martedì 14 febbraio 2012

Le disabili stuprate da chi doveva aiutarle


Sarebbe accaduto e forse accade tuttora all’interno di strutture ad hoc in Germania
Una ricerca dell’università di Bielefeld ha mostrato dati agghiaccianti sul numero di donne e ragazze che hanno subito violenza fisica e psicologica all’interno di istituti che le ospitano.
LO STUDIO - Nell’edizione odierna della trasmissione politica ”Report Mainz” dell’emittente ARD sul canale Das Ersten si parlerà in esclusiva dello studio dell’Università di Bielefeld intitolato ”Lebenssituation und Belastungen von Frauen mit Beeinträchtigungen und Behinderungen in Deutschland” (Condizioni di vita e disturbi delle donne con disturbi e disabilità in Germania). La ricerca è stata commissionata dal ministero federale per la famiglia e verrà pubblicata ad aprile. Secondo i dati raccolti il 6% delle donne ospitate in strutture per disabili ha subito maltrattamenti fisici e psicologici.
Continua ...

Carceri: Severino, con dl flessione 'porte girevoli' del 21%

Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Da quando e' entrato in vigore il decreto carceri ''si e' registrata una flessione del fenomeno delle ''porte girevoli'' pari al 21,57% (a dicembre 2011 il fenomeno ha riguardato, infatti, 1.175 soggetti e a gennaio 804, sempre con un periodo di riferimento dei 3 giorni)''. Lo ricorda il ministro della Giusytizia, paola Severino, nelle considerazioni pubblicate sul sito del Ministero dopo la definitiva conversione in legge, con il voto della Camera.

Dietro gli arresti di Gubbio sesso in cambio di lavoro


Dietro gli arresti di Gubbio sesso in cambio di lavoro

Lo "Zar"avrebbe favorito amici per la concessione di appalti

ROMA - «La logica era chiara: o eri donna e cedevi alle avances del sindaco Goracci o eri uomo e avevi agganci politici o di amicizia con Goracci o con persone riconducibili al suo gruppo, oppure eri fuori dai giochi». È quanto afferma agli inquirenti perugini una donna, come riporta l’agenzia Ansa, vigile urbano a tempo determinato del Comune di Gubbio, che sarebbe stata illegittimamente esclusa dalle «stabilizzazioni» perchè ritenuta «invisa» alla presunta associazione a delinquere promossa dall'ex sindaco di Gubbio. Il quale, alla richiesta di chiarimenti sulla mancata stabilizzazione, avrebbe risposto: «Qui decido io, lei per me non entra». Le dichiarazioni della donna costituiscono un «riscontro», affermano gli inquirenti, alle dichiarazioni di una sua amica e collega, anche lei illegittimamente esclusa dal concorso per agente di polizia municipale a tempo indeterminato dopo aver respinto le presunte avances del sindaco (che per questo episodio è accusato anche di violenza sessuale). Goracci, in una occasione, stando a quanto si legge nelle carte dell'inchiesta, l'avrebbe «attirata a sè, abbracciandola per le spalle e cercando di baciarla sulle labbra». La donna però «si era ritratta ed era riuscita ad andarsene dall'ufficio». A questo episodio ne sarebbe seguito un altro analogo: pure in questo caso Goracci avrebbe tentato di baciarla e la donna gli avrebbe detto «ancora una volta di piantarla, ricordandogli che aveva una moglie e una figlia». Nonostante ciò, le «profferte» del sindaco sarebbero proseguite fino a poco prima del concorso per agente di polizia municipale, che peraltro sarebbe stato bandito appositamente, secondo l'accusa, per «sistemare» la «coordinatrice della segreteria di Rifondazione comunista legata al gruppo del sindaco». Un concorso finito male per la donna che aveva respinto le «richieste sessuali» di Goracci, «penalizzata ingiustamente nella prova orale e nella valutazione dei titoli», ma anche danneggiata con una procedura disciplinare «per avere cantato in chiesa con il colletto azzurro della camicia della divisa (da vigile urbano - ndr) che sporgeva dall'abito da chiesa». In ogni caso, visto come erano finite le cose, la vigilessa a tempo determinato aveva «cominciato a dar credito alle voci insistenti che indicavano molte delle donne sistemate all'interno dell'Amministrazione come amanti (o ex amanti) di Goracci». Sembra comunque che dietro ci siano aspetti che vadano anche oltre i favori sessuali. La procura starebbe indagando su un giro di tangenti e appalti ceduti dallo Zar (così era conosciuto Goracci a Gubbio) ad alcune persone riconducibili al suo gruppo di fedelissimi.

