lunedì 30 novembre 2009

La ricostruzione in Abruzzo tra mafia, corruzione e disinteresse

"Le speculazioni saranno impossibili, ricostruiremo in 6 mesi tenendo fuori speculazione e mafia".
Con queste esatte parole, il 17 aprile 2009, appena 11 giorni dopo il devastante sisma abruzzese, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi inaugurava l’inedita fase di ricostruzione virtuosa: tempi record e piena legalità.Un piano talmente innovativo da risultare inedito ancora oggi.Dopo quasi 8 mesi i cittadini insediati presso C.A.S.E. o M.A.P. sono appena 6 mila. 19 mila le persone ancora sparse tra gli alberghi e le caserme dell’intera regione. Tutte le altre: sistemate autonomamente in abitazioni alternative o dentro la propria casa lesionata.Sono questi stessi numeri ufficiali della Protezione Civile a mostrare come, dopo 8 mesi, ci si trovi (inevitabilmente) in una fase di post-emergenza, con le tendopoli ancora nella fase finale di smantellamento. La "ricostruzione", questo termine troppo spesso usato a sproposito, a L’Aquila non assume alcun significato.Per quanto concerne gli interessi illeciti e le contaminazione mafiose, le lodevoli intenzioni dell’esecutivo e del suo primo rappresentante non sembrano essersi tradotte in fatti concreti. Gli eventi degli ultimi mesi dipingono un quadro impietoso: tre ditte allontanate su ordine della Prefettura dell’Aquila per probabili contaminazioni mafiose, oltre 300 appalti sotto indagine della DIA, sei indagati per un’ipotesi di corruzione e turbativa d’asta per gli appalti di ricostruzione.Il tutto quando la ricostruzione vera e propria non è nemmeno cominciata.
Continua ...
http://www.agoravox.it/attualita/cronaca/article/la-ricostruzione-in-abruzzo-tra-11195

Nessun commento:

Posta un commento