martedì 31 maggio 2011

Serbia: Mladic e' arrivato in Olanda

L'Aja, 31 mag. (Adnkronos) - Ratko Mladic e' arrivato in Olanda. L'aereo su cui ha viaggiato dalla Serbia e' atterrato all'aeroporto di Rotterdam. Un convoglio di auto lo scortera' all'Aja, anticipa la BBC.

Se l'acqua è più salata c'è poco da ridere

di SALVO FICARRA e VALENTINO PICONE

Fate finta di essere seduti a teatro, in attesa di seguire un comico che sta per fare il suo monologo. Adesso il comico entra in scena tra gli applausi della gente, guadagna il centro del palco e comincia: "Signore e signori, buona sera. Come saprete già, vogliono privatizzare l'acqua. Però dicono che non privatizzano l'acqua, ma privatizzano la gestione dell'acqua (risate). Spiego meglio... Dicono che l'acqua rimane pubblica, solo che se la vuoi te la vendono i privati (risate). Dicono che in questo modo miglioreranno i servizi di fornitura (risate). Dicono che dietro la privatizzazione dell'acqua non ci sono interessi di nessuna lobby (risate). Dicono pure che le bollette non aumenteranno" (risate). Fine del monologo, applausi e sipario.
Adesso segnate con una X le battute che vi hanno fatto più ridere, tra quelle che vi abbiamo segnalato noi... Fatto? Bene. Se avete segnato con la X tutte le battute da noi indicate, vuol dire che la pensate esattamente come noi.
Il cabaret - come diceva un nostro carissimo amico - è quella cosa, ca i cristiani arririnu... ma ci fussi ri chianciri". La verità, insomma, è che il nostro amatissimo Paese si è trasformato in un enorme palcoscenico, dove per far ridere basta raccontare la realtà così com'è, senza aggiungere altro. Non c'è bisogno di ricorrere a paradossi, forzature ed esasperazioni. Da noi è tutto molto più facile: apri un giornale e ti veni r'arririri... anche se in realtà ci fussi ri chianciri.
Per esempio: è stato dimostrato ampiamente che il nucleare è antieconomico e pericoloso? (Prova ne è che stanno chiudendo le centrali atomiche in tutta Europa). Non importa, da noi si propone di fare il nucleare (risate). Ancora: è stato dimostrato ampiamente che laddove l'acqua è stata privatizzata i servizi non sono migliorati e le bollette si sono triplicate? Non importa. Noi la privatizziamo lo stesso (risate). Ci fussi ri chianciri... ma arriremu.
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Oms, verdetto su cellulari e wireless "Potrebbero causare il cancro"

L'Agenzia internazionale per la ricerca sui tumori mette sotto accusa campi magnetici e radiofrequenze in quanto fattori di rischio per il glioma al cervello. Ma avverte: "E' il risultato degli studi portati avanti finora, servono ancora accertamenti"

ROMA - L'uso dei telefoni cellulari e di altri apparati di comunicazioni wireless "potrebbe causare il cancro negli essere umani". E' il "verdetto" annunciato oggi dall'Agenzia internazionale per la ricerca contro i tumori, organismo di consulenza specializzato dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il rischio accertato, a parere dell'Agenzia, riguarda in generale i campi elettromagnetici di radiofrequenza e include i telefoni portatili. Il team, composto da 31 esperti dell'International agency for research on cancer (Iarc), si è incontrato nei giorni scorsi a Lione e, ha spiegato Jonathan Samet, presidente del gruppo di lavoro, "ha raggiunto questa conclusione basandosi sull'analisi degli studi epidemiologici effettuati sugli esseri umani", ma anche su test sugli animali.
"In entrambi i casi - ha spiegato Samet - le evidenze sono state giudicate 'limitate' per quanto riguarda il glioma e il neurinoma acustico (tumore del nervo uditivo, ndr), mentre per altri tipi di tumore non ci sono dati sufficienti". Gli esperti hanno sottolineato che serviranno ulteriori ricerche prima di avere conclusioni definitive: "La nostra classificazione implica che ci può essere qualche rischio - ha aggiunto l'esperto - e che tuttavia dobbiamo continuare a monitorare con attenzione il link tra i cellulari e il rischio potenziale. Nel frattempo è importante prendere misure pragmatiche per ridurre l'esposizione, come l'uso di auricolari o il preferire i messaggi di testo alle telefonate ove possibile".
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Mediaset soffre per lo schiaffo elettorale meno 20% in un mese, ai minimi dal 2009

