giovedì 10 febbraio 2011

Tutte le ragazze del presidente finite a Raiset

L’elenco delle ragazze che hanno avuto frequentazione con il premier e poi sono passate agli schermi televisiviCarlo Tecce del Fatto Quotidiano si imbarca in un’impresa titanica: elenca tutte le ragazze che sono passate alle cronache come frequentatrici delle feste di Silvio Berlusconi, e che sono passate per Mediaset o in Rai, dentro programmi comeGrande Fratello e simili; sono appena 28 (click per ingrandire l’immagine):

Cinzia Molena Ha trascorso soltanto 46 giorni nella casa del Grande fratello nel 2005. Dai verbali risulta spesso ad Arcore. Una veloce esperienza a Bulldozer su Rai2, poi attrice a Cento Vetrine, la soap opera pomeridiana di Canale5.

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Emilio Fede, dieci milioni per lasciare il Tg4?

Una buonuscita da oltre 10 milioni di euro: secondo Oggi. it sarebbe questa la cifra che Mediaset potrebbe offrire a Emilio Fede per lasciare la direzione del Tg4, probabilmente prima dell’estate e dell’ot – tantesimo compleanno del giornalista. I rumors andavano avanti da giorni,matutto è precipitato quando a parlarne è stato “Chi”, ovvero il settimanale considerato dai più l’or – gano ufficiale della famiglia Berlusconi. Tra questi spiccava la notizia in breve dal titolo “Il Tg4 si fa Sottile”, secondo la quale dal prossimo giugno Salvo Sottile «prenderà il posto di Emilio Fede». Stando a quanto si racconta nei corridoi di Cologno Monzese, Fede avrebbe chiamato Signorini, il quale avrebbe cercato di rassicurarlo attribuendo la notizia alla leggerezza di un collaboratore.Malui non ciha creduto e si è attaccato al telefono per chiedere lumi ai vertici dell’azienda, che secondo indiscrezioni avrebbero deciso di accelerare la trattativa per l’addio di Fede al Tg4.

Direttori a rapporto a Palazzo Grazioli: domani parte l’attacco del Cavaliere ai giudici?

Ferrara, Sallusti e Brachino a colloquio con il premier nella giornata di oggi. Perché?

C’è qualcosa di grosso in preparazione? Sembrerebbe di sì, visto che Silvio Berlusconi oggi ha incontrato tre direttori di giornali e tv a lui vicini. E questo potrebbe presagire a una mossa d’attacco del premier nei confronti dei giudici.

SALLUSTI, FERRARA EBRACHINO - Prima, la breve visita di Alessandro Sallusti a palazzoGrazioli, residenza di Silvio Berlusconi a Roma. Ma il direttore de ‘Il Giornale’, lasciando via del Plebiscito, sostiene con i cronisti di non essere stato dal presidente del Consiglio: ‘No, non l’ho visto…’, riferisce Sallusti, ‘anche se – aggiunge – mi hanno detto che e’ dentro’ palazzo Grazioli. Non si è visto soltanto il direttore de ‘Il Giornale’, Alessandro Sallusti, questa mattina a palazzo Grazioli. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha infatti visto a pranzo anche il direttore de ‘Il Foglio’, Giuliano Ferrara. Secondo quanto viene riferito, il quotidiano dell’elefantino’ potrebbe ospitare domani un’intervista al premier. Di certo, Ferrara è stato in questi ultimi tempi uno dei consiglieri più ascoltati dal Cavaliere. Il premier ha incontrato anche per circa un quarto d’ora il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

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Mafia: pentito Romeo, stragi per premier

(ANSA) - FIRENZE - Gli attentati del '93 sono stati fatti per Berlusconi. Lo ha detto il pentito Pietro Romeo al processo contro il boss Francesco Tagliavia a Firenze per le stragi del '93. Romeo ha detto di aver appreso queste cose da Gaspare Spatuzza mentre assieme a Francesco Giuliano stavano commentando gli attentati. 'Giuliano da tempo mi diceva che c'era un politico' e che le stragi erano fatte 'per far alleggerire il carcere duro, il 41 bis'.

