venerdì 20 gennaio 2012

Processo Ruby, 5 ragazze parte civile Lacrime in aula: ci hanno fatto prostituire


Ambra Battilana arriva in aula
ROMA - I giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Milano, nell'ambito del processo sul caso Ruby che vede imputati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, hanno accolto la richiesta di costituzione di parte civile da parte di cinque delle ospiti di villa San Martino: le piemontesi Ambra Battilana e Chiara Danese, Imane Fadhil, Barbara Guerra e Iris Berardi, queste ultime due solo contro il consigliere regionale del Pdl. Per i giudici, nonostante le opposizioni delle difese, le loro domande sono legittime soprattutto per quanto riguarda i danni morali sollecitati soprattutto per quanto attiene la «compressione dell'autodeterminazione della sfera sessuale».

Lacrime al processo. Ambra Battilana, una delle ragazze che avrebbero partecipato ai presunti festivi ad Arcore, è scoppiata a piangere durante il processo sul caso Ruby a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Mentre parlavano le difese, opponendosi alle richieste di costituzione di parte civile della stessa Ambra e di altre quattro ragazze, la giovane ex Miss Piemonte in lacrime è uscita dall'aula e nei corridoi è stata consolata dall'amica Chiara Danese, anche lei ex Miss Piemonte.

Caos dei Tir. Anche in Calabria la protesta dei "forconi"


tir
Anche la Calabria interessata dai disagi legati dalla protesta in Sicilia, proclamata nei giorni scorsi dall’Aias (associazione imprese autotrasportatori siciliani) e dal movimento dei “Forconi” (che raggruppa diversi produttori agricoli siciliani), sotto la nuova sigla “Forza d’urto”, contro gli aumenti del prezzo del gasolio e dei caselli autostradali e, più in generale, contro la stangata di tasse e rincari toccanti tutti i settori della vita quotidiana degli italiani. Da martedì sera, infatti, è salito a 200 il numero degli autotrasportatori in sosta forzata nei piazzali antistanti l’uscita autostradale che porta agli imbarcaderi di Villa San Giovanni (Rc).
Anche ieri al nutrito gruppo di camionisti non è stato consentito di attraversare lo Stretto per via dei blocchi al traffico che la protesta, sempre più decisa, sta causando in Sicilia, dove invece loro desiderano rientrare per continuare a manifestare. Una stop preventivo, ordinato solo ai tir; via libera, invece, al traghettamento di automobili e pullman, con la Polizia Stradale di Villa San Giovanni che continua a mantenersi in contatto con i centri operativi di Lamezia e Cosenza per scongiurare che altri tir giungano nella città dello Stretto causandone il completo congestionamento. Anche Villa San Giovanni dunque, rischia la paralisi, anche se è un altro il problema denunciato dal sindaco Rocco La Valle, secondo il quale la protesta e i relativi effetti «non fanno che mettere in luce, una volta di più, la fragilità del sistema della viabilità e dei trasporti e l’impossibilità di far fronte ad emergenze».
«E’ mortificante – così il sindaco ammette che la città non ha potuto fare granché per aiutare gli autotrasportatori – dover assistere inermi ai disagi cui vengono sottoposti gli autotrasportatori, costretti a soste forzate presso aree di sosta autostradali prive di qualsiasi servizio ed assistenza». Una condizione, questa, «non conciliabile con un Paese che vuole definirsi civile e che pretende di proiettarsi verso quella modernità ed efficienza che insieme rappresentano i cardini di un sistema competitivo in grado di far ripartire l’economia». La Valle va poi al sodo del discorso e ricorda: «Da tempo l’amministrazione comunale di Villa si è impegnata, di concerto anche con gli autotrasportatori, per offrire questo modello di efficienza che però si è scontrato con gli infernali meccanismi burocratici che, in più di otto anni, non hanno consentito di portare a compimento nemmeno un’opera tra quelle previste dal Decreto Emergenza Ambientale».
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Movimento dei forconi, la protesta approda al casello autostradale di Pescara


