martedì 5 aprile 2011

Rubygate, al via il 'processo dell'anno'

La manifestazione davanti a Montecitorio (Adnkronos)
Milano, 5 apr. (Adnkronos/Ign) - Un bagno di folla per un'udienza lampo. Centinaia di giornalisti accreditati, make up di parte del Palazzo di Giustizia, gabbie degli imputati coperte da enormi teli bianchi, forze dell'ordine allertate e perimetro del Tribunale letteralmente invaso dalle fly televisive per un avvio di procedimento che, al massimo, segnerà la fissazione della prima vera udienza probabilmente a fine maggio e che, al di là delle aspettative da 'mondo visione', non vedrà la presenza né di Ruby-Karima, né di Silvio Berlusconi e neppure dei suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, entrambi deputati e impegnati oggi a Roma.

E' in uno scenario kafkiano che si aprirà domani mattina il processo sul caso Ruby che vede imputato il Presidente del Consiglio per concussione e prostituzione minorile. In aula, a meno di sorprese dell'ultimo minuto, non succederà proprio nulla. Il collegio presieduto dal giudice Giulia Turri, insieme ai giudici Carmen D'Elia e Orsolina De Cristofaro, si limiterà a 'smistarlo' ad altra data e a rinviarlo, quindi, di diverse settimane. In aula ci sarà l'accusa: oltre al sostituto procuratore Antonio Sangermano, titolare del fascicolo, con ogni probabilità siederà il procuratore aggiunto Ilda Boccassini che con un altro aggiunto, Pietro Forno, ha coordinato l'inchiesta.

Per la difesa non ci sarà che un sostituto processuale dei difensori del Premier. E poi ci sarà il legale di Ruby, l'avvocato Paola Boccardo che potrebbe annunciare già domani che la giovane marocchina indicata dalla procura come parte offesa ha deciso all'ultimo minuto di costituirsi parte civile contro Berlusconi, sempre che i tempi strettissimi dello smistamento consentano di affrontare già il capitolo della costituzione delle parti.

Sono centotrentadue i testimoni chiamati dall’accusa, tra questi la stessa Ruby e altre 32 ragazze che avrebbero partecipato ai presunti festini di Arcore. Mentre la difesa del premier ha risposto con i suoi 78 testimoni, in cui compare sempre Karima El Marough, l'attore George Clooney e alcuni nomi eccellenti della politica italiana (compresi 4 ministri: Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Franco Frattini e Giancarlo Galan).

Un’udienza dunque che non dovrebbe riservare sorprese. Nemmeno la decisione della Camera, che ha deciso di sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione nei confronti dei magistrati di Milano, inciderà per ora sul programma. Prima è necessario che la stessa Consulta valuti se il ricorso è ammissibile e solo dopo il Tribunale e le parti si porranno il problema se sospendere i lavori in attesa del giudizio della Corte Costituzionale.

Nella cittadella giudiziaria è intanto tutto pronto per 'accogliere' il 'processo dell'anno' come ormai viene ribattezzato. E le misure adottate hanno dell'incredibile. Gli imbianchini hanno già finito di imbiancare gli ingressi in muratura dell'aula che ospiterà la causa, quella più grande del Palazzo di Giustizia, dove sono state processate le Brigate Rosse, dove Antonio Di Pietro, allora pm simbolo di Mani Pulite, si tolse la toga al termine del processo Enimont. Le gabbie sono state tutte 'oscurate' da grandi teli bianchi.

Fuori, nell'androne centrale, sono già pronte le transenne per incanalare e controllare tutti coloro, e non solo reporter, che vorranno 'curiosare'. E l'afflusso previsto, tra pubblico, 'fiocchi azzurri' dei supporter del Premier e simpatizzanti dell'Italia dei Valori e del Pd, sarà un 'record'. Tutto, però, si svolgerà velocemente e, almeno per questa prima udienza, senza telecamere e fotografi. Su questo punto la Procura Generale, per motivi di sicurezza, è stata irremovibile.

