martedì 30 agosto 2011

Certificato medico online: dal 13 settembre 2011 sostituirà quello cartaceo

Ci siamo: dal 13 settembre 2011 il datore di lavoro non potrà più chiedere al lavoratore in malattia l'attestazione mediante certificato medico cartaceo, ma dovrà procedere alla consultazione del documento online, utilizzando i sistemi informatici.
La circolare n. 4 del 18 marzo 2011 - emanata congiuntamente dal Dipartimento della PA e del Ministero del Lavoro -, infatti, ha previsto un periodo transitorio di 3 mesi dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuto in data 13 giugno 2011, per l'avvio a regime del sistema online.
Allo scopo di agevolare il flusso di informazioni tra azienda e lavoratori in malattia, il 20 luglio 2011 i sindacati Cgl, Cisl e Uil hanno sottoscritto un Accordo interconfederale valevole fino all'aggiornamento dei contratti collettivi nazionalicon le nuove disposizioni; accordo analogo è stato sottoscritto il 26 luglio 2011 daConfapi con i sindacati suindicati.
Nell'Accordo si legge, sostanzialmente, che :
  • rimangono invariati il trattamento economico e quello normativo da applicare al lavoratore in malattia;
  • il lavoratore ha sempre l'obbligo di avvisare l'azienda in caso di malattia. In mancanza, l'azienda potrà adottare sanzioni disciplinari, come previste dai Contratti collettivi;
  • il lavoratore in malattia ha ancora l'obbligo di comunicare variazioni dell'indirizzo di reperibilità, utile nell'ipotesi di visite di controllo;
  • l'obbligo per il lavoratore di consegnare il certificato medico all'azienda viene sostituito da quello di comunicare il numero di protocollo che identifica il certificato inviato dal medico per via telematica. Il datore di lavoro avrà così la possibilità di collegarsi al sito dell'INPS per visualizzare l'attestazione di malattia del lavoratore;
  • se il medico non procede all'invio del certificato medico online, il lavoratore ha l'obbligo di consegnarlo in forma cartacea al datore di lavoro e all'INPS - se previsto -.
Le aziende che non intendono sottoscrivere un accordo - o hanno dimensioni tali da non avere una rappresentanza sindacale costituita tra i lavoratori - potranno comunque avvalersi delle norme contenute nella Circolare n. 4 del 2011 sopra citata, che prevede l'obbligo per il lavoratore di comunicare il numero di protocollo del certificato medico online. Link al grafico sul sito del Sole 24 Ore : http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-08-29/debutta-certificato-medico-online-145029.shtml?grafici&uuid=AahLxtzD

La manovra supposta

La Chiesa svende tutto

Accade in Irlanda, dove le diocesi travolte dagli scandali per pedofilia sono sull’orlo della bancarotta

Le diocesi irlandesi sono nell’occhio del ciclone, dopo gli scandali dovuti agli episodi di pedofilia, alcuni dei quali “storici”, come quello di Andrew Ronan. Per decenni le storie di abusi su minorenni perpetrate da sacerdoti cattolici sono state insabbiate, e oggi, una volta scoperta la nera verità, la Chiesa non può fare altro che tentare di riparare. Il piano è quello di ripulire, almeno parzialmente, l’immagine delle istituzioni ecclesiastiche, e nello stesso tempo risarcire le numerose vittime, anche se dopo molti anni.

SVENDITA DI IMMOBILI – Per questo la Chiesa irlandese pianifica di mettere in vendita i propri immobili, per far fronte alle richieste di danni e scongiurare il tracollo finanziario. Uno scenario che rispecchia in parte quello degli anni scorsi in alcune diocesi statunitensi, travolte dai debiti prodotti dallo scandalo pedofilia e costrette persino a dichiarare bancarotta. Nella diocesi di Cloyne – al centro dell’ultimo rapporto governativo su una serie di abusi e coperture dal 1996 al 2009, tale da innescare addirittura una crisi diplomatica tra Irlanda e Vaticano – è stato chiesto ai parroci di redigere liste di beni che possano essere ceduti per raccogliere fondi per gli indennizzi alle vittime. E’ l’Irish Independent a rivelare oggi l’iniziativa quasi disperata della piccola diocesi, situata nella Contea di Cork (sud-ovest dell’Irlanda), per mettere in salvo le proprie finanze.

