giovedì 28 aprile 2011

La figlia del boss si candida con Silvio

Nunzia Stolder, intervistata dal Corriere del Mezzogiorno, afferma: “Seguo una strada diversa da quella della mia famiglia”.

E’ un brutto mondo quello in cui le colpe dei padri ricadono sui figli. Così, è giusto e accettabile che Nunzia Stolder, figlia del boss di Forcella, Raffaele. Il suo cognome fino a ieri significava solamente potere, sopraffazione e mafia: oggi significa anche impegno politico, negli occhi della figlia che si candida nella municipalità napoletana di San Lorenzo in Vicaria, a sostegno di Gianni Lettieri, candidato sindaco a Napoli per il centrodestra.

UNA STRADA DIVERSA – Nunzia Stolder passa gran parte della sua intervista a ribadirlo: sono diversa da mio padre, ho scelto di non seguirne le orme. Giudicatemi dalle mie azioni e non dal mio passato.

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http://www.giornalettismo.com/archives/123123/la-figlia-del-boss-si-candida-con-silvio/

Quei quaranta deputati assenti che oggi hanno fatto vincere la maggioranza

Oggi al voto sul Documento economico del governo: le defezioni dell’opposizione permettono al PdL e alla Lega di passare senza problemi

“E’ inutile gridare al lupo quando poi non c’e’ nessun cane che lo azzanni”. Velina Rossa, l’agenzia di stampa vicina a Massimo D’Alema, punta il dito contro le assenze nelle file dell’opposizione.

ASSENZE DETERMINANTI – Oggi al voto sul documento economico e finanziario del governo mancavano quasi 40 deputati dell’opposizione: 18 del Pd, 10 dell’Udc, 6 di Fli, 4 dell’Idv. Il documento e’ stato approvato con 283 voti a favore e 263 contrari. Le assenze, dunque, sono state determinanti. “Meno libri e’ piu’ attivismo”, sprona Democratici e alleati Pasquale Laurito, decano dei giornalisti parlamentari. “Se tutti i giorni critichiamo Berlusconi per non aver mai superato la soglia di 314, salvo una volta a 316, non possiamo a nostra volta fermare l’opposizione a 263, quando sulla carta e’ a 304″. Anche perche’, aggiunge Velina, “non e’ la prima volta che succede”. Insomma: “Non si puo’ parlare di opposizione a Berlusconi, quando poi, negli atti ufficiali del Parlamento vengono a mancare i rappresentanti degli elettori”.

Libia: scontri sconfinano in Tunisia

(ANSA) - DEHIBA (TUNISIA) - Violenti combattimenti tra insorti libici e forze leali a Gheddafi sono sconfinati oggi in Tunisia, quando i ribelli hanno perso il controllo del posto di frontiera di Dehiba-Wazin al termine di un'offensiva delle forze governative. "I combattimenti sono sconfinati in Tunisia, a Dehiba, dopo che le forze di Gheddafi hanno attaccato il posto di frontiera", ha detto un testimone.

Libia, Berlusconi sale al Colle. Mozione del Pd, si vota il 3 maggio

Roma, 28 apr. (Adnkronos/Ign) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si sta recando al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al centro dei colloqui gli sviluppi legati alla situazione libica.

Intanto il premier getta acqua sul fuoco a proposito delle tensioni interne alla maggioranza e prende le distanze dall'attacco del 'Giornale' al ministro dell'Economia. ''Riconfermo la mia piena fiducia nel ministro Tremonti e debbo perciò nella maniera più assoluta smentire il 'Giornale' di oggi", afferma Berlusconi. "D'altronde - aggiunge - proprio oggi, alla Camera, come tutti sanno, abbiamo approvato il Documento economico finanziario che reca la sua firma con la mia. Subito dopo porteremo avanti il lavoro che Giulio Tremonti e i ministri competenti stanno preparando sul terreno delle politiche reali". Non solo, chiarisce il premier: "Tremonti è impegnato con me a ritrovare con la Lega i termini di un comune impegno politico anche sulla politica estera".

Ne frattempo il Pd ha depositato alla Camera una mozione sull'intervento militare nell'ex colonia. Primo firmatario è il capogruppo Dario Franceschini e la discussione del testo, secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo, è stato messo in calendario il 3 maggio dopo l'esame di due decreti legge.

"Quello che accade nel Parlamento - ha spiegato Franceschini - deve corrispondere al dibattito politico in corso. Quando il ministro dell'Interno e la Lega attaccano duramente il governo e dicono di non condividere quanto è stato deciso sulla Libia, è doveroso chiedere se il Carroccio avrà un po' più coraggio ed un po' meno di codardia nel manifestare i propri intendimenti con un voto parlamentare. Dovrebbero esserci grati per aver permesso loro un'assunzione di responsabilità''. Un documento, aggiunge, non necessario "dal punto di vista formale perché le nuove scelte sono già ricomprese nel testo a suo tempo approvato, ma dal punto di vista politico: non si puo' andare avanti con il doppio gioco e con le ambiguità. Il voto dell'Aula servirà a fare finalmente chiarezza''.

