domenica 4 luglio 2010

Disabili insorgono contro emendamento "Ristretto accesso all'accompagnamento"

La lettera di un padre e l'Associazione Luca Coscioni denunciano un nuovo emendamento, approvato in Senato. "Spingerà alla disperazione persone che hanno diritto alla vita e a una esistenza dignitosa nel rispetto della Costituzione".
ROMA - "Il Governo, in Commissione Bilancio del Senato ha presentato un nuovo emendamento che restringe l'accesso all'indennità di accompagnamento in pratica solo a chi è in stato vegetativo o immobilizzato". E' la denuncia, e allo stesso tempo il grido di allarme, di Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo affetto da grave disabilità. "A maggio - spiega il genitore -, in una prima bozza della manovra, era stato introdotto un limite di reddito per poter usufruire di una indennità di accompagnamento di circa 450 euro per le persone con invalidità al 100%, poi cancellato. La proposta presentata al Senato è ora estremamente grave".
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http://www.repubblica.it/economia/2010/07/03/news/manovra_tagli_disabili-5366221/

Fini sfida il premier "Provino a cacciarmi"

Il presidente della Camera e gli ultimatum dei falchi Pdl sulle intercettazioni: "Non sono un eretico, sto dalla parte della legalità. Silvio fa solo propaganda".
ROMA - "Ci provino pure a cacciarmi, in questa vicenda io sono piantato nella Costituzione, nella legalità, nelle linee fondanti del nostro partito e nel sentimento dei nostri elettori. E poi chi lo stabilisce il confine tra l'eresia e l'ortodossia in un partito che si dice liberale ed europeo? Io resto dove sono". Fini si è concesso un sabato di riposo al mare. Agli amici che lo hanno chiamato ha detto d'essere "tranquillo, in pace con la coscienza".Berlusconi gliel'ha giurata, ha minacciato la sua espulsione dal Pdl, ma il presidente della Camera non ha nessuna intenzione di cedere alle minacce, specie sulla legge-bavaglio. E lo ripete ai suoi uomini, spiegando la linea da tenere: "Nei prossimi quindici giorni ne vedremo delle belle. Sia chiaro che io non ho nessuna intenzione di andarmene dal partito che ho fondato, un partito che è anche il mio. Oltretutto la vedo un po' complicata se mi cacciano e resto presidente della Camera. Mettiamola così: non credo che il governo ne avrebbe una grande convenienza".
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«Gli sposi dal notaio per separarsi»

Semplificazione per chi non ha figli. Alfano studia una proposta di legge.
ROMA — La separazione dal notaio anziché in tribunale, ma solo se non ci sono «minori da tutelare». È una delle ipotesi per snellire la giustizia civile alla quali lavoreranno nelle prossime settimane il ministro per la Giustizia, Angelino Alfano, e il Consiglio nazionale del notariato (cioè l’organo di autogoverno della categoria). Ieri il Guardasigilli è stato l’ospite d’onore della prima riunione del nuovo Consiglio dei notai: ha simbolicamente presieduto i lavori. E ha lanciato la proposta: istituire un tavolo di «consultazione permanente con il notariato per individuare soluzioni per il funzionamento della giustizia civile».
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http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_03/gli_sposi_dal_notaio_per_separarsi_paolo_foschi_8b937ee4-8670-11df-8332-00144f02aabe.shtml

Lista Falciani, ecco i primi 25 nomi - C'è anche un ambasciatore

Verifiche su 25 persone con soldi in Svizzera. Ci sono anche un manager e un marchese.
ROMA—Quelli che hanno superato il milione di dollari sono tutti ultrasettantenni. E adesso dovranno spiegare come mai abbiano scelto la filiale ginevrina della banca inglese Hsbc per mettere al sicuro il proprio «tesoretto». Tra i primi a farlo sarà l’ambasciatore Giuseppe Maria Borga, seguito da Donatella Marchini e da Alessandro Scarpaccini che hanno un deposito ciascuno con una somma perfettamente uguale: 1.035.501 dollari. Benestanti e prestanome Eccoli i primi nomi della «lista Falciani», gli italiani che hanno trasferito soldi all’estero e sono stati scovati dopo il «tradimento» del responsabile del sistema informatico dell’istituto di credito, Hervé Falciani appunto, scappato con l’elenco dei clienti. Ecco le prime 25 persone inserite nella più ampia rosa dei cento stilata in base ai «canoni di pericolosità fiscale» e adesso sottoposti a verifica dalla Guardia di Finanza perché hanno portato fuori dall’Italia un totale di 8 milioni e 299 mila dollari. Li hanno scelti - in un totale di 6936 «posizioni» - perché risulta che non hanno presentato denuncia dei redditi, oppure perché la loro dichiarazione è stata ritenuta «incongrua » rispetto alle somme che hanno movimentato. È la procura di Torino ad aver avviato le indagini per accertare eventuali episodi di riciclaggio. Alle Fiamme Gialle sono state affidate le verifiche su eventuali reati commessi. Ma i controlli riguardano soprattutto la regolarità dei versamenti al fisco.
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http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_03/lista_falciani_un_ambasciatore_tra_i_primi_nomi_fiorenza_sarzanini_54820cd2-866a-11df-8332-00144f02aabe.shtml

Duello con Tremonti. Malumori tra i ministri

Sondaggi positivi, il Cavaliere non esclude la rottura con Fini e pensa a un «predellino due».
ROMA — A dispetto della calma apparente di un afoso pomeriggio romano, la tensione ieri a palazzo Grazioli ha invece raggiunto livelli altissimi. Raccontano infatti di un Silvio Berlusconi arrivato al limite ultimo della sopportazione, alle prese con una situazione incandescente che praticamente rende problematici, in qualche caso quasi insolubili, tutti i temi che ha deciso di affrontare in prima persona e a muso duro in questi giorni, e che dovrebbe portare a decisioni importanti entro la metà della prossima settimana. Il primo motivo di scontento ieri è stato sicuramente quello di una manovra economica che il ministro Tremonti gli ha «buttato tra i piedi» con una sorta di prendere o lasciare, e che viene gestita secondo il premier in maniera troppo brusca. Raccontano allora di un colloquio burrascoso ieri tra il premier e Tremonti, durante il quale il ministro è arrivato a minacciare le dimissioni come risposta alle critiche di un premier al quale risulta un Paese preoccupato (come gli rivelano i sondaggi) dalle misure draconiane che spuntano e spariscono ogni giorno, che vede le Regioni del Sud, suo serbatoio abbondante di voti, sul piede di guerra contro il ministro dell’Economia che le ha fustigate, tempestato di proteste di ministri irritati per i tagli e il trattamento (da Galan a Brunetta, dalla Prestigiacomo a Matteoli, tanto che qualcuno sente «un’aria da 2004», quando cioè Tremonti fu costretto alle dimissioni), con il caso Formigoni ancora aperto.
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http://www.corriere.it/politica/10_luglio_04/duello_con_tremonti_malumori_tra_i_ministri_paola_di_caro_a1f6d186-873d-11df-95fd-00144f02aabe.shtml