Movimento dei forconi
Un gruppo di circa venti persone sta bloccando una traversa della strada provinciale che conduce al casello Città Sant'Angelo-Pescara Nord dell'autostrada A14. La manifestazione fa seguito a quelle organizzate in Sicilia e Calabria dal cosiddetto "Movimento dei Forconi".
Sull'evento appositamente creato su Facebook avevano aderito in più di 800. Imponente il servizio di sicurezza, con una cinquantina di uomini tra Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale e Guardia di Finanza. Scontri verbali tra forze dell'ordine e manifestanti sono avvenuti quando i partecipanti - inizialmente una cinquantina - hanno tentato invano di bloccare l'ingresso al casello autostradale. Fermati dalle autorità hanno quindi deciso di occupare una strada laterale, via Salara. Tanti i giovani presenti, provenienti da diverse zone dell'Abruzzo, di ogni colore politico. Al grido di "Rivoluzione" c'é, tra gli altri, il segretario abruzzese di Forza Nuova, Marco Forconi, che ha sottolineato di essere presente come cittadino e non come politico.
"Siamo qui per creare disagio - afferma Daniele Imperio, uno dei partecipanti - e per far capire a chi governa che non accettiamo più le loro norme, i lori stipendi e le loro prese in giro. I ragazzi non hanno futuro, noi giovani dobbiamo essere i primi a scendere in piazza, per strada. Rimarremo qui a oltranza".  
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La protesta siciliana sta per approdare anche a Pescara. Il Movimento dei forconi che ha paralizzato la Sicilia è atteso a Pescara per oggi pomeriggio alle 17, stando al tam tam partito su facebook di profilo in profilo di sostenitori siciliani e non (vedi link del Movimento su Facebook). Sulla pagina si annuncia l'intenzione di far fare alle ragioni della protesta il giro della penisola. Il Movimento dei Forconi conta ad oggi oltre 34.000 iscritti e troverà come sponda gli autotrasportatori abruzzesi che solidali alla protesta contro il caro benzina dovrebbero far sentire presenza e disagi con il blocco dell'uscita A14 all'altezza di Pescara Nord-Città di Sant'Angelo.
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27 gennaio. Sciopero generale: più importate, motivato e decisivo che mai

27 gennaio. Sciopero generale: più importate, motivato e decisivo che mai
Tomaselli:"Altro che riforma. E' la fine del diritto al lavoro"

ROMA -  “Nell'ambito delle misure del Governo sul mercato del lavoro, e nonostante le fumose enunciazioni che provengono da più parti, di fatto si fa sempre più certo l'aumento della precarietà”, afferma Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo nazionale USB. L'ipotesi che si prospetta -  evidenzia Tomaselli - è quella di un contratto di entrata di 3 anni durante i quali i diritti, compreso l'art. 18, vengono soppressi e/o drasticamente limitati e, più in generale, la libertà dell'azienda di licenziare è condizionata soltanto al pagamento di alcune mensilità.  In pratica si tratta di un abnorme allungamento del periodo di prova, nel quale il lavoratore si trova appeso ad un filo, sempre sotto ricatto e nell'assoluta impossibilità di far valere i propri diritti e rivendicare migliori condizioni. Chi avrà il coraggio di scioperare se il padrone può licenziare in qualsiasi momento?- si interroga il dirigente USB ed incalza- Ma il paradosso dei paradossi è che questo contratto di entrata, cioè questo apprendistato/prova di tre anni, si sommerà alle altre forme di precarietà, che non verranno eliminate, se non qualche tipologia che non è mai stata realmente applicata, creando così un esercito di lavoratori senza diritti e con il ricatto costante del licenziamento e della disoccupazione. Di riforma di ammortizzatori sociali se ne parla tanto – aggiunge Tomaselli -  ma non c'è uno straccio di notizia in merito ai finanziamenti, facendo così subodorare un ennesima presa in giro anche su questo tema.

Il dirigente sindacale conclude con una riflessione: “Questa sarebbe la mediazione che il Governo, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e i partiti della ‘grande ammucchiata’ in parlamento stanno partorendo ai danni dei lavoratori. Senza parlare poi dell'applicazione dell'Accordo di Confindustria e  Cgil, Cisl, Uil e Ugl del 28 giugno scorso, che ha aperto la strada all'art. 8 della manovra di agosto e che preannuncia la morte del Contratto Nazionale e del diritto alla democrazia sindacale, consolidando così il monopolio concesso ai sindacati che ‘collaborano’. Anche a fronte di queste notizie, lo sciopero generale del 27 gennaio è ora più importante, motivato e decisivo che mai”.

