martedì 1 marzo 2011

Frattini molla Gheddafi: “Cadrà fra qualche settimana”

Dalla Farnesina il siluro definitivo sul raìs della grande Jahmaria: “Questione di tempo”

Ciao ciao Muhammar Gheddafi, abbiamo giocato. Ti abbiamo fatto credere che eravamo tuoi amici, e invece – per fortuna, alla fine – abbiamo cambiato lato della storia. Ora, per noi italiani, sei un peso, un dittatore che bombarda i civili e che fortunatamente ha le ore contate.

GOODBYE GHEDDAFICon incredibile faccia di bronzo rispetto alle nostre scelte diplomatiche degli ultimi anni, è Franco Frattini a dettare la nuova linea.

Il leader libico Muammar Gheddafi cadra’, ma ci vorra’ qualche settimana. Ne e’ convinto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che si e’ detto convinto che il colonnello cadra’ ma, ha aggiunto, “non penso cadra’ domattina, forse ci vorra’ qualche settimana”. Per Frattini, che ha parlato nel corso della registrazione del programma ‘Otto e mezzo’ in onda stasera su La7 per la caduta del leader libico devono verificarsi una serie di condizioni, come la prosecuzione della pressione internazionale, l’applicazione delle sanzioni, l’istituzione di una no fly zone. “Se tutti ci impegnamo a realizzarle -ha detto Frattini- comunque e’ inevitabile che (Gheddafi, ndr) non sia piu’ un interlocutore per nessuno”. Il ministro degli Esteri ha poi detto di “escludere categoricamente” che il leader libico “possa tornare ad essere un interlocutore per l’Italia”.

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http://www.giornalettismo.com/archives/115966/gheddafi-cadra-fra-qualche-settimana/

Libia: Cnn, respinti uomini pro-Gheddafi

(ANSA) - ROMA - Le truppe fedeli a Gheddafi hanno tentato nella notte di riconquistare Zawia, 50 km a ovest di Tripoli, ma sono state respinte dagli insorti. Lo riferisce un leader dell'opposizione nella citta' citato dalla Cnn online. La controffensiva e' stata lanciata con l'ausilio di carri armati e artiglieria anti-aerea. La citta' appare ora tranquilla, ma le forze fedeli al rais, dispiegate fuori da Zawia, mantengono l'assedio.

De Magistris: «Mi candido a sindaco di Napoli». No del Pd: inaccettabile

Il Pdl: Berlusconi sciolga presto riserva su Carfagna.

Luigi De Magistris

NAPOLI - L'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris rompe gli indugi e si candida a sindaco di Napoli, alla testa di una lista civica. No del Pd, che critia l'annuncio di De Magistris e punta invece sul prefetto Mario Morcone.
La presentazione pubblica della candidaturadovrebbe avvenire in una assemblea sabato prossimo, 5 marzo, a Napoli. Per il momento ancora nessun commento dal Pd, che dopo il flop e le polemiche sulle primarie stava lavorando alla ricerca di una possibile candidatura unitaria.
«Sono già partito. La mia candidatura è già in atto, dopo il no definitivo del giudice Raffaele Cantone sul quale abbiamo lavorato tutti noi dell'Idv sperando in una sua disponibilità. Non c'è stata ed abbiamo offerto a tutto il centrosinistra la mia», ha affermato l'ex pm in un'intervista al quotidiano Il Mattino. «Io sto già lavorando per unire i partiti - ha aggiunto De Magistris - Non solo: oltre al centrosinistra lavoro a una vasta convergenza con le realtà sociali, movimenti radicati in città. Tenendo a mente che siamo già in campagna nell'interesse dei
napoletani, per una città che attende risposte concrete».

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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140376&sez=HOME_INITALIA

Palermo, sacerdote si uccide lanciandosi dal decimo piano

È accaduto ieri sera in via Don Orione. Don Franco Galizia, 48 anni, era da circa cinque anni il direttore dell'Opera Don Orione e presidente dell'Endofap Sicilia, un centro di formazione professionale

PALERMO. Un sacerdote, don Franco Galizia, 48 anni, è morto ieri sera a Palermo lanciandosi dal decimo piano di un palazzo in via Don Orione. Il religioso, originario della provincia di Potenza, era da circa cinque anni il direttore dell'Opera Don Orione e presidente dell'Endofap Sicilia, un centro per la formazione e l'aggiornamento professionale.
Sul posto sono intervenute diverse volanti della polizia. Il sacerdote, secondo la prima ricostruzione degli investigatori, era a casa di alcuni amici. Della vicenda si sta occupando il sostituto procuratore di turno, Marcello Viola.