Dal canto suo la Lega, attraverso il capogruppo Marco Reguzzoni, ha smentito ogni tensione tra Berlusconi e il Carroccio: "Non è il governo ma la posizione sulla Libia che contestiamo. Siamo molto preoccupati, avremmo agito con più prudenza e cautela", ha spegato a 'Mattino cinque' sottolineando che "ogni bomba che cade vuol dire un maggior numero di immigrati clandestini che arrivano sulle nostre coste, non quelle di altri Paesi". Reguzzoni ha anche smentito divisioni interne alla Lega: "Non ci sono posizioni divise nella Lega, abbiamo condiviso questo tipo di contrarietà all'operazione in Libia che risale a qualche mese fa. Siamo tutti d'accordo. Io ieri ho fatto un discorso articolato in commissione Esteri ma non c'è niente di diverso tra le posizioni mie, di Maroni, di Bossi e degli altri componenti della Lega". L'esponente leghista ha anche negato che sia Tremonti l'ispiratore delle proteste del Carroccio: "Bossi ha fondato la Lega 30 anni fa, le posizioni in politica estera sono sempre le stesse, non credo che ci sia nulla di vero in questo", ha detto Reguzzoni.

Cina: la popolazione ha raggiunto 1.339 miliardi di persone

Pechino, 28 apr. (Adnkronos/Xin) - La popolazione cinese ha raggiunto 1.339 miliardi di persone, con una crescita di 73,9 milioni di abitanti nell'ultimo decennio. Lo ha reso noto l'Ufficio Nazionale di Statistica, diffondendo i dati del censimento realizzato nel 2010. La crescita annuale della popolazione e' stata dello 0.57% negli ultimi decenni, in calo rispetto al tasso di crescita dell'1, 07% registrato fra il 1990 e il 2000.

Rai addio, Masi passa alla guida di Consap. Monorchio confermato alla presidenza

Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Mauro Masi, che lascia la direzione generale della Rai, è il nuovo Ad di Consap. Andrea Monorchio è stato confermato alla presidenza. E' quanto ha deciso l'assemblea totalitaria della Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici.

La notizia dell'uscita di scena di Masi dai vertici di viale Mazzini fa esultare l'opposizione. "Oggi è una bella giornata per la Rai. La nomina di Mauro Masi ad altro incarico mette fine a una gestione negativa dal punto di vista manageriale e subalterna ai voleri della politica", afferma il consigliere di minoranza Giorgio Van Straten al quale fa eco il collega Nino Rizzo Nervo che auspica una svolta per la Rai attraverso "una guida competente ed esperta che abbia a cuore le sorti dell'Azienda e sappia dire no all'invadenza della politica. Il nuovo direttore generale restando in carica per poco più di un anno deve avere la capacità di rimettere subito in moto la macchina, di ridare autorevolezza al servizio pubblico e di traghettare l'azienda nel nuovo mercato digitale".

Per il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo (Pd) ora la Rai ha bisogno di "un direttore generale interno" che dia il via alla fase del rilancio. "Con l'uscita di scena di Masi - afferma Merlo in una nota - si può aprire, finalmente, una nuova fase del servizio pubblico radiotelevisivo. Ma la futura scelta del Direttore generale, oltreché essere il più possibile condivisa, deve rispondere almeno a due criteri: e cioè un Dg che esalti il ruolo del servizio pubblico e che, soprattutto, non lo trasformi in un banale prolungamento delle reti Mediaset. Per questi motivi è consigliabile avere un Dg che provenga dall'azienda".
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Governo: Berlusconi al Quirinale per incontrare Napolitano

Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si sta recando al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al centro dei colloqui gli sviluppi legati alla situazione libica.

Agcom richiama la Rai: troppo spazio a Berlusconi in vista delle amministrative

Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Berlusconi sovraesposto e Rai richiamata perché assicuri maggior rispetto verso le istituzioni, in relazione alle trasmissioni 'Qui Radio Londra' e 'Potere'.

Questa la principale considerazione e il principale atto del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) in relazione all'esame, avvenuto oggi, "anche a seguito degli esposti presentati", dei "dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla campagna elettorale in corso (periodi 31 marzo-9 aprile; 10-16 aprile; 17-23 aprile)".

L'Agcom sottolinea, si legge in una nota dell'Autorità stessa, che "nel tempo di parola (criterio prevalente di verifica) si nota ancora un qualche squilibrio, nonostante che nell'ultima settimana siano stati sensibilmente riequilibrati sbilanciamenti precedenti".

L'Autorità ha altresì rilevato che "nel tempo di notizia vi è un'obiettiva sovraesposizione del Presidente del Consiglio, il quale, oltre tutto, èdirettamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano".