Caso Mills: rischio prescrizione e impegni premier per applicazione giudice Vitale

Milano, 10 feb. (Adnkronos) - Sono i rischi di prescrizione del processo per il caso Mills e la difficolta' di stilare un calendario delle udienze prevedendo soprattutto gli impedimenti di Silvio Berlusconi, ad aver determinato il consiglio giudiziario milanese a dare parere favorevole all'applicazione del giudice Francesca Vitale alla decima sezione penale, nonostante la diretta interessata abbia presentato un ricorso in segno contrario.

Caso Ruby: padri separati domenica in piazza insieme a ex mogli

Roma, 10 feb. (Adnkronos) - Da 'nemici' ad 'alleati'. Almeno per un giorno i papà separati, quotidianamente in lotta con le ex mogli per difendere i loro diritti di padri, per una giornata saranno al fianco delle loro ex consorti. Accadrà domenica prossima quando le donne scenderanno in piazza a tutela della loro dignità. "Ci saremo anche noi - afferma Ernesto Emanuele, che presiede l'associazione 'Papà Separati' - Per un giorno lasceremo a casa la nostra conflittualità in nome della tutela della dignità delle donne. La nostra è una solidarietà vera, sentita perché anche con le nostre ex abbiamo sempre condiviso, al di la' di quello che è accaduto, una concezione della persona umana che non deve essere mai mortificata".

Caso Ruby, allarme effrazioni all'ufficio gip di Milano

Milano, 10 feb. (Adnkronos) - In pieno caso Ruby è allarme effrazioni all'ufficio gip del Tribunale di Milano. Nel giro di pochi mesi almeno due porte di ingresso dei giudici per le indagini preliminari sono state 'manomesse' e recano segni evidenti, all'altezza della serratura, di effrazioni. E' accaduto nell'estate alla presidente dei gip, Laura Manfrin, poi a Cristina Di Censo, il giudice del caso Ruby, e recentemente nell'ufficio di un terzo giudice.

Questo è bastato perché il presidente aggiunto dell'ufficio, Claudio Castelli, mandasse un e-mail a tutti i giudici invitandoli a prestare grande attenzione ai loro uffici dopo ''i fatti gravi'' registrati in pochi mesi e in un periodo in cui l'intero ufficio è esposto per ''l'evidente delicatezza dei procedimenti pendenti''. Tra le raccomandazioni fatte da Castelli ai colleghi vi è quella di chiudere in cassaforte i fascicoli più sensibili, non assentarsi mai dall'ufficio lasciando aperta la porta e non comunicare a nessuno la password di accesso del computer ma conservarla con la dovuta riservatezza.

L'ultimo episodio risale a martedì scorso 8 febbraio quando, alle 16.30, il giudice Federica Centonze ha rilevato una forzatura evidente della sua porta. Dai rilievi effettuati poco dopo le 20 dello stesso giorno è emerso che nessun fascicolo è stato asportato dall'ufficio. Ma anche ieri pomeriggio in servizio a palazzo di Giustizia hanno effettuato nuovi rilievi all'ufficio del giudice e alla porta a fianco, la stanza 41 bis.
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Sara Tommasi e quel volo in Bulgaria con Sgarbi sull’aereo del Presidente

Nell’indagine di Napoli spunta un viaggio aereo della showgirlinsieme al critico d’arte alla volta di Sofia

I pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio hanno interrogato ieri, secondo quanto si e’ appreso, Giosue’ Amirante, indicato come ‘socio’ di Vincenzo Saiello, alias Bartolo. L’uomo e’ coinvolto nell’inchiesta sul giro di prostituzione nel corso della quale sono stati intercettati, tra l’altro, gli sms indirizzati dalla show girl SaraTommasi al premier Berlusconi.

