sabato 26 marzo 2011

Costa d'Avorio, ormai è fuga in massa Saccheggi, stupri, uccisioni è guerra totale

La lotta a colpi di armi pesanti fra le fazioni che fanno capo ai due presidenti che si contendono la vittoria alle elezioni del 28 novembre scorso, Alassane Ouattara, considerato il vincitore dall'Onu e dagli osservatori internazionali e Laurent Gbagbo, presidente uscente, che però governa ancora

di CARLO CIAVONI
ABIDJAN - Ormai a fuggire sono più di un milione di persone. Un esodo di massa dalla capitale della Costa D'Avorio, che si spopola mentre lungo le strade delle municipalità a nord della città, Abobo, Treshville, Yopougon, le milizie armate fedeli ai due presidenti che si contendono la vittoria elettorale, continuano a far suonare le armi pesanti.
I due presidenti in lotta. Da una parte, i gruppi fedeli a Laurent Gbagbo, presidente uscente il quale - secondo le autorità internazionali - avrebbe vinto per aver reso nulli i voti di 8 dipartimenti elettorali, per un totale di 600 mila voti; dall'altra Alassane Ouattara, con forti consensi al Nord del paese e che, invece, sarebbe stato indicato come vero vincitore. Il risultato è che il paese è spaccato in due, con Gbagbo, che ancora può contare dell'appoggio dell'esercito e che continua, dui fatto a governare, mentre il suo avversario è costretto a continuare la sua battaglia rinchiuso in una stanza dell'Hotel du Golfe ad Abidjan.
Il bilancio delle vittime civili. Secondo le Nazioni Unite, sarebbero al momento 462, mentre sparatorie, colpi di mortaio, esplosioni diffondono la paura di una guerra totale, tanto da formare un fiume di gente che fugge, con i fagotti e quel poco che si riesce a portar via, verso luoghi più sicuri.
Si scappa ad Est e a Ovest. C'è chi fugge, a est, verso il Ghana, o a ovest, verso la Liberia. Oppure chi si limita a tornare nei villaggi d'origine, lontani da Abidjan, metropoli di 5 milioni di abitanti, dal destino tipico delle metropoli africane, quello cioè di aver subito un inurbamento massiccio con l'arrivo di un'umanità di diseredati delle zone rurali, in cerca di soluzioni per sopravvivere.
La testimonianza. Alessandro Rabbiosi è il capo missione di Terre Des Hommes 2 (Tdh) ad Abidjan, dove l'organizzazione domani inizierà a distribuire 30 tonnellate di derrate alimentari, messe a disposizione dalPAM 3 (il Programma Alimentare Mondiale dell'ONU) a 15.000 rifugiati dei quartieri di Anyama e Abobo, anche con il supporto di un'altra Ong ivoriana, Mesad, con la quale Tdh collabora da anni. "E' diventato assai difficile uscire e spostarsi - dice Rabbiosi - per i numerosissimi check Point e comunque per il rischio di infilarsi in qualche conflitto a fuoco. Tuttavia, stiamo continuando a lavorare, cercando di raggiungere le persone isolate o in fuga, portando loro cibo e comunque assistenza".
Continua ...

Bruxelles, la rabbia di Berlusconi "Questi cercano di tenerci fuori"

Isolato dagli alleati, il Cavaliere dice alla Merkel: "Hai fatto bene a non entrare"

dal nostro inviato ALBERTO D'ARGENIO
BRUXELLES - «Questo è un vertice fatto di chiacchiere. Io sto zitto e aspetto il momento giusto per passare ai fatti». Silvio Berlusconi a Bruxelles rimane in silenzio. Per due giorni si nega alla stampa facendosi scudo con un motto per lui - comunicatore per antonomasia - del tutto inedito: «Non avete ancora capito che governare è fare, non dichiarare», dice ai cronisti. Unico tra i leader del continente, non risponde del suo operato al summit europeo, evita le domande scomode su Libia e Gheddafi, sul Patto di stabilità e sulla politica, ma prima di tornare a Roma si limita a dire che è «soddisfatto» per la guida Nato di Odissey Dawn e per il comando italiano delle operazioni navali. Tanto che agli alleati si spinge a promettere nuovi aerei e quattro navi, tra cui la portaerei Garibaldi.
Eppure il Cavaliere è nero. Glielo si legge in faccia. Lo conferma chi ha assistito alle riunioni del Consiglio europeo. Una fonte comunitaria racconta che «il premier è entrato nella sala e, al posto di scambiare i normali convenevoli con gli altri leader, scuro in viso si è seduto e ha iniziato a leggere». E' un premier isolato. E furibondo. Con la stampa, per le indiscrezioni sulla cena con i Responsabili di mercoledì scorso spesa tra canti (anche ironici su Fini) e barzellette mentre il Paese è di fatto in guerra.
Continua ...