E la Ue ridurrà i tetti massimi di radiazioni consentite per il cibo

Misura precauzionale per migliorare i livelli di sicurezza rispetto a quelli del paese asiatico, conferma Barroso, presidente della Commissione europea

BRUXELLES - L'Unione europea si prepara a un giro di vite sui tetti massimi di radiazioni consentite sulle importazioni di cibo dal Giappone. Lo ha reso noto il ministro della Salute austriaco Fabian Fusseis citando il commissario alla Salute Ue John Dalli nel corso di una riunione dei ministri Ue nel castello di Godollo, vicino Budapest.
Parlando al Parlamento europeo il presidente della Commissione Ue Jose Manuel Durao Barroso aveva confermato i piani Ue: "Abbiamo una normativa in vigore da dopo Chernobyl, basata sull'evidenza scientifica di quel momento". Il Giappone però "ha soglie diverse di sicurezza rispetto a quelle dell'Europa". "Abbiamo quindi deciso - ha aggiunto Barroso - di migliorare temporaneamente i livelli di sicurezza rispetto quelli del paese asiatico". Una mossa "puramente precauzionale", ha detto il presidente dell'esecutivo Ue, che comunque sarà decisa dopo l'esame di un gruppo di esperti che stabiliranno le nuove soglie".

Emergenza immigrati, Maroni firma l'accordo con la Tunisia

Tunisi, 5 apr. (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha firmato l'accordo con il governo tunisino per fronteggiare l'emergenza immigrati. I particolari dell'intesa verranno resi noti tra poco in una conferenza stampa convocata all'ambasciata d'Italia a Tunisi.
La svolta è arrivata al termine di negoziati fiume. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il suo collega tunisino, Habib Essid, con le rispettive delegazioni si sono riuniti per 8 ore al fine di trovare l'accordo per bloccare le partenze di migranti verso le coste italiane e definire le modalità di rimpatrio di quelli già arrivati a Lampedusa.
Intanto il premier tunisino, Beji Caid Essebsi, in un incontro con il rappresentante tunisino dell'Alta Commissione per la Riforme Politiche a Tunisi, stando a quanto riferisce l'agenzia d'informazione ufficiale 'Tap', ha annunciato: "La politica estera del governo provvisorio tunisino è riuscita con gli sfozi degli ultimi giorni ad individuare una soluzione per lo status dei 22 mila migranti tunisini in Italia".
"La nostra politica estera è governata da regole basate sul diritto internazionale", ha sottolineato il premier, secondo cui l'accordo raggiunto "è un fatto senza precedenti per la politica estera tunisina". Essebsi, tuttavia, non ha precisato dettagli riguardo all'intesa raggiunta.

GOVERNO: BRIGUGLIO, ROMANO E SILIQUINI? PREMIER COMPENSA LAUTAMENTE VOTI

(ASCA) - Roma, 5 apr - ''La nomina di Saverio Romano a ministro della Repubblica e di Maria Grazia Siliquini nel cda delle Poste sono sul piano politico il prezzo della nascita del gruppo parlamentare dei Responsabili o come vengono ormai chiamati dei Disponibili''. E' quanto dichiara il vice capogruppo di Fli alla Camera, Carmelo Briguglio.
''Ora e' chiaro a tutti - aggiunge Briguglio - qual e' il corrispettivo della disponibilita' e nessuno osi dire che il 14 dicembre sulla mozione di sfiducia al governo il loro voto fu espressione di libero convincimento. Come tutti possono vedere, il voto che salvo' Berlusconi e' stato ricompensato lautamente e gli interessati ci risparmino di rivendicare curriculum e meriti speciali se non quello di avere salvato Berlusconi dalla sfiducia. Altre ricompense saranno date quando si fara' il rimpasto con la nomina dei sottosegretari, operazione un po' piu' difficoltosa - conclude Briguglio - perche' gli aspiranti sono molti di piu' dei posti in palio''.

Lampedusa, villa Due Palme: "Trattativa ancora aperta"

Berlusconi, nel corso della sua visita a Lampedusa mercoledì scorso, aveva detto di averla già comprata dopo averla vista la notte prima su internet. Nei giorni seguenti sia il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, sia alcuni giornali e molti blog hanno definito la notizia una bufala

LAMPEDUSA. Per l'acquisto di Villa Due Palme a Lampedusa, la trattativa continua. Lo conferma direttamente una delle proprietarie, Caterina De Stefani, nipote della scrittrice palermitana Livia De Stefani e figlia di Giuseppe De Stefani, l'aristocratico siciliano che comprò negli anni settanta quel terreno a dieci metri dal mare e vi costruì una villa bianca e mediterranea che Berlusconi ha annunciato di volere acquistare. Sarebbe la sua 29/a residenza, dicono gli esperti.

