Divulgo quello che ... non tutti dicono ... / Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione. (Edmund Burke)
sabato 28 dicembre 2013
Piccolo segreto da fare ogni Notte per Perdere fino a 3kg a Settimana
Bastano 2 cucchiaini di miele la sera, prima di coricarsi, per perdere fino a 3 Kg a settimana.

Secondo il nutrizionista inglese, questa pratica consente di attivare degli ormoni durante il sonno, ormoni che sono alimentati da grassi, per cui l’organismo automaticamente brucia più grassi. Il miele, oltre alle note proprietà, sarebbe anche in grado di determinare dei cambiamenti nel metabolismo, per cui sarebbe possibile bruciare, durante la notte, gli zuccheri, e non solo, perché mangiare miele prima di coricarsi indurrebbe il cervello a fermare il desiderio di zucchero e di altri alimenti a base di carboidrati. Insomma, una sorta di difesa naturale che consentirebbe non solo di perdere i chili di troppo, molto più velocemente che non con la semplice dieta, ma eviterebbe oltre tutto anche di prendere altri chili in eccesso in quanto si tenderebbe a non mangiare gli alimenti maggiormente responsabili dell’aumento di peso corporeo.

Piccolo segreto da fare ogni Notte per Perdere fino a 3kg a Settimana: il miele. Si, questo dolce nettare frutto del lavoro instancabile delle api è un vero amico della linea, oltre che della salute, perché sembra essere in grado di far perdere, senza nemmeno troppi sforzi, parte dei chili di troppo. Il miele è un antibiotico naturale, un antiossidante e altro ancora e queste sue virtù sono ormai note da tempo, ma secondo il nutrizionista di Edimburgo Mike Mcinnes, due cucchiaini di miele prima di coricarsi aiutano a rimettersi in forma più velocemente, e questa è sicuramente una buona notizia.
Non si tratta comunque di una novità perché di questo ne ha parlato per la prima volta in nutrizionista nel 2005, ma solo ora la notizia ha preso a circolare in rete con una certa insistenza. Mike Mcinnes è uno sportivo e un farmacista che aiuta, assieme al figlio anch’egli nutrizionista, gli atleti nell’alimentazione per metterli in condizione di potar ottenere le migliori performance possibili anche grazie a quello che si mette nel piatto. Egli sostiene che mangiare due cucchiaini di miele la sera, prima di coricarsi, consente di bruciare i grassi in eccesso, senza quindi dover ricorrere ad una dieta che costringe a fare calcoli tra calorie, peso e quantità.
Secondo il nutrizionista inglese, questa pratica consente di attivare degli ormoni durante il sonno, ormoni che sono alimentati da grassi, per cui l’organismo automaticamente brucia più grassi. Il miele, oltre alle note proprietà, sarebbe anche in grado di determinare dei cambiamenti nel metabolismo, per cui sarebbe possibile bruciare, durante la notte, gli zuccheri, e non solo, perché mangiare miele prima di coricarsi indurrebbe il cervello a fermare il desiderio di zucchero e di altri alimenti a base di carboidrati. Insomma, una sorta di difesa naturale che consentirebbe non solo di perdere i chili di troppo, molto più velocemente che non con la semplice dieta, ma eviterebbe oltre tutto anche di prendere altri chili in eccesso in quanto si tenderebbe a non mangiare gli alimenti maggiormente responsabili dell’aumento di peso corporeo.
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I dolci riducono la memoria: attenzione al Natale!
I test condotti da alcuni ricercatori australiani sui topi non lasciano spazio a dubbi: un eccesso di zuccheri può causare l'infiammazione dell'ippocampo e ridurre le proprie capacità cognitive.

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Arriva il Natale con la sua esplosione di colori e sapori e, puntuale, giunge anche l’allarme degli esperti. Sulle tavole italiane, a chiusura di pranzi e cene epiche, si adageranno i tipici dolci natalizi. Cassate, struffoli, raffioli, pastiere e panettoni ammiccheranno al commensale stremato invitandolo all’ennesima forchettata. E questi probabilmente cederà alla provocazione, nonostante il recente studio dei ricercatori della School of medical science della University of New South Wales, a Sydney. La rivista specialistica “Brain, behavior and immunity” ha pubblicato infatti l’esito di uno studio condotto su topi di laboratorio circa l’effetto dei dolci sul cervello. Per pochi giorni ai piccoli roditori è stata fornita acqua con elevate dosi di zucchero per poi studiarne possibili effetti sul comportamento. Nonostante i topi si fossero alimentati in maniera sana nel corso dell’anno, è stata riscontrata ben presto un’alterazione delle proprie capacità cognitive.
Rispetto ai giorni precedenti al test, i piccoli animali trovavano maggiore difficoltà maggiori a ritrovare oggetti che i ricercatori riposizionavano altrove all’interno della gabbietta. La diminuzione delle capacità dei roditori è stata legata allo stato infiammatorio dell’ippocampo, zona “primitiva” del cervello che – tra le tante funzioni – volge anche quella di conservare la memoria spaziale. Margaret Morris, una delle autrici dello studio, ha sottolineato che “la scoperta è importante perché pensiamo possa fare luce anche sul processo di declino cognitivo umano. Ci ha sorpreso la velocità con cui si è verificato il deterioramentodella memoria in rapporto al consumo di zuccheri. Abbiamo anche visto che il danno permane anche quando i topi hanno ripreso a mangiare in modo sano”
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Londra in corsia di sorpasso: diventerà economia leader in Europa

