24 ottobre, e la ratifica della convenzione Onu non è stata richiesta dall'Unione europea alla Libia. Sarebbe un di più", aveva spiegato Mantica. Mecacci, però, ha insistito sulla votazione e subito dopo, giudicando "condivisibili" le finalità dell'emendamento, era stato Benedetto Della Vedova, di Fli, ad annunciare il sostegno. Linea sposata subuito dall'Udc, con Luca Volonté, Pd, con Antonio Tempestini e dall'Idv. Immediata la reazione del Pdl: ''E' un voto irresponsabile che rischia di incentivare l'immigrazione clandestina - afferma il capogruppo a Montecitorio Fabrizio Cicchitto - . Questo voto èavvenuto anche per la responsabilita' determinante dei parlamentari del Fli". http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Italia-Libia-il-governo-va-sotto-alla-Camera-Fli-vota-con-lopposizione_311228459819.html

giovedì 30 settembre 2010

Berlusconi, l'apprendista stregone

I piani del Cavaliere si sono incartati di fronte al moltiplicarsi dei partitini personali. E così il premier si trova costretto a cercare visibilità.
(30 settembre 2010) Quando alle cinque del pomeriggio la deputata dei liberaldemocratici Daniela Melchiorre si è alzata per attaccare il suo discorso, «una via di mezzo tra il libro dei sogni e la campagna elettorale», Silvio Berlusconi si è finalmente scosso dal suo torpore, ha congiunto le mani a pera e ha alzato le mani: «Ma cosa dice? Cosa sta dicendo?». Ma più che di attacco era un gesto di difesa. L'ennesimo, in una giornata malinconica, quella del suo settantaquattresimo compleanno, di un Cavaliere irriconoscibile. Per due mesi si è attesa la resa dei conti parlamentare tra Berlusconi e Fini. Anticipata da roventi campagne stampa, insulti via etere, dossier, killer, spie improbabiili sguinzagliate nei mar delle Antille, morti e feriti sul campo. Il 29 settembre, data bizzarra dopo un agosto così agitato, scelta apposta per perdere un altro mese prima del chiarimento, serviva in realtà a Berlusconi per rafforzarsi sui due fronti. Quello esterno, tenuto vivo da Feltri e Belpietro, con l'inchiesta sulla famiglia Tulliani e sulla casa di Montecarlo, alla ricerca dell'ultima carta, che avrebbe dovuto inchiodare il presidente della Camera e costringerlo alle dimissioni. E quello per così dire interno, con la caccia al deputato transfuga per raggiungere la fatidica quota 316, cioè la possibilità per la coppia Berlusconi-Bossi di fare maggioranza senza l'odiato Fini, da sospingere all'opposizione per appiccicargli addosso l'etichetta di traditore.
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http://espresso.repubblica.it/dettaglio/berlusconi-lapprendista-stregone/2135301/24