Il premier, nel corso della sua visita a Lampedusa mercoledì scorso, aveva detto di averla già comprata dopo averla vista la notte prima su internet. Nei giorni seguenti sia il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, sia alcuni giornali e molti blog hanno definito la notizia una bufala. Lombardo ha raccontato che il presidente aveva cambiato idea perché la casa era troppo vicina all'aeroporto.

Caterina De Stefani, interpellata dall'ANSA, chiarisce. "Come tutte le compravendite del mondo anche questa ha i suoi tempi. Che mi auguro rapidi. Gli avvocati stanno facendo la loro parte e noi aspettiamo il buon esito della trattativa". La proprietaria della villa smentisce anche le voci circolate circa il prezzo d'acquisto, che oscillerebbe tra i due e i quattro milioni: "Questa sì è una bufala - assicura - la cifra è molto, molto inferiore. Ma saremo noi a darvi notizia quando l'affare si chiuderà". Il titolare dell'agenzia Immobiliare Vulcano Consult, Alfredo Gennaro D'Agata, che ha il mandato per la vendita, conferma che "la trattativa è in corso di definizione" e aggiunge di avere ricevuto "almeno 30-40 manifestazioni di interesse non solo da parte di italiani ma da potenziali acquirenti di tutto il mondo, dalla Russia agli Stati Uniti".

Il Paese in cui salvare il Premier fa curriculum

La Siliquini, ex Fli passata ai Responsabili per votare la fiducia aBerlusconi, risponde sulla sua nomina nel Cda delle Poste: “Me lo merito!”

“Considerata la profonda disinformazione che dimostrano colleghi che si chiedono i criteri relativi alla nomina della sottoscritta nel CDA delle Poste Italiane, ritengo opportuno rendere noto quello che ciascuno puó tranquillamente apprendere, se solo leggesse il mio lungo e ampio curriculum d’eccellenza dal quale si deduce come le mie competenze e le mie esperienze rappresentino una adeguata risposta alla necessità di valorizzare le figure femminili di valore esistenti nel Paese”. Cosi’ Maria Grazia Siliquini, replica alle polemiche che hanno accompagnato la sua designazione nel CDA delle Poste Italiane, dovute soprattutto al fatto che la stessa Siliquini fu una dei tanti “responsabili” che decise di saltare il fosso e salvare Berlusconi il 14 Dicembre, in occasione del voto di fiducia. Una voce che certamente nel suo curriculum non troveremo, ma che secondo la maggior parte dei sui colleghi le è valsa la nomina di ieri. BOUTADE - La Siliquini, nel mirino delle opposizioni che hanno messo in relazione la sua nomina alla scelta di lasciare Fli per votare la fiducia, è stata oggi oggetto di un simpatico scherzo in Parlamento. Ha infatti ricevuto una lettera raccomandata, ovviamente finta, su cui campeggiava la scritta ‘Siliquini, c’e’ posta per te”. Sull’altro lato, in alto a destra, un francobollo con l’immagine di un sorridente Silvio Berlusconi. A volerla fare bene, però, il francobollo avrebbe dovuto essere semplicemente allegato, di modo che potesse essere leccato proprio laddove recava la sacra immagine del buon Silvio. Prendano appunto i Parlamentari per la prossima volta. La lettera circolava oggi alla Camera, in transatlantico, in cortile, tra i divanetti, subito dopo la votazione sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sul caso Ruby. Destinataria, appunto, Maria Grazia Siliquini, deputata ex finiana poi passata con i Responsabili che ieri e’ stata nominata nel Consiglio di amministrazione di Poste spa. Ma lei non ci sta a queste terribili malignerie, e ribatte, rivendicando in una nota di avere alle spalle ‘oltre 35 anni di professione forense’ e di aver dato vita a leggi ‘di cui sono molto orgogliosa’ tra cui ‘la prima legge italiana contro l’usura’. E’ stata sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Universita’ e Ricerca Scientifica dal 2001 al 2006 e in quel periodo ‘ho riformato il corso di laurea in giurisprudenza introducendo il percorso quinquennale unico per magistrati, avvocati e notai’. Sempre in qualita’ di sottosegretario all’Istruzione per cinque anni ‘ho svolto attivita’ dirigenziale esercitando, in particolare, la delega sullo stato giuridico ed economico del personale del ministero’. ‘Pertanto – conclude Siliquini – sicuramente le mie competenze giuridiche, la mia esperienza professionale e direzionale sono state tenute ben presenti: questa nomina l’accetto con grande orgoglio e dedichero’ le mie capacita’ ad una azienda gia’ oggi di grande prestigio per il nostro Paese, destinata ad un ulteriore notevole sviluppo’.