L'Autorità poi, "con particolare riferimento alla trasmissione 'Qui Radio Londra' del 19 aprile e alla trasmissione 'Potere' del 18 aprile, ha richiamato la Rai ad assicurare un maggiore rispetto verso le Istituzioni".

"Relativamente al tempo di notizia, pur considerando la libertà editoriale nel rappresentare l'attualità della cronaca, l'Autorità -specifica l'Agcom- ha rilevato la necessità che nella cronaca politica venga posta maggiore attenzione alla rappresentazione equilibrata di tutti i punti di vista, specialmente fra le opinioni delle forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione, evitando che si determinino situazioni di vantaggio per determinate forze politiche o determinati competitori elettorali".

L'Autorità ha quindi "ribadito a tutti i telegiornali di attenersi con particolare rigore ai principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste e i soggetti concorrenti, fino alla fine della campagna elettorale, ricordando che non è consentito un uso di riprese televisive con presenza diretta, non giustificata, di membri del governo o di esponenti politici".

Uragani devastano il sud degli Stati Uniti: almeno 230 morti, di cui 130 in Alabama

Washington, 28 apr. (Adnkronos/Ign) - Una serie di tempeste e tornado ha devastato il sud degli Stati Uniti causando almeno 230 morti, 130 delle quali solo in Alabama, secondo quanto ha reso noto la portavoce del governatore dello stato, Robert Bentley.

Il presidente americano Barack Obama la scorsa notte ha ordinato l'immediato invio di aiuti federali, comprese unità di ricerca e salvataggio. "Mentre non possiamo conoscere la portata dei danni per alcuni giorni, continueremo a monitorare queste gravi tempeste che stanno attraversando il paese, pronti ad aiutare la popolazione dell'Alabama e gli altri cittadini colpiti. Lodiamo gli eroici sforzi di tutti coloro che hanno lavorato senza sosta per rispondere a questo disastro", ha detto il capo della Casa Bianca.

In Mississippi le autorità parlano di 32 vittime, mentre altre 11 persone sono state rimaste uccise in Georgia ed una in Tennessee e in Virginia, riporta il sito del Washington Post. La zona maggiormente colpita in Alabama è quella di Tuscaloosa, dove la furia del tornado ha distrutto centinaia di abitazione ed edifici e reso impraticabili decine di strade. "Sono stati rasi al suolo letteramente interi isolati della citta'", ha dichiarato alla Cnn il sindaco Walter Maddox, spiegando che le infrasttrutture della sua città sono state "decimate".

Ma per un bilancio dei morti e dei danni bisognerà aspettare che faccia giorno. Si ritiene che numerose persone siano rimaste intrappolate nelle macerie delle loro case. Gran parte degli studenti dell'università dell'Alabama sono stati costretti a trascorrere la notte nel campus. Almeno 335mila persone sono rimaste senza energia elettrica in Alabama, ha dichiarato Michael Sznajderman, portavoce della compagnia elettrica dello Stato. Le forti piogge dei giorni scorsi, ha spiegato al New york Times, hanno impregnato il terreno permettendo ai venti di sradicare interi alberi che hanno travolto i tralicci dell'elettricità.

Il tornado ha colpito anche Birmingham, soprattutto la parte nord orientale della città, dove si contano centinaia di feriti e di dispersi. Secondo il servizio metereologico, sono 138 i tornado che hanno colpito il sud degli Stati Uniti entro la mezzanotte (ora locale).

Libia, prima missione dei Tornado italiani. Vescovo Tripoli chiede dimissioni governo

Roma, 28 apr. (Adnkronos/Ign) - Prima missione dei Tornado Ids italiani per colpire obiettivi militari in Libia. I caccia italiani si sono levati in volo da Trapani e hanno portato a termine la missione assegnata.

Sono due i Tornado impiegati per la prima missione: si tratta di velivoli in configurazione Ids (Interdiction and Strike) specializzati nell'acquisizione di target specifici a terra.

A quanto apprende l'Adnkronos, i due Tornado avrebbero operato nell'area di Misurata. L''ordine di ingaggio' assegnato dal comando della missione internazionale prevedeva infatti per i nostri caccia una missione operativa nella zona della città simbolo degli insorti, da settimane sotto assedio delle forze di Tripoli."La nostra attività non si è mai fermata, a partire dal 19 marzo". Dalla base militare di Trapani Birgi, dove sono schierati quattro Tornado e quattro Eurofighter per la missione libica, replicano così alla domanda se i caccia muniti di armamenti di precisione si sono levati in volo per raggiungere lo Stato nordafricano.Intanto il vicario apostolico di Tripoli, Monsignor Giovanni Martinelli, chiede le dimissioni del governo italiano in seguito alla decisione presa dal presidente del Consiglio di dare il via ai bombardamenti da parte dell'aviazione italiana impegnata a fianco della coalizione Nato.

