domenica 8 maggio 2011

Israele, ex capo Mossad: attaccare Iran e' una follia

Israele, ex capo Mossad:  attaccare Iran e' una follia

TEL AVIV - L'ex capo del Mossad Meir Dagan ha detto ieri che un attacco aereo ai siti nucleari iraniani sarebbe "folle", perché innescherebbe una guerra regionale i cui esiti "sono imprevedibili" per Israele.

Dagan ritiene che Israele compirebbe una mossa ''stupida'' se cercasse di distruggere il potenziale atomico dell'Iran mediante un attacco militare. Le parole di Dagan, pronunciate venerdi' nella sua prima apparizione in pubblico da quando a gennaio ha lasciato l'incarico, sono oggi riportate con grande evidenza sulla stampa israeliana. ''Non dobbiamo accettare un Iran nucleare, ma d'altra parte un attacco aereo (israeliano, ndr) sui reattori sarebbe un'idea stupida, che non darebbe alcun vantaggio'' ha detto Dagan in un discorso alla Universita' ebraica di Gerusalemme. ''Chi attaccasse l'Iran deve comprendere che rischia di innescare una guerra regionale, nel corso della quale sia l'Iran sia gli Hezbollah lancerebbero missili (su Israele, ndr)''. Il consiglio di Dagan e' dunque che Israele si adoperi ancora per coinvolgere la comunita' internazionale negli sforzi profusi per fermare i progetti nucleari iraniani. Con questo intervento Dagan si e' discostato dalla politica ufficiale del regime di Benyamin Netanyahu secondo cui ''nessuna opzione viene esclusa'' – ivi compresa quella militare – per bloccare i progetti atomici di Teheran. Secondo Yediot Ahronot Dagan aveva espresso i medesimi concetti quattro mesi fa in un incontro a porte chiuse con alcuni giornalisti locali, i quali pero' non avevano potuto riferire le sue parole perche' impediti dalla censura militare. Con il suo intervento in pubblico, secondo il giornale, Dagan ha forse voluto adesso in qualche modo legare le mani al regime israeliano. Oggi, il ministro della Guerra di Tel Aviv Ehud Barak ha criticato l'affermazione di Dagan, dicendo che non è opportuno che si esprima in pubblico su questioni così delicate. Ma a sostegno di Dagan sono giunte le dichiarazioni di altri due ex capi del Mossad, Danny Yatom ed Efraim Halevy, in quali hanno detto che è opportuno che l'opinione pubblica conosca la verità.

Gb: meno soldi alla famiglia reale

(ANSA) - LONDRA - Dopo le nozze del decennio, e' venuto il momento di stringere la cinghia. Il governo di Londra ridurra' il proprio contributo annuale alla famiglia reale, attraverso una revisione del 'portafoglio' della regina Elisabetta & Co, che ogni anno riceve dal governo un''iniezione' di 39.9 milioni di sterline.

Gli industriali applaudono la Thyssen

L’amministratore delegato del gruppo tedesco condannato per il rogo di Torino accolto con osservanza in Confindustria

Ne parla Salvatore Cannavò sul Fatto Quotidiano: l’assemblea di Confindustria a porte chiuse, appositamente twittata sui social network da un anonimo, rivela i desiderata degli industriali a proposito dell’esecutivo:

Lo schiaffo al governo non c’è stato, ma la Confindustria decide di ballare da sola. Anche schierandosi con maggior forza accanto ai vertici della ThyssenKrupp condannati in tribunale. “Ci sentiamo lasciati soli, le risposte arrivano in ritardo oppure non arrivano e allora facciamo da soli” è il messaggio che ha inviato Emma Marcegaglia a conclusione dell’assemblea di Bergamo, svoltasi ieri a porte chiuse con la presenza di circa 5700 imprenditori. A RAPPRESENTARE questa ipotesi, la richiesta di privatizzazione dell’Istituto per il commercio estero (Ice) ampiamente sottoutilizzato, dice Marcegaglia, con tagli al suo bilancio di circa il 40 per cento e che l’associazione degli industriali vorrebbe a disposizione per sostenere i suoi processi di internazionalizzazione. Ma anche l’accoglienza riservata all’amministratore delegato della ThyssenKrupp, condannato a 16 anni dalla recente sentenza del Tribunale di Torino e “molto applaudito” dai colleghi imprenditori, va nel senso di un ritrovato spirito di corpo.

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http://www.giornalettismo.com/archives/124417/gli-industriali-applaudono-la-thyssen/

Siria: carri armati entrano a Tafas

(ANSA) - TAFAS - Le forze militari siriane appoggiate da carri armati sono entrate oggi nella citta' meridionale di Tafas, presso Deraa. Lo affermano testimoni e residenti. Gli abitanti della città hanno detto che alle 06:00 della mattina almeno otto carri armati sono entrati nella città, di circa 30 mila abitanti. Testimoni hanno aggiunto di aver udito colpi d'arma da fuoco e di aver visto soldati e poliziotti fare irruzione nelle case per arrestare dei giovani. (ANSA).