Continua ...

http://www.giornalettismo.com/archives/120445/il-paese-in-cui-salvare-il-premier-fa-curriculum/

Diffamo' Santoro, 'Giornale' condannato

(ANSA) - ROMA - 'Il 3 aprile 2011 il Tribunale di Milano ha condannato 'Il Giornale' per diffamazione'. Lo rivela il sito di Annozero. Il quotidiano aveva attribuito a Michele Santoro la qualifica di 'censore' a seguito di una lettera inviata dal conduttore a Radio Dimensione Suono, nella quale si chiedeva all'imitatore Joe Violanti di non sovrapporsi al lavoro redazionale del programma Rai. Il Giornale e' stato condannato al risarcimento, al rimborso delle spese legali e alla pubblicazione della sentenza.

Caso Ruby: Bersani, Italia esposta a vergogna e umiliazione

Roma, 5 apr. (Adnkronos) - "Con il voto su Ruby nipote di Mubarak maggioranza e governo espongono Italia a vergogna e umiliazione nel mondo". Lo scrive Pier Luigi Bersani sulla sua bacheca di Facebook, riferendosi al voto con cui la Camera ha approvato la proposta della maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato nell'ambito del caso Ruby.

L'Aquila, fiaccolata a due anni dal sisma Ancora fuori casa 38mila terremotati

Tra stanotte e domani l'Abruzzo ricorda il devastante terremoto del 6 aprile 2009, che causò 309 morti. Tutti i dati della ricostruzione. Alla messa anche Napolitano.

Roma, 5 aprile 2011 - Una fiaccolata silenziosa per le vie dell’Aquila stanotte e una messa officiata dall’arcivescovo della città per ricordare le vittime del terremoto. Sono le due iniziative organizzate all’Aquila tra oggi e il 6 aprile, quando saranno due anni dal sisma che nel 2009 in Abruzzo causò 309 morti e circa 1.600 feriti.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarà a L’Aquila domani: ancora da mettere a punto il programma, per certo sarà alla Messa ufficiata dall’arcivescovo, mons. Giuseppe Molinari.

Stasera si svolgerà la Fiaccolata della memoria promossa da Fondazione 6 Aprile per la vita, Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente, Avus - Associazione Vittime Universitari Sisma e Comitato Familiari Vittime Convitto Nazionale: la fiaccolata partirà alle 23 da Piazza Battaglione degli alpini (Fontana Luminosa) dell`Aquila e arriverà in Piazza Duomo per le ore 3.15.

Poi in silenzio si aspetteranno le 3.32, quando due anni fa si scatenò la scossa più forte con magnitudo 5.9 della scala Richter. Alle 3.32, sempre in Piazza Duomo, 309 rintocchi di campana accompagneranno la lettura dei nomi delle vittime.
Domani alle 12 monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo metropolita dell`Aquila, celebrerà una messa nella Basilica di Collemaggio, che custodisce le spoglie di Celestino V, uno dei simboli del patrimonio artistico aquilano danneggiato dal terremoto e poi ricostruito. Nel pomeriggio, dalle 17, al Ridotto del Teatro Comunale dell`Aquila il convegno ‘La cultura delle prevenzione’, con gli interventi di diversi esperti (tra loro Satoko Oki, professoressa del Earthquake Research Institute dell’Università di Tokyo).
In serata dalle 19.30, sempre al Ridotto del Teatro Comunale dell`Aquila, il concerto dell’orchestra d’archi del conservatorio ‘A. Casella’ dell`Aquila riproporrà brani di Pergolesi, Mozart e Grieg.