Mediatrade, lunedì Berlusconi in aula

MILANO - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lunedì sarà in aula alla ripresa dell'udienza preliminare per la vicenda Mediatrade, che lo vede imputato a Milano di frode fiscale fino al 2009 e di appropriazione indebita fino al 2006 in relazione alla compravendita dei diritti tv. Il lunedì è l'unico giorno della settimana per il quale il premier ha dato la disponibilità e quindi si presenterà al settimo piano del Palazzo di giustizia davanti al Gup Maria Cicidomini, anche se si tratta di una tappa meramente tecnica perchè l'udienza prevede eccezioni preliminari ma esclusivamente sulla costituzione delle parti e il calendario con le date del procedimento.
In riferimento alle parti potrebbe chiedere di costituirsi contro Berlusconi un azionista Mediaset che ha in portafoglio un solo titolo del valore di 6 euro. Per quanto riguarda il calendario il Gup farà fatica a individuare i pochi lunedì liberi perchè da qui alla pausa estiva quelle giornate sono state "monopolizzate" dal collegio del processo mills che è a rischio di prescrizione.
Continua ...

Scatta 'L'ora della Terra' il mondo al buio per 60'

Parte stasera la campagna mondiale del Wwf a favore della sostenibilità e contro i cambiamenti climatici. Dalle 20.30 luci spente in 130 paesi. Oscurati la Torre Eiffel e il ponte sul Bosforo. Il sostegno di Francesco Totti

ROMA - Non c'è solo l'ora legale. A scattare stasera è anche "L'ora della Terra", il grande evento globale promosso dal Wwf per sollecitare un maggiore impegno nella lotta al cambiamento climatico. Per un'ora, dalle 20.30 alle 21.30, si spegneranno i luoghi simbolo e gli edifici privati in più di 130 paesi del mondo per quello che gli organizzatori definiscono un "giro del mondo a luci spente". Si parte alle 20.30 italiane e a seguire, al riaccendersi di un fuso orario, si spegnerà quello successivo. Il messaggio che vogliono mandare gli organizzatori è chiaro: l'Italia e il mondo sostenibili e a emissioni zero "non sono una chimera, ma una realtà possibile".
Nel mondo, fa sapere il Wwf, hanno già aderito "migliaia di città in oltre 131 paesi", che spegneranno monumenti simbolo come la Tour Eiffel, la Porta di Brandeburgo, il ponte sul Bosforo, le Kuwait Towers. In Italia, invece, hanno aderito "oltre 100 comuni, decine di imprese, migliaia di cittadini" che si sono registrati sul sito o hanno partecipato alle molte iniziative organizzate on-line su www.wwf.it, compresa quella lanciata in collaborazione con Republica.it "Ciak! Si gira la tua azione per il pianeta" 1.
L'evento vede tra l'altro l'alto patrocinato dalla Presidenza della Repubblica e il patrocinio dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, dell'Anci, dell'Upi, dell'Associazione comuni virtuosi, del Coordinamento agende 21 locali italiane.
Gli eventi centrali per l'Italia saranno a Roma, in piazza Navona - con lo spegnimento della fontana dei quattro fiumi. A milano, invece, piazza Duomo si spegne quest'anno per la prima volta. Ma iniziative speciali sono state organizzate in molte altre città: si spegneranno infatti Ponte Vecchio e Palazzo Vecchio a Firenze, così come il Pirellone e il Castello Sforzesco a Milano, la Torre di Pisa, piazza del Campo a Siena, il Maschio Angioino di Napoli, le torri a Bologna, la basilica di Superga a Torino, piazza Pretoria a Palermo, la piazza del Duomo di Siracusa, la fortezza Albornoz di Urbino, la cattedrale e il castello di Federico II a Lucera.
Alla manifestazione hanno garantito tra l'altro il loro sostegno molti testimonial: Marco Mengoni, Paola Maugeri, Massimiliano Rosolino, Vittorio Brumotti, Camila Raznovich, e, soprattutto, Francesco Totti. "Anche quest'anno- afferma il capitano della Roma, che aderirà tra l'altro oscurando il suo sito web - ho deciso di sostenere 'L'ora della Terra' del Wwf per unirmi a questa grande squadra globale, composta da centinaia di milioni di persone, che in tutto il mondo con azioni concrete sta creando le basi per un futuro più sostenibile".

