domenica 30 gennaio 2011

Il "Milleproroghe" all'esame del Senato 1.500 emendamenti. Polemica per il condono

La "scure" dell'ammissibilità e delle coperture si abbatterà sulle proposte di modifica del decreto. Il Pdl rilancia la sanatoria per gli abusi edilizi e sulle quote latte. L'Udc chiede di inserire il quoziente familiare

ROMA - Delle circa 1.500 proposte di modifica arrivate al decreto milleproroghe ne resteranno ben poche: qualche decina. La 'scure' dell'ammissibilità e delle coperture si abbatterà infatti martedì prossimo sulla valanga di emendamenti arrivati nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama. Poi si entrerà nel vivo con l'esame delle proposte di modifica che saranno indicate dai gruppi come le più 'qualificanti'. Per arrivare poi all'aula di Palazzo Madama nel giro di due settimane e chiudere il testo per consegnarlo a Montecitorio dove, secondo l'opposizione, il milleproroghe arriverà sostanzialmente 'blindato'. Cioè tutte le modifiche saranno fatte a Palazzo Madama e alla Camera non resterà che ratificare il testo.
Non è ancora noto se sarà posta o meno in aula al Senato la questione di fiducia.
Continuano intanto a tener banco due delle modifiche proposte: gli emendamenti che puntano a riaprire il condono edilizio (proposta avanzata da Carlo Sarro e una ventina di esponenti del Pdl) che già ha provocato le ire dell'opposizione, degli ambientalisti e dell'ordine degli architetti e l'ulteriore sanatoria proposta dalla Lega per le multe sulle quote latte. Interpellato sull'argomento il relatore della commissione Affari Costituzionali, Lucio Malan (Pdl) ricorda che le richieste di riaprire i termini per il condono "sono identiche o quasi a quelle presentate l'anno scorso. E comunque già l'anno scorso non sono state approvate. Potranno essere introdotti anche nuovi criteri di valutazione. Ma il precedente dell'anno scorso è significativo". Quindi una bocciatura appare assai probabile.
Continua ...

Egitto: caccia sorvolano Il Cairo

(ANSA) - IL CAIRO - Caccia militari stanno sorvolando il Cairo a bassa quota, passando sulla grande piazza Tahrir, piena di gente nonostante il coprifuoco. Sedici carri armati sono diretti verso la piazza. Mohammed El Baradei, leader dell'opposizione egiziana, sta arrivando sulla piazza Tahrir per unirsi ai manifestanti, riferisce la Tv satellitare Al Arabiya.

Tunisia, dopo 21 anni di esilio torna in patria il leader islamico Ghannouchi

Tunisi, 30 gen. - (Adnkronos/Ign) - Il leader islamico tunisino, Rashid Ghannouchi, è rientrato oggi in Tunisia dopo 21 anni di esilio. Secondo quanto riferiscono i siti dell'opposizione tunisina, il fondatore del partito 'al-Nahda' è arrivato alle 12 ora locale all'aeroporto di Tunisi con un volo della British Airwaysproveniente da Londra, dove ha vissuto negli ultimi anni. Era stato condannato all'ergastolo dal regime di Ben Ali per aver fondato un partito fuori legge.

Ancora alta tensione in Algeria. Due giovani algerini si sono dati fuoco nei giorni scorsi per protestare contro le precarie condizioni di vita in cui versano. Secondo quanto riportato dalla stampa di Algeri, il primo a tentare il suicidio è stato un giovane di 26 anni, Abdelhafid Boudechicha, che si è dato fuoco due giorni fa nella zona di Bordj Bou Arreridj. Secondo fonti locali il giovane è deceduto poco dopo per le ustioni riportate.

Il giorno dopo un altro ragazzo ha imitato il suo gesto. Si tratta di un ventenne di Mostaganem, nella parte occidentale dell'Algeria, il quale èancora ricoverato in ospedale in condizioni disperate. Sono almeno 15 le persone che nelle ultime settimane si sono date fuoco. Questo fenomeno è iniziato dopo il gesto compiuto dal giovane tunisino, Mohammed Bouaziz, che dandosi fuoco il 17 dicembre scorso ha nnescato la rivolta di Tunisi.