Mafia, indagato Schifani

Il presidente del Senato nel registro degli indagati per concorso esterno. "Un atto dovuto" dei pm di Palermo dopo le parole di Spatuzza e del pentito Campanella.
L'ultima volta che il boss Filippo Graviano ha parlato a Gaspare Spatuzza dell'avvocato Renato Schifani, è stato nel carcere di Tolmezzo. Correva l'anno 2000 e i due mafiosi palermitani, passeggiando nel cortile del penitenziario, commentavano le immagini dell'allora senatore di Forza Italia apparse nei telegiornali: "Hai visto che carriera ha fatto l'avvocato di Pippo Cosenza?", chiedeva Graviano a Spatuzza nominando l'imprenditore del quartiere Brancaccio di Palermo che tra il '91 e il '92 aveva messo a disposizione del boss un capannone dove questi incontrava altri mafiosi e dove, appena uscito dagli arresti domiciliari, aveva creato il proprio ufficio di capomafia. In quegli anni il suo guardaspalle era Spatuzza, che oggi racconta ai magistrati quel che ricorda di quei contatti riservati, alcuni dei quali riguarderebbero anche il presidente del Senato che all'epoca era un avvocato: un esperto in diritto amministrativo e in urbanistica che aveva tra i suoi clienti molti mafiosi preoccupati che lo Stato mettesse le mani sui loro beni.Di questa vicenda, che lega il nome di Graviano a quello di Schifani, Gaspare Spatuzza aveva già parlato con i pm di Firenze: gli investigatori della Dia l'avevano sintetizzata in una nota, depositata dalla procura generale nel processo d'appello in cui Marcello Dell'Utri è stato condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Quelle dichiarazioni non sono sfuggite ai pm di Palermo che per questo hanno voluto riascoltare il mafioso, in qualità di "dichiarante" e non come collaboratore di giustizia, visto che poco prima dell'estate non è stato ammesso al programma di protezione per i pentiti perché - come ha motivato il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano - avrebbe reso dichiarazioni sul conto di Dell'Utri e di Silvio Berlusconi oltre il limite dei sei mesi dal primo verbale imposto dalla legge (il provvedimento è stato impugnato dai suoi difensori e si attende la decisione del Tar). Eppure Spatuzza è ritenuto attendibile da tre procure oltre che dalla Direzione nazionale antimafia. L'interrogatorio è avvenuto il 20 settembre scorso, è durato oltre due ore e mezzo e ha riguardato gli incontri nel capannone di Brancaccio e il ruolo svolto nei primi anni Novanta dall'avvocato Schifani. OAS_RICH('Middle'); Il nome di Schifani è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa: un atto dovuto, si dice in ambienti giudiziari. Già in passato il politico era stato indagato con l'accusa di partecipazione a Cosa nostra nell'ambito di inchieste su appalti pilotati dalla mafia a Palermo, e la sua posizione era poi stata archiviata. E anche in quel caso le principali accuse arrivavano da collaboratori di giustizia. Adesso, in seguito alle rivelazioni di Spatuzza e a quelle di un altro pentito, Francesco Campanella - il mafioso-politico che tra l'altro fornì una falsa carta d'identità a Bernardo Provenzano per consentirgli di farsi operare in Francia - i riflettori sono tornati ad accendersi su Schifani. Il verbale con le dichiarazioni del guardaspalle dei Graviano trasmesso dai magistrati di Firenze e un esposto presentato da Campanella proprio nei confronti del presidente del Senato hanno convinto i pm palermitani della necessità di esercitare l'obbligatorietà dell'azione penale. Il fascicolo che riguarda il presidente del Senato è stato aperto pochi mesi fa e gli interrogatori in corso hanno come oggetto il suo passato di avvocato civilista, i suoi rapporti con gli uomini dei Graviano e il suo presunto ruolo di collegamento fra lo stragista di Brancaccio e Dell'Utri nel periodo che ha preceduto la nascita di Forza Italia.
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http://espresso.repubblica.it/dettaglio/mafia-indagato-schifani/2135303

Corruzione, la grande beffa

Ufficialmente oggi in Italia ci sono meno di cento imputati per mazzette, contro i duemila di 15 anni fa. Tutti diventati onesti? Macchè, è l'effetto delle leggi che hanno cancellato i reati. Ed ecco i dati veri.