La Direzione generale Rai "Masi non intende dimettersi"

ROMA - "Il contenuto dell'articolo di 'Repubblica' a firma Francesco Bei è, per quanto riguarda i comportamenti del direttore generale, privo di fondamento". Così si dice da ambienti della Direzione generale della Rai a proposito delle possibili dimissioni di Mauro Masi.

"Invoca la Grande Riforma ma a Berlusconi fa comodo una giustizia allo sbando"

ROMA - Era silente da tempo la Bongiorno. Dopo due anni di trincea come contraltare di Berlusconi sulla giustizia. Complici, nel silenzio, l'impegno della sua gravidanza e la nascita di Ian. Ai suoi amici, la presidente della commissione Giustizia aveva anche detto: "Che spettacolo e che stanchezza. Sempre lo stesso gioco, nessuna riforma vera per la giustizia, ma solo leggine per sistemare gli affari giudiziari di Berlusconi". Poi, ecco il rush impensato del Pdl, la raffica con la riforma costituzionale, il processo breve, la prescrizione breve, pure la responsabilità civile dei giudici. Così la responsabile Giustizia di Fli ha ricominciato a parlare. A Repubblica dice: «L'emendamento Pini è la prova che questa maggioranza non vuole riformare la giustizia, ma creare norme salva-premier e norme che puniscano i magistrati».
Andiamo per flash, la materia è tanta. Partendo dall'ultima creatura, la responsabilità civile. Il Pdl dice che chi critica la norma vuole salvare la casta.
«Non è così. I giudici hanno una funzione talmente delicata che è giusto pretendere sempre la massima buona fede e la massima competenza. Se un magistrato si rivela non all'altezza del compito altissimo che è chiamato a svolgere, è giusto che paghi. E siccome per adesso il sistema dei controlli e delle sanzioni non ha funzionato si deve intervenire.
Leggi tutto:

IMMIGRATI: FIANO (PD), GOVERNO E' IN STATO CONFUSIONALE

(ASCA) - Roma, 26 mar - ''Continuamente, nel corso dell'emergenza Libia, il governo Berlusconi mostra tutte le proprie contraddizioni. Di nuovo oggi, mentre il ministro degli Esteri Frattini ha offerto a ogni immigrato che accettera' di tornare a casa una cifra di 1.500 euro, contemporaneamente il ministro Bossi sostiene invece che semplicemente prenderebbe tutti quelli che stanno arrivando sulle nostre coste, li caricherebbe su una nave e li riporterebbe indietro''.
Lo afferma Emanuele Fiano, responsabile del Dipartimento Sicurezza e Difesa del Pd, che aggiunge: ''Era gia' successo con Berlusconi il quale all'inizio non voleva disturbare Gheddafi mentre il ministro degli Esteri e quello della Difesa erano gia' impegnati nella costruzione dell'alleanza per l'intervento in Libia. Poi e' successo che il ministro Maroni avvertisse il paese del pericolo della presenza di terroristi nei barconi in arrivo dalle coste dell'Africa e contemporaneamente il ministro Frattini smentiva questa tesi.
Infine alla richiesta di Maroni di una collaborazione di tutti i territori per i richiedenti asilo diversi amministratori del Pdl, come il sindaco Moratti, hanno risposto picche''.
''E' evidente -afferma ancora Fiano- che l'emergenza rifugiati dal Nord Africa esiste ed e' di difficile soluzione ma e' evidente ancor di piu' che nel governo convivono linee diverse e una grande confusione''.

GB: IN 200 MILA A LONDRA PER PROTESTARE CONTRO TAGLI GOVERNO

(ASCA-AFP) - Londra, 26 mar - Decine di migliaia di manifestanti del Regno Unito hanno marciato oggi a Londra, in un corteo di protesta battezzato 'La marcia per l'alternativa' contro il piano di asuterita' varato dal Premier conservatore David Cameron.
Secondo un portavoce del Trades Union Congress (Tuc), che rappresenta gran parte dei sindacati inglesi, alla manifestazione hanno partecipato circa 200.000 persone. Oltre 4.500 gli agenti schierati da Scotland Yard per sorvegliare il corteo.
La marcia e' stata il piu' grande evento organizzato dal sindacato in piu' di 20 anni e quello a maggiore partecipazione dalle proteste contro la guerra in Iraq nel 2003.