Adozioni, class action contro Giustizia


(ANSA) - ROMA - Il Tar del Lazio ha fissato per il 4 luglio 2012 l'udienza pubblica durante la quale verrà discussa la causa che l'associazione Amici dei Bambini ha proposto contro il Ministero della Giustizia, "colpevole" di non aver ancora istituito la banca dati dei minori adottabili e delle coppie disponibili all'adozione, prevista da una legge del 2009. Tutti i soggetti danneggiati dalla mancata creazione della banca dati, sostiene Aibi, possono aderire alla causa mediante la procedura della class action.

Iran: lapidazione via da codice penale

(ANSA) - TEHERAN - Non vi sarebbe piu' accenno alla lapidazione, prevista per le donne adultere, nel nuovo codice penale islamico che ha passato l'ultimo vaglio del Consiglio dei Guardiani In Iran. Lo rende noto il sito iraniano Khabaronline, sottolineando fra le innovazioni ''l'eliminazione o perlomeno il silenzio'' sulla lapidazione. La notizia confermerebbe quanto gia' annunciato da diverse autorita' iraniane, nel corso di un processo legislativo dibattuto all'interno dell'establishment politico e religioso.

Ruby: Consulta, processo puo' continuare

(ANSA) - ROMA - La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso per conflitto di attribuzione presentato dalla Camera dei Deputati, la quale sosteneva la competenza del Tribunale dei ministri per il processo Ruby, nel quale ' imputato l'ex premier Silvio Berlusconi. Il processo, in corso a Milano, puo' pertanto andare avanti.

Milleproroghe, sì da commissioni Senato. Bocciato il condono edilizio in Campania

(Adnkronos)
Roma, 14 feb. (Adnkronos/Ign) - Via libera delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato al decreto legge milleproroghe, con mandato al relatore. Nel pomeriggio è iniziata la discussione generale sul decreto in aula al Senato. Il provvedimento dovrà essere approvato in tempi brevi da palazzo Madama per tornare a Montecitorio in terza lettura. Il decreto legge scade il 27 febbraio.
Dalle commissioni è arrivato lo stop al condono edilizio in Campania. ''Le commissioni prima e quinta del Senato - riferiscono i senatori Pd Vincenzo De Luca, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante - hanno respinto la proposta di tre senatori del Pdl, tra cui l'ex ministro della Giustizia Nitto Palma, per introdurre nel decreto Milleproroghe una nuova sanatoria edilizia valida per tutta la Campania: pericolo sventato, ma ora in aula tutti, a cominciare dal governo, si assumano le proprie responsabilità. Se il Milleproroghe - aggiungono - diventasse il pretesto per un ennesimo condono edilizio nella regione che ha pagato il prezzo più alto al mattone illegale, sarebbe un provvedimento non votabile". ''Ci auguriamo - concludono i tre senatori del Pd - che questo blitz fallisca e che davvero sia l'ultimo".
Respinta dalle commissioni anche un'altra proposta per la riapertura dei termini per il condono dei manifesti elettorali abusivi. L'emendamento al decreto legge milleproroghe era stato presentato dal senatore del Pdl, Mario Mantovani.
Riguardo agli esodati, il relatore al decreto legge milleproroghe, Lucio Malan, spiega: la situazione ''è difficile ma non resterà senza risposta''. Le ulteriori modifiche richieste dal Parlamento non sono state accolte dal governo, che ha rinviato la soluzione a futuri provvedimenti. ''E' corretto - sottolinea Malan - affrontare il problema nel suo insieme. Andavano evitate soluzioni affrettate''.
Via libera alla proroga delle provvidenze per i lavoratori esposti ad amianto. Le commissioni hanno approvato un emendamento che proroga le erogazioni economiche per i benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti all'amianto.
si riducono i tempi della moratoria per la tutela del design industriale storico. Un emendamento al milleproroghe, approvato dalle commissioni, accorcia i tempi di scadenza sulla proprietà intellettuale al 2014, rispetto alla misura approvata alla Camera che invece fissava il termine al 2016.
Infine, via libera a un testo di mediazione, a firma del governo, sulle graduatorie per gli insegnanti. Le commissioni hanno approvato a un emendamento che prevede l'apertura di una ''fascia aggiuntiva'' alle graduatorie già esistenti. Alla Camera era passato un emendamento che, di fatto, riapriva le graduatorie, consentendo l'ingresso a tutti, ma contro la misura si era schierata la Lega.
Con il nuovo emendamento è prevista una riapertura a maglie strette, ''limitatamente ai docenti che hanno conseguito l'abilitazione dopo aver frequentato i corsi biennali abilitativi di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid), il secondo e il terzo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale'' e i corsi di laurea in scienze della formazione primaria negli anni accademici 2008/09, 2009/10, 2010/11. I termini saranno fissati da un decreto legge del ministero dell'Istruzione e avranno effetto dall'anno scolastico 2012-13.

