giovedì 29 settembre 2011

Lavitola: "Latitante finché non mi danno ragione" Bari, il procuratore Laudati abbandona l'inchiesta escort Video

Al suo posto la sostituta Anna Maria Tosto. Lavitola: "Scagionato da una chiamata con Berlusconi". Boom diLa7. "Non ho truffato nessuno, è un diritto dell'imputato quello di non consegnarsi". Sul premier: "Anticipai 500 mila euro per lui". Ecco la videostory

Roma, 29 settembre 2011 - Volano gli ascolti su La7per lo speciale ‘Bersaglio mobile’ di Mentana: un'intervista a più voci che aveva come unico protagonista il faccendiere Valter Lavitola - ex direttore l’Avanti, imprenditore ittico e destinatario di un ordine di custodia da parte dei magistrati di Napoli - in collegamento da una località imprecisata del Sud America dove è latitante. Il programma - comprensibilmente attesissimo - ha ottenuto 1.911.655 con l’8,02% di share.

Ma ecco un sunto delle dichiarazioni del faccendiere latitante (VIDEOSTORY), che ha dichiarato ad esempio di voler rimanere tale "fino a che la giustizia non mi darà ragione". Lavitola è latitante dopo il mandato di arresto ricevuto con l'accusa di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.

"Sono sicuro che avrò ragione, dimostrerò che non sono 'l'uomo nero'. Ogni giorno da latitante è un giorno in meno che avrei fatto in carcere. L’altro giorno ho brindato alla libertà dei Tarantini”, ha aggiunto l'ex direttore de L'Avanti, assicurando di avere "un sacro terrore dei agistrati".

“Non ho estorto somme a persone che stimo - ha proseguito - nè ho rubato soldi a Tarantini, non ho truffato nessuno nè ho mai pensato di farlo. Ho cercato di aiutare, senza avere nulla in cambio, un povero cristo nei guai per causa sua con l’aiuto del premier”. Poi la conclusione di Lavitola: “E’ un diritto dell’imputato quello di non consegnarsi”.

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http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/09/29/590574-lavitola_latitante_finche_danno_ragione.shtml

Di Pietro: "Un milione di firme per il referendum"

Il leader Idv è pronto a lanciare la sfida per cambiare la legge elettorale

«Pensiamo di poter consegnare domani in Cassazione circa, e forse oltre, un milione di firme». Antonio Di Pietro fa un primo bilancio delle sottoscrizioni raccolte per il referendum sulla legge elettorale. La conta è ancora in corso, ma il comitato promotore annuncia: «Sono già pronti 199 scatoloni con 500mila firme verificate». Domani alle 12 i referendari saranno in Cassazione a consegnare gli scatoloni con le firme raccolte a sostegno dei quesiti per l’abrogazione del ’Porcellum’. «Sono orgoglioso di dire - afferma Di Pietro - che lo sforzo unitario del comitato trasversale formato da partiti, associazioni e altri soggetti per riaffermare il diritto a una legge elettorale più giusta per i cittadini, ci porterà probabilmente a raddoppiare il numero di sottoscrizioni necessarie». «C’è la fila in queste ore davanti agli uffici per consegnare ancora pacchi di firme: il nostro calcolo è che in totale consegneremo circa, e forse oltre, un milione di firme», annuncia il leader Idv.

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http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/422637/

Happy Birthday Mr. President...

Berlusconi: «Sono un fuoriclasse Ho salvato l'Italia dal default»

«Dittatura dei pm, inutile governare. Vogliono farmi fare la fine di Craxi». Palazzo Chigi smentisce. Governo battuto alla Camera Vertice del Pdl. Gianni Letta: giornate intense e turbolente.