Minzolini: “Li volete proprio quei soldi? Va bene, ve li restituisco”

Nessuno vuole bene ad Augusto. Sono tutti brutti e cattivi e lo trattano male. Lui non ci sta, e così decide di rendere il bentolto. E non se ne va.Vogliono usare questa storia dei rimborsi spese per tenermi sotto schiaffo, ma io non ci sto. Io quei soldi ora li restituisco”. AugustoMinzolini, in un’intervista sul prossimo numero di ‘A’, racconta lo scambio di lettere con Mauro Masi. Masi il 19 marzo aveva scritto una bella letterina in cui diceva che il povero Augusto era rimasto invischiato in “un’incomprensione di natura amministrativa”, poverino. Colpa dell’azienda che ha aspettato un anno e mezzo a contestargli le sue spesine, insomma. Minzo è in buona fede.

CAMERIERE, CHAMPAGNE! - Il problema, spiega il Direttore del Tg1, è che è tutto un complotto ordito da oscuri poteri per farlo fuori. Il Fatto, Di Pietro, Repubblica: ce l’hanno tutti con lui. Lui mica ci ha comprato lo champagne, con quei soldi. “Ci sono solo pranzi e cene di lavoro!” dice il Nostro. Cameriere, champagne! Ma Augusto trova parole di esecrazione anche per Bianca Berlinguer e per Enrico Mentana, rei di sparare più giudizi di lui (che è come confessare che anche lui esprime pareri faziosi). Dice che i due colleghi sono in combutta. “C’e’ una relazione tra i due tg, pescano ascoltatori nella stessa area.” Quella dei comunisti parrucconi e drogati, probabilmente.

Continua ...

http://www.giornalettismo.com/archives/119153/minzolini-%E2%80%9Cli-volete-proprio-quei-soldi-va-bene-ve-li-restituisco%E2%80%9D/

L’Auditel: Ferrara arriva a far perdere a Rai Uno 1,2 milioni di spettatori

I dati di ascolto non mentono.

Che peccato. Una così bella rete, rovinata. Un patrimonio di ascolti così pieno minacciato da un singolo programma. Per fortuna che l’affezionato pubblico di Rai1, della rete ammiraglia non può fare a meno: per cui, la lontanza è solo provvisoria. Poi passa tutto. L’importante è che sia finito Qui Radio Londra, il programma preserale diGiuliano Ferrara che sta causando sfaceli in termini di Auditel.

PARTE IL FUGONE – I dati assoluti giravano già da qualche giorno, e ne abbiamo parlato più volte. Sicuramente un milione di utenti televisivi, quando attaccaFerrara, se ne vanno. Hanno visto il Tg1, ma per Ferrara passano la mano: grazie, fa niente. Ora il blog di Luigi Castaldi, ovvero Malvino, calcola anche la forchetta di share: la media dall’inizio del programma è chiara. Una perdita secca di 6,64 punti percentuali.

Leggi tutto:

http://www.giornalettismo.com/archives/119200/lauditel-ferrara-arriva-a-far-perdere-a-rai-uno-12-milioni-di-spettatori/

Mauro Masi, lascia la Rai - Motivo principale, l'insoddisfazione del premier

Mauro Masi, lascia la Rai
Roma - Con buona pace per Santoro, Floris, Fazio, e tanti altri conduttori, l'era Masi, iniziata il 2 aprile 2009, in sostituzione di Claudio Cappon, sarebbe arrivata al capolinea. Secondo quanto rivelato dal quotidiano ''La Repubblica'', il dg Rai, sarebbe sul punto di abbandonare l'incarico, Martedì prossimo, con un anno di anticipo rispetto la scadenza, per alcuni dissidi con il premier, insoddisfatto della gestione politico-editoriale dell'azienda statale. Per il direttore generale, che nella sua lunga e invidiabile carriera, è stato più volte Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio dei ministri, durante i governi Berlusconi, è pronta una poltrona di amministratore delegato di Snam, la principale società italiana di trasporto del gas naturale, con principale azionista ENI, che detiene il 50,045% delle azioni. Secondo il giornalista della La Repubblica, Francesco Bei, una posizione strategicamente molto importante perchè: «consentirebbe a Letta di mettere un suo uomo nella società controllata dall'Eni, soprattutto se il presidente del cane a sei zampe, Roberto Poli, dovesse essere sostituito da un candidato scelto da Tremonti». In gara per l'eredità di Masi due nomi: Lorenza Lei, e quello del consigliere del Cda, Antonio Verro, ex deputato di Forza Italia.