Sandri, Cassazione conferma sentenza d'appello: 9 anni e 4 mesi a Spaccarotella

Roma, 14 feb. (Adnkronos) - L'uccisione di Gabriele Sandri fu omicidio volontario. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione nel confermare la sentenza d'appello nei confronti dell'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, condannato a 9 anni 4 mesi di reclusione per l'omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri.
In particolare, la prima sezione penale della Cassazione presieduta da Paolo Bardovagni ha respinto il ricorso della difesa di Spaccarotella contro la decisione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze del 1 dicembre 2010 che aveva aumentato la condanna rispetto al primo grado. Inizialmente, infatti, l'agente della Polstrada, sospeso dal servizio, era stato condannato a 6 anni per omicidio colposo con colpa cosciente. Una tesi non condivisa dalla Cassazione che si è allineata alle richieste del sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello che, in mattinata, aveva chiesto l'aumento di pena nei confronti di Spaccarotella. La Cassazione, dunque, ha sposato in pieno la tesi della pubblica accusa che nella requisitoria aveva sottolineato che il poliziotto "voleva colpire la macchina e l'ha colpita".
Lacrime e commozione da parte di Giorgio Sandri, il padre di Gabriele, alla lettura della sentenza. "Giustizia è fatta. E' la vittoria del popolo di Gabriele. E' una sentenza di diritto ed è una vittoria di tutti - hanno affermato Giorgio e il figlio Cristiano Sandri - Giustizia è fatta anche se non è stato facile". Il padre di Gabriele ricorda quando in primo grado l'agente venne condannato ad una pena più lieve. "Si trattò di una sentenza raccapricciante - ha detto - ma non abbiamo mai smesso di avere fiducia nella giustizia. E la giustizia infine ha trionfato".
Commozione in aula anche da parte dei tanti tifosi della Lazio amici di Gabriele. In tanti alla lettura del dispositivo non hanno trattenuto le lacrime.
Luigi Spaccarotella si costituirà all'autorità giudiziaria. "Affronterò la situazione da uomo", ha detto a uno dei suoi legali, l'avvocato Federico Bagattini a pochi minuti dalla sentenza. Il legale racconta che l'agente della Polstrada sta vivendo queste ore "drammaticamente. Questione di ore - ha detto - e le porte del carcere per lui si apriranno".
Secondo quanto si apprende, l'agente ha saputo della condanna nella sua abitazione di Arezzo, insieme alla moglie e ai due figli, una bimba di 12 anni e un bimbo piccolo. Spaccarotella ha pianto e ha guardato i suoi bambini, chiedendosi ''Ora come faranno senza il loro papà?''. Secondo quanto riferito da fonti vicine alla famiglia, il poliziotto non si aspettava la conferma della condanna.

"Malati curati a terra": è emergenza al pronto soccorso del San Camillo di Roma

Roma, 14 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Da anni denunciamo il sovraffollamento dei dipartimenti d'emergenza di Roma e provincia. Dove in media ogni giorno ci sono circa 100 pazienti parcheggiati sulle barelle in attesa di un ricovero. E possono rimanerci anche da molte ore a diversi giorni". All'indomani della pubblicazione delle immagini 'shock' del pronto soccorso del San Camillo, dove i medici sono costretti a curare i malati per terra, e sui cui la Procura di Roma potrebbe aprire un fascicolo, Massimo Magnanti, segretario del Sindacato professionisti emergenza sanitaria (Spes) lancia l'allarme sul sovraffollamento nei pronto soccorso capitolini. "Oggi assistiamo - avverte l'esperto - alla trasformazione dei dipartimenti d'emergenza (Dea) in veri reparti di degenza. Una situazione che blocca tutto il servizio, allunga i tempi d'attesa per i cittadini e non garantisce un servizio all'altezza per il cittadino".
"Dare assistenza a chi ne ha bisogno in ogni situazione è il dovere del medico - spiega Magnanti, commentando le foto dei colleghi che assistono un paziente per terra adagiato su un materasso - ma quelle immagini parlano di una situazione al collasso purtroppo comune in molte strutture. Soprattutto quelle più grandi come l'Umberto I, il San Giovanni e il policlinico Gemelli. Sarebbe meglio - sottolinea il segretario dello Spes - che la politica non strumentalizzasse queste problematiche. Perché c'erano - chiosa - e sono state ampiamente denunciate anche prima dell'attuale amministrazione regionale".
Continua ...

