giovedì 1 settembre 2011

«Tbc, infermiera positiva nel 2004 il Gemelli era stato informato»

L’ospedale: pensavamo che fosse soltanto la reazione al vaccino

di Valentina Errante

ROMA - Era già risultata positiva al test sulla tbc tra il 2004 e il 2005, l’infermiera del Policlinico Gemelli che il 28 luglio scorso ha scoperto di essere affetta da tubercolosi polmonare e avrebbe dato origine al contagio nel reparto di Neonatologia. I controlli dell’ospedale sarebbero stati inadeguati. Ieri la donna è stata ascoltata per oltre due ore dalprocuratore aggiunto Leonardo Frisani e dal pm Alberto Pioletti, titolari del fascicolo sulla diffusione del virus in corsia. Attraverso la struttura protetta dell’Ospedale Spallanzani, dove è ancora ricoverata, ha risposto alle domande dei magistrati ricostruendo l’iter della sua malattia. Tempi, sintomi, controlli e precauzioni assunte dal Gemelli, dove ha sempre lavorato. «Sono disperata», ha detto ai pm. Ma adesso gli inquirenti vogliono solo capire come sia stato possibile che l’infermiera, positiva alla tbc già sette anni fa, abbia continuato a lavorare nei reparti. I carabinieri del Nas stanno cercando di stabilire perché l’ospedale non abbia preso le misure necessarie per garantire l’incolumità dei pazienti. Secondo le testimonianze fornite dai vertici del Gemelli, dal direttore sanitario, al direttore di sede, fino al responsabile del personale, la positività al test, emersa tra il 2004 e il 2005, non sarebbe stata ritenuta allarmante perché attribuita soltanto al vaccino al quale la donna era stata sottoposta. E’ frequente, hanno spiegato i testimoni convocati in procura, che gli agenti utilizzati per immunizzare determinino successivamente una risposta positiva ai test. Ma la ricostruzione dei vertici del Gemelli non convince, ci sarebbero alcune discrepanze. Il sospetto è che l’ospedale non abbia di fatto messo in atto tutte le procedure di sicurezza necessarie. La donna non sarebbe poi stata sottoposta a uno screening e i protocolli, previsti in casi di questo tipo, non troverebbero riscontro documentale. Comunque le procedure messe in atto dal Gemelli sarebbero risultate inefficaci, lo dimostra la positività al test di 79 bambini. Adesso il Nas va a ritroso, per stabilire dove l’infermiera abbia incontrato il virus della tbc. Se davvero sia stato il marito a trasmetterglielo, così come sostiene il Codacons, o se, invece, possa avere avuto contatti con pazienti affetti da tubercolosi negli altri reparti dove ha prestato servizio nel tempo. Indietro fino al 2004, perché la tubercolosi potrebbe essere stata in incubazione per tutti questi anni. Ieri in procura è toccato a un altro medico del Policlinico Gemelli, a capo di un reparto dove la donna ha lavorato, rispondere alle domande dei pm. I magistrati non hanno ancora ipotizzato alcun reato, ma a questo punto sembra scontato che l’inchiesta arrivi presto a una svolta. L’ipotesi meno grave sarebbe quella di lesioni colpose, non è escluso però che la per la procura possano configurarsi anche altri reati.

Avril Lavigne, Arctic Monkeys, Skin In concerto dal 2 all'8 settembre

Sui palchi anche Ranieri, De Gregori, Zero Assoluto, Mannarino, Mario Biondi, Nomadi, Nek, Caparezza, Renga, Allevi, Bud Spencer Blues Explosion, Marlene Kuntz, Afterhours, Niccolò Fabi, Africa Unite, Verdena, The Offspring, Kasabian, Simple Plan, White Lies, The Wombats, Dee Dee Bridgewater