Silvio Berlusconi

ROMA - Silvio Berlusconi compie 75 anni e non si lascia sfuggire l'occasione per un nuovo violento attacco ai magistrati. Di fronte ad una dittatura dei magistrati è difficilissimo e addirittura inutile governare, ha detto il premier ieri sera a una cena organizzata da Alessandra Mussolini. Berlusconi mercoledì sera, doo il voto della Camera che ha salvato il minstro Saverio romano, lascia palazzo Grazioli in auto intorno alle 23. Ha salutato i cronisti che stazionano a via del Plebiscito ed è andato a festeggiare il suo compleanno alla festa organizzata dalla Mussolini. Tanti gli ospiti che hanno brindato a mezzanotte con il Cavaliere. È comparsa anche una enorme torta con 75 candeline che il premier ha spento tra gli applausi dei presenti. Berlusconi si è intrattenuto con diversi ospiti. Saluti, abbracci e sorrisi ma anche qualche battuta sulla situazione politica e quella personale. Il presidente del Consiglio, raccontano diversi presenti, si sarebbe sfogato sui giudici tornando a parlare di "dittatura dei magistrati". E ribadendo che dimostrerà la sua «innocenza» rispetto alle accuse che gli vengono riversate contro. Pensate se a guidare l'Italia ci fossero Bersani, Di Pietro e Vendola. Una squadra che non ha un fuoriclasse. Vedete invece il Milan che con Ibrahimovic vince la partita. Io sono un fuoriclasse che ha salvato l'Italia dal default preparato da Romano Prodi quando ha permesso il cambio lira-euro, ha detto ancora il premier, rivolgendosi ad alcuni ospiti presenti ieri sera alla cena organizzata dalla Mussolini. Bettino Craxi è stata una grande guida per l'Italia tant'è vero che ogni anno ventimila persone vanno a deporre garofani sulla sua tomba, questo non succede sulla tomba di Togliatti né di Berlinguer. Eppure chi ora è nel Pd, ma all'epoca era nel Pci insieme a certi magistrati e a certa stampa, non gli ha permesso di tornare in Italia a curarsi, lo hanno ucciso, ha poi sostenuto il premier. Quegli stessi magistrati vogliono farmi fare la stessa fine, perché se i pm sbagliano non pagano ma vengono promossi. Il presidente del Consiglio in questo paese - ha proseguito il premier - non ha nessun potere ed anche quando viene promulgata una legge, se questa non piace a certi magistrati, loro fanno ricorso alla Corte Costituzionale, un'istituzione di sinistra visto che la maggioranza dei suoi componenti è stata nominata dagli ultimi tre presidenti della Repubblica di sinistra.

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=164683&sez=HOME_INITALIA

Negramaro, De Gregori, Conte e Biondi i concerti dal 30 settembre al 6 ottobre

Sui palchi d'Italia anche Modà, Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena, Bandabardò, Anthony and the Johnsons, Mr Big, Merlvins, Roy Paci & Aretuska e tanti altri

di RAFFAELLA MERCOLELLAAl via il Casa 69 Tour dei Negramaro: sabato 1 all'Adriatic Arena di Pesaro, in via Gagarin (tel. 0721.400272); martedì 4 e mercoledì 5 al Palalottomatica di Roma, in piazzale dello Sport (tel. 199.128800). Informazioni e prevendite TicketOne e GreenTicket. (In tournée a ottobre: venerdì 7 e sabato 8 al Palalottomatica di Roma; mercoledì 12, giovedì 13 e sabato 15 al Mediolanum Forum di Assago, Milano; martedì 18 e mercoledì 19 al Palaolimpico Isozaki di Torino; sabato 22 al Palabam di Mantova; domenica 23 allo Zoppas Arena di Conegliano, Treviso; mercoledì 26 al Futurshow Station di Bologna; domenica 30 e lunedì 31 al Nelson Mandela Forum di Firenze). Al via il Pubs and Clubs Tour di Francesco De Gregori: giovedì 6 al Vox Club di Nonantola (Modena), in via Vittorio Veneto 13 (tel. 059.451646), informazioni e prevendite TicketOne. (In tournée a ottobre: venerdì 7 al Fillmore Club di Cortemaggiore, Piacenza; sabato 8 al Fuori Orario di Taneto di Gattatico, Reggio Emilia; mercoledì 12 al Pala Phenomenon di Fontaneto d'Agogna, Novara; venerdì 14 al Vidia Rock Club di Cesena, Forlì Cesena; sabato 15 alla Casa della Musica Federico I di Napoli; giovedì 20 al New Age Club di Roncade, Treviso; venerdì 21 al Live Club di Trezzo sull'Adda, Milano; sabato 22 al Mamamia
di Senigallia,
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Silvio perde un miliardo di euro

Il crollo delle Borse travolge anche il Cavaliere

Tempi duri per Silvio Berlusconi. Ai nuovi guai giudiziari, che lo vedono nel mirino dei pm per una presunta estorsione che avrebbe ceduto all’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini, e ai perenni problemi politici, con la maggioranza di governo che fatica a superare anche le più semplici votazioni parlamentari, si aggiungono i danni economici derivanti dalla ultima crisi dei mercati finanziari. Nello specifico il crollo delle Borse e dei titoli azionari che fanno riferimento alle aziende che compongono l’impero del Cavaliere.