Attentato in caffè a Marrakesh: 18 morti. Tra le vittime due francesi e un britannico

Rabat, 28 apr. (Adnkronos/Aki/Ign) - Una forte esplosione è avvenuta questa mattina nel caffè Argana situato a poca distanza dalla famosa piazza Jama'a al-Fna di Marrakesh, in Marocco.

''E' conseguenza di un attentato terroristico" ha reso noto il ministero dell'Interno di Rabat. La conferma è arrivata anche da Khalid Naciri, ministro marocchino delle Comunicazioni e portavoce del governo. ''Per circa un'ora abbiamo lavorato sull'ipotesi di un incidente - ha detto alla tv France24 - Ma i primi risultati delle indagini hanno confermato che abbiamo a che fare con un vero atto criminale''.

Nell'esplosione sono morte 18 persone e altre 20 sono rimaste ferite.Tra le vittime due cittadini francesi e uno britannico secondo quanto ha riferito 'al-Arabiya'.

Al momento non risultano esserci italiani, secondo quanto hanno reso noto fonti della Farnesina ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL. Le stesse fonti hanno precisato che il ministero degli Esteri sta proseguendo nelle verifiche per accertare che non ci siano nostri connazionali tra le vittime. Sul campo sono operativi alcuni funzionari del consolato italiano di Casablanca.

La polizia ha arrestato un uomo sospettato dell'attacco. Secondo quanto riferisce il sito informativo marocchino 'Hespress', "l'uomo si trovava nel caffè prima dell'esplosione con una grossa valigia e ha chiesto un'aranciata a un cameriere, prima di allontanarsi".

Sono quattro le bombole di gas esplose contemporaneamente nel caffè, ha detto una fonte della polizia marocchina, citata dall'edizione araba della tv Bbc. Il caffè è andato distrutto e sono stati colpiti i negozi circostanti. La polizia marocchina sta seguendo anche una pista secondo la quale è stato un kamikaze a farsi saltare in aria. Le autorità sono convinte che si tratti di un attentato pianificato in precedenza.
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mercoledì 27 aprile 2011

2000 case palestinesi distrutte dall’inizio della seconda intifada

2000 case palestinesi distrutte dall’inizio della seconda intifada

Dall'inizio della seconda Intifada, nel settembre 2000, decine di migliaia di abitazioni palestinesi sono state distrutte nella Striscia di Gaza.

Un terzo del dato fa riferimento al periodo della guerra israeliana su Gaza "Piombo fuso", tra il 2008 e il 2009".

In un rapporto divulgato in questi giorni, il ministero dei Lavori pubblici di Gaza ha fornito i dati esatti sulle case palestinesi distrutte e sullo stato di riparazioni e ricostruzioni.

"Tra il 2000 e la fine del 2008 (poco prima della guerra israeliana), Israele ha distrutto 6.344 abitazioni mentre 4.334 sono ancora in fase di ricostruzione grazie ai finanziamenti ricevuti nel 2010.

Le abitazioni totalmente distrutte a Gaza restano 3.407, sono case residenziali. Cento sono state risanate e 1.327 sono in fase di riparazione".

Dall'ufficio dell ministero si sono poi fatte alcune precisazioni sullo stato dei fondi di cui dispone il governo per eseguire i lavori.

"Abbiamo fondi per lavorare su 800 abitazioni mentre 1.200 case totalmente distrutte restano scoperte. A queste ultime vanno ad aggiungersi le 12 abitazioni distrutte da Israele nel periodo successivo alla guerra 'Piombo fuso'.

Il dato complessivo delle case palestinesi distrutte da Israele nella guerra ammonta a 48.445 unità abitative, di cui 3.500 unità rimaste inagibili, quindi inabitabili, più altre 950 abitazioni rese pericolanti.

Le spese per le riparazioni delle case dei profughi palestinesi di Gaza distrutte da Israele sono state a carico dell' Unwra per 58,415 milioni di dollari, mentre Undp ha sostenuto i lavori del resto delle abitazioni per 11milioni di dollari.

Del budget totale delle spese, l'88% (73,554 dollari) è stato destinato alle riparazioni di quelle danneggiate, mentre si stima un deficit di 9milioni di dollari pari al 12% per i lavori restanti".

Usa con le sue ingerenze in Libia e Siria rischia di guerra con Cina e Russia

Usa con le sue ingerenze in Libia e Siria rischia di guerra con Cina e Russia
PANAMA - “Gli Stati Uniti stanno rischiando di vedersi coinvolti in una guerra con la Russia e la Cina”. A dirlo Paul Craig Roberts, ex assistente del segretario del Tesoro USA a Panama in un'intervista rilasciata a Press TV.
“ L’obiettivo principale che sta alla base delle ingerenze Usa nei disordini siriani e nella sua presenza militare in Libia è quello di spingere fuori dal Medio Oriente le altre due potenze mondiali”, ha detto Roberts precisando: "Washington fa di tutto per occupare il territorio libico e sta esercitando una pressione sempre più maggiore per intervenire in Siria perché vuole la Cina e la Russia fuori del Mediterraneo, "
“Da un lato, sappiamo che la Cina ha enormi investimenti nel settore dell'energia in Libia orientale e, dall'altro, non è un mistero che la Russia ha una grande base navale in Siria che le offre una vera possibilita di rimanere costantemente presente nel Mediterraneo”, ha sottolineato l’ex funzionario statiunitense.

