venerdì 2 dicembre 2011

Pakistan: stop alle collaborazioni con gli Usa


Pakistan: stop alle collaborazioni con gli Usa
ISLAMABAD - Il ministro degli Esteri pachistano Hina Rabbani Khar ha detto che 'il Pakistan mettera' fine al suo sostegno alla 'guerra al terrore' degli Usa se la sovranita' territoriale pachistana sara' violata un'altra volta' dopo l'incidente in cui 25 militari sono morti in un raid Nato.  Nel frattempo anche il comandante in capo dell'esercito pachistano, generale Kayani, ha autorizzato le truppe lungo il confine con l'Afghanistan a rispondere al fuoco Nato nel caso di un nuovo sconfinamento.

Una fuoriuscita non dall’euro, ma dal capitalismo


I mezzi di comunicazione ufficiali e la stragrande maggioranza dei partiti politici si mostrano asserviti ai poteri forti ed insistono nel raccontarci una moltitudine di ipocrisie e luoghi comuni (oltretutto banali) sulla crisi, sulle cause, sugli effetti e sui presunti rimedi, spacciati come “riforme”, ma che sono controriforme reazionarie che tendono ad abolire le più avanzate conquiste di civiltà e di progresso ottenute dai popoli europei, un bagaglio di preziosi successi storici conseguiti grazie alle lotte dei movimenti di massa sorti nel ‘68: stato sociale, diritti e tutele a beneficio del mondo del lavoro, ecc.
Questi servi prezzolati professano (a chiacchiere) il nobile intento di scongiurare un duro “scontro generazionale” tra padri e figli, ma nei fatti agiscono per aizzare l’odio sociale attraverso drastiche controriforme che hanno precarizzato il mercato del lavoro ed hanno impoverito notevolmente lecondizioni di lavoro e di vita di intere generazioni.
Mi riferisco a quegli interventi legislativi assolutamente iniqui e devastanti (cito il pacchetto Treu e la Legge 30, meglio nota come “Legge Biagi”) rispetto ai quali le responsabilità dei governi succedutisi negli ultimi 15 anni, di centro-destra e “centro-sinistra”, sono praticamente trasversali agli schieramenti parlamentari. Gli stessi organi di informazione che ieri hanno preparato il terreno ideologico per promuovere le suddette controriforme, oggi agitano lo spauracchio propagandistico dello spread per esigere ulteriori sacrifici dei padri a favore dei figli, in nome di un presunto “patto generazionale” che è l’ennesimo raggiro istituzionale contro le famiglie dei lavoratori.
Un’altra menzogna propinata dai mezzi di comunicazione, è lo stereotipo secondo cui la crisi finanziariasarebbe esplosa in quanto “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. In realtà, le famiglie dei lavoratori, sia i padri che a maggior ragione i figli, negli ultimi 15 anni hanno visto ridursi drammaticamente il proprio reddito e il proprio tenore di vita, per cui la percentuale di chi ha effettivamente vissuto al di sopra delle proprie possibilità si riferisce a ristrette élite che fanno capo alle rendite e ai profitti capitalistici che hanno origine nell’alta finanza, ovvero nei giochi virtuali delle borse.
A coronamento di queste colossali bugie si propone la classica ciliegina sulla torta, vale a dire la persuasione comune, assolutamente falsa e mistificatoria, che solo il governo Monti “può salvarci dalla catastrofe”. Ma in che modo? Si pretende di curare il malato (nella fattispecie l’economia italiana, tuttavia il discorso è valido anche per altri paesi) prescrivendo lo stesso trattamento farmacologico applicato finora, che si traduce in una serie di politiche basate sulle privatizzazioni e sulle liberalizzazioni selvagge, sulla restrizione dei diritti e degli spazi di libertà, sull’abbattimento dei salari e del potere d’acquisto dei lavoratori in seguito a scelte politiche (non “tecniche”) che produrranno una spirale viziosa e inarrestabile di rincari dei prezzi e delle imposte indirette, insomma tutte le “terapie ultraliberiste” che hanno provocato la malattia, ossia la crisi.
Si esigeranno sacrifici crescenti da parte delle masse popolari su cui si scaricheranno gli effetti dolorosi della crisi, inasprendo la pressione fiscale tramite l’aumento dell’IVA, la reintroduzione dell’ICI, il balzo dei prezzi dei generi di prima necessità ed altre misure di austerità che deprimeranno ulteriormente i consumi e serviranno solo ad acuire e accelerare la recessione, le cui radici affondano nelle contraddizioni strutturali insite nel sistema stesso, riconducibili a fenomeni ciclici di sovrapproduzione e sottoconsumo.
Continua ...