Continua a leggere su: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/04/05/485137-aquila_fiaccolata.shtml#commenti#ixzz1IfiPR9ZZ

Onu: improbabile una soluzione rapida alla crisi libica

Onu: improbabile una soluzione rapida alla crisi libica

NEWYORK - Secondo l’inviato dell’Onu per la Libia una soluzione rapida alla crisi nel paese nord africano sarebbe improbabile, nonostante gli Usa e i loro alleati stanno conducendo le operazioni militari contro le forze di Muammar Gheddafi.

Abdul Ilah Khatib, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, ha riferito al Consiglio di Sicurezza che spetta al popolo libico trovare una soluzione all’attuale crisi.

"In questo momento, è ancora molto difficile sapere quanto tempo ci vorrà per risolvere il conflitto in Libia", ha detto Khatib, nominato tre settimane fa per trovare una via d’uscita dall'impasse libica.

L’inviato del Palazzzo di Vetro ha inoltre auspicato un'ampia convergenza da parte della comunità internazionale per risolvere la questione riferendosi alle divergenze tra i membri del Consiglio di Sicurezza circa i traguardi di una risoluzione dell’Onu, che autorizza le sanzioni e imporre una zona no-fly zone alla Libia.

Libertà di espressione: anche in Italia ci sarà il carcere per i revisionisti

Libertà di espressione: anche in Italia ci sarà il carcere per i revisionisti

ROMA - Su decisione dell’Unione Europea, ogni Paese dovrà inserire nel proprio ordinamento giuridico una legge che punisce chi nega l’Olocausto. Lo ha annuncia trionfante il sito ebraico italiano Shalom.it (http://www.shalom.it/J/index.php?option=com_content&task=view&id=1047&Itemid=1) che cerca di giustificare in una lunga intervista con l’avvocato Roberto De Vita l’assurda legge bavaglio che di fatto impedisce agli storici, agli studiosi e gli intellettuali di studiare e di poter esprimere apertamente l’esito dei propri studi sul secondo conflitto mondiale e sul fenomeno che nella storia scritta dai vincitori della guerra venne denominato Olocausto.

È degno di nota che i paesi occidentali hanno sempre sostenuto di avere una civiltà libera e con la scusa della libertà dell’espressione hanno reso un’abitudine persino le offese e gli insulti a Dio, ai profeti ed alle sacralità delle diverse religioni.

A quanto pare l’Olocausto è per questi paesi ancor più sacro di Dio, o in altre parole l’unica cosa rimasta sacra.

Negli ultimi anni diversi studiosi di fama mondiale sono stati perseguitati e sbattuti in galera per aver messo in dubbio la versione ufficiale dell’Olocausto.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha definito vergognoso un simile atteggiamento e nel 2006 ha ospitato a Teheran una inedita conferenza internazionale che ha ospitato tutti gli studiosi indipendenti dell’Olocausto e persino gruppi di ebrei come i Neturei Karta, critici nei confronti delle politiche del regime israeliano.

Fukushima: in mare 11.500 tonnellate di acqua radioattiva, quali saranno le conseguenze per il mondo?

Fukushima: in mare 11.500 tonnellate di acqua radioattiva, quali saranno le conseguenze per il mondo?
TOKYO - Mentre dalla falla di circa 20 centimetri al reattore 2, che i tecnici della Tepco non sono ancora riusciti a chiudere, prosegue la fuoriuscita di acqua contaminata in mare, la società giapponese che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, teatro di una tragedia atomica che ha raggiunto i livelli di Chernobyl, sversa nell’Oceano Pacifico acqua "debolmente" radioattiva. L’annuncio shock è stato dato ieri: “Era inevitabile - ha detto il portavoce del Governo nipponico, Yukyo Edano – si tratta del male minore”. Il rischio infatti era che finisse nell’Oceano acqua ben più contaminata. “Non avevamo alternative - ha aggiunto - è una misura che abbiamo dovuto prendere per cautelarci”.