Guantanamo, così l'Italia aiutò gli Usa Trattative segrete per prendere i prigionieri

Nuove verità sulla gestione della prigione militare e sull'aiuto offerto da Roma per accoglierne i carcerati. L'America temeva che Maroni potesse far deragliare l'intesa raggiunta con Palazzo Chigi e Frattini beffò la Lega
di CARLO BONINI e STEFANIA MAURIZI

ROMA - "Assolutamente favorevoli, profondamente convinti, perché sulla stessa linea d'onda di Washington", ma preoccupati dalla "reazione all'interno del Governo del potente e loquace ministro dell'Interno Maroni e della sua Lega Nord, sostenitrice con successo di una linea anti-immigrazione". Al punto che "se l'Italia potesse accogliere detenuti non pericolosi, questo sarebbe di aiuto". A Roma, anche una questione internazionale cruciale come lo "svuotamento" della prigione di Guantanamo e la redistribuzione dei suoi prigionieri tra gli Alleati, venne declinata in affare domestico. Con una diplomazia impegnata a compiacere e sostenere l'interlocutore americano, ma prigioniera del ricatto della propaganda leghista e dunque impegnata a non urtarne la "sensibilità politica". A prendersi insomma la sua parte di responsabilità (sia pure con detenuti "a basso rischio"), ma riducendo ogni possibile turbolenza nella maggioranza.
È quanto raccontano tre cablo dell'ambasciata Usa a Roma, inviati al Dipartimento di Stato il 26 marzo, l'8 luglio e il 4 giugno 2009, nel documentare la trattativa diplomatica che, nel novembre di quell'anno, avrebbe dato semaforo verde alla consegna al nostro Paese di Adel Ben Mabrouk (rimpatriato in Tunisia il 20 aprile scorso dal Ministero dell'Interno con un ordine di espulsione "per ragioni di ordine pubblico e sicurezza") e Ben Mohamed Riadh Nasri, entrambi cittadini tunisini fino a quel momento detenuti a Guantanamo.
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Il populismo che si nutre di ignoranza

di BARBARA SPINELLI

QUANDO Obama vinse le elezioni, nel 2008, furono molti a esser convinti che una grande trasformazione fosse possibile, che con lui avremmo cominciato a capire meglio, e ad affrontare, un malessere delle democrazie che non è solo economico. La convinzione era forte in America e in Europa, nelle sinistre e in numerosi liberali. La crisi finanziaria iniziata nel 2007 sembrava aver aperto gli occhi, preparandoli a riconoscere la verità: il capitalismo non falliva. Ma uno scandaloso squilibrio si era creato lungo i decenni fra Stato e mercato. Il primo si era ristretto, il secondo si era dilatato nel più caotico e iniquo dei modi. Lo Stato ne usciva spezzato, screditato: da ricostruire, come dopo una guerra mondiale.
Le parole di Obama sulla convivenza tra culture e sulla riforma sanitaria annunciavano proprio questo: il ritorno dello Stato, nella qualità di riordinatore di un mercato impazzito, di garante di un bene pubblico minacciato da interessi privati lungamente dediti alla cultura dell'illegalità. Non era un'opinione ma un fatto: senza l'intervento degli Stati, le economie occidentali sarebbero precipitate. Un'economia non governata non è in grado di preservare lo Stato sociale riadattandolo, di tenere in piedi l'idea di un bene pubblico che tassa i cittadini in cambio di scuole, ospedali, trasporti, acqua, aria pulita, pensioni per tutti.
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India, continua la strage delle bambine E' la profonda piaga degli aborti selettivi

Ogni mille maschi nati, solo 914 femmine. L'orrore diffuso della selezione per sessi continua ad essere un problema in molti stati del subcontinente indiano. Un fenomeno che diventa drammatico in stati come Jammu e Kashmir. E non è solo per rgaioni legate alla povertà: ci sono di mezzo motivi legati a profondi e radicatissimi sedimenti culturali che diverse Ong cercano di sradicare