Invalidità civile, come funzionano le nuove regole per i ricorsi


ROMA –  Dal primo gennaio chi vuole fare ricorso per invalidità civile deve rispettare le nuove regole in vigore. Come spiega il Corriere della Sera “se un cittadino vuole opporsi a un verbale dell’Inps e contestare, per esempio, il mancato riconoscimento dell’invalidità o la revoca di una provvidenza, non può più fare direttamente causa, ma è obbligato a presentare un’istanza di «Accertamento tecnico preventivo» (Atp) e depositarla presso la cancelleria del Tribunale di residenza”, secondo l’art. 38 la legge n. 111/2011.
L’obiettivo è ridurre i tempi e i contenziosi, quindi le cause legali. «Sono un V.I.P. – Very Invalid Person»,è una campagna di Cittadinanzattiva e si occupa della questione.
Massimo Piccioni, responsabile del Coordinamento generale medico legale dell’Inps ha spiegato:«Ogni anno riceviamo circa 150 mila ricorsi giudiziari di invalidità civile e pensionabile  Il problema è che il contenzioso giudiziario medico-legale INPS, soprattutto quello di invalidità civile, è concentrato per l’80% in alcune regioni centro-meridionali e per un terzo nella sola Campania. Con il tempo si è andato accumulando nei tribunali un arretrato di oltre 300 mila cause giudiziarie di tipo sanitario INPS. Oggi i cittadini devono attendere anche due anni per una sentenza di primo grado».
Ecco come funziona: «il Giudice provvede a far effettuare subito la consulenza, nominando un medico iscritto all’albo dei periti del Tribunale che dovrà esprimersi sulla sussistenza dei requisiti medico-legali dell’invalidità . Le sue conclusioni, qualora siano accettate dalle parti, sono omologate con un decreto dal Giudice ed hanno quindi immediata efficacia legale. Se invece una delle parti non accetta l’esito del perito, dovrà farsi carico di promuovere la causa giudiziaria che verrà espletata secondo il consueto iter procedurale».

La guerra del popolo

Anche a Napoli ...

Anche n Sardegna ...

La Rivoluzione

Accordo sulla giustizia: prova generale di salvacondotto per Berlusconi?


Il deputato Federico Palomba dell'Idv
ROMA – Fa una certa impressione constatare l’accordo tripartisan sulla relazione del ministro della Giustizia Paola Severino, con i responsabili Pd a braccetto con gli ex nemici giurati del Pdl. Cosa nasconde il pacchetto giustizia, oltre allo sconto pena sugli ultimi 18 mesi? Fine dello scontro all’arma bianca per effetto del governo tecnico? Si è approdati finalmente alla tanto invocata normalizzazione sulla giustizia? O inciucio innominabile e condono mascherato? Il Fatto Quotidiano mette in guardia dall’ultima ipotesi, dando spazio alle accuse dell’Italia dei Valori.
Una circostanza non fa parte delle ipotesi. Il ministro aveva pubblicamente apprezzato il documento del partito di Di Pietro che in dieci pagine proponeva, tra le altre cose, la reintroduzione del falso in bilancio. Il ministro si è dovuto rimangiare l’apprezzamento: non perché non fosse d’accordo ma perché approvarlo avrebbe significato la fine della maggioranza. Sul falso in bilancio l’Idv continuerà la sua battaglia. Anche per stanare il Partito Democratico: “lo voterà”, chiede Federico Palomba dell’Idv,  coerentemente con le dichiarazioni in merito, o si accoderà al Pdl, il partito delle leggi ad personam?
Il dubbio più grande, però, quello che favorisce i cattivi pensieri, riguarda i provvedimenti sulle carceri. Dietro le misure per ridurre il sovraffollamento si cela un indulto mascherato? Fuori dai denti, un salvacondotto per Berlusconi? Il timore è che il sì nelle commissioni di Camera e Senato faccia da apripista ad altri provvedimenti di indulgenza e condono. Una moneta di scambio per poter contare sulla fedeltà al governo da parte di Berlusconi, con il beneplacito del Pd. Inciucio, dicono i malpensanti. Di Pietro insiste, stigmatizzando la doppiezza del ministro, ragionevole e sensata nel delineare le linee guida, complice del Pdl quando sul falso in bilancio, per esempio, marca visita. “Metà del Parlamento vuole che le leggi sulla giustizia non si facciano perché altrimenti finirebbe a San Vittore” è la stilettata anti-inciucista.
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Iran. Spina nel fianco della campagna elettorale di Obama