IL RUOLO DI AMIRANTE – Amirante spunta in diverse intercettazioni telefoniche in cui conversa con Bartolo e, in alcune circostanze, si farebbe riferimento ad appuntamenti per incontri intimi con Sara Tommasi. Ma soprattutto, per la showgirl spunta un viaggio del 14 giugno scorso sull’aereo presidenziale alla volta di Sofia, con Silvio Berlusconi e Vittorio Sgarbi con il quale era fidanzata all’epoca. Anche questo fa parte dei verbali di Amirante, che racconta che la Tommasi doveva partecipare a un evento in discoteca organizzato dai due quando ha ricevuto una telefonata in cui il critico d’arte gli diceva di prepararsi, perché sarebbe passato a prenderla a breve per quel viaggio. I due accompagnano per un pezzo di strada la ragazza, finché non arriva l’auto blu a prelevarla per portarla via.

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Usa: deputato Gop si dimette per e-mail a sito per incontrare donne

Washington, 10 feb. - (Adnkronos/Dpa) - Un deputato repubblicano si e' dimesso ieri dal Congresso dopo che sono emerse e-mail da lui inviate ad un sito per incontrare donne, nonostante fosse sposato. Chris Lee, che e' stato eletto nel 2008 in un distretto occidentale dello stato di New York, ha annunciato le sue dimessioni con un comunicato diffuso poche ore dopo che erano stati rivelati i dettagli di questo scambio di e-mail, compromettenti attraverso il sito Craiglist.

Ruby, del destino del premier decide il giudice di Tartaglia

Torna alla ribalta Cristina Di Censo: sarà lei a decidere se mandare a giudizio Berlusconi o restituire in tutto o in parte il fascicolo alla procura qualora non dovesse rilevare le ‘prove evidenti’ per un processo immediato.
Milano, 10 febbraio 2011 - Ha mandato in carcere l’uomo che gli scagliò in faccia il modellino del Duomo di Milano, e anni fa assolse il suo grande amico don Luigi Verzè, il fondatore dell’ospedale San Raffaele di Milano. Se valessero i precedenti, i legali di Silvio Berlusconi potrebbero trarre auspici a lui non sfavorevoli dalle decisioni del giudice Cristina Di Censo, la toga che tra qualche giorno segnerà l’immediata sorte giudiziaria del premier.
Toscana come Massimiliano Allegri, l’allenatore del Milan, Di Censo non è di Livorno come lui ma della vicina Piombino. Quarantaquattro anni, in magistratura dal ’94, molto riservata nella vita privata e nessuna attività conosciuta nel sindacato delle toghe, dopo il tirocinio a Firenze ha un passato da magistrato a Busto Arsizio e Saronno, nel Varesotto. E’ al tribunale di Milano dal 2007, e da ieri la porta d’ingresso al suo ufficio, al settimo piano, è presidiata da carabinieri che hanno il compito di proteggerla dal prevedibile assalto di giornalisti e fotografi.
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Niente "Caimano" a "Parla con me" Marano chiede un taglio, Moretti dice no

Nel corso del programma di Serena Dandini doveva andare in onda la sequenza finale del film. Ma il vicedirettore generale della Rai ha chiesto di ridurlo da 7 a 3 minuti. E il regista non ha voluto. L'Idv: "Censura preventiva, è emergenza democratica"