#OperationRobinHood – Anonymous all’attacco delle banche


Anonymous prova a sfidare le banche e lancia, in collaborazione con un altro gruppo chiamato Team Poison, l’operazione Robin Hood. “Rubare ai ricchi per donare ai poveri”.
I ricchi in questione sono le banche; i poveri sono il restante 99%, il popolo di Occupy Wall Street e le associazioni che nel mondo si occupano di aiutare gli indigenti e redistribuire ricchezza.
I due gruppi hanno intenzione di clonare carte di credito per prelevare o inoltrare denaro ai movimenti di occupazione in stile OWS che in questi mesi stanno proliferando nel mondo. Secondo questo schema, le banche saranno costrette a rimborsare i clienti “gabbati”.
“Abbiamo visto i nostri fratelli e le nostre sorelle vedersi rifiutare i loro sudati risparmi, oltre a essere picchiati e brutalizzati durante manifestazioi pacifiche. Congratulazioni banche, vi siete guadagnate la nostra attenzione”, dicono nell’ormai tradizionale messaggio video che accompagna l’annuncio delle loro operazioni.
Oltre alla repressione messa in atto a danno degli occupanti, il messaggio fa riferimento alla Operation Cash Back, ovvero la scelta dei manifestanti e di chi sostiene le ragioni del movimento di chiudere i conti bancari per trasferire i propri risparmi in conti presso le “credit union”, le banche di credito cooperativo.
“Stiamo per riprenderci ciò che ci appartiene – aggiungono – Le banche hanno costretto le persone a vivere in strada con la loro corruzione. Si chiama violenza quando è un povero a rubare; business, se a farlo sono le banche".
Il gruppo Team Poison si è fatto conoscere nei giorni seguenti per aver hackerato un server delle Nazioni Unite, diffondendo in rete un migliaio di informazioni personali di utenti (indirizzi e-mail, username e password).
L’Onu è stata presa di mira per la sua storia non proprio edificante (nel messaggio postato su Pastebin, il gruppo cita il non intervento nel genocidio del Rwanda e nella guerra nell’ex Yogoslavia, così come l’indifferenza verso le politiche dello stato di Israele a scapito della popolazione palestinese) e viene descritto come “il Senato della corruzione globale finalizzato a instaurare un nuovo ordine mondiale e un governo unico internazionale”.
“Il cervello burocratico della Nato è utilizzato per legittimare la barbarie dell’elite del capitalismo”.
Continua ...

La Rai nel giorno dell'Aids: non dite «profilattico»


