mercoledì 23 gennaio 2008

Parte il progetto "Genoma 1000" via alla mappa di tutte le malattie

ROMA - Mille persone - tra cui anche un gruppo di volontari toscani - scriveranno un nuovo capitolo nella storia del genoma umano con dettagli assolutamente senza precedenti. L'obiettivo è quello comporre la prima completa mappa dei geni delle malattie, rare e meno rare. Costo 30-50 milioni di dollari, è "1000 Genomes Project", un nuovo progetto genoma 'moltiplicato 1000', dalla potenza maggiore rispetto a quello già realizzato, perché con nuove tecnologie di sequenziamento del Dna si scoveranno, tra i genomi dei 1000 volontari, anche le più piccole differenze. E' proprio in queste differenze, infatti, che si annidano i segreti di moltissime malattie umane, visto che il Dna umano è identico al 99 per cento. Lanciato da un consorzio internazionale di ricercatori, sarà diretto dal Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton (GB), dall'Istituto di Genomica di Pechino, e dal National Human Genome Research Institute (NHGRI), parte dei National Institutes of Health (NIH) in Usa. Nella prima parte del progetto, che durerà un anno, si scalderanno i motori sequenziando il Dna di due famiglie e 180 individui. Nella fase successiva, per la durata di due anni, gli scienziati analizzeranno qualcosa come 8,2 miliardi di lettere di Dna al giorno (basi), l'equivalente di oltre due interi genomi umani ogni 24 ore. Il progetto, che prende le mosse dal precedente 'Hap Map' in cui sono state isolate le prime variazioni genetiche legate a malattie si propone di analizzare una mole di dati senza precedenti e potrà farlo perché le tecnologie al servizio della genetica sono aumentate e contemporaneamente i costi diminuiti. "Basti pensare - spiega Giuseppe Novelli, genetista dell'Università di Roma- Tor Vergata - che se nel 2001 ci voleva, diciamo così, un euro a gene, ora il costo è di un centesimo; inoltre che in soli sei mesi, da aprile a settembre 2007, sono più che raddoppiati i geni legati a malattie scoperti". "Il progetto esaminerà il genoma umano in un dettaglio mai tentato prima" ha dichiarato Gil McVean, dell'Università di Oxford e co-presidente del consorzio, "una scala immensa; con sei milioni di miliardi di basi genererà in tre anni una mole di dati 60 volte maggiore di quanti ne siano stati depositati in tutti i database genetici negli ultimi 25 anni". E potrebbe permettere finalmente per la prima volta di calcolare in modo clinicamente significativo il rischio genetico di contrarre alcune malattie. http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/dna-malattie/dna-malattie/dna-malattie.html

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