Egitto, scontri tra musulmani e cristiani. In fiamme due chiese: 9 morti e 144 feriti

Il Cairo, 8 mag. (Adnkronos/Ign)- Il primo ministro egiziano Essam Sharaf ha rinviato il suo viaggio in Bahrein e convocato per oggi una riunione del gabinetto di emergenza dopo che estremisti musulmani hanno assaltato ieri una chiesa copta al Cairo. Il bilancio delle violenze è intanto salito a nove morti e 144 feriti.

Gli scontri si sono verificati ieri nel quartiere povero di Imbaba al Cairo, dove una folla di estremisti musulmani ha assaltato una chiesa copta affermando che una giovane donna vi era tenuta in ostaggio dopo essersi convertita all'Islam.

Due chiese ed alcune case vicine sono state date alle fiamme. Solo dopo alcune ore, l'esercito è riuscito a riportare la situazione sotto controllo.

I copti hanno poi marciato fino all'ambascita americana, chiedendo un incontro con l'ambasciatore per denunciare le violenze e le discriminazioni di cui sono vittime in Egitto. I cristiani copti rappresentano il 10-15% della popolazione.

Palermo, Ciancimino junior interrogato in cella Scoperto l'archivio segreto con i pizzini di don Vito

www.siciliainformazioni.com

Secondo quanto riporta il sito Repubblica.it è stato scoperto l'archivio segreto di Massimo Ciancimino dove sono conservati tutti i pizzini del padre Vito. La stanza dove era nascosto l'archivio era nella palazzina dove abita Ciancimino jr, in via Torrearsa a Palermo.

La notizia arriva dopo l'interrogatorio di Ciancimino jr avvenuto oggi nel carcere Pagliarelli di Palermo dopo il trasferimento da Parma avvenuto nei giorni scorsi. Ciancimino junior, finito in carcere pochi giorni prima di Pasqua con l'accusa di calunnia pluriaggravata nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni de Gennaro, e accusato anche di detenzione di esplosivo, e' stato sentito per alcune ore dai pm della Dda di Palermo.

A condurre l'interrogatorio il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e i pm Paolo Guido e Nino di Matteo. Il detenuto ha parlato del documento che, secondo l'accusa, avrebbe falsificato aggiungendo il nome di De Gennaro ma anche dei candelotti di dinamite rinvenuti nella sua abitazione il giorno del suo primo interrogatorio su sua stessa indicazione.

Ciancimino ha ribadito di avere ricevuto il pacco anonimo insieme ad una lettera di minacce nei suoi confronti ma di non avere voluto denunciare l'accaduto "per non creare allarmismi in famiglia". Nei prossimi giorni il suo legale potrebbe presentare la richiesta di scarcerazione.

Immigrati: Nel canale di Sicilia mille morti nel 2011

Immigrati: Nel canale di Sicilia mille morti nel 2011

LAMPEDUSA - Le acque del Canale di Sicilia sempre più tomba per centinaia di migranti che a bordo di carrette del mare tentano di raggiungere l'Europa.Dopo la tragedia, ieri, dell'affondamento di un barcone con circa 600 a bordo davanti a Tripoli, con centinaia di morti, sono più di mille - anche se non ci sono cifre ufficiali, che potrebbero essere più alte - le persone ingoiate dalle acque del Mediterraneo in questi primi mesi dell'anno. Centinaia di barconi sono partiti dalla Tunisia e dalla Libia e alcuni sono affondati con il loro carico umano. Dal 1988, secondo i dati raccolti da 'Fortress Europè, sono quasi 16mila gli uomini, le donne e i bambini morti tentando di raggiungere l'Europa con i barconi. Per oltre quattromila di questi (4.249) il Canale di Sicilia è diventato la loro tomba, mentre altre 186 persone sono morte navigando dall'Algeria verso la Sardegna. Più della metà di questi morti non sono mai stati recuperati: le statistiche ufficiali parlano infatti di 3.110 dispersi.