SILVIO A QUOTA -1,1 MLN - Il Cavaliere perde oltre un miliardo di euro, dicono le cifre diffuse oggi da Finanza e Mercati. Scrive il quotidiano economico finanziario:

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http://www.giornalettismo.com/archives/153255/silvio-perde-un-miliardo-di-euro/

Poste.it, il sito che non funziona mai

Dopo l’ultima release i clienti non riescono ad accedere al sito. Ma l’assistenza tecnica è inesistente e l’ufficio stampa non risponde

“Pensate ad aggiustare il portale, altro che nuovi servizi!!!”; “sistemate il portale online al quale non si riesce ad accedere invece di lanciare nuovi prodotti per prenderci i soldi”; “Un servizio innovativo con un portale (che è l’abc dell’innovazione) non accessibile nei suoi elementi base: incongruenza!!!! Mi associo all’invito fatto sopra”. Questi sono soltanto alcuni dei commenti che si leggono sulla pagina Facebook di Poste Italiane, che ormai da settimane sperimentano la totale o parziale inaccessibilità del sito internet.

IL FALLIMENTO TOTALENe avevamo già parlato: un numero via via esponenziale di utenti del sito delle Poste oggi non riesce a fare login nel sito, e quindi non può leggere la posta della casella mail e, ovviamente, non è in grado di effettuare alcun tipo di operazione tra i servizi che promette. Il tutto, mentre da qualsiasi fonte, ufficiale o non ufficiale, non arriva alcun tipo di risposta o spiegazione del disservizio. Il motivo? Il rilascio di una nuova versione del sito, la cui ristrutturazione è stata affidata ad Ibm, già considerata responsabile dei problemi di giugno. Nelle intenzioni, Poste Italiane doveva abbandonare Poste Mail, la casella di posta gratuita per i clienti Banco Posta, Banco Posta Click e Poste Pay, come parte di un progetto di restyling del sito web. Un’operazione che avrebbe dovuto rendere la piattaforma web ufficiale più usabile e accattivante, e invece si è rivelata un clamoroso fail (per usare un linguaggio geek).

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http://www.giornalettismo.com/archives/153251/poste-it-il-sito-che-non-funziona-mai/

Santo Versace lascia il Pdl e va nel Gruppo Misto

Santo Versace lascia il Pdl e va nel Gruppo Misto

"E' IL MIO REGALO PER BERLUSCONI", COMMENTA PER RADIO.

ROMA - Che abbondino i mal di pancia nella maggioranza non è un mistero. Ma finora non avevano spinto nessuno a lasciare il partito (se si esclude la diaspora di Fli, ormai quasi completamente rientrata). Oggi invece è Santo Versace che annuncia di aver lasciato il partito e di esersi spostato nel gruppo misto. Parlando ai microfoni della trasmissione radio "Un giorno da pecora", ha annunciato di aver lasciato la lettera delle dimissioni nelle mani del suo capogruppo, Fabrizio Cicchitto e dle Presidente della Camera, come prevede il regolamento. E quando i conduttori gli hanno chiesto un commento, la risposta è stata lapidaria: "E' il mio regalo per Berlusconi". E poi ha aggiunto: "A me piace lavorare, e nel Pdl non hanno bisogno di uno che lavora". Rispondendo poi alle domande dei conduttori, ha poi detto che si augura che Berlusconi capisca che deve lasciare il governo, perchè quello che serve è un "governo di unità nazionale". Insomma, posizioni molto centriste,. Non per niente c'è stata la proposta - politicamente interessata - di Nino Lo Presti ad entrare in Fli per aiutare a creare "un nuovo centrodestra" alternativo al berlusconismo.