di GIULIANO BALESTRERI
MILANO - Lo schiaffo elettorale spinge giù le vendite su Mediaset che in una seduta per il mercato positiva cede lo 0,87%. Nel pomeriggio il presidente del consiglio e azionista di riferimento del gruppo, Silvio Berlusconi, ha incontrato i figli a Roma alimentando i dubbi sul futuro del gruppo, ma Pier Silvio, vice presidente Mediaset, ha negato l'esistenza di manovre in qualsiasi direzione.
Gli investitori guardano però con sospetto alle tv del Biscione: in Italia la visibilità sulla raccolta pubblicitaria tende a zero. Il 2011 doveva essere l'anno della ripresa degli investimenti, invece, la raccolta continua a essere negativa (sebbene Mediaset faccia meglio del comparto). Ancora peggio la situazione in Spagna: la visibilità è ampia, ma all'orizzonte non ci sono segnali positivi.
Nell'incertezza, solo a maggio, il titolo ha perso il 19,13%, peggio del Ftse Mib che ha ceduto il 5,84%. Decisamente meglio ha fatto lo Stoxx di settore che lasciato per strada poco più del 4%: così il gruppo di Cologno è a 3,63 euro, vicino ai minimi di marzo 2009. Il punto più basso della crisi. Certo, sul prezzo pesano anche i 35 centesimi pagati per il dividendo 2010, ma i prossimi mesi rischiano di essere ancora più difficili.
Intanto - dice un osservatore - l'eccessiva attenzione alla politica ha eroso audience aprendo spazi per i concorrenti (come La7) e allontanando la pubblicità. C'è poi l'incognita pay tv. Gli addetti ai lavori non sono ancora convinti che sia una mossa vincente: "Sembra quasi una strategia difensiva - spiega un analista - . Macina ricavi, è in pareggio operativo, ma non è chiaro quando sarà in grado di garantire margini positivi".
Sul tavolo dei vertici Mediaset resta il nodo Endemol: dopo la svalutazione da 80 milioni di euro che ha azzerato il valore della partecipazione, a Cologno si chiedono cosa fare del Grande Fratello. Il consolidamento è un'opzione, ma prima di prendere una decisione sui futuri investimenti, la società aspetta la sentenza per il lodo Mondadori.

Alemanno richiama Fini e i futuristi

Il sindaco di Roma: porte aperte al Fli

“Penso che le porte debbano essere aperte a tutti, ci sono gia’ degli esponenti che si sono distaccati da Fli e che cercano un luogo dove costruire una nuova vicenda politica”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rispondendo ad una domanda su una possibile apertura del Pdl a Fini ed a Fli, a margine dell’inaugurazione del Ponte della Musica, stamane a Roma.

PARTIRE DAL BASSO - “Bisogna partire dal basso, da un vero congresso e dagli iscritti, altrimenti – ha aggiunto Alemanno – ripeteremo lo stesso errore commesso piu’ volte di fare operazioni verticistiche. Non deve essere un discorso di palazzo o un contenzioso tra congiurati ma occorre partire dalla base, dal territorio. Non credo che l’uscita di Fini dal Pdl sia stata una delle cause della sconfitta ai ballottaggi. L’uscita di Fini ormai c’e’ stata un anno fa. Il tema vero e’ la capacita’ del centrodestra di rappresentare l’Italia, di creare una classe dirigente rappresentativa dei territori e un partito che sappia portare avanti le riforme”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/127620/alemanno-richiama-fini-e-i-futuristi/

Fascisti e Partigiani? Per il PdL pari sono: “Diamo la pensione agli ex di Salò!”

“Neri e rossi, va bene tutto”: lo permette un disegno di legge. E ce n’è un altro del PD, molto simile.

Davvero curioso, il tempismo del PdL. Lo nota un parlamentare, che viene descritto dalle agenzie molto vicino alle posizioni del ministro moderato Gianfranco Rotondi, e che chiarisce in maniera abbastanza condivisibile la sciagurata scelta dei tempi: “In una giornata come questa mancava la proposta di dare soldi ai reduci di Salo’. Veramente qui dentro c’e’ chi lavora per il re di Prussia”, dice Franco De Luca. Già: il PdL, mediante una proposta di legge assegnata alla commissione Difesa, propone di finanziare in maniera assolutamente bipartizan le associazioni “combattentistiche”. Il che aprirebbe la strada al riconoscimento e al sostegno di un’ipotetica banda di commilitoni dell’ex Repubblica Sociale, che sarebbe così legittimata ad andare in giro per il paese a tenere convegni, percependo, perché no, anche il sussidio statale.