(Teleborsa) - Cambierà la geografia economica mondiale di qui al 2030, anche con sorpassi inconsueti, come quello del Regno Unito, che si prepara a spodestare la Germania dal trono d'Europa. E' quanto rivelato dall'ultima ricerca condotta dal Centre for Economics and Business Research (CEBR), che traccia una classifica delle economie di "maggior peso" al mondo.
La Cina riuscirà a superare gli Stati Uniti molto più tardi di quanto sinora ipotizzato, attorno al 2028, mentre l'India riuscirà a superare il Giappone nella stessa data, diventando la terza maggiore economia (oggi è solo al decimo posto). L'ascesa delle economie emergenti non si fermerà e porterà il Brasile ai quinto posto ed il Messico nella top ten.
La grande rivelazione però è il Regno Unito, che riuscirà a scalzare la Germania, diventando l'economia più florida in Europa, grazie ad una serie di politiche messe in campo dal governo di Londra: Regime fiscale leggero, aumento della popolazione ed indipendenza dai vincoli restrittivi dell'Eurozona.
Per contro, la Germania vedrà crescere la sua economia a ritmi più lenti, a causa dell'invecchiamento della popolazione, dell'incertezza che assilla l'euro e dei vincoli imposti dall'Unione monetaria.
Note dolenti per l'Italia, che oggi è all'ottavo posto in classifica, poiché l'economia tricolore crollerà al quindicesimo posti nel 2030. fra i malati d'Europa anche la Francia, che uscirà dalla top ten, a causa di una crescita troppo debole e di un regime fiscale pesante.
http://www.teleborsa.it/News/2013/12/26/londra-in-corsia-di-sorpasso-diventera-economia-leader-in-europa-628.html#.Ur7HMPTuJ2F
Miracolo del governo Letta: pioggia di milioni sulla Scuola privata
Per le paritarie la crisi non esiste: arrivano 500 milioni dalla legge di Stabilità. Esulta l'aera catto-ciellina, che trova nel Pd il suo nuovo referente.

Il Vaticano con tutte le sue diramazioni politiche esulta per la Legge di Stabilità, che foraggia le scuole paritarie al di là delle aspettative. In barba alla crisi, gli istituti privati parificati potranno contare su 500 milioni di euro per quest'anno e 500 per il prossimo.
Intervistato dalla rivista ciellina Tempi, il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi, anch'egli ciellino, esulta: «Se questi fondi non fossero stati reintegrati, le scuole paritarie sarebbero sicuramente andate incontro a un taglio degli stanziamenti pari al 45 per cento, che sarebbe automaticamente corrisposto a un raddoppio delle rette». Ma non basta: Imu e Tares ne minano ancora la sopravvivenza. «Secondo me - continua Toccafondi - il vero tema è riuscire a far comprendere che, così come sarebbe assurdo far pagare l'Imu alle scuole statali, lo è altrettanto farla pagare a quelle paritarie, che non sono affatto scuole "di élite" o in alcun modo esclusive, ma sono scuole normalissime, gestite da enti no profit e senza scopo di lucro, la cui unica ragione d'esistere è l'educazione degli studenti. Scuole che, pertanto, al pari di quelle statali, svolgono un servizio pubblico e aiutano tanto le famiglie quanto lo Stato a risparmiare».
Gli «enti no profit e senza scopo di lucro», naturalmente, sono la Chiesa. E l'«educazione degli studenti» di cui parla il sottosegretario è quella cattolica, in un Paese laico che dovrebbe garantire istruzione gratuita e aconfessionale a tutti i cittadini.
Ma alla fine Toccafondi tutti i torti non li ha, nonostante l'articolo 33 della Costituzione dica espressamente che «enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Già, perché dal 2000 le scuole paritarie fanno parte a tutti gli effetti del sistema pubblico di istruzione. E non certo grazie a uno dei ministri clericali dei governi Berlusconi, ma per mano di un ministro di sinistra, Luigi Berlinguer (oggi Pd), che con apposita legge stabilì: «Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali». Il che non annulla certo il veto costituzionale al finanziamento degli istituti privati, ma lo annacqua e ne rende incerti i confini.
Continua ...
http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=93913&typeb=0