di EMANUELA STELLA
ROMA - Quarant'anni di campagne di sensibilizzazione e una raffica di leggi non sono servite a contrastare il forte squilibrio tra i sessi in India, dove i dati dell'ultimo censimento indicano che per ogni mille maschietti al di sotto dei sei anni le femmine sono solo 914 (la cifra nel censimento di dieci anni fa era 927, quella del 1991 era 945). Questo genocidio silenzioso delle bambine preoccupa le autorità, visto che anche nelle regioni in cui il rapporto maschi/femmine era normale si comincia a registrare uno squilibrio ai danni delle bambine analogo a quello che si riscontra negli stati di Gujarat, Haryana e Punjab, dove l'aborto selettivo e l'infanticidio delle neonate sono pratica diffusa. E il leggero miglioramento che si è registrato negli stati nordoccidentali viene vanificato dal sensibile aggravamento della situazione in molte altre zone.
Eliminata una ogni otto. Il fenomeno è particolarmente drammatico negli stati di Jammu e Kashmir, nell'India meridionale e orientale, dove "manca all'appello" una bambina su otto. E corresponsabile di questa strage silenziosa è una preziosa apparecchiatura, quella per l'ecografia uterina, che paradossalmente è stata pensata per salvare le vite, non per sopprimerle sul nascere se sono del sesso "sbagliato". Secondo le proiezioni, in capo a vent'anni in India vi saranno 12 maschi ogni 10 femmine. La preferenza per i figli maschi ha radici culturali ed economiche (è il figlio quello che si incarica di mantenere i genitori anziani) e uno dei motivi del genocidio delle femmine risiede certamente nel calo della fertilità: se si fanno meno figli, si vuole che siano maschi.
Il ruolo della borghesia emergente. Secondo Therese Hesketh dell'Institute of child health di Londra 1, autrice di un rapporto sull'impatto della selezione di genere in Cina, India e Corea del sud, "in altre zone dell'Asia si assiste a una diminuzione del ricorso a questo tipo di aborto, di pari passo con il consolidamento di una borghesia emergente, mentre in India l'aborto selettivo, sebbene illegale, viene tuttora praticato, con la complicità dei medici, in cliniche e ospedali, non nei tuguri dei vicoli". In India c'è un soprannumero di laureati in medicina, per i quali l'unico impiego disponibile è spesso l'aborto selettivo.
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"Il referendum non si fa", ma è un trucco

'Il referendum non si fa', ma è un trucco
Martedì Silvio Berlusconi se l'è lasciato sfuggire: il governo ha inserito un emendamento nel decreto "omnibus" (un decreto legge dove sono contenuti gli argomenti più disparati) per spostare la discussione sul nucleare di qualche tempo, per impedire che la gente possa andare a votare sul referendum, perchè è troppo vicino l'incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Sottintendendo: mentre tra uno o due anni gli italiani sono così coglioni e dal ricordo corto, che neanche faranno storie, mentre gliela costruiamo davanti casa. La stessa sera, durante la trasmissione Ballarò, il deputato del Pdl Gaetano Quagliarella, affrontando il discorso sulle centrali nucleari ne ha sempre parlato al passato, come se la questione della loro costruzione non fosse più aperta. Ma in realtà non è così. La questione è aperta e rimarrà tale, per ora. Il referendum allo stato, si fa. Perchè venga cancellato, c'è bisogno di una esplicita sentenza della Corte di Cassazione. Ma, per giusprudenza costante degli ultimi 20-30 anni, tale sentenza potrà arrivare solo se nel frattempo verrà approvata una legge che cancelli non solo la legge o la parte della legge che il referendum vuole cancellare, ma deve anche andare nel senso opposto. Cioè dovrebbe essere varata una legge che impegna lo Stato a non costruire centrali nucleari ma di rivolgersi verso le energie rinnovabili. Visto che non c'è alcuna legge in questo senso, la deduzione è logica. Allora perchè si fanno questi discorsi sbagliati? Semplice, c'è sempre il problema del quarto referendum, quello di cui non si parla mai. Il referendum è quello sul legittimo impedimento. E' un referendum senza nessun effetto pratico, dato che la sostanza della legge è stata cancellata dalla Corte Costituzionale a gennaio. Quello che rimane è l'aspetto politico: è giusto o no che il Presidente del Consiglio si faccia leggi ad personam per evitare di essere processato e di pagare per i reati eventualmente commessi? Ed è evidente che i sondaggi dicono al premier che la risposta sarebbe negativa contro di lui; per questo vuole evitare che si possa arrivare al voto referendario. E come ho detto in un precedente post, è quasi assurdo che un populista abbia paura del voto popolare.

Conti pubblici:Camera esamina domani Def

(ANSA) - ROMA - La Camera esaminera' domani, cosi' come inizialmente previsto dalla conferenza dei capigruppo, il Documento di economia e finanza: lo ha precisato il presidente Fini specificando che il Def 'deve essere approvato entro il 30 aprile'. E dunque resta al primo punto dell'ordine del giorno. Di conseguenza, anche se l'Aula oggi ha approvato una inversione dell'ordine del giorno dei lavori dell'Assemblea per passare subito al testamento biologico, il Def resta in calendario per domani.