di RAFFAELLA MERCOLELLAROMA - Arctic Monkeys, The Offspring, Kasabian,Simple Plan, White Lies e The Wombats nel cast delI'I-Day Festival 2011, in programma venerdì 3 e sabato 4 settembre all'Arena Parco Nord di Bologna. Ad aprire la kermesse venerdì 3 saranno tra gli altri la formazione inglese dei Kasabian con gli inediti dell'albumVelociraptor, i londinesi White Lies e The Wombats. Headliner gli inglesi Arctic Monkeys live con le tracce dell'album Suck it and See. In programma sabato 4 l'esibizione dei canadesi Simple Plan con il quarto lavoroGet Your Heart On e dei No Use for a Name. Headliner la punk rock band americana The Offspring. L'appuntamento con l'I-Day Festival 2011 di Bologna è venerdì 3 e sabato 4 all'Arena Parco Nord, in via Stalingrado (tel. org. 02.30515020), informazioni e prevendite TicketOne, VivaTicket, GeTicket, BoxOffice Toscana, BookingShow e GreenTicket. The Black Star Tour dell'artista canadese Avril Lavignesbarca in Italia per tre date con gli inediti dell'albumGoodbye Lullaby: giovedì 8 al Mito Settembre Musica di Torino, c/o PalaOlimpico Isozaki, in corso Sebastopoli 123 (tel. 011.4424787, org. 02.53006501), informazioni e prevendite TicketOne e VivaTicket. (In tournée a settembre: sabato 10 al Palalottomatica di Roma; domenica 11 al Mediolanum Forum di Assago, Milano). Ornella Vanoni e Peppe Servillo nel concerto Le canzoni della mala: lunedì 5 al Mito SettembreMusica di Milano, c/o Piccolo Teatro Strehler, in largo Greppi (tel. org. 02.88464725), informazioni e prevendite Vivaticket e TicketOne. Jovanotti riprende il tour con i successi di Ora: sabato 3 al Circuito del Mito di Taormina (Messina), c/o Teatro Antico, in via Teatro Greco 40 (tel. 899.130351); martedì 6 al Teatro Valle dei Templi di Agrigento, in viale G. La Loggia (tel. 0922.25019). Informazioni e prevendite TicketOne, CtBox e GreenTicket. (In tournée a settembre: sabato 10 all'Arena Fiera di Cagliari; venerdì 16 e sabato 17 all'Arena di Verona). Il dj set di Skin sarà: sabato 3 al Narni Black Festival di Narni (Terni), c/o Tenuta Marchesi Fezia, in via Tiberina, loc. San Bartolomeo (tel. 0744.726362), informazioni e prevendite GreenTicket e TicketOne.
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“Può l’Italia affondare l’euro?”

Il pezzo dell’Economist dedicato al Belpaese pronostica guai seri per Berlusconi

L’Economist verga un nuovo editoriale dedicato all’Italia, ma nel numero in uscita domani va oltre e pronostica il rischio che l’Italia, per colpa di chi è governata, finisca per affondare l’euro.

ESCAPEARTIST - Il pezzo comincia dicendo che quell’artista della fuga di Berlusconi (il settimanale usa per lui la definizione che veniva utilizzata per Houdini) a luglio ha fatto scoppiare il primo dei tanti rovesci che il mercato azionario ha dovuto subire a causa di una manovra economica insufficiente a garantire il deficit. Poi ha dovuto fare retromarcia. Ma, sostiene l’Economist, ha buttato di nuovo le finanze pubbliche nel caos per un “buco” di 4-5 miliardi nel budget stanziato per il risanamento. Due cose ora si frappongono tra la situazione attuale italiana e il pericolo di un disastro economico: la copertura che la Banca Centrale Europea ha dato alle obbligazioni italiane, e una manovra da 45 miliardi di euro che la Bce l’ha costretta a varare.

Berlusconi a Lavitola: "Vado via questo è un paese di m..." Il premier intercettato in una telefonata del 13 luglio

Berlusconi a Lavitola: 'Vado via questo è un paese di m...'
Si sfoga Silvio Berlusconi in una telefonata intercettata il 13 luglio sull’utenza panamense di Valter Lavitola, e che confermerebbe la vicinanza tra quest’ultimo e il Presidente del Consiglio. “Tra qualche mese me ne vado…Vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato. Punto e basta” questo lo sfogo del premier, intercettato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sulle presunte estorsioni a Silvio Berlusconi. Il gip di Napoli ritiene rilevante questa telefonata, “rivelandosi Lavitola impegnato sostanzialmente quale attivo e riservato informatore su vicende giudiziarie che, benchè riguardanti terzi, appaiono di specifico e rilevante interesse dello stesso Berlusconi”. Durante la telefonata, che dura più di 13 minuti, si parla di vicende giudiziarie, in particolare della P4, sulla quale il premier dice “non me ne può importare di meno... perchè io ...sono così trasparente..così pulito nelle mie cose..che non c'è nulla che mi possa dare fastidio..capito?”
Nella vicenda è coinvolto anche Gianpaolo Tarantini e sua moglie Angela Devenuto accusati di estorsione per una somma di 500 mila euro ai danni del Presidente del Consiglio. Lavitola si sarebbe occupato di “smistare” le somme ricevute da Berlusconi e avrebbe mentito su lauto compenso circa il giro di escort portate a Palazzo Grazioli. Ovvero Lavitola avrebbe escluso che Berlusconi sapesse che quelle donne erano escort.

Referendum:Di Pietro,sono in prima linea

(ANSA) - ROMA - ''Sul referendum per abrogare il 'Porcellum' abbiamo sentito la necessita' di impegnarci in prima linea, perche' l'attuale legge elettorale mortifica le piu' elementari regole di democrazia. L'Idv ha costituito, insieme ad altre forze, il comitato referendario e sta dando il proprio contributo per il raggiungimento dell'obiettivo'' Lo afferma Antonio Di Pietro, che aggiunge: ''Abbiamo deciso non solo di metterci la faccia ma di dare la disponibilita' di tutte le strutture del partito''.