Trapani - nel centro storico vendesi appartamento superaccessoriato

Cani preveggenti sentono i terremoti e consolano i malati

Sondaggio americano: per il 72% dei proprietari hanno intuizioni che la scienza non spiega
EGLE SANTOLINI
MILANO
C’è la storia di Brie, incrocio fra un labrador e un danese, e di Lola la bassethound: racconta la loro padrona, Kay Moore, che quando sta per arrivare una scossa di terremoto, e a Loma Linda in California capita spesso, «si mettono a correre come impazziti per casa». E poi c’è Mickey, il bastardino salvato da un canile 15 anni fa. Anne Radley, l’umana che vive con lui a Hiawatha nel Kansas e che fa i conti con ricorrenti attacchi di panico, spiega che quando è «invasa dall’ansia, lui se ne rende conto immediatamente, mi sta vicino e mi coccola». No, non può accorgersene perché la vede agitata: Mickey è completamente cieco.
Mentre realizzavano la loro inchiesta per la Associated Press, di episodi del genere i ricercatori dell’istituto Gfk Roper se ne sono sentiti raccontare a decine. I risultati del sondaggio sono stati inequivocabili: su mille proprietari di animali intervistati negli Stati Uniti, il 72% di chi ha un cane ritiene che siano in grado di prevedere eventi meteorologici o terremoti, e un bel 43% è anche certo che intuiscano in anticipo una cattiva notizia.
Continua ...

Contrada, recluso in casa tra soldatini di piombo e lirica

L'ex funzionario del Sisde condannato per mafia: «Festeggerò i 150 anni dell'Unità»

FRANCESCO LA LICATA

PALERMO
Ogni volta che arriva Natale, Bruno Contrada la ripercorre interamente la strada che lo ha portato allo stato di detenuto: prima in un carcere militare poi, fino ad oggi, prigioniero in casa sua. Già, l’ex funzionario del Sisde e un tempo capo della squadra mobile di «Palermo irredimibile» è uno dei pochissimi - si contano sulle dita delle mani - condannati per mafia in via definitiva. Ovviamente uno dei pochissimi rappresentanti della cosiddetta zona grigia, non della bassa macelleria.
Il due di settembre di quest’anno lo sbirro più famoso (e più odiato) di Palermo compirà ottant’anni e «non so - dice ora al suo avvocato - come abbia potuto raggiungerli», un po’ per la salute, un po’ per il peso del fardello che si porta sul groppone da quasi vent’anni. Quando ebbe inizio il suo «film dell’orrore», ne aveva appena compiuti 61 ed era nei primi tre posti della gerarchia del servizio segreto civile, che allora si chiamava Sisde. Era la vigilia di Natale del 1992, Falcone e Borsellino erano saltati in aria a maggio e a luglio, il Paese era frastornato dall’inedita strategia violenta di Cosa nostra e dalla bufera istituzionale alimentata dalle inchieste sulla corruzione a Milano.
Continua ...

L'ultima mossa del Raìs in bilico Il capo dei servizi segreti scelto come vice

Suleiman ora è candidato alla successione. Abile negoziatore, potrebbe dare continuità alle relazioni con Stati Uniti e Israele. Ma la sua nomina
potrebbe non bastare a placare l'ira dei manifestanti

di BERNARDO VALLI
Hosni Mubarak non aveva mai voluto tra i piedi un vice presidente. L'infastidiva l'idea che potesse apparire come il successore. Il suo posto, dopo il ritiro o la morte, lo riservava a Gamal, il figlio di 47 anni. Non escludeva del resto di poter iniziare lui stesso, in settembre, un sesto mandato, che, salute permettendo, l'avrebbe portato a trentasei anni di potere e a ottantotto anni di età, Ieri ha dovuto cedere: è stato costretto ad affidare al tenente generale Omar Suleiman la carica di vice presidente che conservava gelosamente vacante.
È difficile non interpretare questa nomina come un passo di Hosni Mubarak verso la porta di uscita. Ma i tempi non appaiono ancora definiti. A fissarli sarà la rivolta popolare. La designazione di Suleiman non conclude la crisi, ne segna una svolta. Certo adesso il raìs vacilla sul serio. È come se gli avessero messo accanto il sostituto.
I militari gli hanno di fatto imposto di rinunciare al figlio come successore o all'idea di riproporsi lui stesso per altri sei anni; e di accettare infine un vicepresidente che pur non avendo diritti costituzionali alla successione (e anche se nessuno lo dichiara ufficialmente) risulta di fatto colui che prenderà il suo posto, se la rivolta popolare lo consentirà.
Continua ...

