martedì 30 agosto 2011

Gemelli, esposto del Codacons : «Marito infermiera avrebbe avuto Tbc nel 2004»

L'associazione: sconcertante assenza di controlli L'ospedale: mai ricevuto segnalazioni. Altri 18 bambini risultati positivi al test: in tutto sono 52 i contagiati

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)
ROMA - L'accusa è pesante: «Il marito dell'infermiera avrebbe avuto la Tbc nel 2004 e desta sconcerto che il Policlinico non abbia fatto le visite periodiche obbligatorie alla dipendente ogni anno». Il Codacons l'ha scritta nero su bianco in un esposto presentato alla procura di Roma sulla vicenda dell'infermiera del nido del policlinico Gemelli, malata di Tbc, da cui sono da cui sono scattati i controlli sui neonati: lunedì sono risultati positivi ai test altri 18 bambini, per un totale di 52 dall'inizio dello screening. In attesa di conferme o smentite per la denuncia del Codacons, però, c'è da registrare la presa di posizione del Policlinico. La direzione dell'ospedale, infatti, smentisce di aver mai ricevuto segnalazioni «nè da parte della dipendente nè da parte delle autorità competenti».
ALTRI 18 POSITIVI - Prosegue, intanto, la conta dei neonati esposti al bacillo della tubercolosi. Su 300 bambini sottoposti al test nelle giornate di venerdì e sabato, ben 18 sono risultati positivi. Si tratta di 11 maschi e 7 femmine, dei quali 5 nati nel mese di febbraio, 2 nel mese di marzo, 2 nel mese aprile, 3 nel mese di maggio, 5 nel mese di giugno e 1 nel mese di luglio. Complessivamente, sale a 52 il numero dei bambini risultati positivi (pari al 7,13% dei 917 bambini sottoposti al test fino a oggi). A questi casi si deve aggiungere quello della bimba di cinque mesi ricoverata al Bambino Gesù, le cui condizioni non destano preoccupazioni e la cui malattia però non è ancora collegabile con certezza all'infermiera del Gemelli. La Regione Lazio che precisa che la positività al test non significa malattia, ma esprime l'avvenuto contatto con il bacillo della tubercolosi: i piccoli saranno sottoposti a ulteriori controlli e sottoposti a profilassi per evitare il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell'avvenuto contatto con il micobatterio.
Continua ...

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