Giornalista Tv Iran espulso da Parigi

(ANSA) - TEHERAN - Il governo francese ha espulso il capo dell'ufficio di corrispondenza della radio-televisione di Stato iraniana (Irib) a Parigi. Lo riferisce la stessa Irib, precisando che il giornalista, Kamran Najafzadeh, e' gia' rientrato a Teheran. Il provvedimento e' stato adottato da Parigi dopo che, l'11 marzo scorso, le autorita' iraniane hanno espulso un giornalista dell'agenzia France Presse a Teheran, Jay Deshmukh, senza fornire spiegazioni ufficiali.

Afghanistan: civili uccisi per errore

(ANSA) - KABUL - Un numero imprecisato di civili sono morti ieri durante una operazione ieri dell'Isaf contro un comandante talebano nella provincia meridionale afghana di Helmand. Lo ha reso noto la stessa Isaf a Kabul. L'incidente, indica un comunicato, e' accaduto quando le forze di sicurezza hanno chiesto un bombardamento aereo di due veicoli che si riteneva trasportassero il comandante talebano e i suoi uomini, ma che invece avevano a bordo dei civili. Sulla vicenda e' stata aperta un'inchiesta.

Farmaci antiradiazioni, sperimentazioni

(ANSA) - ROMA - L'incidente della centrale di Fukushima in Giappone potrebbe premere l'acceleratore sullo sviluppo di farmaci per i danni da esposizione a dosi massicce di raggi, come quelle cui sono stati esposti i tecnici giapponesi. Secondo quanto riferito sulla rivista Nature Medicine sono in via di sviluppo e sperimentazione diversi farmaci o terapie cellulari per affrontare potenziali futuri incidenti nucleari, terapie che potevano essere cruciali nella sciagura giapponese.

Rifiuti: aumenta spazzatura nelle strade di Napoli, quota 1.200 tonnellate

Napoli, 26 mar. - (Adnkronos) - Le strade di Napoli sono invase da circa 1.200 tonnellate di rifiuti, praticamente la produzione giornaliera di spazzatura. E' il dato fornito dall'amministrazione comunale mentre l'ufficio Flussi della Regione Campania sostiene che a terra vi siano non piu' di 6-700 tonnellate.

In un litro solo 3 centesimi di vero succo. Coldiretti: stop aranciate senza arance

Roma, 26 mar. (Adnkronos) - Una maxispremuta in piazza per sottolineare gli inganni ai consumatori e chiedere una modifica della legge con l'introduzione dell'origine del succo utilizzato nelle aranciate e nei succhi di frutta. E' l'iniziativa lanciata da Coldiretti che sottolinea come in un litro di aranciata che viene venduto mediamente a 1,30 euro ci sono solo 3 centesimi di arance che peraltro spesso vengono ''spacciate'' come Made in Italy anche se provengono dal Brasile o dalla Florida.

In Sicilia, dove si concentra la produzione di arance, l'associazione ha promosso un weekend di 'Solearance' con la distribuzione gratuita di una maxispremuta 'Doc' in tutte le piazze principali a partire da Palermo a Villa Sperlinga per dire basta alla aranciate senza arance.

Nelle aranciate è possibile mettere molta più acqua che succo sulla base di una legge nazionale ormai datata (la 286 del 1961) con la quale si prevede che le bevande al gusto di agrumi possono essere colorate a condizione che esse contengano appena il 12 per cento di succo di agrumi vero. Il risultato - sottolinea la Coldiretti - è che i consumatori pagano l'acqua come fosse succo di arancia.

Ogni punto percentuale di succo di arancia in più oltre al 12 per cento corrisponde al consumo aggiuntivo di 25 milioni di chili di arance per gli italiani mentre - sostiene la Coldiretti - sostituire le arance brasiliane con quelle siciliane significa risparmiare 5,5 chili di petrolio ed evitare l'emissione di 17,2 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto.

"Usare più arance italiane nell'aranciata è anche un contributo concreto al mantenimento dell'attività agricola sul territorio con la possibilità - continua la Coldiretti - di remunerare adeguatamente il prodotto e il lavoro necessario per ottenerlo. Negli ultimi dieci anni sono scomparsi in Italia quasi un terzo degli agrumeti con effetti sul piano economico, paesaggistico e culturale".
Continua ...