Email interna: è la linea del ministero della Salute

ROMA - La parola profilattico nell’Italia del 2011 è ancora un tabù. Almeno lo è per la Rai e per il ministero della Salute, che da pochi giorni è guidato da Renato Balduzzi. Non bisogna pronunciarla nemmeno in occasione della giornata mondiale contro l’Aids. Che è stata celebrata ieri, con una serie di trasmissioni su Radio 1. Ebbene, i conduttori e le redazioni dei programmi coinvolti nell’iniziativa, mercoledì scorso, hanno ricevuto un’email che lasciava adito a pochi dubbi: «Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto».
L’email, con priorità alta, è firmata da Laura De Pasquale, funzionaria della tv di Stato in rapida ascesa, nonché fidanzata del «cameraman privato» del Cavaliere, Roberto Gasparotti. La missiva, come era ovvio, ha creato qualche sconcerto: piuttosto difficile fare ore e ore di trasmissioni sull’Aids senza poter parlare del preservativo. Ma tant’è. Del resto, la linea del ministero guidato da Balduzzi—cattolico, buon amico di Rosy Bindi, padre dei Dico, componente fino all’insediamento nel governo, della Commissione dei diritti del Pd, cioè l’organismo che dovrebbe dirimere le divisioni interne sui temi etici—è proprio questa. L’ufficio stampa in serata precisa: «Non ci risulta che siano partite mail con queste indicazioni ».
Ma sia nel comunicato ufficiale che pubblicizzava la giornata mondiale dell’Aids, che nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, non sono mai state pronunciate le parole profilattico o preservativo. Un silenzio che è sembrato sospetto alla presidente del network italiano delle persone sieropositive, Rosaria Iardino, che infatti lo ha denunciato. Uscendo dall’incontro che il ministero aveva organizzato con la stampa alla vigilia della giornata mondiale contro l’Aids, Iardino non ha usato mezzi termini: «Sono davvero arrabbiata perché non cambia mai niente. Si è parlato di tutto tranne che dell’unica cosa veramente importante: il profilattico. È una semplice parolina che nessuno ha mai il coraggio di dire ». E ora, dopo l’email in cui si dettava la linea del dicastero della Salute, si rafforzano i sospetti delle associazioni gay, convinte che la proibizione dell’uso della parola profilattico sia stata influenzata dalla posizione della Chiesa sull’argomento. Sembra passato un decennio dalla campagna che in analoga occasione venne promossa da Livia Turco, ministro della Sanità del governo Prodi.
E, invece, sono trascorsi solo tre anni. All’epoca lo spot per sensibilizzare gli italiani nella lotta contro l’Aids fece discutere e ricevette molti plausi perché veniva sdoganata la parola- tabù. L’attrice Ambra Angiolini, alla fine del filmato, pronunciava questa frase: «Rispetta la vita, rispetta te stesso e gli altri, usa il preservativo e nell’amore non rischiare». Adesso la situazione è molto diversa. Lo teme Rosaria Iardino. E lo temono anche i movimenti omosessuali, che ieri, davanti a Montecitorio hanno esposto un condom di quattro metri. L’iniziativa è stata sponsorizzata oltre che dal network delle persone sieropositive, dall’Arcigay e da Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che ha riassunto con queste parole il senso della kermesse: «Vogliamo dire al governo Monti che per risparmiare sui costi della sanità deve investire nella prevenzione». In piazza anche Paola Concia, unica parlamentare omosessuale dichiarata, che ha presentato una proposta di legge per l’istallazione dei distributori di preservativi nelle scuole. È quasi superfluo aggiungere che le trasmissioni di Radio 1 non hanno dato ampia eco alla manifestazione.
Maria Teresa Meli

Iran: nuova manifestazione a Teheran contro Gb, bruciata Union Jack

Teheran, 2 dic. - (Adnkronos/Aki) - Una nuova manifestazione contro la Gran Bretagna si e' svolta oggi a Teheran, dopo la preghiera del venerdi'. Un gruppo di fedeli, ha riferito l'agenzia d'informazione ufficiale 'Irna', ha organizzato una protesta per esprimere "risentimento nei confronti delle politiche colonialiste della Gran Bretagna".

Bnl-Unipol, procura Milano cambia linea: chiederà il rinvio a giudizio per Berlusconi