Il Vaticano con tutte le sue diramazioni politiche esulta per la Legge di Stabilità, che foraggia le scuole paritarie al di là delle aspettative. In barba alla crisi, gli istituti privati parificati potranno contare su 500 milioni di euro per quest'anno e 500 per il prossimo.
Intervistato dalla rivista ciellina Tempi, il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi, anch'egli ciellino, esulta: «Se questi fondi non fossero stati reintegrati, le scuole paritarie sarebbero sicuramente andate incontro a un taglio degli stanziamenti pari al 45 per cento, che sarebbe automaticamente corrisposto a un raddoppio delle rette». Ma non basta: Imu e Tares ne minano ancora la sopravvivenza. «Secondo me - continua Toccafondi - il vero tema è riuscire a far comprendere che, così come sarebbe assurdo far pagare l'Imu alle scuole statali, lo è altrettanto farla pagare a quelle paritarie, che non sono affatto scuole "di élite" o in alcun modo esclusive, ma sono scuole normalissime, gestite da enti no profit e senza scopo di lucro, la cui unica ragione d'esistere è l'educazione degli studenti. Scuole che, pertanto, al pari di quelle statali, svolgono un servizio pubblico e aiutano tanto le famiglie quanto lo Stato a risparmiare».
Gli «enti no profit e senza scopo di lucro», naturalmente, sono la Chiesa. E l'«educazione degli studenti» di cui parla il sottosegretario è quella cattolica, in un Paese laico che dovrebbe garantire istruzione gratuita e aconfessionale a tutti i cittadini.
Ma alla fine Toccafondi tutti i torti non li ha, nonostante l'articolo 33 della Costituzione dica espressamente che «enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Già, perché dal 2000 le scuole paritarie fanno parte a tutti gli effetti del sistema pubblico di istruzione. E non certo grazie a uno dei ministri clericali dei governi Berlusconi, ma per mano di un ministro di sinistra, Luigi Berlinguer (oggi Pd), che con apposita legge stabilì: «Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali». Il che non annulla certo il veto costituzionale al finanziamento degli istituti privati, ma lo annacqua e ne rende incerti i confini.
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Gli smemorati di Berlino
La Germania, che fa tanto la moralizzatrice con gli altri Paesi europei, è andata in default due volte in un secolo e le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per consentirle di riprendersi. Fra i Paesi che le hanno condonato i debiti, la Grecia, prima di tutto, che pure era molto povera, e l’Italia.
Dopo la Grande Guerra, John Maynard Keynes sostenne che il conto salato chiesto dai Paesi vincitori agli sconfitti avrebbe reso impossibile alla Germania di avviare la rinascita. L’ammontare del debito di guerra equivaleva, in effetti, al 100% del Pil tedesco. Fatalmemte, nel 1923 si arrivò al grande default tedesco, con l’iperinflazione che distrusse la repubblica di Weimar. Adolf Hitler si rifiutò di onorare i debiti, i marchi risparmiati furono investiti per la rinascita economica e il riarmo, concluso, come si sa, con una seconda guerra, ben peggiore, in seguito alla quale a Berlino si richiese un secondo, enorme quantitativo di denaro da parte di numerosi Paesi. L’ammontare complessivo aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora!)
La Germania sconfitta non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre, peraltro da essa stessa provocate.
Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all’ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 Paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.
Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.
Senza l’accordo di Londra che l’ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni. E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell’economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Quindi: che cos’ha da lamentare la Merkel, dal momento che il suo Paese ha subito e procurato difficoltà ben maggiori e che proprio dall’Italia e dalla Grecia ha ottenuto il dimezzamento delle somme dovute per i disastri provocati con la prima e la seconda guerra mondiale? La Grecia nel 1953 era molto povera, aveva un grande bisogno di quei soldi, e ne aveva sicuramente diritto, perché aggredita dalla Germania. Eppure… Perché nessun politico italiano ricorda ai tedeschi il debito non esigito?
venerdì 27 dicembre 2013
Rifiuti a Roma: i cittadini pagano le tasse per assistere al banchetto dei maiali
La situazione dei rifiuti a Roma ha raggiunto livelli incresciosi: ora, nella periferia nord della città, i maiali banchettano tra i cassonetti.
-Redazione- I cittadini di Roma, le tasse, le pagano. Forse non tutti, ma la maggior parte, sì. Onesti cittadini che versano al fisco parte dei loro soldi, compresi quelli per la tassa sui rifiuti,l'Irpef, che nella capitale è a livelli record. E non solo: presto potrebbe ulteriormente aumentare.
Questo dovrebbe, in linea teorica, esser sufficiente per garantire a chi la abita servizi idonei. Tra cui, appunto, lo smaltimento dei rifiuti, che da sempre, però, appare una tematica tabù. Tanto più che, in giro per Roma è un'eccezione incrociare un cassonetto vuoto: più usuale, infatti, trovarli al collasso, con montagne di spazzatura riverse tutt'attorno. Una situazione d'emergenza che ha più volte scatenato l'indignazione di buona parte della politica, ma, soprattutto, dei cittadini. Che ora, come se non bastasse, si ritrovano a fare i conti anche con i maiali. E non è uno scherzo.
La situazione, infatti, è giunta a livelli incresciosi: non si è in aperta campagna, vicino a fattorie, ma nella periferia nord della città, a Boccea, e qui gli abitanti, per buttare via i sacchetti dell'immondizia, devono fare attenzione a non incrociare i maiali che allegramente grufolano pasteggiando tra i rifiuti. Gli stessi animali che ultimamente incuriosiscono e spaventano le persone.
Per cui, i romani se ne facciano una ragione: considerino il pagamento delle tasse per una città pulita una sorta di biglietto per assistere allo spettacolo dei suini, rovistanti e banchettanti, felici, loro, di incappare in un tugurio.
Per cui, i romani se ne facciano una ragione: considerino il pagamento delle tasse per una città pulita una sorta di biglietto per assistere allo spettacolo dei suini, rovistanti e banchettanti, felici, loro, di incappare in un tugurio.
Governo, approvato il Milleproroghe. Letta: “Sì a parti essenziali del Salva Roma”
Nel testo le norme per il riequilibrio di bilancio del Comune di Roma e sugli affitti d'oro. L'esecutivo ha anche varato un intervento per salvare oltre 6 miliardi di fondi europei: oltre 2 sono destinati alle imprese, 700 milioni a sostegno dell'occupazione. Per il contrasto alla povertà sono previsti interventi per 800 milioni