Nucleare: Germania, manifestazioni anti centrali in 4 grandi citta'

Berlino, 26 mar. (Adnkronos/dpa) - Oltre 200mila persone hanno manifestato oggi contro l'energia nucleare a Berlino, Amburgo, Monaco e Colonia. Ad Amburgo, dove secondo gli organizzatori i dimostranti erano 40mila, la folla ha urlato "spegnete le centrali ora". Vicino alla citta' portuale sono attivi tre dei 17 impianti nucleari del Paese.

Tokyo: ''Difficile dire quando finirà la crisi'' Greenpeace: livello 7 incidente Fukushima

(Xinhua)
Tokyo, 26 mar. (Adnkronos/Ign) - "E' difficile dire quando potrà concludersi la crisi nucleare in Giappone". A dichiararlo è stato il portavoce del governo nipponico, Yulio Edano, citato da Kyodo News. "La situazione nell'impianto nucleare non sta peggiorando, ma resta lavoro da fare" ha poi aggiunto il portavoce del governo.

L'amministrazione locale, dopo aver effettuato i diversi test di controllo, ha affermato che i livelli di radioattività nell'acqua corrente di Tokyo sono rimasti al di sotto del limite di sicurezza fissato per i bambini per il terzo giorno consecutivo.

Il reattore numero 1 della centrale di Fukushima oggi compie 40 anni. Nell'annunciarlo Sakae Muto, vicepresidente della Tepco che gestisce l'impianto nel nordest del Giappone, ha detto che è "molto deplorevole" quanto accaduto. In occasione dell'anniversario, riferisce ancora l'agenzia Jiji Press, Muto si è scusato.

In una nota di Greenpeace si legge che ''un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania al Dr. Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l'incidente alla centrale giapponese di Fukushima ha già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7''. ''Sette - si spiega - è il livello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo durante l'incidente a Cernobyl del 1986''.

Greenpeace ha inviato in Giappone un gruppo di esperti che da oggi inizieranno a monitorare i livelli di contaminazione radioattiva intorno alla zona di evacuazione per valutare la reale portata di rischio per la popolazione locale. ''Mentre a Cernobyl l'incidente aveva coinvolto un solo reattore, a Fukushima si è avuto rilascio di radioattività da quattro reattori - precisa Greenpeace - Sommando i rilasci di radiazione da tutti i reattori dell'impianto di Fukushima-daiichi, è ovvio che si è raggiunto il livello 7 nella scala INES''.
Continua ...

Gheddafi perde Ajdabiya e Brega

Tripoli, 26 mar. - (Adnkronos/Ign) - I ribelli libici hanno ripreso il controllo di Ajdabiya strappandola alle forze fedeli al colonnello Muhammar Gheddafi che l'avevano occupata la scorsa settimana nel corso della loro avanzata verso est. Spari in aria e suoni di clacson delle auto sono le manifestazioni di giubilo che si registrano nella citta' orientale della Libia. Una città in festa, che oggi per le piazze celebra la libertà dal regime. Alcuni manifestanti gridano ''Dio è grande'', per esprimere la gioia per la liberazione della citta' dall'armata verde. A contribuire alla riconquista di Ajdabiya è stato l'intervento della coalizione internazionale, che per la settima notte consecutiva ha condotto raid contro le truppe del colonnello nella zona. Secondo quanto riferisce l'inviato della Bbc, nella porta orientale di Ajdabiya ci sono una ventina di carri armati del regime, veicoli armati e pezzi di artiglieria che sono stati distrutti e abbandonati.

Dopo Ajdabiyah, è libera anche Brega. Secondo quanto riferisce l'emittente al-Aarabiya, le truppe fedeli al colonnello Gheddafi si sono ritirate anche da Brega, città petrolifera che si trova a ovest di Ajdabiyah. ''Tutta Ajdabiyah è libera e tutta la strada verso Brega è libera'', dice Faraj Joeli, studente di computer, 20 anni, che ha sposato la causa dei combattenti ribelli contro Gheddafi.