(Xinhua)
Milano, 2 dic. (Adnkronos) - La procura di Milano cambia linea e chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi nell'indagine sul passaggio di mano dell'intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino all'epoca della mancata scalata alla Bnl.
La procura, quindi, decide di aderire alla prospettiva indicata dal gip Stefania Donadeo che aveva imposto l'imputazione coatta per rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla pubblicazione su 'Il Giornale' della telefonata intercettata. Fino a oggi la procura ha sempre sostenuto l'archiviazione per l'impossibilità di avere elementi sufficienti a sostenere l'accusa in tribunale. Adesso invece, davanti all'iniziativa del gip il capo della procura Edmondo Bruti Liberati e il pm Maurizio Romanelli hanno deciso di adeguarsi.
Lunedì prossimo, quando è stata fissata l'udienza preliminare, Romanelli chiederà al gup di rinviare a giudizio l'ex premier che il 24 dicembre del 2005 ricevette nella residenza di Arcore il file con la conversazione intercettata che non era stata ancora trascritta e messa a disposizione delle parti.
I difensori di Berlusconi, invece, stando agli annunci, lunedì riproporranno l'eccezione di competenza territoriale già proposta e bocciata dal gip. Niccolò Ghedini e Piero Longo sosterranno che il fascicolo va trasmesso all'autorità giudiziaria di Monza nel cui distretto rientra Arcore. Per la stessa vicenda Paolo Berlusconi editore de 'Il Giornale' sarà processato a gennaio per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, ricettazione e millantato credito. Nelle stessa vicenda è indagato Maurizio Belpietro direttore del quotidiano di via Negri all'epoca dei fatti ma sui fatti a lui contestati sta per scattare la prescrizione.

Caso Ruby, in aula il primo teste: "Ad Arcore Karima e altre due prostitute"

Karima El Mahroug
Milano, 2 dic. - (Adnkronos/Ign) - Delle 33 ragazze indicate dalla procura come ospiti nelle cene organizzate a Villa San Martino, 'solo' tre erano prostitute di professione. E' quanto ha dichiarato in aula Marco Ciacci, l'ufficiale di polizia giudiziaria che ha svolto le indagini sul caso Ruby. ''Dagli elementi raccolti nel corso degli accertamenti è emerso - ha risposto alle domande del pm l'investigatore- che le prostitute professionali erano tre: Iris Berardi, Michelle Conceicao e la stessa giovane Ruby''.
Su Iris Berardi, ha riferito il teste, è stata trovata in particolare una lettera anonima indirizzata alla madre della ragazza, in cui si faceva riferimento all'attività di prostituzione di Iris. Attività che è emersa anche dalla rubrica telefonica della brasiliana Michelle.
Quanto a Ruby ''elementi, contatti, testimonianze e anche video sequestrati'' dimostrano che la giovane marocchina svolgeva attività di prostituzione. Proprio su di lei il pm Antonio Sangermano ha mostrato in aula e ha chiesto il tribunale di acquisire una serie di foto caricate da Internet che mostrano la ragazza in pose erotiche in serate organizzate nel locale Albikokka di genova.
Prima dell'arrivo del teste il tribunale si era riservato di decidere su alcune questioni presentate dalle difese in mattinata. Ci sono stati anche momenti di tensione in aula: i legali dell'ex premier hanno presentato una serie di eccezioni su questioni preliminari legate alle intercettazioni disposte e al materiale informatico acquisito presso le cosiddette 'olgettine'.
Ma, a quasi tre ore dall'inizio del procedimento, il pm Antonio Sangermano ha cercato di bloccare le parole dei legali affermando davanti alla Corte che "si stanno riproponendo questioni preliminari in modo surrettizio. C'è già una ordinanza a proposito -ha ricordato il pm- così il processo diventa infinito". Intanto, su tutte le questioni presentate dai legali, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio.


Manovra, spuntano tassa sui beni di lusso e aumento aliquote Irpef

Roma, 2 dic. (Adnkronos/Ign) - Spunta la tassa sui beni di lusso. Sarebbe questa una delle novità che potrebbe contenere la manovra anticrisi che il Governo si accinge a varare lunedì prossimo. Un intervento, quello allo studio, il cui gettito andrebbe a finanziare la prevista riduzione dell'Irap. Questa misura va ad aggiungersi a una patrimoniale 'leggera' nell'ambito delle misure del 'pacchetto casa'. Questa misura prevederebbe un meccanismo impositivo progressivo che andrebbe ad incidere su coloro che possiedono più di un'abitazione.
L'importo della manovra può salire a 25 mld. Accanto alla correzione del deficit, per circa metà del totale, ci sarà anche un pacchetto di misure per la crescita. Per reperire risorse si pensa ad un incremento di due punti percentuali delle aliquote Irpef più alte, quelle al 41 e al 43%.