Manovra, si lavora alle modifiche ''Carcere per chi evade oltre 3 mln''

Roma, 1 set. (Adnkronos) - Per evasioni oltre i tre milioni di euro non sarà più possibile beneficiare della sospensione della pena, prevista dall'attuale normativa. E' quanto prevede l'emendamento alla manovra, presentato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e dal relatore Antonio Azzollini.

Inoltre, via il contributo di solidarietà sopra i 90mila euro di reddito. Restano in vigore il taglio degli stipendi dei manager della pubblica amministrazione fino al 2013 e delle pensioni d'oro.

Un altro emendamento prevede che saranno pubblicati on line, sui siti dei comuni, i redditi di ''categorie di contribuenti o di redditi''. Inoltre per le società di comodo arriva l'Ires maggiorata del 10,5%. L'aliquota si applica al reddito ''imputato per trasparenza''.

Tra le novità province salve e taglio del 50% dei consiglieri. L'emendamento alla manovra, presentato dal relatore, Antonio Azzollini, e depositato in commissione Bilancio al Senato, salva gli enti locali sopprimendo la norma contenuta nel decreto legge. Resta invece il taglio dei consiglieri, come stabilito dal provvedimento. Previsto inoltre l'accorpamento di servizi e funzioni dei comuni con meno di 1.000 abitanti, salvando però gli organismi

Nella manovra c'è "uno squilibrio inaccettabile" tra i tagli allo Stato Centrale e quelli alle autonomie ha detto oggi il leader dei governatori Vasco Errani al termine della riunione della Conferenza delle Regioni, sottolineando che va cambiata o ci sarà "un conflitto istituzionale" per scelta del governo.

Oggi pomeriggio alle ore 17 a Palazzo Chigi si terrà l'incontro tra il governo e i rappresentanti dell'Associazione dei Comuni italiani (Anci). Anche se in una nota Regioni, Comuni e Province fanno sapere di considerare "superata la logica dei comparti e rifiutano tavoli separati: la discussione sulla manovra deve coinvolgere l'intero sistema delle autonomie che come tale deve essere considerato anche rispetto alle conseguenze delle scelte intraprese".

La manovra è anche al centro della prima riunione ufficiale del direttivo di Confindustria, dopo la pausa estiva. Alla luce delle modifiche messe a punto negli ultimi giorni i big di Viale dell'Astronomia si sono riuniti in una seduta straordinaria negli uffici dell'Assolombarda di Milano.

Estorsione al premier Berlusconi, arrestati Tarantini e la moglie

Napoli, 1 set. (Adnkronos/Ign) - La Digos della Questura di Napoli, in collaborazione con quella di Roma, ha arrestato Gianpaolo Tarantini, 36enne, e la moglie Angela Devenuto, 34enne, per estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Come fa sapere la Questura di Napoli, l'arresto è stato eseguito in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli.

L'imprenditore pugliese è stato condotto in Questura a Napoli, poco dopo le 12, per essere fotosegnalato e poi condotto nel carcere napoletano di Poggioreale. L'estorsione ai danni del presidente del Consiglio sarebbe consistita in un versamento di circa 500mila euro all'imprenditore barese .

L'attività investigativa che ha portato all'emissione dei provvedimenti cautelari trae origini da più ampie e diversificate indagini coordinate dai magistrati della Sezione criminalità economica della Procura di Napoli. E si è basata su servizi di intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura ed eseguite dalla Digos della Questura di Napoli su alcune società "dove Valter Lavitola sembra svolgere non meglio definite attività di consulenza", spiega il procuratore aggiunto Francesco Greco coordinatore della Sezione criminalità economica.

Nell'ambito di tali indagini la Procura avrebbe raccolto "gravi e consistenti indizi - spiegano in Procura - in ordine alla ripetuta dazione, con modalità dissimulate o comunque non trasparenti e con l'intervento e la mediazione del Lavitola, da parte dell'onorevole Silvio Berlusconi e a favore dei coniugi Tarantini di somme di denaro contante e di altri benefici di carattere economico".

Benefici che sarebbero consistiti tra l'altro in pagamento di spese legali, canone di locazione di una casa, impieghi ed altri incarichi di lavoro. Sarebbe emerso inoltre, secondo gli inquirenti, che Lavitola tratteneva per sé parti consistenti delle somme ricevute dal presidente del Consiglio impiegandole in diverse società a lui direttamente riferibili e concertava con Giampaolo Tarantini le iniziative processuali più idonee per costringere l'onorevole Berlusconi a disporre il pagamento di ulteriori somme. "Tali iniziative - spiegano in Procura - in particolare dovevano essere prese da Tarantini nell'ambito dei procedimenti in cui lo stesso risulta tuttora indagato dall'autorità giudiziaria di Bari".
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L’onorevole che svuota le cassette di sicurezza