Il presidente iraniano Mahmoud Ajmadinejad
WASHINGTON, STATI UNITI – Come una spada di Damocle, l’Iran incombe sulla campagna del presidente Barack Obama per la rielezione della Casa Bianca, costringendolo a flettere i muscoli per non apparire debole, ma anche a esercitare moderazione per non danneggiare la fragile ripresa economica.
”Se Obama sara’ rieletto, l’Iran avra’ l’arma nucleare”, ha affermato il superfavorito per la nomination repubblicana, Mitt Romney, in linea con i suoi antagonisti, Newt Gingrich e Rick Santorum, che accusano il presidente di essere, nel migliore dei casi, ”inattivo” o ”ingenuo”, capace solo di condurre con Teheran una politica basata sui ”per favore”.
Ma al di la’ della retorica elettorale, il vero nodo del braccio di ferro con il regime iraniano arrivera’ al pettine a giugno, quando la competizione per le elezioni di novembre sara’ ormai a pieno regime. In base a una legge adottata dal Congresso, Obama dovra’ decidere se adottare – nell’ambito di un inasprimento della sanzioni economiche contro l’Iran – misure restrittive anche contro i Paesi che continueranno ad acquistare petrolio iraniano attraverso la Banca Centrale di Teheran.
Si tratta di una legge che pure concede al presidente alcune deroghe, se al momento opportuno dovesse ritenere che tali misure possano danneggiare significativamente il mercato petrolifero o gli interessi nazionali. Ma che se utilizzate, sottolinea il New York Times, potrebbero attiragli ulteriori accuse di debolezza. Il tutto, mentre si fanno sempre piu’ insistenti le voci secondo cui Israele si starebbe preparando ad agire unilateralmente contro le installazioni nucleari iraniane.
”I leader militari americani – ha scritto il Wall Street Journal – sono sempre piu’ preoccupati che Israele si stia preparando a un’azione militare contro l’Iran, nonostante le obiezioni degli Usa, e stanno accelerando i piani di emergenza per proteggere le installazioni statunitensi nella regione in caso di conflitto”. Che il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, non sia soddisfatto con le sanzioni adottate finora non e’ un mistero. Ha di nuovo affermato giorni fa che che ”non sono efficienti, non danno esito, e non influenzano i progetti nucleari” di Teheran.
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Protesta dei Tir, in piazza anche gli studenti ambulanze ferme per i distributori a secco


In tutta l'Isola gli studenti si sono uniti ai blocchi messi in piedi da agricoltori, pescatori e autotrasportatori. Il governo approva la prima bozza per il recupero delle accise per gli autotrasportatori, che però restano insoddisfatti. A Palermo occupato anche il mercato ittico e bloccato l'ingresso del porto

di SALVO CATALANO PALERMO - La Sicilia resta in ginocchio per la protesta di autotrasportatori, agricoltori e pescatori che si oppongono alle liberalizzazioni del governo Monti. In attesa di sapere cosa ne sarà del movimento Forza d'urto dopo la mezzanotte di oggi, ora per la quale è stata annunciata l'interruzione della protesta dei trasportatori dell'Aias, i blocchi continuano in tutta l'Isola. Da Roma arrivano le prime misure a sostegno degli autotrasportatori. Recupero veloce delle accise e via al tetto di 250.000 euro per le compensazioni dei crediti d'imposta: sono due dei provvedimenti previsti in favore del settore nel decreto sulle infrastrutture. La proposta annulla a partire da quest’anno il limite annuale di 250.000 euro per l'utilizzo in compensazione dei crediti d'imposta derivanti dal riconoscimento di agevolazioni concesse alle imprese.

VIDEO / Assalto al distributore, la Finanza con i manganelli

“Erano richieste fatte dalla federazione nazionale, per noi sono misure insufficienti” ha commentato Giuseppe Richichi, presidente dell’Aias. “Il vero problema resta il prezzo del gasolio, che va defiscalizzato - ha aggiunto - così come avviene per agricoltori e pescatori. Un governo serio non può pensare di aver risolto il problema con un documento del genere. Se ci dicessimo soddisfatti solo per il recupero delle accise, la gente ci riderebbe in faccia”.

Stamattina il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha annunciato di aver avuto un colloquio telefonico con il premier Monti: "Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia - ha detto il governatore - Al più presto, già all'inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa". 

VIDEO / Il corteo degli studenti

L'incontro, ha specificato Lombardo, potrebbe essere fissato per mercoledì prossimo, dopo gli impegni europei del premier. "È la dimostrazione - aggiunge - di come nessuno abbia sottovalutato le ragioni di chi sta manifestando. Non condividiamo certo i metodi della protesta ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione". Poi dal suo blog ha invitato i manifestanti ad andare a protestare a Roma "per far sentire lì il disagio e la protesta", perché, continua Lombardo "io non ho il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni. Sulla Serit e sulla politica della Crias stiamo intervenendo così come anche con una legge che dovrà inquadrare il settore del commercio e della grande distribuzione che taglia fuori i nostri produttori".
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http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/01/20/news/protesta_dei_tir_in_piazza_anche_gli_studenti_siamo_in_lotta_sosteniamo_il_movimento-28460825/?ref=HREC1-2