Toscani furioso contro le donne italiane: Mi fate schifo

Il pubblicitario in un'intervista al Secolo XIX: Puntano sulla bellezza, non sull'intelligenza, bestie da sesso. Serve rivoluzione.

Roma, 1 mar. (TMNews) - Nonostante nelle sue pubblicità provocatorie abbia più volte esibito il corpo femminile, Oliviero Toscani ha detto di odiare le donne, soprattutto quelle italiane: "Mi fanno schifo". In un'intervista al Secolo XIX il pubblicitario è entrato nella polemica scatenata da un manifesto di Silvan Heach, esposto anche nel cortile di una scuola elementare, realizzato con una foto scattata da Terry Richardson. Nel cartellone in questione una modella mostra il proprio lato B.
Contro esempi del genere, Toscani difende le sue pubblicità: "Donne così io non le fotografo. Io documento le condizioni umane come l'anoressia. Volevo preparare degli scatti sulla chirurgia plastica. Nessuna ha voluto".
Per Toscani il gentil sesso, invece, preferisce "puntare sulla bellezza, anziché sull'intelligenza" e le donne intelligenti "non lo sono abbastanza. O non hanno abbastanza forza per opporsi".
Ma non basta, per lui le donne sono "bestie da sesso" e su di loro non ha risparmiato commenti non troppo edificanti sulla professione più antica del mondo.
Colpa della storia, "siamo un Paese dominato dagli uomini, ma le donne ci sguazzano. Siamo un Paese sottosviluppato. Ha mai visto una madre che non sia fiera del figlio sciupafemmine?".
Poi una confessione e ancora un attacco: "Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D'altronde, con un premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente".
Per Toscani l'unico esempio da seguire è quello della Libia: "Loro si sono ribellati. Una rivoluzione si dovrebbe fare anche qui".

ITALIA - Prenotare visite mediche, ticket e ritiro referti in farmacia. Ok del Garante Privacy

Via libera del Garante privacy alla possibilita' per i cittadini di prenotare visite specialistiche, pagare il ticket e ritirare referti medici direttamente presso il proprio farmacista. Occorrono pero' rigorose misure a protezione dei dati personali.
E' questo il contenuto del parere favorevole dell'Autorita' sullo schema di decreto del Ministero della salute relativo all'erogazione di nuovi servizi sanitari da parte delle farmacie. Senza doversi recare alla Asl o in ospedale si potra' utilizzare la postazione collegata al Cup presente nelle farmacie, anche in quelle rurali.
Il parere dell'Autorita', reso su una versione di decreto che tiene conto di approfondimenti e indicazioni forniti dall'Ufficio del Garante, prevede ulteriori condizioni volte ad innalzare il livello di protezione dei dati. Oltre alle indicazioni gia' recepite nello schema di decreto dovranno essere quindi introdotti altri accorgimenti finalizzati a garantire l'accesso al referto da parte degli operatori solo per effettuare la consegna all'utente e ad impedire che vengano create banche dati di referti digitali presso le farmacie. Il Ministero, inoltre, dovra' individuare adeguati tempi di conservazione dei referti digitali. Particolare riservatezza sara' chiesta agli operatori della farmacia che dovranno essere sottoposti a regole di condotta analoghe al segreto professionale.
Nello schema di decreto presentato al Garante erano comunque gia' presenti precise forme di tutela, in particolare, quella che prevede l'obbligo di informare chiaramente l'utente ed acquisirne il consenso al trattamento dei dati personali prima di erogare il servizio. In caso di invio di sms o email da parte del Cup, per ricordare, confermare o disdire la prenotazione, lo schema prevede che i messaggi non debbano contenere alcuna informazione sulla tipologia o l'esito della prestazione. Cosi' come non devono essere conservate copie dei documenti esibiti per il riconoscimento dai cittadini. La postazione collegata al Cup inoltre dovra' essere protetta da adeguate distanze di cortesia ed i referti consegnati in busta chiusa. Per assicurare che le misure di sicurezza rispettino un elevato standard e siano applicate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, il decreto del ministero prevede infine che esse siano definite in accordi regionali, correlati ad un accordo collettivo nazionale, per i quali e' previsto che venga acquisito il parere del Garante.