Napoli: Consulta respinge ricorso Senato su caso Mastella

Roma, 14 feb. (Adnkronos) - La Corte costituzionale ha respinto il ricorso per conflitto di attribuzione promosso dal Senato nei riguardi delle procure di Santa Maria Capua Vetere e di Napoli sull'inchiesta che coinvolse l'ex Guardasigilli Clemente Mastella.

Roma 2020, no alla candidatura Monti: "I conti non lo permettono"

Roma, 14 feb. (Adnkronos/Ign) - Sfuma il sogno delle Olimpiadi 2020 a Roma. Il presidente del Consiglio Mario Monti, al termine del Consiglio dei ministri, ha infatti annunciato che non firmerà la garanzia finanziaria richiesta dal Cio per la candidatura della Capitale ad ospitare i Giochi.
"Le condizioni economiche del Paese non consentono di dire sì", ha detto in conferenza stampa il premier spiegando che il Comitato promotore ha presentato "un progetto che da ogni punto di vista merita elogio" e che "presenta conclusioni positive dal punto di vista dell'impatto economico".
Tuttavia, di fronte alla necessità che il governo si impegni con il Cio "a coprire ogni eventuale deficit nel bilancio del Comitato organizzatore", il Consiglio dei ministri all'unanimità ha deciso che "non sarebbe responsabile nelle attuali condizioni dell'Italia assumere questo impegno di garanzia che potrebbe mettere a rischio i soldi dei contribuenti".
"Non vogliamo - ha continuato - che la percezione che stiamo cercando di dare dell'Italia negli ambienti internazionali, l'Unione europea e i mercati, possa essere compromessa da improvvisi dubbi, magari alimentati dai concorrenti dell'Italia nella sfida olimpica, circa la serietà dei propositi di risanamento finanziario del Paese, anche per una percezione che potrebbe essere di un Paese non prudente in questo momento, ove il governo si assumesse un impegno di garanzia di questo tipo".
"Abbiamo ritenuto doveroso e prudente - ha affermato - esaminare il decorso ex post delle Olimpiadi degli ultimi quindici o vent'anni, oltre anche, e in quasi tutti i casi c'era stato uno scostamento, a volte molto rilevante, tra i preventivi e i consuntivi. In altre situazioni della vita economica italiana forse avremmo considerato il rischio accettabile, in questa situazione abbiamo considerato il rischio non responsabile".
Il ministro dello Sport Piero Gnudi ha dichiarato: "E' stata una decisione molto sofferta, però ciò non toglie che questo governo voglia valorizzare lo sport e i valori dello sport".
Amareggiato il sindaco Gianni Alemanno, che ha commentato: "Il premier Monti ha dato motivazioni molto chiare, ma purtroppo non condivisibili". ''Rinunciare ad una candidatura vincente, sostenuta da un progetto di ottimo livello tecnico e di grande sobrietà economica, significa non scommettere sul futuro dell'Italia'', ha aggiunto. Riguardo alle voci sulle sue probabili dimissioni ha tuonato: "Assolutamente no. Mi dispiace deludere i miei oppositori".
L'assessore con delega alla Candidatura Olimpica per Roma 2020, Rosella Sensi ha sottolineato: ''Prendo atto della decisione che non posso condividere, perché non lascia spazio alla speranza e al sogno per questo Paese''. ''Da cittadina di questo Paese, della città di Roma e da donna di sport provo molta amarezza'', ha aggiunto Sensi.
La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, dichiara: ''Dal governo Monti è arrivato un segnale deludente. Ci saremmo aspettati più coraggio''.
Continua ...
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Roma-2020-no-alla-candidatura-Monti-I-conti-non-lo-permettono_312974844073.html

Mez, procura di Perugia deposita ricorso in Cassazione: "Amanda e Raffaele colpevoli"