I sospetti dei magistrati su Milanese

Le cassette di sicurezza di proprietà di Marco Milanese potrebbero aver ricevuto una visitina prima che i magistrati ci arrivassero: il deputato PdL ci è andato tre o quattro volte al mese e lì potrebbe aver approfittato per svuotarle. Del sospetto dei giudici parla Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

L’elenco delle «visite» sarà trasmesso la prossima settimana alla giunta di Montecitorio che la prossima settimana si pronuncerà sulla sua cattura. La riunione è già stata fissata per il 7 settembre e in quella occasione i magistrati napoletani metteranno a disposizione dei parlamentari nuovi verbali di interrogatorio, in particolare quello del generale Cosimo D’Arrigo, l’ex comandante della Guardia di Finanza diventato testimone d’accusa contro Milanese, oltre all’ultima relazione sulle sue disponibilità finanziarie. Carte processuali per ribadire la necessità che Milanese entri in carcere per evitare la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove, così come sottolineato nell’ordinanza di custodia cautelare.
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Da Berlusconi ad Andreotti: ecco tutti i salvati dalla prescrizione

protesta senato processo lungo ladri 304
«La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato». L’articolo 157 del codice penale non lascia dubbi: alla prescrizione si può rinunciare se davvero ci si vuol far processare alla ricerca di una assoluzione piena. Una possibilità che andrebbe ricordata ai tanti dirigenti della maggioranza che in questi giorni si sono scagliati contro il Pd sulla vicenda Penati dimenticando però le prescrizioni di cui hanno beneficiato tanti uomini del centrodestra. Il presidente Silvio Berlusconi è come al solito l’esempio più eclatante. Grazie alla prescrizione, infatti, il Cavaliere si è salvato in ben quattro procedimenti: l’All Iberian 1 per le tangenti al Psi (condanna in primo grado a 2 anni e 4 mesi per finanziamento illecito, prescrizione in appello), il processo per l’acquisto dal Torino del calciatore Lentini (prescrizione grazie alla riforma del falso in bilancio), il consolidato Fininvest e il Lodo Mondadori. Penati: «Non mi nasconderò dietro la prescrizione» | LA LETTERA INTEGRALE Va detto, però, che il presidente del consiglio è in buona compagnia: nella compagine di governo una bella prescrizione se l’è regalata anche il ministro Roberto Calderoli, assieme al collega di partito Davide Caparini. Il leghista fu processato per gli incidenti con la polizia durante l’irruzione nella sede di via Bellerio: in primo grado fu condannato a 8 mesi di reclusione per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, ma in appello la pena è poi scesa a 4 mesi e 20 giorni. Sentenza questa poi annullata con rinvio dalla Cassazione e, nel nuovo processo di secondo grado, per Calderoli e gli altri imputati è scattata la prescrizione. Come anche per il senatore Marcello Dell’Utri, condannato in appello per «appropriazione indebita» nell’ambito della vicenda dei fondi neri di Publitalia. Dell’Utri ricorse in Cassazione alla ricerca di un’assoluzione piena ma per la Suprema Corte nel marzo 2010 confermò la sentenza d’appello dichiarando l’ex braccio destro di Berlusconi «non assolvibile». Restando poi all’inner circle berlusconiano, la prescrizione ha salvato anche l’ex parlamentare (ed ex militare della Guardia di Finanza) Massimo Maria Berruti, accusato di riciclaggio dei fondi neri del gruppo Mediaset. Ma fra i prescritti della scuderia Pdl in Parlamento vanno segnalati anche Maurizio Iapicca (rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio), Luigi Grillo (era stato indagato per truffa sulla Tav Milano-Genova), Carlo Vizzini (condannato in primo grado per lo scandalo delle Tangenti Enimont, prescritto in appello), Antonio Paravia (condannato in primo grado per corruzione, prescritto in appello) e Giuseppe Firrarello (condannato in primo grado a due anni e sei mesi per turbativa d'asta, prescritto in appello). Arcinota, poi, è la vicenda del senatore a vita Giulio Andreotti e dell’accusa di associazione per delinquere: reato prescritto in appello ma «concretamente ravvisabile» fino al 1980 scrissero i giudici nelle motivazioni poi confermate dalla Corte di Cassazione
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Quel “corvo” in Vaticano che minaccia Bertone

Il cardinal Bertone

IL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, TARCISIO BERTONE

Lettera anonima e minacce di morte per il Segretario di Stato. Il misterioso estensore cita don Bosco che annunciò sventure in casa Savoia se fosse passata una legge anti-clericale. Finì con quattro lutti di reali in poche settimane

ANDREA TORNIELLI CITTÀ DEL VATICANO

Oltretevere, le lettere anonime non sono una novità, né un’eccezione. Ne circolano tante, con accuse spesso infamanti quanto infondate o comunque non provate. Vengono usate per screditare questo o quell’ecclesiastico, perbloccare l’ascesa di questo o quel prelato. Non deve dunque stupire più di tanto che negli ultimi giorni ne sia circolata una con pesanti allusioni e una frase minacciosa contro il Segretario di Stato Tarcisio Bertone, principale collaboratore di Benedetto XVI.