SPAGNA - Un cocktail antiossidante per combattere una malattia neurodegenerativa

L'adrenoleucodistrofia (ALD) legata al cromosoma X e' una malattia ereditaria che comporta la perdita o la progressiva distruzione della guaina mielinica che contorna e protegge le fibre nervose e altera la secrezione degli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali. Questa malattia rara colpisce solo gli uomini (1 caso su 17.000) mentre le donne in alcuni casi ne manifestano alcuni sintomi. Questa malattia e' stata resa nota al grande pubblico grazie al film "L'olio di Lorenzo".
I malati subiscono una mutazione genetica del gene ABCD1, localizzato sul cromosoma X, comportando un deficit di beta-ossidazione nel perossisoma. In tempi normali, il perossisoma, un organello cellulare, serve a tagliare gli acidi grassi a catena molto lunga in modo che la cellula possa metabolizzarli correttamente. La mutazione del gene ABCD1 impedisce il corretto svolgimento di questo processo, e questo provoca un accumulo di acidi grassi a catena molto lunga nel plasma e nei tessuti e la comparsa di consistenti danni nelle cellule nervose. Le cure attuali spesso non sono efficaci e difficili da applicare.
Uno dei primi trattamenti efficaci e' stato un trapianto di midollo osseo, che ha permesso di fermare l'evoluzione della malattia e anche una riattivazione di tutte o parte delle funzioni che erano venute meno. Ma e' un trattamento efficace quando viene applicato ad uno stadio precoce della malattia, e il rischio di rigetto, cosi' come la mancanza di donatori, comporta ancora notevoli limiti.
Nel 2007 sono stati fatti alcuni test che utilizzavano la terapia genica. Si trattava di un autotrapianto di cellule staminali ematopoietiche, dopo aver inserito in vitro una versione non modificata del gene ABCD1, grazie -per la prima volta al mondo- all'uso di un vettore ricavato dal virus VIH modificato (Lentivirus). Un anno e sei mesi dopo la re-iniezione di cellule corrette, la proteina mancante era prodotta di nuovo normalmente in un numero importante di cellule del sangue e i pazienti non presentavano nessun effetto secondario. Tre nuovi autotrapianti sono previsti da qui al 2013, ma il trattamento, soprattutto il lentivirus, sono ancora molto costosi.
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Le bambine e i bambini prostituti scovati dalla "007" della Ong Trafcord

Duean Wongsa indaga sulla sorte degli ultimi anelli della lunga catena di sfruttamenti dei corpi umani, a tutti i fini "commerciali", quando ogni prevenzione o assistenza non è bastata a salvare minori a rischio di compravendita. L'uso dell'elettroshock per chi si ribella.L'infiltrato nei postriboli

di RAIMONDO BULTRINI
CHIANG MAI - Un'avvocatessa poco più che trentenne è la figura chiave di una delle Organizzazioni non governative più importanti che operano nel mondo sommerso dei traffici umani in Sud Est Asia, la Trafcord 1. Si chiama Duean Wongsa e potrebbe apparire sulle copertine di una rivista di moda, se non fosse per la natura segreta del suo incarico: cercare le giovani vittime di uno dei business più redditizi e infami del mondo.
L'indagine di Duean. Che inizia ad indagare sulla sorte degli ultimi anelli di una lunga catena di sfruttamenti dei corpi umani, a tutti i fini "commerciali", quando ogni forma di prevenzione o assistenza delle altre Ong o dei governi non è bastata a salvare bambini e bambine a rischio di compravendita 2. Ovvero quando le vittime - quelle non consenzienti e i minorenni - sono già finite nei bordelli, nei go go bar, o nei massage parlour, dove le ragazze sono sedute con un numero appuntato al petto, dietro ad un vetro trasparente come i pesci di un acquario. Altre sono rinchiuse invece dentro stanze d'albergo dove thai e stranieri approfittano per qualche decine di dollari di qualsiasi "merce", siano essi maschi o femmine di 10, 11, 13, 16 anni.
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Premi e servizi diversi per uomini e donne dalla Corte Ue stop alle discriminazioni