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“Aiutare la Libia? No grazie”

Un sondaggio della Cnn rivela: tre quarti degli americani non vogliono pagare per la ricostruzione del paese Un sondaggio telefonico della CNN, condotto tra il 24 e il 15 agosto, ha interrogato 1.017 cittadini americani adulti riguardo all’attuale situazione in Libia: vince il distacco.

RICOSTRUZIONE E GOVERNO - Dall’indagine è risultato che tre quarti degli americani, il 73%, non è d’accordo con l’utilizzo di risorse economiche statunitensi per la ricostruzione delle infrastrutture in Libia. Per quanto riguarda il futuro del paese, il 67% degli intervistati ritiene che il popolo debba ricostituire un governo civile e riportare l’ordine dopo la guerriglia, il tutto senza interventi da parte degli Stati Uniti. Sulla possibilità che la Libia riesca a stabilire un governo democratico, solo il 9% ci crede fermamente, mentre la maggior parte degli intervistati rimane incerto.

MUAMMAR GHEDDAFI - Il dittatore è ancora nascosto e al sicuro, ma il 36% degli americani è assolutamente certo che verrà catturato o ucciso, il 44% ne è abbastanza sicuro, il 13% ci crede poco e il 6% non si esprime a riguardo della cattura.

ARMI CHIMICHE - Si parla anche di armamenti potenzialmente pericolosi: il 15% crede che verranno trovate armi chimiche in mano ai fedeli del Rais. Le armi, secondo gli statunitensi, verranno requisite dalle autorità internazionali. Solo il 19% crede non esistano pericoli di questo tipo, mentre l’1% non ha opinioni a riguardo.

TERRORISMO E FUTURO - Cosa accadrà nella Libia post Gheddafi? Il parere degli americani si spacca. Il 14% degli intervistati crede fermamente che il terrorismo di Al Qaeda non riuscirà a prendere piede, mentre il 35% ne è abbastanza sicuro. Il 19% ritiene che gli Stati Uniti non siano in grado di affrontare una possibile ascesa del terrorismo con la costituzione di basi, mentre il 30% non è in grado di prefigurarsi sviluppi futuri.

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Irene: Sale bilancio vittime, 46 morti

(ANSA) - NEW YORK - Aumenta di ora in ora il numero delle vittime dell'uragano Irene, con alcuni Stati della East Coast in piena emergenza alluvioni. Il bilancio dei morti, secondo quanto riporta il sito on line del Wall Street Journal, e' salito a 46 negli undici Stati colpiti dall'uragano, ma molti sono ancora i dispersi. Solo negli Stati di New York e del New Jersey, poi, sono oltre un milione e mezzo le persone ancora senza luce. Il Vermont e' alle prese con la piu' grande inondazione della sua storia.

Italia: terzo polo, Pd e Idv attaccano: "le cifre non quadrano"

Italia: terzo polo, Pd e Idv attaccano:

ROMA - Una ‘contro-manovra’ fatta di un unico emendamento che sostituisce l’intera manovra del governo con ‘meno tasse’ e piu’ misure strutturali, a partire dal ‘taglio verticale e puntuale alla spesa corrente’ intervenendo sugli ‘acquisti della pubblica amministrazione’. La proposta e’ stata presentata da Pd, Terzo Polo e Idv. "Dalle cose che si capiscono fino a qui siamo alla confusione, ad una quadra che non c'é, non vedo come possano quadrare questi conti", ha commentato il segretario del Pd Bersani le notizie uscite dalla riunione a casa Berlusconi. "Hanno scritto un'altra manovra", ha protestato il presidente dei senatori dell'Idv Felice Belisario per il confronto fatto nella casa privata del premier, invece che in Parlamento. Il Terzo Polo ha presentato ieri al Senato la propria contromanovra fatta di un unico emendamento che sostituisce l'intera manovra del governo con 'meno tasse' e più misure strutturali. Sono previsti tagli al sistema previdenziale con la cancellazione del sistema delle quote dall'anno prossimo e la possibilità, quindi, di andare in pensione, per uomini e donne, o a 65 anni, o con 40 anni di contributi. "C'é un veto permanente della Lega su tutte le riforme strutturali che si possono fare, dalla previdenza alle Province, alle liberalizzazioni. Ecco perché siamo preoccupati", ha detto il leader dell'Udc Casini: "La manovra appare sempre più confusa e si preoccupa non tanto delle riforme ma di fare subito cassa mettendo le mani nelle tasche dei cittadini. Si rischia di finire nel baratro". Il Terzo polo propone anche numerose modifiche "piene di responsabilità e serietà", nell'ambito di quella che il leader dell'Api Rutelli definisce una 'proposta di governo'.

Usa: Pentagono sotto accusa, sprecati 30 mld in Iraq e Afghanistan

Usa: Pentagono sotto accusa, sprecati 30 mld in Iraq e Afghanistan
WASHINGTON - Il Pentagono ha sprecato 30 miliardi di dollari tra Iraq e Afghanistan. Lo ha affermato una commissione di inchiesta bipartisan del Congresso sui "Contratti di Guerra" che punta il dito contro gli sprechi e le frodi che hanno minato gli sforzi politici e hanno alimentato la corruzione in entrambi i Paesi. Una gestione allegra dei contratti stipulati dal Pentagono nel quadro delle guerre in Iraq e Afghanistan. Per esempio con le societa' di sicurezza private, ha portato a sperperare 30 miliardi di dollari (20,6 miliardi di euro) in dieci anni. "Decine di miliardi di dollari dei contribuenti sono stati sprecati a causa di una mancanza di pianificazione, di richieste imprecise e ondivaghe, di concorrenza sbagliata, di controlli insufficienti", si legge nel rapporto della commissione citato dal Washington Post. Il Pentagono "dipende troppo dai contractor", e c'è il rischio che altri 30 miliardi vengano sprecati se i governi iracheno e afgano "non decidono di sostenere i progetti finanziati con i fondi statunitensi dopo la fine del nostro intervento". Tra gli esempi di sprechi di denaro pubblico, citati dalla commissione, c'è una prigione da 40 milioni di dollari in Iraq che il governo di Baghdad "non voleva e non ha mai portato a termine". In Afghanistan, gli Stati Uniti hanno speso 300 milioni di dollari per una centrale elettrica che Kabul non ha i mezzi per farla funzionare. Il rapporto della commissione sottolinea come questi comportamenti siano aumentati, malgrado le promesse fatte dal presidente Barack Obama durante la campagna per la Casa Bianca del 2008, di limitare il ricorso alle agenzie private. (nella foto Leon Panetta, segretario alla Difesa Usa)

Schiaffo al figlio per strada a Stoccolma, arrestato E' successo a un consigliere comunale di Canosa, che ora e' in ambasciata

