domenica 8 marzo 2009

L'Italia nella crisi è un'isola felice - di EUGENIO SCALFARI

L'industria americana dell'auto è moribonda. Le grandi banche americane traballano malgrado robuste iniezioni di liquidità e con loro traballano le grandi assicurazioni pubbliche. Le banche dell'Est europeo agonizzano coinvolgendo le loro finanziatrici austriache, svedesi, tedesche, britanniche. Traballano anche alcuni Stati sovrani dentro e fuori Eurolandia: Lettonia, Ucraina, Grecia, Irlanda, l'emirato di Dubai. Le Borse crollano in tutti i paesi occidentali e in Giappone. Il credito è ingolfato. "I messi di sventura piovon come dal ciel". In questa generale catastrofe c'è un'isola felice, l'Italia. Banche solide, risparmio privato abbondante, debito pubblico elevato ma sotto controllo, governo lungimirante. "Adelante Pedro, con juicio". Berlusconi è il secondo dopo Dio e Tremonti il suo profeta. Il futuro è terra incognita ma il presente è terra solida. Negli ultimi giorni, per ricostruire una fiducia latitante, il governo ha sparato una raffica di cifre da mozzare il fiato, una mitragliata di provvedimenti, un esempio inimitabile di prudenza, saggezza, audacia ed esperto coraggio. Gli altri annaspano, Obama compreso, ma noi sappiamo dove andiamo. Una sola ruota non funziona: una stampa allarmista, una tivù pubblica che critica il governo, un'opposizione blaterante, un sindacato all'insegna del tanto peggio-tanto meglio. Non fosse per quest'elemento impazzito, l'ingranaggio marcerebbe a meraviglia e il sistema Italia potrebbe ambire legittimamente ad una leadership europea. Mondiale no, anzi non ancora, ma non mettiamo limiti alla divina provvidenza. Domani del resto papa Ratzinger benedirà Roma dal balcone del Campidoglio con a fianco il sindaco Caltagirone. Chiedo scusa, il sindaco Alemanno. Insomma qui, nel paese-giardino della Chiesa, tutto va nel migliore dei modi.
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http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/crisi-19/scalfari-8mar/scalfari-8mar.html

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