I giudici accolgono il ricorso dei consumatori del Belgio e fissano al dicembre 2012 il limite entro il quale non sarà più consentita nessuna deroga e tariffe e prestazioni dovranno essere uguali per entrambi i sessi

BRUXELLES - Offrire polizze assicurative con premi diversi a seconda che il contraente sia un uomo o una donna nel giro di un paio di anni sarà definitivamente illegale. La conferma arriva dalla Corte di giustizia Ue. In una sentenza pubblicata oggi, i giudici europei hanno stabilito che a partire dal 21 dicembre 2012 non sarà più valida alcuna deroga alla regola generale introdotta con la direttiva 113 del 2004 che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso del cliente in materia di accesso a beni e servizi, nonché alla loro fornitura.
La Corte Ue, pronunciandosi su un ricorso avanzato dall'associazione dei consumatori belga Test-Achats, ha ricordato oggi che la direttiva del 2004 ha stabilito il principio della parità uomo-donna. Ma alla luce della pratica, all'epoca assai diffusa tra le assicurazioni europee, di un metodo di calcolo dei premi e delle prestazioni basata sul sesso del cliente era stata lasciata ai legislatori nazionali la possibilità di applicare la norma europea in modo graduale attraverso opportuni periodi transitori.
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LIBIA: CONTI, RISCHIO FREDDO E BUIO SE CRISI ESPLODE IN GOLFO E ALGERIA

(ASCA) - Brindisi, 1 mar - L'Italia deve accelerare nel percorso di diversificazione del mix energetico e di aumento della sicurezza degli approvvigionamenti perche' non puo' permettersi il rischio di restare ''al freddo e al buio'' se gli ammanchi energetici dovessero estendersi dalla Libia al Golfo Persico o all'Algeria. Lo ha detto l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, nel corso dell'inaugurazione del sistema pilota di sequestro della CO2 della centrale Federico II di Brindisi, una delle piu' grandi d'Italia.
''Serve un mix equilibrato costituito da fonti rinnovabili, carbone pulito, nucleare e gas'' ha detto ''ci chiediamo cosa potrebbe succedere se dovesse fermarsi un impianto come questo. Con la situazione in Libiaquesto problema non c'e' ma non possiamo permetterci di restare al freddo e al buio se dovesse succedere qualcosa a paesi come quelli del Golfo Persico o all'Algeria''.

Proiettili e lettera minatoria a Travaglio, Santoro e Gomez

Ancora poco chiara la dinamica del plico consegnato a via Teulada. Già arrivano le prime dichiarazioni di solidarietà.

Una busta contenente una lettera minatoria e dei proiettili è stata ritrovata a Via Teulada nel pomeriggio, destinatari MicheleSantoro, Marco Travaglio e Peter Gomez del Fatto Quotidiano. Già si fa sentire la solidarietà del mondo politico, mentre gli interessati dicono di non sapere nulla delle motivazioni di tale gesto.

MINACCE – La Digos è già al lavoro.

Una lettera con proiettili indirizzata a Michele Santoro, Marco Travaglio, Peter Gomez e Gianni Barbacetto e’ stata recapitata oggi alla sede Rai di via Teulada. Sulla vicenda indaga la Digos. “Non ne so niente e non mi hanno avvisato”, commenta all’ADNKRONOS Michele Santoro

Le forze politiche di opposizione, come il Partito Democratico, hanno già espresso la propria solidarietà ai giornalisti minacciati. Anche Articolo 21, network per la libertà di stampa, proclama la propria vicinanza.

Solidarietà del Partito democratico ai giornalisti Michele Santoro, Marco Travaglio, Gianni Barbacetto e Peter Gomez, oggetto oggi di una lettera minatoria contenente quattro proiettili. Ad esprimerla è stato il responsabile Sicurezza del partito Emanuele Fiano, che ha aggiunto: “Ci auguriamo che gli inquirenti possano chiarire la natura e l`origine di questa intimidazione, ma sappiamo comunque che ogni qualvolta, in una società moderna, i protagonisti dell`informazione, di qualsiasi segno siano le loro idee, sono vittime di minacce, si è di fronte ad un fatto molto grave che non può lasciare indifferente nessuno”.