Febbraio 1992: Mario Chiesa, politico socialista di livello comunale, viene arrestato a Milano mentre intasca una tangente di 7 milioni di lire. In carcere confessa. Fa arrestare otto imprenditori da lui favoriti. Che vuotano il sacco. Comincia Mani Pulite. Febbraio 2010. Milko Pennisi, politico berlusconiano di livello comunale, finisce in manette sotto Palazzo Marino mentre incassa una mazzetta di 5 mila euro. In banca è pieno di liquido. I pm interrogano una decina di imprenditori da lui favoriti. Nessuno parla. E Pennisi patteggia ammettendo quell'unica bustarella.Secondo flash. Il gruppo Eni, che fu travolto da Mani Pulite, è di nuovo sotto inchiesta per presunte maxi-tangenti versate in Nigeria per gas e petrolio. Negli Usa il colosso italiano patteggia, versando 365 milioni di dollari. In Italia rischia al massimo una multa da mezzo milione: manca solo il timbro finale della Cassazione.La corruzione ha vinto. Nel 2008 in tutta Italia sono diventate esecutive solo 255 condanne per mazzette, come rivelano i dati ottenuti da "L'espresso": un bilancio da paese normale, quasi immune dal malaffare. Invece, diciotto anni dopo Tangentopoli, l'Italia continua a restare in coda a tutte le nazioni civili nelle classifiche sulla legalità: Transparency, l'organizzazione internazionale che misura la "corruzione percepita", ci colloca al 63esimo posto nel mondo, allo stesso livello dell'Arabia Saudita. Ci battono, e di molto, tutti gli Stati occidentali (scandinavi, europei e anglosassoni), ma anche paesi africani come il Botswana e paradisi offshore come Hong Kong o l'ormai celebre isola di Saint Lucia. Le inchieste di Mani Pulite sembravano aver abbattuto il sistema delle tangenti: tra il '92 e il '93 solo a Milano si aprivano in media cinque indagini al giorno per corruzione. Ora, però, una serie di dati raccolti per la prima volta da "L'Espresso" documentano che il periodo di massiccia emersione degli scandali, con imprenditori e politici in coda per confessare, è durato in realtà poco più di un anno. Già dal '94 le inchieste e le denunce si sono ridotte a meno di un quarto. Che Tangentopoli non fosse un'invenzione dei magistrati, lo provano i risultati (parziali) dei primi dieci anni di processi del pool milanese: 1.408 condannati per concussione, corruzione, finanziamento illecito dei partiti e falso in bilancio. Ma da allora in poi, come mostrano i dati finora inediti, il numero degli indagati e dei condannati si è sempre più assottigliato. Un calo continuo, che si è accentuato in tre anni chiave (1997, 2002, 2005), in coincidenza con le più criticate leggi che hanno cambiato il codice penale e le regole dei processi. Oggi nel nostro Paese la lotta all'illegalità è ai minimi storici: sempre meno denunce, sempre meno condanne. L'effetto finale è una gigantesca bolla d'impunità. Che gonfia i costi dell'Azienda Italia, complicando l'uscita dalla crisi. E preoccupa le autorità internazionali, al punto da farci rischiare sanzioni dall'Ocse. Mentre il problema più grave, secondo gli esperti, è che una corruzione così pervasiva e vincente favorisce anche l'assalto mafioso all'economia. Continua ...

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/corruzione-la-grande-beffa/2135328

Di Pietro: Berlusconi stupratore della democrazia

mercoledì 15 settembre 2010

Ovunque

Affari

Pedofilia: la Chiesa belga ha paura di chiedere scusa

Secondo il New York Times, un’uscita ufficiale spianerebbe la strada alle richieste di risarcimento. La Chiesa cattolica belga, catturata nello scandalo pedofilia nel clero, con tanto di perquisizione armata nella sede, ora sembra aver paura di effettuare il passo successivo: chiedere scusa alla popolazione e alla comunità dei credenti. Lo scrive il New York Times, che si spinge anche a pubblicare il motivo ostativo a un atto che sembra ormai così dovuto: questione di soldi. “Un vescovo ha spiegato che non c’è la volontà di aprire la strada alle cause per danni”, scrive il Times. PAURA DEI DEBITI – Così, per paura di finire come le diocesi americane, costrette ad impegnare beni e chiese fino anche alla dichiarazione di bancarotta, i vescovi belgi sono disposti a tacere sulle proprie responsabilità. “Se facessimo ‘mea culpa’, diventeremmo moralmente responsabili, legalmente responsabili, ed ecco che qualcuno salterebbe fuori a chiederci i soldi”, ha detto Guy Harpigny, portavoce della conferenza episcopale del paese, alla radio pubblica belga; “e noi abbiamo paura. Per questo stiamo agendo con cautela”. Una prudenza forse eccessiva, in un paese in cui, secondo la commissione di inchiesta messa in piedi dalla stessa conferenza episcopale, “almeno 13 persone si sono suicidate” dopo abusi commessi da sacerdoti negli anni ‘60 e ‘70. CHIESA PARALIZZATA – E’ lo stesso Times a mettere per iscritto che la Chiesa belga, in questa fase, “sembra non avere una strategia chiara”. I vescovi hanno annunciato l’apertura di un ‘reconciliaton center’ quest’anno, ma sono state le associazioni delle vittime a ritenere l’iniziativa “troppo vaga”. Secondo un vescovo, peraltro, a cui molti parlamentari ed esponenti pubblici avrebbero chiesto, informalmente, di muoversi per consegnare ogni informazione a sua disposizione alle autorità inquirenti, sarebbero addirittura alcune vittime “a non volere che lo Stato sia coinvolto“: probabilmente, per evitare la vergogna.
http://www.giornalettismo.com/archives/81638/pedofilia-chiesa-chiedere-scusa/

