lunedì 23 maggio 2011

“Cucchi mi disse: gli agenti mi hanno picchiato”

L’assistente di polizia penitenziaria Bruno Mastrogiacomo testimonia al processo per la morte di Stefano

Quando Stefano Cucchi, dopo la convalida del suo arresto per droga, entro’ in carcere a Regina Coeli, disse all’agente dell’ufficio casellario della struttura penitenziaria ‘che lo avevano arrestato per droga e che era stato menato all’atto dell’arresto’.

I CARABINIERI - La prima volta disse ‘che era stato picchiato dai carabinieri’; in un secondo momento sottolineo’ solo che ‘era accaduto all’atto dell’arresto’, senza andare oltre. Lo ha detto l’assistente della polizia penitenziaria Bruno Mastrogiacomo, sentito come testimone al processo per la morte di Cucchi avvenuta una settimana dopo quell’arresto. ’Cucchi mi disse – ha aggiunto Mastrogiacomo – che fino a quando, durante il suo arresto, era stato in piedi, era riuscito a parare qualche colpo; poi non piu”. L’agente, sollecitato con domande sui tratti somatici e sulle movenze di Cucchi quando lo vide, ha precisato che ‘era violaceo in viso, tumefatto, rossastro sotto gli occhi, ma non so dire se erano lividi.

I SERVITORI DELLO STATO - Tant’e’ che mi venne spontaneo chiedergli ‘Ma hai fatto un frontale con un treno?’. Poi, aveva un segno rosso all’altezza dell’osso sacro. Camminava a fatica, trascinava un po’ la gamba e non poteva stare seduto’. Un’altra frase di Cucchi e’ rimasta impressa alle forze dell’ordine. Portato con urgenza al pronto soccorso del ‘Fatebenefratelli’ due giorni dopo l’arresto, nel lamentarsi per dolori alla schiena, disse all’agente Mauro Cantone: ‘I servitori dello Stato mi hanno fatto questo. Lo diro’ al mio avvocato’. Dal ‘Fatebenefratelli’ fu poi portato al reparto detenuti del ‘Pertini’. E, secondo Cantone, li’, all’agente della penitenziaria che lo accolse, Cucchi disse ‘Accetto il ricovero, accetto tutto; basta che mi fate parlare con il mio avvocato’.

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