Italia: Borghezio shock: "Buttiamo Napoli"

Italia: Borghezio shock:

ROMA - L'europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, la spara grossa. "Buttiamo Napoli: dobbiamo stare lontani da quello schifo di città. Mi domando se le condizioni in cui versa Napoli non siano un motivo sufficiente per essere indipendentisti e separatisti da questa parte del Paese". E ancora: "I napoletani e Napoli non fanno parte dell'Europa civile. Bisogna scappare da questo schifo. Noi vogliano essere liberi da questa Napoli che puzza di rifiuti e camorra. Bisognerebbe fare una pulizia radicale". Non è il delirio di un folle, ma il contenuto dell'intervento dell'europarlamentare della Lega Nord a KlausCondicio, il salotto televisivo di Klaus Davi in onda su YouTube. Una città incivile. E se Napoli non fosse gestita da napoletani? Il sempre sopra le righe Borghezio non ha il minimo dubbio: "Andrebbe sicuramente meglio". E spiega: "Vorrei sapere in quale altra città del mondo civile la raccolta dei rifiuti è militarizzata; di fronte ad una situazione di evidente inciviltà, il governo è di nuovo costretto a mandare l'esercito per liberare Napoli dall'immondizia, visto che evidentemente i cittadini non lo fanno, non si assoggettano alla raccolta differenziata, non riescono a far funzionare gli inceneritori, con conseguenti rischi di contagio e di epidemie".

Italia / Libia: armi ai combattenti anti-Gheddafi, Roma smentisce

Italia / Libia: armi ai combattenti anti-Gheddafi, Roma smentisce
ROMA - Italia ha smentito la notizia sulla fornitura di armi all’opposizione libica per combattere contro i soldati di Qeddafi. Secondo la Reuters, un portavoce del ministero degli Esteri italiano ha dichiarato che non c’e’ stato nessun accordo tra Roma e i combattenti libici anti-Gheddafi per la fornitura di armi da parte italiana. Queste dichiarazioni arrivano dopo che una fonte del Consiglio di transizione nazionale ha dato la notizia sull’accordo raggiunto con Roma per quanto riguarda l'appoggio bellico italiano ai combattenti libici. Lo scorso 5 maggio il Gruppo di Contatto riunito lo scorso 5 maggio a Roma ha stabilito che gli "equipaggiamenti e tutto quello che occorre per l'autodifesa degli insorti libici possono entrare in un quadro di legittimità internazionale". Una posizione condivisa anche dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, il quale ha confermanto che l'Italia ha inviato ai combattenti "equipaggiamento di tipo tecnico". Va ricordato inoltre che lo scorso 12 aprile un responsabile della politica estera del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), Ali al-Isawi e il capo delle operazioni militari, il generale Abdel Fattah-Younis, sono stati ricevuti a Roma dallo stesso Frattini. Al-Isawi ha chiesto più armi e risorse per proseguire la guerra contro Muammar Gheddafi. Una richiesta sulla quale il governo italiano per bocca del portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, si e' detto "d'accordo in linea di principio".

USA: MISSISSIPPI ESONDA, ALLARME PER CENTRALI NUCLEARI

(AGI) Memphis- Il Mississippi e' esondato in molti punti, inghiottendo terreni agricoli e mettendo a dura prova la rete di argini costruita nel secolo scorso. La polizia a Memphis ha ordinato l'evacuazione di 3.000 case e installazioni che sono lungo il percorso delle acque alluvionali. Il picco e' previsto per lunedi' e potrebbe superare i record stabiliti nel 1927 e nel 1937. Le inondazioni minacciano tre reattori nucleari, che potrebbero esseri chiusi per precauzione .

La guerra del Cavaliere contro il presidente

di EUGENIO SCALFARI
APPENA 48 ore fa i giornali berlusconiani erano moderatamente favorevoli ad alcune frasi del Presidente Napolitano pronunciate nel corso d'un convegno dedicato ad Antonio Giolitti nella ricorrenza della sua scomparsa. Quelle frasi erano rivolte alla sinistra italiana e contenevano un incitamento critico a far meglio il suo mestiere di opposizione che si propone di prendere il posto dell'attuale maggioranza di destra.
Ma ieri il tono di quei giornali era completamente cambiato, suonando all'unisono con gli umori del Presidente del Consiglio. È bastato che Napolitano segnalasse la necessità costituzionale di un dibattito parlamentare che prenda atto della nomina di nove sottosegretari provenienti da gruppi parlamentari diversi da quelli che vinsero le elezioni del 2008, per scatenarli in un rabbioso attacco alla più alta istituzione repubblicana, accusata di porsi come la sola vera opposizione al "buongoverno" del Cavaliere di Arcore.
Questi continui capovolgimenti della destra berlusconiana e la sua costante aggressione contro i "magistrati eversivi" che pretendono di giudicare l'uomo votato dal popolo sono la prova provata che i tanti problemi che interessano la vita dei lavoratori, delle famiglie, delle imprese e insomma di tutto il Paese restano e resteranno irrisolti e neppure affrontati a causa del problema preliminare, costituito appunto dalla presenza di Silvio Berlusconi alla guida del governo nazionale.
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“Silvio ladro”, l’urlo del pensionato cacciato da Berlusconi