La Gran Bretagna potrebbe arrestare il Papa? “E’ possibile”

Secondo Foreign policy è improbabile, ma la possibilità c’è. E la rivista ci spiega perché, giuridicamente, l’eventualità non sarebbe da scartare a priori. Giovedì Papa Benedetto XVI arriva in Gran Bretagna per la prima visita papale nel paese da quasi due decenni. Una visita segnata da polemiche per le indagini in corso in diversi paesi riguardanti le molestie sessuali a bambini da parte di preti. Alcuni scrittori, tra cui Richard Dawkins e Christopher Hitchens, hanno chiesto che Benedetto XVI venga arrestato per aver coperto i crimini. E’ possibile? IMPROBABILE, NON IMPOSSIBILE – Secondo Foreign Policy l’eventualità è improbabile, ma non impossibile. Il primo ostacolo sarebbe l’immunità dei sovrani, visto che la Santa Sede è trattata come uno stato e soggetto di diritto internazionale, con status di osservatore permanente all’Onu e relazioni diplomatiche allacciate con 176 paesi diversi. Il Papa è il capo di uno stato estero, e come tale gode di immunità dai procedimenti penali. Ma la sovranità, fa notare l’avvocato per i diritti umani Geoffrey Robinson è illegittima, in quanto conferita da un trattato bilaterale con il governo italiano all’epoca di Mussolini. Ma la definizione esatta di statualità è abbastanza vaga nel diritto internazionale, e dal momento che la Gran Bretagna ha da tempo rapporti diplomatici con la Santa Sede, l’idea di mettere in discussione il ruolo di capo di stato del Papa rischia di essere quasi certamente respinta. Per questo motivo, il gruppo di attivisti ha scartato il suo piano iniziale. MA NON FINISCE QUI - Ma non è necessariamente questa la fine della storia. Secondo i Principi di Norimberga adottati dopo la seconda guerra mondiale, “Il fatto che una persona che ha commesso un atto che costituisce un crimine di diritto internazionale ha agito come capo di Stato o funzionario di governo responsabile, non esime dalla responsabilità ai sensi del diritto internazionale”. Negli ultimi anni, ed ex capi di stato in corso tra cui la Charles Taylor della Liberia e il serbo Slobodan Milosevic, sono stati arrestati e processati per crimini di guerra o crimini contro l’umanità. Senza contare Augusto Pinochet, arrestato e accusato per il suo ruolo nella tortura di cittadini spagnolimentre era in visita a Londra nel 1998 nel quadro di un mandato d’arresto internazionale emesso dal giudice spagnolo Balthazar Garzon. La House of Lords ha stabilito che i crimini internazionali quali la tortura non sono coperti da immunità. Anche se la Supreme Court si deve ancora esprimere sul mandato d’arresto per il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni.
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Proibizionismo, Pannella a Berlusconi: Putin ha legalizzato il consumo di marijuana

'Considero irresponsabili le dichiarazioni che Berlusconi ha fatto a Mosca quando, non soddisfatto del livello di proibizionismo gia' esistente in Italia, ha detto che bisogna inasprire le pene per i consumatori di stupefacenti'. Lo ha detto la deputata radicale, Rita Bernardini, intervenendo alla presentazione del recital in memoria di Stefano Cucchi, che si e' svolta nella sede di Nessuno tocchi Caino.'Le reputo irresponsabili - ha spiegato Bernardini - perche' il carcere e' il terminale di una giustizia che in Italia non funziona e non e' in atto alcun intervento per correggere questa malagiustizia. Quello di cui l'Italia avrebbe veramente bisogno'.A farle eco il leader dei Radicali Marco Pannella: 'Berlusconi forse non sapeva che Putin ha fatto una legge che consente il consumo di 15 grammi di marijuana'.
http://www.aduc.it/notizia/proibizionismo+pannella+berlusconi+putin+ha_120074.php