giovedì 1 dicembre 2011

Wikileaks: siamo tutti spiati - di Gianluca Di Feo e Stefania Maurizi

Ogni giorno vengono intercettati milioni di miliardi di dati. Telefonate, mail, sms finiscono nella rete creata da centinaia di aziende private. Anche in Italia. Ecco i nuovi sconvolgenti Spy Files del gruppo di Julian Assange.
Ragnatele elettroniche capaci di imprigionare milioni di miliardi di dati ogni giorno. Tutto può essere sorvegliato, non c'è scampo: dai telefoni ai computer, le tecnologie a cui affidiamo la nostra quotidianità possono trasformarsi in traditori che riferiscono ogni cosa. Colpa soprattutto della Rete, dove viaggiano le informazioni sulla nostra vita ma che ormai è affollata di spioni d'ogni genere. Una sorta di Grande Fratello orwelliano che non ha più limiti operativi: si può entrare dovunque. Il nostro pc può diventare una telecamera che ci riprende nei momenti più intimi, la nostra posta può essere letta e c'è persino il modo di modificare i nostri sms prima che arrivino al destinatario. Le intercettazioni di telefoni e mail, ma anche pedinamenti satellitari e depistaggi via Web ormai sono un affare da cinque miliardi di dollari l'anno. Gli Stati sono i committenti principali, ma le operazioni sono condotte direttamente da aziende private che mettono i loro servizi a disposizione di democrazie e dittature. In molte occasioni, poi, giocano sporco. Perché in questo bazar mondiale dello spionaggio si può trovare di tutto. 

SENZA DIFESE. 
Che la privacy ormai sia un'illusione è una consapevolezza diffusa. Ora però si può trasformare questa sensazione in certezza grazie a un nuovo giacimento di documenti riservati che WikiLeaks ha ottenuto e che "l'Espresso" pubblica in esclusiva per l'Italia. Si tratta di centinaia di "Spy Files" con le prestazioni offerte dalle società di sorveglianza elettronica di tutti i Paesi. E' un database choccante, un colossale catalogo di come la vita di chiunque possa essere "rubata", copiata e analizzata in modo automatizzato. Ovunque e comunque. Ci sono ditte come la sudafricana Vastech, che garantiscono ai loro clienti di "poter monitorare tutte le comunicazioni internazionali e regionali via satellite e via telefono che avvengono in tutto il Paese". Altre come la tedesca Elaman che spiegano come ormai l'immagazzinamento dei dati intercettati non sia più un problema e che, analizzandoli, "i governi possono localizzare un individuo, le persone a lui associate e i membri di un gruppo, come gli oppositori politici". Ancora più inquietanti le brochures della spagnola Agnitio: mostrano cellulari disegnati come marionette, che i congegni dell'azienda possono completamente manipolare, cambiando il contenuto degli sms prima che vengano inoltrati, inviando falsi messaggi da qualsiasi utenza e facendo arrivare chiamate da qualunque cellulare, vero o inesistente. Una singola ditta promette di tenere sotto controllo centomila telefoni contemporaneamente, grazie alla mostruosa possibilità di accatastare dati e poi frugarci dentro. 
Continua ...
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/wikileaks-siamo-tutti-spiati/2167660

Europa: no a boicotaggio petrolio Iran, figuraccia Gran Bretagna al vertice di Bruxelles