IL DDL – Tutto nero su bianco nellaproposta depositata dal parlamentare PdL Gregorio Fontana: celato dietro l’intestazione “Associazioni di interesse delle forze armate” si nasconde un provvedimento che comanderebbe al titolare degli armamenti nazionali di, primo, mettere sotto tutela politica le esistenti e future associazioni di combattenti e reduci, dunque prima fra tutti l’ANPI, associazione dei Partigiani Italiani; secondo, in cambio di questa balia da Palazzo Baracchini, permettere l’apertura e il riconoscimento di qualsiasi associazione “combattentistica”: compresa, appunto, perché non vietata, quella dei reduci di Salò. La disciplina, evidentemente, necessitava da tempo di un riordino, perchè come vedremo questo non è l’unico ddl presentato in materia.

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Berlusconi: “Avrei vinto, ma non volevo dare la Carfagna alla Camorra”

Con Mara Napoli sarebbe andata al Pdl. Ma per salvarla dal crimine il premier le ha risparmiato l’ingrato compito, che eroe!

Nonostante dissimuli una certa calma, il Presidente del consiglio non ha ancora digerito il pesante schiaffone dei ballottaggi. E rivede la storia a modo suo: “Il centrodestra avrebbe vinto le elezioni a Napoli se il candidato fosse stata Mara Carfagna”.

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Amministrative: dopo la “sberla” la resa dei conti Pdl-Lega

Amministrative: dopo la “sberla” la resa dei conti Pdl-Lega
ROMA – La sconfitta elettorale del centrodestra, consacrata a pieno titolo dopo l’esito dei ballottaggi di ieri, non va ad intaccare la tenuta della maggioranza di governo. Viene da chiedersi se il presidente del Consiglio, e i suoi uomini più fidati, abbiano piena consapevolezza di ciò che dicono nel momento in cui lo dicono. Perché se è vero che l’insuccesso dell’ultima tornata elettorale riguarda elezioni amministrative, è anche vero, però, che tale sconfitta non lascia illesa la squadra di governo. Ed è proprio in questa, infatti, che si registrano i più eclatanti cattivi umori. Ad iniziare, ovviamente, dal Carroccio. “È stata una sberla”: la Lega Nord incassa con eccessiva amarezza la sconfitta di Milano e punta il dito contro il Pdl e Silvio Berlusconi. Soprattutto invoca (e invocare sta per avvertire, in perfetto stile lumbard) un cambiamento di passo: “un programma immediato di riforme per i prossimi 24 mesi”. I ministri Maroni e Calderoli pongono una condizione affinchè “il governo non rischi”: “un colpo di frusta” sull’economia e “un esame di coscienza” su quanto fatto finora.
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Bersani, premier dimissionario

(ANSA) - ROMA - ''In parlamento Berlusconi si presenti dimissionario, perche' e' venuta meno la maggioranza nel paese''.E' la richiesta che il segretario del Pd Bersani rivolge a Repubblica tv ''E' un disastro - afferma Bersani - per il paese che resti sempre avvitato sui problemi di una sola persona.Siamo prossimi ad essere il primo partito - ha aggiunto- questo non mi fa dire che vogliamo fare da soli,lasciando per strada pezzi di centrosinistra, ma non rifaremo l'Unione.Ci vogliono idee chiare sul programma''.

Libia: Tripoli, 718 uccisi in raid Nato

(ANSA) - TRIPOLI - Il portavoce del governo libico Mussa Ibrahim ha affermato oggi che nei raid della Nato dal 19 marzo al 26 maggio sono morti 718 civili ed altri 4067 sono rimasti feriti.

Yemen: Farnesina, decisa chiusura temporanea ambasciata italiana

Roma, 31 mag. (Adnkronos) - L'Italia ha deciso la chiusura temporanea dell'ambasciata in Yemen. Lo ha detto il portavoce della Farnesina Maurizio Massari.

Picchiato a morte il reporter di Aki Shahzad: fratture e ferite sul corpo

Syed Saleem Shahzad
Islamabad, 31 mag. - (Adnkronos/Ign) - Si spegne ogni speranza. E' di Syed Saleem Shahzad il cadavere rinvenuto oggi nel Punjab, a 150 km da Islamabad. Sarebbe ''stato picchiato a morte'' il corrispondente di Aki-Adnkronos International, scomparso da Islamabad domenica sera. E' quanto apprende AKI da fonti pachistane che stanno seguendo il caso.

''I medici che hanno effettuato l'autopsia hanno rilevato che aveva lecostole rotte, ferite su un fianco e sulle gambe, il volto pieno di lividi''. Di "segni di tortura" sul corpo del giornalista avevano parlato ancora prima reporter locali.

Il cadavere sarebbe stato ritrovato a ''40 km dalla sua auto'', ''in un canale nei pressi di Sarai Alamgir'', dicono le fonti, secondo le quali al corpo del giornalista era stata data ieri sera ''una sommaria sepoltura'' da parte di una ong locale, nei pressi del villaggio di Head Rasool. Era infatti fallito un iniziale tentativo di identificarlo, vista la distanza dall'auto, su cui si trovavano i documenti. L'area, aggiungono, ''non è dotata di un obitorio''.