Anonymous, il potere del popolo 2.0 l'evoluzione della protesta sociale


Anonymous, il potere del popolo 2.0 l'evoluzione della protesta sociale

L'era tecnologica porta ai popoli la possibilità di interagire con il potere con modalità nuove. In un mondo basato su infrastrutture digitali in cui sopravvivono modelli industriali del secolo scorso, gli hacker attivisti rappresentano il più efficace strumento di presenza sociale nell'universo economico e politicodi TIZIANO TONIUTTIPER ORA è cronaca: la chiusura 1 della piattaforma di condivisione Megaupload/Megavideo da parte dell’Fbi ha provocato una contromossa di Anonymous, la legione di hacker senza volto e senza nome, che ha sferrato un attacco verso importanti siti istituzionali e commerciali statunitensi. Giù le home page del dipartimento di Giustizia, della Riaa e della Mpaa, le potentissime associazioni delle industrie discografiche e cinematografiche Usa. E giù anche il sito della Universal, tanto per gradire. Certo azioni illegali, a fronte della legalità dell'intervento federale su Megavideo. Ma che hanno un peso di rilievo assoluto nella ridefinizione della bilancia dei poteri nell'epoca digitale, e sono il tornasole dell'esistenza di categorie nuove, e della necessità di codificarle nella legalità e nella società.

Per ora è cronaca, in realtà è epica contemporanea. Hacker contro le decisioni del Federal Bureau e le pressioni delle lobby sulla politica, che per la prima volta nella Storia portano una reazione che parte dalla base della società digitale allo stesso livello di quella calata dall’alto dal potere delle amministrazioni. La web-war tra gli Usa e Anonymous è l’attualizzazione dei moti popolari. Perché la tecnologia è lo strumento principale che l’uomo contemporaneo ha per avvicinarsi alla libertà. E questo lo sa bene il potere, quanto la società. Che nelle avanguardie delle democrazie più compiute è istruita, formata ed è uscita dal tunnel dell’ipnosi televisiva e conosce mezzi e strumenti di intervento sulla realtà. Lo sa bene l’industria, consapevole di essere superata nei prodotti e negli strumenti di produzione, nell’utilizzo delle risorse umane e tecnologiche, nell’individuazione delle sorgenti di reddito e guadagno. Un ancien regime che come sempre è accaduto nella storia resisterà fino all’inevitabile travolgimento, con molte più perdite di quelle che porterebbe un’evoluzione pilotata e ragionata. Che magari potrebbe anche riconvertire al rialzo e con successo le professioni e le professionalità.
Continua ...http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/20/news/anonymous_il_potere_del_popolo_2_0_l_evoluzione_della_protesta_sociale-28482790/

Napolitano: "Legge elettorale il Parlamento può agire in fretta"


Pressing del Presidente della Repubblica sulle forze politiche: "Le Camere possono impegnarsi celermente sulle riforme per corrispondere alle attese dell'opinione pubblica. Montecitorio e Palazzo Madama definiscano l'iter per la discussione".

ROMA - "Il Parlamento può impegnarsi celermente sulle riforme e la legge elettorale, anche per corrispondere alle attese dell'opinione pubblica". E' il messaggio rivolto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai presidenti di Camera e Senato dopo gli incontri dei giorni scorsi con i leader politici.

"Il Capo dello Stato ha avuto modo di esprimere alle forze politiche il convincimento, già condiviso con i presidenti delle Camere lo scorso 12 gennaio, che il Parlamento possa impegnarsi celermente in un efficace e produttivo confronto sulle questioni più mature di riforma degli assetti istituzionali, dei regolamenti parlamentari e della legge elettorale, anche al fine di corrispondere alle attese dell'opinione pubblica", si legge in un comunicato del Quirinale.

"Spetta quindi ai Presidenti delle Camere", prosegue il testo, "definire, secondo le procedure regolamentari, i programmi e calendari relativi alle materie da affrontare in ciascuno dei due rami del Parlamento. Comune è l'auspicio che si concretizzi un largo e convergente impegno per giungere a soluzioni capaci di concorrere al rafforzamento del sistema politico-istituzionale", conclude il Colle.
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Crisi: calma sui mercati ma lo spread continua a scendere

(ASCA) - Roma, 20 gen - Giornata di relativa calma sui mercati finanziari. Riflettori puntati sulla Grecia e sulla prossima settimana con due appuntamenti decisivi per le sorti dell'area euro. Prima la riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles e poi a il 30 gennaio il vertice europeo dei capi di Stato e di governo. I mercati dopo la delusione per il vertice di dicembre sperano che i leader europei abbiano compreso che l'exit strategy necessita di interventi chiari e concreti.

In questo clima i mercati vivono preferiscono non assumere posizioni anche se l'intonazione di fondo si conferma di moderata fiducia. Borse praticamente piatte, euro poco mosso mentre lo spread continua a scendere. Il differenziale tra il Btp decennale italiano e il bund tedesco si e' ristretto ai altri 20 punti chiudendo a 432 punti con un rendimento del decennale sotto il 6,30%. Un livello ancora elevato mdecisamente inferiore a oltre il 7% dell'ultimo mese e mezzo.