Accanto al decreto Milleproroghe sono state approvate “le norme essenziali” del decreto salva Roma. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Enrico Letta dopo che – nel caos della vigilia di Natale – il governo ha deciso di non portare a termine in Parlamento il provvedimento 2per l’eterogeneità che era venuta fuori”. Le norme principali del decreto Salva Roma che confluiscono nel Milleproroghe “riguardano la materia fiscale, che ha a che fare col bilancio di Roma, e gli affitti d’oro”, ha spiegato Letta. Una vicenda, quella del Salva Roma, che con le “difficoltà incontrate” ha reso evidente come “in questo Paese sia essenziale una riforma complessiva del procedimento legislativo” che deve essere fatta “nel 2014″. La necessità di una riforma, ha aggiunto il presidente al termine del consiglio dei ministri, è dimostrata anche da “questo ingorgo di fine anno”. Secondo Letta l’attuale “procedimento legislativo non è più quello di una democrazia moderna”.
Il consiglio dei ministri ha varato anche un “complesso intervento per salvare i finanziamenti deifondi strutturali” che altrimenti si sarebbero persi. Si tratta, ha precisato il presidente del Consiglio, di una riallocazione di fondi per 6 miliardi e 200 milioni. “Con questa operazione – ha spiegato Letta – abbiamo voluto raggiungere alcuni obiettivi: evitare di buttare via i fondi europei, concentrarci sul disagio sociale maggiore, intervenire per sostenere la ripresa economica. E’ un’operazione con cui non si distolgono soldi dal Sud”. ”Questo intervento, che non è un attonormativo ma amministrativo – ha spiegato Letta – assegna 2,2 miliardi a sostegno delle imprese, 700 milioni a misure a sostegno del lavoro e dell’occupazione, 300 milioni a misure per il contrasto alla povertà e 3 miliardi a misure a sostegno delle economie locali”. Letta ha poi specificato che “di questo complesso di 6,2 miliardi, 1,2 miliardi riguardano la questione del credito alle imprese che è già stata messa in legge di Stabilità”, mentre “tutto il resto è costruito ex novo attraverso una riallocazione dei fondi”. Letta ha anche annunciato che “un miliardo di nuove risorse vanno all’auto-imprenditorialità, in particolare giovanile“.
Berlusconi perde in tribunale contro Marco Travaglio