ROMA - Non andrà in onda stasera a Parla con me, il programma di RaiTre condotto da Serena Dandini, la sequenza finale del film Il caimano di Nanni Moretti. La decisione - a quanto si apprende - è stata presa dalla direzione di rete, d'accordo con il regista, dopo che il vicedirettore generale della Rai, Antonio Marano, ha chiesto di 'tagliare' la scena, riducendola da sette a tre minuti: un'indicazione con la quale Moretti non si è trovato d'accordo. Anche Dandini e tutto il team degli autori del programma si sono detti contrari a tagliare le ultime scene del film.
La decisione di mandare in onda, nel corso di Parla con me, la sequenza finale del film, era stata presa dopo la polemica sul mancato passaggio del film sulla stessa rete. RaiTre nei giorni scorsi aveva chiesto di poter trasmettere il film in prima serata, richiesta alla quale l'azienda avrebbe replicato che sarebbe andato in onda su RaiUno - che a sua volta ne avrebbe fatto richiesta. Nel film, e in particolare nel passaggio "censurato", Moretti interpreta un personaggio riconoscibile come Silvio Berlusconi, che affronta un processo al Palazzo di giustizia di Milano, viene condannato e reagisce auspicando che i cittadini reagiscano alla deriva giudiziaria. La pellicola si chiude con una molotov scagliata contro i magistrati sulle scale del tribunale milanese.
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Berlusconi e la fuga dal processo per illudere l'opinione pubblica

CI SONO i fatti e gli aspetti giuridici della controversia e poi, se in stato d'accusa è il capo del governo, è normale che ci siano la contesa politica, il discorso pubblico e il conflitto istituzionale. Ora per mettere un po' di ordine all'affaire e capirci qualcosa, senza essere inghiottiti dal maelstrom di fili che si ingarbugliano nel "caso Ruby", è utile separare i fatti dal diritto, il diritto dalla politica e la politica da un immaginato e molto presunto Zeitgeist, lo "spirito del tempo". I fatti si fa presto a riordinarli. La notte del 27 maggio 2010, Karima El Mahroug (Ruby), una minorenne marocchina, fuggita da una comunità di accoglienza, senza famiglia, senza fissa dimora, senza una fonte di reddito, è accusata di furto e accompagnata in questura. In quegli uffici a notte fonda giunge la voce del presidente del Consiglio che chiede al capo di gabinetto di lasciarla andare - e presto - perché la fanciulla è la "nipote di Mubarak". Si presenterà lì da voi, dice Silvio Berlusconi, una mia "incaricata" (Nicole Minetti) cui potrà essere affidata. Così avviene. Qualche ora dopo, indebitamente e contro le indicazioni del pubblico ministero dei minori, Ruby sarà consegnata alla Minetti che l'abbandonerà sul marciapiede di via Fatebenefratelli in compagnia di una prostituta brasiliana (Michelle).
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Scontro Napolitano-Cavaliere Il Colle vuole fermare il blitz

ROMA - È scontro aperto tra il Quirinale e Berlusconi. Il premier forza la mano: salgo al Colle, porto a Napolitano il testo di un nuovo decreto contro le intercettazioni. Ma il Quirinale lo gela: nessun incontro è stato mai richiesto dal presidente del Consiglio, e tanto meno su questo tema. E, accanto alla sorpresa per il mancato rispetto di ogni procedura, sul Colle monta l'irritazione per l'ultima sortita del premier. Prima la bordata durissima contro i giudici di Milano, quindi la minaccia di voler fare causa allo Stato. Infine il documento del Pdl. Il premier usa quindi toni violenti, parla di "schifo" e "vergogna". Anche Umberto Bossi spara a zero e corre in soccorso dell'alleato: "Facendo così pare che i pm non rispondano più a niente. Il giudice naturale era un altro, sembra una guerra totale: è la magistratura contro il Parlamento". Tutti elementi che indispettiscono il Colle. Soprattutto alla luce di quel che è accaduto la scorsa settimana: quando proprio il Cavaliere aveva accolto l'appello a evitare contrapposizioni.
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Solo utilitarie per neopatentati

Scattati i limiti disposti dal nuovo codice della strada per chi inizia a guidare. I vincoli validi per il primo anno. Per i primi 3 anni, inoltre, non sarà possibile superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extra urbane