Un'altra fonte spiega che la segnalazione del ritrovamento del corpo è arrivata alla polizia contemporaneamente a quella dell'auto. Una circostanza che desta sorpresa, visti i 40 km che separavano il cadavere dal veicolo. Per le fonti, infine, ''non ci sono al momento elementi per stabilire chi lo abbia rapito e ucciso''.

E' stato il fratello di Shahzad, insiema ad altri familiari, ad identificare il corpo del reporter dalle foto scattate da un giornalista locale che le ha inviate alla famiglia. Secondo le fonti interpellate dall'Adnkronos, il riconoscimento è "inequivocabile". I familiari di Shahzad si sono poi recati sul luogo dove è stato ritrovato il cadavere del giornalista.

Da parte sua, il primo ministro pakistano Yousuf Raza Gilani ha ordinato un'inchiesta sul rapimento e l'uccisione di Shahzad. Gilani, riferisce il quotidiano Dawn, ha promesso che i responsabili della morte del giornalista verranno "assicurati alla giustizia". Il premier nell'esprimere "profondo dolore" per la morte del reporter ha detto che il governo attuale crede fermamente nella libertà dell'informazione considerandola un ingrediente essenziale per rafforzare i valori democratici e la cultura.
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Governo: Salvini, Lega non morira' per Berlusconi

Roma, 31 mag. - (Adnkronos) - "Berlusconi e' stato sciocco a sostenere che sono senza cervello quelli che non la pensano come lui. Maroni non l'avrebbe mai detto: la Lega non e' nata a destra e non morira' a destra, figuriamoci se morira' per Berlusconi. Non siamo disposti a morire per nessuno". Lo afferma Matteo Salvini, europarlamentare della Lega Nord, ai microfoni della 'Zanzara' su Radio 24, aspicando che il premier "abbia capito la legnata amministrativa e acceleri quelle riforme che la gente chiede".

Premier: ''Ora la riforma del fisco. Tremonti propone, non decide''

Berlusconi con Tremonti (Adnkronos)
Roma, 31 mag. (Adnkronos) - ''Se volete sapere il mio stato d'animo, sono assolutamente sereno". Lo ha assicurato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando con i giornalisti al Quirinale nel corso del ricevimento per il 2 giugno.

A proposito delle amministrative il Cavaliere ammette solo che "abbiamo mancato nella comunicazione" ma da oggi in poi "comunicheremo ogni settimana" le realizzazioni dell'esecutivo. Il premier si lamenta nuovamente della "tenaglia" informativa negativa nei confronti del governo e della maggioranza: "La televisione, la stampa, la radio: nessuno è stato a nostro favore e Mediaset si è tenuta lontanissima dalla politica".

Berlusconi riferisce poi quanto gli avrebbe detto il presidente Usa Barack Obama durante il vertice di Deauville, dopo il faccia a faccia delle polemiche: "Non ti faranno cadere ma sono sicuro che, se dovessero farlo, cadrai in piedi...".

Commentando poi, con uno degli ospiti del ricevimento ai Giardini del Quirinale, il dato uscito dalle urne, Berlusconi osserva: "Abbiamo preso un gol, ma siamo sempre 4 a 1, perché abbiamo vinto le politiche, le regionali, le europee, le precedenti amministrative. E abbiamo ancora davanti a noi due anni di gioco, quindi...".

Il premier dunque guarda avanti e indica gli obiettivi dei prossimi 2 anni di legislatura. "In cima all'agenda del governo c'è la riforma del fisco", ha detto. Poi spiega: "Abbiamo la maggioranza per fare la riforma del fisco e quella dell'architettura istituzionale". Quanto all'insieme delle misure relative al fisco, sia dal punto di vista della riforma generale che al fine di arrivare ad una riduzione dell'imposizione per i contribuenti, a chi gli obietta una possibile 'freddezza' del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il premier replica secco: "Non è Tremonti che decide, Tremonti propone...". Il Cavaliere ricorda le drastiche misure adottate da Paesi come Germania, Gran Bretagna e Francia. Inoltre cita quanto appreso nel recente vertice bilaterale in Romania: "Hanno licenziato il 15% dei dipendenti pubblici, tagliato il 25% degli stipendi pubblici, hanno aumentato l'iva al 25% mentre hanno aumentato l'età pensionabile e ridotto quella cassa integrazione che noi invece abbiamo esteso". Quindi "ridurre le imposte sarebbe facile se cominciassimo a fare quello che fanno negli altri Paesi" e che invece il premier non vuole prendere in considerazione.
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