La Russa: «Aerei pronti a bombardare»

La Lega: «Nessuna crisi di governo». Maroni rilancia: «Sorpresi da Berlusconi. Serve voto in Parlamento»

La Russa e Frattini (Lapresse)
La Russa e Frattini (Lapresse)
MILANO - Aerei ed equipaggi italiani sono pronti ad azioni di bombardamento sulla Libia. «Al termine di questa informativa -alle ore 16, ndr - saranno messi a disposizione della Nato per essere impiegati», ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nelle sue comunicazioni davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato.

LEGA - La crisi libica ha diviso Lega e Pdl, e anche all'interno della stessa Lega paiono coesistere posizioni diverse. «Siamo nel governo e nella maggioranza», dice il capogruppo del Carroccio alla Camera, Marco Reguzzoni, dopo gli interventi di Frattini e La Russa in Parlamento, che fa commentare al capogruppo del Pd Dario Franceschini «la Lega ha calato le braghe a mezz'asta. Non è la prima volta che sostiene una cosa con toni roboanti per poi fare una ritirata indecorosa». Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, invece dichiara che la linea del partito resta quella indicata da Bossi: «Siamo rimasti sorpresi dall'escalation di Berlusconi, una decisione incomprensibile presa senza consultare nessuno». Non si terrà infatti neanche il previsto Consiglio dei ministri, che è stato rimandato alla prossima settimana. «La posizione della Lega è chiara e coerente con quanto deciso dal Parlamento», ha spiegato Reguzzoni. «Si mettano l'anima in pace quelli che sperano in una crisi di governo». Reguzzoni respinge al mittente le «speculazioni politiche». «Intendiamo utilizzare tutto il peso politico per evitare ulteriori danni e problemi al Paese. Napolitano ha già detto che la risoluzione Onu comprende già questa evoluzione in Libia, e quindi il parere delle Camere non serve».

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http://www.corriere.it//politica/11_aprile_27/bersani-maggioranza_4c34161e-70a3-11e0-8d74-1cfa48373a9c.shtml

Libia: Obama autorizza pacchetto aiuti a insorti da 25 milioni dollari

Washington, 27 apr. - (Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha autorizzato un pacchetto di aiuti di 25 milioni di dollari agli insorti libici che si oppongono al regime di Muammar Gheddafi. Il memorandum per il segretario di Stato Hillary Clinton e per il capo del Pentagono, Robert Gates, approva la richiesta di fondi avanzata dalla Clinton nei giorni scorsi, ma non e' un assegno in bianco e il pacchetto di beni e servizi non includera' armi e armamenti.

Libia: Medvedev volta spalle a Gheddafi, no a Consiglio sicurezza

Mosca, 27 apr. - (Adnkronos/Aki) - Il presidente russo Dmitry Medvedev non contribuira' alla convocazione di un Consiglio di Sicurezza straordinario delle Nazioni Unite per discutere ''l'attentato'' contro Muammar Gheddafi e i raid Nato sulla Libia, come chiesto ieri dal governo di Tripoli. Lo riferisce oggi il braccio destro del leader russo, Sergey Prikhodko, spiegando che ''il presidente non ha dato istruzioni per convocare un Consiglio di sicurezza Onu sulla Libia''.

Attacco a gasdotto del Sinai, stop forniture a Israele. Il governo: "Siamo preoccupati"

Il portavoce del governo israeliano Avi Pazner
Il Cairo, 27 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Un gruppo di uomini armati ha attaccato oggi il gasdotto di El Arishche trasporta gas naturale dall'Egitto verso Israele.

Il terminal esploso si trova a 344 chilometri a nord est del Cairo e la potente esplosione si e' registrata verso le 3 e 30 di questa mattina, ora locale. L'oleodotto e' stato quindi spento e le forniture di gas verso Israele e la Giordania sono state interrotte. Il 27 marzo scorso uomini armati hanno collocato dell'esplosivo nel gasdotto di al-Sabil con l'intenzione di farlo esplodere, ma l'attentato e' stato sventato. Il terminal era gia' stato oggetto di un atto di sabotaggio il 5 febbraio durante la Rivoluzione del 25 gennaio culminata con la deposizione dell'ex presidente Hosni Mubarak.

Israele, che dipende per il 40% del suo gas dal Sinai, è preoccupato da questi sabotaggi anche se per ora preferisce continuare a comprare il gas dal Cairo con il quale vuole mantenere buoni rapporti. "Evidentemente c'e' preoccupazione" afferma il portavoce del governo israeliano Avi Pazner, raggiunto al telefono dall'ADNKRONOS. Israele ha altre "alternative" per il rifornimento energetico, sottolinea l'ex ambasciatore in Italia, "ma noi preferiamo vedere se possiamo continuare a comprare gas dall'Egitto", afferma Pazner, spiegando che "vi e' anche un motivo politico, perche' vogliamo mantenere buoni rapporti con l'Egitto".

L'ex ambasciatore in Italia ricorda poi che Israele ha scoperto enormi giacimenti di gas nel mare che potranno essere sviluppati. Ma al momento si preferisce rivolgersi all'Egitto, "al quale spetta provvedere alla sicurezza del gasdotto".