ROMA. Entrati in vigore da ieri i nuovi limiti per i neopatentati disposti dal nuovo codice della strada. Chi ha conseguito la patente da meno di un anno non potrà mettersi alla guida di veicoli con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW per tonnellata. Vincoli anche per i mezzi di categoria M1, quelli previsti per il trasporto di 8 persone, che non potranno superare i 70 kW. Per i primi 3 anni, inoltre, non sarà possibile superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extra urbane.
L'obbligo di attenersi ai limiti di potenza dura per un anno dalla data di conseguimento della patente (vale anche per chi ha preso la patente a 40 anni o l'ha conseguita a seguito della perdita totale dei punti).
La 'tara' è la massa del veicolo vuoto più quella del conducente, che per definizione si assume in 75 kg. Il rapporto potenza/tara si ottiene dividendo la potenza in kW per la tara in tonnellate; per i veicoli immatricolati prima del 4/10/2007 i dati della potenza e della tara sono riportati sulla carta di circolazione. Gli addetti ai lavori sottolineano come, almeno per i primi tempi, toccherà risalire alla tara con la calcolatrice in mano perché sulla questione c'é poca informazione da parte delle case automobilistiche. A complicare ulteriormente le cose c'é il fatto che il risultato del calcolo potenza/tara deve essere accurato fino al terzo decimale. Perciò, se è anche solo di 55,001 kW/tonnellata, la vettura non può essere guidata dal neopatentato.

Vendola: “Il 13 febbraio? Festa della decenza”

Il presidente della Regione Puglia annuncia l’adesione alla manifestazione di domenica prossima

‘La mobilitazione del 13 febbraio rappresenta una data fondamentale nel calendario della decenza, nel calendario della buona politica, nel calendario di chi cerca di voltar pagina in un’Italia che e’ sempre piu’ insopportabile, proprio per questa capacita’ di ridurre qualunque elemento di etica pubblica nell’epifania di un privato indecente’. Si conclude cosi’ il videomessaggio di adesione diNichi Vendola e di Sinistra Ecologia Liberta’ alle manifestazioni di domenica prossima.

IL SESSISMO - ‘Quello che abbiamo di fronte – prosegue il leader di Sel – non e’ un problema morale, e’ un problema politico. Uno dei cuori del berlusconismo e’ stato proprio quel mix tra sessismo e maschilismo’. E’ importante – insiste Vendola – ‘che la rottura del berlusconismo avvenga su questo terreno. E non e’ solo una lotta delle donne, che vedono degradata la propria immagine, ridotto il proprio ad un orpello o ad una specie di prosciutto a disposizione della voracita’ maschile. Ma e’ anche un problema degli uomini che devono reagire di fronte a cio’ che resta in forme patetiche dell’antico primato del maschile. Occorre – conclude – avere la capacita’ di un seppellimento critico di questi ingredienti indecenti, volgari e politicamente rilevanti’.

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Il verbale di Ruby che inchioda il premier

Nelle 782 pagine della richiesta di rito immediato le parole della marocchina sui Bunga Bunga
Secondo la procura sono la pistola fumante. Le parole cheKarima El Marough aliasRuby dice ai magistrati che la interrogano nel periodo in cui la ragazza ha un sacco di guai con la giustizia fanno parte delle accuse che SilvioBerlusconi dovrà fronteggiare davanti al tribunale di Milano. E, dice Piero Colaprico su Repubblica, tra le immagini del dossier anche due o tre foto, considerate interessanti per circostanziare l’accusa:

«La prima volta che incontrai SilvioBerlusconi era il 14 febbraio del 2010, il giorno di San Valentino. Ad invitarmi è Emilio Fede, ma non mi dice dove andiamo. Dice solo che mi porta ad una festa». Ruby diciassettenne parla, mentre il procuratore aggiunto Pietro Forno e il sostituto Antonio Sangermano non sanno che cosa pensare di questa ragazza appariscente, scappata dalla comunità. Karima El Marough, detta Ruby, però ne ha di cose da dire: «Allora abitavo in via S. Fede mi viene a prendere con un’auto blu scortata da una macchina dei carabinieri e arriviamo ad Arcore, entriamo da un ingresso laterale, e vengo presentata a Silvio Berlusconi».

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