Santo Versace lascia il Pdl e va nel Gruppo Misto

Santo Versace lascia il Pdl e va nel Gruppo Misto

"E' IL MIO REGALO PER BERLUSCONI", COMMENTA PER RADIO.

ROMA - Che abbondino i mal di pancia nella maggioranza non è un mistero. Ma finora non avevano spinto nessuno a lasciare il partito (se si esclude la diaspora di Fli, ormai quasi completamente rientrata). Oggi invece è Santo Versace che annuncia di aver lasciato il partito e di esersi spostato nel gruppo misto. Parlando ai microfoni della trasmissione radio "Un giorno da pecora", ha annunciato di aver lasciato la lettera delle dimissioni nelle mani del suo capogruppo, Fabrizio Cicchitto e dle Presidente della Camera, come prevede il regolamento. E quando i conduttori gli hanno chiesto un commento, la risposta è stata lapidaria: "E' il mio regalo per Berlusconi". E poi ha aggiunto: "A me piace lavorare, e nel Pdl non hanno bisogno di uno che lavora". Rispondendo poi alle domande dei conduttori, ha poi detto che si augura che Berlusconi capisca che deve lasciare il governo, perchè quello che serve è un "governo di unità nazionale". Insomma, posizioni molto centriste,. Non per niente c'è stata la proposta - politicamente interessata - di Nino Lo Presti ad entrare in Fli per aiutare a creare "un nuovo centrodestra" alternativo al berlusconismo.

'No alla legge-bavaglio', protesta a Roma contro il ddl intercettazioni

La manifestazione a Roma (Adnkronos)
Roma, 29 set. (Adnkronos) - 'No al bavaglio'. 'Viva la libertà'. 'Basta, fermiamoli'. Sono alcuni dei post it indossati e distribuiti in piazza del Pantheon a Roma dove si è svolta la manifestazione contro il ddl sulle intercettazioni, definito la 'legge bavaglio'.

Esponenti di partiti politici, sindacati e associazioni, ma anche tanti cittadini sono uniti in una contestazione animata. "Il governo se ne deve andare" urla una donna tra la folla. E ancora: "La magistratura deve indagare e noi dobbiamo sapere". Un uomo ha un megafono in mano. Lo tiene alto così che si possano leggere i ritagli di giornale che lo ricoprono. "E' una rivolta contro la norma ammazza blog", porta scritto un ragazzo con il volto coperto dalla maschera del personaggio principale del celebre film 'V per vendetta'.

"E' una legge ad personam", polemizza con enfasi Roberto Natale, presidente dell'Fnsi. "Il problema non è la privacy ma la segretezza che il presidente del Consiglio vuole su problemi di rilevanza pubblica. Quando sugli aerei di Stato si imbarcano allegre combriccole interessa anche a noi...". Parole che trovano eco in quelle del senatore Idv Stefano Pedica. ''Siamo qui per ribadire il nostro no alla legge bavaglio e al tentativo di chiudere con le intercettazioni. Vogliamo continuare a denunciare una legge finta che serve solo a chi non vuole essere sbugiardato: Silvio Berlusconi", dice.

Alla protesta, organizzata dal Comitato per la libertà e il diritto all'informazione, alla cultura e allo spettacolo, hanno aderito diversi esponenti politici del Pd, dell'Idv, di Sel, dei Verdi, della Federazione della Sinistra, la Cgil, la Fnsi sindacato unitario dei giornalisti, le associazioni Articolo21, Libertà e Giustizia, Popolo Viola, Valigia Blu.

"Noi Verdi siamo in piazza perché è in gioco il futuro della democrazia", ha spiegato Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. Mentre Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo 21, ha assicurato che se il ddl sarà approvato''porteremo un dossier completo su questa pessima legge a tutte le cancellerie europee".
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Intercettazioni: Pd, faremo dura opposizione al ddl

Roma, 29 set. (Adnkronos) - ''Faremo dura opposizione al ddl intercettazioni perche' non accettiamo che per coprire i rapporti del presidente del Consiglio con escort e faccendieri si metta in discussione un importantissimo strumento di ricerca della prova e si leda il diritto di cronaca. Presenteremo un corposo pacchetto di emendamenti e utilizzeremo tutte le armi parlamentari a nostra disposizione a partire dalle pregiudiziali su cui si votera' la prossima settimana. Il neo ministro Palma sbaglia di grosso: non c'e' alcuna urgenza di approvare quel testo''. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.