Lo rivela il settimanale Panorama, nel numero in edicola domani. La lettera si apre con una minacciosa citazione di don Giovanni Bosco, fondatore dei Salesiani, la congregazione a cui appartiene lo stesso Bertone: «Grandi funerali a corte!», con la quale il grande santo torinese preannunciava lutti a Vittorio Emanuele II nel caso il regno piemontese avesse continuato con le politiche di confisca dei beni della Chiesa.

L’anonimo estensore della missiva contro Bertone mostra di essere assai ben informato sulle vicende della Curia, e prosegue accusando il porporato di non saper decidere e di scegliere i collaboratori solo sulla base delle sue simpatie personali. E fa riferimento in particolare alla decisione presa dal Papa e da Bertone di trasferire il segretario generale del Governatorato, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, allontanandolo dal Vaticano.

La vicenda, della quale Vatican Insider si è occupato più volte, si è trascinata da mesi e ha rappresentato un caso più unico che raro nella storia recente della Santa Sede. Un caso la cui soluzione è però ormai imminente: il ricambio al Governatorato sta per essere annunciato e monsignor Viganò è destinato a partire per la nunziatura di Washington.

Oltre a scambi di lettere, commissioni di inchiesta interne, accuse reciproche, che hanno finito per rendere a dir poco pesante il clima che si respira nello Stato più piccolo del mondo, le vicende legate alla sostituzione di Viganò hanno fatto proliferare anche i «corvi».

In Vaticano non si è soliti dare importanza alle lettere anonime, che finiscono puntualmente nel cestino. Il cardinale Bertone, più irritato che preoccupato, ha mostrato la lettere al capo della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani. Ed è partita la caccia per individuare l’estensore. Panorama spiega che con tutta probabilità non si tratta di un mitomane, ma di un prelato ben inserito nei sacri palazzi.

La profezia di sventura lanciata da don Bosco sui Savoia risale al 1854, quando nel Parlamento piemontese si stava discutendo la legge che avrebbe soppresso gli ordini religiosi. Il santo fece arrivare al re Vittorio Emanuele la trascrizione di antichi documenti ritrovati ad Hautecombe, nella culla di Casa Savoia. In quei testi gli antichi conti della dinastia sabauda sconfessavano e maledivano i loro discendenti che avessero agito contro la Chiesa. Il monarca e i familiari erano rimasti piuttosto impressionati e avevano inviato a don Bosco quattrocento lire per il suo Oratorio. Un modo per esorcizzare la paura.

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http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/tarcisio-bertone-giovanni-bosco-7658/

Fukushima, cesio oltre livello Cernobyl

Fukushima, cesio oltre livello Cernobyl

TOKYO - Il suolo in 34 punti di sei comuni della prefettura di Fukushima ha registrato punte di cesio di 137 volte superiori agli standard seguiti per le evacuazioni forzate dopo la crisi di Cernobyl del 1986. Secondo la mappa aggiornata sulla radioattivita' presentata in un recente incontro al ministero della Scienza, nei sei centri (Okumamachi, Futabamachi, Namiemachi, Tomiokamachi, Iitatemura e Minami-Soma) sono stati rilevati piu' di 1,48 milioni becquerel per metro quadrato di cesio 137.

M.O: portavoce Israele, ‘palestinesi non sono in grado di amministrare una nazione’

M.O: portavoce Israele, ‘palestinesi non sono in grado di amministrare una nazione’
TELAVIV – Comunicato con gravi sfumature razziste del portavoce del governo israeliano che ha sostenuto che l’opposizione di TelAviv al Riconoscimento dello Stato palestinese è dovuta al fatto che “i palestinesi non sono in grado di amministrare una nazione”. Secondo l’IRIB Ofir Gendelman ha affermato: “Non hanno la capacità di gestire un Paese, non hanno economia, non hanno una moneta, non hanno forza lavoratrice”.

I sei stadi dell'umanitarismo bombardatore

gheddafitanodi Rodolfo Monacelli – Megachip.

Abbiamo assistito per mesi all’attacco imperialista nei confronti della Libia e del suo legittimo governo. Non certo una novità, poiché è uno scenario che - da almeno vent’anni a questa parte - è l’elemento costitutivo della politica estera degli Stati Uniti e dei paesi della NATO. La novità di questo conflitto è costituita dalla forma dell'utilizzazione dei media per la giustificazione del conflitto. Di per sé neanche questa sarebbe una novità perché ha inizio dalla prima guerra del Golfo di Bush padre contro l’Iraq. È facile obiettare che l’utilizzazione degli strumenti di comunicazione per la giustificazione o l’appoggio a un conflitto militare sia una pratica largamente adottata da quando esistono i media e le guerre. Qui parliamo però di una cosa profondamente diversa. Non è generica propaganda di guerra ma un’azione più sofisticata, un parallelo moralistico di religione dei diritti umani e umanitarismo bombardatore.