martedì 14 settembre 2010

Alzheimer:diagnosi sara' con test sangue

(ANSA) - ROMA - La Texas Tech University Health Sciences Center a Lubbock ha messo a punto un test del sangue per diagnosticare l'Alzheimer.Il test potrebbe addirittura predire il rischio individuale di sviluppare la demenza.Gli scienziati texani hanno rintracciato nel sangue un centinaio di molecole indicatori di malattia.I ricercatori credono che, abbinando a questo prelievo un test genetico che rilevi la presenza di mutazioni legate alla demenza, si possa dimostrare l'esordio della malattia.
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Scienza_e_salute/Alzheimer-diagnosi-sara-test-sangue/14-09-2010/1-A_000117713.shtml

'Gruppo dei 20', c'è chi si smarca. Briguglio: ''Finiani determinanti''

Roma, 14 set. (Adnkronos/Ign) - All'indomani dell'annuncio del repubblicano Francesco Nucara a proposito della costituzione di un nuovo gruppo di 'responsabilità nazionale' in Parlamento per il sostegno a Berlusconi sui '5 punti', in molti intervengono per chiarire le proprie posizioni. Tra adesioni 'condizionate', eventuali appoggi esterni e prese di distanza si delinea una situazione di incertezza che fa dire allo stesso Nucara: ''Non credo che il gruppo si sia dissolto come non ho mai creduto che si fosse formato. Berlusconi è nella sua natura ottimista, io per mia natura sono pessimista''. ''Non ci sono nomi in particolare - ha detto ai microfoni del Tg3 - Berlusconi mi ha detto alcune cose, che a mio avviso erano sbagliate. Gli ho detto: 'Questo nome cancellalo, perché non verrà mai con noi'. Ma i nomi onestamente erano molto più di 20'''. Ad ogni modo, assicura Francesco Pionati, deputato di Alleanza di centro, dopo un colloquio col premier, Berlusconi ''mi è sembrato ottimista e convinto, e io sono con lui". Si smarca, invece, Saverio Romano, deputato dell'Udc. "Non conosco Nucara - ha detto a Radio Radicale - non so cosa stia facendo, faccio tanti auguri a lui e al suo gruppo dei 20, la nostra è una battaglia che si gioca tutta interna all'Udc per stabilizzare una linea politica che negli ultimi tempi sembra essere un po' troppo ondivaga. Non sono interessato ai numeri né alla vicenda che riguarda i numeri di questa maggioranza". "Le valutazioni mie - ha aggiunto - saranno portate solo negli organi del mio partito e poi in Parlamento dopo che avrà parlato Berlusconi". L'Mpa non farà parte di nessun 'gruppo di responsabilita' nazionale'. Aurelio Misiti, deputato del Movimento per le autonomie, spiega la linea del partito all'ADNKRONOS: ''Vedo che oggi sulla stampa ci confondono con chi è pronto ad appoggiare il governo a prescindere. Non è così, noi sosterremo la maggioranza solo se saranno adottati provvedimenti concreti per rilanciare il Meridione e assicurare la sicurezza nel Sud. In ogni caso, non siamo disposti a fare nessun gruppo, stiamo bene dove siamo''.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Gruppo-dei-20-ce-chi-si-smarca-Briguglio-Finiani-determinanti_961444602.html

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mercoledì 21 luglio 2010

Intercettazioni: Di Pietro, hanno tolto tre-quatto volgarita' su cinquanta

Roma, 21 lug. (Adnkronos) - "Hanno tolto 3-4 volgarita' su 50 ma sempre una volgarita' di ddl e' rimasto, poiche' toglie agli investigatori la possibilita' di scoprire i delinquenti e impedisce all'informazione la possibilita' di sapere come stanno le cose. Proprio il fatto che modifichino il disegno di legge ogni tre minuti dimostra che e' un provvedimento da buttare via prima che faccia danni". Lo ha affermato Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei valori, ai microfoni di Sky Tg24. http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Intercettazioni-Di-Pietro-hanno-tolto-tre-quatto-volgarita-su-cinquanta_716574732.html