BARLETTA - Si trova nell'ambasciata italiana a Stoccolma Giovanni Colasante, consigliere comunale di Canosa di Puglia, nel nord Barese, arrestato il 23 agosto per avere, secondo l'accusa, picchiato in strada il figlio di 12 anni.
Colasante, che ha trascorso anche due notti e tre giorni in carcere ed e' attualmente sottoposto alla misura dell'obbligo di firma, attende con la moglie il giorno del processo e della sentenza, fissato al 6 settembre.
''Sono sereni e Colasante e' assistito da un mio collega svedese che l'ambasciata gli ha messo a disposizione'' ha riferito l'avvocato del consigliere comunale, Giovanni Patruno.
''In Svezia vige un sistema diverso dal nostro - ha aggiunto - per questo e' preferibile che sia seguito da un professionista del posto con il quale mi sono consultato e resto in costante contatto''.
Patruno, legale e amico, nonche' collega a Palazzo di citta' di Colasante, spiega anche quanto accaduto il 23 agosto in Svezia, poco prima che Colasante con i figli, il 12enne e uno piu' piccolo, la moglie e due cognati con famiglie a seguito si imbarcassero, cosa non piu' accaduta, per una crociera tra i fiordi norvegesi.
''Dovevano andare al ristorante ma il ragazzino era ostinato e si rifiutava di entrare - ha riferito Patruno - cosi' suo padre lo ha rimproverato, certo con veemenza, magari gesticolando, come siamo soliti fare, a voce alta, ma Colasante non ha picchiato o preso a schiaffi il bambino''.
Patruno chiarisce anche come del presunto schiaffo abbiano saputo i poliziotti. ''C'erano li' vicino due persone di nazionalita' libica, hanno chiamato la polizia che erano nella zona e certo la mancanza reciproca di conoscenza della lingua ha fatto il resto, ma tutto questo, avendo anche sentito i testimoni italiani dell'accaduto, sembra davvero assurdo, esagerato''.
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Interrogati per sei ore i fratelli di Parolisi

Nel pomeriggio, insieme al padre, l'incontro in carcere con Salvatore Gli avvocati difensori: «Non c'è nessun tesoretto segreto»

Alessia Marconi TERAMO Hanno sempre rifuggito le telecamere, chiusi nel loro dolore e increduli che una tragedia così grande possa essersi abbattuta proprio sulla loro famiglia. E anche ieri mattina, quando sono stati ascoltati per la prima volta dai magistrati come persone informate dei fatti, i familiari di Salvatore Parolisi hanno mantenuto quel contegno e quella riservatezza che li ha contraddistinti fin dalla morte di Melania. Francesca e Rocco Parolisi, rispettivamente sorella e fratello di Salvatore, sono arrivati a Teramo negi uffici della Procura ieri mattina intorno alle 10.30 per uscirne solo intorno alle 18.30. La prima, casalinga, è stata ascoltata per ben tre ore e mezza. Il fratello, agente di custodia in un comune del nord, ha invece parlato davanti ai magistrati per circa due ore mezza. E anche se sul contenuto delle loro dichiarazioni vige il massimo riserbo, sembra che con loro i pm Davide Rosati e Greta Aloisi e i carabinieri di Ascoli e Teramo (erano presenti i comandanti dei rispettivi nuclei operativi) abbiano voluto approfondire alcuni aspetti legati alla personalità di Salvatore. A loro avrebbero chiesto di raccontare come si comportava il caporalmaggiore, quali erano i suoi rapporti in famiglia, se aveva mai raccontato a casa dei suoi tradimenti. L'obiettivo, probabilmente, era quello di chiarire il contesto in cui Salvatore si muoveva, il contesto in cui viveva. Capire se ai fratelli avesse raccontato qualcosa, magari per loro insignificante ma comunque utile per le indagini. E non è escluso che alla sorella gli inquirenti abbiano chiesto anche di alcune conversazioni telefoniche intercettate tra lei e Salvatore. In una di queste, infatti, Salvatore avrebbe detto: «Mi dispiace che ci ha rimesso Melania». Una frase sibillina, che probabilmente i due pm avranno cercato di chiarire anche per verificare eventuali confidenze, anche sulla vita in caserma, fatte da Salvatore alla sorella. Sei ore di domande e risposte, per i fratelli del caporalmaggiore. Ad accompagnarli, particolarmente provato, il padre Pasquale con il quale Rocco e Francesca sono andati a Castrogno a trovare Salvatore. Nella loro prima visita da quando il caporalmaggiore è stato trasferito a Teramo, gli hanno portato qualcosa da mangiare, anche le melanzane coltivate dal padre. «Speriamo che finisca presto, che arrivino presto alla verità - sono le uniche parole di Francesca - si tratta di un dolore che non auguriamo a nessuno». Intanto l'avvocato di Parolisi, Valter Biscotti, liquida come inverosimile l'esistenza di un tesoretto intestato al caporalmaggiore. Il legale respinge, al pari delle altre ipotesi tracciate dalla procura, anche il movente economico.