Amanda Knox (Iberpress)
Perugia, 14 feb. - (Adnkronos/Ign) - La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha depositato stamane il ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di secondo grado per Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Il procuratore generale Giovanni Galati ha parlato di "sentenza da annullare"sostenendo che invece quella di I grado era ''completa e accurata''.
"Siamo ancora convintissimi che loro (Amanda e Raffaele, ndr) sono i coautori dell'omicidio di Meredith Kercher", hanno sostenuto Galati e il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola. I magistrati hanno parlato anche di "contraddittorietà e illogicità delle motivazioni della sentenza di secondo grado" spiegando che i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Perugia hanno ''valorizzato pressoché esclusivamente gli argomenti dei consulenti della difesa o le ipotesi ricostruttive maggiormente giovevoli alle tesi difensive''.
Galati e Costagliola criticano, inoltre, il ''metodo utilizzato''. La sentenza impugnata "ha trascurato completamente tutti gli altri aspetti collimanti con l'ipotesi accusatoria, tutti aspetti che, invece, come s'è visto nella motivazione della sentenza di primo grado, erano stati rigorosamente posti in evidenza e considerati dalla Corte d'Assise nella sua decisione. Nell'esame dei singoli indizi, la sentenza impugnata è incorsa nel vizio consistente nella mancanza e manifesta illogicità della motivazione''.
L'avvocato di Raffaele Sollecito Luca Maori non ha ancora finito di leggere il ricorso. Poi, ha detto parlando all'Adnkronos, "darò i miei commenti nel merito del ricorso" ma stigmatizza "il modus procedendi da parte della procuratore generale che ha sempre dichiarato - ha sottolineato - di essere imparziale invece non lo è stato''.
''Ha depositato personalmente il ricorso - ha affermato ancora - e ha parlato con i giornalisti indicendo una sorta di conferenza stampa. E' una cosa abnorme. Stigmatizzo molto questo comportamento, prima avrebbe dovuto dar modo ai difensori di leggersi il ricorso''.

Maltempo, neve si sposta a sud

(ANSA) - ROMA - La neve si sposta al sud, lasciandosi dietro il sole, ma anche il gelo. Gia' imbiancate Capri, Ischia e le Eolie, si prevedono nuove nevicate, anche a quote basse, in Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia. Migliora il tempo nel resto d'Italia ma le temperature torneranno nella media stagionale solo a partire da venerdì. A Roma riaprono le aree archeologiche,non senza limitazioni e strascichi polemici.

Strage di Alcamo, dopo 21 anni all'ergastolo torna libero: "E' innocente"

Reggio Calabria, 13 feb. (Adnkronos/Ign) - Giuseppe Gulotta, imputato al processo di revisione per la strage di Alcamo Marina (Trapani) in cui vennero uccisi due carabinieri il 27 gennaio 1976, e' stato assolto dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria.
Gulotta era stato condannato all'ergastolo dopo 9 processi in via definitiva nel 1990. A consentire la riapertura del processo erano state le dichiarazioni dell'ex brigadiere dell'Arma Renato Olino, il quale aveva raccontato delle torture a cui Gulotta e altre 3 persone erano stati sottoposti per estorcere una confessione.
A fare il nome di Giuseppe Gulotta era stato Giuseppe Vesco, fermato con una pistola il 13 febbraio 1976. Quest'ultimo fu trovato morto nella sua cella in carcere nell'autunno successivo.
"Aspettavo questo momento da 36 anni" sono state le prime parole di Gulotta, lasciando finalmente da uomo libero il tribunale di Reggio Calabria. Alla lettura della sentenza, al termine del processo di revisione che si e' svolto a Reggio Calabria, e' scoppiato in un pianto, insieme alla sua famiglia. Accanto a lui c'erano gli avvocati Baldassarre Lauria e Pardo Cellini che lo hanno assistito durante l'iter giudiziario. "Spero -ha detto Gulotta parlando con i giornalisti- che anche per le famiglie dei due carabinieri venga fatta giustizia. Non ce l'ho con i carabinieri -ha precisato- solo alcuni di loro hanno sbagliato in quel momento".
Giuseppe Gulotta, nonostante la complessa vicenda giudiziaria che lo ha portato a subire 9 processi pou' il procedimento di revisione, non ha smesso di credere nella giustizia. "Bisogna credere sempre alla giustizia. Oggi e' stata fatta una giustizia giusta", ha dichiarato. Un ultimo pensiero va all'ex brigadiere Renato Olino, che con le sue dichiarazioni ha permesso la riapertura del processo: "dovrei ringraziarlo perche' mi ha permesso di dimostrare la mia innocenza pero' non riesco a non pensare che anche lui ha fatto parte di quel sistema".
''Ci abbiamo sempre creduto e sono convinto che era la decisione piu' giusta che la Corte potesse prendere'' ha commentato l'avvocato Baldassarre Lauria, uno dei legali di Gulotta. ''A Gulotta - ha aggiunto Lauria - oggi non e' stato regalato nulla, gli e' stato riconosciuto un errore giudiziario che gli ha rovinato la vita''. In aula era presente anche l'avvocato Pardo Cellini, che commentato ''la giustizia ha trionfato davvero''. Il legale ha ringraziato la Corte d'Appello per ''la correttezza che ha avuto nell'autonomia di pensiero, priva di ogni pregiudizio, e questo e' fondamentale per la giustizia italiana''. La sentenza, ha concluso l'avvocato Cellini, ''apre un cono di luce importante su vicende alcamesi e siciliane che non hanno avuto una interpretazione finora corretta''.