Più incerta la sorte di Misurata, l'unica roccaforte dei ribelli nella parte occidentale della Libia, circondata e bombardata per settimane dall'esercito di Gheddafi. Le truppe fedeli al rais hanno diminuito i bombardamenti, dopo che i raid condotti dalla coalizione internazionale hanno danneggiato alcune postazioni dell'armata verde. Lo riferisce un portavoce dei ribelli, Abdelbasset Abu Mzereiq. Secondo i dissidenti di Misurata, però, in città sono ancora in azione i cecchini del Colonnello, pronti a sparare sulla popolazione. Misurata e' l'unica roccaforte dei ribelli nella parte occidentale della Libia, circondata e bombardata per settimane dall'esercito di Gheddafi. I caccia occidentali hanno intensificato i propri raid proprio contro queste postazioni attorno alla citta', che si trova a circa 200 chilometri a est di Tripoli.
Continua ...

A Roma il corteo per l'acqua pubblica e contro il nucleare: ''Siamo 300mila''

Roma, 26 mar. (Adnkronos/Ign) - E' arrivato a piazza San Giovanni a Roma il corteo per la difesa dell'acqua pubblica e contro il nucleare. Dal palco gli organizzatori hanno fatto sapere che alla mobilitazione per la campagna referendaria sono scese in piazza oggi 300mila persone. La manifestazione, partita da piazza della Repubblica, prosegue ora con diversi interventi e un concerto conclusivo.

''Un grande successo di popolo. Un risposta forte a chi vuole privatizzare l'acqua e riportare il nucleare in Italia'', commentano le oltre 70 associazioni del Comitato 'Vota Sì' per fermare il nucleare' che esprimono la loro soddisfazione per una manifestazione ''imponente, gioiosa, che guarda al futuro, non come il programmi atomici del governo''.

Secondo il Comitato ''tutte queste persone arrivate a Roma da ogni angolo del Paese dimostrano - si legge in una nota - che gli italiani non si fanno prendere per il naso, che non si sono bevuti la storia della sicurezza delle centrali nucleari e che diffidano della moratoria lanciata dal governo''. Per questo, concludono le associazioni, ''invitiamo gli italiani a votare 'sì' al referendum per fermare il nucleare del 12 e 13 giugno. E questo imponente corteo colorato è decisamente un buon viatico per vincere quella consultazione''.

Tante le bandiere e gli striscioni alla mobilitazione a sostegno del referendum che chiamerà gli italiani ad esprimersi sulla privatizzazione dell'acqua e sul nucleare nel nostro Paese: 'Voglio l'acqua il sole mica la luna', 'Mai più nucleare mai più uranio impoverito', 'No alla guerra per l'acqua, per il petrolio e per l'uranio'. A ricordare che l'acqua non è un bene in vendita i manifestanti hanno portato in piazza un grande rubinetto che porta la scritta 'L'acqua non si vende'.
Continua ...

venerdì 25 marzo 2011

Una nuova ombra sul governo Berlusconi

Le riserve del Quirinale sulla nomina di Saverio Romano a ministro dell’Agricoltura
- di Roberto Morrione –

L’ombra della mafia ha varcato la soglia del Quirinale, lontana, forse volatile, ma pur sempre minacciosa e incombente.

liberainformazione Una nuova ombra sul governo Berlusconi

L’ha portata con sé, ancora una volta, il presidente del consiglio Berlusconi, che ha costretto Giorgio Napolitano, nonostante le serie riserve da lui espresse per più giorni, a firmare la nomina a ministro dell’Agricoltura di Saverio Romano, su cui pendono due inchieste, una per corruzione aggravata e una per concorso esterno in associazione mafiosa. Per quest’ultima il pubblico ministero Di Matteo aveva chiesto l’archiviazione, per mancanza di prove, ma il Gip ha mantenuto aperta l’inchiesta, fissando la decisione al 1mo aprile. Subito dopo la firma della nomina, decisa perché non sussistevano “impedimenti giuridico-formali”, Napolitano ha diramato una dura nota senza precedenti in cui ribadisce le sue riserve e auspica un chiarimento sulle “gravi imputazioni” giudiziarie di Romano nei procedimenti in corso.

E’ evidente, in questa vicenda, che il Capo dello Stato ha voluto evitare, accordando la firma, un conflitto istituzionale di più vaste proporzioni, nonché le inevitabili accuse sulla presunzione di innocenza di un politico indagato, ma non imputato, che sarebbero venute dalla maggioranza, ribadendo però la sua fiducia nell’iter giudiziario e rivendicando nel pieno rispetto della Carta costituzionale l’autonomia di valutare alla fine se e come Romano uscirà innocente dalle inchieste ancora aperte. E’ altrettanto evidente che il premier ha forzato la mano, sfidando così apertamente il Capo dello Stato perché indotto dal diktat dei cosiddetti “responsabili”, che chiedono di riscuotere con posti al governo il prezzo del loro appoggio al governo. Proprio subito dopo la notizia della avvenuta nomina, nella Giunta per le Autorizzazioni a Procedere hanno salvato per un voto di scarto la decisione di far passare il conflitto di attribuzione al tribunale dei ministri nel processo Ruby.