METEO: TORNA CALDO AFRICANO. SICILIA E SARDEGNA LE PIU' BOLLENTI

(ASCA) - Roma, 30 ago - Torna il caldo africano: nei prossimi giorni l'Estate sull'Italia avra' ancora molto da dire, grazie alla nuova espansione dell'alta pressione africana. Da giovedi', spiega 3bmeteo, la colonnina di mercurio tornera' cosi' a schizzare su valori ben superiori ai 30* ovunque, fino a 35-36*C al centro sud. Saranno Sicilia e Sardegna tra le regioni piu' bollenti, ma anche Puglia interna e Basilicata: su queste regioni saranno possibili punte di 37-38*C. Qualche grado in meno, ma temperature comunque over 30*C anche al Nord, dove l'afa si fara' ancora una volta opprimente, rendendo le temperature percepite anche prossime ai 35/36*C. I valori termici si porteranno cosi' ben oltre le medie del periodo, anche di 6-8*C, per un avvio di Settembre da piena Estate. Tra venerdi' e sabato si attende il picco di calore in particolare sulle Isole maggiori, ma anche su diverse aree interne del Sud peninsulare. Tra le citta' piu' bollenti si segnalano in SardegnaCarbonia-Iglesias con 38*C, Oristano con 37*C e Sassari con 36*C; in Sicilia attesi 38*C a Ragusa e Caltanissetta, 37*C sulle zone interne del palermitano e del catanese, 36*C ad Agrigento. Sul resto del sud punte fino a 36-37*C attese anche a Cosenza, Caserta, sul materano, nel leccese e in genere sul Tavoliere pugliese. Al centro si toccheranno i 35* a Firenze, 36* a Roma. Valori tra 30 e 34 gradi al nord. La settimana trascorrera' in gran parte soleggiata sull'Italia, salvo qualche rovescio sui rilievi, specie alpini. Un primo importante peggioramento di stampo autunnale si profila tra domenica e lunedi', quando, secondo 3bmeteo, una intensa perturbazione atlantica sembra intenzionata a raggiungere il Centronord, determinando piogge e temporali diffusi. In questa fase fenomeni anche molto intensi ed abbondanti potrebbero interessare Prealpi, relative pedemontane, Liguria e Toscana.

Referendum:Buttiglione,che vuole Prodi?

(ANSA) - ROMA - ''Condividiamo l'opinione di Prodi che la via maestra e' una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilita' di scegliere i propri parlamentari. Il nostro modello e' il proporzionale alla tedesca. Col Mattarellum si puo' al massimo tornare al bipolarismo muscolare che ha prodotto i fallimenti ripetuti dei Governi Prodi e Berlusconi''. Lo afferma Rocco Buttiglione, Udc. ''Non vorremmo che la sua firma fosse solo un modo per impedire ogni alleanza tra Pd e Terzo Polo''.