Il questore, il prefetto e le pressioni del premier La fidanzata del narcotrafficante ricevuta da Lombardi

Marysthell Polanco telefona alla prefettura: "Chiamo da parte del presidente Berlusconi...". Il prefetto di Milano accolse la soubrette che gli chiedeva un aiuto per la cittadinanza e la congedò con un "mi saluti il presidente". Sindacati di polizia sul piede di guerra: "Siamo servitori dello Stato o servi del potere?"

di PIERO COLAPRICO
MILANO - Questa storia complessa e penalmente rilevante che va dal bunga bunga alla telefonata in questura per sottrarre alla polizia una minorenne frequentatrice di Arcore, sta creando, insieme con le ultime scoperte, un piccolo terremoto nel cuore degli apparati di sicurezza. I sindacati per ora "stanno fermi". Hanno già protestato tutti per difendere i colleghi accusati dal premier di perquisizioni "indegne di un paese democratico". Ma dietro le quinte sono ancora furibondi: "Sembriamo dei servi del potere, altro che servitori dello Stato e professionisti della sicurezza", dicono.
Proviamo ad osservare dalla loro prospettiva il film berlusconiano. Lo scandalo Ruby è esploso a fine ottobre 2009 e le indagini sono in corso. Varie cose sono accadute. Per esempio, la consigliere regionale Nicole Minetti sa che il convivente della soubrette Marysthel Polanco è stato arrestato per droga. E quando è stato acchiappato era sull'auto che lei aveva prestato all'amica dei bunga bunga di Arcore. Questo narcos e Berlusconi hanno dunque condiviso la stessa donna, ognuno a casa sua. Questioni di cuore. Qui importa altro.
Nonostante questa tempesta giudiziaria sia in corso, il 4 dicembre, alle 15, una telefonata di Palazzo Grazioli, abitazione romana di Berlusconi, arriva a Marysthel: "Buonasera, le dovrei dare il numero di telefono del prefetto Lombardi... come Lombardia senza a". Due giorni dopo Marysthel si fa viva: "Allora io la chiamo da parte del presidente Berlusconi, non lo so se era giusto dirlo a lei...". È la parola magica. La segretaria del prefetto diventa più gentile: "Ovviamente io ho avuto questo input ... mi può attendere solo un attimo?". È davvero un attimo: "Il prefetto mi diceva di verificare con lei l'orario per l'incontro".
Leggi tutto:

Egitto:chiuso ufficio Al Jazira al Cairo

(ANSA) - IL CAIRO - 'Le autorita' egiziane hanno deciso la chiusura dell'ufficio di Al Jazira al Cairo e ritirano gli accrediti ai suoi corrispondenti': lo ha annunciato la stessa tv satellitare in una scritta in sovrimpressione. Stamani l'esercito egiziano ha sigillato l'accesso a piazza Tahrir, dove da giorni si assembrano migliaia di persone per chiedere la caduta del regime del presidente Mubarak. Carri armati sono stati schierati in modo massiccio in ogni via o viale che conduce alla piazza.

Egitto: esercito, 450 arresti per razzie in diverse parti del paese

Il Cairo, 30 gen. - (Adnkronos/Aki) - Sono 450 le persone arrestate nella notte dall'esercito egiziano in diverse aree del paese, colte a compiere furti e razzie. La tv di stato egiziana ha mostrato alcune di queste persone fermate, in particolare nella periferia del Cairo e di Suez, accusate di aver violato il coprifuoco e rubato auto e beni dalle case private. In molti sono stati trovati in possesso di coltelli e spade usati per rapinare i passanti e compiere assalti nelle case.

Egitto, 102 i morti nella rivolta. Evasione di massa da un carcere

Il Cairo, 30 gen. (Ign) - Sale di ora in ora il bilancio delle vittime per la rivolta scoppiata in Egitto, che ha costretto il presidente Hosni Mubarak ad azzerare il Governo e a nominare, per la prima volta in 30 anni, un vicepresidente.

Solo ieri a terra sono rimaste 33 persone, facendo così salire a 102 il numero dei morti da quando, martedì, la gente ha invaso le strade contro il regime di Mubarak. Il precedente bilancio ufficiale delle vittime parlava di 92 morti.

Migliaia di detenuti, intanto, sono evasi dal carcere egiziano di Wadi Natroun, a nord del Cairo, secondo quanto hanno reso noto fonti della sicurezza.

“La fidanzata di Silvio è un’invenzione mediatica”

Italo Bocchino attacca il premier nella trasmissione In Onda di La7“La fidanzata di Berlusconinon esiste, e’ un tric trac mediatico”. Lo ha detto il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino, nel corso della puntata di stasera di “In Onda”, il programma di approfondimento de La7 condotto daLuisella Costamagna e Luca Telese. Nella trasmissione de La7 il capogruppo di Futuro e Libertà si è scontrato con il rappresentante del Pdl, la sottosegretaria Elisabetta Casellati, che ha rinfacciato al finiano la casa di Montecarlo e le vicende della moglie produttrice della Rai.