Un anziano milanese allontanato dal comizio del premier dopo averlo apostrofato in modo pesante.
Ai comizi di Silvio le contestazioni sono abituali. Accanto alla platea adorante c’è sempre una piccola folla, di solito esterna alla manifestazione, che protesta quando parla illeader del Pdl. La manifestazione del Palasharpnon è stata eccezione, e il contestatore apostrofato come illiberale da Berlusconi è stato riconosciuto dalle autorità come un pensionato di 70 anni. L’uomo ha anche rischiato un po’, vista la reazione deiberlusconiani adoranti, ma è stato prontamente allontanato dopo che aveva urlato “ladro” in faccia al premier.
PENSIONATO CONTESTATORE - E’ un pensionato di 70 anni, Vincenzo M., l’uomo che, nel pomeriggio, ha contestato il premier Silvio Berlusconi mentre interveniva dal palco del Palasharp di Milano. L’uomo ha urlato alcune frasi contro il presidente del Consiglio, ‘colpevole’ a suo dire di non aver fatto nulla per risolvere i problemi dei pensionati. Il 70enne e’ stato fischiato, poi scortato fuori dalle forze dell’ordine. Il premier lo aveva apostrofato dandogli dell’illiberale’ prima di riprendere la parola. L’uomo, che ha avuto un piccolo calo di pressione dopo essere stato accompagnato fuori dal palazzetto, e’ stato identificato. Nei suoi confronti non sono stati presi provvedimenti. Pare che fosse già stato presente alle manifestazioni contro il premier svoltesi davanti al Palazzo di Giustizia.
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Tunisi, torna coprifuoco notturno

(ANSA) - TUNISI - Le autorità hanno imposto un coprifuoco notturno dalle 21:00 alle 05:00 di domani a Tunisi dopo le nuove manifestazioni anti-governative di oggi. Lo ha reso noto la Tv di stato. Le autorità di Tunisi hanno giustificato la misura affermando che negli ultimi giorni sono stati commessi saccheggi e violenze nella capitale e nei suoi sobborghi. Da giovedì si susseguono manifestazioni a Tunisi, che vengono duramente represse dalle forze dell'ordine.

Lampedusa: 300 migranti caduti in mare

(ANSA) - ROMA - Un barcone con 300 migranti si e' incagliato in prossimita' del porto di Lampedusa e i migranti a bordo si sono gettati in mare. Tutti quanti - secondo il Comando generale delle Capitanerie di Porto - sarebbero stati tratti in salvo. L'incidente e' avvenuto mentre erano in corso, a poca distanza, le operazioni di soccorso di 800 immigrati arrivati poco prima con un altro barcone. Tutti quelli che si trovavano sul molo sono intervenuti in soccorso dei migranti finiti in acqua.

Osama, dagli Usa i primi video

Washington, 7 mag. - (Adnkronos) - L'intelligence americana ha reso pubblici cinque video di Osama Bin Laden sequestrati dopo il raid di Abbottabbad nel quale è stato ucciso il leader di Al Qaeda. Lo riporta la Cnn. Uno dei video mostra Bin Laden mentre osserva delle immagini televisive di se stesso, presumibilmente ottenute via satellite. Un altro video è un messaggio agli Stati Uniti, che sembrerebbe essere stato registrato lo scorso autunno.

Nel video che ritrae Bin Laden mentre osserva immagini televisive che lo riguardano, il leader di Al Qaeda è seduto davanti a un televisore e tiene in mano un telecomando con il quale passa da un canale televisivo all'altro. Nella sequenza, Bin Laden ha la barba ingrigita, indossa un cappello di lana e ha sulle spalle una coperta.

Del videomessaggio agli Stati Uniti, che si ritiene sia stato registrato tra ottobre e novembre scorsi, non è stato diffuso l'audio per ragioni di opportunità, come hanno spiegato i funzionari dell'intelligence.

In questo video, la barba di Bin Laden appare invece tinta di nero. Gli altri tre video sono invece delle prove per dei messaggi che il leader di Al Qaeda intendeva diffondere.

Un funzionario dell'intelligence, parlando con i giornalisti al Pentagono, ha affermato che durante il raid di Abbottabad è stata sequestrata una notevole quantità di materiale che è attualmente allo studio di una speciale task force di cui fanno parte funzionari della Cia e dell'Fbi. Inoltre, è stato ribadito che la prova del Dna mostra, senza ombra di dubbio, che l'uomo ucciso nel raid era Osama Bin Laden.

Il presidente Barack Obama ha tenuto un discorso di fronte a più di 2mila militari raccolti nella base di Fort Campbell (Kentucky) sede del 160mo reggimento dell'aeronautica per le operazioni speciali e anche della 101ma divisione dei paracadutisti appena tornati dall'Afghanistan. ''Abbiamo decapitato la testa di Al Qaida e sono certo che la sconfiggeremo'', ha detto.