L’acqua riversata in mare, pari a oltre 11.500 tonnellate, proviene dagli impianti di trattamento dei rifiuti radioattivi e presenta livelli di contaminazione tra 100 e 500 volte oltre il limite legale: si tratta di una violazione senza precedenti delle normative di sicurezza, resa “invitabile” - ha spiegato Edano - dalla necessità di fare spazio ad acqua ancora più radioattiva, rinvenuta nei locali delle turbine dei reattori, ed evitare che finisca in mare: un passo necessario anche per accelerare il lavoro principale dei tecnici. Insomma, Tepco sta procedendo a un ‘piccolo’ inquinamento per evitarne uno più grande.

Chissà se sarà vero che, come ha assicurato la Tepco, l'afflusso nell'oceano dell’acqua radioattiva non avrà conseguenze per la salute umana e sugli ecosistemi marini: ce lo auguriamo, ma la decisione di compiere questo passo è segno di una situazione disperata. E risulta poco convincente il piano Tepco per la realizzazione di barriere in mare per contenere la diffusione della contaminazione. Intanto è allarme radioazioni: i tecnici giapponesi hanno iniziato una campagna di monitoraggio estesa a tutte le scuole elementari nella regione della centrale nucleare di Fukushima per verificare i livelli di radiazioni negli edifici. Nei prossimi due giorni saranno controllati 1.400 fra scuole e asili.

Marzo 2011: 16 palestinesi uccisi, 5 sono bambini. 380 gli arrestati

Marzo 2011: 16 palestinesi uccisi, 5 sono bambini. 380 gli arrestati

RAMALLAH - "Tadamun", organizzazione per i diritti umani, ha raccolto le violazioni israeliane contro il popolo palestinese nel mese di marzo 2011, divulgandone i dati. Secondo l’Infopal tutti i cittadini palestinesi uccisi nel mese scorso erano della Striscia di Gaza: su un totale di 16, 14 sono rimasti vittima dei bombardamenti dell'aviazione e delle incursioni dell'artiglieria di Israele. Cinque delle vittime erano bambini e adolescenti.

A marzo 2011: 380 palestinesi sono stati arrestati. Nel dato rientrano 50 bambini e decine di lavoratori palestinesi fermati e catturati in varie località in Israele (Territori palestinesi occupati nel '48) e in Cisgiordania.

Il villaggio di Awarta ha registrato il dato più alto degli arresti, seguono al-Khalil (Hebron), Betlemme, Silwan, Tutlkarem, Salfit, Ramallah e al-Bireh.

Tra i cittadini palestinesi arrestati anche i deputati del blocco islamico 'Azzam Salhab e Mohammed Maher Badr, entrambi di Hebron.

Tra i dati complessivi, "Tadamun" ha ricordato l'arresto di un 19enne palestinese, la cui identità resta ignota, avvenuto presso il blocco coloniale israeliano di Gush Etzion.

Petrolio: Iran, prezzo arrivera' a 150 dollari al barile

Petrolio: Iran, prezzo arrivera' a 150 dollari al barile

TEHERAN - Il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 150 dollari al barile. La previsione e' del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, secondo il quale sono ''le circostanze politiche a deciere i prezzi e non i mercati. Se mi chiedete se i prezzi aumenteranno rispondo di si'. Entro un certo periodo potrebbero raggiungere i 150 dollari'', ha aggiunto parlando con i giornalisti Ahmadinejad. L'Iran e' attualmente alla presidenza di turno dell'Opec e rappresenta il secondo paese esportatore dell'organizzazione dei paesi produttori di petrolio.

Proprio oggi l’oro nero estratto nel mare del Nord, il Brent, si e' avvicinato oggi alla soglia dei 120 dollari al barile. Un record, dal 2008 ad oggi. Solo che tre anni fa la crisi non era ancora esplosa e la domanda di greggio era alle stelle mentre oggi il mondo, anche se la fase acuta è passata, si lecca le ferite. Il petrolio del Golfo Persico, quello Opec, costa invece un po’ meno: viene scambiato attorno ai 108 dollari. Che è comunque un prezzo record.