“L’odore dei soldi”, il libro di Elio Veltri e Marco Travaglio che fu protagonista della campagna elettorale delle politiche del 2001, non ha diffamato Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia ha subito una nuova sconfitta nell’ormai infinita battaglia contro il vice direttore del “Fatto Quotidiano”, iniziata ormai dodici anni fa. L’annuncio della nuova sconfitta in tribunale, questa volta in sede d’appello, è stata definita come un “regalo di Natale” dallo stesso Travaglio, che sul suo blog sul sito del “Fatto” ricostruisce la storia giudiziaria del libro. Nella primavera del 2001, prima delle elezioni che furono vinte dalla Casa della Libertà guidata da Silvio Berlusconi, l’allora deputato dell’Italia dei Valori Elio Veltri ed il giornalista pubblicarono presso i tipi di Edizioni Riuniti “L’odore dei soldi”, un volume che ricostruiva l’inizio della carriera del leader di Forza Italia. Nel libro erano contenute carte giudiziarie provenienti dalle varie inchieste condotte dalla magistratura contro Berlusconi, più una serie di giudizi che lo stesso Berlusconi, Fedele Confalonieri per Mediaset, Fininvest, Beppe Pisanu e Giulio Tremonti giudicarono gravemente lesive della loro dignità, tanto da sporgere querele miliardarie contro gli autori. Marco Travaglio sottolinea come il fondatore di Mediaset abbia chiesto risarcimenti danni per 16 milioni di euro – da sommare alle altre, per un totale di circa 70 miliardi dell’epoca. Le querele erano state sporte non solo contro gli autori del libro, ma anche contro Daniele Luttazzi e Carlo Freccero. Il volume “L’odore dei soldi” era stato infatti presentato durante la trasmissione “Satyricon” condotta dal comico romagnolo su Rai 2, che creò una delle polemiche più forti della campagna elettorale del 2001. Berlusconi, nel famoso “Editto di Sofia”, ne fece infatti riferimento per manifestare il suo desiderio di non vedere più in Rai Luttazzi come Michele Santoro ed Enzo Biagi. In questo video pubblicato su Youtube si può rivedere l’intervista tra Travaglio e Luttazzi durante la quale era stato presentato “L’odore dei soldi”.
Alfano: "La Bossi-Fini non può essere liquidata e sul lavoro basta con i contratti nazionali
Accettiamo la sfida di Renzi. Con Silvio ho rotto davvero
di FRANCESCO BEI
Il salva Roma. Troppe cose sono andate storte. Non credo ci sia una parte politica che possa sottrarsi alla critica, nemmeno il governo.Renzi. "Renzi non ci troverà mai nel campo di chi vuole lasciare le cose come stanno. Siamo noi che vogliamo presentarci alle europee dicendo che il nuovo centrodestra "mette il turbo" alle riforme. Accettiamo su questo il guanto di sfida sui contenuti".
Le priorità. Vogliamo solo contratti aziendali e individuali, superando il contratto unico nazionale. E una dote per il disoccupato da dare a chi lo assume
Il caso dei Cie. Tra quelli che si sono cuciti la bocca a Ponte Galeria la metà sono spacciatori e l'imam è indagato per gravi reati come rapina e lesioni
L'ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA O SU REPUBBLICA+http://www.repubblica.it/politica/2013/12/27/news/alfano_la_bossi-fini_non_pu_essere_liquidata_e_sul_lavoro_basta_con_i_contratti_nazionali-74555406/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter
Poliziotto che convince a non denunciare: è favoreggiamento
Anche se non in servizio, l’ufficiale di polizia giudiziaria è tenuto sempre all’obbligo di denuncia qualora venga a conoscenza di reati: in tali casi, se c’è anche la volontà (dolo) di aiutare il reo ad eludere le indagini, insieme al reato di omissione della denuncia scatta anche quello di favoreggiamento.
Una sentenza estremamente interessante e severa quella appena uscita dalle aule della Cassazione [1]. La Corte, infatti, ha appena sposato la linea dell’intransigenza verso tutti i pubblici ufficiali non ligi al proprio dovere. Vediamo di che si tratta.
Stando a quello che scrivono i giudici supremi, l’agente di polizia che, anche fuori dagli orari di servizio, venga a conoscenza di una notizia di reato, ha l’obbligo di effettuare il rapporto alle autorità giudiziarie. Egli, infatti, è tenuto a osservare i doveri inerenti alla propria funzione, a prescindere dalle concrete modalità di acquisizione della notizia.
Per esempio: se in via confidenziale, un cittadino confessi al poliziotto di essere vittima di ripetute estorsioni per il pagamento del “pizzo”, e il poliziotto, anche se fuori dall’orario di servizio, omette di effettuare la denuncia, quest’ultimo è responsabile per il reato di omessa denuncia di reato [2].
Non solo. La parte più interessante della sentenza arriva ora. La Cassazione afferma che, se l’intento del pubblico ufficiale – che abbia omesso il proprio obbligo – era proprio quello di consentire al malvivente di sottrarsi alle indagini e “farla franca”, egli commette, insieme al reato di omessa denuncia, anche quello di favoreggiamento [3].
Perché la sentenza è importante?
Perché si pone fine a un dibattito e ad un dubbio venutosi a creare all’interno della dottrina. Secondo alcuni, infatti, in tali casi, il reato più grave (quello di favoreggiamento) assorbe ed esclude quello meno grave (di omessa denuncia). Proprio per commettersi il favoreggiamento – si sostiene – è necessario compiere il delitto di “omessa denuncia” [4], sicché le due condotte sono espressione del medesimo reato.
Invece, contro questa interpretazione per così dire “buonista”, la Cassazione ha appunto precisato che i due reati possono ben convivere contemporaneamente. Pertanto, in definitiva, il poliziotto che dissuada il cittadino dallo sporgere denuncia, e ometta di effettuare rapporto proprio allo scopo di tutelare il criminale, non solo commette l’illecito di “omessa denuncia”, ma anche quello di “favoreggiamento” [5].
[1] Cass. sent. n. 51508/13 del 19.12.2013.
[2] Art. 361 comma 2, cod. pen.
[3] Art. 378 cod. pen.
[4] Infatti, secondo parte autorevole della dottrina, qualora il fatto sia commesso con il dolo del delitto di favoreggiamento si configura un concorso apparente di norme, in quanto l’omessa o ritardata denuncia è uno dei modi in cui può commettersi il delitto di favoreggiamento personale e quindi ne è elemento costitutivo. Non dunque di concorso di reati si tratterebbe, ma di concorso apparente di norme con conseguente applicabilità della sola fattispecie più grave ed assorbente o consumante di cui all’art. 378 cod. pen.
[5] I due delitti, infatti, sono offensivi di interessi giuridici diversi, come risultante dal fatto che il delitto di favoreggiamento ben possa commettersi anche con condotte diverse. Secondo tale impostazione deve escludersi che fra dette norme esista un rapporto di specialità ovvero di consunzione o di sussidiarietà, con la conseguenza che i due reati ben possono concorrere.
http://www.laleggepertutti.it/44538_poliziotto-che-convince-a-non-denunciare-e-favoreggiamento
giovedì 26 dicembre 2013
Islanda, ambientalisti bloccano la costruzione di un'autostrada: «Così distruggete la casa degli elfi»

«Salviamo la casa degli Elfi, quello è il loro habitat naturale". Gridano i Friends of Lava», così si fa chiamare il gruppo di abitanti diGálgahraun Lava Field, quello che da tutti è considerato il paese degli Elfi.
La corte suprema d'Islanda al momento ha fatto interrompere il progetto perché vuole fare luce sulla vicenda. Mettersi contro le leggende potrebbe essere controproducente. La realtà però nasconde unabattaglia ambientalista per salvaguardare un'area considerata ancora incontaminata.
USA Gov chiesto di dimostrare Osama Bin Laden Morte - In Tribunale