Poco prima il leader della Casa Bianca, accompagnato dal suo vice Joe Biden, ha incontrato in segretezza anche i membri del Team 6 dei Navy Seals, il corpo scelto che lunedì sera ha ucciso il numero uno di Al-Qaida, e ha conferito loro la 'Presidential Unit Decoration', la più alta decorazione militare attribuita per atti di straordinario coraggio contro il nemico.

Poi, parlando alle truppe di stanza nel Kentucky, ha dichiarato: ''Tutto il mondo ha potuto capire quanto siete capaci e pronti ad agire''. Questa, ha aggiunto ''è stata la decisione più pesante presa come comandante in capo e l'ho fatta sapendo che avrebbe reso più sicura l'America e il mondo intero''. Quindi, ''a nome degli Stati Uniti e del mondo intero ho l'onore di dirvi 'lavoro ben fatto''', ha detto Obama alle truppe. ''Ancora prima di questa operazione - ha poi puntualizzato Obama - avevamo spezzato il momentum ai Talebani, avevamo messo Al Qaida sotto pressione come mai era successo prima, segno che la nostra strategia stava funzionando'' e oggi ''stiamo continuando a fare progressi verso la distruzione e lo smantellamento di Al Qaida''.
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sabato 7 maggio 2011

Affonda barcone davanti alla Libia "Erano seicento, decine di morti"

Tragedia sulle coste di Tripoli, si cercano oltre trenta dispersi

ROMA
Un barcone con oltre 600 migranti è naufragato all’alba di ieri mattina davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. Nell’incidente sarebbero morti decine e decine di migranti; altri si sarebbero salvati raggiungendo a nuoto la riva. L’imbarcazione sarebbe infatti colata a picco subito dopo la partenza, a poche decine di metri dalla spiaggia, perchè sovraccarica.
Secondo le testimonianze raccolte dal giornalista somalo Aden Sabrie, che collabora con la Bbc, sarebbero stati recuperati 16 cadaveri di suoi connazionali, tra cui alcune donne e tre neonati, mentre altri 32 risultano ancora dispersi. Ma il numero complessivo delle vittime, provenienti anche da altri paesi dell’area sub sahariana, sarebbe di gran lunga superiore.
La notizia del naufragio è stata confermata al giornalista della Bbc anche dall’ambasciatore somalo in Libia, Mohamed Abdiqani. Secondo una prima ricostruzione, attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti, il barcone con oltre 600 migranti sarebbe partito un’ora dopo un’altra «carretta» che aveva un numero analogo di persone a bordo. Quasi certamente si tratta dell’imbarcazione con 655 profughi approdata in nottata a Lampedusa dopo essere stata soccorsa a circa venti miglia dall’isola dalle motovedette della Guardia Costiera.
La notizia si è subito diffusa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, provocando commozione e sgomento. Una donna somala giunta ieri sta piangendo dopo avere appreso telefonicamente da alcuni parenti che il figlio, partito con il secondo barcone, sarebbe tra le vittime.

Gli Usa ammettono: Osama Bin Laden preso grazie a interrogatori-tortura Guantanamo

Gli Usa ammettono: Osama Bin Laden preso grazie a interrogatori-tortura Guantanamo
L’uso del waterboarding (l’annegamento simulato) fu uno degli aspetti più controversi della presidenza repubblicana perchè considerato una forma di tortura più attroci usate in Guantanamo. Khalid Sheikh Mohammed, il presunto cervello del movimento al Qiada, fu per 183 volte soggetto alla tortura dell’annegamento simulato. Stando a quanto scrive Daily Telegraph citando fonti americane sarebbe stato lui a dare alla Cia il nome del corriere personale di Osama bin Laden, perchè sottoposto continuamente a waterboarding.
Mike Blakemore, dell’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha ribadito che interrogatori come quello a cui è stato sottoposto Mohammed sono comunque «ripugnanti, immorali e illegali». Secondo Amnesty «non è mai giustificabile e nessuno dovrebbe strumentalizzare la caccia a bin Laden per sostenere che la tortura è accettabile». Anche negli Usa è cominciato un esame di coscienza: «Riaprirà il dibattito che non è mai sparito sulla moralità di certe tecniche», ha detto Richard Haas, il presidente del Council on Foreign Relations.
Il waterboarding e le altre tecniche di interrogatorio pesanti furono autorizzate dopo l’11 settembre dal presidente George W. Bush e usate dalla Cia in prigioni segrete fuori dagli Stati Uniti fino al 2004. Dalla Casa Bianca non arrivano smentite, mentre molti uomini del polo repubblicano rivendicano l’uso del waterboarding e, soprattutto, di Guantanamo. Paul Wolfowit, ex stratega in Bush, in una intervista a La Stampa spiega che gli interrogatori nel super-carcere sono stati fondamentali. Secondo Donald Rumsfeld, segretario alla Difesa durante gran parte dei due mandati di George Bush, però le informazioni sono state ottenute «con un normale approccio d’interrogatorio». E anche secondo Condoleezza Rice, ex consigliere per la sicurezza nazionale ed ex segretario di Stato con Bush, il team Obama ha potuto avvalersi della miniera d’oro di informazioni strappate negli interrogatori di Mohammed e di altri membri delle cellule dell’11 settembre.
L’uso del waterboarding fu uno degli aspetti più controversi della presidenza repubblicana: bandito nel 2009 da Barack Obama, è considerato una forma di tortura, impiegata in precedenza in alcuni interrogatori, nella quale, sul volto del prigioniero, generalmente coperto da un panno, viene versata dell’acqua, provocando un effetto di annegamento. Oltre al dolore e al panico che provoca nel prigioniero, il waterboarding può causare lesioni ai polmoni e danni cerebrali dovuti alla mancanza di ossigeno.