Non sembri esagerato tutto ciò. È semplicemente quel che in questi vent’anni è avvenuto. Un sistema mediatico-moralistico che procede a sei stadi, quasi come una caccia al tesoro, che cercheremo brevemente di esporre.

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http://www.megachip.info/component/content/article/6705-lumanitarismo-bombardatore.html

Profondo Arcore: vertice horror chez Berlusconi

Tremonti Bossi internadi Andrea Scanzi.

I rigatoni sono piaciuti a tutti, il misto di pesce invece ha diviso. Non meno della nuova manovra, riscritta per la millesima volta (e sempre male: almeno in questo risiede coerenza). Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. I gerarchi italiani, invece, gozzovigliano. E affrontano la catastrofe esibendo le avanguardie che meritano: Berlusconi, Bossi, Tremonti, Calderoli, Cicchitto, Maroni, Alfano, Gasparri. Una milizia intellettuale che in qualsiasi altro paese rimpolperebbe – quando non le galere – le fila degli addestratori di cimici albine, ma che in Italia signoreggia e soverchia.

La notizia del vertice di Arcore, laddove “vertice” è un ossimoro, non è tanto la mesta lista della spese: Province abolite (come no), parlamentari dimezzati (numericamente; cerebralmente se la cavano già da soli) e stretta sulle pensioni (ancora una volta ha ceduto la Lega: mai visto un “celodurismo” così moscio). I dati salienti sono altri: il “dove” e il “chi”. Il pensatoio per elucubrare una contromossa valida alla crisi non è stato una sede istituzionale, bensì un bordello privato. Il luogo entro cui si è raggiunta l’intesa ha infatti coinciso con la sala del pianoforte di Villa San Martino. Quella – si dice – dei festini. Un po’ come se Napoleone, pure lui despota bonsai nonché instancabile sul fronte strategico-ormonale, avesse pianificato l’annientamento a Wagram della Quinta Coalizione dentro una segreta del Marchese De Sade.

Dalla filosofia alla politica del “boudoir”: un bel passo avanti. Mens sana in corpore sano, governo balzano in villa libertina. Non è dato sapere se i governanti, tra uno Champagne e un gingerino, abbiano poi festeggiato con un’allegra scozzata di zebedei, oppure stringendo l’erettissimo membro della statua priapica in segno di stima. È invece acclarato che la Bunga Bunga Room, dopo aver visto olgettine orgasmizzanti e pseudo-giornalisti dalle pudenda crudamente avvizzite, ha dovuto assistere financo ai temibilissimi riflussi esofagei di Calderoli: neanche la Dresda rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale ebbe a subire cotanto mattatoio.

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http://www.megachip.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/6706-profondo-arcore-vertice-horror-chez-berlusconi.html

Debito pubblico: la grande truffa

bancasmeresdi Giulietto Chiesa - lavocedellevoci.it.

Ma davvero dobbiamo tenerceli questi banchieri? A cosa servono le banche? Cos'e' la finanza? Perche' siamo tutti indebitati? Chi e' responsabile di questo debito? E' tutto normale in quello che sta accadendo, o c'e' qualcosa che non quadra? Non si finirebbe piu' di fare domande quando si assiste alla commedia quotidiana delle borse che crollano, dei politici che si danno la colpa l'un l'altro, dei fantomatici “speculatori” che non si sa chi siano, salvo che sono certamente dei balordi miliardari che ci portano via i soldi dalle tasche. Eppure tutto e' chiaro come il sole. Chi comanda il mondo occidentale (non il mondo, ma solo l'Occidente) sono le grandi banche.

Le grandi banche sono solidali tra di loro e fanno parte di un pool molto ristretto. I “creditori”, apparentemente, sono loro. Sono loro che ormai dettano agli Stati quello che devono fare. E' la dittatura del denaro che ha cancellato ogni democrazia. Ma e' poi vero che gli dobbiamo qualche cosa?

La risposta - la sanno tutti quelli che “sanno” - e' che siamo stati derubati. I grandi conglomerati finanziari dell'Occidente sono andati tutti in fallimento nel 2007. Sarebbero crollati tutti se la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea e i paesi produttori di petrolio non fossero intervenuti, di fatto coprendo i loro crack. Hanno lasciato fallire la Lehman Brothers, per dare un contentino al grande pubblico ignaro. Tutti gli altri sono stati salvati. Con i soldi nostri.

Nessuna regola e' stata introdotta per tagliargli le unghie. E loro, una volta salvati dai governi, hanno chiesto di essere pagati una seconda volta. Certo i crediti, sulla carta, li hanno, ma sono i prestiti che hanno elargito sul niente. Producevano denaro con dei trucchi e lo prestavano facendosi pagare l'interesse da noi.