E 'un fatto triste che gli americani vengono negato il diritto di sapere che cosa il proprio governo è fino a. Secondo una petizione alla Corte Suprema, il sistema giudiziario federale è la colpa per la mancanza di informazioni quando si tratta di operazioni del governo.
La preoccupazione è stata sollevata dal Judicial Watch, un'organizzazione dedicata alla lotta contro la corruzione e noto per mantenere il potere giudiziario, legislativo e la burocrazia federale sotto controllo.
Secondo Tom Fitton, presidente di Judicial Watch, il peso del caso non può essere sottovalutato. Essa determinerà se il presidente Obama è in grado di riscrivere Freedom of Information Act 'e sempre negare agli americani il diritto di conoscere le operazioni del governo. Egli continua a sostenere che il fatto che il governo pensa di poter mettere la sensibilità dei terroristi al di sopra della legge deve essere messa in discussione da ogni cittadino.
Il caso contesta la decisione del governo di trattenere oltre 50 fotografie e video che sono stati presumibilmente scattate durante l'uccisione di Osama Bin Laden. Il raid si dice che abbia avuto luogo il 1 ° maggio 2011 presso il compound del terrorista in Pakistan. La decisione del governo federale di trattenere queste immagini è stato sostenuto dai tribunali federali. Tuttavia, il Judicial Watch ha proceduto alla Corte Suprema degli Stati Uniti per la decisione da rivedere. L'argomento che il governo dà è che le immagini potrebbero irritare i nemici degli Stati Uniti e aumentare la minaccia di un altro attacco. Il ricorso mira ad annullare la decisione dei tribunali federali e per pressurizzare il Dipartimento della Difesa e della CIA per rilasciare le immagini di pubblico dominio.
Il Judicial Watch ha chiesto in primo luogo per le immagini e / o video dal Dipartimento della Difesa e della CIA. Tuttavia, poiché non hanno risposto, l'organizzazione ha deciso di portare la questione in tribunale. L'organizzazione aveva anche presentato una mozione prima che fosse contro il Dipartimento della Marina per aver rifiutato di condividere i dati reali del funerale e la sepoltura di Osama Bin Laden. La Marina nella sua difesa ha detto che l'informazione potrebbe essere usata dai nemici degli Stati Uniti e gli islamisti potrebbe anche essere incitato ad attaccare i cittadini americani. Il Judicial Watch ha affermato che è stato solo cercando la descrizione della sepoltura, e non tutte le informazioni sensibili che potrebbero compromettere le future operazioni dei militari.
Il Centro Occidentale per il giornalismo ha pubblicato un rapporto di Pamela Barnett che metteva in discussione l'uccisione di Osama Bin Laden dopo aver esaminato le prove fornite dal governo. Uno dei messaggi di posta elettronica militari Redacted è ciò che attira tutta l'attenzione.
Secondo l'email c'erano piani in corso per una sepoltura il 29 aprile, 2011. Tuttavia, l'annuncio circa l'uccisione di Osama Bin Laden è stato effettuato il 1 maggio 2011. Ciò implica che il presidente consapevolmente mentito a tutto il mondo circa la data in cui il terrorista è stato ucciso. Secondo Barnett, ci sono diverse email che dimostrano che la vera missione ha avuto luogo nel 28 aprile e 1 maggio non come sostiene la presidente.
Grillo, attacco di Natale a Napolitano: "Il 31 sarà il suo ultimo discorso"
Sul suo blog un posto "Merry Christmas Mr. President". Lo descrive come di consueto al pari di un re e pronostica: "Impeachment, poi sulla panchina"
ROMA - "Ogni anno a Capodanno, da tempo immemore, il presidente faceva un discorso al popolo. Questa tradizione si ripete forse l'ultima volta. A gennaio lo aspetta una richiesta di impeachment per la sua decadenza. Un atto spiacevole verso chi ha dedicato la sua intera esistenza alla patria. Un atto da parte di una forza politica a lui forse ignota, della cui presenza non si era accorto, il presidente non sentiva infatti i boom. L'impeachment è un atto d'amore per consentirgli di godere un meritato riposo con la sua famiglia e di trascorrere serene giornate sulle panchine del Pincio con dei vecchi amici. Chissà se ringrazierà. Merry Christmas, mister President". E' il finale irridente di un lungo post che Grillo pubblica oggi sul suo blog.
Una promessa di battaglia contro il Presidente che è ormai una delle campagne di punta del leader del M5S. Auguri ironici a qyuello che, nel lungo "messaggio", Grillo descrive come un "re in quel Paese in cui la monarchia non esisteva da tempo. Pur non essendo un re, regnava come un re. Viveva in una reggia che superava per sfarzo i palazzi dei reali d'Europa".
Quindi in sintesi la descrizione polemica dei passaggi essenziali della recente storia politica: "Come un regnante - scrive ancora Grillo - nominava i suoi primi ministri... Il vecchio signore era una presenza intramontabile. Rassicurante. La parola del presidente era sacra, inviolabile, non poteva essere udita dai magistrati. Quando ciò accadeva e una sua conversazione con un indagato veniva registrata, il presidente faceva cancellare i nastri. Il suo nome, come quello di Dio, non poteva essere nominato invano neppure nelle assise parlamentari".
"Il presidente - prosegue Grillo - non aveva data di scadenza, pur prevista nella Costituzione, e si faceva rieleggere, per il bene del Paese... si credeva indispensabile, si circondava di corti di saggi scelti con estrema oculatezza che avrebbero dovuto riscrivere le regole. Dettava le condizioni del suo permanere ai primi ministri, ridotti alla stregua di gran ciambellani".
http://www.repubblica.it/politica/2013/12/25/news/grillo_a_natale_contro_napolitano-74478160/
ROMA - "Ogni anno a Capodanno, da tempo immemore, il presidente faceva un discorso al popolo. Questa tradizione si ripete forse l'ultima volta. A gennaio lo aspetta una richiesta di impeachment per la sua decadenza. Un atto spiacevole verso chi ha dedicato la sua intera esistenza alla patria. Un atto da parte di una forza politica a lui forse ignota, della cui presenza non si era accorto, il presidente non sentiva infatti i boom. L'impeachment è un atto d'amore per consentirgli di godere un meritato riposo con la sua famiglia e di trascorrere serene giornate sulle panchine del Pincio con dei vecchi amici. Chissà se ringrazierà. Merry Christmas, mister President". E' il finale irridente di un lungo post che Grillo pubblica oggi sul suo blog.
Una promessa di battaglia contro il Presidente che è ormai una delle campagne di punta del leader del M5S. Auguri ironici a qyuello che, nel lungo "messaggio", Grillo descrive come un "re in quel Paese in cui la monarchia non esisteva da tempo. Pur non essendo un re, regnava come un re. Viveva in una reggia che superava per sfarzo i palazzi dei reali d'Europa".
Quindi in sintesi la descrizione polemica dei passaggi essenziali della recente storia politica: "Come un regnante - scrive ancora Grillo - nominava i suoi primi ministri... Il vecchio signore era una presenza intramontabile. Rassicurante. La parola del presidente era sacra, inviolabile, non poteva essere udita dai magistrati. Quando ciò accadeva e una sua conversazione con un indagato veniva registrata, il presidente faceva cancellare i nastri. Il suo nome, come quello di Dio, non poteva essere nominato invano neppure nelle assise parlamentari".
"Il presidente - prosegue Grillo - non aveva data di scadenza, pur prevista nella Costituzione, e si faceva rieleggere, per il bene del Paese... si credeva indispensabile, si circondava di corti di saggi scelti con estrema oculatezza che avrebbero dovuto riscrivere le regole. Dettava le condizioni del suo permanere ai primi ministri, ridotti alla stregua di gran ciambellani".
http://www.repubblica.it/politica/2013/12/25/news/grillo_a_natale_contro_napolitano-74478160/
Nepal: due turisti italiani trovati morti in hotel
Si ipotizza morte per asfissia o soffocamento