Caso Ferrario, GdF perquisisce studi del Tg1 di Minzolini: "Una boiata pazzesca"

Roma, 29 set. (Adnkronos) - Uomini della Guardia di Finanza sono entrati oggi negli uffici del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per acquisire documenti relativi al caso di Tiziana Ferrario. ''Rispetto al clamore suscitato, questa vicenda è una boiata pazzesca'', Così Minzolini, commenta con l'Adnkronos la vicenda.

A parlare è la stessa Ferrario: ''Non è una decisione che ho preso a cuor leggero. Ma, poiché non sono state applicate ben due ordinanze del Tribunale Civile a mio favore nelle quali si chiedeva il mio reintegro, sono stata costretta a fare una denuncia penale per far valere i miei diritti". "Attendo fiduciosa che la magistratura svolga il suo lavoro'', conclude la giornalista.

La gaffe sul tunnel la paga il portavoce della Gelmini, che si dimette

SI DIMETTE DAL RUOLO MASSIMO ZENNARO, CHE RESTA NEL MIUR

ROMA - Alla fine, la stupidaggine del tunnel che permetterebbe ai neutrini di viaggiare tra Ginevra e Gran Sasso fa una vittima. Si tratta di Massimo Zennaro, 38 anni, che si dimette dal ruolo di portavoce del Ministro Maria Stella Gelmini, pur restando nel Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) col ruolo di direttore generale. Infatti, venerdì scorso, quando si diffuse la notizia che i neutrini avevano viaggiato da Ginevra al Gran Sasso ad una velocità superiore a quella della luce, il Ministero aveva emanato una nota, nella quale si parlava di un fantomatico tunnel, a cui lo Stato italiano aveva contribuito con 45 milioni. In realtà non c'è nessun tunnel, sia perchè è impossibile costruirne uno così lungo, sia perchè i neutrini sono in grado di passare attraverso le rocce. E così la nota è stata l'oggetto degli sfottò su Internet e sui social network, con battute, fotomontaggi e video che stanno impazzando sulla Rete. Il MIUR aveva anche tentato di aggiustare le cose, con una nota che definiva la polemica "assolutamente strumentale" e "ridicola", ma le tante risate della gente hanno impedito di sentire la smentita (che comunque conteneva un'altra bestialità tecnica). Zennaro è uno dei due collaboratori che aiutarono la Gelmini a fare quest'altra figuraccia a Ballarò

8 per mille, niente soldi alle private: la norma passa grazie all’Udc

ROMA – Niente soldi dell’8 per mille per ristrutturare le scuole private. I fondi andranno solo alle pubbliche. L’emendamento Pd passa, nonostante il parere contrario del governo. E passa, curiosamente, grazie al voto dell’Udc. Da sempre schierato su posizioni favorevoli e difensive nei confronti della Chiesa.

La cosa viene notata dal sottosegretario Giovanardi: ”Il Governo non poteva accettare un ordine del giorno con il quale si chiede di inserire la ristrutturazione delle sole “scuole pubbliche” utilizzando i fondi dell’8 per mille. Ho spiegato in Aula, e ribadisco, che nell’attuale sistema nazionale di istruzione (L.62/2000) per scuole pubbliche si intendono soltanto scuole statali o quelle comunali provinciali o regionali mentre le scuole non statali private sono quelle gestite da privati laici o religiosi, comprese quelle paritarie. Con la dizione dell’ordine del giorno le scuole private paritarie, che non sono scuole pubbliche, non potrebbero godere dei finanziamenti derivanti dall’8 per mille. Stupisce che in corso di votazione l’Udc, che aveva preannunciato il voto contrario, abbia cambiato atteggiamento consentendo l’approvazione di un ordine del giorno che contraddice anni di battaglie per garantire ne nostro Paese la parità scolastica”, conclude Giovanardi.