Vendola: “Io figlio del berlusconismo, l’Italia è pronta a un premier gay”

In una intervista a Libero il governatore della Puglia spiega perché vuole candidarsi alla guida del paese. E mette in riga la sinistra affetta da sindrome di Zelig La sinistra «deve curarsi ha una grave malattia, la sindrome di Zelig. Per paura di perdere contro Pdl e Lega, si traveste da destra. Per paura di perdere il consenso del mondo cattolico, si traveste da cardinale. Per paura di perdere i voti degli imprenditori, si traveste da Confindustria». In un’intervista a Libero, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parla della sua candidatura alle primarie del Pd per le priossime politiche. NON SONO UNA MINACCIA – Spiega Vendola: «Mi hanno chiamato molti dirigenti del Pd per esprimermi il loro sostegno. Io sono fiducioso che il Pd non mi percepisca come una minaccia». E a chi gli chiede chi stia sfidando tra Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani, replica: «Con la mia discesa in campo sto cercando di portare un pò di vita nel centrosinistra». Quando al leader del Pd, «il suo è un silenzio di riflessione. E credo che il Pd non possa non considerare il tema che io pongo: una rifondazione del centrosnistra e le primarie come metodo indispensabile». Del premier, Berlusconi, Vendola dice che «come tutti i prodotti pubblicitari, è usurato» e se l’età e la persona meritano rispetto e considerazione, tuttavia «il modello è vecchio». Il leader di Sel, però, ammette di essere in parte figlio del berlusconismo «e delle sue prime crepe». Il presidente del Consiglio, secondo il governatore, «è la proiezione sulla scena pubblica dell’Italia del Grande Fratello. Ma questo film è giunto ai titoli di coda». E l’Italia, dice Vendola, è pronta a un premier gay. Come la Puglia.
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La stampa cattolica contro Berlusconi: “Non sono solo quattro mele marce”

Dopo Avvenire anche Famiglia Cristiana si scaglia contro la gestione disinvolta di Silvio che non affronta la questione morale e sostiene il ddl intercettazioni. L’ultimo che provò a lamentarsi, Boffo, fece una brutta fine. La questione morale a Milano e in Lombardia “non è un piagnisteo” e forse ad averla aperta “non sono solo quattro mele marce“: c’è “un’economia del disastro consegnata alla generazione futura, il peggio immaginabile della diserzione morale“. Il quotidiano dei vescovi Avvenire commenta con dure parole in un editoriale il sequestro dell’area di Santa Giulia, le inchieste sulla contaminazione mafiosa e il rapporto sulle ecomafie di Legambiente, citando indirirettamente parole di Berlusconi al Duomo. Avvenire dipinge un paese in cui al potere vige “un’economia del disastro consegnata alla generazione futura, il peggio immaginabile della diserzione morale”, scrive Giuseppe Anzani. VERGOGNA E DOLORE – “Un incubo – continua il giornalista- oppure un brusco risveglio che strappa la gioia delle feste celebrate sul tetto del Duomo, fra le guglie, sotto la Madonnina“, “a sentir dire che non è il caso di fare un dramma per quattro mele marce…, invece la Madonnina – afferma - è come se «ce l’avessero rubata”. Ad altri spetterà – aggiunge – “esplorare quanto le connivenze e le corruttele ulteriori segnano l’ignavia o il tradimento di chi tra i dirigenti e i politici accetta questo marcio, o persino vi tiene bordone“. Ai milanesi restano solo “vergogna e dolore“, e, nell’auspicio del giornale dei vescovi, anche la consapevolezza ”che la questione morale non è un piagnisteo, è uno stampo di identità umana, serio e severo”.
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http://www.giornalettismo.com/archives/73482/stampa-cattolica-contro-berlusconi/

Verdini e Dell'Utri lobbisti di Carboni "Ci dia un promemoria, così non sbagliamo"