Germania: Dresda, 13mila in catena umana contro corteo neonazisti

Dresda, 13 feb. (Adnkronos/Dpa) - Oltre 13mila persone hanno partecipato oggi a Dresda ad una catena umana, lunga oltre 3,6 chilometri, per impedire ai neonazisti tedeschi di raggiungere il centro di Dresda per una manifestazione in occasione dell'anniversario del bombardamento del 13 e 14 febbraio del 1945 che rase al suolo la citta' tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale.

lunedì 13 febbraio 2012

TESORO MIO ...


QUANDO ...


ETERNIT ...


CATTIVA MAESTRA


Primarie di Genova terremoto nel Pd


Marco Doria

La spunta vendoliano Doria. Sconfitte sindaco Vincenzi e la senatrice Pinotti

GENOVA - Il centrosinistra sceglie Marco Doria per la corsa alle amministrative della prossima primavera. Il candidato indipendente, sostenuto da Sel, ha vinto con il 46% dei voti le primarie della coalizione. Battuta Marta Vincenzi (27.5%), il sindaco uscente e la senatrice Roberta Pinotti (26.3%).
BERSANI,E' L'ESITO SE PIU'CANDIDATI PD - "Le primarie hanno una loro logica. Quando si accetta che alla gara partecipino più candidati del Pd, poi se ne devono accettare gli esiti". Così Pier Luigi Bersani, contattato dall'Ansa, invita ora a "lavorare con entusiasmo" perché "si vince con Doria". "Ora - sostiene il segretario del Pd, alla luce della vittoria alle primarie del candidato Marco Doria che ha sconfitto le due candidate Pd Marta Vincenzi e Roberta Pinotti - si lavora con entusiasmo e passione per vincere alle amministrative con il candidato del centrosinistra. Ora si vince con Doria". Ora ci si mette a lavorare ventre a terra per vincere e per vincere con Doria". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, all'indomani delle primarie di Genova. A chi gli domanda se nel capoluogo ligure si faccia il bis di quanto avvenuto a Milano con la vittoria delle primarie di Pisapia, candidato con Sel, Bersani risponde: "é di buon augurio. A Milano dissi 'si vince'. Adesso dico che a Genova si vince". "Le primarie hanno una loro logica - sottolinea Bersani - quando si fa la scelta di partecipare alla gara con più di un candidato del Pd, poi se ne accettano anche gli esiti con serenità. Noi le rispettiamo pienamente con convinzione. Del resto con quattro gradi sotto zero a Genova sono andate a votare più di 20 mila persone". "Rendiamoci conto di questo processo: siamo al servizio di questo processo - prosegue - il Pd farà la sua parte perché Genova non vada alla destra con grande convinzione e serenità" "Non ci si legga sempre - aggiunge Bersani - con questa idea un po' parrocchiale. Potrei elencare la grande sfilza di primarie che si sono tenute e dire che nella grandissima maggioranza dei casi ha vinto il candidato del Pd. Ma non ci mettiamo a fare queste classifiche. Se avessimo qualche problema non faremmo le primarie di coalizione. Accettiamo gli esito con grande convinzione e serenità perché quando si fanno primarie di coalizione si accetta che possano esserci esiti vari".
Continua ...

La Grecia approva l’Austerity e il popolo risponde con il fuoco.


La Grecia approva l’Austerity e il popolo risponde con il fuoco. LA DIRETTA
ROMA - Atene brucia, la tv di stato riporta le esplosioni di violenza in tutta la nazione, dalle isole turistiche, a Creta, alle città a nord e nel centro del paese (Volos la più colpita tra queste). 45 edifici sono distrutti negli scontri della capitale tra manifestanti col volto coperto e la polizia in assetto anti-sommossa. Cinema, bar, negozi e banche sono stati presi d’assalto, saccheggiati e dati alle fiamme.
Il bilancio dei feriti sembra essere di 68 tra dimostranti e forze dell’ordine. Il capo della protezione civile greca, Christos Paputsis, escludendo ogni possibile casualità in merito agli incendi ha attaccato gli organizzatori della manifestazione: «Niente è casuale. Sono scoppiati oltre 40 incendi nel centro di Atene e ai vigili del fuoco è stato impedito di intervenire». 65 persone sono state arrestate durante la notte ed altre 75 sono in stato di fermo dopo i controlli effettuati in tutta la città.