Rincara la dose la Lega: ”Oggi, per trenta denari, l’Udc ha venduto la scuola cattolica e paritaria con un provvedimento contrario ai principi di uguaglianza e sussidiarieta’. Al solo scopo di fare un dispetto a Silvio Berlusconi hanno votato un ordine del giorno del Partito democratico che consente ai cittadini di escludere la scuola privata e paritaria dai finanziamenti dell’otto per mille di gestione statale”. Lo scrivono in una nota i deputati Massimo Polledri, Paola Goisis e Gianluca Pini. ”Soldi che erano destinati alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Invece, adesso, grazie all’Udc e alla sinistra, potra’ crollare un tetto sopra la testa di un bambino iscritto alla scuola cattolica”, conclude la Lega.

Lettera da Francoforte e Btp al 6%: l’impossibilità di restare europei

di Lucio Fero

ROMA – Lettera da Francoforte, Btp decennali venduti al tasso del 5,86 per cento: l’impossibilità o quasi per noi italiani di essere e restare economicamente europei. I buono poliennali del Tesoro con scadenza marzo 2022 il mercato, i risparmiatori, gli investitori li hanno comprati all’ultima asta, quella del 29 settembre 2011. Ma li hanno comprati chiedendo in cambio un tasso di interesse di quasi il sei per cento. Si tratta di una piccola parte del debito pubblico italiano, per ora. Perché l’Italia resti finanziariamente europea occorre che un tasso del sei per cento non sia ripetuto, non diventi la costante e la regola. Altrimenti alla lunga l’Italia, che pure oggi è “solvibile”, cioè può pagare, non ce la farà più a ripagare il debito. Debito spalmato su una durata media di sette anni, quindi con tassi medi di gran lunga inferiori al sei per cento. Ma ad ogni asta la distanza tra gli interessi sostenibili e quelli non sostenibili si accorcia. Il sei per cento ci spinge, ci porta fuori d’Europa. Per ora è una spintarella, alla lunga diventa espulsione.

Espulsione che potrebbe, dovrebbe essere fermata dal rispetto delle regole e sanzioni automatiche che l’Europa si è data appena ieri: i paesi con debito pubblico sopra il 60 per cento del Pil (l’Italia è al 120 per cento) dal 2014/2015 devono rientrare di una quota parte della differenza. Per l’Italia significherebbe manovre di rientro pari a circa 40 miliardi all’anno. Politicamente e socialmente insostenibili. Quindi o il mercato si convince che l’Italia merita tassi di interesse più bassi, oppure si “sballa”. E per convincere i mercati occorre davvero zero deficit annuale a fine 2013 e Pil in crescita almeno dello 1,5/2 per cento (oggi è sotto l’un per cento). Tutte e due sono condizioni obbligatorie, nessuna delle due è da sola sufficiente anche se entrambe sono necessarie.

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http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/lucio-fero-opinioni/lettera-francoforte-btp-6-europei-971543/

Il New York Times: 'Silenziosa per anni, la Chiesa attacca la classe politica italiana'

L'analisi del quotidiano Usa sul discorso di Bagnasco

La home page del New York Times
La home page del New York Times
MILANO - «La Chiesa attacca l'élite italiana», il titolo apparso nella mattinata di giovedì nella home page dell'edizione globale online. E ancora: «Silenziosa per anni, la Chiesa italiana attacca il comportamento della classe politica nazionale» il titolo dell'articolo a firma di Elisabetta Povoledo. A pubblicarlo è il New York Times, il più prestigioso quotidiano americano, analizzando il recente intervento del cardinale Angelo Bagnasco all'apertura del Consiglio episcopale permanente. Un discorso in cui il presidente della Cei - senza citare esplicitamente il premier Silvio Berlusconi - aveva parlato, a proposito della politica italiana, di «stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica».
L'ARTICOLO - Oltre a riferire estratti dell'intervento di Bagnasco, ilNew York Times interpella, tra gli altri, «Famiglia Cristiana», la Comunità di Sant'Egidio e la Federazione dei settimanali cattolici, per cercare di capire la presa di posizione di una Chiesa che «negli ultimi anni si è spesso voltata dall'altra parte quando sono emersi scandali di sesso e corruzione nella classe politica italiana, molti dei quali incentrati sul premier Silvio Berlusconi». Tra le ipotesi, c'è quella che le recenti rivelazioni su «un'ospite femminile vestita da suora che si esibiva in uno striptease» a casa del presidente del Consiglio, siano state troppo. A muovere la Chiesa, ipotizza ancora il New York Times, anche la crisi delle famiglie italiane, costrette a ingenti sacrifici mentre la politica non dà il buon esempio. Il quotidiano cita infine il radicale Mario Staderini, secondo cui la Chiesa avrebbe taciuto negli ultimi anni «per non alienarsi un governo di centrodestra che ha continuato a promettere privilegi fiscali per le proprietà e le attività commerciali della Chiesa, supportando le scuole cattoliche e le posizioni del Vaticano su questioni come le unioni civili, il biotestamento e la fecondazione assistita».