Ancor piu' accentuata la flessione del differenziale sulle scadenze piu' brevi che scende sotto i 300 punti base. I mercati puntano sul pacchetto di liberalizzazioni del governo Monti che il premier presentera' all'Eurogruppo segnando l'avvio della cosiddetta Fase 2, focalizzata alla crescita e alla competitivita'. Emblematico che lo spread dell'Italia scende mentre sale quello spagnolo con l'effetto che l'Italia paga sul decennale 73 punti in piu' della Spagna mentre fino a pochi giorni fa si viaggiava intorno ai 140 punti.

Ma i mercati guardano soprattutto alla Grecia dove si attende un accordo tra il governo ed i creditori privati per un taglio su base volontaria dell'esposizione nei confronti di Atene. Si discute intorno a un taglio del debito di Atene di 100 miliardi di euro su un totale di 350 miliardi.

L'accordo con i creditori e' fondamentale per sbloccare il secondo pacchetto di aiuti di Commissione europea e Fmi al governo di Atene per 130 miliardi di euro. Atene puo' respirare fino al 20 marzo quando dovra' rimborsare prestiti per 14,3 miliardi e senza il soccorso dell'Europa e del Fondo Monetario Internazionale il default della Grecia sarebbe inevitabile.

Da giorni circolano diverse ipotesi sui termini dell'intesa. Le ultime indicano che Atene pagherebbe rendimenti sui nuovi titoli tra il 3,50% e il 4,50% e cio' implicherebbe una svalutazione volontaria da parte dei creditori privati di circa il 68% del capitale impegnato.

Se i mercati finanziari archiviano una settimana nel segno del rialzo, il mercato interbancario continua a registrare forti tensioni. Le banche europee hanno parcheggiato 528 miliardi di euro presso la Bce, il nuovo massimo storico a conferma del clima di sfiducia tra gli istituti di credito che preferiscono incassare un misero rendimento dello 0,25% piuttosto che impiegare la liquidita' in finanziamenti piu' remunerativi.

Diciannovenne muore dopo il cesareo Inchiesta della procura di Crotone


Mercoledì l'intervento e la nascita di un maschietto, che sta bene. Giovedì le complicazioni e quindi il decesso

MILANO - Sarà la Procura della Repubblica di Crotone ad accertare le cause della morte di Rita Spina, una 19enne morta in ospedale dopo aver partorito con il taglio cesareo. Spina, originaria di San Giovanni in Fiore (Cosenza) ma residente a Crotone, mercoledì scorso è giunta nell'ospedale ed è stata sottoposta all'intervento per il parto cesareo dando alla luce un bambino. Giovedì però la ragazza ha avvertito dei malori ed è stata successivamente trasferita in rianimazione dove venerdì mattina è morta. Il neonato è in buone condizioni. Vista l'apertura dell'inchiesta, un esame autoptico verrà eseguito sul corpo della ragazza. La polizia, intervenuta in ospedale insieme ai carabinieri, ha sentito i medici che avevano in cura la giovane.
TENSIONE - Venerdì mattina la tensione era altissima all'interno del reparto di ginecologia, tra i parenti della ragazza e il personale ospedaliero. Per riportare la calma sono dovuti intervenire gli agenti della questura crotonese. I familiari della ragazza hanno poi presentato una denuncia per chiedere che vengano accertate le cause del decesso.

Mills: forse sentenza 11 febbraio

(ANSA) - MILANO - I giudici del Tribunale di Milano hanno accolto la proposta di calendario frutto dell'accordo tra accusa e difesa al processo Mills in corso a Milano e nel quale é imputato Silvio Berlusconi presente in aula per assistere all'udienza. I giudici hanno così stabilito tra l'altro che l'udienza di domani sara' soppressa e hanno annunciato la probabile sentenza per il prossimo 11 febbraio.