Manovra, Berlusconi soddisfatto Insorgono Cgil e magistrati

Il premier sulle modifiche alla manovra-bis: "Confermata la coesione della maggioranza". Poi smentisce il presunto scontro con Tremonti: "Solo romanzi d'agosto". Il contributo di solidarietà resta per i dipendenti pubblici, ma le toghe: "Incostituzionale". Sindacati sul piede di guerra per le pensioni. Camusso: "E' un golpe. Rafforzati i motivi dello sciopero". Bersani: "Il governo non vuole rompere il patto con gli evasori"

ROMA- "Sono molto, molto soddisfatto perchè adesso la manovra correttiva è stata migliorata, senza modificarne i saldi" ed ora è più "equa e sostenibile". Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, commentando le modifiche al provvedimento anticrisi decise ieri nel vertice fiume con la Lega ad Arcore 1. Il premier ha detto che "il risultato conferma la coesione della maggioranza" e ha smentito qualsiasi attrito con Giulio Tremonti, etichettando i racconti riportati dai media sul presunto confronto con il ministro dell'Economia come "romanzi d'agosto". "Provvedimento necessario per ottenere intervento Bce".
"Non dobbiamo dimenticare che a inizio agosto in meno di quattro giorni abbiamo varato la manovra. Credo che nessuna altro governo ci sarebbe riuscito. Abbiamo dovuto farlo per ottenere l'intervento della Bce, una sorta di ombrello fidejussorio a tutela dei nostri titoli di Stato sotto attacco della speculazione", ha spiegato poi il Cavaliere per ribadire l'assoluta necessità del provvedimento.
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Rai, nuovo divorzio in vista Dandini ad un passo da La7

Dopo Michele Santoro e Paolo Ruffini, anche la conduttrice di Parla con me starebbe per approdare alla tv in chiaro di Telecom. Entro martedì prossimo la decisione, alla vigilia del cda di Viale Mazzini. Rimane Floris con Ballarò e sembrano superati gli ostacoli per il rinnovo di Report

ROMA - Serena Dandini è a un passo dall'uscita dalla Rai per approdare a La7. Il nuovo, possibile nuovo divorzio da Viale Mazzini andrebbe ad aggiungersi ad altri addii eccellenti: quello di Michele Santoro, 1 che l'11 settembre parlerà del suo nuovo progetto multipiattaforma, e diPaolo Ruffini 2, passato da Raitre alla direzione della tv in chiaro di Telecom. Le trattative fra Dandini e La7 sarebbero infatti alla stretta finale, con la scadenza, per la decisione finale, di martedì prossimo, alla vigilia della prima riunione del Cda di Viale Mazzini di mercoledì 7 nella quale la dg Lorenza Lei si era impegnata a dire l'ultima parola sul contratto con la Fandango, rimasto in sospeso prima della pausa estiva. Ma i giochi potrebbero essere conclusi già questa settimana. Per convincere Dandini e la squadra di Parla con me si è speso in prima persona con grande impegno il neodirettore Ruffini: a La7 la conduttrice si occuperebbe di un nuovo programma, essendo Parla con me di proprietà Rai. A parole, la Lei ad agosto aveva assicurato al Cda un via libera di massima della direzione generale alla ripresa di Parla con me dal prossimo 28 settembre: la trasmissione della Dandini era prevista nei palinsesti autunnali. Ma il continuo sollevarsi di obiezioni tecniche alla firma del contratto con la Fandango sono da sempre state accolte con molta preoccupazione da Dandini e dal suo staff, sempre più convinti di una determinazione della direzione generale a ostacolare il più possibile la realizzazione dei programmi indicati come 'sgraditi' al premier Berlusconi. In Rai non sarà ripetuto neppure Vieni via con me, la trasmissione record di ascolti della scorsa stagione, di Fabio Fazio e Roberto Saviano. I due lavoreranno ad un nuovo programma insieme, questa volta su La7, da luglio ad ottobre 2012, come da deroga al contratto del conduttore con la Rai. Come lui, in Rai sono rimasti Giovanni Floris e Ballarò (che riprende martedì 13 settembre alle 21 su Raitre) e, con ogni probabilità, Report di Milena Gabanelli 3: sembra che l'ostacolo che ha tenuto in forse la continuazione del programma, ovvero la copertura legale offerta dalla Rai alla trasmissione, rimasta in sospeso fino a prima delle vacanze, sia stato risolto.