Europa: no a boicotaggio petrolio Iran, figuraccia Gran Bretagna al vertice di Bruxelles
VIENNA – Si terrà oggi a Bruxelles il vertice dei Ministri degli Esteri dei membri Ue e secondo l’agenzia Fars, la Gran Bretagna farà una figuraccia dato che le diplomazie europee hanno detto a Londra di non essere disponibili a boicottare il petrolio dell’Iran. Secondo quanto riferisce giovedì mattina l’agenzia di stampa austriaca APA, nonostante l’insistenza di Londra per il boicottaggio del petrolio iraniano, i membri Ue hanno ricordato che l’Iran è il quinto fornitore del greggio dell’Europa e che una simile decisione, porterebbe solo scompiglio nei mercati e sarebbe sicuramente contro-producente per l’economia dei 27. Pare che Londra, per salvare la faccia, abbia intenzione di annunciare al vertice il boicottaggio unilaterale dell’acquisto del petrolio iraniano; la decisione sarà comunque alquanto ridicola visto che fino ad oggi Londra non importava petrolio dall’Iran. Italia, Grecia e Spagna sono i paesi europei maggiormente dipendenti dal petrolio iraniano. Pare che al vertice di Bruxelles potrebbe venire approvato un’altro provvedimento, il divieto di cooperazione nella costruzione di centrali nucleari in Iran. Anche in questo caso la misura sarebbe solo di facciata dato che da 32 anni a questa parte nessun paese europeo ha partecipato ai progetti di costruzione delle centrali in Iran.

Sanzioni all’Iran : imprese italiane, ‘penalizzano l’Europa, non l’Iran e sono a favore di Cina e Russia’


Sanzioni all’Iran : imprese italiane, ‘penalizzano l’Europa, non l’Iran e sono a favore di Cina e Russia’
TEHERAN - «Le sanzioni? Sono contro l'Europa, non contro l'Iran. E aiutano la Russia e la Cina». A parlare è Franco Fabricio, 'branch manager' a Teheran per la Seli, società con sede a Roma che costruisce gallerie in tutto il mondo, ha lavorato alla linea B della metropolitana romana e ora lo fa per due lotti di quella della capitale iraniana.
Ma per effetto delle restrizioni nelle operazioni finanziarie connesse alle sanzioni già in atto contro Teheran, la riscossione dei pagamenti si rende ogni giorno più difficile. E soprattutto, per gli stessi motivi, «abbiamo perso il progetto per la metropolitana di Mashad - sottolinea Fabricio - e quello per l'autostrada per il Caspio già firmato 2-3 anni fà. E ora ci sarebbero altri quattro progetti che però non potremo firmare, e su cui gli iraniani stanno trattando con i cinesi». Tutto in seguito appunto alle sanzioni del 2010, che già hanno reso di fatto impossibili gli accordi interbancari per le lettere di credito e i pagamenti. A spanne, calcola il manager di origine friulana, con quei sei progetti mancati sono sfumati qualcosa come 750 milioni di euro a tutto vantaggio della concorrenza asiatica. Come sono sfumati i relativi posti di lavoro potenziali in Italia, visto che la Seli, prima ancora di dirigere i lavori in loco, costruisce ad Aprilia scavatrici d'avanguardia che sembrano navicelle aereospaziali, e conta 450 dipendenti italiani. Il 'book' della Seli, fondata nel 1950 da Carlo Grandori, è una sorta di manuale di geografia: i progetti in corso sono quelli per il passante di Firenze, la metro B di Roma e quelle di Copenaghen e Salonicco. E poi ci sono gallerie in Turchia, Hong Kong, Malesia, India, Cile, Panama e Venezuela. E anche Teheran, appunto, con la linea 7 della metropolitana. «E altri lavori in Iran dovrebbero partire ora - dice ancora Fabricio - Come quello nella regione di Rafjansan per irrigare 450 coltivazioni di pistacchi, con la costruzione di un tunnel da 56 chilometri, per 200 milioni di euro». Si tratta di opere civili se non addirittura «umanitarie», osserva, nulla insomma che debba cadere sotto la scure delle sanzioni per il controverso programma nucleare di Teheran. «Siamo una piccola azienda - rileva - ma dal 2002 ad oggi abbiamo lavorato molto in questo Paese. L'Iran ha un grande bisogno di progetti, c'è un enorme potenziale». Ma senza gli strumenti finanziari è appunto impossibile farsi carico di nuovi contratti. «Ed è un peccato aver lavorato tanto per costruire un mercato - osserva - e poi vederselo sgretolare cosi tra le manì». E per sanzioni, ribadisce, destinate a non centrare l'obiettivo. «Il petrolio l'Iran lo venderà all'India e alla Cina, che lo compra in cambio di progetti - conclude - mentre la Russia verrà a costruire gallerie e ferrovie».
Continua ...
http://italian.irib.ir/notizie/economia/item/99998-sanzioni-all%E2%80%99iran--imprese-italiane-%E2%80%98penalizzano-l%E2%80%99europa-non-l%E2%80%99iran-e-sono-a-favore-di-cina-e-russia%E2%80%99