SILVIO NON HA LA COMPAGNA - Italo Bocchino ha rinfacciato al premier le continue bugie raccontate nel Rubygate. In particolare il capogruppo di Futuro e Libertà ha detto che la famosa fidanzata del presidente del consiglio sarebbe un’altra invenzione di Berlusconi. Nella trasmissione Bocchino si è scontrato con la sottosegretaria alla Giustizia Casellati, sul Rubygate e su altri casi di attualità. Il finiano ha rinfacciato i bonifici concessi alla Sarcinelli, e i 40 mila euro pagati alla prostituta Iris Berardi. “Una situazione inaccettabile per i giovani precari che guadagnano mille euro al mese”, ha detto Bocchino, che si è detto favorevole a nuove elezioni anticipate. Secondo Bocchino nuove consultazioni significherebbero la conclusione della carriera di Berlusconi, che non sarebbe più confermato premier, mentre il nuovo governo nascerà col contributo determinante del Terzo Polo.

Continua ...

http://www.giornalettismo.com/archives/111674/la-fidanzata-di-silvio-e-uninvenzione-mediatica/

Egitto, la polizia apre il fuoco Assalto al Museo, chiuse le Piramidi

Suleiman nominato vicepresidente. Il ruolo era vacante dall'ascesa al potere di Mubarak, trent'anni fa.

MILANO - Non si placa la rivolta in Egitto. Anche se la quinta giornata della collera, più che dagli scontri di piazza (che hanno fatto un centinaio di vittime), è stata funestata da saccheggi e devastazioni. Vandali hanno anche assaltato il museo egizio del Cairo rompendo le vetrinette di esposizione, e lasciando a terra, talvolta in pezzi, preziosi e delicati reperti dell'antico Egitto, prima che l'esercito prendesse il controllo. Bande di ladri avrebbero razziato inoltre l'ospedale pediatrico del centro tumori della capitale. Il Paese è nel caos: in serata è stato dato alle fiamme il palazzo della direzione centrale dell'Ufficio egiziano del fisco e nell'aeroporto dell Cairo sono bloccati 2.000 passeggeri circa, in maggioranza senza prenotazione e diretti verso Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania e Libano. E almeno 19 jet privati decollati nel pomeriggio dal Cairo sarebbero giunti in serata a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Al Jazeera ipotizza si tratti di figure di primo piano dell'economia egiziana fuggite per il timore che la rivolta in corso da 5 giorni in Egitto degeneri in una rivoluzione ancor più sanguinosa. Il presidente, come annunciato in nottata,ha lavorato alla formazione del nuovo governo. Il ministro dell'aviazione civile Ahmed Shafik è stato incaricato di formare il nuovo governo (succede ad Ahmed Nazif) e il capo dei servizi segreti Omar Suleiman è stato nominato vicepresidente. Si tratta di una svolta: è la prima volta che Mubarak nomina un vice dalla sua ascesa al potere, trent'anni fa. Suleiman, 75 anni, è una personalità di rilievo e da più parti è considerato il candidato del Partito nazional democratico per le prossime elezioni presidenziali. Alla Difesa sarebbe andato il capo di Stato maggiore Sami Anan mentre agli Interni sarebbe stato nominato un altro generale Ahssan Abdel Rahman. Queste ultime due nomine in particolare sono respinte come «insufficienti» da gran parte dei movimenti di opposizione, tra cui spicca quello di Mohammed ElBaradei.

Continua ...

Caso Ruby: migliaia in piazza a Milano per difendere dignita' donne

Milano, 29 gen. (Adnkronos) - Alcune migliaia di persone, oltre diecimila per gli organizzatori, si sono riunite oggi pomeriggio in Piazza della Scala a Milano per manifestare "a difesa della dignita' delle donne". I manifestanti, in maggioranza donne, portavano tutti una sciarpa bianca per testimoniare la critica nei confronti del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di cui sono state chieste le dimissioni. Dal palco sono stati letti numerosi messaggi mandati da personaggi come Luis Sepulveda, Nichi Vendola, Susanna Camusso e Rosy Bindi. Tra i presenti il direttore dll'Unita' Conchita De Gregorio, Dario Fo e Franca Rame, oltre all'ex ministro Barbara Pollastrini e al candidato sindaco del centrosinistra a Milano Giuliano Pisapia.