ROMA, 25 DIC - Due turisti italiani sono stati trovati morti in una stanza d'albergo a Lagan, nel distretto di Kathmandu.
Lo scrive il sito del giornale nepalese myrepublica.com citando fonti di polizia. Luciano Trezza, 53 anni, e Rita Melorio, 48, erano arrivati nella guest house lo scorso 11 dicembre e sono stati visti l'ultima volta dallo staff dell'albergo ieri mattina.
Il personale non vedendo più uscire la coppia dalla stanza ha chiamato la polizia. Ancora ignote le cause del decesso: le prime ipotesi parlano di morte per asfissia o soffocamento.
Nella stanza dei due turisti italiani la polizia ha trovato tre bombole del gas e utensili per cucinare. Secondo gli impiegati dell'albergo la coppia, che era cliente abituale della guest house, era solita cucinarsi i pasti in camera. Tutte le finestre e le prese d'aria nella camera erano chiuse o coperte da fogli di carta.
Dodici giorni fa era morti due turisti cinesi per una fuga di gas a Nagarkot.
http://www.repubblica.it/esteri/2013/12/26/news/nepal_una_coppia_turisti_italiani_trovati_morti_in_hotel-74483960/

ROMA, 25 DIC - Due turisti italiani sono stati trovati morti in una stanza d'albergo a Lagan, nel distretto di Kathmandu.
Lo scrive il sito del giornale nepalese myrepublica.com citando fonti di polizia. Luciano Trezza, 53 anni, e Rita Melorio, 48, erano arrivati nella guest house lo scorso 11 dicembre e sono stati visti l'ultima volta dallo staff dell'albergo ieri mattina.
Il personale non vedendo più uscire la coppia dalla stanza ha chiamato la polizia. Ancora ignote le cause del decesso: le prime ipotesi parlano di morte per asfissia o soffocamento.
Nella stanza dei due turisti italiani la polizia ha trovato tre bombole del gas e utensili per cucinare. Secondo gli impiegati dell'albergo la coppia, che era cliente abituale della guest house, era solita cucinarsi i pasti in camera. Tutte le finestre e le prese d'aria nella camera erano chiuse o coperte da fogli di carta.
Dodici giorni fa era morti due turisti cinesi per una fuga di gas a Nagarkot.
http://www.repubblica.it/esteri/2013/12/26/news/nepal_una_coppia_turisti_italiani_trovati_morti_in_hotel-74483960/
martedì 24 dicembre 2013
GRANDE: il Codacons denuncia i Senatori che hanno votato l’emendamento a favore del gioco d’azzardo per “istigazione al gioco d’azzardo e concorso in lesioni psichiche” !!!

Il Codacons ha deciso di presentare alla Procura di Roma una denuncia per “istigazione al gioco d’azzardo e concorso in lesioni psichiche”. I destinatari sono i 140 senatori di Pd, Sc, Ncd e Gal che hanno votato l’emendamento alla legge di stabilità che prevede un vero e proprio ricatto nei confronti degli enti locali che non rilasceranno le licenze delle slot machine. Per Regioni e comuni sono previsti meno trasferimenti dallo Stato se questi emanano norme restrittive contro il gioco d’ azzardo.
Per l’associazione dei consumatori, “si tratta di una vera e propria istigazione al gioco d’ azzardo, un gesto scriteriato da parte dei senatori che fa nascere più di un sospetto circa i rapporti tra la classe politica e le società del gioco, e impone alla magistratura di porre sotto indagine i singoli senatori che con il loro voto hanno deciso di gettare migliaia di cittadini in pasto alle dipendenze da gioco – argomenta il Codacons - In un paese come l’ Italia in cui il gioco è una vera e propria emergenza, con costi sociali pari a 7 miliardi di euro all’ anno, punire gli enti locali che cercano di tutelare i cittadini e limitare l’ insorgenza delle ludopatie può configurare veri e propri reati”.
Il PD, con il suo segretario Matteo Renzi, dopo averlo votato, ha definito l’emendamento una porcata, ma non sta facendo nulla per cancellarlo.
lunedì 23 dicembre 2013
Debutta la nuova imposta sulla casa, Iuc che incorpora Imu, Tasi e Tari