Italia e Grecia sono tra i Paesi più corrotti d'Europa


Italia e Grecia sono tra i Paesi più corrotti d'Europa
BERLINO (GERMANIA) - Come ogni anno la Ong Trasparency International presenta il suo CPI 2011, cioè l'indice di corruzione dei Paesi nel mondo. Ed anche quest'anno la posizione italiano non è delle più invidiabili: 69esima su 182 Paesi valutati. In Europa peggio di noi fanno solo la Grecia (80esima), la Romania e la Bulgaria (86esima). Niente a che vedere con la Francia (24esima) o con la Germania (14esima). Per non parlre di Nuova Zelanda, Danimarca, Finlandia e Svezia, che occupano i primi quattro posti della classifica. E se nessuno di questi quattro Paesi sta agonizzando sotto i colpi della speculazione internazionale, parte del merito è proprio dovuto a questo: alla trasparenza di fronbte alla legge.
Tra gli altri Paesi segnaliamo gli Usa al 25esimo posto, la Cina al 75esimo, la Russia al 143esimo. La classifica è chiusa da Somalia e Corea del Nord, al 182esimo posto.
Purtroppo anche questo è un problema molto sottovalutato: la corruzione e la scarsa trasparenza nel modus operandi degli uffici pubblici sono una delle cause della scarsa affidabilità di un Paese; non è un caso se anche questo crea differenza sui mercati internazionali. Per esempio alla Francia è uno dei motivi per cui questo costa uno spread di 200 punti rispetto alla Germania, anche se entrambe hanno la valutazione delle agenzie di rating con la tripla A

Iran, Terzi richiama l'ambasciatore


Il ministro degli Esteri convoca Alberto Bradanini
per consultazioni dopo gli incidenti alla sede britannica

Giulio Terzi a Bruxelles con l'omologo britannico William Hague Giulio Terzi a Bruxelles con l'omologo britannico William Hague
MILANO- L'assalto di martedì da parte di centinaia di giovani alla ambasciata britannica in Iran ora ha conseguenze diplomatiche anche da noi: l'Italia ha richiamato per consultazioni l'ambasciatore a Teheran, Alberto Bradanini.
DOVEROSO APPROFONDIMENTO - Il passo diplomatico è stato annunciato a Bruxelles dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, spiegando che servirà «per un doveroso approfondimento con il nostro diplomatico» dopo gli incidenti dell'altro giorno. La decisione è in linea con quella adottata da altri paesi, Francia e Germania.
Assalto all'ambasciata inglese a TeheranAssalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran    Assalto all'ambasciata inglese a Teheran

Di Pietro, subito misure anti-corruzione

(ANSA) - ROMA - ''Le misure d'emergenza contro la corruzione devono essere varate subito''. Lo dice Antonio Di Pietro, commentando, nel suo blog, uno studio di ''Transparency International'' che evidenzia come l' ''incapacita' dei poteri pubblici dell'eurozona di combattere la corruzione e l'evasione fiscale sia fra le cause principali della crisi''.