Sisma-tsunami in Giappone, quasi 28mila fra morti e dispersi

Roma, 5 apr. (TMNews) - Sono quasi 28mila le vittime - tra morti e dispersi - del sisma e del successivo tsunami che l'11 marzo scorso hanno devastato le coste nordorientali del Giappone: l'ultimo bilancio fornito dalla polizia nipponica parla infatti di 12.431 morti e 15.153 persone che mancano ancora all'appello; gli sfollati sono oltre 177mila.

Le mirabolanti promesse di Silvio B. e il nostro nuovo medioevo

Le mirabolanti promesse di Silvio B. e il nostro nuovo medioevo

Promesse mai mantenute e aperte menzogne come quelle di Berlusconi, che avrebbero portato alla conclusione, nel ridicolo, della carriera di qualunque uomo politico del passato, sono perfette per far parlare di sé, e ancor di più per distogliere l’attenzione dalle proprie colpe, insufficienze ed incapacità, nell’età dell’intrattenimento e della distrazione di massa.

Il campo di golf e il casinò (ricordarsi di mettere l’accento) a Lampedusa? Dev’essere davvero poco in forma, il Capo, angustiato dai suoi problemi personali e giudiziari. In passato ha promesso molto di più (e di meno realizzabile) ai propri fedelissimi: lacura del cancro, il rimboschimento dell’Italia con cento milioni d’alberi (il Duce voleva riempire l’Appennino d’abeti; pensava portassero neve e gelo e che con questi si sarebbe rinforzata la deboluccia italica schiatta: persistenze dell’immaginario autoritario) e, cosa ancora più irrealizzabile dato il nostro indebitamento l’abbassamento delle tasse. La promessa più fantasiosa? Ma quella che sta al cuore del suo messaggio; quella costantemente ripetuta di fermare chi non c’è o è ormai irrilevante nella politica e nella società italiane: i pericolosissimi, onnipresenti, potentissimi, comunisti.

Promesse e menzogne, stanno alla base della comunicazione del Presidente del Consiglio; menzogne tanto numerose e continue da non poter neppure essere enumerate. Una? La più infantile, forse: quella sul numero dei suoi processi. Sono ventisette, fin qui, ci comunica san Travaglio; sono novanta e più, cento e più, si vanta Berlusconi, quasi le imputazioni fossero medaglie al valore, per il giubilo delle sue truppe.

Promesse mai mantenute e scoperte menzogne, quelle di Berlusconi, che avrebbero portato alla conclusione, nel ridicolo, della carriera di qualunque uomo politico del passato, ma perfette per far parlare di sé, e ancor di più per distogliere l’attenzione dalle proprie colpe, insufficienze ed incapacità, nell’età dell’intrattenimento e della distrazione di massa.

E’ guardando oltre i confini italiani che il berlusconismo diventa comprensibile, e meno vergognoso; è la nostra declinazione di un generale imbarbarimento dell’occidente, iniziato un secolo fa, che proprio in questi decenni sta giungendo a compimento.

Continua ...

http://www.agoravox.it/Le-mirabolanti-promesse-di-Silvio.html

INDIA: RICOVERATO IN GRAVI CONDIZIONI IL GURU SATHYA SAI BABA

(AGI) - Hyderabad, 5 apr. - E' in gravissime condizioni, ricoverato in terapia intensiva uno dei piu' famosi guru e guide spirituali indiani nel mondo. L'ottantacinquenne Sathya Sai Baba, si trova in cura dal 28 marzo nell'ospedale costruito dalla sua stessa associazione, nella citta' di Puttaparthi nello stato di Andhra Pardesh, per gravi problemi respiratori e renali. L'ultimo bollettino medico ha generato grande preoccupazione e tristezza nei suoi adepti in tutto il mondo.
Dopo alcuni miglioramenti nei primi giorni, le sue condizioni sono peggiorate ed ora necessita' di ventilazione assistita permanente e continui dialisi per migliorare le funzioni renali. "I sistemi vitali non stanno rispondendo bene. Il team medico che lo assiste fa del suo meglio" ha dichiarato alla stampa, A. N Safaya, direttore dell'ospedale. Migliaia di persone a lui fedeli, iniziano a giungere a Puttaparthi per sincerarsi delle sue condizioni. Sai Baba, che per i milioni di seguaci nel mondo e' la reincarnazione di dio sotto sembianze umane, ha sostenuto piu' volte di aver compiuto molti miracoli come l'aver riportato in vita persone morte. Tra i suoi fedeli figurano, vari primi ministri indiani, facoltosi uomini di affari, e alcune stars del cricket. Il suo insegnamento si basa sul concetto che l'uomo e' una divinita' e deve impegnarsi a riscoprire la propria natura divina. Nel mondo occidentale e' diventato famoso soprattutto per l'interesse della stampa verso il sovrannaturale che ha circondato alcuni eventi ed azioni a lui dirette. In India e' anche famoso per il suo attivismo nel sociale, con progetti umanitari vari, la sua organizzazione 'Sathya Sai' ha contribuito alla costruzione di vari ospedali e istituti scolastici completamente gratuiti.