Addio Etta James, voce soul e blues


Lanciata nel '61 da «At Last». Una vita difficile tra alcol e droghe, interpretata in un film da Beyoncé

MILANO - Se ne è andata a pochi giorni del suo 74esimo compleanno, il 25 gennaio. Etta James, una delle più grandi voci della musica nera, interprete di soul, rhythm 'n' blues e jazz è morta. Malata di leucemia ( la prima diagnosi era arrivata all'inizio del 2011), era ricoverata in un ospedale californiano. La sua vita era stata difficile fin dall'inizio: nata a Los Angeles, figlia di una madre di colore e di un padre bianco che abbandonato la donna, aveva sentito forte il peso della propria diversità.
VITA DIFFICILE - Alcol e droghe l'hanno più volte messa a rischio, sia per la salute sia con la legge. La sua storia fa da filo conduttore (insieme a quelle di altri artisti nel film Cadillac Records del 2008 sulla casa discografica Chess che la lanciò assieme ad altri grandi della musica nera come Muddy Waters. nel film Etta James era interpretata da Beyoncè. E' stato, quello, l'inizio di una carriera ricca di successi, come testimoniano 4 Grammy Award, 17 Blues Music Awards. Ha saputo interpretare la musica nera mantenenendo un'impronta originale e arrivando a contaminare stili differenti. E si capisce perché sia stata acciolta in diverse Hall of Fame: la Rock & Roll Hall of Fame nel 1993, la Blues Hall of Fame nel 2001 e la Grammy Hall of Fame nel 1999.
LA CARRIERA - La sua carriera è cominciata quando era ancora adolescente. Nel 1950 la madre si era trasferita a San Francisco dove, a 14 anni, Johnny Otis grazie al quale forma un trio con altre due ragazze , The Creolettes. Per singolare coincidenza, Johnny Otis, leggendario conduttore di una band che tra le prime ha reso il R&B popolare tra i bianchi (Willie and the Hand Jive), è morto soltanto poche ora prima, anche lui in California, all'età di 90 anni. Ma la vera svolta della carriera di Etta James è arrivata a Chicago, appunto con Chess che ne intuisce l'enorme talento. Si tratta soltanto di scrivere la canzone che le calza a pennello e accade quasi subito. Nel 1961 la Chess Record pubblica il 45 giri di At Last, un blues lento, con orchestrazione che aggiunge il tocco classico degli archi. Il successo è clamoroso e la voce profonda e potente di Etta conquistano gli ascoltatori, non soltanto nel pubblico di colore. Un altro brano che diventerà famosissimo è Tell Mama (1968) , tradotto in diverse lingue ( in Italia ebbe una versione dei Ribelli) e interpretato da numerosi artisti. Altro classico è stato I'd Rather Go Blind.

Parigi sospende operazioni militari in Afghanistan dopo la morte di 4 soldati

Nicolas Sarkozy (Adnkronos)
Parigi, 20 gen. - (Adnkronos/Ign) - Quattro soldati francesi sono stati uccisi e 16 feriti nella parte orientale dell'Afghanistan. Un soldato afgano ha aperto il fuoco contro i militari che fanno parte del contingente Isaf lasciandoli a terra. L'aggressore, riporta la tv iraniana 'al-Alam', è stato fermato. La notizia è stata poi confermata dal presidente francese Nicolas Sarkozy che, parlando ad una cerimonia pubblica, ha annunciato la sospensione delle operazioni di addestramento e assistenza nel Paese.
"Non posso accettare che soldati afgani sparino contro i nostri militari", ha detto Sarkozy avanzando l'ipotesi di un ritiro anticipato delle truppe. "Il rientro anticipato dei militari francesi si pone qualora le condizioni di sicurezza non verranno ristabilite'', ha precisato. E la questione sarà discussa durante la visita del presidente afgano in Francia. Intanto il ministro della Difesa, Gerard Longuet, è stato immediatamente inviato in Afghanistan per valutare la situazione.
"Incidenti del genere sono terribili e finiscono nei titoli, ma sono isolati", ha commentato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. "Sfortunatamente, questo è un giorno molto triste per le nostre truppe in Afghanistan e per il popolo francese", ha sottolineato il numero uno dell'Alleanza atlantica in una nota, nella quale ha espresso le proprie condoglianze.
Tuttavia, ha aggiunto, "la realtà è che ogni giorno 130 mila uomini dell'Isaf di 50 Paesi combattono e addestrano oltre 300 mila soldati afgani" e con loro "abbiamo gli stessi obiettivi: un Afghanistan che sia responsabile della propria sicurezza, questo è quello che gli afgani vogliono e noi restiamo impegnati ad aiutare gli afgani a raggiungere questo obiettivo".

Liberalizzazioni: avvocati, sciopero e sit-in contro dl

Roma, 20 gen. (Adnkronos) - Due giorni di sciopero a febbraio, il 23 e il 24, e un'altra settimana di astensione dal lavoro a inizio di marzo; sit-in davanti a Palazzo Chigi, Camera e Senato e occupazione simbolica degli uffici giudiziari. Cosi' gli avvocati hanno deciso di protestare contro le liberalizzazioni del governo Monti. 