'Ndrangheta, pm Boccassini: "Appoggia tutta la politica trasversalmente"

Il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini
Milano, 1 dic. (Adnkronos/Ign) - "A differenza di Cosa Nostra la 'ndrangheta è trasversale ai fini elettorali. Appoggia chiunque possa favorire i suoi interessi". Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini nel corso di un incontro con la . Nell'ordinanza del gip Giuseppe Gennari, infatti, si fa riferimento ad una serie di personaggi politici in contatto con la famiglia Valle-Lampada.
La Boccassini, inoltre, non esclude che all'interno del Palazzo di Giustizia milanese ci siano state o ci siano altre 'talpe' pronte a collaborare con l'organizzazione mafiosa. "Di talpe, probabilmente, ce ne sono più di una. Ma su questo aspetto ci sono 'lavori in corso', anche sul nostro territorio e non solo in Calabria". Lo stesso gip Giuseppe Gennari, nella sua ordinanza ipotizzava la presenza quantomeno di 'informatori' speciali in particolare a Catanzaro.
Ai cronisti che chiedevano quali responsabilità abbiano, anche di tipo penale, i politici che compaiono nelle carte dell'operazione di mercoledì e su cui la 'ndrangheta avrebbe fatto confluire i voti, Boccassini ha risposto che "la Dda di Milano nei confronti delle persone delle istituzioni come dei mafiosi agisce quando ha le prove per affrontare un dibattimento".
Il magistrato ha poi confessato quanto sia stato "doloroso, e non è la prima volta che succede, ma nonostante la mia età me ne rammarico ancora, dover constatare comportamenti superficiali, tentativi di depistaggio da parte di appartenenti alla Gdf, alla magistratura, della politica e delle istituzioni in generale".
Un accenno il magistrato lo ha rivolto all'episodio, contestato in indagine, in cui il giudice Giglio ha inviato per mail a francesco Giuseppe Morelli (consigliere regionale arrestato, ndr) il testo di una mozione a sostegno della magistratura dopo il proiettile recapitato al procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. "Ho provato sgomento -ha sottolineato la Boccassini- nel vedere sfruttare la vita e il potere per fare una campagna politica per ingraziarsi un'antimafia che spesso non esiste".
Infine il procuratore ha sottolineato come la famiglia Lampada abbia "ricevuto un importante e prestigiosa riconoscenza dal Vaticano'' facendo riferimento alla particolare onoreficenza Vaticana di Cavaliere di San Silvestro riconosciuta al boss Giulio Lampada. E' una famiglia che "ha cominciato a vendere panini ed è finita a fatturare miliardi", ha aggiunto.

Bank of England prepara piani di emergenza contro eventuale default dell'euro

Sir Mervyn King (Xinhua)
Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - Il banchiere centrale britannico lancia l'allarme contro il default dell'euro. "Dobbiamo essere pronti e preparati con piani d'emergenza ed essere sicuri che il nostro sistema sia il piu' robusto possibile per resistere ad eventuali shock in arrivo dalla zona euro" ha avvertito Sir Mervyn King, parlando davanti i deputati britannici, senza tuttavia entrare nel dettaglio di tali piani.
"Ci sono gia' i primi segnali" di una stretta creditizia a causa delle difficolta' delle banche europee ad accedere ai prestiti, ha spiegato secondo quanto riporta la stampa britannica. "Non si tratta di una crisi di liquidita' ma di solvenza" ha aggiunto il numero Uno della Bank of England, sottolineando che "solo i governi direttamente coinvolti possono trovare una via d'uscita alla crisi". Il Regno Unito, ha incalzato il banchiere centrale, "e' sempre piu' minacciato" dalla crisi dell'euro, ecco perche' "e' ragionevole pensare a delle misure per resistere davanti alle minacce per la stabilita' del paese".
Tuttavia, ha precisato, "non e' possibile quantificare" l'eventuale impatto "di un evento cosi' estremo", il crollo di Eurolandia. "Ci sono molte cose che possono succede se peggiorano gli sviluppi della crisi del debito della zona euro - osserva - ma onestamente non credo abbia molto senso pretendere di sapere con precisione cosa accadrebbe".
Nel sottolineare che le banche d'Oltremanica hanno un livello di capitalizzazione migliore di quelle dell'area euro, Sir King ha poi invitato gli istituti a fare ancora di piu' tagliando dividendi e bonus ai manager, ma senza ridurre i prestiti alle imprese.