Tumori: in 5 mesi 35 mila italiani a Cuba per Vidatox da veleno scorpione

Havana, 29 set. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Viaggi della speranza destinazione Caraibi per migliaia di italiani malati di cancro. In 5 mesi sono stati circa 35 mila gli italiani che sono partiti per Cuba con l'intenzione di procurarsi il Vidatox.

Governo battuto alla Camera sull'8xmille alla scuola pubblica

Roma, 29 set. (Adnkronos) - Il governo è stato battuto, stamattina alla Camera, nelle votazioni su un ordine del giorno del Pd che impegna l'esecutivo a consentire ai cittadini di indicare la scuola pubblica come destinataria dell'8xmille. Sul testo il governo aveva espresso parere contrario.

Intanto, è iniziato il seminario sulla dismissione del patrimonio pubblico, a via XX settembre. All'evento, presieduto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, non prende parte il premier Silvio Berlusconi per impegni di governo, come spiegato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. ''Il presidente del Consiglio si scusa per non essere qui. Ma è assediato da impegni vari, sono giornate intense e per certi aspetti turbolente. Si scusa tanto, oggi è anche il suo compleanno...'', aggiunge il sottosegretario tra gli applausi della platea ricordando che il premier oggi compie 75 anni. Letta ringrazia i presenti: ''Ringrazio Tremonti e tutti i presenti. Ci troviamo di fronte alla massima concentrazione di cervelli contabili, imprenditoriali e amministrativi''.

Per il Tesoro è presente anche il direttore generale, Vittorio Grilli. Tra i membri di governo sono presenti i ministri della Difesa, Ignazio La Russa, per i Rapporti con il Parlamento, Raffaele Fitto, oltre ai sottosegretari alla Difesa, Guido Crosetto, e all'Economia, Alberto Giorgetti. Al seminario partecipano anche i vertici di alcune aziende statali come l'amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi, il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, il presidente di Cdp Franco Bassanini, e l'ad Giovanni Gorno Tempini. In sala anche i sindaci di Torino, Piero Fassino, e di Roma, Gianni Alemanno. Tra i partecipanti anche il presidente di Assogestioni, Domenico Siniscalco e il presidente di F2i, Vito Gamberale.

M.O: Israele difende espansione insediamenti illegali

M.O: Israele difende espansione insediamenti illegali

TELAVIV – Il regime sionista ha respinto le critiche avanzate da più parti al suo piano di costruzione di 1100 nuove unità abitative nella zona occupata di Gerusalemme Est. Mercoledì un alto responsabile israeliano, riferisce Press TV, ha difeso la decisione di costruire i nuovi insediamenti illegali a Gilo. Secondo i palestinesi, la decisione è un colpo durissimo alle poche speranze di ripresa dei negoziati che esistevano. Stati Uniti, Cina ed Unione Europea hanno criticato la decisione israeliana, ma come sempre i grandi del pianeta si sono limitati alle parole senza far nulla per il popolo palestinese.