La posizione degli avvocati e' emersa al termine dell'assemblea di oggi dell'Oua, Organismo Unitario dell'Avvocatura. La decisione di astenersi dalle udienze, sottolineano dall'Oua, ''e' il risultato dell'atteggiamento del governo che ha deciso di andare avanti su una strada che l'avvocatura non condivide. Con le misure decise speriamo che l'esecutivo si decida ad andare incontro alle aspettative e alle richieste degli avvocati italiani''.

Omicidio Rea, giudizio immediato per Parolisi. Udienza fissata per il 27 febbraio

Teramo, 20 gen. (Adnkronos) - Giudizio immediato per Salvatore Parolisi, unico indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea, la giovane mamma di Somma Vesuviana. Il gip di Teramo ha fissato l'udienza per il 27 febbraio. Il caporalmaggiore è accusato di omicidio volontario pulriaggravato e vilipendio di cadavere.
"Finalmente celebriamo il processo - commenta con l'Adnkronos l'avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia Rea - e si avvicina così sempre più la data della verità processuale e la condanna del colpevole".

Falsi certificati sanitari per scarcerare boss: sei arresti a Reggio Calabria, anche medici

Reggio Calabria, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - Avrebbero rilasciato certificazioni sanitarie che attestavano falsamente l'incompatibilità del regime carcerario del boss Giuseppe Pelle di San Luca. A finire in carcere questa mattina sono sei indagati che devono rispondere del reato di concorso in falsa attestazione in atti destinati all'autorità giudiziaria e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, aggravati dalle finalità mafiose. Tra loro due medici e un avvocato, oltre alla moglie e al figlio del boss Giuseppe Pelle.
I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno indagato i rapporti tra la cosca Pelle di San Luca e medici dell'Unità sanitaria locale di Locri e di una casa di cura privata calabrese. Ed è stato accertato il rilascio di certificazioni sanitarie con diagnosi di false patologie neuropsichiatriche ritenuti incompatibili con il regime detentivo al capo cosca Giuseppe Pelle. Finiscono, così, in manette Giuseppe Quartucci, responsabile della clinica privata Villa degli Oleandri di Cosenza (destinatario nel mese di maggio scorso di un avviso di garanzia), e Francesco Moro in servizio al 118 di Bianco.
Le indagini sono partite dalle intercettazioni nell'abitazione del boss Giuseppe Pelle, che avevano già consentito di pizzicare l'ex consigliere regionale Santi Zappalà mentre chiedeva voti al boss e arrestarlo nell'operazione Reale. Il meccanismo utilizzato per uscire dal regime carcerario è stato inoltre spiegato dal collaboratore di giustizia Samuele Lovato.

Camera: Papa, se condanna primo grado non mi dimetto, terrore del carcere

Roma, 20 gen. (Adnkronos) - "Molte delle accuse sono cadute, ma se dovessi essere condannato in primo grado per concussione non mi dimettero', tranne che non me lo chieda il partito". Lo dice alla Zanzara su Radio 24 Alfonso Papa, deputato del Pdl che ha passato 101 giorni in carcerazione preventiva ed e' stato coinvolto nell'inchiesta sulla P4. "Berlusconi - dice Papa alla Zanzara- e' una persona eccezionale che mi e' stata molto vicina umanamente e politicamente. Fu lui quando ero al ministero a chiedermi di scendere in politica. La mia e' una famiglia inseguita dai pubblici ministeri".

Caso Mills: processo milanese aggiornato al 25 gennaio

Milano, 20 gen. (Adnkronos) - E' stato aggiornato al 25 gennaio prossimo il processo milanese sul caso Mills dove imputato, per corruzione in atti giudiziari, e' Silvio Berlusconi. In quella data proseguira' l'interrogatorio, in videoconferenza da Londra, del legale inglese che rispondera' alle domande dei difensori dell'ex premier.

Cannes, Nanni Moretti chiamato a guidare la giuria del prossimo Festival

Nanni Moretti
Parigi, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - Nanni Moretti sarà il prossimo presidente della giuria del Festival di Cannes, in programma dal 16 al 27 maggio. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori. Il 58enne regista italiano succede a Robert De Niro, che aveva guidato la prestigiosa vetrina cinematografica internazionale la scorsa edizione. Moretti ha un forte legame con la Croisette: dove un anno fa ha presentato, con successo, 'Abemus Papam' e nel 2001 ha incassato la Palma d'Oro con 'La stanza del figlio'. Era inoltre già stato giurato, in occasione della 50ma edizione nel 1997.
"E' una vera gioia, un onore e una tremenda responsabilità presiedere la giuria del festival del cinema più prestigioso del mondo, un festival che si svolge in un Paese dove il cinema è sempre stato trattato con attenzione e rispetto", ha commentato il regista.