Questa sorta di ricatto cui Berlusconi è sottoposto da coloro che ha faticosamente acquisito sul “mercato” degli acquisti in cui si è trasformato nei mesi scorsi il Parlamento, è per lui vitale soprattutto in vista di quel “processo breve”, rispolverato con l’emendamento “ad personam” sulla prescrizione riguardante gli imputati incensurati (costruito appositamente per lui) che approderà fra pochi giorni in Parlamento e che, se approvato, annullerà di fatto il processo Mills e quelli Mediatrade e Mediaset, già moribondi per le precedenti leggi “ad personam” su misura del premier.

Continua ...

http://informarexresistere.fr/una-nuova-ombra-sul-governo-berlusconi.html#commentspost

Giappone, allerta nucleare salirà a 6: acqua altamente radioattiva nei reattori

Danneggiata vasca del numero 3. Esperti Usa: rottura seria. Il governo invita ad evacuare in un raggio di 30 chilometri.

La sala controllo del reattore due di Fukushima

ROMA - Continua a destare preoccupazioni la situazione in Giappone. L'Agenzia per la sicurezza nucleare potrebbe alzare la valutazione della crisi dell'impianto di Fukushima numero uno a livello sei (grave incidente), il penultimo della scala. Il livello sette è stato assegnato solo al disastro di Chernobyl. Intanto il governo ha invitato alla «evacuazione volontaria» tutti gli abitanti che risiedono in un raggio di 30 km dalla centrale nucleare, mentre truppe americane forniranno acqua dolce, invece di quella marina che rischia di corrodere l'impianto, per raffreddare i reattori.
L'Agenzia giapponese (Nisa) ha assegnato un rating provvisorio di 5 (incidente con più ampie conseguenz4) il 18 marzo, settimana dopo il sisma e lo tsunami che ha messo fuori uso l'impianto di raffreddamento della centrale e causato gravi danni ad alcuni dei suoi reattori. «Il rating attuale e provvisorio si basa sulle informazioni disponibili al momento della valutazione - ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce dell'Agenzia - La situazione rimane fluida e per la valutazione finale è necessario attendere che la situazione si stabilizzi e che tutti i dati sulle radiazioni diventino disponibili».
La vasca del reattore n.3 della di Fukushima, che contiene le barre di combustibile, potrebbe essere danneggiata. Lo ha annunciato all'Afp la Tepco, il gestore dell'impianto: «È possibile che la vasca contenente le barre di combustibile nel reattore sia danneggiata».
Acqua altamente radioattiva è stata rilevata nei quattro reattori più problematici di Fukushima, pari a 10.000 volte i livelli normali. Lo riporta l'agenzia Kyodo, citando la Tepco, secondo cui ci sono vasche di 40-150 cm di profondità con acqua tossica. La Cnn ha riferito che secondo un dirigente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, il livello di radioattività nella vasca di contenimento del reattore 3 è 10mila volte più alto del normale. L'acqua della vasca indica «una qualche fuga» di radioattività dal nocciolo del reattore. Secondo esperti nucleari americani «è molto probabile» che si sia prodotta nel reattore una rottura «seria», e che vi sia una fuga radioattiva nell'acqua della cisterna.
Tepco oggi ha iniziato a riversare acqua dolce nei reattori n.1 e n.3, quelli che hanno mostrato segnali più critici nelle ultime ore, per migliorare l'efficienza del raffreddamento, anche se l'acqua radioattiva è stata trovata in entrambi e in quelli n.2 e n.4. Gli ultimi sforzi per portare sotto controllo i reattori puntano a prevenire che il sale cristallizzato dell'acqua marina possa corrodere le strutture di contenimento e formare una crosta sulle barre di combustibile, fungendo da isolante rispetto alla circolazione di acqua liscia. La conferma sulla pericolosità della situazione è giunta all'indomani della grave esposizione di tre operai ad acqua con materiale radioattivo pari a 10.000 volte il livello normale presso l'edificio della turbina collegata al reattore n.3, alimentato dal mox, combustibile misto uranio-plutonio.
Continua ...