Usa: allarme disoccupazione, mai così alto da 1983

Usa: allarme disoccupazione, mai così alto da 1983
WASHINGTON- A febbraio la disoccupazione negli Usa è salita all'8,1%, contro il 7,9% previsto dagli analisti: il dato più alto mai registrato dal dicembre 1983. Persi 651mila posti di lavoro, in linea con la stima media. Nonostante questo la Casa Bianca parla di dati «spaventosi». «Durante questa recessione sono stati persi 4,4 milioni di posti di lavoro: una cifra sbalorditiva - ha detto Obama. Per il terzo mese consecutivo, ricorda l'agenzia Bloomberg, l'economia americana ha perso più di 600mila posti di lavoro. Secondo i dati rivisti dal Dipartimento per il Lavoro, nei due mesi precedenti sono stati persi 161mila posti in più di quelli quantificati in precedenza. Il crollo del numero di buste paga a gennaio è stato infatti rivisto al rialzo, da 598 a 655mila, mentre quello di dicembre passa da 577 a 681mila, ovvero il maggior calo dall'ottobre del 1949.

Germania: giudice denuncia Merkel, lei figlia di un prete non deve approvare un omicidio

Germania: giudice denuncia Merkel, lei figlia di un prete non deve approvare un omicidio
BERLINO - La cancelliera tedesca Angela Merkel potrebbe essere costretta a rispondere davanti a un tribunale per la sua "gioia" per l'uccisione di Osama Bin Laden: dopo la valanga di critiche che l'ha investita negli ultimi giorni, un giudice di Amburgo ha denunciato la leader conservatrice tedesca accusandola di apologia di reato. Già membri della Chiesa e numerosi esponenti politici, anche conservatori, avevano duramente criticato la Merkel (Cdu) poiché si era detta "contenta" della morte del capo di Al Qaida. Ma Heinz Uthmann, questo il nome del giudice, si è spinto oltre: "Sono un cittadino che rispetta la legge e come giudice ho fatto un giuramento davanti alla giustizia e alla legge", ha detto al quotidiano "Hamburger Morgenpost", definendo le parole della cancelliera "di cattivo gusto e poco dignitose". In particolare, Uthmann ha citato l'articolo del codice penale tedesco che vieta l'apologia di reato, sottolineando che - in questo caso - la Merkel ha approvato un "omicidio", un reato punibile con una condanna fino a tre anni di prigione oppure una multa. "Per la figlia di un pastore cristiano questo commento è sorprendente e contrario ai valori della dignità umana, della carità e dello Stato di diritto", ha aggiunto il giudice.

Iran: intervento bliz usa, violazione palese di sovranità territoriale pakistana

Iran: intervento bliz usa, violazione palese di sovranità territoriale pakistana
ISLAMABAD - La Repubblica islamica dell'Iran condanna l’intervento militare delle forze speciali americane con il pretesto di uccidere Osama Bin Laden in Pakistan. A dirlo l'ambasciatore iraniano ad Islamabad, Mashalla Shakeri che ha affermato:” Si è trattato di ''una violazione della sovranità territoriale'' di quel Paese. ''Gli Usa hanno dimostrato ancora una volta la loro natura prepotente compiendo un attacco notturno in un Paese estero''. Sono le affermazioni dell’ambasciatore iraniano in Pakistan durante il suo incontro con il leader dell'opposizione nel Parlamento pachistano, Choudhry Nisar Ali Khan.