Questa mattina, il Sindaco di Atene Giorgos Kaminis, in visita ad uno dei palazzi storici distrutto dal fuoco commenta: “La città ha subito tremendi danni”. Le vie Panepistimiou, in cui sorgono l’università e la biblioteca nazionale, Ermou l’elegante via commerciale, Stadiou e la piazza Syntagma sono state le più colpite dalla violenza di quelli che qui chiamano anarchici che la polizia ha stimato essere tra i 500 e i 700. Ovunque c’è forte l'odore dei gas lacrimogeni e del fumo degli incendi, le squadre di netturbini sono al lavoro dalle prime ore di stamane per ripulire le vie cittadine più colpite dagli scontri.
Continua ...

Eternit, 16 anni di galera ai responsabili


Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e De Cartier
Il Tribunale di Torino ha condannato a 16 anni di carcere ciascuno il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier alla fine del processo Eternit. I due rispondevano di disastro doloso e rimozione di cautele.
GLI IMPUTATI – Romana Blasotti, l’anziana simbolo del processo Eternit, con cinque familiari morti a causa dell’amianto a Casale Monferrato (Alessandria), lo dice esplicitamente, ha passato una notte insonne a ripercorrere le tappe di questa lotta decennale per ottenere giustizia. “Ho pensato alle vittime – ha detto la donna -, spero che oggi possano avere un po’ di pace. Gli imputati finiranno agli arresti domiciliari in qualche villa con piscina, come tutti i cattivi”. L’udienza iniziata stamane alle 9,30 e’ durata pochi minuti. L’avvocato Cesare Zaccone che difende uno dei due titolari della multinazionale svizzera in Italia, il 91enne Jean Louis De Cartier de Marchienne, ha rinunciato a sorpresa proseguire la replica, prevista per oggi.
Continua ...

La neve che tiene in ostaggio l’Europa


Non si contano i danni all’agricoltura
La neve dà una tregua ma sulle strade resta il rischio gelo, a causa delle rigide temperature, a cui si aggiunge quello della nebbia. Viabilità Italia, il centro nazionale di coordinamento per la del Viminale, stamattina non segnala situazioni di particolare criticità. Sono state revocate quasi tutte le interdizioni disposte nei giorni scorsi dai Prefetti di varie province dell’Italia centro-meridionale a causa dell’ondata di maltempo che avevano comportato, l’attuazione del fermo temporaneo dei mezzi pesanti in aree di stoccaggio o deviazione su itinerari alternativi.
I BLOCCHI - Permangono i provvedimenti interdittivi del traffico commerciale sulla Strada provinciale 329 di Bari, nella provincia di Pesaro-Urbino limitatamente ad alcune strade del Montefeltro, nella viabilità ordinaria della province di Ancona, dove i veicoli pesanti in uscita al casello di Ancona nord e diretti al Porto continuano scortati dalla Polizia Stradale, e di Macerata, nella provincia di Caserta limitatamente alla SS.6 “Casilina” e alla SS.7 “Appia”. Per quanto riguard la circolazione ferroviaria, è confermata anche per oggi la chiusura di alcune linee ferroviarie secondarie in Abruzzo e Molise, Lazio e Campania, in particolare la Viterbo-Attigliano, la Roccasecca-Avezzano, la l’Aquila -Antrodoco, la Termoli-Campobasso e la Bosco Redole Benevento.
LE PREVISIONI – Per oggi, e per le successive 24-36 ore il bollettino meteo emesso dal Dipartimento della Protezione Civile segnala neve su Campania, Basilicata, Puglia e Calabria settretrionale al di sopra 100-300 metri e localmente a quote inferiori, con quantitativi cumulasti moderati puntualmente elevati; sulla Calabria centro meridionale e Sicilia al di sopra di 400-600 metri, in abbassamento fino a 300-500 metri, con quantitativi cumulati deboli o moderati, puntualmente elevati sulla Calabria. Restano chiusi anche oggi, per il quarto giorno consecutivo, il Colosseo ed il Foro Romano. Sono ancora in corso gli accertamenti per garantire la sicurezza dei turisti dopo il gelo e le nevicate che in questi giorni hanno interessato l’intera città. All’interno dell’Anfiteatro Flavio c’è ancora qualche residuo di neve, ormai ghiacciata, cosi’ come lungo i percorsi che guidano i turisti lungo le strade all’interno del Palatino.
Continua ...