Gli inquirenti documentano il sodalizio tra i due esponenti del Pdl e l'affarista. Obiettivo: addomesticare la Regione Sardegna. Il governatore Cappellacci: "Di essere sollecitato mattina e sera mi sono rotto i c..." .
ROMA - A volte lo chiama "l'amico di Milano", più spesso "il senatore", o anche più confidenzialmente "Marcello". Nelle migliaia di pagine raccolte in oltre un anno d'inchiesta dai Carabinieri del comando provinciale di Roma, le conversazioni di Flavio Carboni hanno in Marcello Dell'Utri un riferimento. Come Denis Verdini, "l'uomo Verde", "il fiorentino". Verdini e Dell'Utri, spesso aprono le loro residenze per ascoltare i problemi del "clan" Carboni. In una circostanza, il primo ottobre scorso, l'uomo d'affari sardo, il regista delle speculazioni sull'eolico in Sardegna, "dice di trovarsi attualmente al "Buon Governo" (presumibilmente la sede del Pdl, ndr) e che sta correndo da Denis". Carboni, addirittura, al telefono con Arcangelo Martino (finito in cella anche lui), il 18 settembre, in una "conversazione riferita all'operazione pale eoliche", sottolinea che bisogna "ricordare a Ugo (Cappellacci, ndr) e a Marcello (Dell'Utri, ndr) che siamo un gruppo!. . . che siano tempestivi che sia una collaborazione continua nell'interesse del gruppo".
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http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/21/news/verdini_lobbisti-5719579/

Immigrazione. Divieto di sposare un clandestino: la parola alla Corte Costituzionale

Il giudice di pace di Trento ha sospeso l'espulsione di una cittadina straniera clandestina “colpevole” di aver chiesto le pubblicazioni di matrimonio con il suo compagno italiano e ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale affinche' valuti se il divieto di contrarre matrimonio con un clandestino sia legittimo o meno.Ci eravamo gia' occupati dell'argomento l'estate scorsa, all'indomani dell'entrata in vigore del cosiddetto pacchetto sicurezza (legge 94/09) definendo il divieto di matrimonio con straniero irregolare una norma da legge razziale. Secondo questa legge, per sposarsi in Italia lo straniero, al momento della richiesta di pubblicazioni, deve esibire “un documento attestante la regolarita' del soggiorno nel territorio italiano”. Dunque gli stranieri extracomunitari devono allegare copia del permesso di soggiorno, o della ricevuta (della Posta o della Questura) per il suo rilascio, o ancora, se in Italia per periodi inferiori a 3 mesi, copia della dichiarazione di presenza depositata in Questura entro 8 giorni dall'ingresso sul territorio italiano.
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'Ndrangheta: oltre 60 arresti. In manette anche i fratelli del sindaco di Corigliano

Cosenza, 21 lug. (Adnkronos) - Una maxi operazione contro il 'locale' di Corigliano è stata effettuata questa mattina, con 67 arresti e il sequestro di beni per 250 milioni di euro. Le indagini del Gico di Catanzaro e dello Scico di Roma, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo di regione, sono durate tre anni e si sono svolte su esponenti della criminalità organizzata accusati di associazione mafiosa, usura, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Ndrangheta-oltre-60-arresti-In-manette-anche-i-fratelli-del-sindaco-di-Corigliano_714278325.html

Dopo Elisa Claps nuovo giallo in Basilicata: riaperto il caso dei 'fidanzatini' di Policoro

Matera, 21 lug. (Adnkronos) - Il giudice per le indagini preliminari di Matera, Rosa Bia, ha respinto la richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i 'fidanzatini di Policoro' trovati morti il 23 marzo 1988 all'età di 21 anni. Lo ha annunciato l'associazione Libera. Contro l'archiviazione richiesta dalla Procura aveva presentato opposizione la madre di Luca Orioli, Olimpia Fuina. Il gip ha inoltre indicato al pm di ''incaricare un consulente per l'eventuale riesumazione dei corpi al fine di accertare eventuali tracce di morte cagionata da terzi''.
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http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Dopo-Elisa-Claps-nuovo-giallo-in-Basilicata-riaperto-il-caso-dei-fidanzatini-di-Policoro_715718180.html