Siria: attivisti, 827 morti da inizio proteste

Damasco, 7 mag. - (Adnkronos/Aki) - Sono 827 i morti in Siria dall'inizio delle proteste antigovernative, esplose a meta' marzo. Lo denuncia il Comitato siriano per i diritti umani in un suo ultimo rapporto. L'organizzazione precisa che il bilancio comprende sia i civili uccisi dalle forze di sicurezza, che i militari e gli agenti assassinati perche' si sono rifiutati di sparare contro i manifestanti. Il bilancio e' aggiornato al 29 aprile.

Bin Laden, un figlio: papà è vivo e sta bene. Vedova Osama: a Islamabad già dal 2003

(al Jazeera)
Il Cairo, 7 mag. - (Adnkronos/Aki) - Uno dei figli di Osama bin Laden sostiene che lo sceicco del terrore è ''ancora vivo'' e mette in dubbio la notizia della sua uccisione nel blitz di domenica scorsa delle forze speciali americane in Pakistan. Lo rivela il giornale egiziano al-Wafd. Il quotidiano scrive che ''fonti della famiglia di bin Laden'' gli hanno riferito di una ''telefonata'' ricevuta ''martedì mattina'' da ''due fratelli'' dello sceicco del terrore, ''Khalid e Abdelaziz'', ed effettuata da ''Samy bin Laden'', figlio di Osama.

Nella breve conversazione, secondo il giornale, ''Samy bin Laden ha assicurato agli zii che il loro fratello è ancora vivo e che quello che sostengono i media è falso''.

Al-Wafd sottolinea che nella telefonata il figlio dello sceicco del terrore ''non ha precisato se bin Laden sia stato arrestato e sia ancora vivo o se tutta la vicenda (del blitz, ndr) è falsa''. Infine, il giornale riporta che ''nella telefonata Samy aveva fretta per motivi sicurezza e non dava molti dettagli, ma era tranquillo, perché convinto che suo padre sta bene ed è ancora vivo''.

Intanto una delle vedove dello sceicco del terrore, la yemenita Amal al-Sadah di 29 anni, - secondo quanto hanno riferito fonti degli agenti dell'inteligence che la stanno interrogando citate dal quotidiano 'Dawn' - ha rivelato che fin dal 2003 Osama bin Laden aveva lasciato l'area tribale pachistana al confine con l'Afghanistan per andare a vivere nel villaggio di Chak Shah Mohammed, non lontano da Islamabad. La donna è una delle tre vedove di Osama sotto custodia pachistana. Sposò bin Laden nel 1999 come quinta moglie, quando il capo di al Qaeda aveva 43 anni.

Il villaggio di Chak Shah Mohammed si trova nel distretto di Haripur, una quarantina di chilometri a sud est di Abbottabad. Amal ha riferito agli inquirenti che, dopo aver vissuto due anni e mezzo nel villaggio, l'intera famiglia di bin Laden si è trasferita ad Abbottabad dove era stata costruita per loro la casa dove è avvenuto il raid. Per anni, si era sempre creduto che, sin dalla sua fuga dalle grotte di Tora Bora alla fine del 2001, lo sceicco del terrore si fosse nascosto, magari in un'altra grotta, nell'area di confine fra Pakistan e Afghanistan. "Quest'uomo ha vissuto in mezzo a noi ad Haripur e Abbottabad per sette anni e mezzo e noi tutti, pachistani e americani, lo cercavamo nella direzione sbagliata", ha commentato un funzionario, citato da 'Dawn'.

Amal al Sadah ha inoltre raccontato agli inquirenti pachistani che era appena entrata in camera da letto con il marito ed erano state spente le luci quando si è sentito il rumore degli spari. Prima che bin Laden potesse afferrare il suo kalashnikov, ha aggiunto, sono entrati i Navy Seals e hanno ucciso il leader di al Qeaeda. Questa versione sembra coincidere con quella fornita recentemente dagli americani, secondo la quale quando Osama è stato ucciso aveva a portata di mano un kalashnikov Ak-47 e una pistola Makarov. La yemenita Amal, che è stata ferita alla gamba durante il raid, è ora sotto la custodia dell'intelligence pachistana assieme alle altre due mogli saudite, un figlio di cinque anni, una figlia di 22 e quattro bambini di una figlia di bin Laden, uccisa da un missile sparato da un drone americano nelle regioni tribali del Pakistan. Sotto custodia vi sono anche dei figli di Khalid, il figlio di bin Laden ucciso durante l'attacco. Khalid era sposato alla sorella di due collaboratori pachistani dello sceicco del terrore, indicati soltanto come Arshad e Tariq.

La Russa: ''A sinistra donne più brutte che mai’’. La replica: ''Detto da lui…''

Ignazio La Russa (Adnkronos)
Milano, 7 mag. (Adnkronos/Ign) - ''La Russa che critica l’aspetto estetico dei candidati? Non male detto da lui’’. Il presidente del Partito democratico, Rosy Bindi sceglie di replicare con una battuta ironica alle parole del ministro della Difesa, Ignazio la Russa che ha rinverdito il tormentone sull’estetica delle candidate, che trova la sua sintesi nel ‘donne di sinistra brutte come non mai’, che tanto piace al centrodestra, con in testa il premier Silvio Berlusconi.