‘Abbiamo appreso che Michele Santoro, Marco Travaglio, Gianni Barbacetto e Peter Gomez sono stati questa mattina i destinatari di una busta con alcuni proiettili. Ci sono tanti modi di imbavagliare l’informazione. Uno di questi sono le intimidazioni. Per questo chiediamo che l’episodio non sia sottovalutato e che venga espressa solidarieta’ a chi, come loro, cerca di illuminare a giorno fatti, temi e posizioni che, se non fosse per loro, sarebbero sostanzialmente oscurati. Anche per questo il 12 marzo, per l’articolo21 della Costituzione e per la liberta’ di informazione scenderemo in piazza’. Lo affermano in una nota Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21.

Il padre della Papi girl: “Se Silvio vuole mettiamo le cimici da Fini”

Innocenzo Guerra, padre di Barbara, era al lavoro nei sedi del Fli: “Ho le chiavi, ci mettiamo 5 minuti. “

Se non altro questo proverà quanto era esteso il sistema di favori e corruttele che popolano l’entourage del Cavaliere. Persino il padre di una delle ragazze delle sere bunga bunga ad Arcore,Innocenzo Guerra, padre della showgirl Barbara, era pronto a mettersi a servizio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: durante i lavori di ristrutturazione della sede di Futuro e Libertà, nella quale stava lavorando, sarebbe stato per lui drammaticamente semplice mettere un apparato di microspie ad intercettare tutti i movimenti di Gianfranco Fini.

INTERCETTIAMOLI – Avrebbe proposto così alla figlia di parlarne con il Papi, e solo per una difficoltà logistica il piano non sarebbe andato in porto. Tutto filtra dalle carte del fascicolo che porterà SilvioBerlusconi a processo immediato per concussione e prostituzione minorile, a cui l’Ansa ha avuto accesso.

C’e’ anche la proposta fatta a Silvio Berlusconi di mettere una microspia nelle sede milanese di Futuro e Liberta’ nelle intercettazioni depositate dai pm di Milano – e che l’ANSA ha potuto consultare – nello stralcio dell’inchiesta sul caso Ruby e per il quale il premier sara’ processato con rito immediato per concussione e prostituzione minorile a partire dal prossimo 6 aprile. E’ l’idea, che non ha avuto seguito in quanto il Capo del Governo ha ritenuto ‘meglio non farlo’, di Innocenzo Guerra, padre della show girl Barbara, una delle ragazze ospiti delle serate ad Arcore.

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L’Antitrust: “Non decida Silvio la legge sulla proprietà di giornali e tv, è conflitto di interessi”

Parla il garante: “Il Presidente del Consiglio penserebbe al suo privato”

Un vero siluro sul decreto Milleproroghe, oltre a quello che ha già sparato dal Quirinale il capo dello Stato Giorgio Napolitano, l’ha tirato in questi minuti il garante della Concorrenza e delMercato, l’Antitrust, che ha tirato in ballo un concetto un po’ desueto, ma di cui ogni tanto si sente la mancanza: il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio.

SILVIO HA UN CONFLITTO DI INTERESSI – Ilcomunicato del garante parla chiaro: se sarà il premier a decidere il regime della proroga al divieto delle concentrazioni editoriali, il problema ci sarà, e grosso.

Attribuire al Presidente del Consiglio il potere di prorogare o no il divieto di incroci proprietari tra giornali e tv successivamente al 31 marzo 2011, come prevede il c.d decreto ‘milleproroghe’ è inopportuno. Lo scrive l’Antitrust, alla luce della disciplina sul conflitto d’interessi, in una segnalazione inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, auspicando che la disciplina del divieto di incroci sia sottratta alle competenze dell’attuale Presidente del Consiglio. Senza una modifica in questa direzione della norma, l’adozione o la mancata adozione dell’atto di proroga, anche senza integrare automaticamente una fattispecie di conflitto di interessi, dovranno essere valutati dall’Antitrust, per verificare l’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del Presidente del Consiglio e il danno per l’interesse pubblico.

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