Debutta la nuova imposta unica comunale che combina Imu, Tasi e Tari; resta in vita la mini-Imu.
Iuc: è questo il nome a cui, d’ora in poi, ci dovremo abituare. Dopo l’Ici, l’Imu e poi la Tasi, debutta la nuova tassa sugli immobili. La novità è stata approvata ieri dalla Camera insieme al resto delle norme che compongono la manovra di stabilità, su cui il Governo aveva messo la fiducia. Lunedì è atteso anche il voto del Senato.
L’Iuc (Imposta unica comunale) ricomprenderà la vecchia Imu (che rimane in vigore ma non per la prima casa), la Tasi sui servizi indivisibili dei Comuni e la Tari sui rifiuti che sostituirà la Tares.
La nuova imposta è basata su due presupposti:
1) il possesso di immobili valido ai fini Imu;
2) la fruizione di servizi comunali cui sono agganciati un tributo per i servizi indivisibili (Tasi) e una tassa sui rifiuti (Tari).
La Iuc (Imposta unica comunale), in sé e per sé, non esprime una tassa. Ricomprende, però, ben tre diversi tributi: l’Imu, imposta di natura patrimoniale che rimane in vigore ma non per la prima casa; la Tasi, il tributo sui servizi indivisibili; la Tari, tassa sui rifiuti.
Ecco dunque la nuova mappatura delle imposte sugli immobili.
Immobili che non sono abitazioni principali
Si paga ancora la vecchia Imu (come l’abbiamo sin qui conosciuta) e la Tasi.
Le aliquote sono determinate dai Comuni, con la particolarità che la somma delle due componenti (Imu e Tasi) non potrà superare l’aliquota massima dell’Imu, cioè il 10,6 per mille del valore imponibile (o, nel caso dell’abitazione principale, il 6 per mille).
Se quindi l’aliquota della Tasi fissata dal municipio per le abitazioni non principali sarà, per esempio, il 2 per mille (il range va da 1 a 2,5 per mille), quella dell’Imu non potrà superare l’8,6 per mille.
In caso di locazione, la Tasi sarà in parte a carico degli inquilini.
È stato inoltre reintrodotto l’Irpef sulle seconde case, nella misura del 50% rispetto a prima, a carico dei contribuenti che possiedono abitazioni nello stesso Comune in cui risiedono. Così vengono penalizzate le case sfitte ma non le case per le vacanze.
Immobili che sono abitazioni principali
Per essi non si paga l’Imu ma la Tasi.
L’aliquota sarà di base all’1 per mille, che potrà essere aumentata dai Comuni fino al 2,5 per mille (ma già si parla di un possibile innalzamento al 3,5 per mille, come riferito a pagina 5).
Non sono previste per la Tasi (così come lo era invece per l’Imu) detrazioni fisse, che potranno tuttavia essere decise dai Comuni. Quindi, se un Comune ha l’aliquota sull’abitazione principale al 4 per mille, potrà applicare una Tasi del 2 per mille (il totale non supera il 6 per mille, il massimo di legge per le abitazioni principali).
Al 24 gennaio si dovrà inoltre pagare la differenza tra l’Imu risultante dall’aliquota del 4 per mille e quella eventualmente più alta (sino a un massimo del 6 per mille) stabilita per l’abitazione principale dai singoli comuni per il 2013.
Entra infine in scena la Tari, che è la vecchia Tarsu, la tassa sui rifiuti.
La Tari viene misurata a metri quadrati di superficie calpestabile ma il Comune può commisurarla alla quantità di rifiuti prodotti in relazione agli usi e alle tipologie delle attività svolte e al costo dello smaltimento dei rifiuti.
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Terremoto nello stretto di Messina Forte scossa alle 5.20
MESSINA- Intorno alle 05.20, una forte scossa di terremoto ha interessato lo Stretto di Messina. Il sisma, di magnitudo 4 è stato avvertito distintamente dalla popolazione. Secondo le strumentazioni dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il terremoto si è verificato, a mare, ad una profondità di 7.3 Km. Solo paura per gli abitanti. Al momento non segnalati danni a persone o cose. Alle 6, lo sciame sismico, ha prodotto una nuova scossa, fortunatamente più leggera della precedente, magnitudo 2.8.
domenica 22 dicembre 2013
Tutti i dettagli sulla Tempesta di Natale in arrivo sull’Italia: massima allerta, ecco le zone più colpite
Sarà un Natale di forte maltempo sull’Italia, come emerge chiaramente già dai bollettini previsionali degli ultimi giorni: tutto il nostro Paese sarà colpito da una vasta e intensa ondata di maltempo che interesserà dapprima il nord/ovest per poi estendersi a Sardegna, regioni centrali tirreniche e nord/est, e infine spostarsi al Sud, il tutto proprio nei giorni “clou” delle festività natalizie e cioè tra martedì 24 e venerdì 27dicembre 2013. La tempesta sarà di provenienza atlantica, dove nelle ore precedenti e proprio tra lunedì 23 e martedì 24 fenomeni particolarmente intensi in termini di venti da uragano (oltre i 150km/h), forti piogge e abbondanti nevicate sferzeranno le isole Britanniche prima di raggiungere l’Italia.

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http://www.meteoweb.eu/2013/12/tutti-i-dettagli-sulla-tempesta-di-natale-in-arrivo-sullitalia-massima-allerta-ecco-le-zone-piu-colpite/247940/

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http://www.meteoweb.eu/2013/12/tutti-i-dettagli-sulla-tempesta-di-natale-in-arrivo-sullitalia-massima-allerta-ecco-le-zone-piu-colpite/247940/
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