Quando si e' scoperto che bluffavano, hanno convocato i governi e i banchieri centrali (entrambi loro maggiordomi) e hanno detto: «siamo troppo grossi per fallire. Volete farci affondare? Peggio per voi. Niente piu' campagne elettorali gratis, niente piu' potere. Vi faremo fronteggiare le folle infuriate e scateneremo i nostri media contro di voi. Vi faremo a pezzi, pubblicheremo dove sono i vostri conti in banca, vi rinfacceremo i soldi che vi abbiamo dato sottobanco».

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http://www.megachip.info/rubriche/34-giulietto-chiesa-cronache-marxziane/6707-debito-pubblico-la-grande-truffa.html

Sale la tensione tra Egitto e Israele

Israeliani e palestinesi stanno osservando una tregua dopo cinque giorni di combattimenti nel sud del Sinai, ma gli scontri dimostrano tutta la precarietà della sicurezza lungo il confine israelo-egiziano. Da quando il presidente Hosni Mubarak è stato rovesciato l'ombra del conflitto torna ad aleggiare sulla regione.

1. All'indomani della cacciata di Mubarak, l'11 febbraio scorso, non poche voci hanno sollevato timori riguardo al mantenimento dell'accordo di pace tra Egitto e Israele, siglato nel 1979 e che da allora ha garantito la stabilità tra i due Paesi. Gli stessi israeliani hanno guardato con allarme la possibile ascesa della Fratellanza musulmana nonché degli altri movimenti islamisti nel panorama politico del Cairo.

Oggi tali preoccupazioni sembrano materializzarsi. La penisola egiziana del Sinai, storicamente zona cuscinetto tra Israele e il cuore del gigante egiziano, sta sempre più trasformandosi in un focolaio di radicalismo islamista. Gli israeliani sostengono apertamente che le ami con cui Hamas ha ripreso le ostilità nella Striscia di Gaza sono transitate attraverso i corridoi della penisola. Peraltro, gli egiziani sembrano aver perso il controllo della regione, culla di una costellazione di tribù beduine sempre più irrequiete e che contano circa 200.000 persone. Il sospetto è che tali fazioni si stiano unendo ai jihadisti, offrendo loro riparo e supporto logistico, con gravi ripercussioni in merito alla stabilità della regione.

Il trattato del 1979 prevede la smilitarizzazione del Sinai da parte dell'Egitto. La presenza di truppe del Cairo della regione deve perciò essere necessariamente concordata con Israele. Il ritorno di soldati egiziani nella penisola rappresenta dunque una chiara presa di posizione contro il trattato stesso. La giunta militare che da febbraio forma il regime provvisorio del Cairo è contraria all'accordo, come lo è la maggior parte egiziani. Inutile aggiungere che il dislocamento di truppe lungo il Sinai senza l'approvazione di Israele potrebbe provocare nuove tensioni diplomatiche tra i due vicini.

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http://www.agoravox.it/Sale-la-tensione-tra-Egitto-e.html

Palermo - Sedute lampo in Consiglio comunale venti minuti per intascare il gettone

La riunione di lunedì sera a Sala delle Lapidi è cominciata alle 20 e 05 e si è conclusa alle 20 e 25. Ma è costata alla collettività 4.212 euro. Nessun atto è stato deliberato. E l'ultima decisione presa risale al 6 giugno

di SARA SCARAFIA Venti minuti di orologio, dalle 20 e 05 alle 20 e 25. Una seduta lampo, costata 4.212 euro: 210 euro l'ora, solo di gettoni di consiglieri comunali che, più pagati d'Italia, prendono 156 euro lorde anche solo per rispondere all'appello. Ma la cifra lievita e supera i 4.500 euro se oltre ai gettoni dei consiglieri, si calcolano anche i costi di straordinario del personale: due portieri, due centralinisti, due commessi d'aula, più i tecnici di supporto all'aula, per esempio il personale che redige i verbali. Una decina di persone che, per ogni ora di straordinario, guadagnano circa 15 euro l'ora: due sere fa gli addetti sono stati impegnati per poco più di due ore (prima e dopo la seduta) per una spesa complessiva di circa 300 euro. Da aggiungere ci sarebbero pure i costi delle utenze, a cominciare dalla luce. La seduta lampo non ha prodotto alcunché: venti minuti dopo l'avvio dei lavori, una parte dei consiglieri ha abbandonato l'aula spaccandosi sul prelievo di una mozione. Venti minuti, 4.500 euro di costi. Una paralisi da record considerato che - eccezion fatta per il documento di previsione - l'ultima delibera è del 6 giugno scorso: dall'inizio dell'anno sono stati una dozzina gli atti approvati. Il presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna batte i pugni: "Io mi vergogno - dice - domani (oggi, ndr) convocherò la conferenza dei capigruppo: se non troveranno un accordo e non si decideranno a stabilire quali atti devono essere votati da qui alla fine dell'anno cambierò strategia. Deciderò io e chiederò il prelievo di tutte le delibere iscritte all'ordine del giorno, a partire dalla numero uno".
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La scomparsa di Denise Pipitone tanti dubbi tra misteri e colpi di scena