Così Montezemolo non paga le sue tasse

Italia Futura, il think tank del figlioccio dell’Avvocato, propone una patrimoniale. Dal quale però Luca verrebbe esentato

Cose che capitano. Nella fretta di proporre idee nuovissime e originalissime per modernizzare il paese, Italia Futura, la fondazione think tank di Luca Luca Cordero di Montezemolo ha commesso un piccolo errore. E se n’è accorto Marco Lillo sul Fatto quotidiano. La proposta era quella di

sostituire il contributo di solidarietà di Tremonti, che il governo pare già essersi rimangiato, con “un’imposta patrimoniale permanente con aliquota pari allo 0,5 per cento sui patrimoni superiori a 10 milioni e tetto pari a un milione di euro (escluse le partecipazioni in società non quotate ma non le immobiliari e le holding), basata sull’autodichiarazione di patrimoni mobiliari e immobiliari”.

Un’imposta siffatta garantirebbe un gettito di un miliardo l’anno a carico dei super-ricchi, diceva Montezemolo. Ma per avere davvero effetto, bisognerebbe anche che la tassa andasse a colpire lì, negli impicci che i ricchi oggi fanno per non pagare le tasse. Prendiamo ad esempio un benestante a caso: Luca di Montezemolo:

Se si confronta l’ef fetto sui suoi conti personali, si scopre che il presidente della Ferrari potrebbe addirittura guadagnarci. Montezemolo, secondo l’ultimo bilancio della Fiat, guadagna 8,7 milioni di euro all’anno. Negli ultimi sette anni ha percepito più di 45 milioni di euro. Il contributo straordinario del cinque per cento sopra i 90mila euro, porterebbe la sua aliquota marginale dal 43 al 48 per cento: a parità di reddito nel 2011 rispetto al 2010, il contributo di solidarietà sarebbe per il manager piemontese pari a 430mila euro. A condizioni invariate nei due anni successivi, considerando la deducibilità del contributo, Montezemolo dovrebbe sborsare più di un milione di euro.

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Silvio si compra le antenne della Lega

Mondadori estende la sua copertura grazie alle frequenze di Radio Padania. Il Carroccio incassa

Anche in affari bisogna aver ottimi amici. E la Mondadori, la società della galassiaBerlusconi che controlla Monradio, che a sua volta controlla Radio 101, piaccia o non piaccia, li ha. Oggi è arrivato il via libera del Garante all’acquisto delle antenne di Radio Padania, l’emittente della Lega Nord di Umberto Bossi. Gli stessi che con il dietrofront su abolizione totale delle province e ritocco delle pensioni hanno scongiurato il rischio di far imboccare alla manovra economica un vicolo cieco, per intenderci.

VIA LIBERA DELL’ANTITRUST - L’Antitrust ha dato il suo benestare all’operazione che vede Monradio, titolare della concessione per l’esercizio dell’attività radiofonica commerciale attraverso l’emittente Radio 101, acquisire un ramo d’azienda della radio del Carroccio costituito da 10 impianti di radiodiffusione e contestualmente la cessione da parte di Monradio all’emittente padana di un impianto di radiodiffusione sito nel comune di Muggia (Ts). Secondo l’Autorità Garante della concorrenza, l’operazione condotta da Monradio (15,5 mln fatturato 2010) con Radio Padania (222 mila euro fatturato 2010) non appare suscettibile di determinare la costituzione o il un rafforzamento di una posizione dominante sul mercato.