Vittima da Esportatore di Democrazia

“Il solito parlamento di mafiosi”

Le prime pagine di oggi, 29 settembre

Il Fatto Quotidiano apre con la votazione che ieri ha salvato il ministro Francesco Saverio Romano dalla mozione di sfiducia individuale, sollevata per la sua imputazione per concorso esterno in associazione mafiosa: “La mafia esiste e lotta insieme a loro”, dice il quotidiano di Travaglio. D’altronde un premier “amico di dell’Utri e di Mangano” non poteva non salvarlo, dice il Fatto, che poi in taglio basso ci propone Valter Lavitola, intervistato ieri a “Bersaglio Mobile” di Enrico Mentana: “E’ tutta colpa di Tarantini”, ha detto il direttore dell’Avanti.
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Le leggi taglia-onorevoli che dormono in Parlamento

Sergio Rizzo ci fa la conta delle rese

La tattica è questa: presento più proposte di legge possibili, in modo che si crei l’ingorgo. E così spero che piano piano non se ne faccia nulla. Sergio Rizzo sul Corriere ci racconta tutte le proposte che giacciono in Parlamento. A partire da quelle più furbette:

Ma il pidiellino Raffaele Lauro si è battuto il petto ancora più forte. In commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, mentre si discuteva su questo, ha detto qualche giorno fa: «Limitando l’intervento a una riduzione del numero dei parlamentari si continuerebbe nella prassi di trattare isolatamente alcuni profili di riforma della Costituzione, senza inquadrarli in un progetto organico e articolato ». Lui, che ha presentato un disegno di legge di tre articoli. Primo: massimo 285 deputati. Secondo: massimo 95 senatori. Terzo: basta con i senatori a vita. E questo sarebbe il progetto «organico articolato »? Come per l’abolizione delle Province, anche sul taglio delle poltrone tutti si dicono d’accordo. Ma che muoiano dalla voglia di tagliare davvero proprio non si può dire. Da anni il Paese assiste a un tormentone esilarante. Umberto Bossi: «Bisogna ridurre il numero dei parlamentari» (5 ottobre 2007). Silvio Berlusconi: «Proporrò una legge popolare per dimezzare i parlamentari » (10 marzo 2009). Pier Ferdinando Casini: «Noi votiamo a favore» (22 maggio 2009). Antonio Di Pietro: «Bisognerebbe dimezzare il numero di deputati e senatori » (21 luglio 2010). Dario Franceschini: «Dimezzare i parlamentari è la priorità del Pd» (19 agosto 2011).

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http://www.giornalettismo.com/archives/152955/le-leggi-taglia-onorevoli-che-dormono-in-parlamento/

Il documento segreto della Bce: ridurre gli stipendi pubblici

Le richieste del 5 agosto scorso al governo italiano Liberalizzazioni, flessibilità del lavoro e privatizzazioni

ROMA - C'è chi l'ha definita un programma di governo, chi un diktat e chi ne ha messo perfino in dubbio l'esistenza. Di sicuro la lettera «segreta» spedita il 5 agosto scorso al governo italiano dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e dal suo successore in pectore, Mario Draghi, oggi governatore della Banca d'Italia, ha infiammato il dibattito politico dell'estate, e poi condotto ad una manovra di finanza pubblica di entità mai vista nella storia della Repubblica italiana. È un documento «strettamente confidenziale», e che era dunque destinato a rimanere riservato. L'abbiamo cercato e infine ottenuto, inutile dire, per vie traverse.

Mario Draghi
Mario Draghi
La lettera segreta di Trichet e Draghi è qui sotto, pubblicata nel suo testo originale, inglese, e nella traduzione, così che ciascuno possa farsi un'idea sulla forma e i contenuti. Tanto precisi e puntuali questi ultimi, quanto è esplicito, di certo estraneo allo schema classico della liturgia delle banche centrali, il linguaggio utilizzato. La drammatica situazione dei mercati di quei primi giorni d'agosto, l'ampliamento del differenziale tra i tassi sui titoli italiani e quelli tedeschi, forse, imponevano di andare dritto al dunque. Fatto sta che il «messaggio», come lo definisce Jean-Claude Trichet anche ieri nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera , è arrivato chiarissimo. E durissimo. Fin quasi al limite del cinismo, almeno per come è stato vissuto dai destinatari diretti. Il pareggio di bilancio anticipato dal 2014 al 2013, e dunque a incrociare la fine della legislatura e le elezioni, che ha fatto mettere le mani tra i capelli a Silvio Berlusconi. E la richiesta di raggiungere un deficit pubblico pari all'1% del prodotto interno lordo addirittura già nel 2012, con una manovra di tre punti di prodotto interno lordo, una cinquantina di miliardi di euro, in un solo anno, che ha fatto tremare le vene ai polsi di Giulio Tremonti.
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