Per la bimba che il primo settembre del 2004 aveva quattro anni, segnalazioni dall'Italia e dall'estero, che si sono poi rivelate false. Oggi sul banco degli imputati ci sono Jessica Pulizzi, sorellastra della vittima e il suo ex fidanzato. La mamma, Piera Maggio, non si dà pace e continua la sua ricerca. Anche il sindaco di Mazara del Vallo ricorda quel giorno: "Mai abbandonare la speranza" di MARA SARUGGIA

C'era il mercato rionale a Mazara del Vallo, quel primo settembre del 2004. Denise Pipitone aveva quattro anni. Giocava davanti casa sua, in via Domenico La Bruna, insieme ai cuginetti, mentre la mamma seguiva un corso di informatica e la nonna cucinava. Erano le 12, quando la nonna l'aveva chiamata, ma della piccola non c'era traccia. Denise spariva così, senza lasciare traccia. A nulla sono serviti gli appelli, gli interrogatori, le intercettazioni, le apparizioni in tv che si sono susseguiti nel corso del tempo. La mamma della piccola, Piera Maggio ha continuato la sua ricerca imperterrita, in Italia e all'estero e non si è mai scoraggiata. Ma oggi la verità è ancora da accertare. Tanti i colpi di scena durante le indagini. Il primo: la paternità della bambina. Solo dopo il rapimento infatti si è scoperto che Denise non era figlia del marito, oggi ex di Piera, Tony Pipitone, ma di Pietro Pulizzi. Una vicenda piena di lati oscuri. Per il rapimento è in corso un processo che vede sul banco degli imputati Jessica Pulizzi, sorellastra della vittima, e il suo ex fidanzato, Gaspare Ghaleb. Negli anni si sono susseguite segnalazioni dall'Italia e dall'estero, tutte infondate. All'inizio è stata battuta la pista rom, quella della vendetta familiare, i riti satanici occulti. Dopo sei mesi dalla scomparsa, una guardia giurata ha mostrato un video girato davanti una banca di Milano: era convinto che la bimba ripresa fosse Denise. Anche i Ris dei carabinieri dichiararono alta la probabilità che si trattasse proprio della piccola, soprattutto per il graffio sotto l'occhio sinistro. Ma anche di lei si persero le tracce. Nel maggio 2005 la prima svolta investigativa: la sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, venne iscritta nel registro degli indagati. Aveva solo 17 anni e a tradirla, secondo gli investigatori, c'era stata una frase registrata da alcune cimici, mentre aspettava di essere ascoltata dalla questura: "Io a casa ci 'a purtai", diceva la ragazza alla madre che la interrogava su dove fosse stata il primo settembre. L'anno scorso il rinvio a giudizio per la ragazza e l'ex fidanzato, ma il processo è ancora in pieno svolgimento. Da chiarire anche il ruolo di Anna Corona, ex moglie del padre naturale di Denise, Piero Pulizzi e madre di Jessica e di Giuseppe D'Assaro, ex marito della donna, che avrebbe ammesso, durante il controesame in aula, "dopo il rapimento fu portata al ristorante 'Lo squalo' di Mazara e poi a Palermo. A dirmelo fu la mia ex moglie, al ristorante (che cessò l'attività nel 2008 ndr) la bambina rimase fino all'indomani". Oggi Denise avrebbe quasi 11 anni. Mamma Piera non si è mai rassegnata e continua a respingere l'idea di una possibile chiusura delle indagini da parte della procura di Marsala. "Per me dal giorno della scomparsa è sempre il primo settembre. Amo Denise più della mia vita e mai nessuno riuscirà a dividerci". Parla con il cuore affranto, Piera, mentre annuncia per domani il lancio sul suo sito cerchiamodenise.it della proposta ai genitori di tutta Europa di minori scomparsi o violati di costituire un comitato europeo che si possa occupare anche delle ricerca dei bambini. "I bambini scomparsi vanno ricordati tutto l'anno e non solo in concomitanza con date particolari come quelle dei rapimenti". Un pensiero a Denise lo ha rivolto anche il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, che ha detto: "Dopo sette anni ancora non si hanno notizie della piccola. Nonostante la ragione porti a pensare al peggio, non bisogna mai abbandonare la speranza di un ritorno della nostra piccola concittadina alla vita di ogni giorno, tra le vie di Mazara, tra la nostra gente, e soprattutto vicino alla sua famiglia ed in particolare alla mamma Piera alla quale rinnoviamo i sentimenti di vicinanza e solidarietà". Domani sera, giovedì primo settembre, in programma alle ore 21 nella piazza Mokarta il concerto "Musiche e suoni per la pace": l'evento sarà dedicato a Denise.