SCAMBIO DI FAVORI - Monradio, attraverso l’operazione, intende consolidare la propria posizione sul mercato della radiofonia nazionale, migliorando la diffusione del proprio segnale sull’intero territorio nazionale. Radio Padania, dall’altra, intende far cassa. Il metodo, del tutto lecito, per carità, è facile. Spiegava Claudio Del Frate sul Corriere della Sera:

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Di Pietro, premier non nemico ma vada via

(ANSA) - ROMA - ''Non serbo rancore. Ho molti avversari, non nemici. Ne e' prova il mio colloquio con Berlusconi quest'estate alla Camera''. Cosi' Antonio Di Pietro in un'intervista a ''Chi''.''Il senso di responsabilita' - dice - impone di capire le ragioni degli altri, ma chi ha le cariche piu' alte ha il dovere di capire quand'e' giunto al traguardo. Berlusconi dovrebbe lasciare. Mi sono dimesso da da magistrato quando ho capito che la mia posizione era sovraesposta e avrebbe danneggiato la magistratura''

Con dna risolto "cold case" del 2004

(ANSA) - MILANO - I carabinieri di Legnano hanno risolto il caso dell'omicidio di Domenico Scafidi, ucciso con 14 colpi di Skorpion nel 2004 a Dairago (Milano). E' stato arrestato Ernestino Rocca, 36enne, operaio, sempre di Dairago, legato alla 'ndrangheta. Per la soluzione del caso e' stato determinante l'esame del Dna: quello di Rocca, arrestato nei mesi scorsi per detenzione di armi, e' risultato identico a quello trovato sui mozziconi di sigaretta che erano stati repertati sul luogo del delitto.

Ti somiglia? Allora ti piace

Il sito Find your Facemate parte dalle idee della fondatrice Bloom: «Mio marito? Ha la mia faccia»

Ci si piace e ci si somiglia
Ci si piace e ci si somiglia
MILANO – Perché funziona il legame tra il Principe Carlo e Camilla? E quello tra Tom Cruise e Katie Holmes? Semplice, perché sono simili. Ma non simili perché hanno le stese idee, gli stessi gusti, le stesse tradizioni, le stesse origini o la stessa cultura. Simili perché hanno dei lineamenti sorprendentemente uguali. Un sito dal nome Find Yoour FaceMate mira a intercettare le anime gemelle nel vero senso del termine, partendo dalle idee della fondatrice Christina Bloom, convinta che il segreto del successo del rapporto con suo marito sia proprio quello di avere una faccia sorprendentemente uguale.

SIMILE E’ BELLO - “Moglie e buoi dei Paesi tuoi”, “Chi si assomiglia si piglia”: i proverbi che sottolineano come anche nell’amore un’affinità e un senso di famigliarità sia spesso ricercato e ripagante si sprecano. Ma succede talvolta che l’analogia non sia solo caratteriale, bensì addirittura fisica. Capita di vedere marito e moglie uniti da una somiglianza sorprendente e non si riesce a capire se la similitudine nasce da una lunga vita insieme (un po’ come accade tra i cani e i padroni) o se forse già all’inizio le persone con caratteristiche fisiche comuni tendano a sentirsi attratte l’una dall’altra.

L’ALGORITMO DELLA FELICITA’ – A tutti coloro che ricercano la similarità è rivolto dunque questo sito per trovare l'anima più assomigliante. Usando un algoritmo sviluppato dalla società Face.com si riesce a intercettare il partner che ci assomigli in tutto e per tutto: stesso naso, bocca e forma del viso. Nato già tre mesi fa ora festeggia le venticinquemila iscrizioni, il che fa pensare che inciampare miracolosamente in Someone who looks just like you (qualcuno che assomiglia proprio a te) viene visto sempre da più persone come una cosa meravigliosa. E in effetti l’idea era venuta agli sviluppatori proprio sfogliando i risultati di uno studio del 1989 che sottolineava il naturale richiamo verso chi ci è simile. E del resto basta vedere i volti di alcune coppie che scorrono sulle pagine del sito per riflettere. Persino in casi in cui lui è nero e lei è bianca gli amori celebri e meno celebri di anime gemelle nel senso vero e proprio del termine sono moltissimi.

Emanuela Di Pasqua