‘’Dicono che Berlusconi fa eleggere solo le donne belle - ha affermato La Russa in una cena elettorale milanese - Non è vero, ci sono alcune elette non belle anche da noi, ma certo non raggiungono l'apice della sinistra, di donne di cui non faccio il nome’’.

Ma non è solo il presidente del Pd a replicare al ministro. Fa fatica a non indignarsi la deputata Paola Concia, nei giorni scorsi oggetto insieme alla Bindi delle ironie del coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani. ‘’Trovo davvero agghiacciante – dice l’esponente del Pd - che in un momento così delicato per il nostro paese, il ministro della Difesa abbia il tempo di occuparsi di altre cose, tra una cena elettorale e un'ospitata in tv, invece che della situazione libica. Ironizzare sulla gradevolezza estetica delle elette è un classico espediente maschiocentrico e diciamoci la verità banalmente da vecchi zozzoni". La Concia si limita solo a notare che “se le donne usassero gli stessi criteri estetici per giudicare i candidati uomini, e non lo fanno mai, La Russa e il 90% dei miei colleghi deputati non verrebbe neanche eletto".

Commenti ''agghiaccianti'' anche per la deputata dell'Idv Silvana Mura che ''dimostrano ancora una volta quale alto concetto della donna abbia il Pdl, visto che non riesce ad andare oltre l'aspetto estetico".

Davanti alle polemiche, puntuale è arrivata la precisazione. "Ci tengo a sottolinearlo che la mia era solo una battuta - ha detto La Russa - abbiamo il massimo rispetto per le donne. Ho anche telefonato all'onorevole Concia per spiegargli esattamente che cosa era stato detto".

Spiagge: Bonelli a Napolitano, dl incostituzionale e contro direttiva Ue

Roma, 7 mag. - (Adnkronos) - Il decreto legge Sviluppo e' "incostituzionale" e "pone diverse problematiche di compatibilita' sia con numerose disposizioni di diritto interno, sia, in ogni caso, con la Direttiva europea (cd.Bolkestein). E' quanto si legge nella memoria che il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli ha inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla norma che introduce la privatizzazione delle spiagge. "Da una semplice lettura della normativa italiana si evince che la procedura di infrazione riguarda i seguenti due aspetti del regime concessorio afferente i beni demaniali marittimi: il diritto preferenziale di insistenza e il rinnovo automatico della concessione alla scadenza sessennale", osserva Bonelli.

Sottosegretari, Schifani e Fini: riunione capigruppo dopo il voto Bossi: "Napolitano ha ragione"

Roma, 7 mag. (Adnkronos/Ign) - Dopo il richiamo di Napolitano sul rimpasto di governo intervengono oggi i presidenti del Senato della Repubblica, Renato Schifani, e della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, i quali, come si legge in una nota congiunta, "a seguito della nota diramata nella giornata di ieri dalla Presidenza della Repubblica successivamente alla firma dei decreti di nomina dei nuovi Sottosegretari di Stato, si riservano di procedere alla convocazione delle rispettive Conferenze dei Capigruppo alla immediata ripresa dell'attivita' parlamentare''.

Dalla maggioranza però la Lega torna a smarcarsi dalla linea del Pdl con il leader del Carroccio Umberto Bossi che, dopo aver difeso l'operato del premier ieri sera, oggi sostiene che tutto sommato il capo dello Stato non ha torto. "Napolitano ha ragione" dice Bossi, perché ''quelli che sono ora diventati sottosegretari a suo tempo avevano votato contro la fducia al governo''. Il leader della Lega comunque non teme un'eventuale voto di fiducia. "Secondo me non ci sono problemi perche' il governo prendera' un sacco di voti".

Secondo Bossi tuttavia "il passaggio in Parlamento potrebbe essere necessario -ha precisato- e in ogni caso "non vedo tutta questa paura perche' il governo riuscira' a portare a casa un sacco di voti".

Il premier Silvio Berlusconi dal canto suo difende il rimpasto di governo e lancia un nuovo affondo contro Consulta e magistrati. ''Senza Fini e i suoi, grazie ai parlamentari che hanno formato il nuovo gruppo dei responsabili che sono la terza gamba della maggioranza, abbiamo una maggioranza molto piu' compatta''. Un maggioranza che ''vuole approvare finalmente quelle riforme che non sono mai state approvate perche' dentro la coalizione c'era una componente statalista, che impediva le riforme indispensabili per il Paese, a partire da quella della giustizia''.
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