LIBIA: REGIME CONTRO ITALIA, "COSI' VA CONTRO SUOI INTERESSI"

(AGI)- Tripoli, 5 apr. - "I politici italiani hanno fatto scelte sbagliate per loro stessi e per gli interessi della loro nazione": cosi' Ibrahim Mussa,portavoce del governo libico, ha espresso il "rammarico" del regime di Muammar Gheddafi per la decisione dell'Italia di riconoscere il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi come "l'unico interlocutore politico legittimato a rappresentare la Libia". "L'Italia non sta comunicando con il governo libico", ha dichiarato all'Agi, "noi siamo sempre stati cooperativi ed e' il nostro governo che ha stretto gli accordi economici tra i due Paesi". "E' lo stesso governo libico che ha combattuto il terrorismo per molto tempo insieme a quello italiano e ha bloccato l'immigrazione illegale", ha affermato ancora Mussa, "e che ha aperto una nuova pagina con l'Italia dopo le scuse per l'invasione coloniale, e' lo stesso governo libico che ha ricevuto il vostro primo ministro tante volte". Il portavoce libico ha anche respinto ogni ingerenza negli affari interni del Paese: "E' una decisione che riguarda il nostro popolo, non e' affare del ministro degli Esteri, Franco Frattini, ne' di alcun altro politico o Paese europeo dire cosa deve o non deve fare il popolo libico", ha sottolineato Mussa, "la maggioranza della nazione libica e' con il Leader". "Abbiamo gia' detto", ha concluso, "che siamo favorevoli a un referendum per la leadership del Paese e che la gente possa votare per decidere.

LIBIA: USA, LA GUERRA COSTA 4 MILIONI DI DOLLARI AL GIORNO

(AGI) Washington - Le operazioni militari contro la Libia per gli Usa hanno un costo di 4 milioni di dollari al giorno. Una cifra destinata a calare con il progressivo disimpegno annunciato da Barack Obama. Lo hanno riferito fonti ufficiali militari. L'esercito americano sta impegnando una cinquantina di aerei da guerra .

Strasburgo condanna l'Italia espulse tunisino, poi torturato

La Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata contro il provvedimento del 2009 ai danni di Ali Ben Sassi Toumi, condannato per terrorismo e poi liberato e rimandato in Tunisia. Lì è stato catturato e ha subito maltrattamenti. Risarcito con 15 mila euro

STRASBURGO - L'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per aver espulso e rinviato nel suo paese un cittadino tunisino, che al suo arrivo - secondo le affermazioni dell'uomo - sarebbe stato arrestato e torturato. Ali Ben Sassi Toumi 1era stato condannato nel 2007 2 a sei anni di detenzione per terrorismo internazionale da un tribunale italiano. Liberato nel maggio 2009, era stato espulso in agosto nonostante la Corte europea avesse chiesto all'Italia di sospendere la decisione, per il timore di maltrattamenti in Tunisia. Il governo italiano affermò allora di aver ricevuto rassicurazioni diplomatiche sulla sicurezza di Toumi.
Toumi sostiene invece di essere stato arrestato non appena rientrato in Tunisia, torturato durante la detenzione e rilasciato solo a condizione di non denunciare i fatti. Nel condannare l'Italia, la Corte ha accordato 15.000 euro di risarcimento a Toumi per danni morali. La decisione può essere appellata.