Secondo il ministro delle Infrastrutture Uzi Landau però, Israele ''deve prepararsi'' a convivere con una ''situazione in cui il rifornimento di gas dall'Egitto venga interrotto''. In risposta all'esplosione odierna, la Compagnia elettrica di Israele ha diffuso un comunicato nel quale si legge che usera' tutte le risorse a disposizione per riattivare il servizio di fornitura di gas, ''compreso l'uso di combustili alternativi approvato dal ministero nazionale delle Infrastrutture e dal ministro della Protezione dell'Ambiente''.

Libia: Unione Africana, stop a operazioni militari contro Tripoli

Addis Abeba, 27 apr. - (Adnkronos/Aki) - Stop all'intervento militare contro alti funzionari del governo di Tripoli e infrastrutture chiave della Libia. E' questo l'appello rivolto oggi alla Coalizione internazionale dall'Unione Africana, che torna a proporsi come mediatore nella crisi libica. ''Il Consigliere chiede a tutte le parti coinvolte a evitare azioni, comprese quelle militari, che hanno come obiettivi alti funzionari libici e infrastrutture socio-economiche'', ha detto l'Unione Africana.

Libia: su sito Pdl base in rivolta, non facciamoci comandare da Francia e Usa

Roma, 27 apr. (Adnkronos) - "Ho capito una cosa per levarci dalle scatole Draghi abbiamo ceduto Parmalat incamerato immigrati e partecipiamo ad una guerra che regalarera' il petrolio ai francesi". Lo scrive un internauta, che si firma Fr/2, sul sito del Pdl ed e' in buona compagnia nelle critiche ai risultati del vertice italo-francese di ieri a Villa Madama. Un altro avverte: "Non facciamoci comandare dalla Francia e dagli Usa. La seconda guerra mondiale e' finita da un pezzo.Vediamo di non far cominciare la terza".

Biotestamento, la Camera inverte l'ordine del giorno: al via la discussione sul ddl

Roma, 27 apr. - (Adnkronos) - La Camera ha approvato la richiesta di inversione dell'ordine del giorno presentata da Pier Ferdinando Casini a nome dell'Udc e ha iniziato quindi l'esame del ddl sul testamento biologico, già licenziato dal Senato. L'Aula, con 307 no e 225 sì, ha subito respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Idv e dai deputati Radicali eletti nel Pd. Nel corso dei lavori, la Camera ha anche respinto con 306 no e 248 sì la questione sospensiva al ddl presentata dal Pd.

"Questo voto, qualunque esso sia - aveva motivato Casini- noi chiediamo venga espresso dal Parlamento senza ulteriori rinvii, in particolare per il rischio che in mancanza di un'iniziativa legislativa siano i giudici a colmare il vuoto con iniziative più o meno estemporanee. Mi auguro che nessuno voglia strumentalizzare una questione molto seria e che ci sia in quest'Aula la serenita' necessaria per dibattere in modo approfondito questioni così delicate. Esse non sono parte né della campagna elettorale imminente né della nostra, purtroppo quotidiana, polemica politica; fanno parte delle scelte esistenziali che un Parlamento in alcune circostanze è chiamato ad assumere".

Libia, Lega frena: ''Dibattito dentro il governo''

Roma, 27 apr. (Adnkronos/Ign) - Il problema dei contrasti con la Lega sulla missione in Libia "è unproblema che attiene al Consiglio dei ministri e non ai singoli ministri".

Getta dunque acqua sul fuoco il ministro della Difesa Ignazio La Russaparlando con i giornalisti a Montecitorio, sottolineando che "il governo sta facendo bene e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha messo in atto uno sforzo lodevole e mi dispiace che l'opposizione cerchi di evidenziare solo una presunta debolezza del governo, mentre il capogruppo della Lega Reguzzoni ha chiarito che l'appoggio del Carroccio al governo non viene meno".

Infatti, dopo lo slittamento del Cdm che sembrava si dovesse tenere in settimana per dare il via libera al rimpasto di governo, durante il dibattito nelle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla crisi libica il presidente dei deputati della Lega Marco Reguzzoni ha precisato: "La nostra non è una discussione contro il governo ma nel governo e nella maggioranza".

La riunione del Cdm è stata posticipata. Non è da escludere, a quanto si è appreso, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi possa incontrare il leader leghista Umberto Bossi per individuare un intesa complessiva sulle due questioni, rimpasto e Libia, su cui la tensione è montata nelle ultime 24 ore.

I 'responsabili' dovranno aspettare quindi la prossima settimana per il loro ingresso nella squadra di palazzo Chigi. Silvio Berlusconi, riferiscono fonti vicine al gruppo Ir, avrebbe spiegato che la prossima settimana provvederà alle nomine. Il Cavaliere avrebbe deciso di prendere ancora del tempo per il cosiddetto rimpastino, nove sottosegretari e tre viceministri.
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