Parmalat, il giudice: «Tanzi resta in carcere» L'ex patron «gravissimo» in ospedale


I legali: «Condizioni di salute incompatibili con il carcere». Il 6 marzo nuova udienza


Callisto Tanzi  (Imagoeconomica)
MILANO - Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha confermato la reclusione in carcere per Calisto Tanzi, ex patron della Parmalat. La decisione è arrivata dopo il rinvio della Cassazione sul ricorso presentato dalla difesa del detenuto in base alle sue condizioni di salute incompatibili con il regime carcerario.
IN OSPEDALE - In precedenza Tanzi era stato ricoverato nell'ospedale Maggiore di Parma a causa delle «gravissime» condizioni di salute. L'ex patron Parmalat è detenuto nel carcere della città emiliana da circa 10 mesi, da quando cioè fu arrestato (ai primi di maggio del 2011) su ordine dell'autorità giudiziaria di Milano. Uno dei legali di Tanzi, l'avvocato Gianpiero Biancolella, ha spiegato all'Ansa che per l'ex imprenditore si è reso necessario il ricovero nella notte di venerdì. La lunga detenzione in carcere avrebbe aggravato quella che i legali di Tanzi da mesi definiscono una «compromessa condizione di salute».
IL 6 MARZO - Ci sarà comunque una nuova udienza del tribunale di sorveglianza di Bologna - fissata per il prossimo 6 marzo - che dovrà decidere sull'eventuale scarcerazione di Calisto Tanzi. La Cassazione, nel frattempo, ha annullato la precedente decisione del tribunale di sorveglianza bolognese, accogliendo la richiesta di una nuova udienza: «In tale sede il tribunale di sorveglianza - ha commentato uno dei legali di Tanzi, Giampiero Biancolella - dovrà tenere conto del fatto che la Suprema Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento nel quale il tribunale di sorveglianza non ha tenuto conto delle gravi condizioni di salute di Calisto Tanzi. Condizioni - ha concluso Biancolella - peraltro ben note al tribunale di sorveglianza. Sul punto delle condizioni di salute di Tanzi i difensori si riservano di emettere un comunicato».

Ruby, udienza hot: parla l'agente che l'arrestò «Quella festa e le avances di Berlusconi»


Il poliziotto: «Il pm dei minori mi disse che la ragazza andava mandata in una comunità»

Karima El Mahroug, alias Ruby (Ansa)
MILANO - Udienza «hot» lunedì mattina per il processo in cui Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile. Ad essere ascoltato come testimone è stato l'agente di polizia Ermes Cafaro, che arrestò per furto, la sera del 27 maggio 2010, l'allora minorenne marocchina Karima El Mahroug. Certo all'epoca l'agente non poteva immaginare che quella ragazza, poi divenuta celebre col nomignolo di Ruby, avrebbe scatenato uno scandalo politico di rilevanza mondiale per il suo legame con l'allora premier Silvio Berlusconi, e che l'espressione «bunga bunga» sarebbe finita su tutti i giornali del pianeta. Lei in realtà lo disse subito all'agente: «Mi disse che ci avrebbe pensato "Silvio" a farle avere i documenti». La ragazza avrebbe inoltre parlato della festa di San Valentino ad Arcore dove le donne «si spogliavano», di avances sessuali fattele da «Silvio» e di una busta con 15 mila euro avuta in regalo da lui dopo la serata. Caffaro ha poi ricordato l'agitazione che si creò negli uffici di via Fatebenefratelli quando si seppe delle pressioni per affidarla a Nicole Minetti, «che si era qualificata come "segretaria" del presidente del consiglio. Ricordo che un collega era talmente impressionato che mi disse: "Vuoi vedere che questa conosce veramente Mubarak?"».
Continua ...

Trapani: Sgarbi annuncia querela a prefetto, su Salemi nessun reato

Palermo, 13 feb. - (Adnkronos) - "Su Salemi c'e' stata una minaccia della democrazia che mi porta a denunciare il prefetto. La prefettura e i suoi ispettori hanno individuato un reato che non c'e'". Lo ha detto all'ADNKRONOS Vittorio Sgarbi, sindaco dimissionario di Salemi (Trapani) per il quale il Viminale ha proposto lo scioglimento per inifltrazioni mafiose.

Omicidio Garlasco: Stasi condannato per video pedoporno

Milano, 13 feb. (Adnkronos) - Alberto Stasi, assolto in appello dall'accusa di omicidio della fidanzata Chiara Poggi, e' stato condannato a trenta giorni di reclusione e 1.400 euro di multa, convertiti in pena pecuniaria di 2.540 euro, oltre all'interdizione dai pubblici uffici, per detenzione di video pedopornografici. La sentenza e' stata emessa dal tribunale di Vigevano.